Johnnie Cope

From “Drums of Autumn” of the Outlander saga written by Diana Gabaldon chapter 4.
In the future Roger sings many popular airs at the Celtic Festival in New England (Outlander Season 4, episode 3)
And here’s one from the ’45,” he said. “This one is from the famous battle of Prestonpans, at which the Highland Army of Charles Stuart routed a much greater English force, under the command of General Jonathan Cope.” 
[In “Tamburi d’Autunno” della saga “La Straniera” di Diana Gabaldon, capitolo 4.
Nel futuro Roger canta molti brani popolari al Festival Celtico nel New England (Outlander stagione 4, terzo episodio)
“E adesso eccovene una del ’45” annunciò. “Viene dalla famosa battaglia di Prestonpans, nella quale l’Esercito delle Highlands di Charlie Stuart sbaragliò le forze inglesi, assai più numerose, sotto il comando del Generale Jonathan Cope”

“Johnnie Cope” is a jacobite song related to the Battle of Prestonpans (a location not far from Edinburgh – Scotland) composed by Adam Skirving . The Scots remember it as the battle of Gladsmuir because of an old prophecy that the pretender to the throne of Scotland would be victorious to Gladsmuir.
“Johnnie Cope” è una canzone giacobita riferita alla battaglia di Prestonpans (una località poco  lontano da Edimburgo – Scozia) composta da Adam Skirving. Gli scozzesi la ricordano come la battaglia di Gladsmuir per via di una vecchia profezia secondo la quale il pretendente al trono di Scozia sarebbe stato vittorioso a Gladsmuir.

charlie-letterA lot of textual versions: almost all begin with the description of a correspondence between John Cope and Charlie Stuart (the Young Pretender), obviously invented, to create a tasty affair between them and they end with Cope terrified at the sight of the Highlanders charge!
The refrain taunts Cope giving him a Sleeping Beauty , the sarcastic verses and the cheerful melody have brought this piece to the present day, still played by many soloists and musical groups.
Le versioni testuali sono molteplici, anche se quasi tutte iniziano con  la descrizione di un carteggio tra John Cope e Charlie Stuart (il  Giovane Pretendente), ovviamente inventato, per creare un gustoso siparietto  tra i due protagonisti e si concludono con Cope terrorizzato alla vista della carica degli Highlander!
Il ritornello schernisce Cope dandogli del  bell’addormentato, i versi sarcastici e la melodia allegra, hanno fatto arrivare fino ai nostri giorni questo brano, ancora interpretato da molti  solisti e gruppi musicali.

TO THE TUNES ( LE MELODIE )

We have three distinct tunes as well as many textual versions, 
[Del brano ci sono almeno tre melodie distinte come pure  molte versioni testuali]
in “Companion” (Oswald, 1759, ix. 11)
in “Scots Tunes” (McLean, c. 1772, 23)
in “Airs” (Aird, 1783, ii. No. J2)
in “SMM”(Johnson, 1790)

The melody is the traditional march of the Scots Guards Regiment
La melodia è diventa la sveglia tradizionale delle Scots Guards Regiment 

Joseph Ritson version

A vigorous interpretation of a very young Andy Stewart ( I, II, IV, V, VI)
Una gagliarda interpretazione di un Andy Stewart giovanissimo 

Sparkling interpretation of Alaistair McDonald and an amazing arrangement with the banjo.
Spumeggiante  interpretazione di Alaistair McDonald e uno  strepitoso arrangiamento con il banjo.

The Tannahill  Weavers in Tannahill Weavers IV – 1981
the legendary “weavers of Tannahill” combined the melody with “The Atholl Highlanders” (here in jig version). The text has small variations in the choice of words [i mitici “tessitori di Tannahill” hanno accoppiato la melodia con “The Atholl Highlanders”  (qui in versione giga). Il testo ha delle piccole variazioni nella scelta delle parole]

Planxty in Cold Blow And The Rainy Night

And the Corries version with bodhran

Joseph Ritson, 1794
I
Cope sent a challenge frae Dunbar (1)
Sayin “Charlie (2) meet me an’ ye daur (3)
An’ I’ll learn ye the airt o’ war
If ye’ll meet me in the morning.”
Chorus
O Hey! Johnnie Cope are ye waukin’ (4) yet?
Or are your drums a-beating yet?
If ye were waukin’ I wad wait
Tae gang tae the coals (5) in the morning.
II
When Charlie looked the letter upon
He drew his sword and scabbard (6) from
“Come, follow me, my merry men
And we’ll meet Johnnie Cope in the morning.”
III
“Now Johnnie, be as good as your word
Come, let us try baith fire and sword
And dinna flee like a frichted bird
That’s chased frae its nest i’ the morning.”
IV
When Johnnie Cope he heard o’ this
He thocht it wouldna be a miss
Tae hae a horse in readiness
Tae flee awa in the morning.
V
Fye now, Johnnie, get up an’ rin
The Highland bagpipes mak’ a din (7)
It’s better tae sleep in a hale skin
For it will be a bluidie morning (8).
VI
When Johnnie Cope tae Dunbar cam
They speired (9) at him, “Where’s a’ your men?”
“The de’il confound me gin I ken
For I left them a’ in the morning.”
VII
Now Johnnie, troth ye werena blate (10)
Tae come wi’ news o’ your ain defeat
And leave your men in sic (11) a strait
Sae early in the morning.
VIII
In faith, quo Johnnie, I got sic flegs (12)
Wi’ their claymores an’ philabegs (13
Gin (14) I face them again, de’il brak my legs
So I wish you a’ good morning.
Traduzione italiana Cattia Salto
I
Cope lanciò una sfida da Dunbar 
dicendo “Charlie incontratemi se osate,
e io vi insegnerò l’arte della guerra
se m’affronterete all’alba”
Ritornello
Ehi Johnny Cope sei già sveglio ?
e i tuoi tamburi rullano di già?
Se sei sveglio aspetterò prima
di andare nella miniera di carbone stamattina!
II
Quando Charlie lesse la lettera
estrasse la spada dal fodero
“Venite, seguitemi, miei valorosi
e affronteremo Johnny Cope all’alba”
III [Charlie]
“Ora Johnny, siate di parola,
venite, sfidiamoci con il moschetto e la spada
e non fuggite come un uccellino timoroso
che è cacciato dal nido all’alba”
IV
Quando Johnny Cope lo sentì
pensò che non sarebbe stato sbagliato
avere un cavallo pronto
per fuggire via all’alba.
V
Bene, allora Johnny alzati e scappa
le cornamuse scozzesi si avvicinano
è meglio dormire in una pelle sana
che essere bucherellato all’alba
VI
Quando Johnny Cope a Dunbar ritornò,
gli venne chiesto “Dove sono i vostri uomini?”
“Lo sa il Diavolo se lo so,
perchè li ho lasciati tutti all’alba”
VII
Non ti vergogni Johnny
di dover annunciare la tua sconfitta
e di aver lasciato i tuoi uomini nei guai
così di mattina presto?
VIII
“In fede” disse Johnny “mi è venuto un tale spavento per i loro spadoni e gonnellini,
che sia dannato se li affronterò di nuovo,
così auguro a tutti un buon giorno”

French translation
NOTE
1) Dunbar is a town on the south-east coast of Scotland about forty kilometers from Edinburgh, where Cope’s troops landed while the jacobites entered Edinburgh
Dunbar  è la cittadina della costa sud-est della Scozia a una quarantina di km da  Edimburgo, dove sbarcarono gli inglesi  mentre le truppe ribelli entravano in Edimburgo
2) Charles Stuart, the Young Pretender
3) daur =dare [sfidare]
4) wauking=waking 
5) 
The witness is a miner of the nearby coal mines who stopped for a few minutes to watch the British escape! [Il testimone è un minatore delle vicine miniere di carbone che si è fermato qualche minuto per assistere alla fuga degli inglesi e dice ironicamente a Cope: sbrigati ad alzarti che ho fretta di andare al lavoro!]
6) The phrase pronounced by the Bonnie Prince before the battle  “My friends I have flung away the scabbard!” [frase pronunciata dal Bonnie Prince prima della battaglia “Amici miei, ho gettato il fodero!“]
7)  “make their noise” [letteralmente fanno rumore]
8) bluidie morning= bloody morning [letteralmente  “perchè sarà una mattina sanguinosa (dannata)”]
9) speired=asked. The losses suffered by the British were heavy in the face of only thirty deaths in the Scottish camp. [Le perdite subite dagli inglesi furono pesanti a fronte di solo trenta morti nello schieramento scozzese.]
10) blate=shy, [timido]
11) sic=such
12) flegs=frights, [paure]
13) philabegs=kilts. The famous  highlanders charge!  [La famosa carica degli highlanders]
14) gin= if [Cope risponde “e se li incontrassi di nuovo, che il diavolo mi prenda”]

ATHOLL HIGHLANDERS

La melodia è stra-conosciuta, suonata come marcia o come jig. Atholl si trova nel cuore delle Highlands scozzesi e deriva il nome dal gaelico “ath Fodla” ovvero Nuova Irlanda conseguente alle invasioni nell’isola delle tribù irlandesi nel VII sec. Gli Atholl Highlanders sono un reggimento di fanteria scozzese alle dipendenze private del Duca di Atholl (tutt’ora effettivo a livello cerimoniale)
da The Fiddler’s  Companion
The name Athole (or Atholl) derives from  the Gaelic ath Fodla,  generally translated as New Ireland, and stems from the first invasion of the  northern land by the Irish tribe the Scots in the 7th century (Matthews,  1972). The tune, described sometimes as a Scottish warpipes  melody, is dedicated to the private army of the Duke of Atholl,  the last private army still legally existing (albeit on a token level) in the  British Isles (Boys of the Lough). The original Athole Highlanders (and the ones associated with the  tune) were the old 77th Highland Regiment, raised in 1778 and commanded by  Colonel James Murray. Musically, the tune contains a characteristic melodic  cliché in Scottish music in which a figure is followed by the same or a  related figure on the triad one tone below or above (Emmerson,  1971).

Il generale George Murray (1694-1760) che seguì la rivolta giacobita del 1745 era il sesto figlio di John Murray duca di Atholl.
The Argyll & Sutherland Highlanders

ROBERT BURNS: Sir John Cope Trode The North Right Far

“Sir John Cope Trode The North Right Far”, the Robert Burns version is collected in the Scots Musical Museum.
Burns recorded a short note on this piece in his commentary on the ‘Museum’ ‘The air was the tune of an old song, of which I have heard some verses, but now only remember the title, which was ‘Will ye go to the coals in the morning”. (from here)
“Sir John Cope Trode The North Right Far” è la versione di Robert Burns riportata nello Scots Musical Museum, nelle note Burns così commenta: “l’aria è la melodia di una vecchia canzone, di cui ho sentito alcuni versi, ma ora ricordo solo il titolo, che era ‘Will ye go to the coals in the morning”

Jamie McMenemy

Paul Kenna

Scots Musical Museum, 1790
I
Sir John Cope trode the north right far, 
Yet ne’er a rebel he cam naur,

Until he landed at Dunbar
Right early in a morning.
II
He wrote a challenge for Dunbar,

Come fight me Charlie an ye daur;
If it be not by the chance of war
I’ll give you a merry morning.
III
When Charlie look’d the letter upon

He drew his sword and scabbard from-
“So Heaven restore to me my own,
I’ll meet you, Cope, in the morning.”
Chorus
Hey Johnie Cope are ye wauking yet,
Or are ye sleeping I would wit:
O haste ye get up for the drums do beat,
Of fye Cope rise in the morning.

IV
Cope swore with many a bloody word
That he would fight them gun and sword,
But he fled frae his nest like an ill scar’d bird, And Johnie he took wing in the morning.

V
It was upon an afternoon,

Sir Johnie march’d to Preston town;
He says, “My lads come lean you down, 
And we’ll fight the boys in the morning.”
VI

But when he saw the Highland lads
Wi’tartan trews (1) and white cokauds,
Wi’ swords and guns and rungs and gauds,
O Johnie he took wing in the morning.
[chorus]

VII
On the morrow when he did rise,

He look’d between him and the skies;
He saw them wi’ their naked thighs,
Which fear’d him in the morning.
VIII
O then he flew into Dunbar,

Crying for a man of war;
He thought to have pass’d for a rustic tar,
And gotten awa in the morning.
IX
Sir Johnie into Berwick rade,

Just as the devil had been his guide;
Gien him the warld he would na stay’d
To foughten the boys in the morning.
[chorus]
X
Says the Berwickers unto Sir John,

O what’s become of all your men,
In faith, says he, I dinna ken,
I left them a’ this morning.
XI
ays Lord Mark Kerr (2), ye are na blate,

To bring us the news o’ your ain defeat;
I think you deserve the back o’ the gate (3),
Get out o’ my sight this morning.
[chorus]

traduzione italiano Cattia Salto
I
Sir John Cope prese la rotta per il Nord,
tuttavia mai nessun ribelle gli si avvicinò
finchè sbarcò a Dunbar
proprio all’alba
II
Egli scrisse una sfida da Dunbar 
“Charlie venite a combattere in duello se osate;
e se non fosse per il rischio della guerra
vi darei un Buon Giorno”
III
Quando Charlie lesse la lettera
estrasse la spada dal fodero
“Così il Cielo restituirà i miei diritti,
ti affronterò, Cope all’alba!”
Ritornello
Ehi Johnny Cope vorrei sapere
se sei già sveglio
o se stai dormendo,
affrettati ad alzarti che i tamburi rimbombano, vergogna, Cope, alzati è mattino!
IV
Cope giurò con parole di sangue,
che li avrebbe combattuti con il moschetto e la spada, ma fuggì dal suo nido come un uccellino timoroso e Johnny prese il volo all’alba
V
Era nel pomeriggio
che Sir John marciò su Preston
dicendo “Riposatevi miei compagni
e combatteremo i ribelli al mattino”
VI
Ma quando vide gli Highlander
con i pantaloni tartan e le bianche coccarde,
con le spade e moschetti e bastoni e pugnali
O Johnny prese il volo all’alba.
Ritornello
VII
Il giorno seguente quando si alzò
guardò tra lui e il cielo;
e li vide con le cosce nude
che lo spaventarono all’alba.
VIII
Oh allora si precipitò a Dunbar
gridando per i rinforzi,
credeva di essere preso per uno zoticone
a scappare all’aba
IX
Sir John corse a Berwick
come se avesse il diavolo alle calcagna;
non sarebbe rimasto per niente al mondo
a combattere i ribelli all’alba
Ritornello
X
Dicono quelli di Berwick a Sir John 
“Dove sono i vostri uomini?”
“Lo sa il Diavolo se lo so,
perchè li ho lasciati tutti stamattina”
XI
Dice Lord Mark Kerr ” Voi non vi vergognate
di portarci la notizia della propria sconfitta?
Credo vi meritiate un punizione,
fuori dalla mia vista stamattina”
Ritornello

English translation
NOTE
1) tartan trousers
2) Cope had to report his defeat to the Berwick garrison commander, Lord Mark Kerr. He was court-martialed but exonerated from the accusation of having himself fled the battlefield.
Cope ha dovuto riferire la sua sconfitta al comandante della guarnigione di Berwick, Lord Mark Kerr. Fu sottoposto a corte marziale ma assolto dall’accusa di essere scappato dal campo di battaglia.
3) letteralmente “meritarsi il retro della porta” 

http://chrsouchon.free.fr/johnnie.htm
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=111922

https://museu.ms/collection/object/55921/volume-iii-song-234-pages-242-and-243-johnie-cope-scanned-from-the-1853-edition-of-the-scots-musical?pUnitId=1134

http://singout.org/2013/01/29/robert-burns-and-the-art-of-rebellion-part-one-hey-johnie/
https://thesession.org/tunes/107

https://burnsc21.glasgow.ac.uk/johnie-cope/

Gudeen to you kimmer

ritratto di Robert Burns
ritratto di Robert Burns – Alexander Nasmyth 1787

Gudeen to you kimmer” (‘Good evening to you, gossipy woman’) is the title that Robert Burns gave to his review of an old Scottish song “We’re a Noddin” extremely popular throughout the 1700s and much from the nineteenth century, but dating back to 1560 (Bishop Percy’s MS)
Gudeen to you kimmer” (‘Buonasera a voi comare’) è il titolo che Robert Burns ha dato a una sua revisione di una vecchia canzoncina scozzese
We’re a Noddin” estremamente popolare per tutto il 1700 e buona parte dell’Ottocento, ma risalente al 1560 (Bishop Percy’s MS)

“We’re a Nodding” was a humerous mid-19th century song that was included in a musical play based on Sir Walter Scott’s Tales of My Landlord, called Montrose, or the Children of the Mist (1822), staged at Covent Garden Theatre in February of that year. The music was selected by Bishop from existing Scotch airs. Robert Burns “corrected” the existing words for the Scots Musical Museum vol. 6 (1803, Song 523, p. 540) published under the title “Gudeen to you kimmer” (‘Good evening to you, gossipy woman’) with a different tune” (from here)
“We’re a Nodding” è stata una canzone umoristica della metà del 19 ° secolo inclusa in uno spettacolo musicale basato su “Tales of MyLord” di Sir Walter Scott, detto Montrose o Children of the Mist (1822), in scena al Covent Garden Theatre nel febbraio di quell’anno.  La musica è stata selezionata da Bishop dalle arie scozzesi esistenti. Robert Burns ha “corretto” le parole esistenti per il sesto volume del Scots Musical Museum. (1803, # 523, p 540), pubblicandola con il titolo “Gudeen to you kimmer” (“Buona sera a te, donna pettegola”) con una melodia diversa.”

Alastair McDonald

Christine Kydd & Rod Paterson


I
“Gudeen to you,(1) kimmer
And how do ye do?”
“Hiccup (2), quo’ kimmer,
The better that I ‘m fou (3). “
Chorus
We’re a’ noddin, nid nid noddin,
We’re a’ noddin at our house at hame (4),
We’re a’ noddin, nid nid noddin,
We’re a’ noddin at our house at hame,
II
Kate sits i’ the neuk (5),
Suppin hen-broo (6);
Deil tak Kate
An she be na noddin too!
III
“How ‘s a’ wi’ you, kimmer,
And how do ye fare?”
“A pint o’ the best o’t,
And twa pints mair.”
IV
“How ‘s a’ wi’ you, kimmer,
And how do you thrive;
How monie bairns hae ye?” 
Quo’ kimmer, “I hae five.”
V
“Are they a’ Johny’s?”
“Eh! atweel no:
Twa o’ them were gotten
When Johny was awa.”
VI
Cats like milk,
And dogs like broo;
Lads like lasses weel,
And lasses lads too.
Traduzione italiano Cattia Salto
I
“Buonasera a voi, comare
e come state?”
“Hich- risponde la comare-
sono piena!”
Coro
E noi stiamo annuendo, an-an annuendo
noi stiamo annuendo a casa nostra in casa
E noi stiamo annuendo, an-an annuendo
noi stiamo annuendo a casa nostra in casa
II
Kate siede in un angolo
a sorbire il suo porridge,
il diavolo prende Kate
e lei non annuirà più
III
“Come va, comare
come vanno gli affari?”
“Fuori una pinta del meglio
e altre due pinte.”
IV
“Come va, comare
e come ve la passate?
Quanti bambini avete?”
Risponde la comare “ne ho cinque”
V
“Sono tutti di Johny?”
“assolutamente no:
due di loro li ho avuti
quando Johny era via”
VI
Ai gatti piace il latte
e ai cani piace il porridge
ai ragazzi piacciono molto le ragazze
e anche alle ragazze i ragazzi

NOTE
* traduzione con il DSL sotto mano
1) Alastdar dice “Ha di’na tae ye”
2) l’equivalente di un singhiozzo
3) tra i significati di fou= Full of liquor, drunk
4) nella nostra propria casa
5) neuk=corner, angle
6) il broo o brose è il modo “giusto” di preparare il porridge secondo le consuetudini di uno scozzese, il “vero e unico” modo di preparare la farinata d’avena: la differenza rispetto al porridge è che l’avena non subisce cottura ma è solo mescolata vigorosamente in una ciotola con acqua bollente e lasciata riposare per 5 minuti circa, avendo cura di metterci un coperchio in modo che il calore agisca sull’avena. Si mangia con l’aggiunta di sale e latte o latticello e ovviamente si aggiunge anche del burro fresco. 

https://digital.nls.uk/special-collections-of-printed-music/archive/94549136
https://www.tunearch.org/wiki/Annotation:We’re_a_Nodding
https://en.wikisource.org/wiki/The_Book_of_Scottish_Song/We%27re_a%27_noddin%27
https://www.electricscotland.com/culture/features/singasang/we’re_a_noddin.htm

Tam Lin & Janet by Ewan MacColl

The traditional ballad of the Elven Knight Tam Lin, is of Scottish origin and dates back to the late Middle Ages. (first part introduction and texts / versions list). A very long ballad that goes beyond forty stanzas.
In the first episode I analyzed the version of the Fairport Convention and Steeleye Span (both of which follow roughly the textual version in Child Ballad # 39A) but they sing a little more than twenty verses. To know the whole story we have to look at the Scottish side.
La ballata tradizionale del Cavaliere elfico Tam Lin, è di origine scozzese e risale al tardo Medioevo. (prima parte introduzione). Una lunghissima ballata che supera la quarantina di strofe.
Nella prima puntata ho analizzato la versione dei Fairport Convention e degli Steeleye Span (i quali entrambi seguono grossomodo la versione testuale in Child Ballad #39A) che cantano però poco più di una ventina di strofe. Per conoscere tutta la storia bisogna guardare al versante scozzese.
 

CHILD#39B: The Young Tamlane

Compared to the story told in the previous post (here) we know more details about the aristocratic origins of Janet: she is the owner of the Wood, donated by her father, and lives in her castle in sweet pastimes, surrounded from the courtisans. In Spring she meets Tam Lin in the greenwood and when her pregnancy is evident Janet returns to the forest to look for abortive plants, because she certainly can not marry an elf, but Tam Lin reveals her that he was a noble man and he is becaming an Elf for a whim of the Fairy Queen. So once Tam Lin has conquered the girl’s heart, he convinces her to free him from the spell.
Rispetto alla storia narrata nel post precedente (qui) si aggiungono ulteriori dettagli in merito alle origini aristocratiche di Janet (in italiano Giovanna oppure Vanna): lei è la proprietaria del Bosco, donatogli dal padre, e vive nel suo castello in dolci svaghi, attorniata dalla corte e dalle sue dame di compagnia. In Primavera però sente il richiamo del Bosco e inoltrandosi nella parte più nascosta e buia incontra Tam Lin, il guardiano di un pozzo sacro. Janet non si limita a cogliere le rose e quando la gravidanza risulta evidente dal gonfiore sotto alle vesti, la fanciulla non vuole dire il nome del padre e rifiuta il matrimonio riparatore. In questa versione ritorna nel bosco per cercare piante abortive, perché di certo non può sposarsi con un elfo, senonchè Tam Lin le rivela di essere stato un uomo, anche di un certo rango e di essere diventato Elfo per un capriccio della Regina delle Fate.
Così una volta che Tam Lin ha conquistato il cuore della fanciulla la convince a liberarlo dall’incantesimo .

Janet and the snake [Vanna e il serpente] Jill Karla Schwarz

Ewan MacColl
This long ballad reported and commented on by Sir Walter Scott, is performed just as it probably happened in the Middle Ages. The text is taken partly from the Manuscript Glenriddell (1791). In its length the song becomes almost hypnotic, today we are not used to hear stories telling through singing, but it was once customary that evening entertainment in the castles was played by a bard (with his harp) alternating tales, songs, slow air and dance music.
Questa lunghissima ballata riportata e commentata anche da Sir Walter Scott, è eseguita con l’ausilio della sola voce, proprio come probabilmente accadeva nell’antichità. Il testo è ripreso in parte dal Manoscritto Glenriddell (1791) Nella sua lunghezza la canzone diventa quasi ipnotica, oggi non siamo abituati ad ascoltare narrare le storie mediante il canto, ma un tempo era consuetudine che l’intrattenimento serale nei castelli venisse svolto, dal bardo di corte o itinerante, con un “programma” vario fatto di racconti e di ballate cantate, di slow air e musica da danza e il semplice accompagnamento di un arpa.

Scots version *
I forbid ye, maidens a
That wear gold in your hair
Tae come or gae by Carterhaugh
For young Tam Lin is there.
There’s  nane that gaes tae Carterhaugh
But pays to him their fee,
Either their rings or green Mantlel
Or else their maidenheid.
Janet has kilted her green kirtle
A little abune her knee,
and she has gane to Carterhaugh
as fast as she could hie
She hadnae pu’d a double rose
A rose but and a briar
When oot and started Young Tam Lin,
Says, “Lady, ye’ll pu’ nae mair.”
‘Why pu’   ye the rose, lady,
And why break ye the wand?
And why come ye tae Carterhaugh
Withooten my command?”
“Carterhaugh is mine,” she said,
My daddy gie tae me,
And I will come tae Caterhaugh
Withoot the lief o’ thee.
He’s taen her by the milk-white haund
And by the grass-green sleeve,
and laid her doon upon a bank,
and didnae ask her leave.
Janet has kilted her green kirtle
a little abune her knee,
And she has gane tae her daddy’s hoose
As fast as she could hie.
There were fowre-and-twenty ladies fair/
A-playing’ at the ba’,
And Janet gaed like ony queen,
A flowr amang them a’.
There were fowre-and-twenty ladies fair
A-playing’ at the chess,
And Janet gaed amang them a’
As green as ony grass.
Oot spak then an auld grey knicht,
Stood owre the castle wa’,
And said, “Alas, dear Janet
But I fear ye’ve gotten a fa’,
Your petticoat is gey shorter
and we’ll be blamed a’.”
“O Haud  yer tongue, ye old grey knicht
And an ill deith may ye dee
Faither my bairn on wha I will
I’ll faither nane on thee.”
Then oot spak her auld faither,
Says, “Janet, you’re beguiled.
Your petticoat is gey shorter
I fear ye gang wi’ child.”
“O if I gang wi’ bairn, faither,
It’s I will tak’ the blame.
There’s no’ a knicht aboot your ha’
Sha’ bear my bairnie’s name.
Janet as kilted her green kirtle
a little abune her knee,
And she’s has gane tae Carterhaugh
as fast as she could hie.
She hadnae pu’d a double rose
A rose but and a briar
When oot and started Young Tam Lin,
Says, “Janet, ye’ll pu’ nae mair.
Why pu’ ye the rose, Janet,
Amang the leaves sae green?
A’ for to kill the bonnie babe
That we gat us between.”
“Tell me, noo, Tam Lin,” she said,
“For’s His sake wha died on tree,
Gin ever ye were in holy kirk
or else in Christendee?”
“Roxburgh was my grandfaither
And wi’ him I did ride,
And it fell oot upon a day
That wae did me betide.
Ay, it fell oot upon a day,
A cauld day and a snell,
When we were fae the hunting come
That fae my horse I fell.
The Queen o’ Elfinland passed by,
Took me wi’ her to dwell,
E’en whaur there is a pleasant place
For them that in it dwell,
Though at the end o’ seiven year
They pay their soul to Hell.
The nicht it is auld Hallow E’en
When elfin folk do ride,
And them that would their true-loves win/
At Miles Cross they maun bide.”
“But tell me noo, Tam Lin,” she said,
“When ye’re amang the thrang,
Hoo should I ken my ain true-love
amang that unco band? “
“Some will ride the black, the black,
And some will ride the broon,
But I’ll be on the milk-white horse
Shod wi’ the siller shoon.
The ae hand will be gloved, Janet
the other will be bare,
And by these tokens’ I’ll gie ye,
Ye’ll ken that I am there.
The first company that passes by,
say “na” and let them gae,
The second company that passes by,
Then let them gang their way,
But the third company that passes by
Then I’ll be yin o’ they.
Ye’ll hie ye tae my milk-white steed
and pu’ me quickly doon,
Throw your green kirtle owre me
To keep me fae the rain
They’ll turn me in your airms, lady
Tae an adder and a snake,
But haud me fast unto yer breist
Tae be your worldy mate.
They’ll turn me in your airms, lady
A spotted toad  to be,
But haud me fast unto your breist
T’enjoy your fair body.
They’ll turn me in your airms, lady
Tae a mither-naked man,
Cast your green kirtle owre me
To keep me frae the rain.
First put me in a stand o’ milk
Syne in a stand o’ water,
and haud me fast unto your breist
I am your bairn’s father.”
Janet has kilted her green kirtle
a little abune her knee
and she has gane tae Miles Cross
as fast as she could hie.
The first company that passed her by
She said “na” and let them gae,
The second company that passed her by/
She let them gang their way
But the third company that passed her by/
Then he was yin o’ they.
She’s heid her to his milk-white steed
And pu’d him quickly doon,
Cast her green kirtle owre him
To keep him fae the rain.
They’ve turned him in his lady’s airms
Tae an adder and a snake,
She held him fast unto heir breist
He was her worldy mate.
They’ve turned him in his lady’s airms
A spotted toad to be,
She held him fast unto heir breist
T’enjoy her fair body.
They’ve turned him in his lady’s airms
Tae a mither-naked man,
She’s cast her green kirtle owre him
To keep him fae the rain.
She’s put him in a stand o’ milk,
Syne in a stand o’ water,
She’s held him fast unto her breist,
He was her bairn’s faither.
Oot spak the Queen O’ Elfinland
Oot o’ a bush o broom,
“O, wha’ has gotten young Tam Lin
Has gotten a stately groom”
Oot spak the Queen o’ Elfinland
Oot o’ a thorny tree,
“O’, wha has gotten young Tam Lin
Has taen my love fae me.
Gin I had kent, Tam Lin,” she said
“A lady would borrow thee,
I would hae torn oot thy twa grey e’en
Put in twa e’en o’ a tree.
Gin I had kent, Tam Lin,” she said
“When first we came tae home,
I would hae torn oot that hairt o’ flesh,
Put in a hairt o’ stane.”
Traduzione italiano Cattia Salto
Attente fanciulle
che portate l’oro tra i capelli (1)
nel venire o andare a Carterhaugh (2)
il giovane Tam Lin si trova!
Tutte coloro che vanno a Carterhaugh
un pegno devono lasciare:
o l’anello o il verde mantello
o la loro verginità.
Vanna si rimboccò la veste verde
appena sopra il ginocchio (3)
per andare a Carterhaugh,
più svelta che poteva.
Aveva già colto una rosa
una rosa con il rametto
ed ecco, le apparve il giovane Tam Lin:
“Donna, non ne prendere più!
Perché raccogli la rosa, signora,
e perché spezzi i rami?
E perché vieni a Carterhaugh,
senza il mio permesso? (4)”
Carterhaugh è mia”- disse lei
“mio padre a me la diede
e verrò a Carterhaugh
senza la tua volontà”
La prese per la mano bianca come giglio (5) e per la manica verde-erba
e la stese su una riva
senza chiederle il permesso
Vanna si rimboccò la veste verde
appena sopra il ginocchio,
per andare al palazzo del padre
più svelta che poteva..
C’erano ventiquattro belle dame
che giocavano a palla (6)
e Vanna procedeva come regina
un fiore tra le belle.
Ventiquattro belle dame
giocavano agli scacchi;
e Vanna procedeva tra di loro
più verde del filo d’erba.
Parlò un vecchio cavaliere grigio
sugli spalti del castello:
“Ahimè, cara Vanna,
ma temo che hai commesso uno sbaglio,
la tua gonna è troppo corta
e il biasimo ricadrà su tutti noi!”.
“Frenate la lingua, cavaliere grinzoso,
che peste vi colga!
Sarà il padre chi voglio,
ché nessuno di voi lo e’ di mio figlio.”
Parlò allora il vecchio padre 
e disse:” Vanna, sei stata sedotta
la tua gonna è troppo corta
temo che aspetti un bambino.”
“Se aspetto un bambino, padre,
io sola ne porto il biasimo:
non c’e’ cavaliere nel tuo palazzo
che possa dargli il nome.
Vanna si rimbocca la veste verde
appena sopra il ginocchio,
e corre a Carterhaugh
più veloce che può.
Aveva colto due rose,
solo una sola rosa o due,
che comparve il giovane Tam Lin
dicendo “Vanna non coglierne più.
Perché cogli le rose, Vanna,
nei boschi d’alberi verdi?
Per uccidere il bel bimbo
forse, che e’ nato fra noi?”
“Dimmi, ora Tam Lin, – lei disse-
per amore di chi e’ morto in croce,
sei mai stato in una chiesa consacrata,
o tra i battezzati?” (7)
“Mio nonno era di Roxbrugh
e cavalcavo con lui;
ma giunse un giorno
in cui male mi colse:
Si, giunse un giorno,
un giorno freddo e pungente.
tornavamo dalla caccia
e caddi dal mio cavallo;
La regina delle Fate stava passando,
e mi prese a vivere con lei,
bella è la terra delle fate
per coloro che vi dimorano,
ma quando scadono i sette anni (8)
si paga un tributo all’Inferno.
Nella notte della vigilia d’Ognissanti,
cavalcherà il popolo delle Fate
e se vuoi conquistare l’amore
devi attenderli al Bivio della Croce. (9)”
“Ma dimmi ora , Tam Lin, – lei disse-
in mezzo a tanti cavalieri
come riconoscere il mio vero amore
tra quella schiera strana?”
“Alcuni cavalcheranno il cavallo nero,
e altri il morello,
ma io sarò sul destriero biancolatte (10)
e porterò calzari d’argento .
In una mano avrò un guanto, Vanna,
e l’altra sarà nuda,
e questi sono i segni che ti do
e tu saprai chi sono.
La prima schiera che passa
di “no” e lasciala andare,
la seconda schiera che passa
lasciala andare per la sua strada,
ma la terza schiera che passa
allora io sarò tra loro.
Allora ferma il mio cavallo bianco-latte
e tirami giù veloce,
getta il tuo mantello verde su di me
e nascondimi alla vista.
Mi muterò tra le tue braccia, signora (11)
in una vipera e in un serpente,
ma tienimi stretto al seno,
sarà il tuo compagno umano.
Mi muterò tra le tue braccia, signora
in un rospo pieno di macchie
ma tienimi stretto al seno,
per godere del tuo bel corpo.
Mi muterò tra le tue braccia, signora
in un nudo cavaliere
getta il tuo manto verde su di me
e nascondimi alla vista.
Prima mettimi in una tinozza di latte (12)
poi in una d’acqua
e tienimi stretto al tuo petto
sono il padre del tuo bambino”
Vanna si rimbocca la veste verde
appena sopra il ginocchio,
e andò in cerca del Bivio della Croce
più veloce che poteva
La prima schiera che le passò vicino
disse “no” e la lasciò andare
la seconda schiera che le passò vicino
la lasciò andare per la sua strada
ma la terza schiera che le passò vicino,
allora egli era tra di loro.
Corse lesta verso il cavallo biancolatte
e trascinò a terra il cavaliere
gettò il suo mantello verde su di lui
e lo nascose alla vista.
Si mutò tra le braccia della sua signora
in una vipera e un serpente,
ma ella lo tenne stretto al petto
sarà il suo compagno umano.
Si mutò tra le braccia della sua signora
in un rospo pieno di macchie
ma ella lo tenne stretto al petto
per godere del suo bel corpo
Si mutò tra le braccia della sua signora
in un nudo cavaliere
lei gettò il manto verde su di lui (13)
e lo nascose alla vista.
Lo mise in una tinozza di latte
poi in una tinozza di acqua
e lo tenne stretto al petto
egli era il padre del suo bambino
Parlò allora la Regina delle Fate
da un cespuglio di ginestra (14):
“Chi si e’ preso il giovane Tam Lin
si e’ preso un amante nobilissimo.”
Parlò ancora la Regina delle Fate
da un roveto:
“Chi si e’ preso il giovane Tam Lin
ha preso il mio amore. (15)
Ma se avessi saputo, Tam Lin,
che una dama ti avrebbe liberato
ti avrei strappato i begli occhi grigi
e messo al posto due occhi di legno (16).
Ma se avessi saputo, Tam Lin,
che alla fine saresti ritornato a casa
ti avrei strappato il tuo cuore di carne
e messo al posto un cuore di pietra”

NOTE
* from here
1) In the Middle Ages it was customary for maidens to wear gold clasps (or golden nets, headbands) in their long hair; the minstrel then addresses the virgin girls to warn them not to venture into the forest of Carterhaugh because it is inhabited by an elf (it is known that the elves are excellent lovers and eager to conquer the virtue of virgins maidens!) 
era costume per le ragazze da marito portare dei fermagli d’oro (o retine dorate, cerchietti) nei capelli; il menestrello quindi si rivolge alle fanciulle vergini per avvertirle di non avventurarsi nel bosco di Carterhaugh perché è abitato da un elfo (è noto che gli elfi siano ottimi amanti nonché bramosi di conquistare la virtù di vergini fanciulle!)
2) the story is set in a real and well-identified place, the Carterhaugh wood still existing in Selkirk (in the Scottish Border) where the Ettrick and Yarrow rivers flow together (see)
la storia è ambientata in un luogo reale e ben identificato, il bosco di Carterhaugh tuttora esistente a Selkirk (nel Border scozzese) dove confluiscono i fiumi Ettrick e Yarrow (vedi)
3) it is a drapery of the over-skirt of those that go for the greater in Renaissance costumes, or the girl to move better in the forest has raised the surcoat and holds it with her hands
si tratta di un drappeggio della sopra-gonna di quelli che vanno per la maggiore nei costumi rinascimentali, oppure la fanciulla per poter muoversi meglio tra il bosco si è rialzata la sopravveste e la trattiene con le mani
4) before entering the greenwood (the sacred wood) it is necessary to ask permission of the fairies that inhabit it, Lady Janet being the owner of the forest behaves incautiously.
prima di entrare nel greenwood ossia nel bosco sacro è necessario chiedere il permesso delle fate che lo abitano, Lady Janet essendo la proprietaria del bosco si comporta in modo incauto.
5) typical code phrase used in ballads to make it clear to listeners that the man and the woman are going to have sex  prendere per la mano bianca come il giglio: tipica frase in codice utilizzata nelle ballate per far capire agli ascoltatori che l’uomo e la donna stanno per fare sesso
6) a commonplace of traditional ballads: the players are always 24 in number
il gioco con la palla è un commonplace delle ballate tradizionali, i giocatori sono sempre 24 di numero
7) she want to ascertain the nature of Tam Lin: has he always been a fairy creature or was previously a human being (baptized and therefore in the light of true faith)?
la donna vuole accertarsi sulla natura di Tam Lin: è sempre stata una creatura fatata o prima era un essere umano (battezzato e quindi nella luce della vera fede)?
8) seven years is a symbolic period to indicate a punishment, once it was also the duration of an apprenticeship to learn a trade, but also the legal duration to be able to declare a missing person legally dead. Is a transitional position of Tam Lin thus emerging: a prisoner, a magician’s apprentice or a man waiting to pass definitively in the Fairy World?
The period is about to expire with the night of Halloween, one of the most important Celtic festivals with that of Beltane: the winter festival (called Samhain).
The young knight went to hunt with impunity in the sacred wood, profaning the taboo of inviolability, so the fairy queen is keeping him prisoner. Here is quoted, very Christianly, the tribute (the tenth) that the fairies must pay to the devil, an allusion to the human sacrifices that the pagans due to their deities! This explains, in a Christian perspective, the fairy abductions: the love of the dame sans merci leads straight to hell!
sette anni è un periodo simbolico per indicare una punizione, una volta era anche la durata di un apprendistato per imparare un mestiere, ma anche la durata giuridica per poter dichiarare legalmente morta una persona scomparsa. Viene così a delinearsi una posizione transitoria di Tam lin: un prigioniero, un apprendista mago o un uomo in attesa di passare definitivamente nel Mondo delle Fate?
Il periodo sta per scadere con la notte di Halloween, una delle feste celtiche più importante con quella di Beltane: ossia la festa dell’Inverno (detta Samhain). In effetti il giovane cavaliere è andato a cacciare impunemente nel bosco sacro, profanando il tabù dell’inviolabilità, così la regina delle fate lo tiene prigioniero. Qui è citato, molto cristianamente, il tributo che le fate devono versare al diavolo, un allusione ai sacrifici umani che si credeva facessero i pagani alle divinità boschive! Si spiegano così, in un ottica cristiana, i rapimenti fatati: l’amore della dame sans merci porta dritto all’inferno!
9) Mile Cross or Old Mile are places near the Ettrick River in the Carterhaugh wood near Selkirk (see)
Mile Cross o Old Mile sono luoghi nei pressi dell’Ettrick River nel bosco di Carterhaugh vicino a Selkirk (vedi)
10) the white horse reserved to Tam Lin indicates his particular beauty, his purity as a human not yet completely transformed into an elf
il cavallo bianco riservato a Tam Lin indica la sua particolare bellezza, la sua purezza in quanto umano non ancora trasformato completamente in elfo 
11) the animals in which the elf is transformed have a negative and witchcraft connotation both the snake and the toad are considered magical animals in the Middle Ages to be used in the potions and for the spells (especially those of love or of evil eye). These animals are clear references to the cult of the mother goddess especially for their powers of “transformation” and fruitfulness. The toad and the golden ball are the protagonists of the fairytale / ballad of Prince Frog (see)
gli animali in cui viene trasformato l’elfo hanno una connotazione negativa e stregonesca sia il serpente che il rospo sono considerati nel Medioevo animali magici da utilizzare nelle pozioni e per gli incantesimi (soprattutto quelli d’amore o di malocchio). Questi animali sono evidenti riferimenti al culto della dea madre soprattutto per i loro poteri di “trasformazione” e di fecondità. Il rospo e la palla dorata sono i protagonisti della fiaba/ballata del Principe Ranocchio (vedi)
12) this verse recalls the sacred well in the word “stand” that had to be a container large enough to hold a man.
In some larger versions (and even more widely in the fairytale version of the story) we know that the elf, in addition to undergo transformations in animals, eventually becomes an incandescent bar (or flaming sword), so burning to challenge the endurance of the pain by the brave Janet.
sempre senza citare il pozzo e la sua acqua questa strofa però lo richiama con quel “stand” che ho tradotto come tinozza (o vasca) e che doveva essere un contenitore abbastanza grande da poter contenere un uomo. Un po’ elaborata come procedura (trascinare delle grosse tinozze piene di liquido per un bosco!) ma in alcune versioni più estese (e ancora più diffusamente nella versione fiabesca della storia) sappiamo che l’elfo oltre a subire delle trasformazioni in animali diventa alla fine una barra incandescente (o anche spada fiammeggiante), così bruciante da sfidare la capacità di sopportazione del dolore da parte della coraggiosa Janet. (così lo “stand” è diventato un semplice, anche se più prosaico, secchio).
049As a final act Janet must throw the bar into the sacred well, from which Tam Lin will re-emerge completely naked (and reborn). Some interpretations want to see a sort of ancient ritual sharing of the mystery of birth: the girl is initiated to sexual knowledge in Beltane and then to the birth in Samain.
In fact during her initiatory trial she is not only pregnant, but next to give birth!
Come atto finale Janet deve gettare la barra nel pozzo sacro, dal quale riemergerà Tam Lin completamente nudo (e rinato). Alcune interpretazioni vogliono vedere una sorta di antica condivisione rituale del mistero della nascita: la fanciulla viene iniziata alla conoscenza sessuale a Beltane e successivamente al parto a Samain. In effetti durante la sua prova iniziatica lei è non solo incinta, ma prossima a partorire!
13) it is the green mantle of Janet to protect the man “reborn” from the queen of fairies, which precisely because of its magical color will hide his escape (but also a bit ‘of realism it takes after all we are in November!)
è il mantello verde di Janet a proteggere l’uomo “rinato” dalla regina delle fate, che proprio per il suo colore magico lo coprirà nella fuga (ma anche un po’ di realismo ci vuole dopotutto siamo a novembre!)
14) broom è la ginestra, ma siamo in novembre e il cespuglio doveva essere piuttosto spoglio
15) the fairy attributes to the beauty of the young the reason for his abduction, however Tam Lin was not a slave to the wishes of the fairy, because she had left his human heart.
la fata attribuisce alla bellezza del giovane il motivo del suo rapimento, tuttavia Tam Lin non era uno schiavo ai voleri della fata, perchè lei gli aveva lasciato il suo cuore umano.
16) ccording to the courtly theories on love we know that comes from the look, so with the wooden eyes Tam Li could have never fall in love
secondo le teorizzazioni cortesi sull’amore sappiamo che nasce dallo sguardo, così con gli occhi di legno Tam Li non avrebbe mai potuto innamorarsi 

 Alastair McDonald in Heroes & Legends of Scotland 1997

*
I
Oh heed my warning, maidens all
that wear gold in yer hair,
Tae come or gae by Carterhaugh
For young Tam Lin is there.
II
But Janet’s kilted her green gown
a little above the knee,
and she’s away to Cauterhaugh,
the young Tam Lin tae see.
III
She met him by the grassy grove,
she’s kissed him tenderly.
He’s laid her low among the flow’rs,
no more a maid is she.
IV
Now ere my bairn is born Tam Lin,
ye’ll surely marry me.
Now, Janet dear, though thee I love,
this thing it canna be my love.
This thing, it canna be.
V
For onct when I’d a huntin’ gone,
twas fray my horse I fell.
The Queen o’ Faeries she caught me,
in yon green hill ta dwell.
VI
And at the end of seven years,
she pays a tithe tae Hell,
and should she ken, I’ve lain w’ ye,
I’m feared to dee my sel’ my love,
I’m feared ta dee ma sel’.
VII
Then Janet pulled the double rose
and swore the bairn must die.
Now Janet dear there’s one way yet,
ta save the bairn and I.
VIII
Just at the murk and the midnight hour,
the faery folk will ride.
Then, pull me frae the milk white steed,
and ye shall be my bride my love.
And ye shall be my bride.
IX
Oh gloomy gloomy was the night,
and eerie was the way
when Janet hid among the trees,
the faery fold tae spy.
X
Twas first she saw the black, black steed,
and then she saw the brown.
But Tam raid on the milk white steed
and she pulled him tae the ground.
XI
The faeires changed him in her arms,
a burning coal of fire,
but Janet held him tae her breast,
to be her heart’s desire.
XII
The faeries changed him in her arms,
a wolf and then a snake,
but Janet held him tae her breast,
all for her true love’s sake.
XIII
The faeries changed him in her arms,
a peregrine and wild,
but still she held him tae her breast,
the faether o’ her child.
XIV
They changed him in her arms at last,
a wild and naked man,
but still she held him tae her breast,
and so she won Tam Lin, Tam Lin.
And so she won Tam Lin.
XV
Was up then spake the Elfin queen,
an angry queen was she.
For Janet stole the bonniest knight
in all her company.
XVI
Had I but known Tam Lin she said,
before I let my home,
I would have changed yer heart of flesh,
for one of hardest stone Tam Lin.
For one of Hardest stone.

Traduzione italiano Cattia Salto
I
Fate attenzione al mio avviso, fanciulle
che portate l’oro tra i capelli 
nell’andare e venire da Carterhaugh 
s’incontra il giovane Tam Lin!
II
Ma Vanna si rimboccò la veste verde
appena sopra il ginocchio 
per andare a Carterhaugh,
a trovare il giovane Tam Lin.
III
Lo incontrò in un boschetto vede
e lo baciò teneramente
lui la sdraiò tra i fiori
e lei non è più una vergine
IV
“Ora prima che il bambino nasca Tam Lin,
di certo mi sposerai.”
“Cara Vanna, anche se ti amo
ciò non può essere mia cara,
ciò non può essere mia cara
V
Perchè un tempo che a caccia andavo,
caddi da cavallo.
La regina delle Fate mi prese
per farmi dimorare in quel tumulo verde
VI
E alla fine di sette anni
pagherà la sua decima all’Inferno,
e se lei sapesse che ho giaciuto con te
temo che toccherà a me, mia cara,
temo che toccherà a me”
VII
Allora Vanna colse la rosellina
e giurò che il bambino sarebbe morto
“Ora cara Vanna c’è ancora una possibilità
per salvare il bambino e me
VIII
Nella buia mezzanotte
la schiera delle fate andrà a cavallo.
Allora tirami giù dal destriero bianco
e diventerai la mia sposa, mia cara,
diventerai la mia sposa”
IX
Oh buia era la notte
e inquietante il cammino
quando Vanna si nascose tra gli alberi
per spiare il passaggio delle fate
X
Dapprima vide lo stallone nero
e poi vide quello morello
ma Tam Lin cavalcava sul destriero bianco
e lei lo tirò giù a terra
XI
Le fate lo trasformarono tra le sue braccia
in un ardente tizzone infuocato
ma Vanna lo tenne stretto al suo seno
era colui che il cuore desiderava
XII
Le fate lo trasformarono tra le sue braccia
in un lupo e un serpente,
ma Vanna lo tenne stretto al petto
era il suo vero amore
XIII
Le fate lo trasformarono tra le sue braccia
in un falco pellegrino
ma ella lo tenne stretto al petto
era il padre del suo bambino
XIV
Si mutò tra le sue braccia alla fine
in un nudo cavaliere
ma ancora lei lo teneva stretto al petto
e così conquistò Tam Lin,
e così conquistò Tam Lin,
XV
Parlò allora la Regina delle Fate
ed era una regina adirata
perchè Vanna prese il più bel cavaliere
di tutta la sua schiera
XVI
“Ma se avessi saputo, Tam Lin,-disse-
prima di lasciare la mia dimora
avrei mutato il tuo cuore di carne
in uno di pietra, Tam Lin
in uno di pietra durissima”

NOTE
* from here

GLASGOW REEL

It is an instrumental tune also called Tam Lin, very fast and obsessive: there are those who hypothesize (with Sir Walter Scott in mind) that the story of Tam Lin developed as a ballad sung by the single voice with an instrumental dance to end. Super popular for its liveliness that every violinist sooner or later learns to play, as well as an inevitable tune in the irish dance, reworked in all the sauces
E’ un brano strumentale chiamato anche Tam Lin, decisamente veloce e ossessivo: c’è chi ipotizza (con Sir Walter Scott in testa) che la storia di Tam Lin si sviluppasse in modo monocorde come ballata cantata dalla sola voce e si concludesse con la danza strumentale. Super popolare per la sua vivacità che ogni violinista prima o poi impara a suonare, nonché pezzo immancabile nell’irish dance, rielaborato in tutte le salse

Celtic Sands live

Rising Gael

Ilse de Ziah

 LINK

http://walterscott.eu/education/ballads/supernatural-ballads/1344-2/
https://tam-lin.org/library/scott_text.html
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=64647

CULLODEN’S HARVEST

Non un brano tradizionale, ma d’autore con tanto di copyright registrato nel 1978 o 1986 (Coban Records) da Alastair McDonald, scozzese doc. La melodia è stata completamente riscritta sempre da Alastair McDonald da una fonte tradizionale.

CANNONI CONTRO SPADE

Un lament contemporaneo che commemora la sconfitta degli Highlanders nella loro ultima battaglia nei pressi di Inverness.
Ecco com’è andata: era una piovosa mattina del 16 aprile 1746..  continua
Per una versione “in diretta” dal libro-saga di Diana Gabaldon “La straniera” (in Italia nei volumi “Il ritorno” e “Il cerchio di pietre”) e prossimamente nella seri tv “The Outlander”.
battle-cockade

ASCOLTA  Deánta in “Ready for the Storm” 1995, in cui scrivono che la melodia è un”old Gealic sea song”. Le immagini del video sono per lo più le riprese del film documentario di Peter Watkins (1964) Sicuramente la versione più straziante e commovente.

ASCOLTA Richard Morrison


Chorus
Cold the winds on the moors blow.
Warm the enemy’s fires glow.
Black (1) the harvest of Culloden,
Pain and fear and death grow.
I
‘Twas love of our prince drove us to Drumossie,
But in scarcely the time that it takes me to tell
The flower of our country lay scorched by an army
As ruthless and red as the embers of hell.
II
The Campbell and McFall (7) did the work of the English.
McDonald in anger did no work at all.
‘Twas musket and cannon against honour (9) and courage.
Invaders men stood while our clansmen did fall.
III
None other than children are left to the women (10),
With only the memory of father and son
Turned out of their homes to make shelter for strangers.
The blackest of hours on this land has begun.
Traduzione italiano Riccardo Venturi
CORO
Soffiano venti freddi sulle brughiere,
ardono caldi i fuochi del nemico.
[nera] (1) la
 Messe  di Culloden,
crescon la pena, la paura e la morte.
I
Fu l’amore per il nostro principe (2) a portarci a Drumossie, (3)
Ma nel tempo appena che mi ci vuole a narrare (4)
il fiore del nostro paese giacque straziato (5) da un’armata
spietata e rosso sangue (6) come i tizzoni infernali.
II
I Campbell e i McFall fecero il gioco degli inglesi
I McDonald, in preda all’ira, non fecero nessun gioco. (8)
Furon moschetti e cannoni contro onore e coraggio,
gli invasori rimasero in piedi mentre i nostri uomini dei clan caddero.
III
Nessuno altro che i bambini restano ormai alle donne,
con soltanto il ricordo di un padre e di un figlio.
Scacciati dalle loro case (11) per alloggiare gli stranieri.
L’ora più nera del nostro paese è cominciata. (12)

NOTE
1) in alcune versioni like. Il verso è ripreso nell’ultima strofa con la chiusura “The blackest of hours”
2) Il Bonny Prince Charlie. Chi era il “Giovane Pretendente”? Probabilmente solo un damerino con l’accento italiano e la passione del brandy, ma quanto fu il fascino che esercitò sugli scozzesi delle Highlands! vedi
3) Drumossie ovvero Inverness
4) un ora tanto durò la battaglia
5) il generale Cumberland, comandante dell’esercito inglese [e figlio del re], ordinò che tutti i prigionieri e i feriti giacobiti fossero messi a morte, ma i capi clan e pochi altri vennero fatti prigionieri.
6) le giubbe rosse
7) Mary Dillon e Alastair  dicono “Red Campbell the fox” Il rosso Campbell la volpe trovato anche scritto come “Red Campbell, the false” inserire citazione di Gabaldon
8) nota di Riccardo: Nella canzone si accusano alcuni tra i principali clan scozzesi (e i due principali: i Campbell e i McDonald) di aver fatto poco o punto per la causa giacobita, e addirittura il gioco degli inglesi. La realtà storica è differente. Anche i Campbell e i McDonald condivisero il tragico destino di tutti i clan dopo la disfatta di Culloden.
9) Alastair dice “claymores” ovvero gli spadoni degli highlanders
10) Mary Dillon e Alastair dicono “Now mothers and children are left to their weeping” (Madri e figli sono lasciati nel pianto)
11) Nei mesi e anni successivi a Culloden fu caccia all’uomo per coloro che erano riusciti a fuggire dal campo della battaglia e per i loro sostenitori, anche le famiglie e i simpatizzanti vennero incarcerati e coloro che offrivano ospitalità ai fuggiaschi erano espropriati e processati per alto tradimento. Ancora Riccardo scrive  “I prigionieri incarcerati furono portati in Inghilterra per essere processati con accuse di alto tradimento; i processi si svolsero a Berwich, a York e a Londra. Fu stabilita una “percentuale fissa” di condanne a morte: un prigioniero su venti veniva messo al patibolo. In totale, 3470 scozzesi giacobiti vennero processati. 120 furono impiccati; 88 morirono in prigione; 936 furono deportati nelle colonie e 222 furono esiliati. Alcuni furono assolti e liberati, ma di altri 700 non si sa assolutamente niente” (tratto da qui)
12) Le Highlands furono militarizzate e tenute sotto stretto controllo inglese, senza parlare delle leggi volte a spezzare “l’highlander pride”

L’inquadramento storico della questione giacobita in https://terreceltiche.altervista.org/war-songs-anti-war-songs/you-jacobites-by-name/

FONTI
https://terreceltiche.altervista.org/charlie-hes-my-darling/
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=4518&lang=it
http://chrsouchon.free.fr/twaslove.htm
https://nelcuoredellascozia.com/2015/10/30/cullodens-harvest/
https://nelcuoredellascozia.com/category/storia/
http://www.celticlyricscorner.net/deanta/cullodens.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=9007
http://outlanderworld.blogspot.it/2016/10/jamie-fraser-e-la-battaglia-di-culloden.html
http://soldatiniestoria.blog.tiscali.it/2015/01/15/culloden-l%E2%80%99ultima-battaglia-di-liberta-del-clan-scozzesi/?doing_wp_cron

Sweet Tibbie Dunbar

TEXT: Robert Burns
It is not known whether the verse was written by the bard or whether it is a song collected from popular sources. He sent it to Johnson in 1789 for publication in the SMM. Jim McLean on Mudcat states that in 1966 he added an additional stanza for the Dubliners registration. Further verses also in Allan Cunningham in The Songs of Scotland, Ancient and Modern, Vol. 2, (London: John Taylor, 1825).
TUNE: “Johnny McGill”
Better known for being used also in “Come under my plaidie“. If the melody is of Irish or Scottish origint is still discussing; on the Scottish side it is attributed to John McGill, a Girvan violinist
TESTO: Robert Burns
non è dato sapere se il verso sia stato scritto dal bardo o si tratti di una canzone collezionata da fonti popolari. La inviò nel 1789 a Johnson per la pubblicazione nello SMM.  Jim McLean su Mudcat precisa di aver aggiunto nel 1966 un’ulteriore strofa per la registrazione dei Dubliners. Ulteriori versi anche in Allan Cunningham in The Songs of Scotland, Ancient and Modern, Vol. 2, (Londra: John Taylor, 1825).

MELODIA: “Johnny McGill”,
meglio conosciuta per essere utilizzata anche in “Come under my plaidie“. E’ ancora aperta la discussione se la melodia sia di origini irlandesi o scozzesi; sul versante scozzese viene attribuita a John McGill, violinista di Girvan

A jolly beggar song

A young wander asks a beautiful (and rich) girl to leave her family to marry him and follow him in his life wandering, promising her true love in return. In Scottish folk ballads the proposal is a test and the beggar is actually a Lord who wants to know the true feelings of the girl see more
Un giovane vagabondo chiede ad una bella (e ricca) fanciulla di lasciare la sua famiglia per sposarlo e seguirlo nella sua vita raminga, promettendole in cambio il vero amore. Nelle ballate popolari scozzesi la proposta è un test e il mendicante è in realtà un Lord che vuole conoscere i veri sentimenti della fanciulla.. vedi

The Corries

Ewan MaColl in Songs of Robert Burns

Alastair McDonald in Robert Burns: Scotland’s First Superstar, Vol. 1

The Dubliners

Bob n Along & Mick O’connor

Caprice, Girdenwodan part 1, 2012 (Chorus, I)


chorus
O wilt thou go wi’ me, sweet Tibbie Dunbar
O wilt thou go wi’ me, sweet Tibbie Dunbar
Wilt thou ride on a horse, or be drawn in a cart
Or walk by my side, sweet Tibbie Dunbar
I
I care na thy daddie,
his land or his money
I care na thy kin,
sae high and sae lordly
But say that thou’lt hae me
for better or waur
And come in your coatie(1),
sweet Tibbie Dunbar
II (additional verses by Jim McLean)
I offer you naethin’ in siller or land
What man could determine
the price o’ your hand
But gie me your consent
we’d be richer by far
O wilt thou go wi’ me (2),
sweet Tibbie Dunbar
III
O wilt thou be known (3)
as a poor beggar’s lady
And sleep in the heather well
wrapt in my plaidie (4)
The sky for a roof
and your candle a star
My love for a fire, (5)
sweet Tibbie Dunbar 
Traduzione italiano Cattia Salto
Coro
Verrai con me bella Tibbie Dunbar?
Verrai con me bella Tibbie Dunbar?
Verrai a cavallo o portata in carrozza,
o camminerai al mio fianco bella Tibbie Dunbar?
I
Non mi importa di tuo padre,
della sua terra e dei suoi soldi,
non mi importa dei tuoi parenti
così altolocati,
ma dimmi che mi prenderai,
nel bene e nel male
e verrai così come sei,
bella Tibbie Dunbar.
II
Non ti offro argento o terre
quale uomo può determinare
il prezzo della tua mano?
Ma dammi il tuo assenso
e saremo di gran lunga i più ricchi.
Verrai con me
bella Tibbie Dunbar?
III
Vuoi diventare
la sposa di un povero vagabondo
e dormire all’aria aperta
avvolta nel mio mantello,
il cielo come tetto
e le stelle come candele,
il mio amore per un fuoco,
bella Tibbie Dunbar?

NOTE
english translation here
1) “come in your coat”=come as you are. The theme of a disapproving father, with, ‘his lands and his money’, features in several Burns poems. Robbie married Jean Armor in the spring of 1788, regularizing their union started in 1784; he had made the girl pregnant in 1786 but had not married her, arguing with her father who considered him a penniless poet: his parents were poor tenants and even Rabbie’s affairs never went well.
“come in your coat”=letteralmente: “vieni nella tua giacca” cioè l’uomo la esorta “prendi la tua giacchetta e andiamo” da intendersi “vieni così come sei”. Il tema di un padre contrario, con “le sue terre e il suo denaro”, è presente in diverse poesie di Burns: Robbie sposa Jean Armour nella primavera del 1788 regolarizzando la loro unione iniziata nel 1784, aveva messo incinta la ragazza nel 1786 ma non l’aveva sposata, litigando con il padre di lei che lo considerava un poeta spiantato: i suoi genitori erano dei poveri fittavoli e anche gli affari di Rabbie non andarono mai bene.
2) or “Oh walk by me side”
3) or “Oh wilt thou become”
4) or “rolled up in my plaidie” it is the Scottish plaid that is worn as a skirt-cloak by day and becomes a warm blanket for the night in the moor
[il plaid scozzese che era indossato come gonna-mantello di giorno e diventava una calda coperta per il bivacco notturno]
5) or “our love for your fire”

LINK
http://ontanomagico.altervista.org/bonie-jeane.htm
http://museu.ms/collection/object/55894?pUnitId=1134&pDashed=volume-iii-song-207-page-216-tibbie-dunbar-scanned-from-the-1853-edition-of-the-scots-musical-museum
http://mysongbook.de/msb/songs/t/tibbiedu.html
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=27566

WILL YE GO TO THE INDIES, MY MARY

Parte Terza: HIGHLAND MARY

Robert_Burns_And_Highland_Mary_3La canzone fu scritta nel 1786 quando Robert Burns stava mediando di emigrare in Giamaica (allora Indie Occidentali). Il testo è in parte una reinterpretazione di una vecchia canzone scozzese ‘Will ye go to the Ewe Buchts, Marion’ dal quale è ripresa anche la melodia, ma sviluppato secondo la personale esperienza del poeta.

Il soggetto del testo è lo scambio delle promesse di fedeltà reciproca tra i due innamorati durante il loro matrimonio segreto, in cui al posto del prete viene chiamato a testimone il Cielo. Robert chiede a Mary di andare con lui nelle Indie, ma non conosciamo la risposta di Mary. La ragazza muore a 23 anni nel mese di ottobre (i maligni insinuano per il parto prematuro del frutto del loro amore).

Eppure così scrive Robert Burns nella lettere d'accompagnamento inviata a George Thomson per la pubblicazione della canzone(1792)
 'In my early years, when I was thinking of going to the West Indies, I took this farewell of a dear girl. It is quite trifling, & has nothing of the merit of “Ewebuchts”, but it will fill up this page. All my earlier love songs were the breathings of ardent passion; and though it might have been easy for me in aftertimes to have given them a polish, yet that polish to me, whose they were, and who alone cared for them, would have defaced the legend of my heart, which was so faithfully inscribed on them. Their uncouth simplicity was, as they say of wines, their race.'

ASCOLTA Alastair McDonald (il video è STUPENDO)


I
Will ye go to the Indies, my Mary,
And leave auld Scotia’s shore?
Will ye go to the Indies, my Mary,
Across th’ Atlantic roar?
II
O sweet grows the lime and the orange,
And the apple on the pine(1);
But a’ the charms o’ the Indies
Can never equal thine.
III
I hae sworn by the Heavens to my Mary,
I hae sworn by the Heavens to be true;
And sae may the Heavens forget me,
When I forget my vow!
IV
O plight me your faith, my Mary,
And plight me your lily-white hand;
O plight me your faith, my Mary,
Before I leave Scotia’s strand.
V
We hae plighted our troth(2), my Mary,
In mutual affection to join;
And curst be the cause that shall part us!
The hour and the moment o’ time!
 TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Vuoi andare nelle Indie, mia Mary
e lasciare le sponde della vecchia Scozia?
Vuoi andare nelle Indie, mia Mary
e attraversare i marosi dell’Atlantico?
II
Dolci crescono il lime e l’arancia
e la mela e l’ananas(1);
ma tutto il fascino delle Indie
non può mai eguagliare il tuo.
III
Ho fatto voto in nome del cielo alla mia Mary
ho fatto giuramento al cielo di essere fedele;
e possa il cielo dimenticarmi
se io dimenticherò il mio voto!
IV
Promettimi la tua fedeltà, mia Mary
promettimi la tua mano bianco-giglio
promettimi la tua fedeltà mia Mary
prima che io lasci la spiaggia della Scozia.
V
Ci siamo scambiati le promesse nunziali, mia Mary per unirci in matrimonio;
e maledetta sia la causa che ci dovesse separare!
L’ora è giunta!

NOTE
1) l’ananas è decisamente un frutto esotico nella Scozia settecentesca
2) il matrimonio “segreto” è stato reso pubblico nella canzone Highland lassie O 

FONTI
http://www.electricscotland.com/culture/features/singasang/indies.htm
http://www.ballinagree.freeservers.com/jamaica.html
http://www.electricscotland.com/history/other/135TheEweBuchts.pdf

SUCH A PARCEL OF ROGUES IN A NATION

Robert Burns non ha mai rivendicato la paternità di questa canzone, troppo preoccupato a non esporsi pubblicamente nel suo ruolo di pubblico ufficiale (esattore delle tasse dal 1789). Tuttavia non poteva restare indifferente all’evento del secolo ossia al Trattato di Unione del 1707 che aboliva il parlamento di Scozia e Inghilterra per creare un unico Parlamento del Regno Unito. Unione osteggiata da una grande parte della popolazione scozzese che temeva di perdere la propria libertà.

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La bandiera nata dall’Unione:
la croce di Sant’Andrea e quella di San Giorgio

LA SCOZIA: UNA STORIA DI FEDE E LIBERTÀ di Paolo Gulisano
Nel 1707 la Scozia, attraverso l'Atto di Unione approvato dai Parlamenti inglese e scozzese, cessava di essere una nazione libera ed indipendente. A partire dal 1° marzo di quell'anno, definito dai patrioti scozzesi annus orrobilis, l'intera isola britannica ricadde sotto un unico governo, quello di Londra.
 Uno degli uomini che più strenuamente si era battuto contro l'Atto era Andrew Fletcher di Saltoun (1653-1716), avvocato dei diritti e delle libertà del suo popolo, parlamentare, esule.
 Nel momento più oscuro della storia della nazione, in cui essa stessa, per volontà della maggioranza dei propri rappresentanti politici e dell'aristocrazia, rinunciava alla propria libertà consegnandola agli inglesi in cambio di vantaggi economici - peraltro riservati ad una ristretta oligarchia - e della garanzia che sarebbero stati mantenuti gli assetti civili e religiosi determinati dalla Rivoluzione del diciassettesimo secolo e dalla Riforma Protestante, Fletcher lasciò una dichiarazione che all'epoca poteva sembrare un sentimentale attaccamento alla tradizione e ad un glorioso passato ormai tramontato, e che oggi, al termine del Novecento e alla luce degli avvenimenti che negli ultimi anni hanno visto il ritorno come protagoniste della storia le piccole patrie, tra le quali la stessa Scozia, assume invece una dimensione quasi profetica: "sono le ballate, e non le leggi, a costruire una nazione".
 Fletcher ebbe a scrivere ciò nel 1704, quando il destino della Scozia era ormai segnato, in un breve saggio dedicato al "corretto ordinamento dei Governi per il Bene dell'Umanita" (Account of a Conversation concerning a Right Regulation of Government for the Common Good of Man-kind).
 Le ballate: non già un'espressione intellettuale e romantica, ma la memoria tenace delle leggende, della storia mitica e di quella reale, che ha accompagnato i popoli europei nella loro storia millenaria, con particolare evidenza per quel che riguarda l'area celtica.
 A pochi anni dalla resa dell'Atto di Unione e dalla profezia di Fletcher, il grande poeta nazionale scozzese Robert Burns scriveva questi versi:
"At Wallace's name, what Scottish blood,
 But boils up in a spring-time flood!
 Oft have our fearless fathers strode
 By Wallace's side,
 Still pressing onward, red-wat-shod,
 Or glorious dy'd!"
 Da"To W.S***n, Ochiltree- 1785.
"Al nome di Wallace quale sangue scozzese non può ribollire con primaverile piena! Spesso i nostri padri intrepidi hanno marciato al fianco di Wallace, sempre avanzando, calzati di rosso sangue, o tinti di colore glorioso!".
 "La paura di restare indietro nella competizione globale è diventato il predominante della politica. Non solo le imprese, ma gli Stati si considerano intrappolati in una situazione di competizione continua, dove ogni partecipante dipende dalle decisioni degli altri giocatori. Ciò che si perde di vista in questa corsa ansiosa è la possibilità di autodeterminazione." (William Greider, "The Global Marketplace: a Closet Dictator" in The Case against Free Trade, San Francisco, 1993). Così, mentre da più parti già si proclamava la "fine della storia" e si profilano all'orizzonte gli inesorabili scenari della globalizzazione e del pensiero unico, riemergono con forza le esigenze e le ragioni delle differenze, delle specificità, delle identità.
In Scozia come altrove sembrano riecheggiare le vibranti parole di Gilbert Keith Chesterton: "We are a people, and we have not spoken yet!" 
 [trad it: "noi siamo un popolo, e non abbiamo ancora parlato!"]

Tratto da Paolo Gulisano IL CARDO E LA CROCE.

Solo nel 1997, sulla scia del processo di decentralizzazione avviato da Tony Blair, si gettano le basi per la riapertura del Parlamento Scozzese con un proprio statuto di autonomia legislativa nella sanità, educazione e alcune questioni sociali. (vedi)

VERSIONI STRUMENTALI
La melodia ha l’andamento di un inno, eppure è malinconica come un lamento

ASCOLTA Beltaine in Koncentrad (2007)

Il testo risale al 1791 o al 1752 ed è pubblicato nel 1792 nelloScots Musical Museum” di Johnson con la melodia “A Parcel of Rogues in a Nation” (vedi) senza segnalazione dell’autore, si ritrova inoltre in The Jacobite Relics of Scotland” (1819) di James Hogg. Alcuni critici ritengono che Burns abbia lavorato su del materiale originario, quello del lamento di un patriota scozzese del 1707 contrario all’Unione, ma non è ancora stata rintracciata la canzone antecedentemente alla pubblicazione di Burns, Hogs riporta solo che canzone e melodia erano molto popolari.

ASCOLTA The Dubliners
ASCOLTA Steeleye Span in “Parcel of Rogues”, 1973
ASCOLTA Alastair McDonald

ASCOLTA Pat Kane & Brian Shiels una vera chicca (per i miei gusti). Peccato che l’audio non sia di buona qualità


I
Fareweel to a’ our Scottish fame,
Fareweel our ancient glory;
Fareweel ev’n to the Scottish name,(1)
Sae fam’d in martial story.
Now Sark rins over Solway sands,
An’ Tweed rins to the ocean(2),
To mark where England’s province stands-
Such a parcel of rogues(3) in a nation!
II
What force or guile could not subdue(4),
Thro’ many warlike ages,
Is wrought now by a coward few,
For hireling traitor’s wages(5).
The English stell we could disdain,
Secure in valour’s station;
But English gold has been our bane-
Such a parcel of rogues in a nation!
III
O would, or I had seen the day(6)
That Treason thus could sell us,
My auld grey head had lien in clay,
Wi’ Bruce and loyal Wallace!(7)
But pith and power, till my last hour,
I’ll mak this declaration;
We’re bought and sold for English gold-
Such a parcel of rogues in a nation!
tradotto da Cattia Salto
I
Addio a tutta la nostra fama scozzese
addio alla nostra antica gloria
Addio anche al nome scozzese
così famoso nei racconti marziali!
Ora lo Sark scorre fino al delta di Solway e il Tweed scorre verso l’oceano, per contrassegnare dove si trova la provincia dell’Inghilterra,
che branco di canaglie in una sola nazione!
II
Quel che forza o inganno non poterono sottomettere in molti secoli bellicosi,
è concesso ora da una manica di codardi per un salario da schiavi e traditori.
Avremmo potuto resistere all’acciaio inglese, forti del nostro antico valore,
ma l’oro inglese è stato la nostra rovina
che branco di canaglie in una sola nazione!
III
Piuttosto che vedere il giorno
di quel tradimento che ci venderà tutti,
vorrei che la mia vecchia testa grigia giacesse in terra
con Bruce e il leale Wallace!
Ma fiero e indomito, fino alla mia ultima ora
farò questa dichiarazione:
“Siamo stati comprati e venduti da e per l’oro inglese – che branco di  canaglie in una sola nazione! ”

NOTE
1) Gli scozzesi rinunciarono al proprio parlamento e alla propria bandiera, ma non furono disposti a rinunciare alla propria Chiesa di Scozia Presbiteriana e al Diritto Romano.
2) Sark e Tweed sono i fiumi che segnano i confini occidentali e orientali della Scozia con l’Inghilterra
3) parcel of rogues sono i politici scozzesi corrotti con terre e denaro. Il termine sta a indicare il casellario penale dei “brutti ceffi”, ovvero i criminali
4) la Scozia non fu mai conquistata militarmente dall’Inghilterra,  fu Giacomo VI re di Scozia a ereditare il trono d’Inghilterra alla morte della zietta (Elisabetta I)
5) il tema dei traditori pagati con l’oro inglese è un ritornello tipico delle canzoni filo-giacobite
6) Hogg scrive:”I would that ere I’d seen the day”
7) vano appare l’impegno indipendentista e il sacrificio di antichi guerrieri come Robert the Bruce e William Wallace.

FONTI
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-378,-page-391-such-a-parcel-of-rogues-in-a-nation.aspx
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=711
http://web.tiscalinet.it/identitaeuropea/iniziative/gulisano_cardo.html
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=13443&lang=it
http://mysongbook.de/msb/songs/p/parcelor.html
http://www.iacopi.it/credits/art/Inghilterra%20Scozia,%20un%20matrimonio%20di%20convenienza.pdf
http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/
secondary/genericcontent_tcm4555678.asp
http://chrsouchon.free.fr/rogues.htm