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Terre Celtiche Blog

Sir Aldingar

Sir Aldingar è una delle tante ballate tradizionali riportate dal Child, che sarebbe andata perduta se non fosse per la sua trascrizione nelle collezioni ottocentesche. Child riporta due testi l’in-folio del Percy (I, 166-173) e la versione di Sir Walter Scott nel Minstrelsy of the Scottish Border dal titolo ‘Sir Hugh le Blond,’ (1803). I due testi seppur diversi (- il primo proveniente dall’Inghilterra centro meridionale, il secondo dalle Lowlands della Scozia) sono linguisticamente imparentati. Abbiamo inoltre della Sir Aldingar una rielaborazione in versi scritta dal Percy nel suo “Reliques of Ancient English Poetry” (1765)

Sir Aldingar Plot della storia

Qui si dirà solamente che Sir Aldingar è il malvagio e il re un credulone. Aldingar, non essendo riuscito ad ottenere i favori della regina, architetta un turpe inganno a suo danno. Mentre la regina è ritirata nei suoi appartamenti, le sistema nel letto un lebbroso (complice involontario), e corre a chiamare il re. La Regina invoca il duello di Dio per dimostrare la sua innocenza. Il suo campione arriva quando il rogo è stato appena acceso, ferma l’esecuzione e durante il duello costringe Aldigar a confessare il suo inganno. Re e Regina fanno pace, il lebbroso -miracolosamente guarito- prende posto a corte.

Approfondimento

Rimando invece della consueta introduzione alla ballata, alla trattazione di Riccardo Venturi ne Gli Extra di CCG che discetta sull’origine, sui riferimenti storici, trama e significati del racconto. E traduce, da fine linguista degli antichi idiomi, parola per parola l’in-folio del Percy.

Sir Aldingar
L’illustrazione mostra la scena clou della storia: la regina ai ceppi sta per essere portata al rogo, ma un cavaliere-bambino interviene per fermare i soldati presentandosi come il suo campione. Sullo sfondo il re seduto sotto ad un baldacchino impavesato allestito lungo i bordi del campo dove si terrà il duello di dio.

Il recupero della ballata Sir Aldingar

Da parte mia contribuirò con l’analisi delle versioni di Sir Aldingar, che il Folk Revival ha prodotto negli ultimi decenni. Infatti la ballata era andata perduta nella tradizione orale. Ad ogni modo solo più recentemente, forse grazie al rinnovato interesse verso il Fantasy medievale e magico (celebrato in così tanti film, serie Tv e libri) la possiamo -dopo tanti secoli- ascoltare.

The Accused Queen: Il traditore e il duello di Dio

La prima registrazione risale al 1985 ad opera di un gruppo bretone, i Kornog. Il brano esce dal cilindro di Jamie McMenemy già membro fondatore della Battlefield Band che aveva lasciato la Scozia per trasferirsi in Bretagna.
La versione è basata sostanzialmente sulla ballata scozzese ‘Sir Hugh le Blond,’ di Sir Scott, che tralascia le parti fantasy e soprannaturali presenti invece nell’unica versione manoscritta pervenuta fino a noi (l’in-folio del Percy).

Scrive il Child sulla versione B della ballata:  “Communicated to Scott by K. Williamson Burnett, of Monboddo, as written down from the recitation of an old woman, long in the service of the Arbuthnot family.” Su di questa i Kornog innestano un testo (“Reliques of Ancient English Poetry” pag 200-206) che non appartiene all’originale trovato dal Percy bensì è stato riscritto di suo pugno, aggiungendo emendamenti e strofe supplementari. E’ in questo testo riveduto dal Percy che è descritto più diffusamente, rispetto alle altre fonti, il duello tra i due campioni.
 La musica è un arrangiamento dalla ballata scozzese “Johnnie Sangster”.

Kornog in Ar Seizh Avel (On Seven Winds) 1985. l Kornog sono: il violinista Christian Lemaitre, il chitarrista Soig Siberil, il flautista Jean-Michel Veillon ed il cantante e suonatore di bouzouky, lo scozzese Jamie McMenemy.

Sir Aldingar

[Our King he kept a false steward
Sir Aldingar they do him call
A falser steward there ner was one
Served not in bower nor hall]
“I love you weel my Queen my dame
The truth that I do tell
And for to lie one night with you
The salt seas I would sail”

“Away away Sir Aldingar
You are both stark and stout
Would you defile the Kings own bed
And make his wife a whore?”
He then stepped out at her room door
All in an angry mood
Until he met a leper man
Just by the hard way side o

He intoxicated the leper man
With liquors very sweet
And gave him more and more to drink
Until he fell asleep
He took him in his arms twa
And carried him along
Til he came tae the Queens ain bed
And there he laid him down

The went him forth Sir Aldingar
And to our King cried he
He said “Your Queen ‘s a false woman
As I do plainly see”
He went unto the Queens chamber
So costly and so fine o
Til he came tae the Queen’s ain bed
Where the leper man was lain o

“Plooky plooky are your cheeks
And plooky is your chin
And plooky are your arms twa
My bonnie Queen’s laid in
Since she has lain intae your arms
She shall not lie in mine
Since she has kissed your ug’some mouth
She never shall kiss mine”

In anger he went tae our Queen
Who fell upon her knee
He said “Ye false unchaste woman
What’s this ye’ve done tae me?
Now forty days I will geve thee
Tae find a knight therin
If thou not find a Knight in forty days
Thy body it must brin”

[Then she sent east and she sent west
And north and south between
But never a champion could she find
Would fight the King’s knight sae keen
Now when the appointed day was come
No help appeared nigh
Then woeful woeful was her heart
And the tears stood in her eye]

[Three times the herald he waved his hand
Three times he waved on high.
“Gin any good knight will ‘fend this dame
Come forth, or she must die!”
No knight stood forth no knight there came
No help appeared nigh
And now the Fire was lighted up.
Queen Ealenor she must die

And now the fire was lighted up
As hot as hot might be
When riding upon a little white steed
A tiny boy they see
“Away with that stake, awasy with those brands!
And loose our comely Queen!
I’m come to fight Sir Aldingar
And prove him a traitor keen”

Then stood him forth Sir Aldingar
But when he saw the child
He laughed and scoffed and turned his back
And weened he’d been beguiled
“Now turn thee, turn thee Aldingar
And either fight or flee
I trust I shall avenge the wrong
Though I am sae small tae see”

The boy pulled forth a well guid sword
Sae gilt it dazzed the e’e
The first stroke striken at Aldingar
Smote off his legs at the knee
“Stand up Stand up thou false traitor
And fight upon thy feet
For, an’ thou thrive as thou beginn’st
Of height we shall be meet”]

“Confess your treachery now” he said
“This day before you die!”
“I shall confess my treachery
I shall no longer lie
[[I would have betrayed our comely Queen
My treachery is clear”
And the boy has pierced Sir Aldingar
Til his hearts blood did appear

King Henry ran to clasp his Queen
A tear was in his eye
“No boy has ever saved a wife
As fair and true as thee”
They turned to look for the tiny boy
But he could not be found
Then stood before the leper man
And he stood whole and sound]]

SIR ALDINGAR

[Il nostro Re aveva un attendente infedele,
Sir Aldingar era il suo nome.
il più infedele attendente che ci fosse
che non serviva nè in camera nè in sala] (1)
“Vi amo tanto mia Regina, mia Signora
in verità vi dico
che per dormire una notte con voi
navigherei per il mare salato”

“Via, via Sir Aldingar (2)
siete sia chiassoso che fastidioso!
Vorreste profanare proprio il letto del re
e fare della sua regina una puttana?”
Allora uscì dalla porta della sua camera
e d’umore rabbioso
Finchè vide un lebbroso
proprio dal lato opposto della strada

Intossicò il lebbroso (3)
con liquori molto dolci
e li diede ancora e ancora da bere
finchè cadde addormentato.
Lo prese tra le braccia
e lo trasportò con sè
fino ad arrivare proprio nel letto della regina
e lì lo mise giù.

Sir Aldingar se ne andò via
e al nostro re si lamentò
e disse “La vostra regina è una donna falsa
Come si rileva facilmente “
Lui andò nella camera della regina,
Così preziosa e raffinata,
fino a venire al letto stesso della regina
Dove giaceva il lebbroso.

“Ulcerose sono le tue guance
Ulceroso è il tuo mento
e ulcerose sono le tue due braccia
tra cui è giaciuta la mia bella regina.
Poichè è giaciuta tra le tue braccia
non starà più tra le mie.
Poichè ha baciato la tua bocca ripugnante
Non bacerà mai più la mia”

Con rabbia andò (4) dalla nostra regina
che cadde in ginocchio
Disse lui: “Voi donna falsa e senza pudore
Che cosa mi avete fatto?
Vi darò quaranta giorni
per trovarvi un cavaliere (5)
ma se non troverete un cavaliere in quaranta giorni
bruceremo il vostro corpo (6)”

Così lei domandò ad est e domandò a ovest
a nord e a sud
ma non le riuscì di trovare un campione
che combattesse il cavaliere del re tanto abile
Ora quando il giorno stabilito arrivò
nessun aiuto giunse dappresso
allora addolorato, addolorato era il suo cuore
e le lacrime le spuntarono agli occhi

Tre volte l’araldo fece un cenno con la mano
Tre volte fece cenno di farsi avanti (7)
“Se un buon cavaliere difenderà questa signora
si faccia avanti o lei dovrà morire! “
Nessun cavaliere si fece avanti, nessun cavaliere venne
Nessun aiuto giunse dappresso
E ora il fuoco era acceso.
La regina Eleonora deve morire.

E ora che il fuoco era acceso,
il più caldo possibile,
allora alla guida di un piccolo destriero bianco
videro un piccoletto (8)
“Via quel rogo, via quei tizzoni
e slegate la nostra bella regina
Sono venuto per combattere Sir Aldingar
E mostrarlo quale abile traditore “

Allora Sir Aldingar gli si parò innanzi
Ma quando vide il bambino
Rise, si fece beffe e voltò le spalle
credendo di essere stato preso in giro
“Ora voltati, voltati Aldingar
E o combatti o fuggi.
Confido che vendicherò il torto
Anche se sono così piccolo a vedersi” (9)

Il ragazzo estrasse una bella e buona spada,
così dorata da abbagliare gli occhi,
Il primo colpo che inferse a Aldingar
Gli mozzò le gambe al ginocchio
“Alzati Alzati, falso traditore
E combatti in piedi
Ché, se ora sei borioso come all’inizio,
(almeno) alla stessa altezza ci scontreremo”

“Confessa il tuo tradimento”, disse,
“adesso in questo giorno prima di morire.”
“Confesserò il mio tradimento
non posso più mentire.
Avrei voluto tradire la nostra bella regina
la mia slealtà è palese”
E il ragazzo ha trafitto Sir Aldingar
Finché non è spillato il sangue del suo cuore.

Re Enrico corse ad abbracciare la sua regina
Una lacrima era nei suoi occhi
“Nessun ragazzo ha mai salvato una moglie
così onesta e sincera come voi “
Si voltarono a cercare il piccoletto
Ma non si riusciva a trovare,
Allora si fermò davanti al lebbroso (10)
che era tutto integro e sano.

NOTE

Traduzione italiana Cattia Salto. Tra parentesi quadra le parti che non appartengono alla versione di Sir Walter Scott, bensì ai versi riscritti dal Percy. Nel finale i versi sotto parentesi quadre doppie non appartengono a nessuno dei tre testi. Presumo che si tratti di un arrangiamento da parte di Jamie McMenemy

  1. il primo verso è tratto dal Percy. Cioè non era una cameriere addetto al guardaroba del re e nemmeno un valletto di sala.
  2. nella ballata di Scott il nome del traditore è Rodingham
  3. in Percy il lebbroso viene convinto a coricarsi nel letto della regina sulla promessa di una guarigione miracolosa. Nella ballata scozzese, invece, viene fatto ubriacare
  4. Sebbene il lebbroso dorma nel letto della regina, non necessariamente lei si doveva trovare nella stessa stanza e sdraiata accanto a lui. Gli appartamenti riservati alla regina erano più ambienti variamente disposti tra loro.
  5. Nel Medioevo il duello tra i campioni designati era detto Duello di Dio. Era convinzione che dio avrebbe preso le parti dell’innocente. Con la germanizzazione del mondo antico entrò nel diritto l’ordalia (cioè una prova in cui ci si rimetteva al giudizio degli dei) prevedeva duelli armati o prove fisiche (ordalie del fuoco e dell’acqua).
  6. Sentenza anomala quella dell’abbruciamento sul rogo, perchè in caso di tradimento di sua Maestà si procedeva con la decapitazione.
  7. nel verso del Percy dice “Three times spake on high
  8. nella versione di Scott è Sir Hugh le Blond un normale cavaliere, in Percy è invece una creatura magica. Qui avendo stralciato dal Percy lo possiamo considerare come un fanciullo (il richiamo è a Davide e Golia)
  9. Qui viene omesso un dettaglio importante: Aldingar sottovaluta il suo avversario e gli concede di colpire per primo. Non dobbiamo dimenticare che stiamo assistendo a un duello giudiziario in cui si seguivano delle regole precise. Ancora nei duelli con le pistole tra i gentiluomini del settecento, sparava per primo colui che era stato offeso e aveva schiaffeggiato il rivale. Ecco che il fanciullo o il “piccoletto” gli si può avvicinare con la sua spada (che, per quanto lucente come quella degli angeli, sempre proporzionata alla sua altezza doveva essere).
  10. l’unica concessione al miracoloso di tutta la versione è il lebbroso risanato. Nel testo così arrangiato sembrerebbe che sia stato lo stesso re a guarirlo. Era credenza diffusa nel Medioevo che il tocco di un re potesse guarire le scrofole, a causa della natura divina della regalità

Seguono anni di silenzio e poi nel 2008 Chris Foster e Brian Peters separatamente uno dall’altro, registrano un’ulteriore rielaborazione della ballata.

La versione scozzese con un pizzico di Mistery

Chris Foster  in Outsiders 2008 riporta invece quasi totalmente il testo scozzese raccolto da Sir Walter Scott (Child #59 B), ma vi innesta dal Percy il sogno premonitore della Regina e il misterioso/magico campione. La melodia è stata composta appositamente, mancando ogni riferimento in tal senso.

SIR ALDINGAR

The birds sang clear as any bell
They never sang so well
The queen has gone to her chamber
To talk with Aldingar
“I love you well my queen my dame
More than lands and rents so clear
And for to spend one night with you
I would bear pain most severe.”

“Away, away you Aldingar
You are both stark and stoor
Would you defile the king’s own bed
And make his queen a whore?
Tomorrow you would be taken sure
And like a traitor slain
And I would be burned at the stake
Although I am the queen.”

[Then there came a leper to the queen’s door
He was a leper blind and lame
Aldingar took him upon his back
And on the queen’s bed has him lain
He told the leper to lie still
And not to go away
And he would be a healthy man
By the dawning of the day.]

Then he has gone out of the queen’s door
As quickly as he could go
And he’s gone straight to the very place
Where the king himself did go
The king said unto Aldingar
“What news have you for me?”
He said, “Your queen is a false woman
As I did plainly see.”

Then the king has gone into the queen’s door
So costly and so fine
And he’s gone straight to her bed chamber
Where the leper man was lain
He looked down on the leper man
As he lay on his queen’s bed
Then he lifted up the snow white sheet
And unto him he said.

“Since she has lain into your arms
She shall not lie in mine
Since she has kissed your ugly mouth
She’ll never more kiss mine
If you were a man as you are not
It’s here that you would die
But a pair of gallows shall be built
To hang you on so high.”

Then in anger he went unto the queen
Who fell upon her knee
He said, “You false and unchaste woman
What is this you’ve done to me?
[If you had taken a comely knight
Well the lesser would have been your shame
But you have taken a leper man
Who is both blind and lame.”]

Then the queen she turned herself around
A tear was blinding her eye
She said ,“There’s not a knight in all your court
Dare make such a claim to me.”
He said ,“’tis true what I do say
For I a proof did make
Now you shall be taken from my bower
And burned at the stake.”

[She said, “I thought that dreams were never true
But now I’ve proved them true at last.
I dreamed a dream the other night
In my bed where I lay
I dreamed a great and a gruesome beast
Had carried my crown away
My gorget and my belt of gold
And all my fair head gear.”

“How he would have worried me with his claws
And carried me into his nest
Saving there came a little hawk
Flying out of the west
Saving there came a little hawk
Which men call merlion
And with his claws he struck him down
And dead he did fall down.”

Then the king said, “I will give you forty days
To find you a man there in
But if you find not a man in forty days
In a hot fire you shall burn.”
So she called up all her messengers
And sent them to the west
But they couldn’t find none to fight for her
Nor enter in the contest.

Then a messenger the queen sent east
Who rode for many a day
And as he rode along by a riverside
There he met with a little boy
Who said, “Turn again you messenger
Greet well our queen from me
And bid her remember what she has dreamt
In her bed where she lay.”]

Then the day came on that was to do
That dreadful tragedy
But the little boy was not come up
To fight for our lady
So before the hour the queen was brought
The burning to proceed
And in a black velvet chair then she was set
It was a token for the dead
And she saw the flames ascending high
A tear blinded her eye
“Oh where is the worthy knight?” she said
“Who is to fight for me.”

Then up and spoke the king himself
“My dearest have no doubt
For yonder comes a little boy
As bold as he set out.”
[Then the child advanced to fight the duel
And his sword was tempered steel
He struck the first stroke at Aldingar
And he cut his legs off at the knee.

“Stand up, stand up you false traitor
and fight upon your feet
Now I have taken your legs away
At an even height we shall meet
“Confess your treachery now,” he said,
“Confess it before you die.”
“Oh I do confess it,” said Aldingar,
“For I can no longer lie.”

[“Now take your wife you King Henry
And love her with your all
For the queen she is as true to thee
As the stones on your castle wall.”
And the leper under the gallows tree
Was a healthy man and small
And the leper under the gallows tree
Was made steward in the king’s hall.]

SIR ALDINGAR

Gli uccelli trillavano come delle campane
mai cantaron così bene (1)
La regina era andata nella sua camera
per conversare con Aldingar (2).
“Vi amo mia signora regina
molto più che le terre e le rendite
e pur di trascorrere una notte con voi
sopporterei i più ardui tormenti (3)”

“Via, via Aldingar
siete chiassoso e fastidioso
Vorreste profanare il letto del re
e fare della sua regina una puttana?
L’indomani sareste di certo preso
e ucciso come un traditore
e io sarei bruciata sul rogo (4)
sebbene io sia la regina”

Poi venne un lebbroso alla porta della regina (5)
era un lebbroso cieco e storpio
Aldingar se lo caricò in spalla
e sul letto della regina lo distese.
Disse al lebbroso di restare immobile
e di non andare via
e sarebbe diventato un uomo risanato
all’alba dell’indomani.

Quindi è uscito dalla porta della regina
il più rapidamente possibile
Ed è andato lesto proprio nel posto
dove andava il re stesso.
Il re disse ad Aldingar
“Che novelle avete per me?”
Disse: “La vostra regina è una donna falsa
Come ho visto facilmente. “

Allora il re è entrato dalla porta della regina (6)
Così preziosa e raffinata
per andare lesto nella sua camera da letto
Dove giaceva il lebbroso.
Volse lo sguardo sul lebbroso
Mentre giaceva sul letto della sua regina
poi sollevò il lenzuolo bianco come la neve
e così a lui parlò:

“Poichè è giaciuta tra le tue braccia
non starà più tra le mie.
Poichè ha baciato la tua brutta disgustosa bocca,
Non bacerà mai più la mia
Se tu fossi un uomo, e non lo sei
È qui che moriresti
Ma farò costruire una forca
Per impiccarti in cima. “

Quindi con rabbia andò dalla regina
che cadde in ginocchio
Disse: “Voi donna falsa e senza pudore
Che cosa mi avete fatto?
Se aveste preso un cavaliere avvenente
Beh, minore sarebbe stata la vostra vergogna
Ma avete preso un lebbroso
Che è sia cieco e pure storpio ”.

Allora la regina si guardò intorno,
con le lacrime agli occhi,
e disse “Non c’è un cavaliere in tutta la Corte
che oserebbe trattarmi così” (7)
Disse lui “È vero quello che dico
perchè ne ho la prova.
Ora sarete prelevata dalla mia torre
E bruciata sul rogo. “

“Credevo che i sogni non fossero mai veri
ma ora si rivelano esatti.
Ho fatto un sogno l’altra notte
distesa a letto:
Sognai una grande e orribile fiera (8)
che mi stappava via la corona
la mia gorgiera e la mia cintura dorata
e tutti i begli ornamenti dei capelli”

“Come mi tormentava coi suoi artigli!
E mi portava nel suo nido;
A salvarmi arrivò un piccolo falco
volando da Ovest,
A salvarmi arrivò un falchetto
che la gente chiama smeriglio (9).
E con i suoi artigli la colpiva
E morta cadeva a terra. “

Allora il re disse ” Vi concederò quaranta giorni
per trovare l’uomo che cercate,
ma se non lo troverete in quaranta giorni,
brucerete sul rogo”
Così lei chiamò tutti i messaggeri,
e li mandò a ovest,
ma non trovarono nessuno che combattesse per lei
e che partecipasse alla contesa.

Allora la regina mandò a Est un messaggero
che cavalcò per molti giorni
e mentre cavalcava lungo la riva del fiume
lì vide un ragazzino
che disse “Torna indietro Messaggero
Saluta la nostra regina per me!
E ti prego di ricordarle cosa ha sognato
distesa a letto” (10)

Poi venne il giorno in cui si doveva compiere
Quella terribile tragedia
Ma il ragazzino (11) non era arrivato
a combattere per la nostra signora.
Così prima dell’ora (12) la regina fu portata
per dare via al rogo,
E su una sedia di velluto nero fu sistemata,
Era un segno per i morti.
E vide le fiamme salire in alto,
le lacrime le velarono lo sguardo:
“Oh, dov’è il valoroso cavaliere” lei disse
“Che deve combattere per me?”

Allora si alzò e parlò il re stesso
“Mia amata, non dubitare
perchè da lungi viene un ragazzino
audace come annunciato.
Allora il ragazzo avanzò per combattere il duello
e la sua spada era di acciaio temperato,
diede il primo colpo ad Aldingar
e gli mozzò le gambe al ginocchio

“Alzati, alzati falso traditore
e combatti in piedi
Ora che ti ho tolto le gambe
Ad un’altezza uniforme ci incontreremo]
“Confessa il tuo tradimento ora”, disse,
“Confessalo prima di morire.”
“Oh, lo confesso,” disse Aldingar,
“Perché non posso mentire più a lungo.”

[“Ora prendi tua moglie, re Enrico
E amala con tutto te stesso
Perchè la regina è fedele a te
Come le pietre sul muro del tuo castello. “
E il lebbroso sotto la forca
Era un uomo sano e piccolo
E il lebbroso sotto la forca
Fu nominato attendente alla Corte del re.]

NOTE

Traduzione italiana di Cattia Salto
Tra parentesi quadre le interpolazioni dal Percy

  1. i versi d’apertura in Scott sono leggermente diversi:
    The birds sang sweet as ony bell, The world had not their make
  2. nell’originale il nome del traditore è Rodingham
  3. Scott scrive “And for the love of you, my queen, Would thole pain most severe
  4. in realtà le avrebbero tagliato la testa
  5. tutta la strofa è presa (con qualche aggiustamento) dalla versione di Percy. Il traditore instilla nel lebbroso la speranza di guarigione grazie al tocco taumaturgico del re
  6. Scott scrive “room” e in effetti il verso successivo si riferisce all’eleganza e alla sfarzosità con cui era arredata la stanza privata della regina
  7. Scott scrive “Dare give that name to me
  8. Nel Percy le belve sono due, the grype and a grimlie beast (anche se l’articolo and in questo caso vuole designare una specificazione, cioè “un grifone, un orribile mostro“). Grifone è sia il nome di un mostro mitologico, che di un rapace della famiglia degli avvoltoi. Rappresenta la Calunnia.
  9. lo smeriglio era il falco preferito nella falconeria medievale. Per la sua velocità e il volo radente a terra era usato nella caccia all’allodola.
  10. per comprendere la risposta del ragazzino, qui ci manca la descrizione di una parte dell’incontro: il messaggero vedendo un bambino, dall’apparente età di quattro anni, non vuole rispondere alla sua domanda He askt the Queenes Messenger how far he rode,/Loth he was him to tell/The litle one was offended att him/Bid him adew, farwell! (in italiano Chiese al Messaggero da dove venisse/ E quello non glielo voleva dire/ Il piccoletto ne rimase offeso/E gli disse addio e buon viaggio.) Oltre alla traduzione del Venturi stralcio anche la sua “nota” a proposito del misterioso fanciullo e del sogno della regina: “Ma quel che più ci interessa sono l’incubo premonitore della Regina, con le bestie che fanno quasi pensare alle fiere dantesche e che la spogliano delle insegne proprie della dignità regale, e il misterioso fanciullo vendicatore che “capta” il sogno, a metà tra un mitologico essere della foresta in contatto con le entità che presiedono ai sogni ed un angelo custode.” (Riccardo Venturi da antiwarsongs,it) A me fa venire in mente Aengus il dio dei sogni scozzese
  11. In Scott il campione della regina è un normale cavaliere “Sir Hugh le Blond”
  12. cioè allo scadere del tempo concesso dal re

Il pot-pourri

La versione di Peters prende un po’ da tutte le fonti disponibili, compreso anche due righe dalla ballata danese, Ravengaard og Memering, già versificata in inglese, e il frammento di Child #59 D. A mio avviso uno sforzo vano, per scrivere una ballata così lunga poteva prendere il testo del Percy e amen.

Brian Peters in Songs of Trial and Triumph, 2008

Our king he’s wed a comely queen
fair as the morning star
And in his court he’s kept a steward,
called Sir Aldingar
The birds sang sweet as any bell
that rang in heaven above
Sir Aldingar’s to the queen’s bed
chamber to declare his love
“I love you well my queen, my dame,
the truth to you I’ll tell
And for to lie one night with you,
the salt seas I would sail.”
Away, away, false Aldingar, and darken not my door
Would you defile the king’s own bed,
and make his queen a whore?

Sir Aldingar ran from the room, an angry man was he
But there he met a leper begging for his meat and fe
He’s given that leper wine to drink,
liquor strong and sweet
‘Til he was as drunk as any lord,
and he fell fast asleep
He’s taken him in his two arms,
and carried him along
Until he came to the queen’s bed chamber
and there he’s laid him down

Now he has gone unto the king and fell upon his knee
Sire, your queen’s a false woman,
as you may plainly see
He’s taken him to the queen’s chamber,
pulled back the snow-white sheets
And there they saw that leper
who was lying fast asleep
The king has called out for the queen,
and an angry man was he
Saying, you have took that leper
to your bed instead of me
Since he has lain all in your arms,
you’ll never lie in mine
Since you have kissed his ugly mouth,
I’ll never more kiss thine
I will build a gallows tall to hang this leper man
And I will build a bonfire high and in it you shall burn

They’ve put her in a prison strong for quarter of a year
Where mice and rats ran o’er the floor
and tore her yellow hair
And she has dreamed a dreadful dream,
in the bed where she did rest
A gryphon seized her in its claws
and carried her to its nest
But then there came out from the East
a hawk so small and brown
Fell upon that deadly beast
and struck it to the ground

I wish, I wish, I was a man, in battle I would prove
I’d fight the traitor Aldingar,
at him I’d cast my glove
But since I cannot battle make,
grant to me this right
Let me seek a champion bold,
with Aldingar to fight
The queen has sent her messengers
to the North, the West and South
But none of them could find a man
to prove the queen’s own worth
Save for one last messenger,
he rode out to the East
And there he met with a little one
no higher than his own breast
Oh you are not the man I seek,
though you may make so bold
For you are no more of a man
than a child of ten years old
Turn again, you messenger, do not me deny
Bid the queen think on the dream
in the bed where she did lie
Bid the queen remember
how the hawk so small and brown
Fell upon that deadly beast
and struck it to the ground
Turn again, you messenger,
greet the queen from me
In time of trial help shall come,
so merry she should be

Now they have built a bonfire high,
forced the queen therein
Set in a black velvet chair, as a token of her sin
And they have brought the brands of fire
while tears fell to her breast
But then they saw that little one,
come riding from the East
Saying pull away those brands of fire,
douse the flames right well
I’ll fight the traitor Aldingar
and send his soul to Hell

But when he saw that little one,
he laughed both long and hard
Should I fear to fight a man
scarce taller than a yard?
The little one drew forth his sword,
it shone as bright as gold
It cast its light all o’er the field
as he set forth so bold
He struck first at Aldingar,
took his legs off at the knee
Stand up stand up, you false traitor,
now you’re a match for me
And the next stroke that the little one struck,
it pierced him through the side
‘Til his heart’s blood came a-running
like some crimson tide

A priest, a priest, cries Aldingar
for I am bound to die
I will confess my dreadful deed, no longer can I lie
Full well I loved my beauteous queen,
to me she did say nay
‘Twas me that brought that leper man
all in her bed to lie

Take your wife, my noble king,
love her, what e’er befall
For she has proved as true to you
as the stone is to the wall
The king has made that little man
lord of his Eastern lands
And he has took that leper
for the steward at his right hand

Il nostro Re era sposato a una bella regina
luminosa come la stella del mattino
e alla sua corte aveva un attendente,
Sir Aldingar era il suo nome.
Gli uccelli trillavano come le campane
che suonavano nei cieli
Sir Aldingar è nella camera della regina
a dichiarare il suo amore
“Vi amo tanto mia signora regina,
la verità vi dirò,
per dormire una notte con voi
navigherei sul mare salato”
“Via, via falso Aldingar non avvicinatevi alla mia porta.
Vorreste profanare proprio il letto del re
e fare della sua regina una puttana?”

Sir Aldingar uscì dalla camera e d’umore rabbioso
Finchè vide un lebbroso mendicare pane e mercede.
Diede al lebbroso vino da bere,
liquori forti e dolci,
finchè si ubriacò proprio come un signore
e si addormentò profondamente .
Lo prese tra le braccia
e lo trasportò con sè
fino ad arrivare proprio nel letto della regina
e lì lo mise giù.

Poi è andato dal re e si è gettato in ginocchio
“Sire, la vostra regina è una donna falsa
Come potete facilmente vedere “
L’ha portato in camera della regina,
e sollevato il lenzuolo bianco come la neve.
E lì videro quel lebbroso
che stava dormendo profondamente.
Il re ha chiamato la regina
ed era un uomo arrabbiato
“Avete preso quel lebbroso
nel vostro letto al posto mio!
Poichè è giaciuto tra le vostre braccia
voi non starete più tra le mie.
Poichè voi avete baciato la sua bocca ripugnante
io non bacerò mai più la vostra.
Costruirò una forca per appenderci il lebbroso
e costruirò un alta pira e in quella voi brucerete”

La misero in una prigione robusta per tre lune
dove topi e ratti correvano per il pavimento
e le strappavano i capelli.
E lei fece un sogno terribile
nel letto in cui riposava:
Un grifone l’afferrava con i suoi artigli
E la portava nel suo nido;
Ma poi sbucò da Est
un falco piccolo e scuro
che si abbattè su quella fiera letale
e la lasciò morta a terra “

“Se fossi un uomo, lo sfiderei a duello,
Combatterei con il traditore Aldingar
E gli getterei il guanto di sfida!
Ma poiché non posso combattere,
concedetemi questo diritto:
di trovare un campione coraggioso
Che combatta con Sir Aldingar”
La regina mandò i suoi messaggeri
a Nord, a ovest e a sud
ma nessuno di loro trovò un uomo
per mostrare il valore della regina.
Eccetto un ultimo messaggero
che cavalcò veloce verso Est,
e là s’imbatté in un ragazzino
che non gli arrivava al petto.
“Voi non siete l’uomo che cerco
anche se foste coraggioso,
perchè non siete un uomo,
ma un bambino di dieci anni”
“Torna a casa, Messaggero, non mi contraddire,
Chiedi di ricordare alla Regina il suo sogno,
Che fece mentre giaceva nel letto:
Chiedi di ricordare alla Regina
come il falco piccolo e scuro
si abbattè su quella fiera letale
e la lasciò morta a terra.
Torna a casa, Messaggero,
E salutami la Regina!
In tempo per aiutarla nel duello io verrò
così starà contenta”

Hanno costruito un’alta pira
e costretto la regina a sedersi in cima, su una sedia
di velluto nero, come segno del suo peccato.
E hanno portato i tizzoni infuocati
mentre le lacrime le cadevano sul petto.
Ma poi s’accorsero del piccoletto
Che arrivava a cavallo da oriente.
“Togliete questi tizzoni ardenti
spegnate bene le fiamme
Combatterò il traditore Sir Aldingar
E manderò la sua anima all’inferno “

Ma quando vide il piccoletto
se la rise della grossa
“E io dovrei temere di combattere con un uomo
a mala pena alto un metro?”
Il piccoletto tirò fuori la sua spada
Splendeva come se fosse d’oro,
gettava la sua luce sul terreno del duello,
mentre si lanciava in avanti con coraggio
Il primo colpo che inferse a Aldingar
Gli mozzò le gambe al ginocchio.
“Alzati Alzati, falso traditore
ora sei alla mia altezza”
E con il secondo colpo il piccoletto
gli trapassò al cuore
e il suo sangue scorreva copioso
come una marea rossa.

“Un prete, un prete”, dice Aldingar,
perchè sto per morire.
Confesserò il mio atroce gesto, non posso più mentire.
Amavo la mia bella regina
ma mi ha detto di no.
Sono stato io a portate il lebbroso
nel suo letto.

“Ora prendi tua moglie, mio nobile re
E amala qualunque cosa accada
Perchè la regina si è mostrata fedele a te
Come le pietre delle tue mura.”
Il re ha nominato il piccolo uomo
Lord delle sue terre Orientali
e ha preso il lebbroso
come suo personale attendente

Sir Aldingar dall’Oxford Book of Ballads

In ultimo ma non ultimo Francis Elder, che canta la ballata come la cantavano i bardi accompagnandosi con lo strumento dei cantastorie moderni, la chitarra acustica.
Saltate al 5:05 che è il punto in cui inizia la sua performance. Vi consiglio di ascoltarlo con il testo davanti, per apprezzare la bellezza della sua interpretazione.
La versione nell’Oxford Book of Ballads risale al 1910 ed è sostanzialmente il testo dell’in-folio del Percy con delle integrazioni (debitamente messe tra parentesi quadre) nei versi in cui il Child ha lasciato i …

In conclusione

Per concludere cito ancora Riccardo Venturi
Un altro punto notevole della ballata è la presenza finale di una morale cristiana, con il perdono implorato da Sir Aldingar ormai battuto e smascherato, e benevolmente concesso dalla Regina in nome di Gesù. È un episodio rarissimo nelle ballate, forse unico, e fa capire che la lunghissima storia di Sir Aldingar si è venuta formando e “limando” in epoche differenti, a partire da tradizioni, credenze e modi di vita antichissimi sui quali si sono innestati concetti e cose di origine chiaramente più recente, come anche in Johnie Cock. Comunque sia, il testo pervenutoci dal Percy Folio (il solo) ci rivela uno dei più begli esempi di ballata “lunga”, insolitamente complessa nella struttura narrativa e nel linguaggio, dall’andamento mozzafiato, senza alcuna pausa, come un vero e proprio moderno film d’avventura

Un mistery play bretone: Accused queen

Su segnalazione di Falvio Poltronieri aggiungo anche questa appendice a Sir Aldingar. Secondo il mistery play trovato da François-Marie Luzel Artù è sposato con Trifina (vedasi Santa Trifina), accusata dal fratello di lei (Kervoura) di adulterio. Il figlio-ragazzo Tremeur (nato dalla coppia reale e subito rapito dal malvagio Kervoura, ma sfuggito ai suoi rapitori) interviene e sfida lo zio a duello per dimostrare l’innocenza della regina. Kervoura prima di morire confessa i suoi crimini .

LINK

https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=55856
https://it.wikipedia.org/wiki/Sir_Aldingar
https://www.bartleby.com/243/4.html
http://www.bluegrassmessengers.com/59-sir-aldingar.aspx
http://www.bluegrassmessengers.com/recordings–info-59-sir-aldingar.aspx
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=39841
https://mainlynorfolk.info/folk/songs/siraldingar.html
https://www.gutenberg.org/files/7533/7533-h/7533-h.htm#SIR%20ALDINGAR

Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog

3 Risposte a “Sir Aldingar”

  1. I Kornog come già scritto uniscono Sir Aldingar e Sir Hugh Le Blond + alcune strofe di Jamie: il lebbroso è comune ad entrambe le ballate ma il bambino-eroe esiste solo nella prima e ha un equivalente anche altrove, in Bretagna, per esempio, lo troviamo in “The Breton Mystery of Sainte Tryphine”. La musica utilizzata dai Kornog proviene dalla ballata scozzese “Johnnie Sangster”.

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