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Terre Celtiche Blog

Il sacrificio al Mare: Brown Robyn’s Confession

Il sacrificio al Mare -che troviamo in alcune ballate tradizionali (ad esempio in Child 24 o 57) – era un rituale così radicato nell’immaginario collettivo, retaggio dell’antica religione, da essere ancora praticato per buona parte dell’Ottocento, o quantomeno descritto nei racconti e nelle poesie del Romanticismo (tra tutte “La ballata del vecchio marinaio” di Coleridge).

Gli equipaggi. disperati per la bonaccia che faceva restare la nave immobile per settimane nell’Oceano o per una tempesta devastante che li portava sull’orlo dell’abisso, erano convinti che fosse necessario un sacrificio al Mare (percepito come una divinità da imbonire).

Il sacrificio al Mare: Il Giona di turno

Il Giona di una nave era il catalizzatore della sfortuna, colui che era stato maledetto da Dio, nel suo libro è lo stesso Giona (un profeta ebraico minore) a suggerire di essere gettato in mare per far terminare la tempesta. Al di là del significato moralistico del racconto biblico, resta l’equazione maledetto dagli dei = mare ostile. Ci troviamo davanti ad un abile ribaltamento del significato di sacrificio.

Il sacrificio al Mare: dare la propria vita per il benessere della comunità

Senza perdersi in discorsi su capri e colpe, nelle religioni animiste (in particolare per l’antico popolo celtico) era il sacrificio in quanto tale ad essere caro agli dei, il sacrificato sarebbe asceso presso gli dei e accolto alla loro benevolenza (o al loro servizio). Vita dopo la morte ovviamente, anzi una vita migliore per i privilegiati: così morivano fanciulle di alto rango e re. Per il bene della comunità.
Il sacrificato è stato benedetto dagli dei e ha raggiunto lo scopo più alto nella sua vita terrena. Così i guerrieri cari agli dei morivano ancor giovani nelle battaglie. Non sappiamo se il sacrificio fosse un atto volontario -anche se date le premesse, così avrebbe dovuto essere.

Do ut des

Uno scambio utilitaristico si dirà, ma un tempo la vita era dura, e la sopravvivenza della specie più importante della vita del singolo. Ci voleva molto coraggio per vivere così come per morire o forse bastava la fede. (Un po’ come oggi tutto sommato)

Il sacrificio al Mare: Brown Robyn’s Confession

Tutta questa introduzione per contestualizzare la ballata del mare Brown Robyn’s Confession (in italiano La Confessione di Brown Robyn) raccolta dal Child al numero 57. Child scrive: “The only known version of ‘Brown Robyn’s Confession’ is the one printed in Ballads of the North of Scotland, the copy in Motherwell’s Manuscript having been derived from Buchan.
Il Buchan -da buon protestante -a sua volta scrive
This ballad has probably been written by one of the Benedictine Monks, who settled in England in the year 596, in the dark ages of Roman Catholic superstition, to enforce upon his silly-minded hearers the real, or pretended advantages arising from auricular confession. Surely none of my readers are so grossly ignorant as to be made to believe, that the mere confession of a crime, particularly that of incest, and of such hideous magnitude as the one here narrated, would entitle any one to a pardon of the same.
E in effetti è il sacramento della confessione è tutto un arzigogolo tipicamente cristiano, nonchè un persuasivo e potente mezzo di controllo.

Steeleye Span in Dodgy Bastards 2016

The Unquiet Grave in Ballads of Olde 2019

Brown Robyn’s Confession

It fell upon a Wodensday
Brown Robyn’s men went to sea,
But they saw neither moon nor sun,
Nor starlight wi their ee.

‘We’ll cast kevels us amang,
See wha the unhappy man may be;’
The kevel fell on Brown Robyn,
The master-man was he.

‘It is nae wonder,’ said Brown Robyn,
‘Altho I dinna thrive,
For wi my mither I had twa bairns,
And wi my sister five.

‘But tie me to a plank o wude,
And throw me in the sea;
And if I sink, ye may bid me sink,
But if I swim, just lat me bee.’

[They’ve tyed him to a plank o wude,
And thrown him in the sea;
He didna sink, tho they bade him sink;
He swimd, and they bade lat him bee.]

He hadna been into the sea
An hour but barely three,
Till by it came Our Blessed Lady,
Her dear young son her wi.

‘Will ye gang to your men again,
Or will ye gang wi me?
Will ye gang to the high heavens,
Wi my dear son and me?’

‘I winna gang to my men again,
For they would be feared at mee;
But I woud gang to the high heavens,
Wi thy dear son and thee.’

‘It’s for nae honour ye did to me,
It’s for nae guid ye did to mee;
But a’ is for your fair confession
You’ve made upon the sea.’

La Confessione di BROWN ROBYN

Accadde nel giorno del
l’equipaggio di Brown Robyn (1) prese in mare
ma non vide (2) luna o sole
e nemmeno la luce delle stelle

“Tireremo a sorte tra di noi,
per vedere chi sia l’uomo sfortunato”
La sorte cadde su Brown Robyn
che era il capitano.

“Non c’è da meravigliarsi -disse Brown Robyn-
che non ho fortuna
perchè da mia madre ho avuto due figli,
e da mia sorella cinque”

“Ma legatemi a una tavola di legno
e gettatemi nel mare
e se affonderò, mi lascerete affogare,
ma se nuoto lasciatemi andare”

Lo legarono a una tavola di legno
e lo gettarono in mare
non affondò, sebbene gli augurassero di affondare
ma nuotò e lo lasciarono andare

Non era in mare
che da un ora o forse tre
che accanto a lui venne la Vergine Maria
e il suo amato figlio con lei.

“Vuoi ritornare dai tuoi uomini
o vuoi venire con me?
Vuoi venire nell’Alto dei Cieli
con il mio amato figlio e me?

“Non voglio ritornare dai miei uomini,
perchè avrebbero paura di me;
piuttosto vorrei andare nell’Alto dei Cieli
con il vostro amato figlio e voi”

“Non è per l’onore che mi hai fatto (3)
e nemmeno per il bene che mi hai fatto;
ma è per la tua confessione sincera
che hai fatto in mare”

NOTE

traduzione italiana Cattia Salto

  1. Brown Robyn= Roberto Marrone (o Roberto Bruno), uno dei cognomi più diffusi nei paesi di lingua inglese, derivato dal colore dei capelli o dalla pelle scura.
  2. with their eye: con i propri occhi un aggiunta nel verso successivo per fare la rima
  3. Steeleye Span dicono: It’s not fot your honour,

Il sacrificio al Mare: versioni scandinave

Lo stesso professor Child nella sua voluminosa raccolta della Balladry Anglo-scozzese si sofferma sulle versioni scandinave della ballata che riportano una leggenda popolare condivisa.

Herra Petteri -Finlandia

Traduzione inglese del testo: La madre di Petteri gli predice che non sarebbe morto in guerra o di malattia, ma in mare. Nonostante il presagio Petteri prende il mare e una terribile tempesta si scatena sulla sua bella nave. I marinai tirano a sorte per trovare il peccatore tra di loro. Petteri confessa di aver depredato chiese, ucciso preti e contadini. Dice alla madre di non addolorarsi per la sua morte. (niente apparizione della Vergine)

Herr Peders Sjöresa -Svezia

Traduzione inglese del testo: Come sopra, oltre ai preti e ai contadini anche stupri di fanciulle. Dice ai marinai di riferire alla madre che adesso vive in una terra straniera una vita di delizie. (niente apparizione della Vergine)

Hr. Peders Sørejse – Danimarca

Il testo riprende i precedenti. Dice ai marinai di riferire al padre che è in Inghilterra ad arricchirsi per il buon nome della famiglia, alla madre che adesso vive ad Amsterdam e beve vino, alla fidanzata che è sul fondo del mare e che perciò si sposi presto con un altro. (niente apparizione della Vergine)

In alcune versioni delle suddette ballate a tenere in scacco la nave è un troll (vedi Kelpie)

LINK

https://en.wikisource.org/wiki/Child%27s_Ballads/57
https://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/brownrobynsconfession.html
http://bluegrassmessengers.com/57-brown-robyns-confession.aspx
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/857.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/859.html

Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog

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