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Terre Celtiche Blog

I Wish That the Wars Were All Over/I Would That the Wars Were All Done

[ Roud 2036 ; VWML SBG/1/2/827 ; Bodleian Roud 2036 ; trad.]

I Wish That the Wars Were All Over / I Would That the Wars Were All Done is a traditional ballad of at least eighteenth-century origin. There are basically two versions of the ballad, one presumably dating back to the American War of Independence (1775-1783) and the second probably dating back to the Flanders Campaign (1793-1795).
Both versions were collected by the Rev Sabine Baring-Gould at the end of the 19th century.

I Wish That the Wars Were All Over/I Would That the Wars Were All Done è una ballata tradizionale di origine perlomeno settecentesca. Della ballata si conoscono fondamentalmente due versioni, una risalente presumibilmente alla Guerra d’Indipendenza Americana (1775-1783) e la seconda risalente forse alla Campagna delle Fiandre (1793-1795).
Entrambe le versioni sono state collezionate dal Rev Sabine Baring-Gould alla fine dell’Ottocento.

I Wish That the Wars Were All Over: It was down in the meadows where violets are blue

I Wish That the Wars - british soldier

La prima traccia manoscritta della ballata viene da Timothy Connor, un corsaro americano (di origini irlandesi) imprigionato in Inghilterra, il quale durante la sua prigionia tenne una sorta di diario. Vi trascrisse una sessantina di canzoni che aveva sentito o letto nei broadside. (in “A Sailor’s Songbag: An American Rebel in an English Prison, 1777-79”, a cura di George G. Carey, 1976).
La stessa versione viene raccolta verso la fine dell’Ottocento dalla voce di Samuel Fone un minatore di Dartmoor, Devon. Sono solo tre strofe (vedi manoscritto cf) (quelle riprese da Sam Richards nell’album Invitation to North America 1977 vedi sotto)

PLOT (Timothy Connor – Samuel Fone)

Il tema è un topico della ballata tradizionale (risalente al medioevo) detto “return song. Bill ritornato dalla guerra si presenta alla fidanzata Polly (che munge la mucca) sotto mentite spoglie, mentre la sente cantare “I Wish That the Wars Were All Over“.
Le rivolge alcune domande per mettere alla prova la sua fedeltà corteggiandola. Lei risponde che mai sposerebbe un altro uomo, piuttosto preferirebbe partire anche lei come soldato e combattere a fianco del suo Billy. Si tratta di un altro tema ballatistico quella della ragazza guerriera (cross-dressing ballad) che si traveste da uomo per inseguire l’innamorato partito per la guerra.

Ma la nostra Polly non ha certo lo spirito della guerriera, visto che il fidanzato è già tornato dalla guerra (non sappiamo quanti mesi o anni siano passati dalla sua partenza) e la sua decisione di seguirlo sarebbe quanto mai tardiva! Il suo è un mero esempio, con significato avversativo.
Possiamo intendere il dialogo tra i due innamorati come una celia, manca però nella versione settecentesca l’altra metà della storia, in cui l’uomo così rassicurato, si rivela alla donna e i due coronano il loro amore con il matrimonio.
Piuttosto ciò che connota “I Wish That the Wars Were All Over” dal genere, è proprio il lamento/desiderio del titolo ripetuto come ritornello: “Vorrei la Pace nel Mondo“!!

PW Joyce

Come non mancò di sottolineare anche PW Joyce nella sua antologia “Old Irish Folk Music and Songs” (1909) a proposito di “I Wish That the Wars Were All Over” che titola come “‘Twas down by the meadows”

“This is a song on the old and well-worn theme of a young man returning disguised to his lover, and after an interview in which he proves her faithfulness, reveals himself and all is happy. I know nothing about the song farther than this – that I learned it in my childhood from hearing it sung by members of my family. There were, of course, more verses; but those I give here are all that I can remember.

As to the air:- the first part is a version of the first part of “Limerick’s Lamentation” to which Moore has written his song “When cold in the earth”; but the second part strays so widely from the corresponding part of Moore’s air as to form, in fact, a different melody.”

“Questa è una canzone sul vecchio e logoro tema di un giovane che torna dal suo amore in incognito, e dopo un interrogatorio in cui lei mostra la sua fedeltà, si rivela e tutto finisce bene. Non so nulla della canzone precedente a questa – che ho imparato nella mia infanzia ascoltandola cantata dai membri della mia famiglia. C’erano, ovviamente, più versi, ma quelli che do qui sono tutto ciò che posso ricordare.

Per quanto riguarda l’aria: – la prima parte è una versione dell’inizio di “Limerick’s Lamentation” a cui Moore ha scritto la sua canzone “When cold in the earth”; ma la seconda parte si allontana così ampiamente dalla parte corrispondente all’aria di Moore da formare, in effetti, una melodia diversa “

‘TWAS DOWN BY THE MEADOWS

‘Twas down by the meadows where the violets are blue,
I saw my pretty Polly and she milking her cow:
And the song that she sung made the valleys to ring,
Saying, “My Jemmy’s gone from me to serve George our king”
  And she sung that the wars were all o’er
  Crying , “Oh, that the wars were all o’er!”

I said, “My pretty Polly, if you’ll fancy me,
I’ll make you as happy, as happy can be.”
“Oh no, no, sir” she said, “That never can be.
For I ne’er will be happy till my Jemmy I see.

‘Tis straight to some dealer I’ll quickly away,
And I’ll dress myself out in a young man’s array:
And like a bold sailor so neat and so trim,
I’ll venture my life for George our great king.”

Fu nei prati

Fu nei prati dove le viole sono viola
che vidi la bella Polly mungere la sua mucca
e la canzone che cantava vibrava in tutto il bosco
diceva “il mio Jimmy è andato via da me per servire il nostro Re Giorgio.
E lei cantava che le guerre erano tutte finite,
– gridava- “oh che le guerre siano tutte finite!”

Dissi “Bella Polly se vi innamorerete di me
Vi renderei immensamente felice”
“O no, no signore, -disse lei- non sarà mai.
Non sarò mai felice finchè non rivedrò il mio Jimmy

Andrò dritto da qualche negoziante
e mi abbiglierò come veste un giovanotto
e come un bravo soldato fatto e rifinito
metterò in gioco la mia vita per sua Maestà Re Giorgio”
[traduzione italiana Cattia Salto]


Sam Richards

Il primo arrangiamento nel Folk Revival di “I Wish That the Wars Were All Over” è di Sam Richards che riprende la versione di Sam Fone del Devon.

This song is something of a rarity. Sam Fone, a Dartmoor miner, gave our first three verses to Baring-Gould, and we have completed the text from another source.
It is not untypical of a certain class of song from the time of the American Wars of Independence. Many English people had little sympathy with the wars – the Americans’ ambitions were shared by the English radicals and the Americans were regarded as their own blood.
Polly, therefore, sings an eloquent protest against the removal of thousands of young men to fight in wars many cared little about”

Questa canzone è qualcosa di raro. Sam Fone, un minatore di Dartmoor, ha dato i nostri primi tre versi a Baring-Gould e abbiamo completato il testo da un’altra fonte [Timothy Connor]. E’ abbastanza tipica per una certa classe di canzoni dai tempi delle guerre d’indipendenza americane. Molti inglesi avevano poca simpatia per le guerre: le ambizioni degli americani erano condivise dai radicali inglesi e gli americani erano considerati dello stesso sangue. Polly, quindi, canta un’eloquente protesta contro l’allontanamento di migliaia di giovani per combattere in guerre di cui importava loro molto poco”

In Invitation to North America 1977 è registrata dalla sola voce di Trish Stubbs

It was down in the meadows where violets are blue.
I saw pretty Polly a-milking her cow.
And the song that she sang made all the grove to ring.
“O Billy’s gone from me to serve George the king.

CHORUS

And I wish that the wars were all over,
Crying- O that the wars were all over.

I stepped up to her and I made this reply.
I said “Pretty Polly what makes you to cry?”
“My Billy is gone from me that I love so dear
And the ‘mericans will kill him so great is my fear.”

I said “pretty Polly can you fancy me?
I’ll make you as happy as happy can be.”
“O no pretty sir I can never love you
To my Billy alone I am constant and true.

[I now for my parents no longer can stay.
To seek for my Billy I’ll haste and away.
To see if my Billy will make me his wife (1)
So free for his sake I will venture my life.

O now to some tailor I’ll haste and away
To rig myself out in some young man’s array.
And like a bold fellow so neat and so trim
So free for his sake I will go serve the King.”]

Nei prati dove le viole sono viola
vidi la bella Polly che mungeva la sua mucca
e la canzone che cantava vibrava in tutto il bosco
“Billy è andato via da me per servire Re Giorgio”.

RITORNELLO

“Come vorrei che le guerre fossero tutte finite,
– gridava- oh che le guerre fossero tutte finite
.”

Mi avvicinai a lei e le feci questa domanda
Dissi “Bella Polly cosa vi fa piangere?”
“Il mio Billy, che amo caramente, via da me è andato
e ho tanta paura che gli Americani lo uccideranno”

Dissi “Bella Polly potreste innamorarvi di me?
Vi renderei immensamente felice”
“O no gentil signore, non potrò mai amarvi,
solo al mio Billy sono fedele e leale.

Adesso dai miei genitori non resterò oltre,
mi affretterò a cercare il mio Billy e partirò,
per vedere se il mio Billy mi prenderà in moglie,
così per il suo bene metterò in gioco la mia vita.

Ora un sarto mi affretterò a cercare
per abbigliarmi come veste un giovanotto,
e come un bravo soldato fatto e rifinito
per il suo bene andrò a servire il Re”.

NOTE [traduzione italiana Cattia Salto]

  1. il dialogo è una specie di gioco di ruolo tra innamorati: a Polly preme che Billy arrivi al sodo, cioè la chieda in moglie, e gli dice “io per te sono disposta ad affrontare i pericoli di un lungo viaggio e mettermi al tuo fianco come soldato

Le prime tre strofe sono quelle raccolte dal Rev Sabine Baring-Gould, peraltro molto simili alla versione manoscritta di Timothy Connor. Le due strofe successive sono state aggiunte da Sam Richards prendendo pari pari il testo manoscritto dal soldato americano. Solo una strofa nel mezzo è stata omessa e recita:

I still amazed to hear what she said
The small bird a singing on every tree
The notes that she sung were nightingale notes
How the lark and the linnets warble their throats
“And I wish the wars were all over”

Ancora meravigliato di sentire cosa lei diceva
L’uccellino cantava su ogni albero
Le note che cantava erano le note dell’usignolo
mentre l’allodola e i fanelli gorgheggiavano
“E vorrei che le guerre fossero finite”

Tim Eriksen

Tim Erisken rielabora (nuovo testo e nuova melodia) la versione settecentesca di I Wish That the Wars Were All Over (It was down in the meadows where violets are blue) e la registra nel 2001. Scrive nel booklet:

I made the tune, and made the words out of scraps, the biggest of which is, again, from [Timothy] Connor. I spent more time trying to write about it than I did recording the whole CD.”

Ho fatto la melodia e ho fatto le parole con gli scarti, il più grande dei quali è, ancora una volta, di [Timothy] Connor. Ho passato più tempo a scriverne che a registrare l’intero CD

Tim Eriksen (ex Cordelia’s Dad) 2001
Joan Baez in “Whistle Down The Wind” 2018
Appalachian Road Show in Tribulation 2020

Down by deep water where sweet linden stand
I saw pretty Polly wringing her hands
The song that she sung made the whole grove to ring
“My Billy has left me to fight for a king
And I wish the wars were all over

I stood in amaze to hear what she said
“I’ll follow my Billy whether living or dead”
The notes that she sung were the nightingale’s notes
How the lark and the linnet they warble their throats

I said “my dear Polly if you’ll stay with me
I’ll make you as happy as happy can be”
“No -then she said- that never can be
I’ll never be happy til my Billy I see

Now from my parents I’ll haste and away
I’ll dress myself out in a young man’s array
And every company that I pass by
I’ll ask for my Billy or where he does lie”

Laggiù nelle acque profonde dove stanno i dolci tigli
vidi la bella Polly disperarsi,
e la canzone che cantava faceva vibrare tutto il bosco:
“il mio Billy mi ha lasciato per servire il Re.
E vorrei che le guerre siano tutte finite!”

Stetti meravigliato ad ascoltare ciò che diceva
“Seguirò il mio Billy vivo o morto”.
Le note che cantava erano quelle dell’usignolo
come i gorgheggi dell’allodola e del fanello.

Dissi “Mia cara Polly se vi metterete con me
Vi renderei immensamente felice”
“No – allora disse lei- non sarà mai.
Non sarò mai felice finchè non rivedrò il mio Billy.

Adesso dai miei genitori andrò via in fretta
e mi vestirò con gli abiti di un giovanotto
e ad ogni compagnia che incontrerò
chiederò del mio Billy o dove è sepolto”
[traduzione italiana Cattia Salto]

I Wish That the Wars Were All Over: In the meadow one morning when pearly with dew

E veniamo alla versione cantata da Roy Harris (e ripresa da Eliza Carthy). Testo e spartito sono stampati nel Garland of Country Song (1895 pgg 18-19) (cf) del Rev Sabine Baring-Gould per la quale non viene fornita una fonte orale. A me questa sembra una versione decisamente letteraria della ballata. Sono date 4 strofe di cui tre cantate negli esempi sottostanti. Mancano i due temi ballatistici della “return song” e della “cross-dressing ballad”. Abbiamo solo il bel Robin ritornato dalla guerra che sente la sua fidanzata Nell cantare mentre raccoglie le violette “Il mio amore è nelle Fiandre a combattere per il Re, oh come vorrei che le guerre ovunque siano, vorrei che le guerre finissero.”
La ballata si connota così proprio per il carattere di anti-war song, o meglio il messaggio di speranza che la guerra, tutte le guerre, finiscano subito. La fanciulla candidamente attende il ritorno trionfale del suo bel soldatino, ansiosa di convolare subito a nozze (così le campane festeggeranno la vittoria e il loro matrimonio).

Eliza Carthy

I Wish That the Wars Were All Over è un brano caro a Eliza Carthy, che già lo cantò nel 2007 con i “The Ratcatchers” (Jon Boden, Ben Ivitsky and John Spiers). La sua versione riprende la melodia cantata da Roy Harris che la registrò nel 1979 per l’album The Rambling Soldier e anche il testo presenta solo delle lievi varianti in alcuni versi (cf).

Roy Harris in The Rambling Soldier 1995

Eliza Carthy & The Wayward Band 2017

In the meadow one morning when pearly with dew
A fair pretty maiden she plucked violets blue (1),
And I heard a clear voice making all the woods ring
My love he’s in Flanders(2) to fight for the king.

CHORUS (3)

How I wish that the wars were all over
I wish that the wars were all done.

I’ll pluck the red robin (4) so jaunty and gay.
Well I had my Robin (5) and he flew far away.
His little jacket was red and his cheeks as the rose
How he sings of his girl as to battle he goes.

Ten thousand of bluebells(6) now welcome the spring
Oh when will the church bells of this victory ring
When do our soldiers return, when do we rejoice
And when do I wed to the love of my choice

Eliza Carthy & Saul Rose live 2014

Nei prati imperlati dalla rugiada del mattino
una bella damigella raccoglieva le violette viola
e sentii una voce chiara vibrare in tutto il bosco
“Il mio amore è nelle Fiandre a combattere per il Re.

RITORNELLO

Come vorrei che le guerre ovunque siano,
vorrei che le guerre finissero
!

Afferrerò il pettirosso così vivace e gaio.
Oh avevo il mio Robin e lui volò lontano,
la sua giubba era rossa e le sue guance di rosa,
e come cantava della sua ragazza andando in battaglia!

Diecimila campanelle ora salutano la Primavera
e quando le campane suoneranno per la vittoria,
i nostri soldati ritorneranno, allora ci rallegreremo
e sposerò l’amore di mia scelta”

Note [traduzione italiana Cattia Salto]

(1) le violette spuntano in primavera ma restano nei prati fino a maggio/giugno. Il colore della viola è l’armonizzazione del femminile (il blu) con il maschile (il rosso) è un “colore metafisico”, il colore degli occhi della dea Afrodite (vedi)
(2) La campagna delle Fiandre (o campagna dei Paesi Bassi) fu una guerra condotta dal 1793 al 1795 durante i primi anni delle guerre rivoluzionarie francesi. Una coalizione di stati si mobilitò verso le frontiere francesi con l’intenzione di invadere la Francia rivoluzionaria e porre fine alla prima repubblica.
(3) il ritornello di Roy Harris dice invece ” And I would that the wars were well over / Oh I would that the wars were all done
(4) la fanciulla vuole zittire il pettirosso spensierato perchè le ricorda il suo bel Robin. Giorgio Gregori nel suo lavoro di editing sul post, ha suggerito la traduzione “afferrare/accaparrare”, ovvero “afferrerò e terrò stretto” il vivace pettirosso, visto che già il suo robin con la giubba rossa era volato lontano. Anche “to pluck” = spennare, una immagine più colorita
(5) Qui sembrerebbe esserci un paragone tra il pettirosso e l’innamorato che indossa la divisa rossa dell’esercito inglese. Senonchè Robin (con la maiuscola) è il nome del fidanzato. Nella seconda strofa omessa Nell si rivolge alla viola chiedendole “Robin terrà fede alla promessa d’amore -sotto inteso come io ho mantenuto la mia- restandomi fedele?

O violet, inviolate, the oath may it prove
My lover swore to me, when in the green grove;
In France and in Fianders are maidens as well,
Will Robin prove fickle and false to his Nell?

“O viola, inviolata, il patto è messo alla prova
Il mio amante me l’ha giurato nel verde boschetto;
In Francia e nelle Fiandre ci sono altrettante fanciulle,
Robin si dimostrerà volubile e falso verso la sua Nell? “

(6) bluebell: il nome può indicare due diverse piante erbacee: il Giacinto a campanelle o giacinto di Spagna ( Hyacinthus Non Scriptus) delle piccole campanelle di colore  blu-porpora simili ai mughetti che crescono nel sottobosco, ed è profumatissimo. Ma anche la Campanula rotundifolia ovvero la campanula soldanella, pianta dai fiori blu a forma di campana, appartenente alla famiglia delle Campanulaceae. E’ comunemente detta Campanelle (Bluebell, o harebell) ed è il fiore nazionale ufficiale della Scozia; fiorisce in estate (da maggio) mentre il giacinto a campanelle fiorisce già ad aprile .

LINKS
http://www.traditionalmusic.co.uk/folk-song-lyrics/I_Would_that_the_Wars_Were_All_Done.htm
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=116897
https://afolksongaweek.wordpress.com/2015/04/19/week-191-i-wish-that-the-wars-were-all-over/

Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog

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