Peggy O

Three titles for a ballad: Bonny Lass of Fyvie in Scotland, Pretty Peggy of Derby in England and Pretty Peggy-o in America. Francis James Child considers all the “Peggy ballads” (and its variants “Fen (n) ario”) as part of the Trooper and Maid theme
Tre titoli per una ballata: Bonny Lass of Fyvie in Scozia, Pretty Peggy of Derby in Inghilterra e Pretty Peggy-o in America.  Francis James Child ritiene tutte le “ballate di Peggy” (e le sue varianti “Fen(n)ario”) come facenti parte del ramo di Trooper and Maid

Scottish version (La versione scozzese)

American Versions (Le versioni americane)

Widespread in the 60s and 70s of the American folk revival (from Joan Baez to Bob Dylan), the ballad is different, melodically, from the Scottish relative. Joan Baez puts her the title of Fennario: the passage from Fyvie O to Fyvio is evident, which recalls the word fen “swamp, swamp, quagmire”, of Scandinavian origin.
Diffusa negli anni 60-70 del folk revival americano (da Joan Baez a Bob Dylan), la ballata è ben lontana melodicamente dalla parente scozzese. Joan Baez le mette il titolo di Fennario: è evidente il passaggio da Fyvie O a Fyvio che richiama la parola fen “palude, acquitrino, pantano”, di origine scandinava.

Joan Baez, 1962
It is a regimental soldier who tells the story, a bit unclear because it is missing a couple of stanzas, those in which the girl rejects the captain who asks her to marry him (he is not rich enough). The young captain dies (in battle or from displeasure) and the soldier would like to take revenge by putting the country on fire.
E’ il soldato del reggimento a raccontare la storia, peraltro poco chiara perchè mancante di un paio di strofe, quelle in cui  la fanciulla respinge il capitano che le chiede di sposarlo (non è abbastanza ricco). Il giovane capitano muore (in battaglia o per il dispiacere) e il soldato vorrebbe vendicarsi mettendo a ferro e fuoco il paese.


I
As we marched down to Fennario
As we marched down to Fennario,
Our captain fell in love
with a lady like a dove.
They call her by name pretty Peggy-o
II
What will your mother think
pretty Peggy-o? (x2)
What will your mother think
when she hears the guineas clink,
The soldiers all marchin’ before you-o?
III
In a carriage you will ride,
pretty Peggy-o. (x2)
In a carriage you will ride
with your true love by your side,
As fair as any maiden in the are-o.
IV
Come skippin’ down the stair,
pretty Peggy-o. (x2)
Come skippin’ down the stair
combin’ back your yellow hair,
And bid farewell to sweet William-o.
V
Sweet William is dead,
pretty Peggy-o. (x2)
Sweet William is dead,
and he died for a maid,
The fairest maid in the are-o.
VI
If ever I return,
pretty Peggy-o (x2)
If ever I return
all your cities I will burn,
Destroying all the ladies in the are-o.
traduzione italiano di Cattia Salto
I
Mentre marciavamo verso Fennario,
mentre marciavamo verso Fennario,
il capitano si innamorò
di una signora, dolce come una colomba
e tutti la chiamavano la bella Peggy-o.
II
Che penserà vostra madre,
bella Peggy-o?
che penserà vostra madre
quando sentirà tintinnare le mie ghinee
e (vedrà) tutti i soldati marciare davanti a te?
III
Viaggerai in carrozza
bella Peggy-o
Viaggerai in carrozza
con il tuo vero amore accanto
più  bella di tutte le altre  fanciulle nella contea.
IV
Corri giù per le scale,
bella Peggy-o
Corri giù per le scale
pettina all’indietro i tuoi capelli biondi,
dai un ultimo saluto al dolce William-o.
V
Il dolce William è morto,
bella Peggy-o
il dolce William è morto
ed è morto per una fanciulla,
la più bella fanciulla nella contea.
VI
Se mai ritornerò
della Peggy-o
se mai ritornerò
tutte le vostre città brucerò,
e ucciderò tutte le signore della contea.

Grateful Dead live 1977


I
As we rode out to Fennario (x2)
Our captain fell in love
with a lady like a dove
And called her by a name,
pretty Peggy-O.
II
Will you marry me
pretty Peggy-O, (x2)
If you will marry me,
I’ll set your cities free
And free all the ladies in the area-O.
III
I would marry you sweet William-O, (x2)
I would marry you
but your guineas are too few
And I fear my mama would be angry-O.
IV
What would your mama think
pretty Peggy-O, (x2)
What would your mama think
if she heard my guineas clink
Saw me marching at the head of my soldiers.
V
If ever I return
pretty Peggy-O,(x2)
If ever I return
your cities I will burn
Destroy all the ladies in the area-O.
VI
Come steppin’ down the stairs
pretty Peggy-O, (x2)
Come steppin’ down the stairs c
ombin’ back your yellow hair
Bid a last farewell
to your William-O.
VI
Sweet William he is dead
pretty Peggy-O, (x2)
Sweet William he is dead
and he died for a maid
And he’s buried in the Louisiana country-O.
traduzione italiano di Michele Murino
I
Mentre marciavamo verso Fennario,
il capitano si innamorò di una signora
che sembrava una colomba
e tutti la chiamavano
graziosa Peggy-o.
II
Volete sposarmi,
Graziosa Peggy-o?
Volete sposarmi?
Libererò le vostre città
e tutte le donne della contea-o
III
Vi sposerei, dolce William-o
Vi sposerei
Ma le vostre ghinee sono poche
Temo che mia mamma si arrabbierebbe
IV
Che penserebbe vostra madre,
Graziosa Peggy-o?
Che penserebbe vostra madre
se potesse sentire tintinnare le mie ghineee, vedermi marciare alla testa dei miei soldati?
V
Se mai ritornerò,
Graziosa Peggy-o
Se mai ritornerò
brucerò le vostre città
ed ucciderò tutte le donne della contea
VI
Corri giù per le scale,
Graziosa Peggy-o
Corri giù per le scale
pettina all’indietro i tuoi capelli biondi
dai un ultimo saluto
al dolce William-o
VI
Dolce William è morto,
Graziosa Peggy-o
dolce William è morto
ed è morto per una fanciulla
lo hanno seppellito nella contea della Louisiana

Caprice in Kywitt! Kywitt! 2008


I
As we marched down to faneri-o
As we marched down to faneri-o
Our captain fell n love
with a lady like a dove
And they called her name,
pretty peggy-o
II
Come a runnin’ down the stairs, p
retty peggy-o
Come a runnin’ down the stairs,
pretty peggy-o
Come a runnin’ down the stairs,
combin’ back your yellow hair
You’re the prettiest little girl i’ve ever seen-o
III
What will your mother say,
pretry peggy-o?
What will your mother say,
pretty peggy-o?
What will your mother say,
when she finds you’ve gone away
To places far and strange to faneri-o?
IV
If ever i return,
pretty peggy-o
If ever i return,
pretty peggy-o
If ever i return,
all your cities i will burn
Destroying all the ladies in the ar-e-o
Destroying all the ladies in the ar-e-o
traduzione italiano Cattia Salto
I
Mentre marciavamo verso Fennario,
mentre marciavamo verso Fennario,
il capitano si innamorò
di una signora, dolce come una colomba
e tutti la chiamavano
la bella Peggy-o.
II
Corri giù per le scale,
bella Peggy-o
Corri giù per le scale
bella Peggy-o
Corri giù per le scale
pettina all’indietro i tuoi capelli biondi,
sei la più bella fanciulla che io abbia mai visto
III
Che penserà vostra madre,
bella Peggy-o?
che penserà vostra madre
bella Peggy-o
che penserà vostra madre
quando saprà che sei partita
per le lontane lande sperdute di Fennario?
IV
Se mai ritornerò,
bella Peggy-o
Se mai ritornerò
bella Peggy-o
Se mai ritornerò,
brucerò le vostre città
ed ucciderò tutte le donne della contea
ed ucciderò tutte le donne della contea

LINK
http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-PrettyPeggy.html https://thesession.org/tunes/10943 http://www.maggiesfarm.it/ttt954.htm
http://www.maggiesfarm.eu/testiP/prettypeggy-o.htm

Henry Martin ballad

Henry Martin (Child ballad # 250) recalls the ballad “Sir Andrew Barton” and with much less verses, focuses on the same character, dwelling on the description of the boarding perpetrated by the Scottish ship against “rich merchant ship bound for London“. This second ballad is a probable stylization of the first, although some scholars such as Cecil Sharp, argue that the ballad Andrew Barton was written only later.
The ballad was spread throughout the nineteenth century in broadsides also in America and appeared in the main collections of the time.
Henry Martin
(Child ballad #250) richiama la ballata “Sir Andrew Barton” e con molte meno strofe,  ci parla dello stesso personaggio, soffermandosi nella descrizione dell’arrembaggio perpetrata dalla nave scozzese nei confronti di “ricco mercantile diretto verso Londra“. Questa seconda ballata è una probabile stilizzazione della prima, anche se alcuni studiosi per esempio Cecil Sharp, ritengono al contrario che la ballata Andrew Barton sia stata scritta solo in seguito.
La ballata fu diffusa per tutto l’Ottocento nei broadsides anche in America e comparve nelle principali collezioni del tempo.

Sir Andrew Barton

In the ballad it is told of three brothers whose youngest Henry turned to piracy to “support his family” (but the story tells us that he was the oldest of the three).
According to Thomas Percy‘s reconstruction in”Reliques of Ancient English Poetry” (1765) John Barton was a wealthy merchant who was killed at sea by a Portuguese ship in 1476, thus his sons obtained from the King of Scotland , as compensation, a Letter of marque, which authorizing them to board and plunder Portuguese ships. In reality it was a “retaliatory letter” of medieval kind that remained in use in Scotland to compensate those who were wronged by a foreign debtor: it allowed retaliate on ship and cargo of the offending country both in times of war and peace. (in this way the Barton family remained at war against Portugal from 1470 to 1563)
Nella ballata si narra di tre fratelli di cui il più giovane Henry si è dato alla pirateria per “mantenere la famiglia” (la storia però ci dice che era il più anziano dei tre). Secondo la ricostruzione di Thomas Percy nel suo Reliques of Ancient English Poetry (1765) John Barton era un ricco mercante che venne ucciso in mare da una nave portoghese nel 1476 durante il saccheggio della sua nave, così i figli ottennero dall’allora Re di Scozia, come risarcimento, una lettera di corsa che li autorizzava ad abbordare e depredare le navi portoghesi. In realtà si trattava di “una lettera di rappresaglia” di memoria medievale, un tipo di documento che rimase in uso in Scozia per risarcire coloro che subivano un torto da parte di un debitore straniero: ci si poteva rivalere su nave e carico del paese incriminato sia in tempo di guerra che di pace. (in questo modo la famiglia Barton rimase in guerra contro il Portogallo dal 1470 al 1563)

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The story recognizes the son Sir Andrew Barton as a Scottish “pirate” and reports however only a controversial aggression, in 1509, against a Portuguese ship carrying an English cargo.
In fact, in the ballad the ship attacked by Martin is not expressly identified as an “English merchant ship” but as “rich merchant ship bound for fair London town”, meaning therefore ” rich merchant with cargo for London “. An interpretative subtlety, (like that of Portuguese cargo but on ships of other nationalities) but often invoked as a pretext, which … cost Martin the suspension of the Letter of marque for one-year. Although Martin later made irregularities, no other incidents of piracy have been reported and not in any case to British ships.
La storia lo riconosce come “corsaro” scozzese e ci riporta solo una aggressione controversa, nel 1509, contro una nave portoghese che trasportava un carico inglese. In effetti nella ballata la nave attaccata da Martin non è identificata espressamente come una “nave mercantile inglese” bensì come “rich merchant ship bound for fair London town“, da intendersi perciò non come un semplice giro di parole ma in senso letterale ovvero come “ricco mercantile con carico per Londra” (ovvero carico inglese). Una sottigliezza interpretativa, (come quella di carico portoghese ma su navi di altra nazionalità) ma spesso invocata come pretesto, che … costò a Martin la sospensione della lettera di corsa per la durata di un anno. Per quanto in seguito Martin abbia compiuto delle irregolarità non sono stati segnalati altri episodi di pirateria e non in ogni caso verso le navi inglesi.

Ci sono diverse melodie abbinate alla ballata che si diffuse anche nel Nuovo Mondo con il titolo di “Andy Bardan” (Andrew Bordeen)
There are several melodies combined with the ballad that also spread to the New World with the title “Andy Bardan” (Andrew Bordeen)

Bert Jansch & John Renbourn in Border Lands: The Best of Scottish Folk : instrumental version of the standard melody

“STANDARD” MELODY

From the compositional point of view in the ballad, a typical technique of this genre is used: the repetition of words and sentences to emphasize and at the same time increase the emotional tension. Here the technique is applied to the final words of the third verse of each stanza with a rhythmic function.
Dal punto di vista compositivo nella ballata si fa uso di una tecnica tipica di questo genere: la ripetizione di parole e frasi per sottolineare e nello stesso tempo accrescere la tensione emotiva. Qui la tecnica è applicata alle parole finali del terzo verso di ogni strofa ed ha anche una funzione ritmica.

Jimmie MacGregor 1960 (strofe da I a V, VII e IX)

Donovan 1971

Joan Baez

Figgy Duff, “Weather Out the Storm” (1989)

but here is my favorite version [la mia versione preferita]
Andreas Scholl in Wayfaring Stranger 2001

Sean Dagher in “Assassin’s Creed Rogue


I
There were three brothers in merry Scotland(1)
In merry Scotland they were three
And they did cast lots which of them should go,
should go, should go
and to turn robber all on the salt sea
II
The lot it fell first upon Henry Martin
The youngest of all the three 
That he should turn robber all on the salt sea,
the salt sea, the salt sea,
For to maintain his two brothers and he
III
He had not been sailing
but a long winter’s night (2)
And part of a short winter’s day
When he espied a rich lofty ship
lofty ship, lofty ship
Come a bibbing down him straight away
IV
“Hullo, Hullo!”, cried Henry Martin
“What makes you sail so nigh?”
“I’m a rich merchant ship bound for fair London(3)
town, London town, London town
Would you please for to let me pass by?”
V
“O no, o no”, cried Henry Martin
“That thing it never could be;
For I have turned robber all on the salt sea,
the salt sea, the salt sea,
For to maintain my two brothers and me.”
VI
“So lower your topsail and brail up your mizzen
Bring yourself under my lee
Or I shall give you a full cannonball,
cannonball, cannonball,
And your dear bodies drown in the salt sea.”
VII
Then broadside and broadside and at it they went
For fully two hours or three
Till Henry Martin gave to her the death shot,
the death shot, the death shot,
Heavily listing to starboard went she
VIII
The rich merchant vessel was wounded full sore
Straight to the bottom went she
And Henry Martin he sailed away
sailed away, sailed away,
straight and proudly all on the salt sea
IX
Sad news, sad news to old England came
Sad news to fair London town
There was a rich vessel and she’s cast away,
cast away, cast away,
And all of her merry men drown’d.
Traduz. italiano Riccardo Venturi
I
C’eran tre fratelli nell’allegra Scozia (1),
in Scozia ce n’eran proprio tre
e tirarono a sorte chi di loro dovesse partire,
dovesse partire, partire
e diventare un pirata sul mare salato.
II
Per primo fu tirato a sorte Henry Martin,
che era il più giovane dei tre,
perché diventasse un pirata sul mare salato,
sul mare salato, salato
per mantenere i suoi due fratelli e sé.
III
Non aveva navigato
che una lunga notte (2)
e una parte di un breve giorno d’inverno
quando si accorse d’una ricca e altera nave,
ricca e altera nave, altera nave
che gli veniva incontro rollando.
IV
«Ehi, ehi ! », gridò Henry Martin,
«Come mai ci navigate così dappresso?»
«Siamo un ricco mercantile diretto alla bella Londra (3),
bella Londra, bella Londra,
volete esser così gentili da farci passare?»
V
«Eh no, eh no !», gridò Henry Martin,
«’Sta cosa proprio non s’ha da fare,
perché son diventato pirata sul mare salato,
sul mare salato, mare salato
per mantenere i miei due fratelli e me.»
VI
«Quindi ammainate la vela di gabbia e la mezzana, e mettetevi sottovento ;
oppure vi beccate una bella cannonata,
cannonata, cannonata,/ e i vostri amati corpi affogheranno nel mare salato.»
VII
E allora si affiancarono buttandosi all’arrembaggio
per due ore buone o forse tre,
finché Henry Martin non le diede un colpo mortale,
un colpo mortale, mortale,
e la nave s’inclinò pesantemente a dritta.
VIII
Il ricco mercantile ricevette una grave ferita,
colando dritto a picco,
mentre Henry Martin se ne ripartiva
se ne ripartiva, se ne ripartiva
fiero e in avanti, sul mare salato.
IX
Tristi notizie, tristi notizie nella vecchia Inghilterra,
tristi notizie giunsero alla bella Londra.
C’era una ricca nave, e ora è andata perduta,
andata perduta, perduta,
e tutti gli uomini a bordo sono annegati.

NOTE di Riccardo Venturi
(1) Le ballate popolari sono ricchissime di tali denominazioni standardizzate, dei veri e propri luoghi comuni del tutto privi di senso. Così, ad esempio, la Scozia è sempre “allegra” (merry Scotland).
(2) Altro tipico “topos” stilistico delle ballate che intende rendere lo svolgimento di un viaggio, per terra o per mare. Fa parte del “tessuto connettivo” tipico di ogni componimento popolare.
(3) Altra denominazione standardizzata: la “bella Londra” (fair London, fair London town). Qui l’aggettivo “fair” ha ancora l’antico significato di “bello”

LINK
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/child/ch250.htm
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/henrymartin.html
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=3270
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=66363
http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=5366
http://mysongbook.de/msb/songs/h/henrymar.html

Fair Maid in the Garden: the ballad of John Riley

Leggi in italiano

TITLES: A Fair Young Maid all in her Garden, There Was A Maid In Her Father’s Garden, Pretty, Fair Maid in the Garden, John Riley, Johnny Riley, The Broken Token, The Young and Single Sailor

Joan Baez popularised this ballad with John Reily title in the 60s (a lot of groups proposed it in that decade including Simon & Garfunkel, Judi Collins): it is a classic love story of probable seventeenth-century origins, in which the woman remains faithful to her lover or promised spouse who has gone to war or embarked on a vessel. The song is classified as reily ballad because it is structured as a dialogue between the protagonist (in disguise) usually called John or George, Willie or Thomas Riley (Rally, Reilly) and the woman, example of loyalty, and often appears a sign of recognition, for example, a gift exchanged or an object broken in half (other examples: “Her mantle so green“, “The Banks of Claudy“).

In most of these stories the man returns after a long time and, not recognized by the woman, tests her loyalty. But the girl refuses, saying she can not give him her heart because she is waiting for the return of her true love. The man so reassured, reveals himself and the two crown their love with marriage.
The story recalls the archetypal figures of Ulysses and Penelope, when Ulysses, in disguise, returns twenty years after to his Ithaca , and he is not recognized by his wife. It is also a subject of fiction, on men returning from war changed in physique and psyche or who are clearly another person, accepted in spite of everything by his wife mostly for practical reasons; she ends up preferring this new or different person to the previous husband!

The origin of the theme in English and American balladry has been identified in the seventeenth-century ballad entitled “The constant maids resolution: or The damsels loyal love to a seaman” found under the title “The Constant Damsel” in “The Vocal Enchantress” ( Dublin 1791) and in various nineteenth-century American publications under various titles. There are many text versions with small variations combined with different melodies

JOHN RILEY

Although a traditional song, it has been credited to Rick Neff and Bob Gibson (of the Byrds, the American version of the Beatles), in the album “Fifth Dimension” of 1966 (see): actually the song had already been recorded by the american folk singer Joan Baez in her second album released in 1960 with the title of “John Riley”; in the notes she writes traditional song, arrangement by Joan Baez; it is her version to become a standard!

Broceliande

Iernis


I
Fair young maid all in her garden,
strange young man passer-by, he said:
«Fair maid, will you marry me?».
This answer then was her reply:
II
‒ Οh, no, kind   sir, I cannot marry thee,
for I’ve a love and he sails the sea.
Though he’s been gone for seven years,
still no man shall marry me.
III
‒ What if he’s in some battle slain
or if he’s drowned in the deep salt sea?
What if he’s found another love
and he and his love both married be?
IV
‒ Well, if he’s in some battle slain
I will die when the moon doth wane.
And if he’s drowned in the deep salt sea,
then I’ll be true to his memory.
V
And if he’s found another love
and he and his love both married be,
I wish them health and happiness,
where they dwell across the sea.
VI
He pickes her up in his arms so strong
and kisses gave her: One, two, three.
‒ Say weep no more, my own true love,
for I’m your long-lost John Riley!
NOTE
1) seven is a recurring number in ballads to indicate the duration of a separation. The reference to the number seven is not accidental: it is a magic or symbolic number linked to death or change. If a husband left for the war and did not return within seven years, the wife could remarry.

second part

SOURCES
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=15555
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=67277

The Grey Silkie of Sule Skerry

Leggi in italiano

5494853578_b8a653b169Selkie / silkie / Selchie are the dialectal terms with which in Scotland and Ireland the shapeshifting creatures of sea are called; derive from selich, the Scottish archaic word for  gray seal of the oceans and the Atlantic seas: they are guardians of the sea, seal in the sea and man on earth.

ALL ABOUT SELKIE see here

The power of shapeshifters seems to be contained in their mantle (seal skin), selkies can no longer transform themselves without it and are forced to remain human. This condition is understood in a negative way, a sign of a lack or deprivation, as if the skins of Selkie there were also their soul.
Some researchers wanted to see the origin of the legend in the Finfolk, ( probably the Sami people) Scandinavian men who arrived on the islands and on the coast of Scotland aboard their leather kayaks, while gradually they were advancing at sea their canoe had absorbed water and  sank until only part of their trunk it could be seen.

Both male and female, they are described in their human form as beautiful creatures (long hair and big dark eyes, agile limbs), docile but at the same time endowed with seductive power. The legend says that to reproduce a selkie-male must be in human form and transmit his power to descendants: when his child is weaned on dry land, the selkie will return from the sea. Once when the infant mortality rate was very high, only children over the age of seventh could be considered out of danger and it was at the end of the seventh year that the selkie returned to take his child.
Selkie males were invoked by girls in search of lovers, pouring seven tears in the tide, while sailors were attracted to the female selkie who tried to take as their brides.

Selkie by Maryanne Gobble

THE GREAT SELKIE OF SULE SKERRY

The best known of the Orkney ballads, also known as The Gray Silkie of Sule Skerry, it tells of a selkie living on the rocky cliff of Sule. Skerry derives from the Norse “sker” which means rock in the sea .
The ballad was also collected by professor Child ( # 113).

tumblr_loialeB04U1r04h5zo1_500A young girl has a child from an unknown man who turns out to be a selkie: man on earth, seal at sea whose dwelling is the rocks of Sule. After seven years the sea creature returns to claim his son, giving him a chain of gold, and the mother lets him go.
She after some time gets married with a hunter who trades with animal skins. One day he returns home with the skins of two seals he had killed to give them to his wife: one was of an old gray seal, the other of a young seal with a golden chain around his neck! She dies, overwhelmed by the pain of this vision: her heart breaks or she chooses to follow selkie and son throwing herself into the sea to prevent the prophecy from coming true.

SELKIE PROPHECY

The enchantment of the story lies in particular in the narrative choice: the story is often described as in a nocturnal dream in which a man who claims to be silkie and father of the child, appears almost magically and, next to the cradle of the newborn as in fairy godmothers of fairy tales, he traces child’s destiny.

TWO TUNES

A first melody, which was shot in the folk revival of the 70s, it was written by the American James Waters in 1954 (popularized by Joan Baez); another melody is instead traditional and it was collected in 1938 by Otto Anderson from the voice of John Sinclair of the island of Flotta and transcribed in notation.

JAMES WATERS TUNE

A funeral lament in a lullaby form.

Castelbar  (I, II, IV, V, III, VI, VII, I)

Very intense version of Steeleye Span from Cogs, Wheels and Lovers, 2009, Maddy Prior and Peter Knight

Cécile Corbel ( I, II, IV as refrain, III, V, VI)

Seriouskitchen (Nick Hennessey, Vicki Swan and Jonny Dyer ) live: magic instruments, beautiful voices, intense expressiveness

I
An earthly nurse (1) sits and sings,
And aye, she sings by lily wean,
“And little ken (2) I my bairn (3)’s father,
Far less the land where he dwells in.
II
For he came one night to her bed feet (4),/And a grumbly (5) guest, I’m sure was he,/Saying, “Here am I, thy bairn’s father,/Although I be not comely.”
III
He had ta’en a purse of gold/And he had placed it upon her knee/ Saying, “Give to me my little young son,/And take thee up thy nurse’s fee.”
IV
“I am a man upon the land,
I am a silkie on the sea,
And when I’m far and far frae land,
My home it is in Sule Skerrie.”
V
“And it shall come to pass on a summer’s day,/When the sun shines bright on every stane,/I’ll come and fetch my little young son,/And teach him how to swim the faem.”
VI
“Ye shall marry a gunner good/And a right fine gunner I’m sure he’ll be,/And the very first shot that e’er he shoots/Will kill both my young son and me.”
VII
“Alas! Alas! this woeful fate!
This weary fate that’s been laid for me!”/And once or twice she sobbed and sighed/and she joint to a sun and grey silkie (6)

NOTES
1) nourris = nurse
2) ken = know
3) bairn = child
4) bed fit = foot of the bed
5) grumly = strange, scary but also sad
6) or: And her tender heart did break in three

Angelo Branduardi in Il Rovo e la Rosa 2013
Lyrics: Luisa Zappa
Tune: James Waters

traditional tune

LINK
http://ontanomagico.altervista.org/sule-skerry.htm
http://www.orkneyjar.com/folklore/selkiefolk/sulesk.htm
http://thawinedarksea.blogspot.it/2010/04/selkie-pallawah-skin.html
http://www.orkneyjar.com/folklore/finfolk/index.html
https://japanesemythology.wordpress.com/study-notes-investigating-sealkins-selkies-and-sea-goddess-folklore/
https://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/greatsilkieofsuleskerry.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=31375
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/child/ch113.htm
http://www.bluegrassmessengers.com/recordings–info-113-great-silkie-of-sule-skerry.aspx
http://bestoflegends.org/fairy/selchies.html
http://fiabesca.blogspot.it/2013/06/acque-settentrionali-le-storie-della.html

The Carol of the Birds

Following the traces of a Christmas carol on birds dating back to the Middle Ages there are various adaptations in the popular tradition of the British Isles.
[Seguendo le tracce di un canto natalizio sugli uccelli risalente al Medioevo si trovano diversi adattamenti nella tradizione popolare delle Isole Britanniche.]

CAROL OF THE BIRDS

The version that recalls the Catalan Christmas song “El cant dels ocells“, titled “The Carols of the Birds“, begins with the verse “When rose the eastern star
[La versione che riprende il canto natalizio catalano “El cant dels ocells” intitolandosi “The Carols of the Birds”, inizia con il verso “When rose the eastern star”]

Joan Baez in Noel, 1966

Emily Mitchell 1989


I
When rose the Eastern Star
The birds came from afar
In that full night of glory
With one melodious voice
They sweetly did rejoice
And sang the wondrous story
Sang, praising God on high
Enthroned above the sky
And his fair mother, Mary.
II
The eagle left his lair
Came winging through the air
His message loud arising
And to his joyous cry
The sparrow made reply
His answer sweetly voicing
“O’ercome are death and strife,
This night is born New Life”
The Robin (1) sang, rejoicing
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Quando la Stella d’Oriente si levò
gli uccelli vennero da lontano
in quella notte piena di gloria
con una voce melodiosa,
essi soavemente  si rallegrarono
e cantarono la storia meravigliosa,
cantarono e lodarono Dio celeste
in trono nell’alto dei Cieli
e la sua nella madre, Maria
II
L’aquila lasciò la sua tana
venne volando dall’alto
il suo messaggio forte risuonò
e al suo grido di gioia
il passero rispose
intonando il suo canto soavemente
“Vinti sono Morte e Dolore
questa notte è nata una Nuova Vita”
il pettirosso cantò rallegrandosi

NOTE
1) the robin is a bird full of symbolism, opposed to the wren (or small sparrow). In his book The White Goddess, Robert Graves explains that in the Celtic tradition, the struggle between the two parts of the year is represented by the struggle between the king-holly (or mistletoe), which represents the nascent year and the king-oak , which represents the dying year. At the winter solstice the king-holly wins over the oak-king, and vice-versa at the summer solstice. In oral tradition, a variant of this fight is represented by the robin and the wren, which are hidden between the leaves of the two respective trees. The wren represents the waning year, the robin the new year, and the death of the wren is a passage of death-rebirth – see more]
[il pettirosso è un uccello ricco di simbolismi, contrapposto allo scricciolo (o piccolo passero). Nel suo libro La dea bianca, Robert Graves spiega che nella tradizione celtica, la lotta tra le due parti dell’anno, è rappresentata dalla lotta tra il re-agrifoglio (o vischio), che rappresenta l’anno nascente e il re-quercia, che rappresenta l’anno morente. Al solstizio d’inverno il re-agrifoglio vince sul re-quercia, e viceversa per il solstizio d’estate. Nella tradizione orale, una variante di questa lotta è rappresentata dal pettirosso e lo scricciolo, nascosti tra le foglie dei due rispettivi alberi. Lo scricciolo rappresenta l’anno calante, il pettirosso l’anno nuovo e la morte dello scricciolo è un passaggio di morte-rinascita. continua]

WHENCE COMES THIS RUSH OF WINGS?

From the French noel, in the Provençal version “Nadal dels aucèls”, (Bas-Quercey), also translated into French under the title “Noël des oiseaux” or “Voici l’étoile de noël”, this Christmas song “Whence comes this rush of wings?” or simply “Carol Of The Birds ” is instead popular in America and is reported in print by Charles Lewis Hutchins in” Carols Old and Carols New “(Boston, Massachusetts: Parish Choir, 1916)
[Ancora  dal noel francese, nella versione provenzale “Nadal dels aucèls” (Bas-Quercey), tradotta anche in francese con il titolo “Noël des oiseaux” o “Voici l’étoile de noël”, questo canto natalizio intitolato  “Whence comes this rush of wings?”  ma anche “Carol Of The Birds” è invece popolare in America ed è riportato in stampa da Charles Lewis Hutch­ins in “Car­ols Old and Car­ols New” (Bos­ton, Mass­a­chu­setts: Par­ish Choir, 1916)]

Alan William (piano) ♪
Megan Metheney (harp)


Michelle Lindahl


I
Whence comes this rush of wings afar,
Following straight the Noel star?
Birds from the woods in wondrous flight,
Bethlehem seek this Holy Night.
II
“Tell us, ye birds, why come ye here,
Into this stable, poor and drear?”
“Hast’ning we seek the newborn King,
And all our sweetest music bring.”
III
Hark how the Greenfinch bears his part,
Philomel, too, with tender heart,
Chants from her leafy dark retreat,
Re, mi, fa, sol, in accents sweet.
IV
Angels and shepherds, birds o’ the sky,
Come where the Son of God doth lie;
Christ on earth with man doth dwell,
Join in the shout “Noel, Noel.”
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Da dove viene questo battito d’ali lontane che vanno verso la stella di Natale?
Uccelli dal bosco in magnifica flotta
cercano Betlemme questa Santa Notte.
II
“Diteci, voi uccelli, perchè venite qui,
in questa grotta, povera e fredda?”
“Ci affrettiamo per cercare il Re appena nato,
e portare la nostra musica più soave”
III
Ascolta come il verdone tiene la sua parte,
anche l’usignolo appassionato,
canta dal suo nascondiglio frondoso
re, mi, fa sol con dolci accordi
IV
Angeli e pastori, uccelli del cielo
venite dove il figlio di Dio riposa;
Cristo sulla terra con l’uomo dimora
unitevi al grido “Natale, Natale”

THE AMERICAN-IRISH VERSION
[LA VERSIONE AMERICANA-IRLANDESE]

John Jacob Niles (1892-1980) wrote his version of “The Carol of the Birds” in 1942 making it a nursery rhyme for his son who was then four years old. Niles was a famous folk music collector, lute player and dulcimer and also a composer.
[John Jacob Niles (1892-1980) scrisse la sua versione di “The Carol of the Birds” nel 1942 facendone una filastrocca per il figlio che all’epoca aveva quattro anni. Niles era un famoso collezionista di musica folk, suonatore di liuto e dulcimer e anche compositore.]

Clancy Brothers in “Christmas” 1969

Brocelïande

Jeff Black 2009


I
Full many a bird did wake and fly
Curoo curoo curoo
Full many a bird did wake and fly
To the manger bed with a wandering cry
On Christmas day in the morning (1)
Curoo curoo curoo
Curoo curoo curoo
II
The lark the dove and the red bird came
And they did sing in sweet Jesus’ name
III
The owl was there with eyes so wide
And he did sit at sweet Mary’s side
IV
The shepherds knelt upon the hay
And angels sang the night away
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Più di un uccello si levò e volò
Curu curu curu
Più di un uccello si levò e volò
alla mangiatoria con un grido d’attesa
Il giorno di Natale nel mattin
Curu curu curu
Curu curu curu
II
L’allodola, la colomba e il pettirosso andarono
e cantarono nel nome dell’amato Gesù
III
C’era il gufo con gli occhi spalancati
e si sistemò al fianco della cara Maria
IV
I pastori s’inginocchiarono nella paglia
e gli angeli cantarono tutta la notte

NOTE
1) the verse recalls the Christmas nursery rhyme “I Saw Three Ships”
[il verso richiama la filastrocca natalizia “I Saw Three Ships”]

AUSTRALIAN VERSION
[LA VERSIONE AUSTRALIANA]

Still a “Carol of the Birds”, but this time coming from Australia composed by William G. James on the text of John Wheeler and collected in “Five Australian Christmas Carols”, 1948.
Obviously the Australian climate needs other subjects than snow sleds!
This one has the refrain that repeats “Orana! Orana! Orana to Christmas Day”
[Ancora una “Carol of the Birds”, ma questa volta proveniente dall’Australia composta da William G. James sul testo di John Wheeler e raccolta in “Five Australian Christmas Carols“, 1948. Ovviamente il clima australiano ha bisogno di ben altri soggetti che le slitte sulla neve! Questa ha il ritornello che ripete “Orana! Orana! Orana to Christmas Day“]


I
Out on the plains the brolgas (1) are dancing
Lifting their feet  like warhorses prancing
Up to the sun the woodlarks go winging
Faint in the dawn light
echoes their singing
Orana! Orana! Orana to Christmas Day.
II
Down where the tree ferns grow by the river
There where the waters sparkle and quiver
Deep in the gullies bell-birds (2) are chiming
Softly and sweetly their lyric notes rhyming
III
Friar birds (3) sip the nectar of flowers
Currawongs (4) chant in wattle tree bowers
In the blue ranges lorikeets(5) calling
Carols of bush birds
rising and falling
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Sul terreno le gru danzano
sollevando i piedi come  cavalli saltellanti
verso il sole le allodole si slanciano in volo
lontani nella luce dell’alba
riecheggiano i loro canti
Benvenuto! Benvenuto! Benvenuto giorno di Natale
II
Giù dove le felci crescono sulle rive
dove le acque luccicano e mormorano
nelle forre i campanari cantano
dolci e lievi i loro canti riecheggiano
III
Gli uccelli frate succhiano il nettare dei fiori
i currawong cantano sotto le fronde d’acacia
nelle livree blu i lorichetti chiamano
i canti degli uccelli nei cespugli
si alzano e abbassano

NOTE
1) Australian crane, known for its mating dance [gru brolga è la gru australiana, nota per la sua danza di accoppiamento]
2) Bell Bird or New Zealand bell ringer with a characteristic greenish color [Bell Bird o campanaro della Nuova Zelanda dalla caratteristica colorazione verdastra]
3) bird friar has no feathers on the head [filemone o uccello frate non ha piume sulla testa]
4) the scientific name of the genus, Strepera, derives from the late Latin and means “noisy”, referring to the loquacity of these birds. The collective common name of currawong, with which the species ascribed to the genus are known, is a local name and derives from the aboriginal languages [l nome scientifico del genere, Strepera, deriva dal tardo latino e significa “rumorosa”, in riferimento alla loquacità di questi uccelli. Il nome comune collettivo di currawong, col quale sono note le specie ascritte al genere, è un’onomatopea e deriva dalle lingue aborigene]
5) lori is a brightly colored parrot [il lori o lorichetto è un pappagallino dai colori vivaci]

FRENCH VERSIONS
[VERSIONI IN FRANCIA]

Also in France we find an adaptation of the Catalan version”El cant dels ocells” with the title “Le Chant des Oiseaux”
Anche in Francia ritroviamo un adattamento della versione catalana con il titolo “Le Chant des Oiseaux”

The Provençal version “Nadal dels aucèls” was released by Maria Roanet in 1976 in her album Cantem Nadal
the song starts at minute 9:55
[La versione provenzale “Nadal dels aucèls” è stata divulgata da Maria Roanet nel 1976 nel suo album Cantem Nadal
il brano inizia al minuto 9:55]


I
“Aicí l’estèla de Nadal,
Qu’es aquel bruch dessús l’ostal?
-Es una tropa d’aucelons
A Betelèm van dos a dos.”
II
Dins l’estable, lo Rei del Cèl
Dòrm entre l’ase e lo maurèl
“Digatz aucèls qué venètz far?
-Venèm nòstre Dieu adorar..”
III
Lo pol s’avança lo primièr
Monta sul boès del rastelièr
E per començar l’orason
Entòna son “Cocorocon”
IV
Lo cardin sortís de son niu
Saluda e fa “rirli chiu chiu”
“Chiu chiu” respond lo passerat
E la calha fa “palpabat”
V
Lo mèrle arriba en estiflant
Lo linòt en canturlejant
Lo pijon fa “rocon rocon”
La lauseta “tira liron”
VI
Vaicí venir lo baticoet
Se pausa a costat del verdet
E sus l’albar lo rossinhòl
Canta a l’Enfant “re mi fa sòl
VII
Per onorar lo Filh de Dieu
Venètz en granda devocion
Angèls, pastors, aucèls del cèl
Totes cantem Noèl Noèl,
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
“Ecco la stella di Natale
cos’è questo trambusto sopra la stalla?”
“E’ uno stormo di uccellini
che a Betlemme vanno in coppia”
II
Nella stalla il Re dei Cieli
dorme tra l’asino e il bue
“Ditemi uccelli, cosa siete venuti a fare?”
“Veniamo ad adorare il nostro Dio”
III
Il gallo avanza per primo
salta sul legno della rastrelliera
e per iniziare la sua orazione
canta “cocorocon”
IV
Il cardellino esce dal suo nido
saluta e fa “rirli chiu chiu”
“Chiu chiu” risponde il passero
e la quaglia fa “palpabat”
V
Il merlo arriva fischiettando
il fanello dal suono ronzante
il piccione fa “rocon rocon”
l’allodola “tira lion”
VI
Ecco che viene il batticoda
si posa vicino al verdone
e sul salice l’usignolo
canta al Bambino “re, mi, fa, sol”
VII
Per onorare il Figlio di Dio
venite con grande devozione
Angeli, pastori, uccelli del cielo
e tutti cantiamo Natale, Natale

NOTE
english translation qui

Another title “Le Noël des petits oiseaux” was written by Camille Soubise in 1890 (with music by Charles Pourny) always a Christmas noel but completely different from the examples already analyzed (see)
[Un altro titolo “Le Noël des petits oiseaux” è invece stato scritto da Camille Soubise nel 1890 (con musica di Charles Pourny) sempre un noel natalizio ma completamente diverso dagli esempi già analizzati]

first part El cant dels ocells

LINK
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=10493
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/carol_of_the_birds.htm
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/whence_comes_this_rush_of_wings.htm

http://ingeb.org/songs/outonthe.html

DEATH OF QUEEN JANE

Forse la regina più amata da Enrico VIII e senza dubbio, la più remissiva, Jane Seymour regnò un anno appena al fianco del consorte, per morire di parto (1537) dopo aver dato alla luce il tanto sospirato erede maschio. Un Edoardo VI che, di salute cagionevole, morirà 15 enne.
La ballata popolare “Death of the Queen Jane” sembra descrivere proprio il  parto della regina e intavola un dialogo  privato e intimo tra le due Maestà.

dalla serie televisiva “I Tudors” terza stagione

Della ballata il professor Child riporta una ventina di versioni: si descrive il momento in cui la Regina Jane chiede a varie persone di tagliarle il fianco per far uscire il bambino, ma di volta in volta tutti rifiutano per timore di nuocerle. In alcune versioni alla fine il re cede ed esegue l’operazione, la donna muore ma il bambino è salvo. Nel finale la gioia per la nascita del tanto atteso erede si accompagna al dolore per il lutto della regina.

Molto probabilmente la ballata è stata scritta poco dopo l’avvenimento, anche se si rintraccia  solo qualche secolo più tardi nei manoscritti di Thomas Percy (1776): ecco un resoconto “ufficiale” dell’avvenimento con il  titolo ‘The Wofull Death of Queene Jane‘ (in “A Crowne-Garland of Golden Roses” 1612-1692) attribuito a  Richard Johnson (1592-1622).

E’ nella versione riportata da Agnes Strickland (1796-1874) che leggiamo  la ballata nella forma più condensata, attribuita dallo studioso al poeta di corte Thomas Churchyard (1523?-1604): con buona probabilità  è proprio questa la versione più antica riadattata a in parte ampliata da Richard Johnston per la sua Crowne-Garland (vedi)

I
When as king Henry ruled this land
He had a queen, I understand,
Lord Seymour’s daughter, fur and bright;
Yet death, by his remorseless power,
Did blast the bloom of this fair flower.
Oh! mourn, mourn, mourn, fair ladies,
Your queen, the flower of England’s dead
II
The queen in travail pained sore,
Full thirty woeful hours and more;
And no ways could relieved be,
As all her ladies wished to see;
Wherefore the king made greater moan
Than ever yet his grace had done.
III
Then, being something eased in mind,
His eyes a troubled sleep did find;
Where, dreaming he had lost a rose,
But which he could not well suppose:
A ship he had, a Rose by name,
Oh no, it was his royal Jane!
IV
Being thus perplexed with grief and care,
A lady to him did repair,
And said, ‘0 King, show us thy will,
The queen’s sweet life to save or spill?’
Then, as she cannot saved be,
0, save the flower though not the tree.’
Oh! mourn, mourn, mourn, fair ladies,
Your queen, the flower of England’s dead.

La trasmissione orale della ballata ha però fatto emergere dei punti salienti della vicenda, non necessariamente veritieri quanto piuttosto ritenuti tali, come il parto con il taglio cesareo e la morte della regina subito dopo.

QUESTIONE DI PROPAGANDA

Cosa sia realmente accaduto nella stanza della partoriente  si presta a varie ipotesi, ben più significativo è l’uso propagandistico dei fatti: sembrerebbe che a diffondere le voci di un avvenuto taglio cesareo sia stata una cospirazione cattolica allo scopo di screditare il Re. Ma quando si tratta di trame a così alti livelli non è nemmeno azzardata l’ipotesi che sia stata la propaganda anti-cattolica ad attribuire ai cattolici la propalazione del fatto come bugia.

La pratica del taglio cesareo era già nota ai medici medievali (e  praticata sporadicamente nei tempi più antichi come estrema ratio per salvare il bambino quando la madre era impossibilitata a partorire naturalmente); la mancata applicazione nel Medioevo riguardava più una questione morale che di tecnica (anche se gli esiti erano decisamente mortali per la donna): “The sixteenth-century French doctor Ambroise Pare criticized attempts to undertake surgery on living mothers because he thought that it could not succeed, after which the practice became increasingly taboo across Europe.  It was also widely considered to be immoral, and superstition held it to be a bad omen that could bring curses upon those who employed it.  But it did occur, and it is documented that as early as 1500, thirty-seven years before the birth of Prince Edward, the operation was undertaken successfully by a Swiss piggelder on his own wife.  A sixteenth-century surgeon in Bruges is also reported to have performed the operation seven times, again on his wife.”  (tratto da qui)

Significativo l’epitaffio sulla tomba di Edoardo che accredita la madre come fenice immolatasi per la dinastia 

Here a Phoenix lieth, 
whose death
To another Phoenix gave breath:
It is to be lamented much,
The World at once ne'er knew two such.

Così tirando le somme ecco come è andata: Enrico VIII per garantirsi l’erede maschio tanto atteso costringe Jane  a partorire con il taglio cesareo (ben consapevole che l’operazione portava normalmente alla morte della madre) e infatti la donna muore dopo dodici giorni dal parto.
Nel Medioevo davanti alla scelta tra la vita della madre e quella del bambino si propendeva 1) a non fare niente perchè quella era la volontà di Dio 2) a salvare la madre, in quanto “maior ius“.
Nel caso di Jane prevale la ragion di stato.
Da notare che la Chiesa cattolica era nel Medioevo contraria al parto cesareo e lo riteneva necessario solo post mortem per la salvezza spirituale del feto; muta opinione però a partire dal 1600 -vedasi il trattato “De ortu infantium contra naturam per sectionem caesaream tractatio” del gesuita francese Theophile Raynaud – solo da allora vige l’obbligo morale della madre in virtù dei principi di carità e amore, di offrire la propria vita in cambio di quella del figlio: “A favore della madre, rifacendosi alla classica teoria di Tertulliano (160ca-†220), egli [Theophile Raynaud] scriveva di un feto aggressore il cui sacrificio doveva essere interpretato come azione di legittima difesa da parte della donna, iscrivibile sul piano della giustizia. Accanto a questa riproposizione del principio di giustizia, egli inseriva, però, quello di carità: se la giustizia poteva consentire che si sacrificasse il feto, la carità, al contrario, chiedeva che si privilegiasse la sua vita e sebbene la madre potesse, senza commettere ingiustizia, preferire se stessa, essa non poteva farlo senza mancare al comandamento più importante: quello dell’amore.” (Carmen Trimarchi tratto da qui)

LE MELODIE

La ballata circolò in molte versioni nelle isole Britanniche e in America con vari testi e melodie.
ASCOLTA Peggy Seeger 1962

ASCOLTA Joan Baez 1964 (I, IV, VI, VII, VIII, IX, XI)


I
Queen Jane lay in labor
For six weeks and more
her women grew weary
And the midwife gave o’er
II
O, women, kind women,
as I know you to be;
Pray cut my side open
and save my baby.
III
“O, no,” said the women,
“That never might be,
We’ll send for King Henry
in the hour of your need.
IV
King Henry, he was sent for
On horse back and speed
King Henry came to her
In the time of her need
V
King Henry he come in
and stood by her bed;
What ails my pretty flower,
her eyes look so red.
VI
Oh Henry, good King Henry
If that you do be (1)
Please pierce (2) my side open
And save my baby
VII
Oh no Jane, good Queen Jane (3)
That never could be
I’d lose my sweet flower
To save my baby
VIII
Queen Jane she turned over
She fell all in a swoon
Her side was pierced open
And the baby was found
IX (4)
How bright was the morning
How yellow was the moon
How costly the white coat
Queen Jane was wrapped in
X
Six followed after,
six bore her along,
King Henry come after,
his head hanging down.
XI
King Henry he weeped
He wrung his hands ‘til they’re sore
The flower of England
Will never be (5) no more
XII
The baby was christened
the very next day,
His mother’s poor body
lay moldering away.
(Traduzione di Cattia Salto)
I
La Regina Giovanna era in travaglio
da più di sei giorni
le ancelle erano stanche,
e l’ostetrica si arrese.
II
“O donne, buone donne,
se siete delle buone ancelle
vi prego di aprire il mio fianco destro
e salvare il mio bambino”
III
“Oh no,” esclamarono le donne,
“non è cosa da farsi
Manderemo a cercare re Enrico
nel momento del bisogno”
IV
Mandarono a cercare Re Enrico
di gran corsa a cavallo
Re Enrico arrivò
nel momento del bisogno
V
Re Enrico arrivò
e si mise accanto al letto
“Cosa ti fa soffrire mio bel fiore?
I tuoi occhi sembrano così arrossati”
VI
“Oh Enrico, buon re Enrico,
faresti una cosa per me?
Taglia il mio fianco destro
e salva il bambino “
VII
“Oh no Giovanna, buona regina Giovanna, non è cosa da farsi
perderei il mio dolce fiore,
per salvare il mio bambino”
VIII
La Regina Giovanna si voltò
e cadde in deliquio
e il suo fianco destro fu aperto
e il bambino trovato
IX
Che chiaro era il mattino
e che gialla era la luna
e che prezioso era il bianco drappo
in cui la regina Giovanna fu avvolta
X
Sei uomini andarono davanti
e sei la portavano a fianco
re Enrico veniva dietro
con il capo piegato
XI
Re Enrico pianse
e si torse le mani fino a farsi male
” il fiore d’Inghilterra,
non fiorirà più”
XII
Il bambino venne battezzato
il giorno dopo
mente il cadavere della sua povera madre stava a decomporsi

NOTE
1) Peggy dice: pray listen to me
2) Peggy dice cut
3) Peggy dice “O, no!” said King Henry
4) Peggy dice “How black was the mourning, how yellow her bed,
How white the bright shroud Queen Jane was laid in” in una frase che ha molto più senso di quella di Baez: che nero era il lutto e che giallo il letto,  che bianco il sudario in cui la regina fu avvolta
5) Peggy dice “is blooming”

Andreas Scholl
: “King Henry”


I
King Henry, was sent for
all in the time of her need
King Henry he came
In the time of her need
II
King Henry he stooped
and kissed her on her lips;
What’s the matter with my flower,
makes her eyes look so red?.
III
King Henry King Henry
will you take me to thee
to pierce  my side open
And  to save my baby?
IV
Oh no Queen Jane
such thing shall never be
to lose my sweet flower
for to save my baby
V
Queen Jane she turned over
and fell in a swound
Her side it was pierced
And her baby was found
VI
How bright was the morning
How yellow her bed
How costly was the shroud
Queen Jane was wrapped in
X
There’s six followed after,
and six carried her along,
King Henry be followed,
with his blak mourning on.
XI
King Henry he wept
and wrung his hands ‘til they’re sore
The flower of England
shall never be  no more
(Traduzione di Cattia Salto)
I
Mandarono a cercare Re Enrico
nel momento del bisogno
Re Enrico arrivò
nel momento del bisogno
V
Re Enrico si fermò
e le baciò le labbra
“Che succede al mio fiore?
I tuoi occhi sembrano così arrossati”
VI
“ re Enrico, re Enrico
faresti una cosa per me?
Taglia il mio fianco destro
e salva il bambino “
VII
“Oh no regina Giovanna,
non è cosa da farsi
perderei il mio dolce fiore,
per salvare il mio bambino”
VIII
La Regina Giovanna si voltò
e cadde in deliquio
e il suo fianco destro fu aperto
e il bambino trovato
IX
Che chiaro era il mattino
e che giallo il letto
e che prezioso era il drappo
in cui la regina Giovanna fu avvolta
X
Sei uomini andarono davanti
e sei la portavano a fianco
re Enrico veniva dietro
nel suo lutto
XI
Re Enrico pianse
e si torse le mani fino a farsi male
” il fiore d’Inghilterra,
non fiorirà più”

LA MELODIA STANDARD

Il chitarrista e cantante irlandese Dáithí Sproule nel 1971 ha composto la melodia che è diventata quella standard, la prima registrazione è dei Bothy Band  in After Hours (1979)

ASCOLTA Oscar Isaac nel film “A proposito di Davis” 2013.
Il successo del film ha rinverdito la canzone presso gli interpreti folk contemporanei. Nella scena del film Davis si esibisce con la chitarra davanti ad un importante agente musicale, la scelta cade su “The death of Queen Jane”, un brano che gli lacera l’anima dato che Jean, la madre di suo figlio, ha appena deciso di abortire. (L’incongruenza balza subito all’occhio come poteva LLewyn Davis cantare nel 1961  una melodia scritta nel 1971?)

ASCOLTA Méav arrangia la melodia in chiave rinascimentale con tanto di clavicembalo e liuto

Anche Loreena McKennitt registra il brano in “The wind that shakes the barley” (da ascoltare su Spotify)


I
Queen Jane lay in labor
full nine days or more
‘Til her women grew so tired,
they could no longer there
They could no longer there
II
“Good women, good women,
good women that you may be
Will you open my right side
and find my baby?”
III
“Oh no,” cried the women,
“That’s a thing that can never be
We will call on King Henry
and hear what he may say”
IV
King Henry was sent for,
King Henry did come
Saying, “What does ail you my lady?
Your eyes, they look so dim”
V
“King Henry, King Henry,
will you do one thing for me?
That’s to open my right side
And find my baby”
VI
“Oh no”, cried King Henry,
“That’s a thing I never can do
If I lose the flower of England,
I shall lose the branch too”
VII
There was fiddling, aye,and dancing
on the day the babe was born
But poor Queen Jane beloved
lay cold as the stone
(Traduzione di Cattia Salto)
I
La Regina Giovanna era in travaglio
da più di nove giorni (1)
e anche le sue ancelle erano stanche,
da non resistere più
da non resistere più
II
“Buone donne, buone donne,
se siete delle buone ancelle
aprirete il mio fianco destro
per prendere il bambino?”
III
“Oh no,” esclamarono le donne,
“non è cosa da farsi
Manderemo a cercare re Enrico
e sentiremo la sua opinione”
IV
Re Enrico fu mandato a chiamare,
Re Enrico arrivò dicendo: “Cosa ti fa soffrire mia signora?
I tuoi occhi sembrano così appannati”
V
“Re Enrico, Re Enrico,
farai una cosa per me (2)?
Aprimi il  fianco destro
e prendi il bambino “
VI
“Oh no”, esclamò il re Enrico,
”non è cosa da farsi
Se perdo il fiore d’Inghilterra (3),
perderò l’intero ramo”
VII
C’era musica, sì, e danza
il giorno in cui il bambino nacque, ma la povera Regina Giovanna beneamata
era stesa fredda come la pietra (4)

NOTE
1) il periodo del travaglio varia nelle varie lezioni da alcune ore a parecchi giorni
2) la fantasia popolare è rimasta colpita dall’esecuzione della procedura chirurgica, e la trasforma in un atto di supremo sacrificio per amore del bambino, l’interesse dinastico non viene quindi assunto come prioritario (scagionando così l’esecutore materiale della procedura da ogni colpa o interesse). La responsabilità della scelta per l’operazione chirurgica (che a quei tempi significava per lo più la morte della partoriente) viene trasferita in toto alla volontà di Jane (in alcune versioni Enrico afferma che piuttosto preferisce perdere il bambino che la sua regina o che il taglio avrebbe causato la morte del bambino) e alla fine l’operazione viene eseguita quando Jane è praticamente moribonda.
3) qui Jane è il fiore del Regno (per descriverne la bellezza) e il bambino il ramo mentre nelle versioni “ufficiali” la regina è l’albero da cui sboccia il virgulto o fiore. Viene espresso l’antico principio della “priorità dell’albero sul frutto”
4) nelle versioni popolari della ballata la morte della regina è concomitante al parto: la regina però morì dodici giorni dopo il parto. In alcune versioni della ballata viene descritto il corteo funebre della regina (Child 170 B, C e D)

Ancora un’altra versione testuale e un’altra melodia
ASCOLTA Karine Polwart in “Fairest Floo’er”  2007


I
Queen Jane lay in labor full
six days or more
While the women grew weary
and the midwives gave o’er
And they sent for King Henry
to come with great speed
To be with Queen Jane
in her hour of need
II
King Henry came to her
and he sat by her bedside
Saying, “What ails thee, my Jeannie?
What ails thee, my bride?”
“Oh Henry, oh Henry,
do this one thing for me
Rip open my right side
and find my baby”
III
“Oh Jeannie, oh Jeannie,
that never will do
It would lease thy sweet life
and thy young baby, too”
Well, she wept and she wailed
‘til she fell into a swoon
And her right side was opened
and her baby was found
IV
Well, that baby was christened
the very next day
While his poor dead mother
a-mouldering lay
And six men went before her
and four more travelled on
While loyal King Henry
stood mourning alone
V
He wept and he wailed
until he was sore
Saying, “The flower of all England
shall flourish no more”
He sat by the river
with his head in his hands
Saying, “My merry England
is a sorrowful land”
(Traduzione di Cattia Salto)
I
La Regina Giovanna era in travaglio
da sei giorni o più
anche le sue ancelle erano esauste
e le ostetriche impotenti
così mandarono a cercare
re Enrico con grande premura
perchè fosse con la Regina Giovanna
nel momento del bisogno
II
Re Enrico arrivò
e le si sedette accanto:
“Cosa ti fa soffrire mia Gianna?
Cosa ti fa soffrire moglie mia”
“Oh Enrico, oh Enrico,
faresti una cosa per me?
Taglia il mio fianco destro, apri
e prendi bambino “
III
“Oh Gianna, Gianna
non è cosa da farsi
potrebbe ipotecare la tua cara vita
e anche quella del tuo bambino”
Beh lei pianse e si lamentò
fino a cadere in deliquio
e il suo fianco destro fu aperto (1)
e il bambino preso
IV
Beh quel bambino venne battezzato
il giorno dopo
mente la sua povera madre morta
stava a decomporsi
e sei uomini andarono davanti
e altri quattro dietro
mentre re Enrico
stava solo in lutto
VII
Pianse e si lamentò
fino a starci male
Dicendo ” il fiore d’Inghilterra,
non fiorirà più”
Si sedette accanto al fiume
con la testa tra le mani
dicendo “La mia bella Inghilterra
è la terra del dolore”

NOTE
1) in questa versione  l’operazione si presume sia affidata ad un chirurgo

FONTI
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/child/ch170.htm
https://www.thefreelibrary.com/The+death+of+Queen+Jane%3a+ballad%2c+history%2c+and+propaganda-a0321683005
https://motherhoodinprehistory.wordpress.com/2015/10/16/the-gruesome-origins-of-the-c-section/
http://ww2.unime.it/donne.politica/materialedidattico/02_03_04ottobre/saggio_trimarchi.pdf
http://venividigossip.blogspot.it/2014/10/jane-seymour-la-moglie-noiosa-di-enrico.html
https://mainlynorfolk.info/cyril.tawney/songs/deathofqueenjane.html
https://kimtrainorblog.wordpress.com/2014/04/15/the-death-of-queen-jane-2/
http://folksongcollector.com/kinghenry.html
http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-QueenJane.html
http://www.ilsussidiario.net/News/Cinema-Televisione-e-Media/2014/2/6/A-PROPOSITO-DI-DAVIS-L-arte-controcorrente-in-un-film-dall-anima-musicale/464382/
http://www.celticlyricscorner.net/polwart/death.htm
https://tudorstuff.wordpress.com/2009/03/21/the-death-of-jane-seymour-a-midwifes-view/
http://www.lieder.net/lieder/get_text.html?TextId=1326
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=17304
http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=4836

GO NO MORE A ROVING

Il 2016 è stato un anno da “bollettino di guerra”, per parafrasare Carlo Muscatello,  “per il mondo del pop e del rock”,  -per citare appena la metà dei musicisti deceduti – David Bowie, Glenn Frey, Paul Kantner, Keith Emerson, Leonard Cohen  (vedi) così sulla suggestione di una “appalachian mountain song” e la poesia di Lord Byron ecco la mia proposta musicale del giorno.
La prima “A-rovin’ on a winter’s night” di stampo più popolare racconta le pene d’amore di un innamorato respinto, la seconda “So we’ll go no more a-roving” è  una poesia scritta da Lord Byron nel 1817 una sorta di congedo dall’amante per lo spegnersi della passione: così il primo è potenzialmente aperto all’avventura (anche se afflitto, promette eterno amore a colei che lo ha respinto) mentre il secondo è sazio dell’amore e stanco di avventure.

grimshaw_john_atkinson_lovers_in_a_wood_by_moonlight_1873

A-ROVING ON A WINTER’S NIGHT

Tra le melodie degli emigranti irlandesi e scozzesi dei Monti Appalachi questa “Cold Winter Night” è stata divulgata e resa popolare da Doc Watson negli anni 70 (nell’LP The Watson Family Tradition – Dolly Gree)
La struttura dei versi e le sue immagini riprendono la poesia di Robert Burns “My Love’s like a rose” anche se in toni meno ricercati: il protagonista vuole affogare il dispiacere nel bere perchè è stato rifiutato dalla ragazza di cui è innamorato!

ASCOLTA Doc Watson

ASCOLTA Maggie Holland in Circle Of Light 2003.
Maggie Holland sang Roving on a Winter’s Night in 2003 on her CD Circle of Light. She commented in her liner notes: I learned Roving on a Winter’s Night from the singing of Doc Watson—although the Appalachian tradition came up with a sprightly tune the words seem to be descended via various floating verses from My Love Is Like a Red Red Rose. (I don’t know what a “butter rose” is, but it sounds nice.) I think Robbie would have approved of the notion of drinking good old wine and reminiscing about some pretty little girl who’d broken his heart. (tratto da qui)

ASCOLTA James Galway, Jay Ungar, Molly Mason


I
A-rovin’ on a winter’s night
And a-drinkin’ good old wine,
Thinkin’ about that pretty little girl,
That broke this heart of mine.
II
She is just like a bud of rose (1),
That blooms in the month of June.
Or like some musical instrument,
That’s just been lately tuned. (2)
III
Perhaps it’s a trip to some foreign land,
A trip to France or Spain,
But if I should go ten thousand miles,
I’m a-comin’ back home again.
IV (3)
And it’s who’s a-gonna shoe your poor little feet,
Who’s a-gonna glove your little hands?
Who’s a-gonna kiss your sweet little lips,
Honey, who’s a-gonna be your man?
V
I love you till the sea runs dry,
And the rocks all melt in the sun.
I love you till the day I die,
Though you will never be my own.
Traduzione di Cattia Salto
I
In cerca d’avventure in una notte d’Inverno
bevendo del buon vecchio vino
penso a quella ragazzina graziosa
che mi ha spezzato il cuore
II
Proprio come un bocciolo di rosa (1)
che fiorisce nel mese di Giugno
o come uno strumento musicale
che è stato appena accordato. (2)
III
Se fossi in viaggio per terre straniere
un viaggio in Francia o Spagna,
anche se dovessi andare lontano 10 mila miglia, ritornerei a casa di nuovo.
IV (3)
E chi metterà le scarpe ai tuoi poveri piedini
chi metterà i guanti alle tue
manine?
Chi bacerà le piccole dolci
labbra,
zuccherino, chi sarà il tuo uomo?
V
Ti amerò finchè gli oceani si prosciugheranno,
ti amerò fino al giorno della mia morte
anche se non sarai mai mia (moglie)

NOTE
1) in effetti Doc sembra dire “butter” rose
2) la strofa richiama più direttamente la poesia di Robert Burns  che dice
O my Luve’s like a red, red rose
That’s newly sprung in June;
O my Luve’s like the melodie
That’s sweetly play’d in tune.
3) questo blocco di versi invece richiama la ballata Lord Gregory qui il poeta si chiede: chi si prenderà cura di te?

GO NO MORE A ROVING

Il testo è di Lord Byron (1788-1824), tratto dalla poesia “So, we’ll go no more a roving” scritta in una lettera inviata aThomas Moore il 28 Febbraio 1817.
Byron aveva 29 anni e così scrive all’amico “At present, I am on the invalid regimen myself. The Carnival–that is, the latter part of it, and sitting up late o’ nights–had knocked me up a little. But it is over–and it is now Lent, with all its abstinence and sacred music… Though I did not dissipate much upon the whole, yet I find “the sword wearing out the scabbard,” though I have but just turned the corner of twenty nine.”

Dopo alcuni intensi anni di dissolutezze nemmeno trentenne (Byron muore a 36 anni) il poeta si sentiva vecchio, “consumato”, incapace di rigenerarsi, mentre la luna continua a brillare indifferente e con lei tutte le avventure non vissute!
Il tema, come si evince dal testo, riguarda il raggiungimento dell’età adulta  e della pace dei sensi dopo una gioventù sfrenata (Byron era infatti un noto dongiovanni). L’immagine della luna rappresenta quindi tutte le donne che il poeta non è riuscito a raggiungere e che continuano a brillare in tutta la loro bellezza, incuranti del fatto che il suo desiderio si stia poco a poco spegnendo. (tratto da qui)

Eppure la poesia si presta a molteplici letture: il poeta rimpiange l’amore e con esso la vita che gli sfugge e così la canzone è un fare-well, un canto dell’addio!

ASCOLTA Leonard Cohen 2004


ASCOLTA Joan Baez 1964 (altro arrangiamento musicale)


So we’ll go no more a-roving (1)
So late into the night,
Though the heart be still as loving,
And the moon be still as bright.
For the sword outwears its sheath (2),
And the soul outwears the breast,
And the heart must pause to breathe,
And love itself have rest.
Though the night was made for loving,
And the day returns too soon,
Yet we’ll go no more a-roving
By the light of the moon.
TRADUZIONE ITALIANO (da qui)
E così non andremo più in cerca di avventure (1) nella notte più tarda
sebbene il cuore continui ad amare come prima e la luna brilli con la stessa intensità.
Perchè la spada dura più a lungo del fodero, (2) e l’anima consuma il petto
e il cuore deve fermarsi per riprendere fiato
e l’amore stesso deve trovare la sua quiete. (3)
Sebbene la notte sia stata fatta per amare, e il giorno ritorni sempre troppo presto,
non andremo più in cerca di avventure
alla luce della luna.

NOTE
1) roving  significa “aver voglia di avventure amorose” ma anche“ vagabondare”.
2) “Sheath”  significa anche guaina così la spada e il fodero alludono agli organi sessuali; spada e fodero sono in una prima lettura anima e corpo, l’anima e con essa il sentimento sono più duraturi mentre il corpo è cosa fragile e contingente
3) può voler dire: ecco mettiamoci l’anima in pace, l’amore tra di noi è finito – perchè non c’è più passione tra di noi, perchè ci è venuto a noia; ma  anche il contrario: l’amore come sentimento fatto anche di spiritualità oltrechè di passione, è potenzialmente eterno, ma deve arrendersi davanti alla fragilità della materia, ovvero alla stanchezza fisica dovuta al declino della vecchiaia.

FONTI
https://mainlynorfolk.info/peter.bellamy/songs/arovingonawintersnight.html
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=49071
http://www.lyra.net/canzoni-e-accordi/leonard-cohen/dear-heather/go-no-more-a-roving#traduzione
http://mural.uv.es/neferi/Firstpaper.htm

THE WIFE OF USHER’S WELL (2)

“La moglie del pozzo di Usher” è una ballata che parla di revenants ed è stata collezionata dal professor Child al #79: tre fratelli sono stati mandati dalla madre per mare e muoiono in un naufragio. (la prima parte qui)

278

SECONDA VERSIONE: LADY GAY

E’ quella diffusa in America e in particolare sui Monti Appalachi con il titolo di “Lady Gay” o “Three little Baby” una versione all'”americana” senza troppi particolari soprannaturali o magici. Qui la donna non è più un’anziana signora ma una “Lady Gay” o “una signora dalla rara bellezza” e i figli sono tre bambini (o tre bambine), non ci sono maledizioni o spell al mare ma solo preghiere a Dio perchè riporti indietro i suoi figli che ricompaiono come fantasmi nella notte di Natale, sono però una fugace apparizione eterea e immateriale che svanisce al mattino, quasi un sogno che Dio ha mandato alla donna per farla smettere di piangere e disperarsi per la morte dei figli.

ASCOLTA Joan BaezI
There was a lady and a lady gay, Of children she had three, She sent them away to the North Countree(1) To learn their grammaree(2)II
They’d not been gone but a very short time, Scarcely three weeks and a day, When death, cruel death, came hasting along And stole those babes away.III
“There is a King in Heaven,” she cried “A King of third degree Send back, send back my three little pages, This night send them back to me.”

VII(*)
She made a bed in the uppermost room, On it she put a white sheet, And over the top a golden spread That they much better might sleep.

VIII “Take it off, take it off,” cried the older one, “Take it off, take it off,” cried he, “For what’s to become of this wide wicked world Since sin has first begun.”

V(*)
She set a table of linen fine, On it she placed bread and wine, “Come eat, come drink of mine.”

VI
“We want none of your bread, mother, Neither do we want your wine, For yonder stands our Savior deer, To Him we must resign.”

IX “Green grass is over our heads, mother, Cold clay is over our feet, And every tear you shed for us, It wets our winding-sheet.”

ASCOLTA Joanna NewsomI
There was a lady of beauty rare, And children she had three; She sent them away to the north country To learn their Grammaree.II
They’d not been there so very long, Scarcely three months and a day, When there came a sickness all over the land And took those babes away.III
“Ain’t there a king in heaven,” she cried, Who used to wear a crown? I pray the Lord would me reward, And send my three babes down.”

IV
It was along about Christmas time, The nights being clear and cold; Those three little babes came running down To their dear mammy’s home.

..

VII(*)
She fixed them a bed in the backmost room, All covered with clean white sheets; And over the stuff, a golden one, That they might soundly sleep.

VIII
“Take it off, take it off,” said the oldest one; “Take it off, we say again. Oh woe, oh woe, to the wicked world, So long since pride began.”

V(*)
She fixed a table for them there, All covered with bread and wine; “Come eat, come drink, my dear little ones, Come eat and drink of mine.”

VI
“We do not want your bread, Mammy; Neither do we want your wine; For in the morning at the break of day, With the Savior we must dine.”

NOTE
(*) ho numerato le strofe secondo la sequenza standard in cui la madre prima prepara la tavola per dar da mangiare ai figli e poi il letto
1) è su al nord che succedono sempre le cose brutte
2) letteralmente dal medio-inglese significa “grammatica“, è vero che nel Medioevo la parola aveva il significato di studio delle arti magiche (detto “fisica” nel piemontese dei nostri vecchi) ma il termine nell’Ottocento era caduto in disuso e nel contesto è sicuramente riferito a studi più innocui e di carattere generale. A mio avviso l’interpretazione che suppone lo studio delle arti magiche per questo contesto è un po’ azzardata e contraria alla più realistica visione americana

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO (anche per questa seconda versione riporto una traduzione sincretica dalla strofa I alla IX)

C’era una signora una signora allegra (di rara bellezza, che viveva da sola) che aveva tre figli e li mandò via nel Nord del Paese per imparare la grammatica. Non trascorse che poco tempo appena tre settimane (mesi) e un giorno che la morte, la morte crudele passò di corsa e rapì quei bambini (quando una malattia passò sulla terra e portò via quei bambini). “C’è un Re dei Cieli” lei gridò “Un Re di alto lignaggio che rimandi indietro i miei tre piccoli paggi e questa notte li riporti a me” (Non c’è un dio in cielo che porti la corona? Prego il Signore che mi ripaghi e mandi i miei tre bambini indietro, stanotte o al mattino presto) Era Natale le notti erano serene (lunghe) e fredde, quei tre bambini ritornarono correndo a casa dalla loro amata mammina. Lei mise sulla tavola del bel lino(lei apparecchio un tavolo nella stanza al piano di sopra) e sopra ci mise pane e vino “Venite a mangiare e a bere del mio” “Non vogliamo il tuo pane, madre, e nemmeno il tuo vino, perchè laggiù sta il nostro amato Salvatore e a Lui dobbiamo rimetterci” (perchè al mattino allo spuntare del giorno con il Salvatore dobbiamo cenare, riunirci) Lei preparò il letto nella stanza al piano di sopra (sul retro) e sopra ci mise una coperta bianca e in cima ci mise un copriletto dorato affinchè essi potessero dormire meglio. “Toglilo -gridò il più grande- toglilo per ciò che sarà di tutto questo mondo malvagio da quando ebbe inizio il peccato” “Sveglia, svegliai – disse il più grande- perchè domani mattina allo spuntar del giorno il nostro Salvatore dobbiamo vedere” “Abbiamo l’erba verde sulle nostre teste e la terra ai nostri piedi (la fretta terra avvolge le nostre teste e l’erba verde cresce ai nostri piedi) e ogni lacrima versata per noi bagnerà il nostro sudario”

ASCOLTA Alasdair Roberts in The Crook of My Arm (2001) (I, II, IV, V, VI, IX)

ASCOLTA Andreas Scholl + Karl-Ernst Schröder (liuto)

I
There was a woman and she lived alone And babies she had three. She sent them away to the north country To learn their grammarie.

II
They’d not been gone but a very short time, Scarcely six weeks to the day, When death, cold death spread through the land And swept them babes away.

III
She prayed to the Lord in Heaven above, Wearing a starry crown: “Oh, send to me my three little babes, Tonight, or in the morning soon.”

IV
It was very close to Christmas time; The nights was long and cold. And the very next morning at the break of day Them babes come a-running home.

V
She set the table for them to eat, Upon it spread bread and wine. “Come eat, come drink, my three little babes; Come eat, come drink of mine.”

VI
“Oh, mother, we cannot eat your bread, Neither can we drink your wine, For tomorrow morning, at the break of day, Our Saviour we must join.”

VII
She made the bed in the back-most room, Upon it she spread a sheet, Upon the top a golden spread For to help them babes asleep.

VIII
“Rise up, rise up,” said the eldest one, “Rise up, rise up,” said she, “For tomorrow morning, at the break of day, Our Saviour must we see.

IX
“Cold clods of clay roll o’er our heads, Green grass grows on our feet, And thy sweet tears, my mother dear, Will wet our winding sheet.”

ASCOLTA Hedy West
I
O’h there was a woman, and she lived alone, babies she had three She sent them away to the north country, to learn their grammerieII
They had not been gone but a very short time, scarcely six weeks to the day Till death cold death blew over the land, and bore them babes away.III
She prayed to the Lord in the heavens above, wearing the starry crown Send to me my three little babes, tonight or in the morning soonIV
And as it grew near to old Christmas time, the night it was long and cold That very morning at the break of the day, them babes came a runnin’ home.

V
She laid a table in the uppermost room, on it put bread and wine Come eat come drink my three little babes, come eat come drink of mine

VI
They said Mother we cannot, we cannot eat your bread, neither can we drink your wine For tomorrow morning at the break of the day, our saviour must rejoin.

..

IX
Cold clouds of clay, roll ower our heads, green grass grows on our feet And all our tears sweet mother dear, they wed a winding sheet.

FONTI
http://alungkama.blogspot.it/2011/04/paraphare-of-wife-of-ushers-wife.html
http://freepages.genealogy.rootsweb.ancestry.com/ ~usher/ushersct/html/ushers_well.htm http://walterscott.eu/education/files/2013/02/Interpretative-Notes-to-The-Wife-of-Ushers-Well.pdf http://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/thewifeofusherswell.html http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=20497 http://www.barbelith.com/topic/11088

http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=Corr_e07905 http://spiritoftheages.com/The%20Wife%20of%20Usher’s%20Well.htm http://web.lyon.edu/wolfcollection/songs/jameslady1233.html http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/194.html http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-ThreeBabes.html

The Cruel Mother

“The Cruel Mother” is a murder ballad, a dark ballad probably coming from the Norse tradition,  in Child # 20. It is presumed to be of Scottish origin, but is widely distributed in England and Ireland and also in America in a large variety of texts and melodies.
La Madre Crudele” è il titolo di una murder ballad, una oscura ballata probabilmente proveniente dalla tradizione norrena, che Child raccoglie al numero 20. Si presume sia di origine scozzese, ma è diffusa ampiamente in Inghilterra e Irlanda e anche in America in una grande varietà di testi e melodie.

FINE FLOWERS IN THE VALLEY  (scottish version)
THE CRUEL MOTHER
THE ROSE AND THE LINDSEY O/DOWN BY THE RIVER SIDE
(Hey with the Rose & Lindie) (scottish version)
DOWN BY THE GREENWOOD SIDE (The Greenwood Siding)
THE SUN SHINES FAIR ON CARLISLE WALL
THE LADY DRESSED IN GREEN
THE LADY OF YORK
OLD MOTHER LEE
WEILA WAILA
(irish version)
ALL ROUND THE LONEY O
(irish version)

OTHERS TITLES: The Lady Gay, Fair Flowers of Helio, Edinbrie, Edinbrie, Bonny Saint Johnston stands fair upon Tay, Green Woods of Siboney-O.

The Cruel Mother

Child# 20 B/C

motherThis version comes from A.L. Lloyd (1964) commenting: “The ballad seems to be old, for it is full of primitive folklore notions such as the knife from which blood can never be washed (the instance of Lady Macbeth comes to mind). Also primitive is the idea that the dead who have not undergone the ceremony that initiates them fully into the world of the living (in this case, christening) can never be properly received and incorporated into the world of the dead, but must return to plague the living. Some scholars think The Cruel Mother may have been brought to England by invading Norsemen, since practically the same story occurs in Danish balladry (…). More probably, it is a case of an ancient folk tale being turned into a lyrical ballad, perhaps within the last four hundred years, and spreading in various parts of Europe, possibly with the help of printed versions all deriving from a single original (whether that original was English or Danish or in some other language, our present researchers do not tell us). (from here)
Questa versione ci viene da A.L. Lloyd (1964) che commenta: “La ballata sembra essere vecchia, perché è piena di primitivi concetti della tradizione come il coltello da cui il sangue non potrà mai più essere lavato (mi viene in mente Lady Macbeth). Anche primitiva è l’idea che i morti che non hanno ricevuto la cerimonia che li accoglie pienamente nel mondo dei vivi (in questo caso, il battesimo) non potranno mai essere accolti e incorporati nel mondo dei morti, ma dovranno ritornare a tormentare i vivi. Alcuni studiosi ritengono che The Cruel Mother possa essere stata portata in Inghilterra dagli invasori vichinghi, dal momento che praticamente la stessa storia si trova nella ballata danese (…). Molto probabilmente, è il caso di un’antica fiaba popolare trasformata in una ballata lirica, forse negli ultimi quattrocento anni, e diffusa in varie parti d’Europa, possibilmente con l’aiuto di versioni stampate tutte derivate da un singolo originale (se quell’originale era inglese o danese o in qualche altra lingua, i nostri attuali ricercatori non ce lo dicono).”

Thus the ending that remained suspended in the scottish version ‘Fine Flowers In The Valley‘ with the appearance of the spirit-ghost of the child, ends here with a series of curses or punishments addressed to the mother, borrowed from the ballad “The Maid and the Palmer “(“ The Well Below the Walley “) -Child #21.
It also introduces the detail of the bloody dagger that can no longer be cleaned, a symbol of the indelible stain that will remain etched on the woman’s conscience.
Così il finale che rimaneva sospeso nella versione scozzese Fine Flowers In The Valley con l’apparizione dello spirito- fantasma del bambino, qui si conclude con una serie di maledizioni o punizioni rivolte alla madre, mutuate dalla ballata “The Maid and the Palmer” che Child colleziona al numero 21 (“The Well Below the Walley“).
Si introduce anche il dettaglio del pugnale insanguinato che non si riesce più a pulire, simbolo della macchia indelebile che resterà impressa sulla coscienza della donna, un indice puntato che l’accusa!
M.J. Harris & Martyn Bates in “Passages (Murder ballads)” 1998,
the text version is that of A.L. Lloyd, and the melody is a disturbing whisper. The redundancy of the repetitions weigh down the story and make the text appear, in my opinion, less “beautiful” than the previous version, a sort of mixer between version B (“Scots Musical Museum” vol IV, 1792) and C (“Minstrelsy , Ancient and Modern “William Motherwell 1797)
la versione testuale è quella di A.L. Lloyd, e la melodia è un sussurro inquietante. La ridondanza delle ripetizioni appesantiscono la storia e fanno apparire il testo, a mio avviso, meno “bello” della precedente versione, una sorta di mixer tra la versione B (“Scots Musical Museum” vol IV, 1792) e la C (“Minstrelsy, Ancient and Modern” William Motherwell 1797)


I
She leaned herself against a thorn (1)
All alone and so lonely,

And there she had two pretty babies born,
And it’s down by the greenwood side-o (2).
And she took off her ribbon belt,
And there she bound them hand and leg.
“Smile not so sweet, by bonny babes,
If you smile so sweet, you’ll smile me dead.”
She had a pen-knife long and sharp,
And she pressed it through their tender hearts.
She digged a grave beyond the sun (3),
And there she’s buried the sweet babes in.
She stuck her pen-knife on the green (4),
And the more she rubbed, more blood was seen.
She threw the pen-knife far away,
And the further the threw the nearer it came.
II
As she was going by the church,
She seen two pretty babies in the porch.
As she came to her father’s hall,
She seen two pretty babes playing at ball (5).
“Oh babes, oh babes, if you were mine,
I’d dress you up in the scarlet fine.”
“Oh mother, oh mother, we once were thine,
You didn’t dress us in scarlet fine.
You took a pen-knife long and sharp,
And pressed it through our tender heart.”
“You dug a grave beyond the sun,
And buried us under a marble stone.”
“Oh babes, oh babes, what have I to do,
For the cruel thing that I did to you?”
“Seven long years (6) a bird in the wood,
And seven long years a fish in the flood.”
“Seven long years a warning bell (7),
And seven long years in the deeps of hell.”
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Si appoggiò ad un biancospino
tutta sola e così solitaria
e lì fece nascere due bei bambini
ed era dentro al bosco più profondo
E si levò la sua cintura di seta
e li legò mani e piedi.
“Non sorridete così dolcemente miei piccini,
o il vostro dolce sorriso mi farà morire”
Lei aveva un pugnale lungo e appuntito
e lo premette nei loro teneri cuori.
Scavò una fossa sotto il sole
e ci seppellì dentro i teneri bimbi.
Pulì il pugnale nell’erba
e più lo puliva più sangue si vedeva.
Gettò il pugnale lontano
e più lontano lo gettava più vicino ritornava.
II
Mentre camminava verso la chiesa
vide due bei bambini nell’androne
Mentre camminava verso il castello di famiglia
vide due bei ragazzi che giocavano alla palla
“O bambini se foste miei
vi vestirei con bella seta scarlatta”
“Cara madre, quando eravamo tuoi
non ci hai vestiti di bella seta scarlatta!
Hai preso un pugnale lungo e appuntito
e lo hai premuto nel nostro tenero cuore.
Hai scavato una fossa sotto il sole
e ci hai seppellito sotto ad una lastra di marmo”.
“Bambini cosa devo passare
a causa della crudeltà che vi ho fatto?”
“Sette lunghi anni come uccello nel bosco
e sette lunghi anni come pesce nel fiume
sette anni come batacchio della campana
e sette lunghi anni nelle oscurità dell’inferno.”

NOTE
1) probably a blackthorn or hawthorn; perhaps once the ballad bore traces of widely spread ancient practices (even for the civilized Romans the pater familias had right to decide on the fate of the newborn): the child had been exposed and left as a gift to the fairies (the clue comes from the chosen tree for the burial, the hawthorn or the fairy tree par excellence, the door between the two worlds (cf)
probabilmente un prugnolo o un biancospino; Forse un tempo la ballata portava traccia di pratiche antiche ampiamente diffuse (anche i civilissimi Romani consideravano diritto del pater familias decidere sulla sorte del neonato): il bambino era stato esposto e lasciato in dono alle fate (l’indizio ci viene dall’albero scelto per la sepoltura il biancospino l’albero delle fate per eccellenza, la porta tra i due mondi – vedi).
2) the greenwood is the part of the most impenetrable wood where the Celts believed it was hidden the entrance of the Other World , but it is also the “outlawed” place outside civil society where the fairies meet the human and small children are abandoned or killed
il greenwood è la parte del bosco più impenetrabile dove i Celti credevano si celasse l’ingresso dell’AltroMondo (vedi), ma è anche il luogo “fuori legge” fuori dalla società civile dove accadono incontri fatati e illeciti, vengono abbandonati i bambini piccoli o uccisi
3) contrary to the previous version, the girl digs the grave in the daylight and in an open glade and not under the tree, we find ourselves in a “Christianized” version of the ballad that hides any reference to the exposure of children as a gift to fairies. And yet the lack of baptism and a consecrated burial seems to be the cause of their return in the form of spirits who will not find peace until their cruel mother receives her punishment in Hell
contrariamente alla versione precedente la fanciulla scava la fossa alla luce del giorno e in una radura aperta e non sotto l’albero, ci troviamo in una versione “cristianizzata” della ballata che nasconde ogni riferimento all’esposizione dei bambini come dono alle fate. E tuttavia la mancanza del battesimo e di una sepoltura consacrata sembra essere la causa del loro ritorno in forma di spiriti che non troveranno pace finchè la loro madre crudele riceverà la sua punizione all’Inferno
4) the bloody dagger that can no longer be cleaned is a symbol in the ancient ballads from Scandinavia of guilt, the hands are stained with innocent blood and reveal the murderer, so in the Middle Ages the exposed corpse was touched to show their innocence
il pugnale insanguinato che non si riesce più a pulire è un simbolo nelle antiche ballate provenienti dalla Scandinavia della colpevolezza, le mani  si macchiano del sangue innocente e rivelano l’assassino, così nel Medioevo si toccava il cadavere esposto per mostrare la propria innocenza.
5) the game of the ball is a typical pastime of boys and girls in medieval ballads and was practiced in the city streets or in the parks of the castles
il gioco della palla è un tipico passatempo dei ragazzi e delle giovinette nelle ballate medievali e veniva praticato nelle vie cittadine o nei parchi dei castelli
6) seven years is a symbolic period to indicate a punishment, a number often used in ballads to indicate a long period of apprenticeship. The concept of punishment and penance is proper to the Catholic religion which established the sacrament of confession.
 sette anni è un periodo simbolico per indicare una punizione, un numero utilizzato spesso nelle ballate per indicare un lungo periodo di apprendistato. Il concetto di punizione e penitenza è proprio della religione cattolica che ha istituito il sacramento della confessione.
7) in each village there was once a bell designed to be sounded vigorously in the event of an alert (an enemy attack, a fire) or to call people to gather
in ogni villaggio c’era una volta una campana preposta per essere suonata vigorosamente in caso di allerta (un attacco nemico, un incendio) o per chiamare la gente a raccolta

Gavin C Robinson

Doon by the greenwood sidie o

In the archives of Tobar an Dualchais we have at least 5 versions of the ballad recorded in Aberdeenshire, including that of Lucy Stewart (1952)
Negli archivi di Tobar an Dualchais sono registrate almeno 5 versioni della ballata raccolte nell’Aberdeenshire tra cui quella di Lucy Stewart (1952) 

Fiona Hunter in Cruel Mother, 2014 video directed and animated by Gavin C Robinson

Fiona takes up the version of Lucy Steward even if she learned it from her mentor Alison McMorland. In the video, the mother and children are depicted as stylized barn owls
Fiona riprende la versione di Lucy Steward anche se appresa dalla sua mentore Alison McMorland. Nel video la madre e i bambini sono raffigurati come dei barbagianni stilizzati nella faccia a cuore

Fiona Hunter – Cruel Mother from Gavin C Robinson on Vimeo.


I
It’s Logan’s wids an Logan’s braes
Whaur I helped ma bonnie lassie on wi her claes
first her hose an then her sheen
she’s gaen me the slip when I wis deen.
II (omitted)
She’s taen her cloak aboot her heid
An she’s gaun tae dae a gruesome deed
she’s gaun tae dae a gruesome deed
Doon by the greenwood sidie, o
III
She’s leaned her back against a thorn
an there she has twa bonnie bairnies born
there she has twa bonnie bairnies born
Doon by the greenwood sidie, o
IV
She’s taen her ribbon fae aff her hair
an she’s chokit them tho they grat sair
she’s chokit them tho they grat sair
Doon by the greenwood sidie, o
V
She’s dug a hole beside a tree/ an she’s beeriet them whaur there’s nane can see
she’s beeriet them whaur there’s nane can see
Doon by the greenwood sidie, o
VI
Four days and nichts she bore her bairn,
So that nane could meddle wi her gweed name;
Nane could meddle wi her gweed name,
Doun by the greenwood sidie O.
VII
Four days and nichts she grew wan and pale 
an what ailed her noo there’s neen could tell
what ailed her noo there’s neen could tell
Doon by the greenwood sidie, o
VIII
She’s lookit ower the castle waa/ an she’s seen twa bonnie bairnies playin af the baa
she’s seen twa bonnie bairnies playin af the baa
Doon by the greenwood sidie, o
IX
Oh bairnies bairnies if you were mine
a wid hae fed you the white coo milk and wine
a wid hae fed you the white coo milk and wine
Doon by the greenwood sidie, o
X
Oh mother, mother when we were thine
You didna feed us on he white coo milk and wine
You didna feed us on he white coo milk and wine
Doon by the greenwood sidie, o
XI
But you took a ribbon fae aff yer hair
an you chokit us tho we grat sair
you chokit us tho we grat sair
Doon by the greenwood sidie, o
XII
Oh bairnies bairnies come tell me truth
what’s the future are for you
what’s the future are for you
Doon by the greenwood sidie, o
XIII
While we two now in heaven do dwell
you’ve got tae face the fierce fires o hell
you’ve got tae face the fierce fires o hell
Doon by the greenwood sidie, o
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Fu nei boschi e nelle colline del Logan
dove aiutai la mia bella ragazza a vestirsi
prima il corsetto e poi la gonna
..
II
Si sollevò il mantello sulla testa
e andò a compiere il suo misfatto
andò a compiere il suo misfatto
nel bosco più profondo
III
Appoggiò la schiena ad un biancospino
e fece nascere due bei bimbi
due bei bimbi fece nascere
nel bosco più profondo
IV
Si levò il nastro di seta dai capelli
e li soffocò  con grande ..
li soffocò  con grande ..
nel bosco più profondo
V
Scavò una fossa sotto l’albero
e li seppellì dove nessuno potesse vedere
li seppellì dove nessuno potesse vedere
nel bosco più profondo
VI
Quattro giorni e notti portò …
affinchè nessuno potesse appropriarsi del suo buon nome, nessuno potesse appropriarsi del suo buon nome, nel bosco più profondo
VII
Quattro giorni  e notti divenne pallida e smunta
e quanto soffrì nessuno lo sa
quanto soffrì nessuno lo sa
nel bosco più profondo
VIII
Guardava dagli spalti del castello
e vide due bei ragazzi che giocavano alla palla
vide due bei ragazzi che giocavano alla palla
nel bosco più profondo
IX
“O bambini se foste miei
vi nutrirei di latte e vino
vi nutrirei di latte e vino
nel bosco più profondo
X
“Madre crudele, quando eravamo tuoi
non ci nutrivi con latte e vino
non ci nutrivi con latte e vino
nel bosco più profondo
XI
Ma prendesti un nastro dai capelli
e ci soffocasti  .. 
ci soffocasti  —
nel bosco più profondo
XII
O bambini, bambini ditemi la verità
quale sarà il futuro per voi
quale sarà il futuro per voi
nel bosco più profondo
XIII
Mentre noi due dimoriamo in paradiso
tu dovrai affrontare i tormenti dell’inferno
tu dovrai affrontare i tormenti dell’inferno
nel bosco più profondo

NOTE
scottish lyrics from Up Yon Wide and Lonely Glen (Elisabeth Stewart) with transcription of Fiona Hunter version
[Ho ancora alcune perplessità nella traduzione]

THE ROSE AND THE LINDSEY O/ DOWN BY THE GREENWOOD SIDE O

The most well-known version of the ballad. A kind of introduction is added to the story to contextualize it: the girl (sometimes the king’s daughter or in any case of noble origins) who lives in the foggy North was seduced by a courtier or a servant  (a false-lover who just wanted to have fun sexually with her). The version seems to derive from “The Lady of York“, according to some the original version of the ballad (or one of the older versions)
Forse la versione più conosciuta della ballata. Alla storia si aggiunge una specie di introduzione per contestualizzarla: la fanciulla (a volte figlia di re o comunque di nobili origini) che vive nel nebbioso Nord è stata sedotta da un cortigiano o un servitore (un false-lover che voleva solo divertirsi sessualmente con lei). La versione sembrerebbe derivare dalla “The Lady of York” secondo alcuni la versione originale della ballata (o una delle versioni più antiche)

Shirley Collins in “The Sweet Primeroses” (1960)
She writes in the liner notes of her album:” This cautionary ballad has everything, including one of the greatest of tunes. Ewan MacColl taught it to me when I was twenty. A flat, documentary opening, reporting a private act by conscience-torn young girl. Then the confrontation of the young mother by the ghosts of her murdered twin babies, and her damnation. The refrain has the quality of an incantation, raising one wretched human being to an archetype of remorse.” (from here)
Scrive nelle note di copertina dell’album: “Questa warning ballad ha tutto, incluso una grande melodia. Ewan MacColl me l’ha insegnata quando avevo vent’anni. Un inizio piano e documentario, che riporta il gesto privato di una giovane ragazza lacerata nella coscienza. Poi il confronto della giovane madre con i fantasmi dei suoi gemelli assassinati e la sua dannazione. Il ritornello ha la qualità di un incantesimo, innalzando un miserabile essere umano all’archetipo del rimorso.

Joan Baez, 1967
The melody takes up  Shirley Collins version


I
There was a fair maid lived in the north (1)
O the rose and the lindsey O (2)
O
She fell in love with her father’s serf
Down by the Greenwood sidey O 
He courted her for a year and a day (3)
Till he, the young girl, did betray (4)
She leaned her back up against the thorn (5)
And there she had two little babes born
She took her pen knife clean and sharp
And pierced those two babes to the heart
II
As she was walking her father’s hall
She spied two boys a-playin’ ball 
She said, “O babes if thou were’t mine
I’d dress you up in silk so fine”
“Ah, mother dear, when we were thine
You did not treat us then so fine”
She said, “Ah babes ‘tis you can tell
What kind of death I’ll have to die”
“Seven years (8)  a fish in the flood
Seven years a bird in the wood
Seven years a tongue in the mourning bell 
Seven years in the flames of hell”
“Welcome, welcome, fish in the flood
Welcome, welcome, bird in the wood
Welcome tongue in the mourning bell
God, save me from the flames in hell”
Traduzione italiano Cattia Salto
I
C’era un bella fanciulla che viveva nel Nord
la rosa e il giglio
che si innamorò di un servo di suo padre
laggiù nel bosco più verde
Lui la corteggiò per un anno e un giorno
finchè lui tradì la giovane ragazza
Appoggiò la schiena contro il biancospino 
e lì fece nascere due bambini
e prese il suo stiletto ben affilato
e trafisse quei due bimbi al cuore.
II
Mentre camminava verso il palazzo del padre
vide due ragazzi che giocavano alla palla
“O bambini se foste miei
vi vestirei con bella seta”
“Cara madre, quando eravamo tuoi
non ci trattasti così bene!”
“Ahimè, Bambini allora ditemi
di che morte devo morire”
“Sette anni come pesce nel fiume
sette anni come uccello nel bosco
sette anni come batacchio nella campana 
sette anni nelle fiamme dell’inferno.”
“Benvenuto pesce nel fiume
benvenuto uccello nel bosco
benvenuto batacchio nella campana,
ma che Dio mi salvi dalle fiamme dell’inferno”

NOTE
1) the North is more than a geographical place, it is a code word that warns the audience that something sad and dark is about to be told [il Nord è più di un luogo geografico è una parola in codice che avvisa gli ascoltatori che sta per essere narrato qualcosa di triste e oscuro]
2) Lindsay written in various ways could stand for “linseed” ie the seed of the flax which in English is called “flax”. Or more precisely a contraction or distortion of the word Linsey-Woolsey (which however in Scottish is said Wincey) lin is the archaic word for linen + wool or a coarse linen mixed fabric worn by peasants. On Mudcat (here) someone points out that the Scottish clan of Ó Loinn (O’Lynn, Lynn, Lind, Linn, Lynd, Lindsay), has as an emblem the rue and the linden, too bad that the Crest of the Clan is a swan that appears from a crown; however reading in the pages of the official site of the “Clan Lindsay Society” we read that the Tiglio is a tree that symbolizes the clan as well as the Ruta, defined as plant badge of the Clan. But if the singer wants to tell his audience that free love leads to unwanted pregnancies (and regret) he would have safely used the symbolism of rue. And besides “linden” is the name of the lime tree (without disturbing any clan emblem) and many are inclined to follow this translation. Malcom Douglas thus reports “Annie G Gilchrist (Journal of the Folk-Song Society VII (22) 1919, 82) conjectured that the ballad might have been brought to Britain by the Northmen ‘and continued,’ the” rose and the lindie suggests a corruption of a Norse refrain in which the word “rosenlund” occurs – “rosenlund” (literally rose wood) according to Dr Prior (Ancient Danish Ballads, Introduction, p xxxvi) being the exact equivalent of our “greenwood,” and, like it, the scene of many ballad adventures. ‘ Of course, that pre-supposes that the Danish forms of the story are older than British “.
A further meaning of the verse sees the term linen as a metaphor to indicate blond hair: “flaxen hair” or lint-white (in Scottish) is a shade of light yellow that tends to gold, so the verse is as if describing the girl from pale complexion and blond hair. Or it could be a cripple for lily: let’s not forget that in the Celtic ballads the rose is an inauspicious flower and the lily is the prefiguration of death
Lindsay scritto in vari modi potrebbe stare per “linseed” cioè il seme del lino che in inglese si dice “flax”. O più precisamente una contrazione o storpiatura della parola Linsey-Woolsey (che però in scozzese si dice Wincey) lin è la parola arcaica per lino + lana ossia un tessuto grossolano misto lino indossato dai contadini. Su Mudcat (qui) qualcuno fa notare che il clan scozzese degli Ó Loinn (O’Lynn, Lynn, Lind, Linn, Lynd, Lindsay), ha come emblema la ruta e il tiglio, peccato però che il Crest del Clan sia un cigno che spunta da una corona; tuttavia leggendo nelle pagine del sito ufficiale del “Clan Lindsay Society” si legge che il Tiglio è un albero che simboleggia il clan come pure la Ruta, definita come plant badge del Clan. Ma se chi canta vuole dire al suo pubblico che l’amore libero porta a gravidanze indesiderate (e al rimpianto) avrebbe utilizzato tranquillamente il simbolismo della ruta. E del resto “linden” è il nome del tiglio (senza scomodare nessun emblema di clan) e molti sono propensi a seguire questa traduzione. Malcom Douglas così riporta “Annie G Gilchrist (Journal of the Folk-Song Society VII (22) 1919, 82) ipotizzò che la ballata potesse essere stata “portata in Gran Bretagna dagli Uomini del Nord” e continua, ‘the “rose and the lindie” suggerisce la corruzione di un ritornello norvegese in cui  troviamo la parola “rosenlund” – “rosenlund” (letteralmente legno di rosa) secondo Dr Prior (Ancient Danish Ballads, Introduction, p xxxvi) è l’equivalente esatto del nostro “greenwood” e, come questo, la scena di molte  ballate.” Ovviamente, ciò presuppone che le forme danesi della storia siano più antiche di quelle britanniche “.
Un ulteriore significato del verso vede il temine lino come metafora per indicare i capelli biondi: “flaxen hair” o lint-white (in scozzese) è una sfumatura di giallo chiaro che tende al dorato, quindi il verso è come se descrivesse la fanciulla dal pallido incarnato e dai capelli biondi. O potrebbe essere una storpiatura per lily: non dimentichiamo che nella ballate celtiche la rosa è un fiore infausto e il giglio è la prefigurazione della morte
3) a year and a day is the duration of “trial” marriages with the Celts and to dissolve them it was enough for the couple to divide going in opposite directions on Beltane night  [un anno e un giorno è la durata dei matrimoni di “prova” presso i Celti e per scioglierli bastava che i due si dividessero andando in direzioni opposte nella notte di Beltane]
4) here the mention of a vague betrayal, in other versions they speak more explicitly of the advanced pregnancy that made the “suitor” run away  [qui si accenna ad un vago tradimento, in altre versioni si parla più esplicitamente della gravidanza in stato avanzato che ha fatto scappare il “corteggiatore”]
5) probably a blackthorn or hawthorn; we can deduce that we are at the beginning of the summer because with the May thorn, the arrival of Spring was celebrated since ancient times
[probabilmente un prugnolo o un biancospino; possiamo dedurre che siamo agli inizi della bella stagione poiché con lo spino del maggio si festeggiava fin dai tempi antichi l’arrivo della Primavera.]

Old Blind Dogs in “Legacy” (1995)
They record the album in only four: Ian F. Benzie voice and guitar, Jonny Hardie violin, Buzzby McMillian bass, Davy Cattanach percussion Registrano l’album solo in quattro Ian F.Benzie voce e chitarra, Jonny Hardie violino, Buzzby McMillian basso, Davy Cattanach percussioni

Based on the version found in the Child collection of Ballads”, it may well be a collation of several of the Child versions, but it’s really quite close to, for example, the version that Gordeanna MacCulloch learned from Norman Buchan, which in turn (according to Ailie Munroe, “The Folk Music Revival in Scotland”, 1984) is very much like the version in “Last Leaves of the Traditional Ballads and Ballad Airs” (Alexander Keith, 1925); I do wish that people would be a bit less mysterious in their sleeve-notes: we might then have some sort of idea where they got their material, and how much of it they made up themselves…”
Nelle note di copertina si legge: “Basato sulla versione trovata nella raccolta delle Ballate di Child, potrebbe essere una raccolta di diverse versioni di Child, ma è molto simile, ad esempio, alla versione che Gordeanna MacCulloch ha imparato da Norman Buchan, che a sua volta (secondo Ailie Munroe, “The Folk Music Revival in Scotland”, 1984) è molto simile alla versione di “Last Leaves of the Traditional Ballads and Ballad Airs” (Alexander Keith, 1925); Vorrei che le persone fossero un po’ meno misteriose nelle loro note di copertina: potremmo quindi farci un’idea da dove prendono il loro materiale, di quanto abbiano aggiunto per loro conto…


I
There was a woman lived in the north
Hey with the rose and the lindsey
O
She fell in love with her father’s serf
Down by the Greenwood sidey O
She’s coorted him for a year and a day
‘Til it’s her great belly did her betray
She’s leaned her back against a tree
Thinkin’ that she micht lichter be
she’s leaned her back against a thorn
bonnie’s the boys that she’ born
She’s ta’en oot her wee penknife
And she’s pit an end tae their sweet lives
She’s buried them ‘neath a marble stane
Thinkin’ tae gang a maiden hame
II
She’s lookit ower her faither’s wa’
She spied twa bonnie boys playin’ at the ba’
“Oh bonnie bairns gin ye were mine
I dress ye up in the silk sae fine
“Oh mither dear when we were thine
We nivver saw ocht o’ the silk sae fine”
“Oh bonnie bairns come tell tae me
Fit kind o’ a death I’ll hae tae dee”
“Seven years a bird in the wood
an’ seven years a fish in the flood
Seven years a turn tae the warnin’ bell
Aye but seven years in the caves o’ hell”
“Welcome welcome bird in the wood
Aye and welcome welcome fish in the flood
an’ welcome turn tae the warnin bell
God keep me oot o’ the flames o’ hell
Traduzione italiano Cattia Salto
I
C’era un donna che viveva nel Nord
evviva la rosa e il giglio
che si innamorò di un servo di suo padre 
laggiù nel bosco più verde
Lei fu corteggiata da lui per un anno e un giorno
finchè la grande pancia di lei la tradì
Si appoggiò di schiena ad un albero
pensando di alleggerirsi un po’,
si appoggiò ad un biancospino,
belli erano i bambini che fece nascere,
e tirò fuori il suo stiletto
e trafisse e mise fine alla loro piccole vite.
Li seppellì sotto a una pietra di marmo
pensando di ritornare a casa fanciulla.
II
Guardava oltre alle mura del palazzo del padre, e vide due bei ragazzi che giocavano alla palla
“O bei bambini se foste miei
vi vestirei con bella seta”
“Cara madre, quando eravamo tuoi
non ci hai trattato così bene!”
“Bambini allora ditemi
di che morte devo morire”
“Sette anni uccello nel bosco
sette anni come pesce nel fiume
sette anni come batacchio della campana(8),
sette anni nelle fiamme dell’inferno.”
“Benvenuto uccello nel bosco
benvenuto pesce nel fiume
benvenuto batacchio della campana,
ma Dio mi salvi dalle fiamme dell’inferno”


Part Three- terza parte continua

LINK
http://www.bluegrassmessengers.com/1history-symbol-and-meaning-in-the-cruel-mother.aspx

http://www.bluegrassmessengers.com/english-and-other-versions-20-the-cruel-mother.aspx
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_20
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thecruelmother.html
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/67142/6;jsessionid=F638B924A35919FA29C0E9ABFF279F62
http://www.bluegrassmessengers.com/the-cruel-mither–higgins-aberdeen-1973.aspx

https://www.springthyme.co.uk/ah03/ah03_11.htm
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=16241

Fair Maid in the Garden: la ballata di John Riley

Read the post in English

TITOLI: Fair Maid all in her Garden, There Was A Maid In Her Father’s Garden, Pretty, Fair Maid in the Garden, John Riley, Johnny Riley, The Broken Token, The Young and Single Sailor

La ballata è stata resa popolare con il titolo di John Reily da Joan Baez negli anni 60 (un bel po’ di gruppi la proposero in quel decennio tra cui Simon&Garfunkel, Judi Collins ): è una classica storia d’amore di probabili origini seicentesche, in cui la donna resta fedele al suo amante o promesso sposo partito per la guerra o imbarcato su un vascello. La canzone viene classificata come reily ballad  perchè è strutturata in forma di dialogo tra il protagonista (sotto mentite spoglie) in genere chiamato John o George, Willie o Thomas Riley (Rally, Reilly) e la donna, specchiato esempio di fedeltà, e spesso compare un segno di riconoscimento ad esempio un dono scambiato o un oggetto spezzato a metà (altri esempi: “Her mantle so green“, “The Banks of Claudy“).

When-All-the-World-was-Young-PyleNella maggior parte di queste storie l’uomo ritorna dopo molto tempo e, non riconosciuto dalla donna, mette alla prova la sua fedeltà corteggiandola. Ma la fanciulla rifiuta dicendo di non potergli dare il suo cuore perchè è in attesa del ritorno del suo vero amore. L’uomo così rassicurato, si rivela alla donna e i due coronano il loro amore con il matrimonio.
La storia richiama le figure archetipe di Ulisse e Penelope, quando Ulisse, che ritorna dopo vent’anni dalla guerra (e dalle sue peripezie nei mari) alla sua Itaca sotto mentite spoglie, non è riconosciuto dalla moglie, e la interroga per mettere alla prova la sua fedeltà. E’ anche un tipico tema da romanzo, sugli uomini che ritornano dalla guerra cambiati nel fisico e nella psiche o che sono palesemente un’altra persona, accettata nonostante tutto dalla moglie per lo più per motivi pratici; la moglie finisce poi per preferire questa nuova o diversa persona al precedente marito!

L’origine del tema nella balladry inglese e americana è stata identificata nella ballata seicentesca dal titolo “The constant maids resolution: or The damsels loyal love to a seaman” ritrovata sotto il titolo di “The Constant Damsel” nel “The Vocal Enchantress” (Dublino 1791) e in varie pubblicazioni americane ottocentesche sotto vari titoli. Molte sono le versioni testuali con piccole variazioni abbinate a diverse melodie

PRIMA MELODIA: JOHN RILEY

Pur essendo un brano tradizionale è stato accreditato a Rick Neff e Bob Gibson (dei Byrds, la versione americana dei Beatles), nell’album “Fifth Dimension” del 1966 (vedi): in realtà la canzone era già stata registrata dalla folk singer americana Joan Baez nel suo secondo album  pubblicato nel 1960 con il titolo di “John Riley“; le note riportano brano tradizionale, arrangiamento di Joan Baez, è la sua versione ad essere diventata uno standard.

Broceliande

Iernis


I
Fair young maid all in her garden,
strange young man passer-by, he said:
«Fair maid, will you marry me?».
This answer then was her reply:
II
‒ Οh, no, kind   sir, I cannot marry thee,
for I’ve a love and he sails the sea.
Though he’s been gone for seven years,
still no man shall marry me.
III
‒ What if he’s in some battle slain
or if he’s drowned in the deep salt sea?
What if he’s found another love
and he and his love both married be?
IV
‒ Well, if he’s in some battle slain
I will die when the moon doth wane.
And if he’s drowned in the deep salt sea,
then I’ll be true to his memory.
V
And if he’s found another love
and he and his love both married be,
I wish them health and happiness,
where they dwell across the sea.
VI
He pickes her up in his arms so strong
and kisses gave her: One, two, three.
‒ Say weep no more, my own true love,
for I’m your long-lost John Riley!
traduzione italiano Cattia Salto
I
Una bella giovane fanciulla era nel giardino
e un giovane forestiero le venne vicino
“Bella fanciulla, vuoi sposarmi?”
e con questa risposta replicò
II LEI
“Oh no, gentile signore, non posso sposarvi
Poiché io ho un amore per mare,
anche se è via ormai da sette anni, (1)
e non sposerò nessun altro uomo”

III LUI
“E se lui fosse stato ucciso in qualche battaglia
o annegato negli abissi salati dell’oceano,
o magari avesse trovato un altro amore
e si fossero sposati? ”
IV LEI
“Se è deceduto in qualche battaglia
io morirò al calar della luna
e se lui è annegato negli abissi salati dell’oceano,
sarò fedele alla sua memoria.
V
E se ha trovato un nuovo amore
e si è sposato con un’altra,
auguro loro salute e felicità,
ovunque vivano aldilà del mare ”
VI
Lui la prese tra le sue forti braccia
e le diede uno, due e tre baci
“Non piangere
più, amore mio
perchè io sono il tuo a lungo perduto John Riley”

NOTE
1) sette è un numero ricorrente nelle ballate per indicare la durata di una separazione. Il riferimento al numero sette non è casuale: è un numero magico o simbolico legato alla morte o al cambiamento. Un tempo la ferma del servizio militare durava sette anni, se un marito partiva per la guerra e non tornava entro i sette anni, la moglie poteva risposarsi.

seconda parte continua

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=15555
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=67277