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Terre Celtiche Blog

Cantè bergera: La fidanzata infedele

[Nigra 34; trad.]

Cantè Bergera è il titolo convenzionale con cui viene chiamata la ballata tradizionale piemontese “La fidanzata infedele” ovvero “L’adultera” collezionata da Costantino Nigra nel suo fondamentale “Canti popolari del Piemonte” (1888) –Nigra #34 (da non confondersi invece con la ben più popolare “Bergera” a tema pastorale.

Cantè bergera: “ho ucciso colei che tanto amavo!”

Cantè Bergera - moglie infedele - il principe trafigge la bella con la spada
La fidanzata infedele

Cantè Bergera è il tema esemplare dell’infedeltà della moglie/fidanzata, una murder ballad più o meno truculenta in cui il marito cornuto uccide amante, moglie ed anche il figlioletto dalla incerta paternità. (vedasi ad esempio Prinsi Raimund)
Costantino Nigra raccoglie due testi, la versione A da Torino con tre varianti dalle Colline di Torino e del Canavese secondo questa trama: il principe viene da Lione per sposare la fidanzata, incontra una pastorella e la esorta a cantare. La pastorella gli canta la notizia che la sua promessa sposa ha appena partorito un bambino. Incontro al principe si presenta la sorella perchè la puerpera è ancora a letto dopo le doglie del parto. Ma il principe riconosce l’inganno e pretende di vedere la sua promessa sposa, dalla quale vuole conoscere la verità. Lei confessa di aver dormito per tre notti con il Principe d’Olanda. Il Principe di Lione trafigge il cuore della bella con la spada e poi dice al suo paggio di essere molto dispiaciuto di averlo fatto perchè in cuor suo tanto l’amava!

Come già in tanta balladry anglosassone con veri o presunti tradimenti “il cornuto” deve lavare l’onta con il sangue, così imponeva il codice d’onore, ma in alcune ballate traspare il senso di colpa dell’omicida, vuoi perchè più anziano e saggio, o perchè d’indole più mite.
Alla trama principale si aggiunge il “corollario” dell’infanticidio, sviluppato però solo in alcune delle versioni francesi/bretoni: è nelle lezioni bretoni che la madre uccide il bambino per nascondere la sua colpa (ma prima lo battezza).

Cantè bergera: la versione edulcorata

Nella versione della Teresa Viarengo il finale invece è completamente diverso, il Principe si comporta da gran signore, ripudia la dama e va a farsi incoronare Re di Lione. Morale della favola: se sei fidanzata con un principe non tradirlo con un conte, non diventerai mai regina!

Betti Zambruno & Bärtavela

“Canté, bergéra (1), canté culla cansun,
Cula là che vui cantavi venèndo da Liun”
“O sì, sì sur prinsi, o sì sì la canterò
ma la vostra gentil dama, l’à ‘vu tant un bel fiò”
“O no, no bergéra, ma no, no, di pa lu lì,
no, no bergera, la mia gentil dama l’à fai nesun marì”
E la sua mamma, ca l’éra lì al balcun,
L’à vist el signor prinsi, ch’ l’avniva da Liun.
“O ausévi , dama o ma ausévi d’ant el let
‘ndé incuntra al signur prinsi, che da Liun al ven”
“O no, no, o mamma, o no, no, pos pa levé
mandé mìa suréla, ch’ ma smìa tuta a mi”
E l’è ‘l signur prinsi, che da luntàn l’à vista venir
“Cula lì l’é pa la dama che mi cunvèn a mi”
“O ausévi, o dama, o ma ausévi d’ant el let
o che vòstra suréla la turna già andaré”
“O dimmi, o dama, o dimi ‘n po la verità
ti sì pa pu la dama cunfurma t’o lasà”
“O si, si sur prinsi, la verità la voi ben dì,
il cònte delle rose set ani l’o servì (2)”
“O vatne o dama, o ma vatne ai to castéi
e mi m’ na vagh an Fransa a fémi incuruné”

“Cantate pastora, cantate quella canzone,
quella che cantavate venendo da Lione”
“O si, si signor Principe, o si si la canterò,
ma la vostra gentil dama ha partorito un bel bimbo”
“O no no pastora, o no no non dice così,
no, no pastora la mia genti dama non si è sposata”
E la sua mamma che era al balcone
ha visto il signor Principe che veniva da Lione.
“O alzatevi, madama, o ma alzatevi dal letto
e andate incontro al signor Principe che viene da Lione”
“O no, no mamma, o no no, non riesco ad alzarmi
mandate mia sorella, che mi assomiglia tutta”
E il signor Principe che l’ha vista arrivare da lontano
“Quella lì non è la mia dama”
“O alzatevi madonna alzatevi dal letto,
che la vostra sorella è già ritornata indietro”
“O ditemi madama, ditemi un po’ la verità
non siete più la dama come vi ho lasciato”
“O si, si signor Principe, vi dirò tutta la verità,
ho servito il Conte delle Rose per sette anni”
“O vattene, madama, vattene ai tuoi castelli
e io me ne vado in Francia a farmi incoronare”

NOTE (trascrizione in piemontese ancora da revisionare)
1) l’esortazione a cantare la canzone viene dal signor Conte. L’espediente è tipico delle ballate in cui si cerca di coinvolgere emotivamente il pubblico
2) come concubina. I sette anni vogliono forse avvertire l’ascoltatore che il Principe è stato occupato a far la guerra!

LINK
https://www.piemunteis.it/wp-content/uploads/34.-La-fidanzata-infedele.pdf

Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog

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