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Terre Celtiche Blog

St Kilda e i suoi canti perduti, l’isola ai confini del Mondo

St Kilda è un minuscolo arcipelago (Hirta, Borerary, Soay e Dùna) a occidente delle Ebridi Esterne, (ben 64 km di oceano) così isolato da essere proprio ai Confini del Mondo.

St Kilda
St Kilda
Borerary

Scrive Wikipedia “L’intero arcipelago è di proprietà del National Trust for Scotland, e, nel 1986, è diventato uno dei quattro Patrimoni dell’umanità scozzesi. Si tratta uno dei pochi patrimoni al mondo a essere considerati contemporaneamente ‘naturale’, ‘marino’ e ‘culturale’

Un po’ di storia

L’arcipelago di St Kilda è stato abitato fin dal Neolitico, si favoleggia fosse la dimora delle Amazzoni.
Nel Medioevo a Hirta, l’isola più grande, si formò un nucleo di una ventina di case, costruite in pietra con tetti in paglia, nel tipico stile delle Ebridi. Nel 1834 il villaggio medievale a ridosso dell’altura venne abbandonato e si costruirono una trentina di case nella piana della baia, ma anche ai tempi della sua massima espansione la popolazione sull’isola non superò mai le 180 unità. Gli abitanti praticarono l’antica religione druidica fino al 1822, poi arrivò il reverendo John MacDonald… e il Cristianesimo piantò la sua bandierina anche su questo lembo sperduto di terra.

An Comhradh (The Conversation)

Alexander Carmichael si recò a Hirta nel 1865 per incontrare l’anziana Effie MacCrimmon (Oighrig NicCruimein) e nel suo Carmina Gadelica (1900) pubblicò tre canti dell’isola: Iorram Hirteach / St Kilda Lilt, Cha B’e Sgioba na Faiche / It was no Crew of Landsmen e Òran Luathaidh Iortach / St Kilda Waulking Song. L’anziana signora ricordava ancora una poesia composta dai suoi genitori quando si frequentavano come fidanzatini.

Esan:
Is tu mo smùidein, is tu mo smeòirein,
Is mo chruit chiùil sa mhadainn bhòidhich!
Ise:
M’eudail thusa, mo lur ‘s mo shealgair,
Thug thu ‘n dé dhomh ‘n sùl ‘s an gearrbhall

Il popolo degli uccelli di St Kilda

Catturare uccelli e raccoglierne le uova era un’attività pericolosa, ma imprescindibile per la sopravvivenza degli isolani.
Durante i mesi primaverili ed estivi, gli uomini si arrampicavano a piedi nudi lungo le ripide pareti rocciose, sostenuti da corde e con delle lunghe pertiche con cui andavano a “pesca” di uccelli.

Dagli uccelli marini (pulcinelle di mare, sule e alche) gli isolani ricavavano un sacco di risorse, non solo alimentari: con le piume imbottivano cuscini e coperte, dagli stomaci dei fumari ricavavano un olio usato sia come combustibile che come medicina, dalla pelle della sula ci facevano le scarpe.

Leac na Gàdaig / On a cliff-edge
(Hion dail-a horo hì)

Joan MacKenzie nativa di Lewis cantava fin dagli anni ’60 questa canzone di St Kilda: una ragazza in età da marito, lamenta che il corteggiatore non le abbia ancora donato un cesto di uova. Sarebbe disposta anche a dargli una mano reggendogli la corda sopra la scogliera di Gàdag.

Il coro non-sense imita il richiamo degli uccelli marini.

Seònag Nic Coinnich (Joan MacKenzie)
in Seonag Niccoinnich, 1999

Hion dail-a horo hì hù hion dail-a là,
hion dail-a horo hì hu-ru-ru-i, hu-ru-ru-i,
hion dail-a horo hì hù hion dail-a là
Tha fleasgach anns a’ bhaile seo
ris an can iad Dòmhnall,
’s ged gheibheadh e ’n saoghal
gu saoithricheadh e mòine. 

Is ged a bhithinn bruidhinn riut
’s a’ brìodal riut an còmhnaidh,
cha tugadh tu na h-uighean dhomh
nuair shuidheadh tu Didòmhnaich. 

Is truagh nach robh mo leannan
ann an ìochdar Leac na Gàdaig,
acainn air a smioradh agus
mise bhith gu h-àrd oirr’.

[He:
Thou art my turtle-dove, thou art my mavis,
Thou art my melodious harp in the sweet morning
She:
Thou are my treasure, my lovely one, my huntsman,
Yesterday thou gavest me the gannet and the auk.]

versione italiana

[Lui:
Tu sei la mia tortorella, tu sei il mio tordo,
Tu sei la mia melodiosa arpa nel dolce mattino
Lei:
Tu sei il mio tesoro, mio amato, mio cacciatore (1),
Ieri mi hai dato la sula e l’alca]

NOTE
1) nessun corteggiamento dell’isola era completo senza il dono all’amata di una cesta d’uova. Il corteggiatore doveva dimostrare insieme al suo coraggio, la capacità di mantenere una moglie!

La cattura con una lunga pertica e il laccio di un uccello marino.. su una scogliera a strapiombo sull’oceano
Mairi Morrison & Alasdair Roberts in Urstan 2012
St. Kilda, la sua gente e gli uccelli (1908) – estratto

Immagini dal Passato

Il primo filmato che ho trovato su Hirta è del 1908 della British Patè (senza audio), vediamo le isole e gli abitanti durante le loro occupazioni quotidiane.


Nel 1928 venne documentata con un filmato (ancora un bellissimo bianco e nero) la missione di soccorso che, partita da Glasgow approdò a St Kilda per portare cibo e assistenza medica agli abitanti, dopo nove mesi d’isolamento. Nel filmato anche spezzoni dell’isola di Hirta ripresi nel 1923 (cf)

prima parte
seconda parte

L’esodo: 1930

Di fatto isolato dalla terra ferma per buona parte dell’anno, il piccolo arcipelago di St Kilda è stato abbandonato nel 1930 (erano rimasti in 36). L’anno dopo venne acquistato dal marchese di Bute (appassionato ornitologo), che alla sua morte nel 1957 lo cedette al National Trust for Scotland.
Nel 1967 Christopher Mylne girò un filmato per la National Trust for Scotland sull’isola dal titolo St. Kilda, The Lonely Island. Il filmato della durata di 36 minuti è visibile cliccando sul link
St. Kilda, The Lonely Island

Il video-documentario della Thames Television risale invece al 1972 e vengono intervistati alcuni ex-isolani. Si intervallano ai dialoghi anche alcuni canti dell’isola

St Kilda ultimi isolani
ex-isolani ritornano a St Kilda in gita

Oggi l’arcipelago è di proprietà del National Trust for Scotland, su Hirta ci attraccano i battelli autorizzati per una rapida visita, e solo alcuni fortunati (e autorizzati) possono fermarsi a campeggiare. Il campeggio in Scozia è libero ma responsabile.

Suoni dal Passato

An bhanais Iortach (St. Kilda wedding)

Il brano è trascritto nella collezione del capitano Simon Fraser (The Airs and Melodies Peculiar to the Highlands of Scotland and the Isle, 1816 – l’archivio digitale da scaricare qui).
Una musica di festa per un giorno speciale. Gente portata al canto e che amava la musica, gli isolani di Hirta, senonchè le cose cambiarono con l’arrivo del rev John MackaySfortunatamente Mackay, nuovo ministro della Libera Chiesa di Scozia, era un religioso zelante che fece di tutto per distruggere lo stile di vita locale. Introdusse un’usanza secondo cui la domenica bisognava assistere obbligatoriamente a un sermone di due o tre ore. ” (da Wikipedia)
Era il 1865 e per ben 24 anni gli isolani “sopportarono” il loro Ministro della Chiesa libera di Scozia, in quel ventennio l’allegria durante la celebrazione di un matrimonio era bandita!!

Un triste matrimonio

Ecco la testimonianza di Kenneth Campbell (1862-1929) che fu maestro di scuola sull’isola nell’anno tra il 1884 e il 1885.

St Kilda scolari 1886-7
Scolari di St Kilda con il loro maestro anno 1886-7

About 4 in the afternoon I noticed a party of 4 people pass on their way to church. With bent heads & solemn faces they paced slowly & humbly on their way. Eager to see something more of this serious affair I followed to the church where I was soon joined by some others of the people who having been at work in the fields had thrown down their implements & come to church barefoot as usual.,,
Now comes the minister who starts a long solemn discourse, admonishing, warning, advising. When he had married them to their own & his satisfaction they marched out of church as solemnly as they had entered, looking neither to the right or left. No handshakings! no congratulations! One could not help wondering what a funeral would be like when a marriage could be so miserable an affair.

Verso le 4 del pomeriggio ho notato che un gruppo di 4 persone passava per andare in chiesa. Con la testa china e le facce solenni, camminavano lentamente e umilmente. Ansioso di vedere qualcosa di più di questa seria vicenda, li seguii in chiesa dove fui presto raggiunto da altre persone che, essendo state al lavoro nei campi, avevano posato i loro attrezzi ed erano venute in chiesa scalzi come al solito. ..
Ora arriva il ministro [rev John Mackay] che inizia un lungo discorso solenne, ammonendo, avvisando, consigliando. Dopo averli sposati con la loro e la sua soddisfazione, essi uscirono dalla chiesa solennemente come erano entrati, senza guardare né a destra né a sinistra. Niente strette di mano! Niente complimenti! Non si può fare a meno di chiedersi come sarebbe un funerale, quando un matrimonio era stata una faccenda così miserabile.

Il maestro prosegue poi con la descrizione dei “festeggiamenti”:

Arrived at the manse, we had tea. Nobody spoke. For my part I was afraid to speak, but at last in desperation I hazarded the question where the married party intended to spend their honeymoon.
At last, whether inspired by the tea I know not, but the bridegroom made a remark about the birds. Looking around the table I saw the bridesmaid busy untying her parcel, while the groomsman was quite as busy with his on the other side. After some tugging and a vigorous use of front teeth, the one brought to light three large oatcakes that had been prepared for the occasion, while the other produced a large piece of mutton & some cheese.

The groomsman had to do the carving. With pocket knife in hand he succeeded in cutting [&] passing around a rib with its attachments to each of us.
After some more edifying talk about the birds, eggs, feathers, and the weather we went home & heard no more of the marriage.

Arrivati alla canonica, abbiamo preso il tè. Nessuno ha parlato. Da parte mia avevo paura di parlare, ma alla fine, disperato, azzardai la domanda su dove i coniugi intendessero trascorrere la luna di miele.
Alla fine, se ispirato dal tè non lo so, ma lo sposo ha fatto un’osservazione sugli uccelli. Guardando verso il tavolo ho visto la damigella d’onore impegnata a slegare il suo pacco, mentre il testimone dello sposo era altrettanto occupato con il suo dall’altra parte. Dopo un po’ di strattoni e un vigoroso uso dei denti anteriori, l’uno ha portato alla luce tre grosse torte d’avena che erano state preparate per l’occasione, mentre l’altra ha prodotto un grosso pezzo di montone e un po’ di formaggio.

Il testimone dello sposo doveva fare le parti. Con il suo coltellino è riuscito a tagliare e servire una costoletta a testa. Dopo qualche edificante discorso sugli uccelli, le uova, le piume e il tempo siamo tornati a casa e non abbiamo più sentito parlare del matrimonio.

Ossian in “St. Kilda wedding” (1997)
“St. Kilda Wedding / Perrie Werrie/The he Honourable Mrs. Moll’s Reel”
Alasdair Fraser & Natalie Haas in “Fire & Grace” 2004
“St. Kilda Wedding / Brose And Butter”
spartito An bhanais Iortach
spartito An bhanais Iortach

An Long Hirteach (St Kilda Mail-Boat) 2004

An Long Hirteach - St Kilda Mail-Boat

Nel 2002 Anne Lorne Gillies, in qualità di conferenziera e concertista, si trovava a bordo di una crociera per le isole Ebridi, organizzata dal National Trust for Scotland.
Quando la nave ormeggiò a Hirta cantò alcune canzoni dell’isola accompagnata da Rhona McKay (arpa celtica) e dal flautista Eddie McGuire.

Qualche anno dopo venne alla luce il CD “An Long Hirteach (St Kilda Mail-Boat)” a cui partecipano anche Stephen Adam (tastiere e violoncello), Ben Edom (chitarra, voce e bodhrán) e Duncan MacColl (pipes e chitarra): 20 canzoni che parlano d’amore ovviamente e canti di lavoro (tra cui le waulking song) ma anche squarci di storia dell’isola, incidenti e disgrazie, navigazioni straordinarie, ringraziamenti alle pecore e alle barche!

Message in a “bottle”

St Kilda Mailboat:
una pezzo di legno sagomato a barchetta
e contenente il messaggio di soccorso,
viene assicurato a una vescica di pecora
gonfiata come un palloncino,
saranno i venti e le correnti a trasportarla verso le coste

Il titolo St Kilda Mailboat si deve all’usanza degli isolani di inviare “messaggi in bottiglia” verso le coste della Scozia, trasportati dalle correnti marine e dai venti, (che potevano però finire in Norvegia). In occasione del lancio dell’album Duncan MacColl intagliò una piccola barca, grande abbastanza da contenere il CD che venne “varata” da Hirta.

In uno dei sampler allegati a Keltia sono state inserite due tracce “Cas na caora Hirtich o/The St Kilda Sheep’s Shank”, pezzo di puirt-a-buil, che decanta le qualità delle pecore di St Kilda; e “’S truagh a Righ nach mi bha thalland o/I Wish I was Over There”, in cui una ragazza sogna di raggiungere il suo amato emigrato, nella speranza di una migliore occasione di vita.

Scrive Alfredo De Pietra nella recensione dell’album
Non si tratta, tuttavia – è bene precisarlo – di archeologia musicale: i settanta minuti di An Long Hirteach/St Kilda Mailboat contengono una musica che sa di antico, ma arrangiata in modo particolarmente convincente: si avvertono nettamente il senso di rispetto con cui i musicisti si sono avvicinati a questo materiale sonoro, il desiderio di proporre senza stravolgere, la voglia di far rivivere queste melodie.

Dobbiamo infine aggiungere a tutto ciò una sensazione personale: si dibatte, e si dibatterà sempre, sul significato del termine “celtico” riferito alla musica; bene, ascoltando questo album abbiamo avvertito in maniera netta (molto più che in tante altre occasioni) la percezione di un qualcosa di indefinibilmente ancestrale, che rimanda in qualche modo alle origini della civiltà celtica, nella sua più autentica peculiarità.

Purtroppo nemmeno su Spotify ho trovato traccia del CD (spero che prima o poi a qualcuno verrà l’idea di pubblicarlo su YouTube!)

The Lost Songs of St Kilda

“Lost Songs of St Kilda” è un progetto musicale più recente (2016) concretizzatosi in un album sulle musiche tradizionali di St Kilda.

Tra gli isolani che abbandonarono l’isola nel 1930 c’era anche un musicista che insegnò a un ragazzo di nome Trevor Morrison le musiche dell’Isola. Quel ragazzo nel 2006 era un vecchio ospite della Silverlea Care Home di Edimburgo e ancora suonava sul pianoforte della sala comune le musiche imparate da ragazzo. Tra i volontari nella residenza c’era Stuart McKenzie che, incuriosito dalla musica lo registrò. Nel 2010 Trevor Morrison suonò anche davanti a Fiona Pope della Decca Records in visita. E arriviamo al 2016 quando Fiona Pope si affida ad alcuni importanti compositori contemporanei scozzesi per reinterpretare le musiche di Trevor Morrison registrate nel 2006.

Hirta
Soay

LINK
http://news.bbc.co.uk/earth/hi/earth_news/newsid_9190000/9190062.stm
https://www.nts.org.uk/visit/places/st-kilda
https://movingimage.nls.uk/film/0911
https://movingimage.nls.uk/film/0418
https://archive.org/details/airsmelodiespecu00fras
http://imslp.org/wiki/The_Airs_and_Melodies_Peculiar_to_the_Highlands_of_Scotland_and_the_Isles_(Fraser,_Simon)
http://carmichaelwatson.blogspot.com/2009/12/st-kilda-wedding-iii.html
http://carmichaelwatson.blogspot.com/2009/11/st-kilda-wedding-i.html
http://carmichaelwatson.blogspot.com/2009/10/it-was-express-purpose-of-garnering.html
https://www.research.ed.ac.uk/portal/files/13185766/WISEMAN_To_have_kissed_a_St_Kilda_lassie.pdf
https://digilander.libero.it/alfstone/anne_lorne_gillies.htm
http://www.musicweb-international.com/classrev/2004/July04/St_Kilda.htm#ixzz6ZBapnxxk
https://www.lostsongsofstkilda.com/


Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog

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