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Terre Celtiche Blog

Four Green Fields

Macha Curses The Men Of Ulster – Stephen Reid (1904)

Four Green Fields è una canzone di protesta irlandese scritta nel 1967 da Tommy Makem entrata nel repertorio e nei concerti di molti musicisti folk irlandesi.
La donna di cui parla la canzone è la signora Katty Hualloghan – Cathleen o Kathleen Nì Houlihan-, padrona di quattro campi verdi (cioè le quattro province in cui era divisa storicamente l’Irlanda). Il nome è anche il titolo di una opera teatrale di W.B. Yeats e Lady Augusta Gregory ambientata nel 1798.

Cathleen mitica regina d’Irlanda è una dea-guardiana che appartiene alla terra, la personificazione della dea Ana (iath nAnann -la terra di Ana) costretta all’esilio dai troppi stranieri che l’hanno vilipesa e che vaga in cerca di aiuto, così è una dea decaduta, povera, invecchiata, scacciata da casa. Ma è pur sempre una dea e ancora chiede sacrifici umani, incanta i giovani uomini e li convince a dare la vita per amor suo: la Cathleen di Yeats ringiovanisce poi nutrendosi del sangue degli eroi. (continua)

Tommy Makem
The Kilkennys

“What did I have?” this proud old woman did say.
“I had four green fields, each one was a jewel.
‘Till strangers came, and tried to take them from me.
I had fine, strong sons.
They fought to save my jewels.
They fought and they died,
and that is my grief” said she 

“Long time ago” said the fine old woman,
“Long time ago” this proud old woman did say.
“There was war and death, plundering and pillage.
My children starved, from mountain, valley and sea.
And their wailing cries, they reached the highest heavens.
And my four green fields
ran red with their blood.” said she 

“What have I now?” said the fine old woman
“What have I now?” this proud old woman did say.
“I have four green fields, one of them’s in bondage.
In stranger’s hands, who tried to take it from me.
But my sons have sons, as brave as were their fathers.
And my fourth green field will bloom once again” said she.

“Che cosa avevo?”, disse fiera quella vecchia.
“Avevo quattro verdi campi, e ognuno era un gioiello.
Finché non vennero gli stranieri e tentarono di prendermeli.
Avevo dei figli belli e forti.
Combatterono per salvare i miei gioielli.
Hanno combattuto e sono morti,
e questa è la mia pena”, disse.

“Tanto tempo fa”, disse gentile quella vecchia,
“c’erano guerra e morte, razzia e distruzione.
I miei figli, dei monti, delle valli e del mare,
morirono di fame.
E le loro grida strazianti raggiunsero l’alto dei cielo.
E i miei quattro verdi campi
si fecero rossi del loro sangue”, disse.

“Che cosa ho adesso?”, disse gentile quella vecchia
“Che cosa ho adesso?”, disse fiera quella vecchia.
“Ho quattro verdi campi, uno è in servitù (1)
nelle mani di stranieri che hanno tentato di prendermelo.
Ma i miei figli hanno figli coraggiosi come i loro padri.
E il mio quarto verde campo tornerà a fiorire”, disse.

Versione italiana di Riccardo Venturi (da Antiwarsongs.org)
NOTE
1) L’Ulster che è rimasto sotto il dominio britannico

Tiziano Sclavi per il fumetto di Dylan Dog ha pubblicato la vignetta con un chitarrista di strada che canta la versione italiana “La ballata di Lillie” messa in musica da Anto-n.i.o

Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog. Ha iniziato a divulgare i suoi studi e ricerche sulla musica, le danze e le tradizioni d'Europa nel web, dapprima in maniera sporadica e poi sempre più sistematicamente sul finire del anni 90 tramite il sito dell'associazione L'ontano [ontanomagico.altervista.org]

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