Dicey Riley has taken to the sup

“Dicey Riley” is a traditional Dublin song /Dublin street ballad) about a girl who likes the drink – which in Irish is a euphemism for a person with big drinking problems. So ironically the name “Dicey Riley’s” appears on many Irish-style pub signs!
Mrs. Riley or Reilly is nicknamed “dicey” an adjective that indicates risk and danger. The definition however contrasts with the description of her summary image: an old alcoholic prostitute, yet not hardened by life because she is compared to a “heart of the rowl“(see note 4).
“Dicey Riley” è una canzone tradizionale di Dublino che parla di una ragazza alla quale piace bere un goccetto – che in irlandese è un eufemismo per indicare una persona con grossi problemi con il bere. Così ironicamente il nome “Dicey Riley’s” compare su molte insegne di pub in stile irish!
La signora Riley o Reilly è soprannominata “dicey” un aggettivo che indica il rischio e il pericolo. La definizione però contrasta con la descrizione della sua immagine complessiva: una vecchia alcolizzata che probabilmente è anche una prostituta, eppure non indurita dalla vita perchè è paragonata ad un “heart of the rowl” che ho tradotto in italiano con una espressione dallo stesso significato ossia “pezzo di pane” (vedi nota 4).

montoThere is no information on the origin of the song, certainly it was recorded in the 50s by Dominic Behan, who added some verses to the traditional ones in circulation for Dublin, other verses were also added by Tom Munnelly. Dominic continues the story by describing the woman on the avenue of the sunset, in the “Dominic Behan Sings McCafferty” 1958 the liner notes report: Dicey Riley: Dicey, Maggie, Biddy, Lizzy. All Riley’s. Who was she? Probably some old soul sick and tired of eking out an existence, and now, in the last stages of despair, driven to accept the warm glow of a public-house in preference to the cold ugliness of an empty tenement grate. For two-pence halfpenny, she can sit in Brady’s Butt Bridge hostelry, idly contemplating her pint of Porter, listening to the dreams of other displaced ‘Dubliners’, unaware that some Music Hall script-writer is preparing to caricature their innocent conversation for Dan Lowry’s, or the Queen’s Theatre.”
Non ci sono informazioni sull’origine della canzone, di certo è stata registrata negli anni 50 da Dominic Behan, che ha aggiunto alcune strofe a quelle tradizionali in circolazione per Dublino, altri versi sono stati aggiunti anche da Tom Munnelly. Dominic prosegue la storia descrivendo la donna sul viale del tramonto, nel “Dominic Behan Sings McCafferty” 1958 le note di copertina riportano: “Dicey Riley: Dicey, Maggie, Biddy, Lizzy. Tutte di Riley. Chi era? Probabilmente una vecchia anima malata e stanca di guadagnarsi da vivere, e ora, all’ultimo stadio della disperazione, spinta ad accettare la calda luce di un pub piuttosto della freddezza brutale di un vuoto alloggio in un casermone. Per pochi centesimi, lei può sedersi nella taverna di Brady, il Butt Bridge, pigramente contemplando la sua pinta di Porter, ascoltando i sogni di altri “dublinesi” sfollati, ignari che alcuni sceneggiatori di Music Hall sono pronti a scrivere la caricatura della loro innocente conversazione per Dan Lowry o per il Queen’s Theatre.”

Little or nothing is known about the origin of this song but probably it’s from late nineteenth or early twentieth century (as Dominic says in the notes “the author could be your grandfather”) when Dublin was a city of 400,000 inhabitants of which 90,000 were workers exploited and unemployed with very poor or extremely poor families.At that time Dublin was known to have the greatest city of sex, the Monto, between 1860 and 1920.
Se poco o niente si sa sulla provenienza della canzone è ipotizzabile che sia quantomeno di fine Ottocento o inizi Novecento (come dice Dominic nelle note “l’autore potrebbe essere tuo nonno“) quando Dublino era una città di 400.000 abitanti di cui 90.000 erano lavoratori sfruttati e disoccupati con famiglie numerose decisamente povere o poverissime. A quel tempo Dublino era nota per avere tra il 1860 e il 1920, la più grande città della del sesso, il Monto.

DUBLIN TENEMENTS [I DORMITORI POPOLARI DI DUBLINO]

Prostitution and alcoholism were the rule such as high mortality due to malnutrition, poor hygiene standards and lack of medical care and medicine. From the report of the commission of government inquiry established in 1913 to study the problem of living conditions of the popular classes we read about the existence of many tenements or buildings in the city center that were once Georgian ones, inhabited by the middle and upper middle classes, buildings transformed into late nineteenth and early twentieth century in popular dormitories. Tenements composed of “seven or eight rooms, each one destined for a family, which together house between forty and fifty people“, and again “a room of 3 square meters, without any furniture, in which a family of 9 people, among which 7 children, slept without blankets on the ground on a heap of straw that would not have been enough for a cat ». 
Prostituzione e alcolismo erano la regola come l’alta mortalità dovuta alla denutrizione, alle scarse norme d’igiene e alla mancanza di assistenza medica e di medicine. Dal rapporto della commissione d’inchiesta governativa istituita nel 1913 per studiare il problema delle condizioni di vita delle classi popolari si legge dell’esistenza di molti tenements ovvero caseggiati del centro città che un tempo erano edifici georgiani abitati dalla media e alta borghesia e trasformati a fine ottocento e inizi novecento in dormitori popolari. Tenements composti da «sette o otto stanze, ognuna destinata a una famiglia, che ospitano in totale tra le quaranta e le cinquanta persone», e ancora «una stanza di 3 metri quadrati, senza alcun mobilio, in cui una famiglia di 9 persone, tra cui 7 bambini, dormiva senza coperte per terra su un cumulo di paglia che non sarebbe bastato a un gatto». continua

POOR OLD DICEY RILEY

Dominic Behan in “Down by the Liffeyside” 1960.

The Dubliners in More of the Hard Stuff 1967

or the version in The Dubliners’ Guide to Dublin City [la versione nel video su Dublino]


CHORUS
Oh, poor old Dicey (1) Reilly
she has taken to the sup (2)

Oh, poor old Dicey Reilly
she will never give it up
For it`s off each morning to the pop (3)
And then she’s in for another little drop
Ah, the heart of the rowl (4) is Dicey Reilly
I
She walks along Fitzgibbon Street (5)
with an independent air
And then it’s down by Summerhill (5)
and see the people stare
She says “it’s nearly half past one
And it’s time I had another little one”
Ah, the heart of the rowl is Dicey Reilly
II
Long years ago when men were men
and fancied May Oblong
Or lovely Becky Cooper
or Maggie Mary Wong (6)
One woman put them all to shame
Just one was worthy of the name
And the name of that dame was Dicey Reilly
III
But time went catching up on her
like many pretty whores (7)
And after you along the street
before you’re out the door
Their balance vague, their looks all fade (8)
But out of all that great brigade
Still the heart of the rowl is Dicey Reilly
Traduzione italiana Cattia Salto
Coro
Oh povera vecchia Dicey (1) Reilly
ha il vizio di bere (2)
oh povera Dicey Reilly
non riesce a rinunciarci
così ogni mattina è al banco dei pegni (3)
e poi va a farsi un goccetto
o che pezzo di pane (4) è Dicey Reilly
I
Cammina lungo via Fizgibbon (5)
tutta sulle sue
e poi scende verso Summerhill (5)
e mentre guarda le persone passare
dice “Sono quasi l’una e mezza
ed è ora di prendermi un altro goccio”
o che pezzo di pane è Dicey Reilly
II
Tanto tempo fa quando gli uomini erano uomini e s’invaghivano di May Oblong
o della bella Becky Cooper
o di Maggie Mary Wong (6)
una donna le metteva tutte in riga,
solo una era degna di questo nome,
e il nome di questa dama era Dicey Reilly.
III
Ma il tempo è passato su di lei
come su molte altre graziose puttane (7)
che come te prima per la strada,
stanno fuori dalla porta,
l’equilibrio traballante e l’aspetto sul viale del tramonto (8)
ma di tutta quella grande compagnia
ancora un pezzo di pane è Dicey Reilly


NOTES
1) dicey = “chancy”
2) “the sup” is a colloquial term for “the drink” “the bottle,” [“the sup” è un termine dialettale per “the drink” “the bottle,”]
3) “the pop”=pawn shop; also  “It’s off each morning to the hock”, or in other versions “And a time for each morning to the pub”[“the pop” è il negozio di pegni, anche scritto come “It’s off each morning to the hock”, o in altre versioni  “And a time for each morning to the pub”]
4) “heart of the rowl”= it is the best part of tobacco, due to the type of packaging that was made with chewing tobacco rather than smoking: the tobacco leaves were rolled up and the best leaves were in the middle; in Dublin it means a good person, kind and genuine [è la parte di tabacco migliore che sta nel mezzo, per il tipo di confezionamento che si faceva con il tabacco da masticare piuttosto che da fumare: le foglie di tabacco venivano arrotolate e le foglie migliori erano nel mezzo; a Dublino sta per indicare una brava persona, gentile e genuina]
5) in the North Inner City Dublin
6) the names of renowned prostitutes, or Maggie’s Mary Wong being Maggie the name of a brothel mistress [sono i nomi di rinomate prostitute in alcune versioni diventa “la Mary Wong di Maggie” essendo Maggie il nome della tenutaria di un bordello]
7) or “girls”
8) letteralmente “l’aspetto sbiadito”

LINK
http://ontanomagico.altervista.org/dicey-riley.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=27581
http://www.8notes.com/scores/4204.asp
http://www.theballadeers.com/db_d1958_jei2_mccafferty.htm
http://ilmanifesto.it/unepocale-lotta-di-classe/
http://irishhistorypodcast.ie/2012/02/13/torture-murder-and-exclusion-irelands-first-10-years-of-independence/

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