The Ragman’s Ball

Among the Dublin street songs released by Frank Harte, The Ragman’s Ball was recorded in the 1960s by the Dubliners. An extended version (“The Night of the Ragman’s Ball”) was collected by Colm O’Lochlainn from a Thomas Street storyteller in 1913, on the “It was in Dublin city” melody.
The song describes the annual dance for the Christmas holidays that was held in the Liberties, the popular neighborhood in the old Dublin, organized in Ash street by the ragmen.
One of the old crafts, but not entirely lost, the ragman’s work is the first forms of separated collection in history.
Tra le street songs di Dublino diffuse da Frank Harte The Ragman’s Ball fu ripresa negli anni 60 anche dai Dubliners. Una versione estesa (“The Night of the Ragman’s Ball”) è stata raccolta da Colm O’Lochlainn da un cantastorie di Thomas Street nel 1913, sulla melodia “It was in Dublin city”.
La canzone descrive il ballo annuale per le feste di Natale che si teneva nelle Libertà di Dublino, il quartiere popolare nella città vecchia, organizzato in Ash street dagli stracciai.
Uno dei vecchi mestieri, ma non del tutto perduto, quello dello straccivendolo, (straccino, stracciaio) detto anche cenciaiolo, cenciaio che possiamo considerare tra le prime forme di raccolta differenziata nella storia, in parallelo con la raccolta dei ferrivecchi o parallelo al mestiere di rigattiere.
A rag-and-bone man  passed through the street with his cart to collect a bit of everything, rags, glass, metals, bones and rabbit skins, but also went to empty out cellars or attics or to withdrew bulky objects, recovering the metals as copper, brass, aluminum, iron but also old magazines, fabrics or skins and paying the owners according to the goods or by weight. The ragmen were much loved by children because they exchanged candy or balls to play but also thread, needles, thimbles, combs, hair pins, soap, and other small objects or toys.

In the centuries before the twentieth century the ragman rummaged in the garbage of the streets to collect all that could be resold (or transformed to make paper)
Lo stracciaio era l’ambulante che con il suo carrettino passava per la strada a raccogliere un po’ di tutto,
stracci, vetro, metalli, ossa e pelli di coniglio, ma andava anche a svuotare cantine o solai o ritirava gli oggetti ingombranti, recuperava i metalli che si riciclavano come rame, ottone, alluminio, ferro ma anche vecchie riviste, stoffe o pelli e pagava i proprietari in base alla merce o a peso. Gli stracciai erano molto amati dai bambini perchè ricevevano in cambio delle robe vecchie delle caramelle o le biglie per giocare ma anche filo, aghi, ditali, pettini, mollette per capelli, sapone, ed altri piccoli oggetti o giocattoli.
Nei secoli precedenti al Novecento gli stracciai rovistavano nella spazzatura delle strade per raccogliere tutto quanto poteva essere rivenduto (o trasformato per fare la carta) 

Ronnie Drew from “The Dubliners’ Guide to Dublin” (I, VIII, V, IX)

Alf Edwards


I
Come listen to me for a while
Me good friends one and all
And I’ll sing to you a verse or two
About a famous ball
Now the ball was given by some friends
Who lived down Ashe Street (1)
In a certain house in the Liberties (2)
Where the ragmen (3) used to meet
II
When the names were called (4) at seven o’clock
every man was on the spot
And to show respect for the management
Every ragman brought his mot (5)
I must admit that I brought mine
At twenty five minutes to eight
And the first to stand up was Kieran Grace (6)
For to tell me I was late
III
Then up jumps Humpy Soodelum
And he says: ‘I think somehow
By the ways are all going on tonight
Is a looking for a row (7)
Now listen here, Grace if you want your face (8)
You’d better not shout or bawl
There’s a lot of hard chews
gonna be here tonight
To respect the ragman’s ball
IV
Then we all sat down to some
fish and chips (9),
and every man was there
And as a post of honour Billy Boland
took the chair
He swiped the chair and sold it to an old one in Carmen Hall
And danced on the face of poor Kieran Grace the night of the Ragman’s Ball
V
Then says my one “ou’re quare (10) one now
And Biddy you’re hard to beat”
Oh when up jumps Liza Boland
And she told her to hold her prate
Then my one made a clout at her
She missed her and hit the wall
And the two of them went in the ambulance
The night of the Ragman’s ball
VI
Just to make the thing a swell affair,
we all brought friends a few
We brought up blind Gort Whelan
and big Dan Kenny too
And the gallant Jack Tar (11) smoked his cigar,
and slipped coming through the hall
He lost a new bag and all his swag
the night of the Ragman’s Ball
VII
To keep the house alive my boys,
we brought some music too
We brought up Tommy Reynolds
and his old tin whistle too
He played that night with all his might
till coming on to dawn
But we couldn’t find many
to dance with Dan Kenny
that night at the Ragman’s Ball
VIII
Well for eating we had plenty now
As much as we could hold
We drank Brady’s Loopline porter (12)
Until round the floor we rolled
In the midst of all the confusion
Someone shouted for a song
When up jumps oul’ John Lavin and sings
‘Keep rollin’ your barrel along’
IX
Then we all sat down to some ham parings
When everything was quiet
And for broken noses I must say
We had a lovely night
Black eyes they were in great demand
Not to mention split heads and all
So if anyone wants to commit suicide
Let them come to the Ragman’s ball
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Venite ed ascoltatemi per un momento
miei buoni amici, uno per uno
e vi canterò un paio di strofe
su di una famosa festa da ballo
ora la festa fu organizzata da alcuni amici,
che vivevano ad Ash Street
in una certa casa delle Libertà,
dove gli stacciai si radunavano di solito
II
Quando i nomi furono annunciati alle sette in punto/ ogni uomo era sul posto
e per mostrare rispetto all’organizzatore
ogni stracciaio portò la sua ganza,
devo confessare che io portai la mia
alle otto e venticinque
e il primo ad alzarsi fu Kieran Grace
per dirmi che ero in ritardo
III
Poi salta su Humpy Soodelum
e dice “Penso che per
come vadano le cosa stasera
tutti vogliano far schiamazzo!
Ora ascolta qui, Grace se vuoi salvarti la faccia
faresti meglio a non urlare o a sbraitare,
ci sarà un sacco di roba
da masticare stasera
per rispettare il ballo dello stracciaio”
IV
Allora tutti ci sedemmo
per un po’ di pesce e patatine
e c’erano proprio tutti
e a capotavola era seduto
Billy Boland
rubò la sedia e la rivendette a un vecchio di Carmen Hall
e ballò sulla faccia del povero Kieran Grace,
la notte del Ballo dello Stracciaio
V
Allora mi dice la mia ganza; “Sei un tipo strambo Biddy, duro da battere”
Allora salta su Liza Boland
e le disse di tenere a freno la lingua,
così la mia ganza le tirò un ceffone
la mancò  e colpì il muro
e le due sono finite sull’ambulanza
la notte del Ballo dello Stracciaio
VI
Proprio per fare una cosa molto distinta
tutti portammo alcuni amici
portammo Gort Whelan il cieco
e Dan Kenny il grosso
e  il valoroso Jack Tar fumò il sigaro
e prese uno scivolone nel corridoio
perse la borsa nuova e tutto il suo malloppo
la notte del Ballo dello Stracciaio
VII
Per mantenere la casa in allegria, ragazzi, portammo anche della musica
portammo Tommy Reynolds
e il suo vecchio flauto
suonò quella notte con tutte le sue forze
fino all’arrivo dell’alba,
ma non ne trovammo tante
a ballare con Dan Kenny
quella notte al Ballo dello Stracciaio
VIII
Beh di mangiare ce n’era in abbondanza
quanto ne potevamo contenere
bevemmo la birra scura economica di Brady
finchè sul pavimento rotolammo
in mezzo a tutta la confusione
qualcuno urlò per una canzone
alloro salta su il vecchio John Lavin e canta
‘Keep rollin’ your barrel along’
IX
Poi ci sedemmo tutti intorno a un po’ di prosciutto quando tutto fu tranquillo,
e per i nasi rotti devo dire
che abbiamo passato una bella serata,
gli occhi neri erano molto richiesti
per non parlare delle teste rotte e del resto.
Quindi se qualcuno vuole suicidarsi
fallo venire al Ballo dello Stracciaio

NOTE
1)  the area’s placenames refer to the former trades that took place here over the centuries [i nomi dei luoghi della zona si riferiscono ai precedenti commerci che vi hanno avuto luogo nel corso dei secoli]
2) The Liberties  is the oldest district of Dublin still traditionally popular, the heart of the Auld Dublin.
The area now known as The Liberties developed to the west of the Norman city of Dublin, along the main western approach known as the Sligh Mor. In the 12th century, a royal abbey was established in the townland of Donore and given extensive estates in counties Meath, Dublin and Wicklow, including an area of its own jurisdiction and certain privileges and entitlements to regulate trade and commerce within the ‘liberty’.  And hence the name, The Liberties. At its height in the 15th century, the abbey would have formed one of the largest complexes in the city, with its main commercial throughfare – Thomas Street – lying to the north (from here)
[L’area ora conosciuta come The Liberties si sviluppò a ovest della città normanna di Dublino, lungo l’accesso occidentale principale conosciuto come Sligh Mor. Nel dodicesimo secolo fu fondata un’abbazia reale nella città di Donore e le furono date vaste proprietà nelle contee di Meath, Dublino e Wicklow, comprendenti un’area di propria giurisdizione e determinati privilegi e diritti per regolare traffici e commerci all’interno della “libertà”. E da qui il nome, The Liberties. Al suo apice nel 15 ° secolo, l’abbazia formava uno dei più grandi complessi della città, con la sua principale via commerciale – Thomas Street – situata a nord]
3) often synonymous with a beggar, the ragman was actually a trade [spesso sinonimo di mendicante, quello dello stacciaio era in realtà un mestiere]
4) in the more formal parties and gala dinners the guests were (and still are) announced by a butler (or a master of ceremonies) before entering the hall [nelle feste più formali e i pranzi di gala gli invitati erano (e sono ancora) annunciati da un maggiordomo (o un maestro delle cerimonie) prima di fare il loro ingresso nella sala]
5) Originally from the Irish maith meaning good. It became associated with ‘girl’ as a shortened form of maith an cailín – literally ‘good girl’, but used to mean girlfriend. 
Originariamente dall’irlandese maith che significa buono. Venne associato a “ragazza” come forma abbreviata d imaith an cailín – letteralmente “brava ragazza” come sinonimo di fidanzata. 
6) some names of prominent people of Dublin gentry were used with satirical intent [alcuni nomi di personaggi in vista della Dublino bene erano usati con intento satirico]
7) se ho ben compreso la frase essendo have a row= litigare
8) sottointeso : se non vuoi fare a cazzotti
9) fish and chips: a popular street food that cannot be missed at any working class gathering. We know that the product was already known in the days of Dickens, who listed it in his most famous work, “Oliver Twist” (1838), some claim that it was Italian immigrants who introducing it into the eating habits of the British and the Irish, according to others it was the Spanish.
[uno street food popolare immancabile ad ogni raduno della working class, Si sa che il prodotto era già conosciuto ai tempi di Dickens, che lo annoverò nella sua opera più celebre, “Oliver Twist” (1838), alcuni sostengono che furono gli immigrati italiani a introdurlo nelle abitudini alimentari dei britannici e degli irlandesi, secondo altri invece furono gli spagnoli.]
10) This is fairly common in the south of Ireland. It’s an odd pronunciation of “queer,” and it’s used as a replacement for “very.” Abbastanza comune nel sud dell’Irlanda. È una bizzarra pronuncia di “queer” e si usa per dire “molto”.
11) Jack Tarr is the synonym of sailor who often ends up drunk and robbed of his equipment / pay [Jack Tarr è il sinonimo di marinaio che finisce spesso ubriaco e derubato del suo equipaggiamento/paga]
12) loopline porter=cheap porter 

LINK
https://www.rte.ie/radio1/doconone/2013/0129/647331-radio-documentary-ragmans-ball-folklore-liberties-dublin-doconone/
http://www.countysongs.ie/song/night-of-the-ragmans-ball
https://wikivisually.com/wiki/The_Ragman%27s_Ball
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=27067

https://libertiesdublin.ie/visit-the-liberties/history-liberties/

Dicey Riley has taken to the sup

“Dicey Riley” is a traditional Dublin song /Dublin street ballad) about a girl who likes the drink – which in Irish is a euphemism for a person with big drinking problems. So ironically the name “Dicey Riley’s” appears on many Irish-style pub signs!
Mrs. Riley or Reilly is nicknamed “dicey” an adjective that indicates risk and danger. The definition however contrasts with the description of her summary image: an old alcoholic prostitute, yet not hardened by life because she is compared to a “heart of the rowl“(see note 4).
“Dicey Riley” è una canzone tradizionale di Dublino che parla di una ragazza alla quale piace bere un goccetto – che in irlandese è un eufemismo per indicare una persona con grossi problemi con il bere. Così ironicamente il nome “Dicey Riley’s” compare su molte insegne di pub in stile irish!
La signora Riley o Reilly è soprannominata “dicey” un aggettivo che indica il rischio e il pericolo. La definizione però contrasta con la descrizione della sua immagine complessiva: una vecchia alcolizzata che probabilmente è anche una prostituta, eppure non indurita dalla vita perchè è paragonata ad un “heart of the rowl” che ho tradotto in italiano con una espressione dallo stesso significato ossia “pezzo di pane” (vedi nota 4).

montoThere is no information on the origin of the song, certainly it was recorded in the 50s by Dominic Behan, who added some verses to the traditional ones in circulation for Dublin, other verses were also added by Tom Munnelly. Dominic continues the story by describing the woman on the avenue of the sunset, in the “Dominic Behan Sings McCafferty” 1958 the liner notes report: Dicey Riley: Dicey, Maggie, Biddy, Lizzy. All Riley’s. Who was she? Probably some old soul sick and tired of eking out an existence, and now, in the last stages of despair, driven to accept the warm glow of a public-house in preference to the cold ugliness of an empty tenement grate. For two-pence halfpenny, she can sit in Brady’s Butt Bridge hostelry, idly contemplating her pint of Porter, listening to the dreams of other displaced ‘Dubliners’, unaware that some Music Hall script-writer is preparing to caricature their innocent conversation for Dan Lowry’s, or the Queen’s Theatre.”
Non ci sono informazioni sull’origine della canzone, di certo è stata registrata negli anni 50 da Dominic Behan, che ha aggiunto alcune strofe a quelle tradizionali in circolazione per Dublino, altri versi sono stati aggiunti anche da Tom Munnelly. Dominic prosegue la storia descrivendo la donna sul viale del tramonto, nel “Dominic Behan Sings McCafferty” 1958 le note di copertina riportano: “Dicey Riley: Dicey, Maggie, Biddy, Lizzy. Tutte di Riley. Chi era? Probabilmente una vecchia anima malata e stanca di guadagnarsi da vivere, e ora, all’ultimo stadio della disperazione, spinta ad accettare la calda luce di un pub piuttosto della freddezza brutale di un vuoto alloggio in un casermone. Per pochi centesimi, lei può sedersi nella taverna di Brady, il Butt Bridge, pigramente contemplando la sua pinta di Porter, ascoltando i sogni di altri “dublinesi” sfollati, ignari che alcuni sceneggiatori di Music Hall sono pronti a scrivere la caricatura della loro innocente conversazione per Dan Lowry o per il Queen’s Theatre.”

Little or nothing is known about the origin of this song but probably it’s from late nineteenth or early twentieth century (as Dominic says in the notes “the author could be your grandfather”) when Dublin was a city of 400,000 inhabitants of which 90,000 were workers exploited and unemployed with very poor or extremely poor families.At that time Dublin was known to have the greatest city of sex, the Monto, between 1860 and 1920.
Se poco o niente si sa sulla provenienza della canzone è ipotizzabile che sia quantomeno di fine Ottocento o inizi Novecento (come dice Dominic nelle note “l’autore potrebbe essere tuo nonno“) quando Dublino era una città di 400.000 abitanti di cui 90.000 erano lavoratori sfruttati e disoccupati con famiglie numerose decisamente povere o poverissime. A quel tempo Dublino era nota per avere tra il 1860 e il 1920, la più grande città della del sesso, il Monto.

DUBLIN TENEMENTS [I DORMITORI POPOLARI DI DUBLINO]

Prostitution and alcoholism were the rule such as high mortality due to malnutrition, poor hygiene standards and lack of medical care and medicine. From the report of the commission of government inquiry established in 1913 to study the problem of living conditions of the popular classes we read about the existence of many tenements or buildings in the city center that were once Georgian ones, inhabited by the middle and upper middle classes, buildings transformed into late nineteenth and early twentieth century in popular dormitories. Tenements composed of “seven or eight rooms, each one destined for a family, which together house between forty and fifty people“, and again “a room of 3 square meters, without any furniture, in which a family of 9 people, among which 7 children, slept without blankets on the ground on a heap of straw that would not have been enough for a cat ». 
Prostituzione e alcolismo erano la regola come l’alta mortalità dovuta alla denutrizione, alle scarse norme d’igiene e alla mancanza di assistenza medica e di medicine. Dal rapporto della commissione d’inchiesta governativa istituita nel 1913 per studiare il problema delle condizioni di vita delle classi popolari si legge dell’esistenza di molti tenements ovvero caseggiati del centro città che un tempo erano edifici georgiani abitati dalla media e alta borghesia e trasformati a fine ottocento e inizi novecento in dormitori popolari. Tenements composti da «sette o otto stanze, ognuna destinata a una famiglia, che ospitano in totale tra le quaranta e le cinquanta persone», e ancora «una stanza di 3 metri quadrati, senza alcun mobilio, in cui una famiglia di 9 persone, tra cui 7 bambini, dormiva senza coperte per terra su un cumulo di paglia che non sarebbe bastato a un gatto». continua

POOR OLD DICEY RILEY

Dominic Behan in “Down by the Liffeyside” 1960.

The Dubliners in More of the Hard Stuff 1967

or the version in The Dubliners’ Guide to Dublin City [la versione nel video su Dublino]


CHORUS
Oh, poor old Dicey (1) Reilly
she has taken to the sup (2)

Oh, poor old Dicey Reilly
she will never give it up
For it`s off each morning to the pop (3)
And then she’s in for another little drop
Ah, the heart of the rowl (4) is Dicey Reilly
I
She walks along Fitzgibbon Street (5)
with an independent air
And then it’s down by Summerhill (5)
and see the people stare
She says “it’s nearly half past one
And it’s time I had another little one”
Ah, the heart of the rowl is Dicey Reilly
II
Long years ago when men were men
and fancied May Oblong
Or lovely Becky Cooper
or Maggie Mary Wong (6)
One woman put them all to shame
Just one was worthy of the name
And the name of that dame was Dicey Reilly
III
But time went catching up on her
like many pretty whores (7)
And after you along the street
before you’re out the door
Their balance vague, their looks all fade (8)
But out of all that great brigade
Still the heart of the rowl is Dicey Reilly
Traduzione italiana Cattia Salto
Coro
Oh povera vecchia Dicey (1) Reilly
ha il vizio di bere (2)
oh povera Dicey Reilly
non riesce a rinunciarci
così ogni mattina è al banco dei pegni (3)
e poi va a farsi un goccetto
o che pezzo di pane (4) è Dicey Reilly
I
Cammina lungo via Fizgibbon (5)
tutta sulle sue
e poi scende verso Summerhill (5)
e mentre guarda le persone passare
dice “Sono quasi l’una e mezza
ed è ora di prendermi un altro goccio”
o che pezzo di pane è Dicey Reilly
II
Tanto tempo fa quando gli uomini erano uomini e s’invaghivano di May Oblong
o della bella Becky Cooper
o di Maggie Mary Wong (6)
una donna le metteva tutte in riga,
solo una era degna di questo nome,
e il nome di questa dama era Dicey Reilly.
III
Ma il tempo è passato su di lei
come su molte altre graziose puttane (7)
che come te prima per la strada,
stanno fuori dalla porta,
l’equilibrio traballante e l’aspetto sul viale del tramonto (8)
ma di tutta quella grande compagnia
ancora un pezzo di pane è Dicey Reilly


NOTES
1) dicey = “chancy”
2) “the sup” is a colloquial term for “the drink” “the bottle,” [“the sup” è un termine dialettale per “the drink” “the bottle,”]
3) “the pop”=pawn shop; also  “It’s off each morning to the hock”, or in other versions “And a time for each morning to the pub”[“the pop” è il negozio di pegni, anche scritto come “It’s off each morning to the hock”, o in altre versioni  “And a time for each morning to the pub”]
4) “heart of the rowl”= it is the best part of tobacco, due to the type of packaging that was made with chewing tobacco rather than smoking: the tobacco leaves were rolled up and the best leaves were in the middle; in Dublin it means a good person, kind and genuine [è la parte di tabacco migliore che sta nel mezzo, per il tipo di confezionamento che si faceva con il tabacco da masticare piuttosto che da fumare: le foglie di tabacco venivano arrotolate e le foglie migliori erano nel mezzo; a Dublino sta per indicare una brava persona, gentile e genuina]
5) in the North Inner City Dublin
6) the names of renowned prostitutes, or Maggie’s Mary Wong being Maggie the name of a brothel mistress [sono i nomi di rinomate prostitute in alcune versioni diventa “la Mary Wong di Maggie” essendo Maggie il nome della tenutaria di un bordello]
7) or “girls”
8) letteralmente “l’aspetto sbiadito”

LINK
http://ontanomagico.altervista.org/dicey-riley.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=27581
http://www.8notes.com/scores/4204.asp
http://www.theballadeers.com/db_d1958_jei2_mccafferty.htm
http://ilmanifesto.it/unepocale-lotta-di-classe/
http://irishhistorypodcast.ie/2012/02/13/torture-murder-and-exclusion-irelands-first-10-years-of-independence/

Ring a ring a rosie.. in the rare auld time

work in progress

Una storia triste e nostalgica composta nel 1978 dal poeta-scrittore e cantante di Dublino Pete St. John, ovvero Peter Mooney.
Per certi versi una storia autobiografica, in quanto lo stesso autore nativo di Dublino, emigrò in America e ritornò in Irlanda solo alla fine del 1970. Nel ritrovarsi la sua amata città così cambiata, iniziò a scrivere canzoni entrate in repertorio di molti gruppi e solisti irlandesi, e più in generale della scena folk internazionale.

Dublin-Nelsons_Pillar
Ciò che restava della colonna di Nelson, distrutta nel 1966, che si ergeva di fronte al General Post Office in O’Connell Street

Il protagonista nato in un quartiere operaio di Dublino, si ritrova invecchiato, e non riconosce più la Dublino dei suoi ricordi; anche se non è espressamente citata l’emigrazione, si legge tra le righe che era andato via dalla città per trovare lavoro.

Il protagonista amareggiato dalla vecchiaia e dai ricordi confronta l’immagine della sua Dublino, quella della giovinezza di quanto corteggiava la bella Peggy, dei music-hall e delle case di mattoni, con quella di vetro e cemento a cui sente di non appartenere più, perchè lui è rimasto parte della Dublino dei tempi andati, the rare old times, i vecchi tempi di “rara bellezza“, quelli per lui erano gli anni ’50 o ’60.
A mio avviso il protagonista non è contro il progresso “tout court”, è semplicemente un vecchio solo, che dice addio alla Dublino di oggi: perchè preferisce rifugiarsi in casa propria, a rimuginare sul passato più rassicurante e consolatorio.

VIDEO Dublino anni 30 e 40
VIDEO Dublino negli anni 50
VIDEO Dublino negli anni 60
VIDEO Dublino negli anni 60

Ma si sa, un luogo non è solo un fatto topografico, è un luogo della memoria e degli affetti, sono le persone che ci vivono, e ogni generazione ha la sua immagine della città. Così nel documentario We are Dublin WINNER 2013 del St Patrick Special Prize (Eat Myshorts “I LOVE MY CITY” Showcase Dublino)
Based on the idea that people are the very essence of a city, this documentary attempts to show Dublin from the inside, giving back to the people what the city owes them. We, people, are the ones who make the city. We make Dublin, We are Dublin!
Director/Editor: Wissame Cherfi

Ronnie Drew in The Dubliners’ Guide to Dublin City


I
Raised on songs and stories,
heroes of renown.
The passing tales and glories,
that once was Dublin town.
The hallowed halls and houses,
the haunting children’s rhymes.
That once was Dublin city,
in the rare old times.
Chorus:
Ring a ring a rosie, as the light declines,
I remember Dublin city in the rare oul’ times.
II
My name it is Sean Dempsey,
as Dublin as can be (1),
Born hard and late in Pimlico (2),
in a house that ceased to be.
By trade I was a cooper,
lost out to redundancy.
Like my house that fell to progress,
my trade’s a memory.
III
And I courted Peggy Dignan,
as pretty as you please,
A rogue and a child of Mary (3),
from the rebel Liberties (2).
I lost her to a student chap,
with skin as black as coal (4).
When he took her off to Birmingham,
she took away my soul.
IV
The years have made me bitter,
the gargle (5) dims my brain,
‘Cause Dublin keeps on changing,
and nothing seems the same.
the Pillar(6) and the Met (7) have gone, the Royal (7) long since pulled down,
As the grey unyielding concrete,
makes a city of my town.
V
Fare thee well sweet Anna Liffey (8),
I can no longer stay.
And watch the new glass cages,
that spring up along the Quay.
My mind’s too full of memories,
too old to hear new chimes,
I’m part of what was Dublin,
in the rare ould times.
Traduzione italiana Cattia Salto
I
Cresciuto con canzoni e storie,
di eroi famosi,
i racconti del passato e le glorie
che un tempo erano Dublino
le sacre magioni e le case,
le filastrocche incalzanti dei bambini
che una volta erano Dublino
nei bei tempi andati 
Ritornello:
“Giro giro tondo”, quando la luce cala,
ricordo la città di Dublino nei bei tempi andati.
II
“Il mio nome è Sean Dempsey,
lo giuro su Dublino ,
nato da un parto difficile a Pimlico,
in una casa che non c’è più.
Di mestiere fui un bottaio,
sconfitto dal licenziamento,
come la mia casa che crollò per il progresso, così il mio mestiere è solo un ricordo.
III
E corteggiai Peggy Dignan,
carina tanto quanto basta,
una canaglia e una santa,
dalle Libertà ribelli.
La perdetti per uno studentello,
con la pelle nera come il carbone.
Quando lui se la portò a Birmingham,
lei mi portò via l’anima
IV
Gli anni mi hanno fatto diventare amaro,
la birra mi offusca la mente,
perchè Dublino continua a cambiare
e niente rimane lo stesso,
La Colonna e il Metropole sono andati,
il Royal da tempo demolito,
mentre il saldo cemento grigio
fa della mia città una città d’affari
V
Addio dolce Anna Liffey
non posso trattenermi a lungo
e osservare le nuove gabbie di vetro,
che spuntano lungo il molo.
La mia mente è satura di ricordi,
troppo vecchia per sentire nuove storie,
faccio parte di quella che fu Dublino,
nei bei tempi andati
“The Spire of Dublin” è stato eretto nel 2002 e come un gigantesco ago, si rastrema in punta (dal diametro di 3 metri a 15 cm in cima)

NOTE
1) letteralmente: “come è vero che Dublino è tale”
2) Pimlico quartiere operaio di Dublino così come il Coombie sono le antiche Liberties. il quartiere popolare di Dublino tra le cattedrali Christchurch e Saint Patrick, che fin dal Medioevo era sotto le giurisdizione della Chiesa cattolica e dava asilo e protezione alla povera gente.
Si dicevano Liberties (=Libertà) perchè situate fuori dalle mura della città e dalla sua giurisdizione e ancora oggi insieme a quello di Saint James, intorno alla birreria Guinness sono la Dublino storica popolare (soprannominata “The Four Corners of Hell“, perché c’era un pub in ogni angolo)
3) letteralmente “una figlia di Maria” ovvero una congregazione religiosa
4) alcuni storcono il naso e bollano la canzone come razzista, ma qui si dice semplicemente che il colore della pelle dello studente è nero scuro
5) in irlandese colloquiale per beer
6) Pillar si riferisce alla colonna di Lord Nelson distrutta dall’IRA nel 1966. Al suo posto è stato innalzato “The Spire” ufficialmente intitolato “Monument of Light” (=Monumento della Luce), è  un palo d’acciaio di 121.2 metri d’altezza che sovrasta O’Connell Street progettato da Ian Ritchie; i suoi soprannomi oltre al già citato “The Spire” (il pinnacolo) sono: “The Spike” (lo spuntone), o il malizioso “The Erection at the Intersection” (l’erezione all’incrocio). Quando l’IRA fece detonare l’esplosivo per distruggere la tracotanza del dominio inglese immortalata nell’Ammiraglio Nelson saltò di botto la metà superiore della colonna senza però causare nessun danno. Furono invece gli ingegneri della Irish Army a mandare in frantumi le vetrate lungo la strada quando si risolsero a demolire il resto della struttura!
7) Met. abbraviazione di Metropole Cinema e il Theatre Royal erano cinema-teatro di Dublino:gli ultimi music-hall di Dublino, il Royal fu smantellato nei primi anni 60 (vedi), il Met (anche Dancing Hall) è stato abbattuto nel 1970 (vedi)
8) Anna Liffey, è il personaggio allegorico di Anna Livia Plurabelle di James Joyce: la personificazione del fiume Liffey, ossia, il corso d’acqua che attraversa la città di Dublino da Ovest a Est

LINK
http://www.petestjohn.com/biography/
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=32605
http://www.irishhistorylinks.net/History_Links/Ireland_1950s.html

APPROFONDIMENTO
http://ontanomagico.altervista.org/dicey-riley.html

ILLUSTRAZIONE
La Nelson’s Pillar
http://www.european-architecture.info/EIR/D-EIR-011.htm

MOLLY MALONE: “Cockles and Mussels”

The story of Molly Malone (aka “Cockles and Mussels”) is a traditional song from Dublin, very popular. 
The text of the song is sad, but at the same time ironic; it tells of a young fishmonger who walks around the narrow streets of Dublin with her cart full of shellfish: already at the third stanza she dies of an incurable fever (perhaps because she ate her fish not so fresh! ) and her ghost reappears, continuing to do business on the streets of Dublin.
The song probably dates back to the 18th century and yet the transcriptions come from following century: we find it in Scotland signed by a certain James Yorkston of Edinburgh with the title of “Mussels and Cockles” (1883), but it is possible to affirm, from the most recent research, that its roots are Irish.
La storia di Molly Malone è da “antologia di irish song” per la sua ampia diffusione.
Il testo della canzone intitolata anche “Cockles and Mussels” è triste, ma nello stesso tempo ironico; si narra di una giovane pescivendola che gira per le stradine di Dublino con il carretto pieno di molluschi: già alla terza strofa la bella muore di una febbre incurabile (forse perché ha mangiato il suo pesce non così fresco?) e il suo fantasma ricompare, continuando a svolgere la propria attività per le strade di Dublino.
Il brano risale probabilmente al XVIII secolo  e tuttavia non si hanno riscontri attraverso le trascrizioni se non nel secolo successivo: lo troviamo in Scozia firmata da un certo James Yorkston di Edimburgo con il titolo di “Mussels and Cockles” (1883), si può però affermare alla luce anche delle ricerche più recenti che le radici siano irlandesi.

molly-malone

In the first place, no version of ‘Cockles and Mussels’ predating 1850 was found, nor was it included in, for example, Colm O Lochlainn’s collections of Irish ballads, (7) indicating that it does not fit the mould of a conventional traditional song. The earliest versions of ‘Cockles and Mussels’ complete with music which have been traced to date were published firstly in Boston, Massachusetts, in a collection of college songs in 1876, (8) secondly in another collection of student songs published in Cambridge, Massachusetts, in 1883 and thirdly in London in 1884 by Francis Brothers and Day. (9) While the 1876 Boston version lists no author, its inclusion in a section entitled ‘Miscellaneous Songs, and English and German Student Songs’ indicates that it was most likely a European import. In contrast, the 1884 London version describes the piece as a ‘comic song’ written and composed by James Yorkston and arranged by Edmund Forman. The latter version further acknowledges that the song was reprinted by permission of Messrs Kohler and Son of Edinburgh, so there must have been at least one earlier edition published in Scotland, which may well have been the original. Another song entitled also ‘Cockles and Mussels’ was published in 1876, attibuted to the music hall singer and composer Joseph B Geoghegan, and while its lyrics contain the refrain ‘Fresh cockles and mussels alive, alive o!’, it is set in London, its hero is ‘Jim the Mussel Man’ and the melody is different.  Geoghegan was a fascinating character who was born in Salford about 1816 and died in Bolton in 1889, his father James being from Dublin, and the substantial list of songs attributed to him includes originals and possible adaptations of the work of others.”(from herei)
In primo luogo, non è stata trovata alcuna versione di “Cockles and Mussels” precedente al 1850, né è stata inclusa, ad esempio, nelle raccolte di ballate irlandesi di Colm O Lochlainn, indicando che non si adatti allo stile tradizionale convenzionale. Le prime versioni di “Cockles and Mussels” complete di spartito rintracciate fino ad oggi sono state pubblicate prima a Boston, nel Massachusetts, in una raccolta di canzoni studentesche nel 1876, (8) secondariamente in un’altra raccolta di canzoni per studenti pubblicate a Cambridge, Massachusetts , nel 1883 e in terzo luogo a Londra nel 1884 da Francis Brothers e Day. (9) Mentre la versione di Boston del 1876 non elenca alcun autore, la sua inclusione in una sezione intitolata “Canzoni varie e brani per studenti inglesi e tedeschi” indica che era molto probabilmente d’importazione europea. Al contrario, la versione londinese del 1884 descrive il pezzo come una “canzone comica” scritta e composta da James Yorkston e arrangiata da Edmund Forman. Quest’ultima versione riconosce inoltre che la canzone è stata ristampata con il permesso dei signori Kohler e Figli di Edimburgo, quindi deve esserci stata almeno una precedente edizione pubblicata in Scozia, che potrebbe essere l’originale. Un’altra canzone intitolata “Cockles and Mussels” è stata pubblicata nel 1876, attribuita al cantante e compositore del music hall Joseph B Geoghegan, e mentre i suoi testi contengono il ritornello “Fresh cockles and mussels alive, alive o!”,  è ambientata a Londra , il suo eroe è “Jim the Mussel Man” e la melodia è diversa. Geoghegan era un personaggio affascinante che nacque a Salford intorno al 1816 e morì a Bolton nel 1889, suo padre James era di Dublino, e l’elenco notevole di canzoni attribuite a lui include originali e possibili adattamenti di brani altrui”.

The version that has become standard today is probably born for the music hall audience, although it cannot be excluded that already in the 1700s a popular version circulated inspired by the character (or its stereotype).
In 2010, Anne Brichton, a bookseller at Addybooks in Hay-on-Market, England caused a stir when she found a song entitled, Molly Malone, in an undated book believed to have been published in about 1790.  The song was particularly intriguing as a precursor to Cockles and Mussels because its “Molly Malone” is from Howth, a seaside village near Dublin; consistent with idea that Molly could have been a fishmonger in or around Dublin.[ii]  The book is now in the collection of the Dublin Writers’ Museum.   ” (from here)
La versione diventata oggi standard è probabilmente quella nata nell’ambito delle canzoni comiche per il pubblico delle music halls, anche se non si può escludere che già nel 1700 circolasse una versione popolare ispirata al personaggio (o al suo stereotipo).
Nel 2010, Anne Brichton, libraia al Addybooks di Hay-on-Market, in Inghilterra, suscitò scalpore quando trovò una canzone intitolata Molly Malone in un libro senza data che si credeva fosse stata pubblicato intorno al 1790. Il brano era particolarmente intrigante come precursore di Cockles and Mussels perché la sua “Molly Malone” proviene da Howth, un villaggio sul mare vicino a Dublino, coerente con l’idea che Molly potesse essere un pescivendolo a Dublino o nei dintorni. Il libro è ora nella collezione del Dublin Writers ‘Museum. “

Please refer to the in-depth dissertation by Peter Jensen Brown which analyzes text and melody in “Molly Malone, Molly Mogg and a Missing Link – the Fishy History and Origins of” Cockles and Mussels
Si rimanda alla approfondita dissertazione di Peter Jensen Brown che analizza testo e melodia in “Molly Malone, Molly Mogg and a Missing Link – the Fishy History and Origins of “Cockles and Mussels

THE METROPOLITAN LEGEND
[la leggenda metropolitana]

Molly Malone in Victorian style

Molly became a legend in the popular folklore: thus her song is the unofficial anthem of Dublin during the opening of the rugby championship and the official anthem of Gaelic Athletic Association; Molly is commemorated in a statue designed by Jeanne Rynhart, erected to celebrate the city’s first millennium in 1988: The statue perhaps because of the generous neckline, is known by the nickname “The Tart with the cart”
Molly è divento un personaggio leggendario nelfolklore popolare: così la sua canzone è l’inno non ufficiale della capitale  durante l’apertura del  campionato di rugby e inno ufficiale delle associazioni sportive di Dublino della Gaelic Athletic Association; e nel 1987  per commemorare il primo millennio della città  è stata eretta una statua alla sfortunata Molly. La statua recentemente trasferita in Suffolk Street forse a causa della generosa scollatura, è conosciuta con il soprannome “The Tart with the cart“, (“la prostituta con il carretto“) 

Sinead O’Connor.
she focuses more on the gothic and supernatural atmosphere in the eighteenth-century Dublin 
La sua versione punta più sull’atmosfera gotica e soprannaturale, tra gli stretti vicoli della Dublino settecentesca si vede ancora lo spettro della bella pescivendola.

Pub versions are more sentimental, similar to the one proposed by the Dubliners
Le versioni da pub sono però più sentimentali, simili a quella proposta dai Dubliners

But the version that comes closest to the comic style that was to have as a music hall song is that of Alfred Deller
Ma la versione che più si avvicina allo stile comico che doveva avere come canzoncina dell’avanspettacolo è quella di Alfred Deller


I
In Dublin’s fair city,
where the girls are so pretty
I first set my eyes (1) on sweet Molly Malone (2)
As she wheeled a wheelbarrow,
through streets broad and narrow (3)
Crying: Cockles  (4) and Mussels, alive, Alive O
Chorus:
Alive, alive Alive, alive O –
Crying, cockles and Mussels , alive, alive O
II
She was a fishmonger,
and sure twas no wonder
For so were her Father and Mother before
And they all wheeled their barrows,
Through streets broad and narrow
Crying: Cockles and Mussels, alive, alive O
III
She died of a fever (5),
and no one to grieve her
And that was the end of sweet Molly Malone
Now her ghost wheels her barrow
Through streets broad and narrow
Crying: Cockles and Mussels, alive, alive O
traduzione italiano Cattia Salto
I
Nella bella città di Dublino,
dove le ragazze sono molto carine
misi gli occhi sulla bella Molly Malone
mentre spingeva il suo carretto,
per le strade larghe e strette,
e urlava “vongole e molluschi freschi!”
Coro:
Freschi, freschi oh! freschi, freschi oh!
Urlava “vongole e molluschi freschi!”
II
Era una pescivendola,
ma non c’era da meravigliarsi
che furono già il padre e la madre
a spingere il carretto
per le strade larghe e strette
e urlare “vongole e molluschi freschi!”
III
Morì a causa della febbre,
e nessuno riuscì a salvarla
e quella fu la fine della bella Molly Malone
ma il suo fantasma spinge ancora il carretto
per le strade larghe e strette
urlando “vongole e molluschi freschi!”

NOTE
1) idiomatic expression proper to the literature of the 1800s [ espressione idiomatica propria della letteratura del 1800]
2) Historical research traces the legend back to a character who actually existed in the 1600s. [Le ricerche storiche fanno risalire la leggenda ad un personaggio realmente esistito nel 1600.]
3) Fishamble Street was the area of ​​the fish trade [Fishamble Street era la zona del commercio ambulante del pesce]
4) In the British Isles / Ireland the Common Cockle, Cardium edule have the striped shell, they are much tasty and end up in soups, in batter with cod for the traditional fish and chips. From the Scottish tradition a working song of Cockle gatherers
Le vongole delle Isole britanniche/Irlanda vengono dette comunemente vongole rigate (Common CockleCardium edule o in italiano Cuore ovvero Arsella) perchè hanno il guscio rigato, sono molto più saporite e finiscono oltre che nelle zuppe, in pastella con il merluzzo per il tradizionale fish and chips. Un alimento un tempo considerato il cibo dei poveri, da consumare con parsimonia, essendo la vongola ricca di colesterolo (non per niente è di un bel rosso arancio) e con attenzione, in quanto il mollusco è un “filtro” del mare e trattiene tutte le sostanze inquinanti che ci sono finite dentro. Dalla tradizione scozzese un canto di lavoro dei raccoglitori di vongole
5) in the past the “fever” indicated a wide range of diseases from typhus to syphilis [un tempo con “febbre” si indicava una vasta gamma di malattie che andavano dal tifo alla sifilide]

The Dubliners’ Guide to Dublin City

LINK
http://ontanomagico.altervista.org/dicey-riley.html
http://homepage.eircom.net/~seanjmurphy/irhismys/molly.htm
http://esnpc.blogspot.it/2015/07/molly-malone-molly-mogg-and-missing.html