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You Only Cross My Mind in Winter

Per coloro che si sentono oppressi dal freddo e dai cieli grigi, l’inverno è la stagione ideale della solitudine e dell’introspezione .
Scrive Sting nelle note di accompagnamento dell’album “If On a Winter’s Night” 2009 (che trae il titolo dal romanzo di Italo Calvino “Se una notte d’inverno un viaggiatore”):
“Walking amid the snows of Winter, or sitting entranced in a darkened room gazing at the firelight, usually evokes in me a mood of reflection, a mood that can be at times philosophical, at others wildly irrational; I find myself haunted by memories. For Winter is the season of ghosts; and ghosts, if they can be said to reside anywhere, reside here in this season of frosts and in these long hours of darkness. We must treat with them calmly and civilly, before the snows melt and the cycle of the seasons begins once more.
(traduzione italiano: Camminare tra le nevi d’Inverno o sedersi  in una stanza buia a guardare incantati il fuoco del camino, mi richiama a uno stato d’animo riflessivo, uno stato d’animo che potrebbe essere a volte filosofico, altre volte follemente irrazionale; mi ritrovo ossessionato dai ricordi. Perchè l’Inverno è la stagione dei fantasmi; e i fantasmi, sebbene si sia portati a dire che risiedano ovunque,  risiedono qui in questa stagione del gelo e in queste lunghe ore di oscurità. Dobbiamo venire a patti con loro in modo calmo e civile, prima che le nevi si sciolgano e il ciclo delle stagioni ricominci un’altra volta”)

Vediamolo nel Dvd “Dietro le quinte” ripreso durante le registrazioni  dell’album nella sua villa sulle colline di Firenze (Villa Il Palagio di Figline Valdarno)

Ovviamente ho comprato il cd appena uscito e ogni inverno lo riascolto per il suo mix di musica barocca e folk che mantiene tuttavia un’atmosfera domestica, intima e raccolta, riscaldata dal fuoco della legna e delle candele. Partecipano all’operazione, tra gli altri, la violinista Kathryn Tickell, il chitarrista Dominic Miller, l’arpista Mary Macmaster e il sassofonista Kenny Garrett.
Siccome un po’ per volta ho inserito le canzoni dell’album nel blog ne faccio un’indice
Gabriel’s Message
Soul Cake
There Is No Rose of Such Virtue”
“The Snow It Melts the Soonest
Christmas at Sea
Lo, How a Rose E’er Blooming
Cold Song
“The Burning Babe”
“Now Winter Comes Slowly”
“The Hounds of Winter”
Balulalow
Cherry Tree Carol
“Lullaby for an Anxious Child”
“The Hurdy-Gurdy Man”
You Only Cross My Mind in Winter
“Bethlehem Down”
Blake’s Cradle Song
The Coventry Carol

You Only Cross My Mind in Winter

You Only Cross My Mind in Winter” è un poesia scritta da Sting ispirato dalla musica di J.S. Bach (La Sarabanda dalla VI Suite per violoncello) e richiama inevitabilmente le atmosfere dell’album “Songs from the Labyrinth” (2006) con Sting che gioca con i toni bassi e cupi della sua voce appoggiato dal liuto del celebre Edin Karamazov e sul tappeto degli Archi della Musica Aeterna Orchestra.


I
Always this winter child,
December’s sun (1) sits low against the sky
Cold light on frozen fields,
The cattle in their stable lowing.
II
When two walked this winter road,
Ten thousand miles seemed nothing to us then,
Now one walks with heavy tread
The space between their footsteps slowing
III
All day the snow did fall,
What’s left of the day is close drawn in (2),
I speak your name as if you’d answer me,
But the silence of the snow is deafening
IV
How well do I recall our arguments,
Our logic owed no debts or recompense,
Philosophy and faith were ghosts
That we would chase until
The gates of heaven were broken
V
But something makes me turn, I don’t know,
To see another’s footsteps there in the snow,
I smile to myself and then I wonder why it is
You only cross my mind in winter
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Sempre quest’inverno fanciullo
il sole di dicembre assiso basso in cielo
luce fredda su campi di ghiaccio
il bestiame nella stalla che muggisce
II
Quando in due camminavamo su questa strada invernale, allora per noi diecimila miglia non erano niente, adesso si cammina con passo pesante, lo spazio tra le orme rallentato.
III
Tutto il giorno è caduta la neve,
quel che resta del giorno è prossimo a concludersi,
pronuncio il tuo nome come se mi rispondessi,
ma il silenzio della neve è assordante
IV
Quanto bene ricordo i nostri argomenti
la nostra logica non aveva debiti o ricompense,
filosofia e fede erano fantasmi
che inseguivamo fin tanto che
i cancelli del paradiso fossero rotti
V
Ma qualcosa mi ha fatto voltare, non so,
vedere altre orme là nella neve,
sorrido a me stesso e così mi chiedo perchè
tu attraversi la mia mente solo in inverno

NOTE
1) il fanciullo dell’inverno è il sole solstiziale che rinasce rinnovando la vita sulla Terra
2) l’approssimarsi del buio è anche presagio di caducità

LA MELODIA: LA SARABANDA

La Sarabanda è una danza lenta di carattere solenne nata nel 1500 entra a far parte della Suite Barocca come movimento tipico (allemanda-corrente-sarabanda-giga)
ASCOLTA Mischa Maisky

Un esauriente excursus di Irene Marone al clavicembalo

Le movenze della danza richiamano sempre più quello che diventerà il balletto classico, postura, grazia e agilità oggetto di studio e allenamento.

FONTI
http://www.stingoop.com/ifonawintersnightreview.htm

http://www.sting.com/discography/lyrics/lyric/song/582
http://annaclassica.blogspot.it/2010/12/fascino-di-una-sarabanda.html

FROM BEDS OF EVERLASTING SNOW

I mesi di Dicembre e Gennaio sono, alle nostre latitudini, i mesi della neve, del freddo pungente e delle gelate. L’aria è più tersa, il freddo è intenso ma corroborante, la neve ovatta suoni e sentimenti. Sono anche i mesi dei dolori reumatici, delle cadute scivolose sul ghiaccio, dei pericoli per le strade e in montagna, quando si preferisce stare accanto al fuoco o sotto le coperte bevendo cioccolato o vin brulè. Una cornice perfetta per l’ascolto di “Cold Song” (=“Canzone del freddo”) un lavoro sperimentale di Sting per il suo Cd invernale “If on a Winter’s Night” (2009) in cui l’artista somma carols antiche e moderne, brani tradizionali ed escursioni nel mondo operistico. Sting si era approcciato alla musica barocca con un precedente strepitoso cd sulle composizioni per liuto di John Dowland dal titolo  “Songs from the Labyrinth” (2006), così “Cold Song” è la “What Power art thou” aria tratta dalla semi-opera “Re Artù” (il primo musical nella storia porta la data 1691) su musica di Henry Purcell e libretto di John Dryden, il più grande musicista e il massimo poeta della Restaurazione inglese.

L’aria è cantata nell’atto III dal Genio del Freddo, risvegliato da Cupido che cerca invece di portare il calore delle passioni negli abitanti di un mondo ghiacciato.

ASCOLTA Sting  in “If On a Winter’s Night” 2009 -le scene del promo sono state girate nella sua tenuta nel Chianti (Figline Valdarno):  300 ettari con una grande villa padronale del XVI secolo, una collina, 6 laghi, vigne e oliveti  (è possibile affittare la villa per matrimoni e cerimonie private vedi).


What Power (1) art thou
who from below
Hast made me rise
unwillingly and slow
From beds of everlasting snow?
See’st thou not how stiff and wondrous old,
Far unfit to bear the bitter cold,
I can scarcely move or draw my breath?
Let me, let me freeze again to death
Traduzione italiano di Cattia Salto
Qual Divinità (1) sei tu,
che
mi ha fatto alzare
contro voglia e lento,
da sotto a coltri di neve perenne?
Non vedi come irrigidito e straordinariamente vecchio
troppo malandato per sopportare il freddo pungente,
quasi non riesco a muovermi o a tirare il fiato?
Lasciami, lasciami congelare ancora, fino alla morte

NOTE
1) Power in questo contesto indica la potenza di una divinità, il suo potere magico e sovrannaturale: è Cupido il Dio dell’Amore a risvegliare dal suo letto di ghiaccio il Genio del Gelo

Per quanto il brano sia stato scritto per una voce di basso, le performance che preferisco sono quelle di voci di contralto – controtenore

ASCOLA Klaus Nomi live

ASCOLTA Andreas Scholl

e per un raffronto con una voce femminile
ASCOLTA Nanette Scriba (la versione in tedesco)

FONTI
https://operaincasa.com/2016/01/14/king-arthur-2/
http://thelifeinprogress.blogspot.it/2014/09/il-piacere-dell.html
https://www.rockol.it/recensioni-musicali/album/4087/sting-if-on-a-winter-s-night

BALULALOW, I COME FROM HEVIN TO TELL

Una cradle song ossia un canto natalizio dal titolo ‘Balulalow’,  (# 181 nel “The Oxford Book of Carols”), pubblicato dai fratelli John e Robert Wedderburn (poeti scozzesi del XVI secolo), con il titolo di “Ane Sang of the Birth of Christ” (“I come from Heaven to tell”) nella loro “Ane Compendious Buik of Godly and Spiritualt Sangis” del 1567.
Si tratta di una traduzione in scozzese del canto natalizio “Vom Himmel hoch da komm ich her“, scritto da Martin Lutero in tedesco e pubblicato nel suo “Geistliche Lieder” del 1535. Catherine Winkworth nel 1855 ne fece  un adattamento in inglese dal titolo “From Heaven Above to Hearth I Come”.

E’ conosciuta anche con il titolo di “Baloo Lammy” (=Ninna nanna agnellino) in una versione più ridotta.

ASCOLTA Simonm Chadwick all’arpa bardica

Sebbene il canto natalizio originario abbia ben 15 strofe viene cantato in una versione ridotta se non addirittura limitatamente alle strofe XIII e XIV. Alcuni studiosi ritengono che fu proprio questo canto di Lutero ad aver ispirato “Away in the manger“.
La melodia in “The Oxford Book of Carols” è stata arrangiata da Peter Warlock. Nel XVIII secolo, il canto fu abbinato anche alla melodia “Lady Bothwell’s Lament“.

A parte il canto negli arrangiamenti per corale ci sono alcune versioni più sommesse tipo ninnananna

Sandy Denny in un demo registrato nel 1968

ASCOLTA Loreena McKennitt live registrato nel 1997 nella Glenstal Abbey, Irlanda

ASCOLTA Sting (strofe V e VI) in “If on a Winter’s Night” 2009, la melodia è l’arrangiamento di Peter Warlock dal “The Oxford Book of Carols”

LE CORALI
La versione inglese From Heaven Above to Earth I Come

L’originale tedesco Vom Himmel hoch da komm ich her

TESTO SCOZZESE
I
I come from hevin which to tell
The best nowells that e’er befell
To you thir tythings threw I bring
And I will of them say and sing
II
This day to you is born ane child
Oh Marie meik and Virgin mild
That bliss it bairn(1) benign and kind
Sall you rejoyce baith(2) hart and mind
III
Lat us rejoys and be blyth
And with the Hyrdis go full swyth(3)
And see what God of his grace hes done
Throu Christ to bring us to his throne
IV
My saull and life stand up and see
Wha lyis in ane cribbe of tree
What babe is that, sa gude and fair
It is Christ, God’s son and Air
V
O my deir hart, yung Jesus sweit
Prepare the creddill in my spreit!
And I shall rock thee in my hart
And never mair fra thee depart
VI
Bot I sall praise thee evermoir
With sangis sweit unto thy gloir
The kneis of my hart sall I bow
And sing that rycht Balulalow (4)
TRADUZIONE ITALIANO
I
“Vengo dal Cielo per portare
la migliore novella che mai accadde
a voi buone nuove porto
di cui voglio dire e cantare.
II
Questo giorno per voi è nato un bambino, di Maria vergine, mite prescelto, quel bambino benedetto benigno e premuroso, vi farà esultare sia con il cuore che con la mente.
III
Fate festa e state allegri
e seguite il gregge rapidi
per vedere questo mirabile
dono di Dio
che con Cristo ci porterà al suo trono
IV
Prestate attenzione per vedere
chi giace nella mangiatoia.
“Chi è quel bambino così buono e giusto?” “E ‘Cristo, figlio di Dio e erede.”
V
“O mio tesoro, piccolo dolce Gesù
preparerò la tua culla nella mia anima
ti cullerò sul mio cuore
e non mi separerò mai da te.
VI
D’ora in poi ti loderò
con dolci canti sulla tua gloria;
piegherò le ginocchia del mio cuore
e canterò ninna nanna..”

NOTE
1) termine scozzese per child
2) both
3) quickly
4) una vecchia parola scozzese per ‘ninna nanna’

Edith Rickert, 1914, “Ancient English Christmas Carols: 1400-1799,”

1.
I come from Heaven to tell
The best nowells that ever befell;
To you thir tidings true I bring,
And I will of them say and sing.
2.
This day is born to you ane child,
Of Mary meek and virgin mild;
That blessed bairn, benign and kind,
Sall you rejoice, baith heart and mind.
6.
Let us rejoice and be blithe,
And with the herds go full swithe,(1)
And see what God of His grace has done,
Through Christ to bring us to His throne.
7.
My soul and life, stand up and see
Wha lies in ane crib of tree.
What babe is that so gude and fair?
It is Christ, God’s Son and Heir.
13.
O my dear heart, young Jesus sweet,
Prepare Thy cradle in my sprite,
And I sall rock Thee in my heart,
And never mair from Thee depart.
14.
But I sall praise Thee evermore,
With sangës sweet unto Thy glory;
The knees of my heart sall I bow,
And sing that richt ‘Balulalow’.

FONTI
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/baloo_lammy.htm
http://www.ramshornstudio.com/baloo_lammy.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=729
http://mainlynorfolk.info/sandy.denny/songs/balulalow.html
http://www.lutheran-hymnal.com/lyrics/tlh085.htm

http://www.traditionalmusic.co.uk/song-book/song-book%20-%200315.htm

CHRISTMAS AT SEA

Si può remare per tutto il giorno ma è quando si torna al calar della notte, e si guarda la stanza familiare, che trovi l’amore o la morte che ti attende accanto alla stufa“.

Nel Cd di Sting “If On a Winter’s Night” (2009) tra i vari traditionals e carols natalizi troviamo un brano più particolare il cui testo è ripreso da una poesia di Robert Louis Stevenson con l’aggiunta di un coro in gaelico scozzese che appartiene ad una waulking song delle Isole Ebridi.
La musica è di Sting e di Mary Macmaster.

Procediamo con ordine

LA POESIA DI STEVENSON

Curioso personaggio Robert Louis Stevenson uno scozzese anomalo che preferì (a causa della cagionevole salute) i mari del Sud a quelli del Nord, e partito nel giugno del 1888 per un viaggio tra le isole del Pacifico vi trascorse gli ultimi sei anni della sua vita. E proprio nel dicembre del 1888 fu pubblicato questa poesia del titolo “Christmas at Sea”.  Del poema vengono estrapolate le strofe centrali


I
All day we fought the tides between the North Head (1) and the South (2)
All day we hauled the frozen sheets, to ‘scape the storm’s wet mouth
All day as cold as charity (3), in bitter pain and dread,
For very life and nature we tacked from head to head.
II
We gave the South a wider berth, for there the tide-race roared;
But every tack we made we brought the North Head close aboard:
We saw the cliffs and houses, and the breakers running high,
And the coastguard in his garden, his glass against his eye.
III
The frost was on the village roofs as white as ocean foam;
The good red fires were burning bright in every ‘longshore home;
The windows sparkled clear, and the chimneys volleyed out;
And I vow we sniffed the victuals as the vessel went about.
IV
The bells upon the church were rung with a mighty jovial cheer;
For it’s just that I should tell you how (of all days in the year)
This day of our adversity was blessed Christmas morn,
And the house above the coastguard’s was the house where I was born.
V
And well I knew the talk they had, the talk that was of me,
Of the shadow on the household and the son that went to sea;
And O the wicked fool I seemed, in every kind of way,
To be here and hauling frozen ropes on blessed Christmas Day.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Tutto il giorno lottammo contro i flutti tra Capo Nord (1) e il Sud (2), tutto il giorno governammo le vele ghiacciate per fuggire alla morsa umida della tempesta, tutto il giorno al freddo senza pietà (3), con acuta sofferenza e terrore, per la vita stessa e la natura, abbiamo virato da capo a capo
II
Ci tenevamo alla larga da Capo Sud,
che là la corrente ruggisce, e ogni virata che facevamo ci portavamo sempre più vicini alla Punta Nord:
vedevamo le scogliere e le case, e i frangenti altissimi e la guardia costiera nel suo giardino scrutare con il cannocchiale
III
Il gelo era sui tetti del villaggio, bianchi come la schiuma dell’oceano;
i fuochi rosso vivo, stavano scoppiettando in ogni casa lungo la costa; le finestre sfavillavano e i comignoli sbuffavano; giuro che si annusava il profumo delle vivande mentre il vascello procedeva.
IV
Le campane della chiesa stavano suonando potenti allegri saluti
perchè devo dirvi che (di tutti i giorni dell’anno) questo giorno della nostra tribolazionea era il mattino del santo Natale
e la casa sopra alla guardia costiera era la casa dove sono nato
V
E bene conoscevo i discorsi che facevano su di me, dell’ombra sulla famiglia e del figlio andato per mare
e oh che povero sciocco sembravo, da ogni punto di vista, stare qui a alare le cime gelate nel giorno del benedetto Santo Natale.

NOTE
1) Capo Nord porto di Sydney?
2) South Sea, South Head?
2) as cold as charity è una frase idiomatica che indica un’estrema indifferenza o freddezza, letteralmente freddo come la carità, detto con ironia: è la carità fatta per obbligo morale, ma senza cuore.

LA WAULKING SONG

Il coro è preso da una waulking song delle Isole Ebridi in gaelico scozzese dal titolo “Òran Mòr Sgoirebreac” (in inglese “The great song of Scorrybreac”) la versione integrale di uno dei frammenti della waulking song qui
Anche nell’antica canzone chi canta rimpiange di non essere a casa, le terre di Scorrybreac sono le terre ancestrali del clan  MacNeacail (Mac Nicol) e Scorrybreac Castle (Portree Bay) nell’isola di Skye fu per secoli il castello dei MacNicols. (storia del clan MacNicol)

The subject of the song would appear to be a Nicolson of Scorrybreck, and the occasion of its composition his marriage in the late seventeenth century to a sister of Iain Garbh MacLeod of Raasay.  (tratto da qui)
La versione in inglese qui

Due passi nei pressi
https://www.isleofskye.com/skye-guide/top-ten-skye-walks/scorrybreac

Thograinn thograinn bhith dol dhachaidh
E ho ro e ho ro
Gu Sgoirebreac a chruidh chaisfhinn
E ho hi ri ill iu o
Ill iu o thograinn falbh
Gu Sgoirebreac a’ chruidh chais-fhionn
Ceud soraidh bhuam mar bu dual dhomh
I wish we were going home
E ho ro e ho ro
To Scorrybreac of the white-footed cattle
E ho hi ri ill iu o

To Scorrybreac of the white-footed cattle
The first blessing from me, as is my right

Così Macmaster/Hay con il titolo di Thograinn thograinn la propongono come canzone a sè

FONTI
https://popularvictorianpoetry.wordpress.com/an-anthology-of-popular-victorian-poetry/r-l-stevensons-christmas-at-sea-in-the-scots-observer-1888/
https://julianstockwin.com/2013/12/23/christmas-at-sea/
http://www.bbc.co.uk/alba/oran/orain/oran_mor_sgoirebreac/
https://www.librarything.com/topic/171360
http://www.ondarock.it/recensioni/2015_hiddenorchestra_reorchestrations.htm

http://freepages.genealogy.rootsweb.ancestry.com/~bwickham/nicname.htm

THERE IS NO ROSE OF SUCH VIRTUE

Il culto mariano fiorì nel Medioevo attraverso i canti devozionali e di pellegrinaggio, quando una parte del pensiero cristiano andò a rivalutare la figura femminile (o quantomeno la sua versione mistica) sulla scia del culto della donna dilagato nelle corti feudali. L’argomento è complesso e vede discordi pareri, ma è certamente nel corso del XII secolo che si afferma nella poetica dei trobadori occitani il nuovo concetto di “amor cortese” caratterizzato dal potere mistico dell’amore (la perfettibilità dell’anima del “cavaliere” votato al servizio della sua dama). vedi

LA MANDORLA SACRA

220px-SheelaWikiNel grembo di Maria si compie il mistero raffigurato dalla Mandorla Mistica, una gigantesca vagina che racchiude il “Cristo in gloria” rappresentato in molti codici miniati, dipinti e sculture medievali: la mandorla è seme, simbolo di vita, ma anche come forma geometrica è l’intersezione delle due sfere il divino e l’umano.
La rosa è l’utero della Madre, la coppa-utero della Salvezza (e rigenerazione), la rosa che custodisce il segreto è la manifestazione del Divino Femmineo. Così le fanciulle Sheela-na-Gig mostrano i genitali dai capitelli delle chiese e sui muri dei castelli medievali in Inghilterra, Irlanda, Galles, Francia occidentale, Spagna del Nord e Scozia (anche il periodo storico è ben delimitato tra il 1080 e il 1250). Icone della fertilità tutelari del locis scolpite per lo più sulla chiave di volta dei portali per tenere lontano il male o sui muri esterni a guardia della strada. Sono state interpretate come vagine protettrici, come lo erano le vulve del Paleolitico incise nella roccia, sorgente comune di tutta l’umanità, origine simbolica del mondo, trionfo della vita sulla morte. Il triangolo sacro, potere generatore del mondo, ma anche soglia tra il mondo fisico e quello spirituale. Il simbolo doveva essere ancora molto potente se  palesato nonostante il Cristianesimo fosse una religione profondamente sessista e misogina, ostile verso il sesso (la Chiesa cattolica insegnava che il sesso doveva servire solo per la procreazione non per il piacere).

Nel suo libro “Ancient English Christmas Carols: 1400-1700” (London: Chatto & Windus, 1914). Edith Rickert, scrive “This is one of thirteen carols found in a Cambridge MS., T.C.C. o. 3, 58, [foglio #13] part of which at least is attributed to John Dunstable of Henry VII’s Chapel. It is quite uncertain whether he wrote the words as well as the music.”

Il manoscritto MS O.3.58 di Cambridge conservato al Trinity College (detto comunemente “The Trinity Roll“) contiene ben tredici canti polifonici con musica su pentagramma di cinque righe e risale ai primi decenni del 1400 ed è la prima fonte dei canti natalizi inglesi polifonici

Agincourtcarol
(esempio di partitura nel “The Trinity Roll”)

ASCOLTA Chanticleer


ASCOLTA Sting in “If On a Winter’s Night“, 2009 un omaggio ai canti di pellegrinaggio medievali e in particolare alle Cantigas de Santa Maria


There is no rose of such virtue
as is the rose that bare Jesu.
For in this rose contained was
heaven and earth in little space
By that rose we may well see
that he is God in persons three.
The angels sungen the shepherds to:
“Gloria in excelsis Deo.”
Leave we all this worldly mirth,
and follow we this joyful birth.
Alleluia, res miranda, pares forma, gaudeamus,
Alleluia
Traduzione italiano di Cattia Salto
Non c’è una rosa di tal virtù
come colei che racchiude Gesù.
Poichè é questa rosa che conteneva cielo e terra in stretto sito.
Per quella rosa possiamo ben vedere
Dio in tre persone.
Gli angeli cantano ai pastori:
“Gloria a Dio nell’alto dei cieli”.
Abbandoniamo dunque i piaceri terreni
e assistiamo alla sua nascita gioiosa.
Alleluia, della mirabile forma,
rallegriamoci,
alleluia

NOTE
1) nell’utero di Maria cielo e terra si incontrano, è la mandorla sacra.

FONTI
Storia di V. Biografia del sesso femminile, Catherine Blackledge (2008)
http://ontanomagico.altervista.org/poesia-cortese.htm
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/ Hymns_and_Carols/there_is_no_rose_of_such_virtue.htm http://www.diamm.ac.uk/jsp/Descriptions?op=SOURCE&sourceKey=320
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/ Hymns_and_Carols/Images/Terry-A%20Medieval%20Carol%20Book/AMCB69.jpg

GABRIEL’S MESSAGE

Fu nel IV sec d.C. che l’Annunciazione a Maria, non avendo una data certa nei Vangeli, venne fissata dalla Chiesa cattolica il 25 marzo (9 mesi prima del Natale di Gesù), e fino all’Alto Medioevo, tale data segnò l’inizio dell’anno nuovo (che peraltro iniziava con l’equinozio di primavera anche nel calendario dell’Antica Roma).

GABRIEL’S MESSAGE CAROL

Birjina gaztetto bat zegoen” è un canto di Natale basco sull’Annunciazione il cui andamento melodico segue la carol medievale “Angelus ad Virginem“.

ASCOLTA Aquabella nella versione orginale “Birjina gaztetto bat zegoen

I
Birjina gaztetto bat zegoen
Kreazale Jaonaren othoitzen,
Nuiz et’aingürü bat lehiatü
Beitzen zelütik jaitxi
Mintzatzera haren.
II
Aingüria sartzen, diolarik:
«Agur, graziaz zira betherik,
Jaona da zurekin, benedikatü
Zira eta haitatü
Emazten gañetik».
III
Maria ordian dülüratü,
Eta bere beithan gogaratü
Zeren zian uste gabe ebtzüten
Hura agur erraiten.
Hanbat zen lotsatü.
IV
«Etzitela, ez, lotsa, Maria;
Jinkoatan bathü’zü grazia:
Zük düzü sabelian ernatüren,
Eta haor bat sorthüren
Jesüs datiana».
V
Harek, dülüratürik, harzara:
«Bena nula izan daite hola,
Eztüdanaz gizunik ezagützen,
Ez eta ezagütüren
Batere seküla?».
VI
«Ezpiritü saintiak huntia
Izanen düzü hori, Maria».
Zü zirateke, ber ordian, ama
Bai et’ere birjina,
Mündian bakhoitza.
VII
Mariak arrapostü ordian:
«Hao naizü Jinkoren zerbütxian,
Zük errana nitan biz konplitü».
Jaona aragitü
Haren sabelian.
VIII
O Jinkoaren ama saintia,
Bekhatügilen ürgaitzarria,
Zük gitzatzü lagünt, bai Jinkoaren,
Baita berthütiaren
Bihotzez maithatzen.

Nell’Ottocento il testo fu tradotto in inglese  da Sabine Baring-Gould, che ridusse a quattro le strofe originali: è in genere cantato dalle corali seguendo l’arrangiamento di Edgar Pettman pubblicato nel suo “Modern Christmas Carols” (1892).

Anche intitolato “The angel Gabriel from heaven came” e “The Angel Gabriel”del carol natalizio non mancano le versioni dei grandi interpreti della scena celtica e rock.

ASCOLTA Sting in Russians è un singolo tratto dal primo album solista The Dream of the Blue Turtles, pubblicato nel giugno del 1985il video è girato nell’oscurità e con un solo faro di luce puntato dall’alto, contro uno sfondo plumbeo rispetto al quale Sting si staglia come un’ombra nera, un girotondo di angeli bambini (abbigliati in puro stile vittoriano) a piedi nudi nella neve lo circondano.

Qualche angioletto nero che prega a mani giunte e il volto di Sting illuminato sulle ultime note. Inquietante il loop elettronico che sembra voler richiamare il suono delle pale di un elicottero; a mio avviso il video si spiega inquadrando il brano come lato B di Russian un canto  contro la politica della guerra fredda “Russians love their children too” (una canzone più che profetica visto che nel 1989 si tenne il summit di Malta). Con l’esordio della sua carriera da solista (The Dream Of The Blue Turtles) Sting mette in campo anche il suo impegno sociale (Amnesty International, Greenpeace, Live Aid tanto per citarne )

ASCOLTA Sting in If On a Winter’s Night 2009: quasi jazz l’arpa celtica della scozzese Mary Macmaster

Più notturna l’interpretazione di Moya Brennan in An Irish Christmas 2006: sembra di rivivere le scene dello sceneggiato di Franco Zeffirelli Gesù di Nazareth (1977) con Maria che dorme e viene svegliata dal vento che spalanca la finestra. L’angelo è solo luce e lo spavento di Maria è lentamente seguito dalla curiosità. L’intonazione di Moya sottolinea il mistero dell’evento, il suo carattere soprannaturale tutto com’è puntato dal battito del tamburo e dai pizzichi degli archi e dell’arpa. L’accettazione di Maria “Avvenga dentro di me ciò che vuole il Signore” è anche discesa dello Spirito Santo, il principio femminile di dio della fecondità e dell’abbondanza, e Maria raccoglie la luce che entra dalla finestra spalancata.

ASCOLTA Moya Brennan in An Irish Christmas, 2006.

ASCOLTA Marillions 1999 e in Christmas in the Chapel (2003)

ASCOLTA Good Shepherd Band


I
The angel Gabriel from heaven came,
His wings as drifted snow,
his eyes as flame;
‘all hail’, said he, “thou
lowly maiden Mary,
Most highly favour’d lady, Gloria!
II
‘For known a blessed mother thou shalt be,
All generations laud
and honour thee,
Thy son shall be Emmanuel (1),
by seers foretold,
Most highly favour’d lady, Gloria!”
III
Then gentle Mary meekly bowed her heard,
“‘To me be as it pleaseth god (2)'” she said, “my soul shall laud and magnify (3) his holy name,
Most highly favour’d lady, Gloria!”
IV
Of her, Emmanuel the christ, was born,
In Bethlehem, all on a christmas morn,
And christian folk throughout the world will ever say (4):
“Most highly favour’d lady Gloria!”
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
L’angelo Gabriele dal cielo giunse
le ali come un mucchio di neve,
gli occhi di fiamma
“Salve” disse “a te,
Maria, umile fanciulla,
Dama favorita dal cielo, Gloria!
II
Perchè è risaputo che sarai
una madre benedetta,
tutte le generazioni ti loderanno
e ti onoreranno,
tuo figlio sarà Emmanuele,
come predetto dai profeti
Dama favorita dal cielo, Gloria!”
III
Allora la dolce Maria docilmente chinò il capo
“Che sia fatta la volontà di Dio” disse
“l’anima mia loderà ed esalterà il suo Santo Nome
Dama favorita dal cielo, Gloria!”
IV
Da lei Emmanuele, il Cristo era nato
a Betlemme, la mattina di Natale
e i cristiani di tutta la terra
diranno  per sempre:
“Dama favorita dal cielo, Gloria!”

NOTE
1) Isaia chiama la Palestina Terra di Emmanuele (che in ebraico significa Dio è con noi)
2) L’Annunciazione si basa sul presupposto che Maria fosse libera di scegliere se acconsentire o meno al divino volere nonostante tutte le Profezie.
3) versi presi dal Magnificat: L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
4) oppure: And everyone throughout the world forever saved

"The Annunciation," Henry Ossawa Tanner, 1898
“The Annunciation,” Henry Ossawa Tanner, 1898

La dissoluzione della figura angelica ..raggiunge il culmine nell’Annunciazione del 1898 di Henry Ossawa Tanner, artista afro-americano. Il quadro si può ammirare al Museum of Art di Filadelfia. L’angelo non è che un ectoplasma luminoso, in contrasto col realismo del resto della scena, anch’essa ambientata in un povero interno orientale (ma potremmo ben trovarci in qualche luogo dell’America Latina). In quest’opera di Tanner, annunciazione e denuncia sembrano conciliarsi in una maniera tale, che non spiacerebbe a un “teologo della liberazione” quale Gustavo Gutiérrez o a un pedagogista come Paulo Freire.
In effetti, vi si può avvertire un interesse critico sociale, che è raro riscontrare in altre Annunciazioni: salvo forse che in un’opera del Tintoretto, nella Scuola di San Rocco a Venezia, per altri versi ammirata da John Ruskin. Unici oggetti sono vasellame e tessuti. Quasi come in una cella, né porte né finestre sono visibili. Così come nella raffigurazione di Tissot, la chiusura dell’ambiente inquadrato è totale. La luce tende a essere artificiale o, meglio, interiore. Seduta sul suo giaciglio, una giovanissima Maria è tornata a guardare verso l’apparizione, con atteggiamento perplesso più che interdetto. Solo le mani, congiunte e strette in grembo, ne tradiscono l’emozione. (Pino Blasone tratto da vedi)

APPROFONDIMENTO
http://annunciazione.wordpress.com/2008/12/13/avvenga-dentro-di-me/
http://www.oocities.org/soho/square/1364/annunciazioni.htm

FONTI
https://www.jubilate.co.uk/songs/the_angel_gabriel_from_heaven_came
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/gabriels_message.htm