Terre Celtiche Blog

Flodden Field e la regina Margherita Tudor

Flodden Field fu l’ultima battaglia in stile medievale combattuta sulle isole britanniche il 9 settembre 1513 tra l’armata scozzese di Giacomo IV (comandata dal re in persona) e quella inglese di Enrico VIII (comandata dal conte di Surrey, lord Thomas Howard [1443-1524]). Si rimanda al portale dell’Ecomuseo di Flodden per la ricca documentazione in merito.

Vista da Branxton Hill sul campo di battaglia (Ian Kille) da Ecomuseo di Flodden

Scriveva Riccardo Venturi nel suo saggio del 1988Il 9 settembre 1513 fu combattuta presso i monti di Flodden, vicino alla città di Bramstone (propriamente Brankstone), la battaglia decisiva nella guerra dichiarata solo pochi giorni prima (12 agosto) dal Re di Scozia Giacomo IV al Re d’Inghilterra Enrico VIII. L’esito fu disastroso per gli scozzesi; il Re stesso rimase ucciso sul campo di battaglia, e secondo lo storico Polidoro Virgilio (1586) si ebbero non meno di 10.000 morti. La battaglia diede immediatamente origine ad una serie abbastanza ricca di componimenti popolari e non, specialmente da parte inglese; ma di questa ballata si conosce quest’unica versione, tratta dalla “Pleasant History of John Winchcombe, in his younger yeares called Jack of Newberie” di Thomas Deloney, scritta nel 1597.
Il Deloney, riportandola, dice che “per onta degli Scozzesi e a ricordo dell’impresa famosa il popolo d’Inghilterra compose questo canto che molti ricordano ancor oggi” (Child III, 351); e la ballata è certamente di scuola popolare, meno forse l’ultima strofa, che pare un’aggiunta posteriore alla ballata già stilizzata.

“L’onta” cade sul re scozzese, che aveva sposato la sorella di Enrico VIII nel 1503 e rotto il Trattato di pace perpetua siglato l’anno precedente. In teoria Giacomo avrebbe dovuto appoggiare il cognato o quantomeno non intervenire nella guerra intrapresa dall’Inghilterra contro la Francia. Senonchè Scozia e Francia avevano firmato un trattato di aiuto reciproco in caso di invasione dell’Inghilterra, detto Auld Alliance che risaliva alla fine del 1200 ma che, guarda caso, era stato rinnovato nel 1513. Del resto nonostante venissero combinati matrimoni tra le case regnanti per imparentarsi a seconda della convenienza politica, questi legami non sortivano necessariamente anche solide alleanze.
Altresì i trattati di alleanza se per questo: risaliva al 1502 il trattato di pace perpetua firmato da Giacomo IV e Enrico VII (sancito dal matrimonio del re scozzese con la figlia di Enrico, Margherita Tudor) per porre fine alle continue ostilità tra i due paesi. La rottura del trattato valse a Giacomo la scomunica, l’unico vantaggio a ben vedere fu la successione al trono d’Inghilterra di Giacomo VI quando, dopo la morte senza eredi di Elisabetta I, la Scozia ebbe la sua rivincita.
Dopotutto il trattato di pace perpetua diceva
“There [shall] be a true, sincere, whole and unbroken peace, friendship, league and amity, not only for the term of the life of each of our said princes … from this day forth in all times to come, between them and their heirs and lawful successors, heritable and lawfully succeeding.”

Flodden Field

[Roud 2862; Child # 168]

Prosegue il Venturi nel portale Antiwarsongs.org
E’ abbastanza raro che una ballata tradizionale britannica (inclusa regolarmente da Francis James Child nel suo Canone, al numero 168), pur esaltando una vittoria in battaglia, riesca a descriverne con precisione gli effetti devastanti, e con toni dai quali traspare se non un’effettiva (e per certi versi, allora impossibile) opposizione ad una guerra, almeno lo sgomento dell’anonimo cantore di fronte allo spettacolo terrificante del massacro, e la sua registrazione precisa dell’opposizione alla guerra della Regina Margaret (che per questo viene gettata in prigione dal re). E’ il caso della stupenda Flodden Field.

Spriguns Of Tolgus 1975
The Owl Service 2008
Strawhead – ‘Songs from The Book of England’  1980
il brano inizia a 1:02:47 Flodden Field / Flowers Of The Forest con un testo diverso da quello esaminato

Annota Riccardo Venturi “La nostra [versione] segue fedelmente la storia, più di quanto generalmente non facciano le ballate; questa cosa sarebbe una riprova dell’affermazione del Deloney, e una testimonianza della composizione di questa ballata nei giorni immediatamente seguenti alla battaglia. In effetti, composizioni del genere si ebbero subito; già nel 1513, ovvero nello stesso anno della battaglia, John Skelton compose “A Ballade of the Scottyshe Kynge“, il cui testo circolava in una “broadside” che è la più antica che ci sia pervenuta.

King Jamie hath made a vow,
Keepe it well if he may!
That he will be at lovely London
Upon Saint James his day.

“Upon Saint James his day at noone,
At faire London will I be,
And all the lords in merrie Scotland,
They shall dine there with me.”

Then bespake good Queene Margaret,
The teares fell from her eye:
“Leave off these warres, most noble king,
Keepe your fidelitie.

“The water runnes swift and wondrous deepe,
From bottome unto the brimme;
My brother Henry hath men good enough;
England is hard to winne.”

“Away,” quoth he, “with this silly foole!
In prison fast let her lie;
For she is come of the English bloud
And for these words she shall dye.”

With this bespake Lord Thomas Howard,
The queenes chamberlaine that day:
“If that you put Queene Margaret to death,
Scotland shall rue it alway.”

Then in a rage King Jamie did say,
“Away with this foolish mome!
He shall be hanged, and the other be burned,
So soone as I come home.”

At Flodden Field the Scots came in
Which made our English men faine;
At Bramstone Greene this battaile was seene,
There was King Jamie slaine.

Then presently the Scots did flie,
Their cannons they left behind;
Their ensignes gay were won all away,
Our soldiers did beat them blinde.

To tell you plaine, twelve thousand were slaine,
That to the fight did stand,
And many prisoners tooke that day
The best in all Scotland.

That day many a fatherlesse child
And many a widow poore,
And many a Scottish gay lady
Sate weeping in her bower.

Jack with a feather was lapt all in leather,
His boastings were all in vaine;
He had such a chance, with a new morris-dance,
He never went home againe.

Ha fatto un voto Re Giacomo,
Lo mantenga, se gli riesce!
Che sarà nella bella Londra
Nel giorno di S.Giacomo (1).

“A mezzogiorno di S.Giacomo
Sarò nella bella Londra,
E tutti i Lords della gaia Scozia
Saranno a pranzo con me.”

Disse la buona regina Margherita
Con gli occhi pieni di lacrime:
“Basta con queste guerre, nobile Re,
Tieni fede alla tua parola.

“La corrente è veloce ed assai profonda
Dal fondo fino al pelo dell’acqua;
Mio fratello Enrico ha uomini abbastanza in gamba
E L’Inghilterra è un osso duro. (2)”

“Portatemi via questa stupida sciocca
E chiudetela bene in prigione!
Anche lei è di sangue inglese
E, per questo, deve morire.”

Disse allora Lord Howard
Ciambellano della Regina (3), quel giorno:
“Se farete morire la Regina Margherita
La Scozia ne piangerà per sempre.”

Re Giacomo disse in preda all’ira:
“Portatemi via questo stupido sciocco!
Lui sarà impiccato e lei messa al rogo
Non appena tornerò a casa.”

Gli Scozzesi vennero al campo di Flodden
E i nostri Inglesi ne furon contenti,
Sul prato di Brankstone fu data battaglia
E Re Giacomo vi rimase ucciso.

Gli Scozzesi scapparono subito
Lasciando sul posto i loro cannoni;
Le loro bandiere furon portate via
E i nostri soldati gliene suonarono belle.

In breve, di quelli che erano in battaglia
Ne furono uccisi dodicimila (4);
Furon fatti molti prigionieri quel giorno,
La crema di tutta la Scozia.

Quel giorno rese orfano più d’un bambino
E povera più d’una vedova;
Molte belle signore scozzesi
Stettero a piangere nei loro castelli.

Quel buffone di Giacomo fu avvolto nel cuoio (5)
Le sue sbruffonate non portarono a nulla;
Ebbe tanta fortuna come personaggio d’una moresca (6)
Che non è tornato più a casa (7).

Note di Cattia Salto; Traduzione italiana di Riccardo Venturi
1) il giorno di San Giacomo è in Scozia il giorno del Re. Il giorno dopo, il 26 luglio 1513, Giacomo IV scrisse ad Enrico di interrompere l’attacco alla Francia, minacciandolo che in caso contrario, avrebbe rotto la pace tra i loro due paesi, e dopo l’insolente rifiuto del cognato entrò in guerra il 12 agosto.

Margaret Tudor regina di Scozia
Margaret Tudor

2) La protesta della regina Margaret è un dato storico, in quel tempo era in attesa del sesto figlio Alexander (che morirà qualche tempo dopo). Margaret Tudor andò in sposa a Giacomo quando era ancora una bambina (13 anni). Partorì due maschi e due femmine morti tutti entro l’anno di nascita e finalmente, un anno prima della battaglia, il 15 aprile 1512, ebbe un figlio. Alla morte del Re Margaret regnò sulla Scozia per poco più di un anno. Ma il matrimonio con Archibald Douglas, conte di Angus, oltre a renderla impopolare presso la corte, le fece perdere la reggenza, che venne affidata a John Stewart, duca di Albany, cugino di Giacomo IV nonchè terzo nell’asse di successione al trono. Filo francese sbarcò in Scozia nel 1515 e Margaret fuggì in Inghilterra (dove partorì Margaret Douglas),
Archibald Douglas, capo di una delle famiglie più potenti della Scozia meridionale il cui padre era stato ucciso nella battaglia di Flodden, aveva la stessa età di Margaret. Pare che il loro fosse un amore passionale, ma anche questo secondo marito si rivelò essere un donnaiolo come il primo. L’anno successivo quando il marito le fece pressioni per il suo rientro in Scozia appoggiato dai nobili filo-inglesi Margaret scoprì che Angus viveva con un’altra donna e utilizzava i suoi soldi per mantenerla. Ritornata in Scozia prima si alleò con il reggente e poi partecipò al colpo di mano per portare al potere Giacomo V all’età di 12 anni (e continuare a governare in un tira e molla con le intrusioni del marito). Quando finalmente ottenne l’annullamento del matrimonio da Douglas si sposo con Henry Stewart primo Lord Methven nel 1528. Anche il terzo matrimonio però non le assicurò un marito fedele! Il suo desiderio di un secondo divorzio venne questa volta frustrato dal figlio stesso. Divenne buona amica della regina Maria di Guisa.
3) lord Thomas Howard [1443-1524] sarà il comandante in capo all’armata che andrà contro agli scozzesi, nominato da Enrico VIII che stava combattendo in Francia. Zio per matrimonio con Margaret Tudor, ebbe l’incarico di scortarla in Scozia nel 1503. Nota il professor Child che questo è un motivo sufficiente perchè la ballata ne faccia -erroneamente- il suo ciambellano dieci anni dopo. Anche la biografia del Lord è intrigante, dalla lunga vita (morì ultraottantenne), vide l’avvicendarsi di sei monarchi inglesi.
4) sull’entità delle perdite gli storici non sono concordi, la stima si assesta sulle diecimila unità, ma la conta tra gli alti ranghi è stata invece molto dettagliata.
5) il cadavere del re scozzese fu portato dai vincitori a Berwick, dove fu imbalsamato e posto in una bara di piombo prima di essere trasportato a Londra da Caterina d’Aragona, moglie di Enrico VIII, e responsabile degli affari di famiglia mentre il re inglese combatteva in Francia. “Then was the body bowelled, embawmed and cered:” Hall, p. 564, ed. 1809. “His body was bowelled, rebowelled, and enclosed in lead,” “lapped in lead:” Stowe, Chronicle, p. 494 b, ed. 1631; Survey, Book III, p. 81 a, ed. 1710. Fair Rosamond’s bones, when they were exhumed at Godstow, says Leland, were closed in lead and within that closed in leather: Dugdale’s Monasticon, ed. 1823, IV, 365, No VIII.
6) La moresca antica (La Mouresque) era una danza delle spade molto popolare tra il XV e il XVIII secolo e si svolgeva per lo più nel periodo carnevalesco. Nel Medioevo queste danze vennero mimate con fazzoletti e campanelli al posto delle armi, conosciute ancora ai nostri giorni in Gran Bretagna con il nome di Morris dance.
7) in un primo momento essendo stato scomunicato non fu possibile seppellirne il corpo che venne lasciato nel monastero di Sheen a Richmond upon Thames, la testa si staccò, poi dopo alcune peripezie fu portata a Londra nella St Michael Wood Street ma del corpo venne persa ogni traccia.

LINK
http://guide.supereva.it/rinascimento/interventi/2009/08/flodden-morte-di-una-nazione
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/C168.html
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_168
http://bluegrassmessengers.com/recordings–info-168-flodden-field.aspx
https://www.flodden1513ecomuseum.org/places/local/flodden-field
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=1754&lang=it
https://web.archive.org/web/20011105083938/http://utenti.tripod.it/Balladven/history.html

Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog. Ha iniziato a divulgare i suoi studi e ricerche sulla musica, le danze e le tradizioni d'Europa nel web, dapprima in maniera sporadica e poi sempre più sistematicamente sul finire del anni 90 tramite il sito dell'associazione L'ontano [ontanomagico.altervista.org]

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