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Terre Celtiche Blog

Fiore di Tomba, la versione piemontese

Fiore di Tomba è un tema ballatistico della tradizione piemontese come il rose&briar lo è di quella anglo-sassone. Roberto Leydi nel suo “Cantè Bergera” distingue due filoni narrativi , il tipo A più arcaico (derivato dalle lezioni francesi e poi evolutosi autonomamente) e il tipo B che è un canto italiano filtrato poi in Piemonte.
Il tipo A si distingue in A1 derivato direttamente dalle lezioni francesi (vedi La Pernette) e in A2 che inizia come Mama mia maridéme.

Fiore di Tomba
rosa-rovo

FIORE DI TOMBA
La Pernette
Di là da cui boscage
Mamma (Papà) datemi in sposa
Stamattina mi sono alzata
L’ ën mangià l’insalatina

Fiore di Tomba: Mamma (Papà) datemi in sposa

Come analizzato da Diego Carpitella per Rai Teche, Antiche canzoni epico-liriche italiane: fior di tomba

Per quanto riguarda la trama, incentrata sul tema del fiore che cresce sulla tomba della bella morta per amore, questa canzone si divide in due gruppi: nel primo, più antico, la ragazza che vogliono maritare o che chiede di maritarsi domanda per sposo un prigioniero. Le viene risposto che è condannato a morte e che subirà la pena l’indomani. Ella dice allora che se faranno morire quel giovane morrà anche lei e raccomanda che le si prepari la tomba, sulla quale spunterà poi un bel fiore e la gente che passerà, sentendone l’odore, dirà “È morta la bella Rosina. È morta per amore!”

Al momento non ho trovato un granchè come audio di questo specifico sottogruppo, se non la registrazione del Leydi di Teresa Viarengo e nel casalese-tortonese la versione dei Tre Martelli

Teresa Viarengo in “Il cavaliere crudele”

Secondo il Leydi il tipo A2 rappresenta uno stadio successivo della ballata Fiore di Tomba, probabilmente tutto piemontese. La figlia vuole sposarsi perchè è arrivato il suo tempo per andarsene di casa, e vuole sposare un giovane che è in prigione. Scrive il Leydi in Cantè Bergera:

L’incipit di questa ballata, con la pressante richiesta d’una ragazza alla madre per essere presto maritata ricorre in edizioni a stampa fin dal XIV secolo, ma con uno sviluppo poi differente: la richiesta della ragazza è stata esaudita ma ora essa si lamenta del marito. Questi testi si collocano nel filone della malmaritata o della donna data in sposa ad un vecchio.”

Una versione tipicamente tortonese-alessandrina

Canzoniere Popolare Tortonese 2016
Elisabetta Gagliardi
Tre Martelli & amis

Fiore di Tomba: TERESA VIARENGO

“O papà (1), mi voi mariemi ,
lo chi pasa la stagiùn.
El ciresi sun maduri e i grafiùn na sun già bun.
O papà, mi voi cul giuvu,
ca i é là ‘n cula persùn.”
“O fìa dla me fìa, cul giuvu fa pa per ti.
E dumàn a le undes uri a lu mènu a fé murì (1).”
“Putost fé morì cul giuvu,
voi ca m’ fasu mori mi.
O papà, fé fé ‘na tumba,
o, ca stagu tre cun mi:
el me pari e la me mari e ‘l mio amante an bras a mi.
E po ‘n suma a cula tumba noi butruma rosi e fiur.
E tuta la gent che i pasa na diràn “che bun udùr”.
Na diràn chi é mort la béla, ca l’é morta per l’amùr.

“O papà, voglio maritarmi,
perchè passa la stagione.
Le ciliege sono mature e i duroni sono già buoni.
O papà, voglio quel giovane,
che è là in quella prigione.”
“Figlia, o mia figlia, quel giovane non fa per te.
Domani alle undici lo portano a morire .”
“Piuttosto che far morire quel giovane,
voglio che facciano morire me.
O papà, fate fare una tomba,
che ci stiano tre persone, con me: mio padre e mia madre e il mio amante in braccio a me.
E poi in cima a quella tomba metteremo rose e fiori.
E tutta la gente che passa dirà che buon profumo. Diranno che è morta la bella, che è morta per amore.”

NOTE [traduzione italiana Roberto Leydi]
1) in genere la ragazza si rivolge alla madre

Fiore di Tomba: Canzoniere Popolare Tortonese

E’ la versione che il Nigra classifica come #19 F trasmessa da Domenico Carbone di Carbonara, Tortona.

O mama, maridemi, ch’à passa la stagiùn.
“O fia la mia fia, chi vüsto mai piè?”
“Mi vuoi quel giuvinetto, ch’u stà ‘nt cula prigiun.”
“O fìa dla me fìa, ch’i l’àn da fà morì”
“S’i fan morì quel bel giùvin, a vuoi morì anca mi.
Farem piantà ‘na tumba, da starghi tüti e tri:
da starghi pàder e màder e l’amur in brass a mi.
‘n fund dla nostra tumba pianteremo d’ün bel fiur.
La sira ‘l pianteremo, la matina sarà fiurì”
La gent che passeranno i diràn “che bel fiur.
I diràn ch’a l’è Rosina ch’a l’é morta per l’amùr.”
Quel fiur l’è gnü tant’alto féiv’umbra a tre città (1)
l’üna si a l’è Tortona e l’altra l’è Munferrà
e l’altra l’è Lissàndria ch’i l’è üna gran città.

“O mamma fatemi sposare perchè passa la stagione”
“O figlia cara chi vorresti prendere?”
“Voglio quel giovane, che sta in quella prigione.”
“Figlia, o figlia mia, quello lo faranno morire”
“Se uccideranno il bel giovane, voglio morire pure io!
Faremo scavare una tomba da starci tutti e tre
da starci padre e madre e il mio amore in braccio a me.
In fondo alla tomba pianteremo un bel fiore
lo pianteremo alla sera e al mattino sarà sbocciato.
La gente che passa dirà che “che bel fiore”
Diranno che e della Rosina, che è morta per amore.”
Quel fiore è cresciuto tanto alto da fare ombra a tre città, una è Tortona e l’altra è (Casale) Monferrato
e l’altra è Alessandria che è una grande città

NOTE (prima trascrizione da revisionare)
1) si tratta di un verso fluttuante da “ Le due tombe” ( Nigra 18), in cui sulle tombe dei due amanti
crescono due alberi fino a fare ombra a tre città ( Alessandria, Valenza e Casale; Valenza, Firenze e Torino; e altre).

FONTI
https://docplayer.it/18212636-Fior-di-tomba-aess-archivio-di-etnografia-e-storia-sociale.html
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=fr&id=51327
http://www.avvelenata.it/public/alberodelcanto/mammamiamarideme.html
https://www.piemunteis.it/wp-content/uploads/19.-Fior-di-tomba.pdf

Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog

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