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HUNTING THE WREN: THE CUTTY WREN

wrenSopravvissuta in Irlanda fino ai nostri giorni la caccia dello scricciolo è un rituale pan-celtico che si svolge il 26 dicembre: secondo la tradizione celtica lo scricciolo era il simbolo di Lugh, Figlio della Luce trionfante e il suo sacrificio, un tributo in sangue agli spiriti della Terra nel Solstizio d’Inverno, era una supplica per ottenere favori e fortuna, ma anche un sacrificio solare (la luce che riprende vigore dopo il solstizio riceve energia dal sangue del suo simulacro). L’uccisione dello scricciolo e la distribuzione delle sue piume avrebbe portato salute e fortuna agli abitanti del villaggio. (prima parte continua)

Seguitemi in questo viaggio per la campagna britannica!

isle-man-flagISOLA DI MAN & GALLES Flag_of_Wales

These types are usually associated with the Scots. Cutty is a word specific to the Scots dialect of English, however, we don’t find any of these songs actually in Scots Gaelic. The earliest version of this group is recorded in Herd’s Scots Songs, first published in 1776 with words but no music (pp. 210-211). It begins with the line “‘Will ze go to the wood?’ quo’ Fozie Mozie.” (tratto da qui)

Questa è la versione più antica e inquietante sul rituale della cattura e uccisione dello scricciolo, di cui si trova testimonianza anche in Scozia cutty è in effetti un termine scozzese per “corto” riferito probabilmente alla corta coda corta e appuntita che l’uccellino tiene fieramente rivolta all’insù.

ASCOLTA

THE CUTTY WREN

Il testo sviluppa il tema della caccia dello scricciolo in una delle più antiche versioni, in cui la caccia era un vero e proprio sacrificio: in origine erano i re a rappresentare il legame con il divino e venivano sacrificati per il loro popolo, e la loro carne seminata nei campi per garantire la fertilità. (vedi prima parte)
Nel testo si rievoca così un rituale magico molto antico di uccisione e smembramento, così come si può riscontrare ad esempio nella ballata di John Barleycorn e nel sacrificio dello Spirito del Grano. (vedi)

Altri vedono invece la canzone come una canzone di protesta che risale alla rivolta dei contadini del 1393 (o del 1381). Tuttavia i più antichi testi si datano alla fine del 1700 (e alcune citazioni di fine 600 riportano l’usanza della caccia allo scricciolo praticata in Irlanda). Vero è che esiste una filastrocca inglese dal titolo Who Killed Cock Robin? (Chi ha ucciso il pettirosso?) del XVIII sec che riprende però la storia Phyllyp Sparowe scritta da John Skelton nel 1508. Così il mito trasmigra nella fiaba e diventa una nursery rhyme!

WhoKilledCockRobin-vi

Anche per questo brano esistono molte varianti testuali e tuttavia tutte mantengono la forma responsoriale, il modello domanda e risposta dei canti liturgici, che conferisce una sorta di solennità rituale al canto. Non posso fare a meno di pensare che sull’antico rituale celtico si sia innestato il simbolismo cristiano: qui infatti lo scricciolo non è il re degli uccelli, ma un’umile creatura, è Gesù che si sacrifica per il suo popolo, è il pasto rituale in cui il corpo e il sangue di Cristo si trasforma in cibo (che, per i cattolici,  non è una cannibalizzazione ma una transustanziazione: la rinnovazione, per mezzo del sacerdote, del miracolo operato da Gesù Cristo nell’ultima Cena di mutare il pane e il vino nel suo Corpo e nel suo Sangue).

ivi.borinMi trovo in sintonia con le osservazioni di R.J. Stewart, in “Where is Saint George?”: “The survival of ancient lore in folksongs and rituals is due to a combination of various factors. The accuracy and retention of the oral tradition need not be totally ignored, but perhaps the idea of a racial memory of tradition would be a better means of explaining the survival of myths. One vital factor is the agricultural way of life. […] The sacrificing of the wren was supposed to bring fertility. This would be a natural part of the life-cycle, where death leads to new birth through the ceaseless round of the seasons. There is no dark ancient religious secret involved here, but simply the epitomising of the process by which the rural community lived. The line of survival of racial myths could, poetically speaking, come out of the land itself, through the humans who live upon it. The link with later sophisticated religious concepts is hardly surprising when we consider that these concepts grew naturally out of the roots of the human existence. […] The impact and vitality of The Cutty Wren is enormous. Its power is striking to the modern listener no matter how far removed he is from the life-cycle which it represents. Quite possibly the attraction of such material for modern scholars and musicians is not primarily in the depth of curious lore that it holds, but in the life forces from which it grows. In the ‘pagan’ songs we can feel the essential flow of life expressing itself directly, in a quality long departed from most formal religious music.[…]The fragment of ritual surviving in The Cutty Wren, in its various English versions, stops short with the death and eating of the victim. It does not continue the tale, as do the Irish legends, with the magical revival and rebirth, although the wren-hunt was still associated with the growth of crops.”

ASCOLTA Ian Campbell folk group 1962

ASCOLTA Damh the Bard in “Tales From The Crow Man” 2009

I
Oh where are you going
said Milder to Moulder
Oh we may not tell you
said Festel to Fose
We’re off to the woods
said John the Red Nose
We’re off to the woods
said John the Red Nose.
II
And what will you do there
said Milder to Moulder
We’ll hunt the Cutty
wren said John the Red Nose
And how will you shoot her said Milder to Moulder
With bows and with arrows
said John the Red Nose
Oh that will not do
said Milder to Moulder
Oh what will you do then
said Festel to Fose
With guns and with cannon
said John the Red Nose
III
And how will you cook her
said Milder to Moulder
Oh we may not tell you
said Festel to Fose
In pots and in Pans
said John the Red Nose
Ah that will not do
said Milder to Moulder
Oh what will do then
said Festel to Fose
A bloody great brass caldron(1)
said John the Red Nose
III
Who will get the portion
said Milder to Moulder
We may not tell you
said Festel to Fose
We’ll Give it all to the nobles
said John the Red Nose
Oh that will not do
said Milder to Moulder
What will do then
said Festel to Fose
We’ll give ‘em all to the poor(2)
said John the Red Nose.
TRADUZIONE tratta dalla versione di Riccardo Venturi
I
“Ehi, ma dove vai”
disse Milder a Moulder
“Non vogliamo dirtelo”
disse Festel a Fose
“Stiamo andando al bosco”
disse John Nasorosso
II
“E che ci andate a fare”
disse Milder a Moulder,
“A cacciare lo Scricciolino”,
disse John Nasorosso
“E come lo ucciderete,”
disse Milder a Moulder,
“Con archi e con frecce,”
disse John Nasorosso
“Oh, ma non servirà”,
disse Milder a Moulder,
“Cosa farete allora”
disse Festel a Fose
“con pistole e cannone”,
disse John Nasorosso.
III
“E come lo cuocerete,”
disse Milder a Moulder,
disse Milder a Moulder
“Non vogliamo dirtelo”
disse Festel a Fose
“In pentole e caldaie,”
disse John Nasorosso
“Oh, ma non servirà,”
disse Milder a Moulder
“Che farete allora”,
disse Festel a Fose
“Un gran calderone d’ottone (1) sanguinolento”,
disse John Nasorosso
III
“E come lo dividerete,”
disse Milder a Moulder,
“Non vogliamo dirtelo,”
disse Festel a Fose,
“Lo daremo tutto ai nobili”,
disse John Nasorosso,
“Oh, ma non servirà”,
disse Milder a Moulder,
E che farete allora,
disse Festel a Fose
Daremo tutti ai poveri (2),
disse John Nasorosso

NOTE
1) Nella tradizione Gallese il calderone di Bran il dio dell’Altro Mondo ridà la vita ai guerrieri morti in battaglia; il calderone di Kerridwen è la fonte dell’immortalità e della saggezza; così si mescolano i due miti e la morte di Gesù il Salvatore è la promessa della Salvezza eterna (dell’anima)
2) i poveri di spirito

HUNTING THE WREN -ISOLA DI MAN

Dall’Isola di Mann proviene una registrazione sul campo risalente agli anni del 1950 (Peter Kennedy dal canto di Joe and Winifred Woods di Douglas) registrata dagli Steeleye Span nel 1978

ASCOLTA Steeleye Span in Live at Last 1978


“We’ll hunt the wren,”
says Robin to Bobbin,
“We’ll hunt the wren,”
says Richard to Robin,
“We’ll hunt the wren,”
says Jack of the land,
“We’ll hunt the wren,”
says everyone.
“Where oh where?”
“In yonder green bush,” …
“How get him down?” …
“With sticks and stones,” …
“How get him home?” …
“The brewer’s big cart,” …
“How’ll we eat him?” …
“With knifes and forks,” …
“Who’ll come to the dinner?” …
“The King and the Queen,” …
“Eyes to the blind,”
[says Robin to Bobbin,]
“Legs to the lame,”
[says Richard to Robin,]
“Luck to the poor,”
[says Jack of the land,]
“Bones to the dogs,” says everyone.
Traduzione di Cattia Salto
“Uccideremo lo scricciolo”
dice Robin a Bobbin
“Uccideremo lo scricciolo”
dice Richard a Robin
“Uccideremo lo scricciolo”
dice Jack della Terra
“Uccideremo lo scricciolo”
dicono tutti
“Dove oh dove?”
“In quell’agrifoglio”
“Come lo tireremo giù?”
“Con bastoni e sassi”
“E come lo porteremo a casa?”
” In una carretto da birraio ”
” E come lo mangeremo?”
“Con coltello e forchetta”
“E chi verrà a cena?”
“Il Re e la Regina”
“Occhi ai ciechi” (1)
“Gambe agli storpi”
“Fortuna ai poveri”
“Ossa ai cani”

La canzone viene chiusa dalla canzone di questua già ritrovata in Irlanda
The wren, the wren is king of the birds
St. Stephen’s Day was caught in the furze
Although he is little his family is great
We pray you, good people to give us a treat.
[Come out with the money, mister,
or else bad health (2) we’ll we singing.
We pray you, good people, to give us a treat.]

NOTE
1) la morte dello scricciolo porta salute e fortuna agli abitanti del villaggio
2) come da rigore nei canti di questua rituali se non ci saranno offerte per i Wren boys allora arriveranno le strofe con le maledizioni!

HELA’R DRYW (HUNTING THE WREN) – GALLES

ASCOLTA Fernhill — in gaelico gallese

GALLESE
Ble rwyt ti’n mynd? meddai Rhisiart wrth Robin,
Ble rwyt ti’n mynd? meddai Dibyn wrth Dobyn,
Ble rwyt ti’n mynd? meddai John,
Ble rwyt ti’n mynd? meddai’r Nefar Biond(1)

Mynd tua’r coed, meddai …
Be wnei di yno? meddai …
Hela’r dryw bach, meddai …
(repeat of 3)
Be wnei di yno? meddai …
Lladd y dryw bach, meddai …
A’i hebrwng e gartref, meddai….
Ceffyl a chert, meddai…
Beth am ei fwyta? meddai….
Cyllell a fforc, meddai…

TRADUZIONE INGLESE
Where are you going?
said Richard to Robin
Where are you going?
said Dibyn to Dobyn
Where are you going?
said John
Where are you going?
said the Never Beyond(1)
Going to the woods, said …
What will you do there? said …
Hunt the wren, said …
What will you do there? said …
Kill the wren, said…
And carry him home, said…
A horse and cart, said…
How shall we eat him? said …
A knife and fork, said …
TRADUZIONE ITALIANO
“Dove andate”
dice Richard a Robin
“Dove andate”
dice Dibyn a Dobyn
“Dove andate”
dice John
“Dove andate?”
dicono tutti (1)
Andiamo nel bosco
Cosa farete là?
Cattureremo lo scricciolo
Cosa farete là?
Uccideremo lo scricciolo
e lo porteremo a casa
con carrozza e cavalli.
Come lo mangeremo?
Con coltello e forchetta

NOTE
1) è un termine per indicare la divinità o più semplicemente un modo per dire “everyone”.

APPROFONDIMENTO
SOLSTIZIO D’INVERNO qui
COCK ROBIN, DEATH AND BURIAL OF COCK ROBIN vedi

FONTI
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=7596&lang=it http://www.mysongbook.de/msb/songs/c/cutywren.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=47959 http://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/huntingthewren.html

ILLUSTRAZIONE John Anster Fitzgerald

HUNTING THE WREN: THE KING

wrenSopravvissuta in Irlanda fino ai nostri giorni la caccia dello scricciolo è un rituale pan-celtico che si svolge il 26 dicembre: secondo la tradizione celtica lo scricciolo era il simbolo di Lugh, Figlio della Luce trionfante e il suo sacrificio, un tributo in sangue agli spiriti della Terra nel Solstizio d’Inverno, era una supplica per ottenere favori e fortuna, ma anche un sacrificio solare (la luce che riprende vigore dopo il solstizio riceve energia dal sangue del suo simulacro). L’uccisione dello scricciolo e la distribuzione delle sue piume avrebbe portato salute e fortuna agli abitanti del villaggio.(prima parte continua)

Proseguiamo il viaggio per la campagna britannica per andare in Galles.

Flag_of_WalesGALLES : Pembrokeshire

PLEASE TO SEE THE KING

wildlwood-tarot Ancora controversa la questione se i Druidi praticassero sacrifici umani rituali; il dibattito in verità è più orientato sulla questione temporale (i reperti archeologici hanno dimostrato la diffusa presenza di roghi votivi celtici risalenti all’età del bronzo-ferro) ovvero se la prassi fosse ancora praticata dai Galli ai tempi di Giulio Cesare oppure dai druidi irlandesi alle soglie del Medioevo. Un eccezionale reperto archeologico risalente al I-II secolo a. C. è la mummia chiamata l’uomo di Lindow (detto Pete Marsh da qualche giornalista burlone – gioco di parole derivato da “peat marsh”, in italiano “torbiera”) trovato nella torbiera di Lindow Moss, Wilmslow, Contea di Cheshire (Inghilterra).

IL SACRIFICIO RITUALE – MARTIRIO

In occasione delle due principali festività rituali dell’anno (Samahin o Beltane) i Druidi sacrificavano una vittima umana agli dei. La vittima era nutrita con una focaccia d’orzo, denudata e dipinta di rosso, gli veniva legata una striscia di pelo di volpe sul braccio sinistro. Quindi al sorgere del sole gli veniva data la triplice morte, una per la terra, una per l’aria e una per il cielo. La morte era però “pietosa” perchè la vittima veniva tramortita con un colpo di mazza, poi era garrotata e quindi gli si squarciava la gola con un coltello ricurvo. Il sangue era raccolto in una coppa d’argento e infine veniva sparso sui campi per garantire un raccolto migliore. Anticamente era il re ad essere sacrificato, per ottenere i favori degli dei offesi da qualche “scortesia” (ovvero un venir meno nella sua funzione regale): le annate di carestia che si susseguivano, erano un pessimo segnale!

E’ inevitabile il collegamento tra sacrificio dello scricciolo e il martirio del santo, essendo Santo Stefano il primo martire del cristianesimo (protomartire) ucciso per aver testimoniato la sua fede in Cristo. Secondo il folklore irlandese il Santo si era nascosto in un cespuglio di agrifoglio per nascondersi dalla folla che voleva lapidarlo e il suo nascondiglio venne rivelato dallo strepito di uno scricciolo che aveva deciso di svernare proprio lì!

PLEASE TO SEE THE KING

wren-irelandAnche intitolato semplicemente “The King”) proviene da Pembrokeshire in Galles, ed è tradizionalmente cantato nel giorno di Santo Stefano. A.L. Lloyd commenta nelle note dell’album dei Watersons in “Sound, Sound Your Instruments of Joy”1977: “A wren-boys carol, sung by groups of boys and young men, masked and disguised, who on St Stephen’s Day (December 26) went from door to door carrying a holly bush on which was a dead wren, “the king of the birds”, or something to represent it. This rare song came to the Watersons from Andy Nisbet, who got it from “two old ladies in Pembrokeshire.”
ASCOLTA Steeleye Span in ‘Please to see the King‘ – 1971

ASCOLTA Loreena McKennitt in “Drive Cold Winter Away” 1987

ASCOLTA Nadia Birkenstock


I
Health, love and peace
Be all here in this place
By your leave we will sing
Concerning our king(1).
II
Our king is well dressed
In silks of the best
In ribbons so rare
No king can compare.(2)
III
We have traveled many miles
Over hedges and stiles
In search of our king
Unto you [him] we bring.
IV
We have powder and shot
To conquer the lot
We have cannon and ball
To conquer them all.(3)
V
Old Christmas is past
Twelfth tide is the last
And we bid you adieu
Great joy to the new.
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
Salute, amore e pace
siano su questa casa,
con il vostro permesso
canteremo del nostro Re (1).
II
Il nostro Re è ben vestito
con la migliore seta,
con preziosi nastri
nessun re si paragona. (2)
III
Abbiamo viaggiato per molte miglia
per siepi e passaggi
alla ricerca del nostro Re
e a voi lo portiamo.
IV
Abbiamo polvere e proiettili
per conquistarne molti
abbiamo cannoni e palle
per conquistarli tutti.(3)
V
Il vecchio Natale è passato
e la dodicesima notte (4) è l’ultima
e noi vi diamo l’addio,
grande gioia per il nuovo anno!

NOTE
1) Una fiaba celtica per bambini racconta la sfida tra l’aquila e lo scricciolo per contendersi l’appellativo di re degli uccelli: avrebbe vinto chi fosse riuscito a volare più in alto! Lo scricciolo partì per primo e quando la possente aquila lo superò si sistemò sul suo dorso e si fece trasportare ancora più in alto, fino a spiccare di nuovo il volo e quindi vincere la gara. (raccontata da Joe Heaney qui)
2) manca una strofa allusiva alla gabbietta in cui viene portato lo scricciolo dai wren-boys per mostrarlo alla gente del villaggio: “In his coach he does ride with a great deal of pride, and with four footmen to wait upon him”. (in italiano: Nella sua carrozza è scarrozzato con grande orgoglio da quattro valletti che vegliano su di lui.)
3) la strofa ha un che di rivoluzionario e senza dubbio è stata cantata anche come canzone di protesta, ma tutto sommato è un po’ una spacconata per dire che il gruppo di wren boys aveva fatto incetta di tutti gli scriccioli del bosco!
4) un tempo i giorni del Natale erano solo 12 e si cominciava a contare dal 21 dicembre di modo che il primo dell’anno era anche l’ultimo delle festività. Successivamente il conto è partito dal giorno del Natale di Gesù e così la 12 notte è quella della Befana (6 dicembre).  In questo canto è invece il giorno di Santo Stefano.

THE CUTTY WREN continua

FONTI
http://piereligion.org/wrenkingsongs.htmlhttp://mainlynorfolk.info/martin.carthy/songs/thewren.html

HUNTING THE WREN: WREN IN THE FURZE

wrenSopravvissuta in Irlanda fino ai nostri giorni la caccia dello scricciolo è un rituale pan-celtico che si svolge il 26 dicembre: l’uccisione dello scricciolo e la distribuzione delle sue piume avrebbe portato salute e fortuna agli abitanti del villaggio.
(prima parte continua)

Seguitemi quindi in questo viaggio per la campagna irlandese!

irish_flagIRLANDA

La tradizione è ancora diffusa nelle contee di Sligo, Leitrim, Clare, Kerry (in particolare Dingle), Tipperary, Kildare..

VIDEO The West Clare Wrenboys

SECONDA MELODIA IRLANDESE:WREN IN THE FURZE

La versione proviene dalla trasmissione orale e si annovera nella tradizione delle questue rituali dell’a-souling (vedi) e del wassailing (vedi).  Nella canzone si descrive molto chiaramente il clima festoso della questua con condivisione di libagioni, raccolta di soldi “per il funerale dello scricciolo”, danze tradizionali e colossali bevute.

The Chieftains in The Bells of Dublin 1991


I
Oh the wren, oh the wren
is the king of all birds(1)
On St. Stephen’s Day he got caught in the furze
It’s up with the kettle and down with the pan
Won’t you give us a penny (2) for to bury the wren?
II
Oh, it’s Christmas time; that’s why we’re here.
Please be good enough to give us an ear.
For we’ll sing and we’ll dance if you give us a chance,
And we won’t be comin’ back for another whole year.
III
We’ll play Kerry polkas; they’re real hot stuff.
We’ll play The Mason’s Apron and The Pinch of Snuff,
Jon Maroney’s Jig and The Donegal Reel,/Music made to put a spring in your heel(3).
IV
If there’s a drink in the house, may it make itself known,
Before I sing a song called The Banks of the Lowne,
And I’ll drink with you with occasion in it,
For my poor dry throat and I’ll sing like a linnet.
V
Oh, please give us something for the little bird’s wake,
A big lump of pudding or some Christmas cake(4),
A fist full o’ goose and a hot cup o’ tay(5)
And then we’ll soon be going on our way.
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Lo scricciolo, lo scricciolo
è il re di tutti gli uccelli (1)
nel giorno di Santo Stefano si cattura tra i cespugli,
mettete su il bollitore e sotto con la padella!
Ci date un penny (2) per seppellire lo scricciolo?
II
E’ Natale, per questo
siamo qui.
Vi preghiamo di essere benevoli e porgerci un orecchio
perchè canteremo e danzeremo se ce ne darete la possibilità
e non ritorneremo che tra un altro anno.
III
Suoneremo polche del Kerry, è roba veramente forte.
Suoneremo “The Mason’s Apron” e “The Pinch of Snuff”,
“Jon Maroney’s Jig” e “The Donegal Reel” tutta musica che vi farà saltare (3).
IV
Se c’è da bere in casa
che si presenti
prima di cantare una canzone dal titolo ” The Banks of the Lowne”
e berrò con voi per l’occasione,
per la mia povera gola secca
e canterò come un fringuello.
V
Prego dateci qualcosa per il funerale del piccolo uccello,
una bella fetta di budino o un dolce di Natale (4)
un bel pezzo di oca e una tazza di tè caldo (5)
e poi ce ne andremo subito per la nostra strada

NOTE
1) Una fiaba celtica per bambini racconta la sfida tra l’aquila e lo scricciolo per contendersi l’appellativo di re degli uccelli: avrebbe vinto chi fosse riuscito a volare più in alto! Lo scricciolo partì per primo e quando la possente aquila lo superò si sistemò sul suo dorso e si fece trasportare ancora più in alto, fino a spiccare di nuovo il volo e quindi vincere la gara. (raccontata da Joe Heaney qui)
2) scopo della questua era quello di raccogliere un po’ di soldi per la veglia funebre allo scricciolo (notoriamente passata nel pub a bere alla salute del defunto, a cantare e a danzare)
3) “to put a spring in your heel” letteralmente “mettere una molla ai vostri piedi”
4) il barm brack cake un dolce tradizionale all’uvetta e canditi associato con Halloween e che si abbina anche al Natale, una specie di panettone irlandese più speziato e asciutto rispetto a quello italiano!
5) tay =tea

Ed ecco le musiche citate nella canzone che erano eseguite tradizionalmente dai questuanti
ASCOLTA Medley ‘The Wren! The Wren!’: The Dingle Set
ASCOLTA The Mason’s Apron
ASCOLTA The Pinch of Snuff
ASCOLTA The Donegal Reel

ASCOLTA Heather Dale in The Green Knight 2006 intitola il brano “Hunting the Wren” essendo il primo verso tradizionale e gli altri scritti e arrangiati da Heather M. Dale & Ben Deschamp da ascoltare nella compilation di Top Celtic Christmas Music di Marc Gun al 4:21 minuto

I
Oh the wren, oh the wren is the king of all birds(1)
On St. Stephen’s Day he got caught in the furze
It’s up with the kettle and down with the pan
Give us a penny for to bury the wren
II
Oh the wren, oh the wren is a terrible rake
Won’t you give us a penny for the little bird’s wake?
It’s up with the bottle and it’s down with the can
Give us a penny for to bury the wren
III
Oh the wren, oh the wren has the tiniest quill
Won’t you give us a penny for the little bird’s will?
It’s up with the paper and it’s down with the pen
Give us a penny for to bury the wren
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Lo scricciolo è il re di tutti gli uccelli(1) nel giorno di Santo Stefano si cattura tra i cespugli,
mettete su il bollitore e sotto con la padella!
Dateci un penny per seppellire lo scricciolo.
II
Lo scricciolo è un terribile setacciatore,
non volte darci un penny per la veglia dell’uccellino?
Su la bottiglia e giù il bicchiere, dateci un penny per seppellire lo scricciolo.
III
Lo scricciolo ha le più piccole piume, non volte darci un penny per il testamento dell’uccellino?
Mettete su il foglio e giù la penna, dateci un penny per seppellire lo scricciolo.

FONTI
http://piereligion.org/wrenkingsongs.html http://www.traditionalmusic.co.uk/folk-song-lyrics/Wren.htm http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=3289
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=15132

continua

THE WREN SONGS: HUNTING THE WREN

wrenSopravvissuta in Irlanda fino ai nostri giorni la caccia dello scricciolo è un rituale pan-celtico che si svolge il 26 dicembre: l’uccisione dello scricciolo e la distribuzione delle sue piume avrebbe portato salute e fortuna agli abitanti del villaggio.
(prima parte continua)

Passando a una sommaria classificazione del materiale registrato, seguitemi quindi in questo viaggio per la campagna britannica e irlandese!

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La tradizione è ancora diffusa nelle contee di Sligo, Leitrim, Clare, Kerry (in particolare Dingle), Tipperary, Kildare..

PRIMA MELODIA IRLANDESE: THE WREN SONG

Forse la melodia più diffusa ha l’andamento cantilenante di un girotondo e si conclude con una sarabanda, tutte le versioni testuali iniziano sempre con The wren, the wren, the king of all birds. Una delle tanti versioni è riporta anche in ‘Music of Ireland’ (Londra 1844) e come nota al testo F.W. Horncastle scrive: “On the anniversary od St Stephen’s Day groups of young villagers carry about a holly bush adorned with ribbons and with several wrens depending from it. This is conveyed from house to house with much ceremony, the wren-boys chanting several verses, the burthen of which may be collected from the lines of the song. Contributions are, of course, levied and the evening spent in merriment.”
The wren, the wren, the king of all birds(1),
St. Stephen’s Day was caught in a furze,
although he is little, his family’s great,
I pray you, good landlady, give us a treat(2).
Sing hey, sing ho! Sing holly, sing holly(6)!
A drop just to drink, it would cure melancholy

ASCOLTA The Clancy Brothers in Christams Album 1969 (strofe da I a VI) (con un bridge da The Boys from the Country Cork) La versione testuale risale al 1876 (in The Golden Bough, James Frazier)

ASCOLTA Baltimore Consort in Brigh Day Star: Music for the Yuletide Seasons 2009 (strofa I, IV, III, IIa, Va) anche se riprendono la melodia non cantano il ritornello

ASCOLTA Richie Kavanagh in The Mobile Phone 2009 con tanto di coretto di bambini e suono di campane


I
The wren, the wren,
the king of all birds(1),
St. Stephen’s Day was caught in the furze,
although he was little his honour (2) was great,
Jump up me lads and give him a treat(2).
II(4)
As I was gone to Killenaule (5)
I met the wren upon the wall,
Up with me wattle and knocked him down
And brought him into Carrick town(6).
III
Droolin (7), droolin,
where’s your nest?
‘Tis in the bush that I love best
In the tree (bush), the holly tree(8)
Where all the boys do follow me.
CHORUS
Up with the kettle(9) and down with the pan, and you give us a penny to bury the wren
IV
We followed the wren three miles or more
Three miles or more, three miles or more,
Followed the wren three miles or more
At six o’clock in the morning.
V (10)
I have a little box(11) under me arm
Under me arm, under me arm,
I have a little box under me arm,
A penny a tuppence will do it no harm.
VI
Missus Clancy(12)’s a very good woman
A very good woman, a very good woman
Missus Clancy’s a very good woman
She gave us a penny to bury the wren.
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Lo scricciolo, lo scricciolo
il re di tutti gli uccelli(1)
nel giorno di S. Stefano fu catturato tra i cespugli
sebbene fosse piccolo, il suo spirito (2) era grande
alzatevi, ragazzi e fategli
un’offerta (3).
II (4)
Mentre andavo a Killenaule (5)
ho incontrato uno scricciolo sul muro
ho alzato il mio bastone e l’ho buttato giù
e l’ho portato a Carrick(6)
III
“Scricciolo, scricciolo
dov’è il tuo nido?”
“E” nei cespugli che preferisco
nell’agrifoglio (8)
dove mi inseguono tutti i ragazzi”
CORO
su la lattina (9) e giù la monetina,
dateci un penny per seppellire lo scricciolo.

IV
Abbiamo inseguito questo scricciolo per tre e più miglia,
abbiamo inseguito questo scricciolo per tre e più miglia,
abbiamo inseguito questo scricciolo per tre e più miglia
dalle sei della mattina
V (10)
Ho una piccola scatola(11) sotto il braccio, sotto il braccio
Ho una piccola scatola sotto il braccio
e un penny e tre pence andranno bene
VI
La signora Clancy (12) è proprio una brava donna,
una brava donna
e ci ha dato
La signora Clancy è una brava donna ci ha dato un penny per seppellire lo scricciolo.

NOTE
1) Una fiaba celtica per bambini racconta la sfida tra l’aquila e lo scricciolo per contendersi l’appellativo di re degli uccelli: essendo due uccelli avrebbe vinto chi fosse riuscito a volare più in alto! Lo scricciolo partì per primo e quando la possente aquila lo superò si sistemò sul suo dorso e si fece trasportare ancora più in alto, fino a spiccare di nuovo il volo e quindi vincere la gara. raccontata da Joe Heaney qui
2) letteralmente onore, ma qui è da intendersi più in termini “mistici”
3) in altre versioni è espressamente richiesto un penny, ma più spesso ai questuanti si dava un dolce (barm brack un dolce tradizionale all’uvetta e canditi associato con Halloween e anche con il Natale, una specie di panettone irlandese più speziato e asciutto rispetto a quello italiano!) vedi
4) Strofa alternativa: As I went out to hunt and all, I met a wren upon the wall, Up with me wattle and gave him a fall, And brought him here to show you all
5) Killenaule è un piccolo paese nella Contea di Tipperary in un area prevalentemente agricola.
6) Carrick-on-Suir è un paese un po’ più grande nella contea South Tipperary
7) droolin, Droilin in gaelico irlandese per wren (a Dingo dicono rolley)
8) sull’agrifoglio vedi
9) letteralmente: mettete su il bollitore e sotto con la padella!
10) strofa alternativa: I have a little box under me arm, A tuppence or penny will do it no harm, For we are the boys who came your way, To bring in the wren on St. Stephen’s Day
11) la scatola delle offerte, di solito una lattina. Il 26 dicembre era infatti nelle isole britanniche il Boxing day.
12) il nome della generosa signora non può che variare a seconda delle circostanze! Credo che i primi ad aver registrato la canzone siano stati proprio i Clancy bross.

wren-boys-ireland

THE WREN BOYS’ SONG

Un altro canto di questua dei wren boys sempre proveniente dall’Irlanda tratto da  “Ballads from the Pubs of Ireland”, 1968 di James Healy.
ASCOLTA Magpie Lane in “Knock at the knocker and ring at the bell” 2006 (su Spotify)


I
The wren, the wren,
the king of all birds
Saint Stephen’s day was caught in the furze,
We got him there as you can see,
And pasted him up on a holly tree.
CHORUS
Hurrah, my boys, hurrah,
Hurrah, my boys, hurrah.

Knock at the knocker and ring at the bell,
What will you give us for singing so well? 
Singing so well, singing so well,
What will you give us for singing so well?.

II
I get a little box under my arm,
a copper or two will do it no harm,
Knock at the knocker and ring at the bell,
And give us a copper for singing so well.
III
On Christmas day I turned the spit,
I burned my finger, I feel it yet,
Between my finger and my thumb
There’s a blister as big as a plum.
IV
God bless the mistress and the man,
Unto your house we bring the wren,
Though he’s little his family’s great,
Come out, come out, and give us a treat.
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
Lo scricciolo,
il re di tutti gli uccelli (1)
nel giorno di S. Stefano fu catturato nel cespuglio,
lo abbiamo preso come potete vedere e legato su un agrifoglio (8).
CORO
Evviva miei ragazzi,
Evviva miei ragazzi,
scrollate il battente e suonate il campanello,
cosa ci date per cantare così bene?
Per cantare così bene, cantare così bene, cosa ci date per cantare così bene?
II
Ho una piccola scatola (11) sotto il braccio
e una monetina o due andranno bene
scrollate il battente e suonate il campanello,
dateci una monetina per cantare così bene
III
Il giorno di Natale ho girato lo spiedo
e mi sono bruciato il dito, lo sento ancora, tra l’indice e il pollice
c’è una bolla grande come una prugna.
IV
Dio benedica la signora e il signore,
nella vostra casa portiamo lo scricciolo, anche se piccolo, il suo spirito è grande, venite fuori e dateci un dolcetto

(seconda parte segue)

FONTI
http://piereligion.org/wrenkingsongs.html http://www.dingle-peninsula.ie/wren.html http://www.sligoheritage.com/archwrenboys.htm http://www.joeheaney.org/default.asp?contentID=805 https://thesession.org/tunes/2828 http://www.musicanet.org/robokopp/scottish/thewren.htm http://www.traditionalmusic.co.uk/folk-song-lyrics/Wren_Song.htm http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=7195 http://www.goldenhindmusic.com/lyrics/WRENBOY2.html