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Lovely On The Water

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Lover’s separation is a theme widespread in the english balladry and that of a sailor and a young maid it’s probably originated in the eighteenth century, as we find it in the illustrations of the time.

LOVELY ON THE WATER

The ballad “Lovely on the water”, collected by Ralph Vaughan Williams in the early 1900s, come from a broadside titled “Henry and Nancy, or the Lover’s Separation“. The story begins in the idyll of spring with two lovers walking, but that’s their farewell, the sailor has enlisted in the Royal Navy and wants her to stay home waiting for him. Although he professed to face the war for his country, the need for a wage is certainly the primary cause of his patriotism.

The Sailor’s Farewell, Charles Mosley (mid-eighteenth century) in National Maritime Museum .

Steeleye Span recorded Lovely on the Water in 1971 for their second album, “Please to See the King” and the sleeve notes commented”Certain folk songs had great popularity, and have been reported over and again, from end to end of the country. Others—including some masterpieces—seem to have had but tiny circulation. So Lovely on the Water, with a gorgeous melody and significant words, has been found only once, by Vaughan Williams at South Walsham, a few miles from Norwich. The song starts idyllically and ends ominously, like a sunny day that clouds over. The singer, a Mr Hilton, had fourteen verses, but Vaughan Williams, often a bit careless about texts, mislaid some. Missing verses probably concerned the familiar situation in which the girl volunteers to disguise herself as a seaman, in order to sail with her lover, but is hurriedly dissuaded.” (from here)
We find those missing verses in the text of the broadside “Henry and Nancy” (here)
Steeleye Span in “Please to See the King” 1971

Ken Wilson in “Not Before Time

Dhalia`s Lane in Hollymount 2005

Martha Tilston & Maggie Boyle in The Sea 2014 in  

LOVELY ON THE WATER *
I
As I walked out one morning
in the springtime of the year
I overheard a sailor boy
likewise a lady fair
They sang a song together
made the valleys for to ring
While the birds on the spray in the meadows gay
Proclaimed the lovely spring
II
Said Willy unto Nancy
“Oh we soon must sail away
For its lovely on the water
to hear the music play.
For our Queen she do want seamen
so I will not stay on shore
I will brave the wars for my country
Where the blund’ring cannons roar
III
Poor Nancy fell and fainted,
but soon he brought her to,
For it’s there they kissed and they embraced
and took a fond adieu.
“Come change your ring (1) with me my love
For we may meet once more;
but there’s One above that will guard you, love,
Where the blund’ring cannons roar
IV
Four pounds it is our bounty
and that must do for thee
For to help the aged parents
while I am on the sea
For Tower Hill[2] is crowded
with mothers weeping sore (3)
For their sons are gone to face the foe
Where the blundering cannons roar” 

Notes
1) the ring will be the proof of identity of the lovers who will sometimes remain separated for long years
2) Tower Hill in in London,London Borough of Tower Hamlets
3) while the men go to fight the enemy, the women greet them weeping because they know that many of them will never return home

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Ralph Vaughan Williams: LOVELY ON THE WATER
Cecil Sharp: LOVELY NANCY
english version: FARE YE WELL/ADIEU, LOVELY NANCY
english version: ADIEU SWEET LOVELY NANCY
american/irish version: ADIEU MY LOVELY NANCY
sea shanty: HOLY GROUND

LINK
http://ontanomagico.altervista.org/lovely-water.htm
http://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/lovelyonthewater.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/187.html
http://digital.nls.uk/broadsides/broadside.cfm/id/16873

http://www.britishtars.com/2014/03/the-sailors-farewell-date-unknown.html

IL CIGNO DI MONTFORT

Il testo e la melodia di “Kan An Alarc’h” sono stati raccolti da Hersart de la Villemarqué e pubblicati nel 1839 nella sua collezione “Barzas Breiz“: “Il cigno” è una canzone tradizionale bretone in cui si racconta del ritorno dall’esilio in Inghilterra del duca Jean de Montfort (1339-1399) per riconquistare il trono di Bretagna.
Figlio di Giovanna la Pazza e di Giovanni IV il Conquistatore, nacque durante la guerra di secessione bretone e visse alla corte del re d’Inghilterra Edoardo III per tutta la sua fanciullezza. Ritornò in Bretagna nel 1364 per riprendersi il trono, ma la sua alleanza con gli Inglesi non era ben vista dai nobili  bretoni e invece di combattere contro il re francese Carlo V andò nuovamente in esilio in Inghilterra (1373).
Pochi anni dopo quando la Francia sottomise la Bretagna,  furono gli stessi nobili bretoni a chiedere il ritorno del Duca. La Bretagna come ducato medievale era molto più vasta dell’attuale regione e comprendeva anche la Loira Atlantica.
Tutta la vicenda storica si ingarbuglia alquanto nella classificazione riportata dagli storici che non riconoscono come vero regnante Giovanni conte di Monfort il quale rivendicò il trono del Ducato dando inizio la guerra  di successione contro Carlo di Blois. Il titolo di Quarto passa quindi al figlio Giovanni il Conquistatore.

Sull’antichità della ballata gli storici hanno sollevato qualche perplessità e da alcuni è ritenuta una rielaborazione sulla scia del Romanticismo nazionalista dello stesso de la Villemarqué.
La lunga ballata (di cui oggi si cantano solo alcune strofe) è intrisa d’odio verso i Francesi. La melodia è nota anche nella balladry britannica essendo stata abbinata alla ballata “Twa Corbies” dal poeta scozzese Morris Blythman (1919-1981), noto con lo pseudonimo di Thurso Berwick, negli anni 1950.
E’ interessante tuttavia notare la somiglianza con la ballata elisabettiana “The Three Ravens” pubblicata a Londra (con notazione) nel  “Melismata” di Thomas Ravencroft (1611) e di cui il Villemarqué poteva essere venuto a conoscenza nella pubblicazione di Joseph Ritson “Scotish Songs” (1794).  Secondo Francis Gourvil Villemarqué avrebbe ricostruito il canto basandosi proprio su questa versione dando origine alla nuova melodia bretone ritornata poi in Gran Bretagna nel folk revival degli anni 60!

ASCOLTA Alan Stivell live 1972
Dal live al Teatro Olympia di Parigi con la folla che esulta quando Alan canta “Ha mallozh ruz d’ar C’hallaoued!” (che tradotto significa: che la peste colga i Francesi) e nel verso finale “Enor, enor d’ar gwenn-ha-du”  (onore alla bandiera bretone), una marcia da guerra che si conclude con il suono squillante della bombarda


ASCOLTA Tri Yann live 1996, la registrano nel loro album d’esordio del 1972 “Tri Yann an Naoned” (in italiano: I tre Giovanni di Nantes)
la loro versione è ancora più cadenzata  dal rullare dei tamburi con un crescendo ritmico sottolineato dalla batteria, basso e chitarra elettrica. 


I
Eun alarc’h (1), eu alarc’h tramor,
War lein tour moal kastell Armor (2)
Refrain :
Dinn, dinn, daon!
dann emgann! dann emgann!
Oh! Dinn, dinn, daon!
d’ann emgann ez an!
II
Neventi vat d’ar Vretoned (3)!
Ha mallozh ruz d’ar C’hallaoued!
III
Erru ul lestr e pleg ar mor,
E ouelioù gwenn gantañ digor
IV
Degoue’et an Aotroù Yann en-dro,
Digoue’et eo da ziwall e vro
V
Enor, enor d’ar gwenn-ha-du (4) !
Ha d’an dretourien mallozh ruz (5) !
traduzione italiano Cattia Salto
I
Un cigno, un cigno d’oltremare, in sommo alle mura del castello d’Armorica
CORO: Din don dan,
alla guerra
Din don dan,
vado a combattere
II
Lieta novella per i Bretoni!
Un bagno di sangue per i Francesi!
III
Una nave entra nel golfo
con le vele bianche ammainate
IV
il Duca Jean è ritornato
è venuto per difendere il suo paese
V
Onore, onore al vessillo bianco-nero!
E la peste ai traditori!

NOTE
Rimando all’approfondita ricerca di Christian Souchon per la lettura in francese, inglese e bretone (qui)
1) il termine è stato con tutta probabilità ripristinato da Villemarqué con riferimento al gallese  “alarch”, purale “elyrch” o “eleirch” per sostituirlo al termine bretone “sin”  che per lui era troppo simile al francese “cygne”; ma secondo  un’altra ipotesi potrebbe trattarsi di un fraintendimento: supponendo che Villemarqué abbia riportato una vera ballata storica nel primo verso viene localizzato il luogo dello sbarco “Aleth” o “Alet” (vecchio termine bretone con cui era chiamata Saint-Malo) , sul promontorio di Saint-Servan, il verso diventa quindi ” A Aleth oltre il mare, davanti alla torre ruinosa (tour moal) del castello Armor ( letteralmente, fortezza del mare)
2) da Ar-Mor, cioè Il Mare in celtico (e i Romani chiamarono la penisola Armorica), si riferisce forse alle rovine del castello di Oreigle. L’attuale castello di Saint-Malo fu eretto dal figlio di Giovanni su un piccolo mastio edificato nel 1393
3) il Duca sbarcò nel golfo di Saint-Malo il 3 agosto 1379 e sconfisse l’esercito francese guidato dal traditore Bertrand Du Guesclin, il Duca Nero
4) la strofa è un’aggiunta più recente in quanto la bandiera della bretagna fu inventata da Morvan Marchal nel 1923
5) letteralmente “mallozh ruz” si traduce “maledizione rossa”, già nella II strofa ho preferito visualizzare la maledizione con un realistico “bagno di sangue”, nel finale invece traduco come il proverbiale “e peste ti colga”

FONTI
http://www.italiamedievale.org/sito_acim/contributi/guerra_100anni.html
http://chrsouchon.free.fr/alarchf.htm
http://per.kentel.pagesperso-orange.fr/alarc_h1.htm
https://thesession.org/tunes/10231
http://www.mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=912
http://www.oilproject.org/lezione/il-ducato-di-bretagna-20108.html

THE GIRL I LEFT BEHIND ME

Aria molto popolare in Gran Britannia e Nord America, tuttavia se la melodia sia di origini irlandesi o inglesi non è ancora assodato. Sul versante inglese abbiamo chi asserisce che la melodia fosse già nota in epoca elisabettiana (Linscott in Songs of Old New England, 1939) o chi come Chappell fa risalire il brano al 1758. Alfred Moffat individua una somiglianza con la melodia irlandese “The Rose Tree in Full Bearing ” (in Minstrelsy of Ireland (1897, p. 14) – peraltro contesa tra inglesi, scozzesi e irlandesi. Una più indubbia identità è riscontrata nella melodia irlandese “The Spailpin Fanach” (in Inglese “The Rambling Laborer”) pubblicata a Dublino nel 1791.

Secondo Theodore Ralph la melodia era conosciuta in America già nel 1650 importata dall’Inghilterra con il titolo di “Brighton Camp”. Così si legge nelle note di accompagnamento alla registrazione su cilindo risalente al 1904 (qui) In the years before the American revolution, it was often played when a British naval vessel set sail or an army unit left for service abroad. “The Girl I Left Behind Me” was adopted by the Americans and has become a traditional army song especially associated with the Seventh Infantry [ovvero quello sterminato a Little Big Horne]. It was also a favorite with the troops at Fort Snelling in the 19th century. Even today it is played at the United States Military Academy at West Point as part of the medley for the cadet’s final formation for graduation.”

ASCOLTA la versione piffero e tamburi come marcetta dei battaglioni

L’abbinamento della melodia al testo “The Girl I Left Behind Me” risale agli inizi del 19° secolo. Così si legge nel Traditional Tune Archive (vedi) “the earliest corroborated citation for a printed version of the song is in Issue 72 of Charms of Melody (approximately 1805-6). There is a reference to the song in a songbook called The New Whim of the Night, or the Town and Country Songster for 1799 wherein there is a song entitled “The Girls we love so dearly” written by R. Rusted to the tune “The Girl I left behind me.” Kidson points to a printing of “Brighton Camp” with the “Girl I Left Behind Me” melody in the publication The Gentleman’s Amusement c. 1810, an English publication. Fuld (The Book of World-Famous Music: Classical, Popular and Folk) finds the melody under the same title in a Irish publication, Hime’s Pocket Book for the German Flute or Violin (Dublin, n.d., vol. III, p. 67), and asserts it is the earliest extent publication of the melody. He also notes that the song “Girl I Left Behind Me” appears in Bell’s Rhymes of the Northern Bards (1812). Kidson has a version from a musician’s manuscript book dating from around 1815, which he reprinted in Songs of the Georgian Period, (Moffat & Kidson). A published version under the title “Brighton Camp or The Girl I Left Behind Me” indicates that both titles were in currency for the melody and can be found in Riley’s Flute Melodies (New York, 1816), an American publication. “The Girl I Left Behind Me” appears in the music manuscript of Shropshire musician John Moore of c. 1837-1840.”

GUIDA ALL’ASCOLTO
Il brano è eseguito per lo più in forma strumentale e più diffusamente in America e Irlanda, in Inghilterra è una popolare Morris Dance (VIDEO)
ASCOLTA Uncle Earl in versione bluegrass (live 2006)

Di testi con lo stesso titolo se ne contano diversi qui vengono riportati solo quelli trovati in abbinamento con l’ascolto

LA VERSIONE IRLANDESE-INGLESE

Questa versione deriva dal testo più antico collezionato nella raccolta “The Charms of Melody“, Dublino c 1795-1810 (il volume è probabilmente andato in stampa nel 1805-6) (per la versione originale qui), così come riportato nel “Popular Music Of The Olden Time” Vol 2 di William Chappell (1855-56).
Il tema è quello della separazione dei due innamorati, il soldatino in partenza per la sua destinazione pronuncia i voti di fedeltà alla fidanzatina e si raccomanda al cielo perchè possa ritornare sano e salvo a casa.

ASCOLTA The Redcoats (strofe I(1) e II) Il brano però interpretato con un tempo più lento diventa, più coerentemente, la malinconica meditazione di un cuore spezzato: ecco quindi due versioni più lente
ASCOLTA Peter Webster (strofe da I a III)
ASCOLTA Mat Williams (strofe da I a IV)

I(1)
I’m lonesome since I crossed the hill
And o’er the moorland sedgy,
Such heavy thoughts my heart do fill,
Since parting with my Betsey(2).
I seek for one as fair and gay,
But find none to remind me
How sweet the hours I passed away
With the girl I left behind me.
II
O ne’er shall I forget the night,
The stars were bright above me
And gently lent their silvery light
When first she vowed to love me
But now I’m bound to Brighton camp
Kind heaven, then, pray guide me
And send me safely back again,
To the girl I left behind me.
III
Her golden hair in ringlets fair,
Her eyes like diamonds shining,
Her slender waist, her heavenly face,
That leaves my heart still pining.
Ye gods above oh hear my prayer,
To my beauteous fair to find me
And send me safely back again,
To the girl I left behind me.
IV
The bee shall honey taste no more,
The dove become a ranger,
The falling waters cease to roar,
Ere I shall seek to change her
The vows we’ve made to heav’n above
Shall ever cheer and bind me
In constancy to her I love,
The girl I left behind me.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I(1)
Sono solo da quando ho superato la collina e per la brughiera ricoperta d’edera, pensieri così tristi riempiono il mio cuore; dopo che mi sono separato da Betsy(2) nessuna è così bella e gaia da farmi tornare in mente quelle dolci ore che ho passato con la ragazza che ho lasciato dietro di me
II
Mai più dimenticherò questa notte le stelle che brillavano sopra di me e gentilmente offrivano la loro luce d’argento, quando per la prima volta mi giurò il suo amore, ma adesso sono in partenza per il campo di Brighton, “Buon Dio allora, ti prego guidami e rimandami indietro salvo dalla ragazza che ho lasciato dietro di me”
III
I suoi capelli dorati cadono in riccioli belli, i suoi occhi (sono) come diamanti che brillano, la sua vita sottile, il suo viso celestiale di cui il mio cuore ha nostalgia oh Dio dei cieli, ascolta la mia supplica, di ritrovare la mia bellissima amata e rimandarmi indietro salvo dalla ragazza che ho lasciato dietro di me
IV
L’ape non assaggerà più il miele la colomba diventerà cacciatore le cascate smetteranno di muggire prima che io cesserò di amarla; per i voti che ci siamo scambiati in nome del cielo, sempre mi rallegrerò e mi legherò alla ragazza che sempre amerò, la ragazza che ho lasciato dietro di me

NOTE
1) strofa alternativa: I’m lonesome since I crossed the hill, And o’er the moor and valley, Such grievous thoughts my heart do fill, Since parting with my Sally I seek no more the fine or gay, For each does but remind me How swift the hours did pass away, With the girl I left behind me.
2) in Rhymes of Northern Bards (1812) Blyth Camps (or The Girl I Left Behind Me) -pg 84, il verso diventa: I’m lonesome since I left Blyth camps, And o’er the moor that’s sedgy, With heavy thoughts my mind is filled, Since I parted with my Betsy.”

Girl I

LA VERSIONE AMERICANA DURANTE LA GUERRA DI SECESSIONE

Questa particolare versione era popolare dalla truppe di entrambi gli eserciti durante la Guerra di secessione americana. Il testo è stata scritto dal poeta, scrittore e cantautore irlandese Samuel Lover (1797-1868), egli fece una tournè negli Stati Uniti (1846-8) presentando il suo spettacolo “Irish Evenings” (o Irish Nights) in cui era inclusa anche questa canzone.

ASCOLTA Raymond Dixon, 1914
I
The hour was sad I left the maid,
A ling’ring farewell taking;
Her sighs and tears my steps delayed,
I thought her heart was breaking;
In hurried words her name I blessed,
I breath’d the vows that bind me,
And to my heart in anguish pressed
The girl I left behind me.
II
Then to the East(1) we bore away,
To win a name in story,
And there where dawns the sun of day,
There dawned our sun of glory;
Both blazed in noon on al ma’s height(2),
Where in the post assigned me,
I shared the glory of that fight,
Sweet girl I left behind me.
III
Full many a name our banners bore,
Of former deeds of daring,
But they were days of Seventy-Six(3),
In which we had no sharing;
But now our laurels freshly won,
With the old ones shall entwined be,
Still worthy of our sires each son,
Sweet girl I left behind me.
IV
The hope of final victory,
Within my bosom burning,
Is mingling with sweet thoughts of thee,
And of my fond returning;
But should I ne’er return again,
Still worth thy love thou’lt find me,
Dishonor’s breath shall never stain
The name I’ll leave behind me.”

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
 La triste volta che lascia la ragazza prendemmo un addio che sembrava non finire i suoi singhiozzi e le lacrime rallentavano i miei passi e credetti che il suo cuore si sarebbe spezzato; con parole frettolose benedissi il suo nome e sussurrai i voti che mi legavano, con il cuore pressato dall’angoscia, alla ragazza che ho lasciato indietro.
 Poi a Est(1) siamo partiti, per vincere un nome nella storia, e là dove spunta il sole del giorno, là spunta il nostro sole della gloria; dove sia ardente a mezzogiorno alla massima altezza il posto a me assegnato, ho condiviso la gloria di quella lotta, bella ragazza che ho lasciato indietro.
 Assai nomi i nostri stendardi portano di passati atti di coraggio, ma erano i giorni del 76(3) che non abbiamo condiviso; adesso i nostri allori appena vinti, con i vecchi potremo intrecciare finchè sia degno dei nostri padri ciascun figlio, bella ragazza che ho lasciato indietro.
 La speranza nella vittoria finale bruciante nel mio petto, si confonde con i dolci pensieri di te e del mio desiderato ritorno, ma che io non possa mai ritornare finchè io non abbia meritato il tuo amore, tu non troverai mai la macchia del disonore sul nome che ho lasciato indietro.

NOTE
1) ovviamente per il federati la meta è il “South”
2) on Freedom’s height
3) l’anno della guerra d’indipendenza americana 1776

FONTI
http://www.traditionalmusic.co.uk/popular-music-olden-times-2/popular-music-of-olden-times2%20-%200708.htm
http://www.traditionalmusic.co.uk/folk-song-lyrics/Girl_I_Left_Behind_Me.htm http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=2258 http://thesession.org/tunes/5418
http://www.irishmusicdaily.com/girl-i-left-behind-me-lyrics-and-chords https://archive.org/details/thegirl1904 http://tunearch.org/wiki/Girl_I_Left_Behind_Me_(1)_(The) http://tunearch.org/wiki/Talk:Girl_I_Left_Behind_Me_(1)_(The) http://tunearch.org/wiki/Brighton_Camp
http://www.myleskeogh.org/2009/11/girl-i-left-behind-me.html http://www.irishsongs.com/lyrics.php?Action=view&Song_id=133 https://www.acousticmusicarchive.com/the-girl-i-left-behind-me-brighton-camp-chords-lyrics
http://www.classic-rocks.com/english-irish-folk-music/the-girl-i-left-behind-me.html#origin
http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=2259 http://www.80thindiana.net/hist/80grleft.htm http://sheetmusicpoint.com/collections/i/the-ideal-home-music-library/g/the-girl-i-left-behind-me.pdf

ILLUSTRAZIONE
Walter Crane

BONEY WAS A WARRIOR

Una sea shanty nata inizialmente come street ballad sulle guerre napoleoniche: Napoleone incarnò le speranze d’indipendenza e le istanze rivoluzionarie delle popolazioni europee e delle Colonie americane (Irlanda in testa); amato dagli strati più poveri come dagli intellettuali è l’eroe romantico per eccellenza, nella sua grandezza e nella sua caduta. Oggi più nessuno parteggia per Napoleone ma due secoli prima gli animi si infiammavano per lui !!

Napoleone Bonaparte

IL MITO

“La figura di Napoleone era considerata una delle più controverse della storia europea e intorno ad essa si alternavano elogi e critiche: gli elogi per il soldato ambizioso che, grazie al suo genio era riuscito a raggiungere le più alte vette del potere e diffondere in tutta Europa le idee innovatrici della Rivoluzione francese, mentre le critiche si rivolgevano al conquistatore sanguinario che aveva riempito il continente di campi di battaglia e instaurato un regime di stampo dittatoriale. Ammirato o detestato, eroe o mostro Napoleone era comunque ritenuto un essere d’eccezione che andava oltre il personaggio storico per diventare un mito da cui scaturivano due concezioni opposte note come légende dorée e légende noire. (tratto da qui)

LA VERSIONE SEA SHANTY

Scrive AL Lloyd “A short drag shanty. These simple shanties were uses when only a few strong pulls were needed, as in boarding tacks and sheets and bunting up a sail in furling, etc. Boney was popular both in British and American vessels and in one American version Bonaparte is made to cross the Rocky Mountains.” Così ci sono moltissime versioni testuali che tutte tratteggiano le vittorie e le sconfitte di Napoleone in pochi versi. La melodia riprende il canto marinaresco bretone “Jean François de Nantes” (con testo in francese)
C’est Jean François de Nantes OUE, OUE, OUE
Gabier sur la fringante Oh mes bouées Jean François
(continua qui)

ASCOLTA Paul Clayton


Boney(1) was a warrior, Wey, hay, yah
A warrior, a tarrier(2),
John François
Boney fought the Prussians, –
Boney fought the Russians.
Boney went to Moscow,
across the ocean across the storm
Moscow was a-blazing
And Boney was a-raging.
Boney went to Elba
Boney he came back again.
Boney went to Waterloo
There he got his overthrow.
Boney he was sent away
Away in Saint Helena
Boney broke his heart and died
Away in Saint Helena
traduzione italiano di Cattia Salto
Napo(1) era un guerriero,
un guerriero, un mastino(2)
John François
Napo ha combattuto i prussiani
Napo ha combattuto i russi,
Napo è andato a Mosca attraverso l’oceano e la tempesta,
Mosca bruciava
e Napo era infuriato.
Napo è andato all’Elba
e poi è ritornato di nuovo:
Napo è andato a Waterloo
ed è stato rovesciato,
Napo è stato mandato via,
lontano a Sant’Elena
a Napo si è spezzato il cuore ed è morto, lontano a Sant’Elena

NOTE
1) Boney equivalente al nostro diminutivo Napo per Napoleone. L’origine del nome è incerta potrebbe voler dire “il Leone di Napoli”, il primo nome illustre fu quello del Cardinale Napoleone Orsini (ai tempi di papa Bonifacio VIII)
2) terrier = mastino (e richiama il termine francese terrien nella sea shanty “Jean-François de Nantes”) storpiato anche in Jonny Franswor! Citazione del canto marinaresco bretone
Jean-François de Nantes
Marin de la Sémillante
Ne doit pas se priver de rien
C’est bon pour un terrien

LA VERSIONE DI JOHN SHORT

ASCOLTA Jackie Oates in Short Sharp Shanties : Sea songs of a Watchet sailor vol 2 (su spotify) nelle note si legge “Short’s words were few—a mere two and a half verses—but sufficient to indicate that his, like every other version of the shanty, essentially followed Napoleon Bonaparte’s life story to a greater or lesser extent depending on the length of the job in hand (although, as Colcord points out, some versions introduced inventive variations on his life). We have simply borrowed some (of the true) verses from other versions—but by no means all that were available!.. Perhaps, we are again dealing with a shanty that changed its purpose—Jackie has chosen a slower rendition which may be more appropriate to the time. Sharp noted: “Mr. Short sang ‘Bonny’ not ’Boney’, which is the more usual pronunciation; while his rendering of ’John’ was something between the French ’Jean’ and the English ’John’.” (tratto da qui)


Boney was a warrior,
Wey, hay, yah
A bulling fighting tarrier,
John François
First he fought the Russians
then he fought the Prussians.
Boney went to Moscow,
Moscow was on fire oh
He licked them in Trafalgar’s Bay
Carried his main topm’st away*
Boney went to Elba
he came back to make another show
Boney went to Waterloo
and than he maked his overthrow.
Boney went to a-cruising
Aboard the Billy Ruffian.
Boney went to Saint Helena
Boney he didn’t get back
Boney broke his heart and died
in Corsica he should stay
Boney was a general
A ruddy, snotty general.
traduzione italiano di Cattia Salto
Napo(1) era un guerriero,
Wey, hay, yah
un fottuto mastino(2)litigioso
John François
Prima ha combattuto i russi,
poi ha combattuto i prussiani
Napo è andato a Mosca
Mosca bruciava.
Li bastonò nella Baia di Trafalgar(3)
e portò via l’albero di maestra
Napo è andato all’Elba
e poi è ritornato per un altro giro.
Napo è andato a Waterloo
ed è stato rovesciato.
Napo è andato in crociera
a bordo del Billy Ruffian(4)
Napo è andato a Sant’Elena
Mapo non è mai più tornato.
a Napo gli si spezzò il cuore e morì
in Corsica avrebbe preferito restare
Napo era un generale,
un dannato generale arrogante

NOTE
* dice una frase la cui pronuncia non mi riesce di capire “We licked him in Trafalgar
?? per cui al mimento riporto un verso simile

.. e la versione punk-rock con qualche immagine comica!
ASCOLTA Jack Shit in Rogue’s Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs, and Chanteys, ANTI 2006


Boney(1) was a warrior
A warrior a terrier(2)
Boney beat the Prussians
The Austrians, the Russians
Boney went to school in France
He learned to make the Russians dance
Boney marched to Moscow
Across the Alps through ice and snow
Boney was a Frenchy man
But Boney had to turn again
So he retreated back again
Moscow was in ruins then
He beat the Prussians squarely
He whacked the English nearly
He licked them in Trafalgar’s Bay(3)
Carried his main topm’st away
Boney went a cruising
Aboard the Billy Ruffian(4)
Boney went to Saint Helen’s
He never came back again
They sent him into exile
He died on Saint Helena’s Isle
Boney broke his heart and died
In Corsica he wished he stayed
traduzione italiano di Cattia Salto
Boney(1) era un guerriero
un guerriero, un mastino(2)
Boney sconfisse i Prussiani
gli Austriaci e i Russi
Boney andò a scuola in Francia
e imparò a fare il ballo russo
Boney marciò su Mosca
attraversò le Alpi in mezzo al ghiaccio e alla neve
Boeny era un francese
eppure Boney dovette di nuovo rigirarsi
così si ritirò ancora
Mosca era in rovina allora
egli vinse i Prussiani in un sol colpo
e quasi sconfisse gli Inglesi
li bastonò nella Baia di Trafalgar(3)
e portò via l’albero di maestra
Boney andò in crociera
a bordo del Billy Ruffian(4)
Boney andò a Sant’Elena
e non è mai più tornato.
Lo mandarono in esilio
e morì nell’isola di Sant’Elena
a Boney gli si spezzò il cuore e morì
in Corsica avrebbe preferito restare

NOTE
3) La battaglia di Trafalgar vedeva gli Inglesi in inferiorità numerica ma la manovra anticonvenzionale di Nelson (una posizione detta in gergo militare a T) spiazzò lo schieramento nemico disposto su una lunga fila (l’ottimo approfondimento in vedi), l’unico colpo inferto dai francesi fu la morte di Nelson.  l’Inghilterra era una potenza navale ineguagliabile per i Francesi e gli Spagnoli, così Napoleone rinunciò all’invasione della Gran Bretagna che diventò la padrona dei mari fino alla prima guerra mondiale
4) la nave che portò Napoleone in esilio su Sant’Elena era Bellerephon ma il nome veniva storpiato in Billy Ruffian o Billy Ruff’n dai suoi marinai non abbastanza colti da apprezzare i riferimenti alla mitologia greca.

LA VERSIONE FRANCESE

ASCOLTA Les Naufragés live

C’est Jean-François de Nantes
Oué, oué, oué,
Gabier de la Fringante
Oh ! mes bouées, Jean-François
Débarque de la campagne
Fier comme un roi d’Espagne
En vrac dedans sa bourse
Il a vingt mois de course
Une montre, une chaîne
Qui vaut une baleine
Branl’bas chez son hôtesse
Carambole et largesses
La plus belle servante
L’emmène dans la soupente
En vida la bouteille
Tout son or appareille
Montre et chaîne s’envolent
Attrape la vérole
A l’hôpital de Nantes
Jean-François se lamente
Et les draps de sa couche
Déchire avec sa bouche
Il ferait de la peine
Même à son capitaine
Pauvr’ Jean-François de Nantes
Gabier de la Fringante.

FONTI
https://anglofolksongs.wordpress.com/2015/08/17/boney-was-a-warrior/
http://www.shanty.org.uk/archive_songs/boney.html http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/boney.html http://www.musicanet.org/robokopp/shanty/boneywas.htm http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=84540 https://mudcat.org/detail_pf.cfm?messages__Message_ID=1560890
http://www.mustrad.org.uk/articles/french.htm

Its Lovely On The Water To Hear The Music Play

Read the post in English  

Il tema della separazione tra i due innamorati è molto diffuso tra le ballate popolari e quella tra marinaio e giovane fidanzatina si è originato probabilmente nel Settecento, così almento lo ritroviamo nelle illustrazioni dell’epoca.

LOVELY ON THE WATER

La ballata “Lovely on the water”, raccolta da Ralph Vaughan Williams agli inizi del 1900, proviene da un foglio volante (broadside) dal titolo “Henry and Nancy, or the Lover’s Separation” la cui pubblicazione è fatta risalire tra il 1860 a il 1880 (vedi) . La storia inizia nell’idillio della primavera con due innamorati che passeggiano, ma quello è il loro addio, l’uomo si è arruolato nella Royal Navy e vuole che lei resti a casa ad aspettarlo.
Sebbene il giovane professi di voler affrontare la guerra per il bene del paese, il bisogno di un salario è certamente la causa prima del suo patriottismo.

The Sailor’s Farewell, Charles Mosley (metà XVIII secolo) in National Maritime Museum .

Nelle note di copertina dell’Album “Please to See the King” 1971 è così riportato “Alcune canzoni tradizionali hanno avuto una grande popolarità, e sono state diffuse in un lungo e in largo per il paese.  Altre —compresi dei capolavori—sembra abbiano avuto una minima diffusione. Così Lovely on the Water, con una melodia splendida e parole eloquenti, è stata trovata solo una volta, da Vaughan Williams a South Walsham, a pochi kilometri da Norwich. Il canto inizia in modo idilliaco e finisce minacciosamente come un giorno di sole che si rannuvola. Il cantante Mr Hilton, aveva quattordici versi, ma Vaughan Williams, spesso un po’ incurante dei testi, ne ha tralasciati alcuni. I versi mancanti probabilmente riguardavano la situazione consueta in cui la ragazza vuole travestirsi da marinaio, per salpare con il suo amante, ma viene subito dissuasa”
Steeleye Span in “Please to See the King” 1971

Ken Wilson in “Not Before Time” (la versione testuale differisce in parte da quella riportata)

Dhalia`s Lane in Hollymount 2005

Martha Tilston & Maggie Boyle in The Sea 2014 in  


I
As I walked out one morning
In the springtime of the year
I overheard a sailor boy
Likewise a lady fair
They sang a song together
Made the valleys for to ring
While the birds on the spray in the meadows gay
Proclaimed the lovely spring
II
Said Willy unto Nancy
“Oh we soon must sail away
For its lovely on the water
To hear the music play
For our Queen she do want seamen
So I will not stay on shore
I will brave the wars for my country
Where the blund’ring cannons roar
III
Poor Nancy fell and fainted
But soon he brought her to
For it’s there they kissed and they embraced
And took a fond adieu
“Come change your ring(1) with me my love
For we may meet once more
But there’s One above that will guard you love
Where the blund’ring cannons roar
IV
Four pounds it is our bounty
And that must do for thee
For to help the aged parents
While I am on the sea”
For Tower Hill(2) is crowded
With mothers weeping sore (3)
For their sons are gone to face the foe
Where the blundering cannons roar
Traduzione italiana Cattia Salto
I
Mentre passeggiavo un mattino,
agli inizi di primavera,
ho sentito un giovane marinaio
e la sua bella donna
cantare una canzone insieme:
risuonava tra le valli,
mentre gli uccelli tra i prati verdeggianti di rugiada,
proclamavano la bella primavera.
II
Disse Willy a Nancy
“Oh, presto dobbiamo salpare,
perchè è bello sul mare
ascoltare cantare la musica.
La nostra regina ha bisogno di marinai,
quindi non voglio restare a terra.
Affronterò le battaglie per il mio paese
dove i cannoni ad alta voce tuonano”.
III
La povera Nancy cadde e svenne
ma subito lui la sostenne,
e lì si baciarono
e si abbracciarono
e si diedero un addio affettuoso.
“Vieni a scambiare il tuo anello con il mio, amore mio,
perchè noi ci rincontreremo ancora,
se ci sarà un Dio in alto che veglierà su di te amore,
dove i cannoni ad alta voce tuonano.
IV
Quattro sterline, è la nostra paga,
che ti farà comodo,
per aiutare i genitori anziani
mentre io sono per mare “.
Perché Tower Hill è affollata
dalle madri addolorate e piangenti,
per i loro figli che sono andati ad affrontare il nemico,
dove i cannoni ad alta voce tuonano.

NOTE
1) lo scambio degli anelli o di qualche altro regalo è un elemento caratteristico delle ballate tradizionali, in cui tale oggetto costituirà la prova d’identità di colui che è partito (e resterà a volte assente per lunghi anni)
2) Tower Hill è un punto elevato della città di Londra a nord-ovest della Torre di Londra, presso London Borough of Tower Hamlets
3) mentre gli uomini vanno a combattere il nemico, le donne li salutano piangenti perchè sanno che molti di loro non ritorneranno più a casa

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Ralph Vaughan Williams: LOVELY ON THE WATER
Cecil Sharp: LOVELY NANCY
versione inglese: FARE YE WELL/ADIEU, LOVELY NANCY
versione inglese: ADIEU SWEET LOVELY NANCY
versione americana/irlandese: ADIEU MY LOVELY NANCY
versione sea shanty: HOLY GROUND

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/lovely-water.htm
http://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/lovelyonthewater.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/187.html
http://digital.nls.uk/broadsides/broadside.cfm/id/16873

http://www.britishtars.com/2014/03/the-sailors-farewell-date-unknown.html