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SI BHEAG, SI MHOR

L’arpista irlandese Turlough O’Carolan nel 1691 si ispirò a una leggenda locale per comporre un canto riportato con vari titoli “Sheebeg Sheemore” “Sí bheag Sí mhor” “Si Beag si Mor” “Sidh Beag, Sidh Mor”: nei pressi di Lough Scur (Co Leitrim) due tumuli fatati si fronteggiano e sono la casa di due guerrieri (ovvero clan) rivali i quali continuano a combattere nottetempo la loro battaglia. La leggenda narra che lo stesso eroe celtico Finn McCool (mitico capo dei Fianna) sia sepolto nel Sí mhor (la collina più grande).

La melodia trae ispirazione dal brano tradizionale ‘The Bonny Cuckoo’ e gli studiosi la considerano una variante. Così scrive The Fiddler’s Companion “The air, according to O’Sullivan (1958) and tradition, was probably the first composed by blind Irish harper Turlough O’Carolan (1670-1738). The title of the air often appears as “Sheebag, Sheemore,” an Englished version of the original Gaelic “Si Bheag, Si Mhor” which means “so big, so little,” but it has been suggested that “Si” is derived from the medieval Irish “Siod,” meaning “fairy hill” or “fairy mound;” thus the title may also refer to “big fairy hill, little fairy hill.” It seems that the young Carolan first found favor at the house of his first patron, George Reynolds at Letterfain, Co. Leitrim (himself a harper and poet), who told the harper the legend of the two nearby hills and the fairy bands who lived inside. These fairies had a great battle with much shooting, and Reynolds encouraged Carolan to write a song about the event. Some versions of the legend have the mounds being topped by ancient ruins, with fairy castles underneath in which were entombed heros from the battle between the two rivals. O’Sullivan believes the air to be an adaptation of an older piece called “An chuaichin Mhaiseach” (“The Bonny Cuckoo” or “The Cuckoo”), which can be found in O’Neill, Bunting (1796) and Mulholland’s Collection of Ancient Irish Airs (1810). A dance by Gail Tickner appeared in CDSS news #69, March/April 1986 by the title “The Bonny Cuckoo” to the melody.

Il testo è uno dei rarissimi testi conservati dalla vasta produzione del bardo (che ci è giunta per lo più solo nella melodia) così come pubblicato dalla Irish Text Society in “Amhrain Chearbhallain” (in inglese The Poems of Carolan) (vedi):

I
Imreas mór tháinig eidir na ríoghna,
Mar fhíoch a d’fhás ón dá chnoc sí,
Mar dúirt an tSídh Mór go mb’fhearr í féin,
Faoi dhó go mór ná ‘n tSídh Bheag.
II
“Ní raibh tú ariamh chomh uasal linn,
I gcéim dár ordaíoch i dtuath ná i gcill;
Beir uainn do chaint, níl suairceas ann,
Coinnigh do chos is do lámh uainn!”
III
An tráth chruinnigh na sluaite bhí an bualadh teann,
Ar feadh na machaireacha anonn ‘s anall;
‘S níl aon ariamh dár ghluais ón mbinn
Nár chaill a cheann san ár sin.
IV
“Parlaidh! Parlaidh! agus fáiltím daoibh,
Sin agaibh an námhaid Charn Chlann Aoidh,
Ó bhinn Áth Chluain na sluaite díobh,
‘S a cháirde grá dhach, bí páirteach!”

TRADUZIONE INGLESE
I
A great contention came between the two queens
A feud that spilled from the two hills of the Sidhe
For it was said that the large mound was better
twice greater, twice greater, than the small mound
II
You have never been as noble as us
In rank decreed by the people or church
Be off with your chatter, nothing but pettiness
Keep your foot and hand from us(1)
III
When the hosts circled round there was mighty striking
On the face of the meadowlands, to and fro
So never a one came down from those peaks
but lost his head in the slaughter there
IV
Parley!(2) Parley! O friends and kin!
Here come our foes from Carn Clann Aoidh
Up from Eachluinn peak, the baneful host
And we must all stand together!
TRADUZIONE ITALIANO
I
Un grande contesa accadde tra due regine
una faida che sgorgava dai due tumuli fatati
e si disse che la collina più grande era migliore
due volte più grande che la collina più piccola
II
“Non siete mai stati così nobili come noi nel rango emanato dal popolo o dalla chiesa
non siete altro che meschini nelle vostre chiacchiere
state lontani da noi(1)”
III
Quando gli eserciti assediavano c’era una grande lotta
di fronte ai prati, avanti indietro
così nessuno mai discese da quelle cime
ma perse la testa lì nel massacro
IV
Tregua! O amici e parenti!
Qui vengono i nostri nemici da Carn Clann Aoidh
fino alla montagna di Eachluinn, l’ospite maligno
e dobbiamo stare tutti insieme!

NOTE
1) letteralmente “allontanate mani e piedi da noi”
2) parlè (in lingua inglese parley) quella discussione o conferenza che sussiste fra due parti opposte, o nemiche, per definire i termini di una tregua o altre questioni

O’Carolan, pupillo della famiglia MacDermott Roe, divenne cieco all’età di 18 anni per aver contratto il vaiolo e andò ramingo per l’Irlanda a offrire i suoi servigi di bardo: ‘Sì Bheag Agus Sì Mhor’ fu probabilmente la sua prima composizione quando poco più che ventenne si trovava nella casa di Squire Reynold a Lough Scur.

ASCOLTA Mark Harmer live: arpa e sussurri del vento  in un campo di campanule o giacinti selvatici ai piedi del bosco, semplicemente magico

ASCOLTA Planxty (probabilmente la versione più conosciuta)

ASCOLTA Deiseal in una versione più accelerata

ASCOLTA William Coulter

Il brano è stato arrangiato da molti chitarristi segnalo in particolare

ASCOLTA Ed Harris

Turlough O'Carolan (1670-1738) Nato da una famiglia di nobili origini ma caduta in miseria, a 18 anni perse la vista a causa del vaiolo. Accolto nella famiglia nobiliare dei McDermott Roe, entrò nelle simpatie della signora MacDermott Roe che lo fece studiare presso l'arpista locale per tre anni, e quando si ritenne che fosse in grado di iniziare la professione, gli procurò un arpa, un cavallo e un aiutante per guidarlo. Arpista itinerante e compositore, sebbene sia vissuto in un triste periodo della storia irlandese, ebbe una vita di successo e la sua musica è suonata ancora oggi quasi come un "classico" (tratto da qui)

continua 

FONTI
https://anglofolksongs.wordpress.com/2016/02/18/si-bheag-si-mhor/
http://terreceltiche.altervista.org/i-bardi-delle-terre-celtiche/
http://eigse.blogspot.it/2008/07/si-beg-and-si-mor-by-turloch-ocarolan.html
https://thesession.org/tunes/449
http://www.irishpage.com/songs/carolan/sheebeag.htm

THE RISING OF THE MOON

La ballata per antonomasia della ribellione irlandese del 1798 fu scritta da John Keegan Casey (1846-1870) per il “The Nation” nel 1865 con lo pseudonimo di Leo Casey e poi pubblicata in una sua raccolta di poesie dal titolo A wreath of shamrocks: ballads, songs, and legends (1867).
Pur restando sul generico l’autore ha voluto comunque descrivere una battaglia realmente accaduta, quella che ha avuto luogo nei pressi di Granard (contea di Langford) – e così vicina alla sua città natale Mullingar, : un gruppo di ribelli irlandesi armati solo di picche, si sono scontrati con i soldati inglesi molto meglio armati e addestrati e sono stati sconfitti; nelle successive stesure della canzone però l’autore ha epurato ogni riferimento geografico, così il fiume Inny diventa un generico “river”. L’intento del poeta, all’epoca adolescente, è manifesto: nel celebrare le glorie del passato vuole infondere lo stesso fervore nazionalistico nei ribelli del suo tempo, i Feniani.

I FENIANI

Ai mitici Fianna s’ispirò James Stephens nel fondare proprio nel giorno di San Patrizio 17 marzo 1858 il movimento feniano detto Irish Republican Brotherhood (parallelamente alla gemella americana “Fenian Brotherhood”con l’obiettivo di proclamare l’Irlanda una repubblica democratica indipendente. Era il tempo delle società segrete e dei moti d’insurrezione, ma anche delle idee eroiche basate su uno scarso senso pratico. La segretezza poi un’utopia essendo la delazione il grimaldello con cui gli inglesi riuscirono a sbaragliare ogni tentativo di insurrezione.
Dopo l’insuccesso  del 1865 Stephens fu deposto e il comando passò al Colonnello Kelly, ma anche la rivolta del 1867 finì con arresti preventivi e disastrose ritirate.

Dopo la rivolta Casey, poco più che ventenne, venne imprigionato senza processo nel carcere di Mountjoy, ma rilasciato alla condizione che emigrasse in Australia; egli però preferì vivere in clandestinità a Dublino, apprezzato per le sue doti oratorie ai raduni degli affiliati. Purtroppo la sua vita si è spenta prematuramente qualche hanno più tardi, minata dal duro trattamento ricevuto in carcere (la causa diretta però fu una brutta caduta accidentale).

Il sorgere della luna è un simbolo paragonabile come potenza iconografica al sole dell’avvenire che raggia il mondo socialista del futuro, il presagio della venuta di un tempo di libertà, ma è anche e soprattutto l’incitazione a prendere le armi per ribellarsi al dominio inglese.


La poesia è diventata subito popolare dopo la sua pubblicazione, ripresa nelle ballad sheets come canzone abbinata a diverse melodie, tra queste una melodia lenta e triste così in “More Irish Street Ballads” di Colm O’Lochlainn, che si è diffusa in America attraverso l’emigrazione irlandese.

VERSIONE AMERICANA: RISING OF THE MOON

ASCOLTA Peter Paul and Mary (melodia originaria) in  “See What Tomorrow Brings”.

VERSIONE IRLANDESE: WEARING OF THE GREEN

La melodia che ha però preso piede in Irlanda è quella di “The Wearing of the Green

ASCOLTA Na Casaidigh

ASCOLTA The High Kings

ASCOLTA The Wolfe Tones che cantano anche l’ultimo verso


I
And come tell me Sean O’Farrell
tell me why you hurry so
Husha buachaill hush and listen and his cheeks were all a glow
I bare orders from the captain get you ready quick and soon
For the pikes must be together at the rising of the moon
At the rising of the moon, at the rising of the moon, for the pikes must be together at the rising of the moon
II
And come tell me Sean O’Farrell where the gath’rin is to be
At the old spot by the river quite well (1) known to you and me
One more word for signal token whistle out the marchin’ tune
With your pike upon your shoulder at the rising of the moon
III
Out from many a mud wall cabin eyes were watching through the night
Many a manly heart was beating for the blessed warning light
Murmurs rang along the valleys to the banshees(2) lonely croon
And a thousand pikes were flashing
by the rising of the moon
IV
All along that singing river that black mass of men was seen
High above their shining weapons flew their own beloved green(3)
Death to every foe and traitor! Whistle out the marching tune
And hurrah, me boys, for freedom, ‘tis the rising of the moon
V
Well they fought for poor old Ireland, And full bitter was their fate
(Oh! what glorious pride and sorrow Fill the name of Ninety-Eight(4)).
Yet, thank God, e’en still are beating Hearts in manhood’s burning noon,
Who would follow in their footsteps, (5) At the risin’ of the moon!
TRADUZIONE  DI MARCO ZAMPETTI
I
E dimmi Sean O’Farrell,
dimmi perche’ tutta questa fretta?
“Silenzio! compagni parlate piano ed ascoltate – disse con le gote in fiamme-
porto ordini dal capitano, dovete prepararvi in tutta fretta
perche’ le picche dovranno riunirsi al sorgere della luna”
al sorgere della luna, al sorgere della luna
perche’ le picche dovranno riunirsi al sorgere della luna
II
E dimmi Sean O’Farrell,
dove sarà l’appuntamento?
“Al posto vicino al fiume che conosciamo bene (1),
un’ultima parola, come segnale fischietta la marcia
con la picca in spalla al sorgere della luna”
III
Dalle capanne dai muri di fango molti occhi scrutavano la notte
più di un cuore trasaliva allo scorgere della luce
mormorii risuonarono lungo le valli fino al grido delle banshees (2)
e mille picche brillarono al chiarore della luna nascente
IV
Quella nera massa d’uomini fu vista scendere lungo il fiume cantante
alto sopra le armi lucenti sventolava il loro amato colore verde (3)
morte ai nemici ed ai traditori! fischietta la marcia
e urra’ compagni per la liberta’!
e’ sorta la luna
V
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
Hanno combattuto bene per la povera vecchia Irlanda e il loro fato fu di fiele
(quale orgoglio di gloria e tristezza empie il nome del 98) (4)
eppure, grazie a dio, ancora battono i cuori degli uomini nel caldo mezzodì,
di coloro che seguiranno le loro orme(5) al sorgere della luna

NOTE
1) nelle successive stesure della canzone l’autore ha epurato ogni riferimento geografico, così il fiume Inny diventa un generico “river”.
2) Nel folklore irlandese la banshee è la fata della morte che piange, con un lugubre lamento, la morte imminente del guerriero del clan. In genere solo le migliori famiglie hanno una loro banshee ovvero le famiglie con lignaggi antichi ed eroici.
3) Già nel Seicento i patrioti irlandesi indossavano nastri verdi o il
trifoglio nel cappello per il giorno di San patrizio, ma erano considerati dei ribelli dagli Inglesi continua
4) La rivolta durò una breve stagione dal maggio al settembre del 1798 e venne chiamata con il nome di “United Irishmen Rebellion” perché condotta da un gruppo politico denominato Society of United Irishmen. continua
5) i Feniani

FONTI
http://www.irishmusicdaily.com/rising-of-the-moon
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=2313
http://homepage.tinet.ie/~tipperaryfame/rebel798.htm
http://homepage.eircom.net/~johnkeegancasey/

L’ALTROMONDO CELTICO

Altrove è la terra della felicità eterna dove vivono gli uomini dopo la vita sulla terra: dove non ci sono peccati da espiare o buone azioni da premiare; dove vivere una vita piena e perfetta e non una non-vita come quella immaginata dai Greci e dai Romani. Altrove è anche la terra dove vivono gli antichi dei, ovvero è il Regno delle Fate (Elfland).

Sebbene Altrove si raggiunga solo con la morte, alcune leggende e poesie celtiche narrano di poeti, eroi semi-divini o semplici visitatori che ci sono arrivati in vita, alcuni sono imram ovvero racconti di avventure per mari inesplorati, altri rientrano nel vasto tema popolare del rapimento fatato. continua
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LAND OF YOUTH: OISIN E NIAMH

Il racconto arriva dall’Irlanda ed è Oisin (in italiano cerbiatto) poeta e guerriero dei Fianna o Feniani (mitici guerrieri-cacciatori vissuti all’epoca di Cormac mac Airt  – II o IV secolo vedi) ad essere rapito da Niamh dai Capelli d’Oro, figlia di Manannan di Tír na nÓg. Dopo tre anni Oisin ebbe il desiderio di ritornare a visitare la sua terra e Niamh gli raccomandò di restare sempre sul cavallo. il quale magicamente lo avrebbe riportato sulla terra: ma sulla Terra il padre era morto da centinaia d’anni, le grandi fortezze dei Fianna erano in rovina e i luoghi che lui ricordava erano cambiati. Amareggiato, sulla via del ritorno, Oisin cadde di sella e divenne improvvisamente vecchio: i tre anni trascorsi nell’AltroMondo corrispondevano a trecento anni sulla terra!
Secondo una versione della storia Oisin non morì ma sopravvisse magicamente fino all’arrivo in Irlanda di San Patrizio, al quale ebbe modo di narrare le gesta dei Fianna.

“Oisin and St. Patrick”, P.J. Lynch

OISIN IN THE LAND OF YOUTH

Ecco le parole pronunciate da Niamh dai Capelli d’Oro per convincere Oisin a montare sul suo cavallo bianco e seguirla nella sua Isola dell’AltroMondo.

(tratto da qui)
“Delightful is the land beyond all dreams,
Fairer than anything your eyes have ever seen.
There all the year the fruit is on the tree,
And all the year the bloom is on the flower.
There with wild honey drip the forest trees;
The stores of wine and mead shall never fail.
Nor pain nor sickness knows the dweller there,
Death and decay come near him never more.
The feast shall cloy not, nor the chase shall tire,
Nor music cease for ever through the hall;
The gold and jewels of the Land of Youth
Outshine all splendors ever dreamed by man.
You will have horses of the fairy breed,
You will have hounds that can outrun the wind;
A hundred chiefs shall follow you in war,
A hundred maidens sing thee to your sleep.
A crown of sovereignty your brow shall wear,
And by your side a magic blade shall hang,
And you will be lord of all the Land of Youth,
And lord of Niamh of the Head of Gold.”
TRADUZIONE  CATTIA SALTO
“Deliziosa è la terra al di là di tutti i sogni
Più bella di ogni altra cosa che i tuoi occhi abbiano visto mai.
Ci sono tutto l’anno frutti sugli
alberi,
e tutto l’anno i boccioli sono
in fiore.
Gocciolano di miele selvatico gli alberi della foresta;
le scorte di vino e idromele non mancheranno mai.
Né dolore né malattia conosce colui che vi dimora,
la morte e la vecchiaia non lo toccheranno mai più.
Delle feste e della caccia non ci si stanca,
né la musica smetterà di risuonare per la sala;
l’oro e gioielli della Terra della Giovinezza
oscurano tutti gli splendori mai sognati dall’uomo.
Avrai cavalli della razza
fatata
avrai segugi che corrono più veloci del vento;
un centinaio di capi ti seguiranno in guerra,
un centinaio di fanciulle canteranno per te che dormi.
Una corona di re porterai
alla fronte,
e il tuo fianco con una lama magica cingerai,
e tu sarai signore di tutta la Terra della Giovinezza,
e signore di Niamh dai capelli d’oro. “

In un’altra descrizione l’Altro Mondo è chiamato Grande Pianura.

ASCOLTA Maire Brennan in Marie, 1992

Il brano è stato composta da Máire Brennan & Tim Jarvis: il coro in gaelico irlandese è l’invocazione incantatrice della Fata che sul suo cavallo magico ha cavalcato le onde del mare. Il testo in inglese è invece il consenso di Oisin che accetta di seguire la fanciulla.

Oisin a caccia incontra Niamh sul suo bianco cavallo
Oisin a caccia incontra Niamh sul suo bianco cavallo

CHORUS
Is gra geal mo chroi thu
Fan liom i gconai
Is gra geal mo chroi thu
Beith mise dilis
Is gra geal mo chroi thu
Tusa mo mhuirin
Is gra geal mo chroi thu
Fan ag mo thaobh sa
I
Beauty and grace with golden hair
Eyes like pearls
Came from the sea
Wherever you will go I will go
Wherever you will turn I’ll follow so
Take me to the Land of Youth
Three hundred years
II
Carried away on impulse
Followed my heart to the Land of Youth
Three hundred years and time stood still
Campanions calling
There’s a warning
III
Three hundred years
Fallen to earth the thunder sound
Years overtake him
A grey old man
TRADUZIONE ITALIANO
CORO
“Tu sei l’amore lucente del mio cuore
resta sempre con me
Tu sei l’amore lucente del mio cuore
restami fedele
Tu sei l’amore lucente del mio cuore
sei il mio innamorato
Tu sei l’amore lucente del mio cuore
restami accanto”
I
Bellezza e grazia dai capelli dorati
occhi come perle
che vengono dal mare.
Ovunque tu andrai io andrò
ovunque tu ti volti, io ti seguirò ancora
portami nella Terra dei Giovani
300 anni
II
Rapito dall’impulso
seguii il mio cuore nella Terra dei Giovani
300 anni e il tempo si è fermato
i compagni avvisano che
c’è un pericolo
III
300 anni
caduto a terra al suono del tuono
gli anni lo raggiunsero
un vecchio uomo grigio

DONNA DI LUCE: MIDIR E ETAIN

Anche le donne erano rapite dalle fate (soprattutto le più belle e spesso proprio nel giorno del loro matrimonio!!) così Etain è rapita dal dio Midir e la lirica è stata messa in forma di canzone da Angelo Branduardi nel suo “Donna di Luce”.  Il mito è tratto dal ciclo irlandese del libro delle Invasioni (Leabhar Gabhala): i due si incontrano in segreto e Midir promette alla donna che un giorno la condurrà nel suo Mondo.

Angelo Branduardi in Altro e Altrove 2003. Testo di Luisa Zappa

Con me vieni, Donna di luce
la dove nascono le stelle…
sono foglie i tuoi capelli,
il tuo corpo è neve.
Bianchi i tuoi denti,
nere le ciglia,
gioia per gli occhi
le tue guance di rosa.
E’ desolata la piana di Fal
per chi ha visto la Grande Pianura.

Con me vieni, Donna di luce
là dove nascono le stelle
la mia gente cammina fiera
ed il vino scorre a fiumi.

Avrai sul capo una corona
e carne e birra
e latte e miele.
Magica terra…
Là nessuno muore
prima d’essere ormai vecchio.

Midir-EtainEtain acconsente di seguire il dio, ma essendo già sposata con Eochaid, re di Tara, non voleva lasciare il marito senza avere ottenuto il suo permesso. Così Midir attese un anno e poi si presentò al castello di Eochaid per sfidarlo nel gioco del fidchell (una sorta di gioco degli scacchi). All’inizio il premio del vincitore erano cavalli e barche e spade e sempre Midir perdeva contro il nobile irlandese. Alla terza partita però astutamente il dio esclamò “Quello che il vincitore chiederà sarà suo”, così questa volta Midir vinse e chiese come premio un bacio da Etain. Il marito per non perdere l’onore acconsentì, e il dio prese la donna tra le braccia poi, trasformati in cigni, la portò via in volo, fino alla sua Terra.

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/otherworld.htm
http://www.luminarium.org/mythology/ireland/oisinyouth.htm
http://guide.supereva.it/musica_celtica_/interventi/2003/12/146119.shtml