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CONNEMARA CRADLE SONG

Una canzone del mare di autore anonimo cantata come una ninna-nanna nota anche come “The Connemara Lullaby“. Sebbene Delia Murphy abbia rivendicato il copyright nel 1951 si ritiene che originariamente la canzone fosse scritta da John Francis Waller (1809-1894)  – da Pat Conway in Very Best Irish Songs & Ballads
Per il riferimento agli Angeli che vegliano sul bimbo il brano compare occasionalmente nelle compilation della musica celtica per natale.

ASCOLTA Steeleye Span in Bedlam Born 2000 (a mio avviso la migliore versione, dalla voce di Gay Woods e le fioriture del violino di Peter Knight sul tappeto sonoro della band, pura poesia..)

La madre che canta per far addormentare il bambino lo tranquillizza dicendogli che domani il papà non andrà in mare a pescare e a rischiare la sua vita sul mare in tempesta: c’è stata una pesca abbondante (the nets heaven blessed) così abbondante e ricca da essere ricordata in una canzone.

I
On the wings of the wind o’er the dark rolling deep
Angels are coming to watch over thy sleep
Angels are coming to watch over thee
So list to the wind coming over the sea
II
Hear the wind blow, love, hear the wind blow
Hang your head o’er and hear the wind blow
Hear the wind blow, love, hear the wind blow
Hang your head o’er, love, and hear the wind blow.
III
The currachs (2) are sailing way out on the blue
Chasing the herring of silvery hue
Silver the herring and silver the sea
Soon they’ll be silver for my love and me.
IV
The currachs tomorrow will stand on the shore
And daddy goes sailing, a sailing no more
The nets will be drying, the nets heaven blessed
And safe in my arms dear, contented he’ll rest
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Sulle ali del vento sopra gli oscuri e profondi marosi
gli Angeli stanno arrivando per vegliare sul tuo sonno
gli Angeli stanno arrivando per vegliare su di te
così ascolta il vento venire dal mare.
II (1)
Ascolta il vento che soffia, amore, ascolta il vento soffiare
appoggia la tua testa e ascolta il soffio del vento.
Ascolta il vento che soffia, amore, ascolta il vento soffiare
appoggia la tua testa e ascolta il soffio del vento.
III
Le barche (2) stanno navigando in mare aperto
per pescare l’aringa dalla pelle d’argento,
d’argento l’aringa e d’argento il mare, presto saranno d’argento per il mio amore e per me.
IV
Le barche domani staranno sulla spiaggia
e papà non andrà più per mare,
le reti saranno tirate a secco,
le reti benedette dal cielo
e al sicuro tra le mie braccia caro, contento lui riposerà.

NOTE
1) strofa a volte utilizzata come coro
2) currachs sono delle canoe di legno anticamente rivestite di pelli

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=7787

THE BANTRY GIRL’S LAMENT

Nel “Irish Songs of Wit and Humour” (1884) Alfred Percival Graves trascrive il testo preso come fonte dalla seconda edizione di H. Sparling (“Irish Ministrelsy” 1888); a sua volta Colm O’Lochlainn nella pubblicazione della sua raccolta “Irish street ballads” (1939) prende Sparling come fonte per il testo con qualche lieve modifiche. Nel libro di O’Lochlainn viene assegnata finalmente una melodia “Johnny, lovley Johnny..” trascritta da George Petrie, (vedi qui) il quale dice in merito: (collected) ” in the county of Londonderry in the summer of 1837 and is very probably a tune of Ulster origin. It was sung to an Anglo-Irish peasant ballad, of which I have preserved the following quatrain: ”
Oh Johnny dearest Johnny, what dyed your hands and cloaths? He answered him as he thought fit ‘by a bleeding at the nose.’

I versi sembrerebbero provenire da The Witham Miller perciò possiamo affermare che il testo di Bantry Girl’s Lament è stato adattato su di una melodia precedente, ossia quella classificata come Stanford-Petrie 693.  O’Lochlainn (passando alla successiva canzone della sua raccolta) scrive che “Dawning of the Day” (vedi) è una variante della melodia The Witham Miller: ora poiché la stessa melodia (“Dawning of the Day”) è stata presa da Patrick Kavanagh per la sua Ragland Road, qualche buontempone (con un sillogismo opinabile), ha incominciato a scrivere che il testo di Bantry girl’s lament è stato preso (e riarrangiato da un autore anonimo) da una poesia dello stesso Kavanagh..

Nelle versioni testuali si è fatto un grande mescolone e frainteso o travisato molte parole per lo più originariamente in gaelico: io mi sono fatta un'idea che la chiave di lettura sia basata sui doppi sensi, con quel pizzico di irish humour piuttosto caustico, non per altro viene raccolta da Graven in una collana intitolata "Irish Songs of Wit and Humour"; per riassumere la storia della canzone si tratta del lamento di una ragazza di Bantry perchè il suo amore è partito come soldato per combattere il Re di Spagna.
Gustave Courbet: Portrait of Jo, the Beautiful Irish Girl-1865
Gustave Courbet: Portrait of Jo, the Beautiful Irish Girl-1865

DOV’E’ BANTRY?

In Irlanda ci sono due località con il nome di Bantry ed entrambe si contendono la palma della provenienza. La città di Bantry si trova nella contea di Cork nella punta sud dell’Irlanda, all’estremità della famosa Bantry Bay, perchè proprio lì doveva sbarcare la flotta francese nel 1796, per accorrere in appoggio agli United Irishmen che stavano preparando la Ribellione, flotta che fu dispersa invece da una violenta tempesta. L’altra Bantry si trova nella contea di Wexford, e si tratta di una Baronia, la più estesa delle 10 (verso il confine ovest) baronie che costituiscono la contea di Wexford. Il sistema di suddivisione territoriale delle baronie,  viene nientemeno che dalle suddivisioni dell’isola in unità territoriali secondo le famiglie gaeliche . Così ad avvalorare tale ipotesi la parola in gaelico nella IV strofa diventa Moneyhore ( Muine Hór, Hore’s Shubbery ) nella parrocchia civile di Rossdroit , Baronia di Bantry. “That fine ballad ‘The Bantry Girls’ Lament’ calls to mind the celebrated Fair of Moneyhore. The passing of a century has brought to an end these old village fairs and lent to them a romantic glow which will linger on in popular memory long after the dates of the gatherings and locations of the [fair] greens are forgotten”  (citato da Enniscorthy: History and Heritage” (1998), Micheál Tóibín)

QUALE GUERRA?

Dopo la vittoria del Boyne (1690) in cui l’Inghilterra segnò un punto fermo sul dominio dell’Irlanda, vennero approvate le Penal Laws che penalizzavano i cattolici, impedendo loro l’accesso a posizioni di potere negli affari pubblici e finanche diritti di proprietà sulla propria terra. Così molti furono i giovani irlandesi cattolici che cercarono la fortuna negli eserciti europei (che fossero possibilmente in lotta contro l’Inghilterra!): si stima che tra il 1690 e il 1730, 120.000 irlandesi salpassero per il continente europeo per prestare servizio militare in Francia, Spagna, Austria, Paesi Bassi, Russia, soldati che vennero chiamati Wild geese (in italiano le Oche selvatiche). Nel secolo successivo proprio allo scoccare del secolo una legge definita Act of Union, abolì il Parlamento Irlandese e Inghilterra e Irlanda divennero un’unica nazione, ovviamente la discriminazione verso i Cattolici era sempre la stessa anche se attutita da alcune “liberalità” o riforme prima fra tutte il Chattolic Emancipation Act del 1829; ora sebbene le Penal Laws proibissero l’arruolamento dei cattolici nell’esercito, il divieto venne tolto nel 1799, l’Inghilterra aveva bisogno di carne da cannone e anche quella irlandese poteva andare bene. Non dimentichiamoci che gli ufficiali erano sempre quelli della gentry protestante e un soldato cattolico poteva tutt’al più diventare sergente. E’ stato stimato che nel 1830 il 42% di tutti i soldati dell’esercito britannico fossero irlandesi. L’Irlanda divenne sede di importanti reggimenti che, astutamente, venivano mandati a combattere lontano per l’impero britannico perchè quando restavano a casa avevano la tendenza a “simpatizzare” per i ribelli. Tra i reggimenti irlandesi quello che prestò servizio nella guerra napoleonica in Spagna (detta dagli inglesi Peninsular War, 1808 – 1814), fu il “Royal Regiment of Ireland”
“Fondato nel 1684 dall’Earl di Granard come Royal Regiment of Ireland  questo reggimento combatté durante la successione spagnola, la Rivoluzione Americana e la guerra in Crimea. Con la riorganizzazione del 1881 fu rinominato Royal Irish Regiment e spedito alternativamente in India e Sud Africa. Reclutava tra Kilkenny, Waterford e Wexford”. (tratto da qui)
La guerra era un atto di agressione della Francia napoleonica contro la Spagna alleata con l’Inghilterra, ma nel secolo precedente le due nazioni erano ancora acerrime nemiche che si combattevano per il predominio coloniale nelle Indie Occidentali (come venivano chiamate le Americhe). La guerra proclamata nel 1739 (e conclusa nel 1742) si svolse per lo più con conflitti navali dall’altra parte del globo, mentre appena un trentennio prima Inghilterra, Austria, Ducato di Savoia e i rimasugli in terra germanica del Sacro Romano Impero (ovvero i Paesi Bassi) avevano combattuto contro la Spagna o meglio la corona di Castiglia per questioni di successione al trono: alla morte di Carlo II di Spagna il volere testamentario lasciava il trono al Duca Filippo d’Angiò nipote dell’allora re di Francia che salì al trono con il nome di Filippo V, ma i legami di sangue anche se diluiti imparentavano il defunto re con quasi la metà delle dinastie regnanti, ben intenzionate a prendersi l’eredità! La guerra di successione spagnola fu combattuta nella sua prima fase prevalentemente nelle Lowlands (terre definite anche se più impropriamente Olanda) e in Germania. La guerra però divampò un po’ su tutti i fronti e in terra di Spagna venne combattuta solo a Almenara e Villaviciosa (1710). Il trattato di pace fu firmato nel 1713.

Stando così le cose e supponendo che il nostro Johnny fosse di fede cattolica, poteva essersi arruolato solo nel Royal Regiment of Ireland per combattere nelle Peninsular Wars (avvalorando così l’ipotesi che la Bantry della canzone sia la Baronia di Bantry nel Wexford). Oppure era un irlandese di fede protestante e quindi avrebbe potuto anche essersi arruolato verso il 1710 per andare a detronizzare il re di Spagna (ma allora Bantry si dovrebbe trovare nell’Ulster, provincia da cui sembra peraltro provenga la melodia).

Insomma dopo aver analizzato un paio di dati, se ne esce con una grande confusione (dovuta principalmente al fatto che ogni anello della catena orale non riproduceva fedelmente il testo appreso, ma ben volentieri lo modificava a seconda della contingenza storica senza preoccuparsi delle “incongruenze”) e questo mi fa pensare che la canzone in realtà sia una canzone di protesta ma anche di ribellione camuffata: così “the dirty King of Spain” è il governo inglese con le sue forze dell’ordine (fossero Peelers o Barnies poco importa)

GUIDA ALL’ASCOLTO

Le più recenti interpretazioni traboccano di voci femminili, ecco le due che preferisco

ASCOLTA Frances Black, Mary Black, Joannie Madden in due compilation “Song of the Irish Whistle” (1999) e in “This Love Will Carry” (2006)

ASCOLTA Eleanor Shanley & Eddi Reader 2002 (testo qui)

e trovo molto particolare anche la versione dei Dubliners
ASCOLTA The Dubliners

Ho cercato di riassumere in un testo “comparato” le principali variazioni (peraltro non sostanziali) della storia, partendo dalla prima trascrizione conosciuta risalente al 1884

VERSIONE TESTO GRAVES

(in “Songs of Irish Wit and Humour” 1884) con tra parentesi le varianti, per i commenti vedere nelle note
I
Oh, Who will plough the field (now) or who will sell (sow) the corn?
Oh, Who will wash (watch, mind) the sheep (now) an’ have ‘em nicely (neatly) shorn(1)?
The stack (stag) that’s on the haggard(2), unthra[e]shed (untouched) it may remain
Since Johnny (lovely Johnny) went a-thra[e]shing (to fight) the dirty King of Spain(3)
II
The girls from the bawnog[u]e (bánóg)(4) in sorrow may retire
And the piper and his bellows(5) may go home and blow the fire
For (since) Johnny, lovely Johnny is (went) sailing o’er the main
Along with other patriarchs (patriots) (6) to fight the King o’ Spain
III
The boys will surely(sorely) miss him when moneyhore(7) comes round
And they’ll weep(grieve, fight) that their bo[u]ld (brave) captain is nowhere to be found
the Peelers (Barnies) (8) must stand idle, against their will and grain
Since the valiant(gallant) boy who gave(gives) them work now peels(9) the King o’ Spain
IV
At wakes and hurling matches your like(s) we’ll never(seldom) see
Till you come back again to us astore gra-geal-machree(10)
And won’t you t[h]rounce (thrash, trouble) the buckeens (11) that show us much (such, great) disdain(distant)
Beca[u]se our eyes are not so blacj(bright) as those you’ll meet in Spain
V
If cruel fate will not allow (permit) our Johnny to return
His heavy (awful ) loss we Bantry girls will never cease to mourn
We’ll resign ourselves to our sad lot and live (die) in grief and pain
Since Johnny died for Ireland’s pride(12) in the foreign (sunny) land of Spain

NOTE
1) trovato anche come “keep them from all harm” (in italiano preservare dalmale)
2) haggard: a threshing yard ossia l’aia di una fattoria
3) con un giro di parole il re spagnolo è paragonato ad un caprone puzzolente che gli irlandesi andranno a “pestare” (come il grano maturo quando viene trebbiato) per bene! Dovrebbe trattarsi di Carlo IV di Spagna il quale però abdicò in favore del figlio nel 1808, ma poco dopo riebbe la corona dalle mani di Napoleone il 5 maggio anche se prontamente la restituì subito a Napoleone, il quale la diede al fratello Giuseppe Bonaparte. Il popolo spagnolo non sapeva cosa farsene della costituzione francese, se di fatto erano governati dalla Francia. Paradossalmente l’insurrezione che scoppiò il 6 giugno fu sobillata dai nobili e dal clero spagnolo che temevano di perdere i loro privilegi e brigarono affinchè le masse li aiutassero a restaurare la loro autorità!

Goya-fucilazione
4) Ba/no/g: parola in gaelico irlandese che si traduce con “green patch of ground” = small enclosed space, courtyard; trovato scritto anche come  Boyne;
5) Lo strumento che oggi è conosciuto con il nome di uilleann pipes (traducibile grossolanamente come unione di tubi o canne), ovvero la cornamusa irlandese compare solo alla fine del XVII secolo ed è a due ance e a tre bordoni (il terzo si aggiunge nel XVIII sec) con il caratteristico mantice laterale per insufflare l’aria nella sacca sonora. Si potrebbe rintracciare il suo modello nella “musette de cour” francese o nella Northumbrian small-pipe del Borders inglese. Tuttavia la cornamusa irlandese è uno strumento ben più complesso per via dei “regulators” introdotti verso la metà del XVIII sec e diventati tre nel corso del XIX sec. I regulators sono quei tubi “strani” che poggiano sulla coscia del piper, sui quali sono disposte delle chiavi: il musicista riesce a produrre l’accompagnamento ricco di armoniche ma anche ritmico proprio e premendoci sopra il polso!
6) con patriarchs qui si intende i veterani, i vecchi, quasi una parola evocativa e ancestrale, ma  diventa spesso il più nazionalistico “patriota
7) anche mun-a-hoor, ovvero la trascrizione in inglese di una parola in gaelico Mí an Fhomair “month of the harvest” diventata “money more”  ovvero Moneyhore nella parrocchia civile di Rossdroit , Baronia di Bantry
8) the Peelers: qui le ipotesi si sprecano; prima di tutto il significato letterale della parola: nell’antica lavorazione dei chicchi di grano, potrebbe corrispondere al nominativo dato a coloro che si occupano della trebbiatura (vedi), un duro lavoro che si svolgeva nell’aia per separare i chicchi di grano dalla pula mediante la battitura un tempo appunto eseguita manualmente con delle corregge e poi sostituita da una macchina infernale detta trebbiatrice. Infatti nella prima strofa si parla proprio dei covoni che nessuno trebbierà perché gli uomini sono partiti per la guerra; è tanto forse basterebbe.

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Però “Peelers” è anche il soprannome dato alla polizia o meglio alle forze speciali di polizia istituite da Sir Robert Peel con il Peace Preservation Act del 1814 (il primo passo nel riordino delle forze dell’ordine pubblico). Si distinguevano pertanto dai “barnies” ovvero dalla polizia delle Baronie (baronial police) alle quali era stata demandata fino ad allora la gestione dell’ordine pubblico (le prime forze stabili di polizia furono istituite nel 1787 assegnando una ventina di uomini per ogni baronia, una sorta di suddivisione catastale delle Contee. E’ con l’Irish Constabulary Act del 1822 che ha però inizio l’Irish Constabulary. “L’atto istituiva una forza in ogni baronato, con un conestabile capo e ispettori generali, sotto il controllo dell’amministrazione civile del Castello di Dublino. La polizia fronteggiò anche l’irrequietezza tra i poveri dell’Irlanda rurale, che si manifestò in organizzazioni come i Ribbonmen, che attaccarono i proprietari terrieri e le loro proprietà. La nuova forza di polizia dimostrò la sua efficienza contro il separatismo irlandese, sedando la rivolta della Giovane Irlanda nel 1848. A questo seguì un periodo di calma relativa. Comunque la Fratellanza Repubblicana Irlandese, fondata nel 1858, progettò una rivolta armata contro il dominio britannico. Ciò si tramutò in azione diretta con la Rivolta Feniana (1867), segnata da attacchi alle stazioni di polizia più isolate. Anche questa ribellione venne sedata abbastanza facilmente, in quanto la polizia aveva infiltrato i feniani con spie e informatori. La lealtà della forza di polizia durante la rivolta venne ricompensata dalla Regina Vittoria che concesse l’uso del prefisso “reale” e il diritto di usare le insegne dell’Illustrissimo Ordine di San Patrizio. .. La maggioranza dei gradi inferiori nelle aree rurali appartenevano alla stessa classe sociale, religione e retroterra generale dei loro vicini. Attraverso l’applicazione di decine di migliaia di sfratti nell’Irlanda rurale e le molestie verso i capi della Land league, il RIC si era attratto il diffuso disprezzo da parte della popolazione cattolica irlandese durante il XIX secolo.” (tratto da Wikipedia qui) In Italia tra i tanti termini gergali per poliziotto si usa dire (o perlomeno si usava negli anni 70 in Piemonte) “pula“, che guarda caso è proprio la parte di scarto che riveste il chicco di grano!!
9) to peel potrebbe stare per to pillage
10) a stóirín (Mo storeen) óg mo chroí: nella trascrizione di Sparling (seconda edizione 1888) con il libro di Graves come fonte si trascrive il verso in gaelico come a-stóir grádh geal mo-chroídhe; Asto/iri/n o/g mo chroi: little young treasure of my heart ; quasi una frase fatta che viene spesso utilizzata come intercalare nelle canzoni irlandesi più sentimentali
11) buckeens = a poor but aspiring young man of the lower Anglo-Irish gentry. Eddi Reader dice “won’t you trod the buckeens” = non seguirai le orme della gentry
12) “freedom’s sake” o “Ireland’s pride” come viene più comunemente cantato; Johnny combatte nell’esercito britannico al fianco di un popolo (quello spagnolo) che si sta ribellando ai francesi conquistatori, per ottenere l’indipendenza, per la prima volta nella storia europea venne utilizzata la guerriglia contro le truppe napoleoniche.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Chi arerà il campo ora, e chi seminerà (venderà) il grano? Chi laverà le pecore e le terrà ben tosate (
oppure chi baderà alle pecore e le terrà al sicuro)? Il covone che è nell’aia, resterà da trebbiare poichè Johnny è andato a combattere lo sporco re di Spagna. Le ragazze dell’aia possono (solo) ritrarsi nel dolore, il pipaiolo (pifferaio, zampognaro) e il suo mantice possono solo andare a casa a soffiare sul fuoco poichè Johnny, l’amato Johnny è andato per mare insieme con gli altri patrioti a combattere contro il re di Spagna. I ragazzi sentiranno la sua mancanza quando verrà il tempo del raccolto (oppure il tempo di andare alla fiera di Moneyhore) per lamentarsi che il loro capitano coraggioso non si trova, i trebbiatori (i poliziotti) staranno inoperosi contro la loro volontà e inclinazione poichè il ragazzo coraggioso che dava loro lavoro, ora “sbuccia” il re di Spagna. Alle veglie e alle partite di hurling preferite non ti rivedremo più finchè non ritornerai da noi, amore del mio cuore, e non percuoterai la gentry che ci mostra un tale disprezzo (che ci tiene a distanza) perchè i nostri occhi non sono altrettanto neri come quelli che incontrerai in Spagna. Se il destino crudele non permetterà al nostro Johnny di ritornare, la sua dura perdita, noi ragazze di Bantry, non finiremo mai di piangere; ci rassegneremo alla nostra sorte triste di vivere (morire) in pena e sofferenza poichè Johnny è morto per l’orgoglio dell’Irlanda nella terra straniera (assolata) di Spagna.

La prima registrazione però è stata probabilmente quella di Delia Murphy e si trova su YouTube: estroso personaggio, moglie di un ambasciatore, definita”Ireland’s first lady of folk“, Delia ha portato la musica irlandese a Londra, Roma, Canberra, Bonn, Ottawa e Washington negli anni 1920-1960. Il moto di cantare è decisamente d’antan ma il suo valore è storico! (continua)
ASCOLTA Delia Murphy 1941. Le tracce sono state ristampate recentemente dalla famiglia in un CD dal titolo “If I were a Blackbird” (2013) (qui) Il testo è identico alla versione andata in stampa in quegli anni del libro di Lochlainn (la prima edizione è del 1938)

I
Oh, Who will plough the field or who will sell the corn?
Oh, Who will wash the sheep an’ have ‘em nicely shorn?
The stack that’s in the haggard, unthrashed it may remain
Since Johnny went a-thrashing the dirty King of Spain
II
The girls from the bawnogue(2) in sorrow may retire
And the piper and his bellows may go home and blow the fire
For Johnny, lovely Johnny is sailing o’er the main
Along with other patriarchs to fight the King o’ Spain
III
The boys will surely miss him when Moneyhore(7) comes round
And they’ll grieve that their bould captain is nowhere to be found
the Peelers(8) must stand idle, against their will and grain
for the valiant boy who gave them work now peels the King o’ Spain
V
If cruel fate will not permit our Johnny to return
His heavy loss we Bantry girls will never cease to mourn
We’ll resign ourselves to our sad lot and live in grief and pain
Since Johnny died for Ireland’s pride in the foreign land of Spain

Il brano è riproposto dai Clancy Brothers e pubblicata in “Tales & Tunes,” 1988, i quali  non possono fare a meno di metterci un ritornello! Per quanto abbia cercato al momento in rete non è reperibile una registrazione.

VERSIONE THE CLANCY BROTHERS

I
Who will plow the field now, and who will sow the corn
Who will wash the sheep now, and keep them neatly shorn
The stack that’s in the haggard, untouched it may remain
Since Johnny went a-thrashing all in the wars of Spain
CHORUS:
Johnny, lovely Johnny, he’s sailing o’er the main
A-long with other patriots, to fight the King of Spain
II
And the girls from the bawn-oag in sorrow may re-tire
The piper and his bellows, (may) go home and blow the fire
At fairs and hurling matches, your likes we seldom see
Till you come home a-gain to us, a-storeen oag mo cree
III
And a cruel fate will not permit our Johnny to return
His heavy loss, we Bantry girls will never cease to mourn
We re-sign ourselves to our sad lot, and die in grief and pain
Johnny died for freedom’s sake in the foreign lands of Spain

(Cattia Salto aprile 2015)

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=83746
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=71328 http://mysongbook.de/msb/songs/b/bantrygi.html http://www.eddireader.net/tracks/esBGL.htm http://www.deliamurphy.com/Delia_Murphy/Delia_Murphy/Delia_Murphy.html http:[email protected]?SongID=5843 http://ontanomagico.altervista.org/piva.htm
http://www.itma.ie/digitallibrary/print-collection/claisceadal-songsheets
http://www.ouririshheritage.org/page/delia_murphy

IF I WAS A BLACKBIRD

Una canzone piuttosto recente sebbene di autore anonimo risalente forse alla fine dell’ottocento o più probabilmente ai primi del novecento, “If I was a Blackbird” è stata resa molto popolare in Gran Bretagna e America negli anni 30 e 40 da Delia Murphy e negli anni 50 da Ronnie Ronalde. La melodia tradizionale è un valzer, rallentato spesso come slow air.
Molti studiosi ritengono il brano un lavoro di ricucitura  ottenuto mettendo insieme dei ‘floating verses’ presi da varie canzoni popolari (un mash-up si direbbe oggi) .

LA VERSIONE IRLANDESE

E’ quella che va per la maggiore sulla falsariga di Delia Murphy, la versione testuale riportata è ripresa  in Colm O Lochlainn, “Irish Street Ballads” (Dublino, 1939)
Il tema è quello tipico dell’amore abbandonato qui unito con la disapprovazione del matrimonio da parte dei genitori a causa della bassa estrazione sociale del ragazzo.

ASCOLTA Joe Heaney

ASCOLTA Siobhan Owen live

ASCOLTA Cécile Corbel in Songbook Vol 1, 2006


I
I am young maiden, my story is sad
For once I was courted by a brave sailor lad (1);
He courted me truly by night and by day,
And now he has left me and gone far away.
CHORUS
If I were a blackbird I’d whistle and sing
I’d follow the ship (2) that my true love sails in
On the top rigging I’d there build my nest
And I’d pillow my head on his lily-white breast (3).
II
He sailed o’er the ocean, his fortune to seek
I miss(ed) his caresses, his kiss on my cheek
He courted my truly, his friendship was warm
And I long for the sight of his brave manly form (4)
III
He promised to take me to Donnybrook Fair (5)
And he’d buy me a red ribbon to tie up my hair
He then left me with a turn of the tide
And he promised to make me his own darling bride (6)
IV
His parents they chided me, I would not agree
That me and my bonnie (7) boy married should be
But let them deride me, or say what they will
While I’ve blood (8) in my body, he’s the lad I love still.
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Sono una giovane fanciulla e la mia è una storia triste
una volta ero corteggiata da un coraggioso marinaio (1)
che mi corteggiava sinceramente notte e giorno
ma oggi mi ha lasciato ed è andato via.
RITORNELLO
Se fossi un merlo, potrei fischiettare e cantare,
seguirei la nave (2) su cui naviga il mio amore
e sulla crocetta potrei costruire il mio nido
e accoccolarmi sul suo candido petto (3)
II
Navigava sull’oceano, in cerca di fortuna
mi mancavano le sue carezze e i suoi baci sulle mie guance,
mi corteggiava con sincerità e la sua amicizia mi scaldava
e io desideravo la vista del suo corpo virile (4)
III
Mi promise di portarmi alla Fiera di Donnybrook (5)
e di comprarmi un nastro rosso da legare ai capelli,
poi mi lasciò al mutare della marea
e mi promise che mi avrebbe fatta la sua amata moglie (6)
IV
I suoi genitori mi rimproveravano e non erano d’accordo,
che io e il mio bel ragazzo (7) ci sposassimo,
ma lasciate che mi deridano e che dicano quello che vogliono,
finchè avrò sangue (8) nelle mie vene, lui è il ragazzo che amerò.

NOTE
1) oppure “For once I was carefree and in love with a lad”
2) oppure “vessel”
3) oppure “And I’d flutter my wings o’er his broad golden chest” (= dispiegare le ali sul suo ampio petto biondo)
4) oppure “He returned and I told him my love was still warm, He turned away lightly and great was his scorn” (= ritornava e io gli dicevo che il mio amore era ancora acceso, ma lui si voltava velocemente con grande sdegno)
5) Donnybrook Fair  era una grande fiera che si teneva a Dublino dal Medioevo e fino al 1850 e durava una quindicina di giorni: nell’Ottocento la fiera era incentrata principalmente sui divertimenti e gli spettacoli pubblici e sul gran consumo di bevande alcoliche. Una testimonianza di Charles William Grant (nato a Dublino nel 1881) ce la descrive: “I also remember Donnybrook Fair, which in olden days had provided revel for the Dublin populace. The crowds gathered on a Bank Holiday from all parts of Dublin to Irishtown Green, which was not far from my home in Sandymount. Outside cars, long cars, and every type of conveyance brought them to Irishtown during the Easter and Whit holidays (continua)
6) gli ultimi due versi nella versione di Delia Murphy dicono:
“And I know that some day he’ll come back o’er the tide,
And surely he’ll make me his own loving bride.”
oppure diventano “He offered to marry and to stay by my side
But then in the morning he sailed with the tide (= si offrì di sposarmi e di starmi accanto, ma al mattino salpò con la marea)
7) Delia dice “sailor”
8) Delia dice “While there’s breath in my body”

 LA VERSIONE SCOZZESE

La versione più conosciuta è però oggi quella di Andy M. Stewart, per i Silly Wizard, il quale l’aveva imparata dalla madre; Andy riarrangiò il testo trasponendolo dal punto di vista maschile, forse per questo alcuni sono portati a credere che la melodia sia un tradizionale scozzese.

ASCOLTA Silly Wizard in Wild & Beautiful, 1981

I
I am a young sailor, my story is sad
Though once I was carefree and a brave sailor lad
I courted a lassie by night and by day
Ah, but now she has left me and sailed far away
CHORUS
Oh, if I was a blackbird, could whistle and sing
I’d follow the vessel my true love sails in
And in the top rigging, I would there build my nest
And I’d flutter my wings over her lily-white breast
II
Or if I was a scholar and could handle a pen
One secret love letter to my true love I’d send
And I’d tell of my sorrow, my grief and my pain
Since she’s gone and left me in yon flowery glen
III
I sailed over the ocean, my fortune to seek
And though I missed her caress and her kiss on my cheek
I returned and I told her my love was still warm
But she turned away lightly and great was her scorn
IV
I offered to take her to Donnybrook Fair
And to buy her fine ribbons to tie up her hair
I offered to marry and to stay by her side
But she says in the morning she sailed with the tide
V
My parents they chide me and will not agree
Saying that me and my false love, married should never be
Ah, but let them deprive me or let them do what they will
While there’s breath in my body, she’s the one that I love still
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Sono un giovane marinaio e la mia storia è triste
eppure un tempo ero un bravo marinaio spensierato
che corteggiava una ragazza notte e giorno, ma oggi mi ha lasciato ed è salpata lontano.
RITORNELLO
Se fossi un merlo, potrei fischiettare e cantare, seguirei la nave su cui naviga il mio amore
e sulla crocetta potrei costruire il mio nido
e dispiegare le ali sul suo seno bianco come giglio
II
Se fossi uno studente e sapessi scrivere con la penna
manderei una lettera d’amore in segreto al mio vero amore
e le direi del mio dispiacere, rimpianto e piena
da quando se n’è andata e mi ha lasciato in questa valle fiorita
III
Navigavo sull’oceano, in cerca di fortuna
e sebbene mi mancassero le sue carezze e i suoi baci sulle mie guance,
ritornavo e le dicevo che il mio amore  era ancora acceso,
ma lei si voltava velocemente con grande sdegno.
IV
Mi offrii di portarla alla Fiera di Donnybrook
per comprarle dei bei nastri da legare ai capelli,
le promisi di sposarla e di starle accanto
ma al mattino lei salpò con la marea
V
I miei genitori mi rimproveravano e non erano d’accordo,
dicevano che io e il mio falso amore
non avremmo dovuto sposarci,
ma lasciate che mi deridano e che dicano quello che vogliono,
finchè avrò fiato in corpo, lei sarà quella che amerò sempre.

LA VERSIONE GALLESE continua
FONTI
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/FSC38.html
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=8648
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=74827
http://mainlynorfolk.info/folk/songs/ifiwereablackbird.html
http://thesession.org/tunes/2618
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/25/blackbird.htm

THE SPINNING WHEEL SONG

“The Spinning Wheel” o anche “The Spinning Wheel song” (in taliano “La canzone del filatorio”) è una poesia scritta da John Francis Waller (1809-1894) e pubblicata sul “The Dublin University Magazine (mese di agosto anno 1853), nell’articolo “Midsummer Melodies” firmato con lo pseudonimo di Jonathan Freke Slingsby (vedi).

grimshaw_john_atkinson_lovers_in_a_wood_by_moonlight_1873Nell’articolo Waller ci racconta di essersi ispirato a dei “rustici ricordi” di una tipica sera d’estate con la luna piena, in cui una bella ragazza cerca di sottrarsi alla sorveglianza dell’anziana e cieca nonna (che ahimè per lei ci sente ancora bene!), per incontrarsi con l’innamorato.
La fanciulla è al filatoio accanto alla finestra, distratta dalla grande luna piena, che incombe sulla notte, e si accompagna con un canto mentre lavora.
E la canzone che compone è ispirata proprio a quelle dolci melodie che le fanciulle cantano per passare il tempo mentre filano e che Waller chiama “The Little House under the Hill“.

Oltre che la luna a distrarla dal suo lavoro è il fidanzato che la chiama dalla finestra per uscire a passeggiar insieme, e la ragazza attende che la nonna, cullata dal suono della cantilena e dal rumore altrettanto cadenzato del filatoio si addormenti.
In effetti la melodia è da considerarsi una ninna-nanna anche se più “elaborata” rispetto alla semplicità più propria del genere, ma il poeta cerca ugualmente di rendere omaggio al genere, con l’uso di una struttura ripetitiva, delle assonanze e allitterazioni, come pure l’uso dei verbi al gerundio e delle espressioni e dei termini dialettali..
Le donne al lavoro in casa dovevano anche badare ai figli piccoli e non c’era niente di meglio di una ninna-nanna per farli calmare e addormentare!

FILARE CON IL FILATOIO

328px-William-adolphe_bouguereau_the_spinnerL’arte della tessitura è un arte femminile, in cui si mescolano sapienza e magia, e tutto ha inizio con un fuso, un semplice bastoncino di legno sagomato opportunamente e manovrato con un movimento ritmico e costante in modo che la lana grezza si trasformi in filo . La conocchia (o rocca) e il fuso sono gli antenati del filatoio a ruota, tuttora utilizzati dalle donne del Sud-Italia (ovvero ancora nel XX secolo).

Nel quadro di William-Adolphe Bouguereau, La filatrice la ragazza tiene al braccio sinistro la conocchia, sulla quale è messa la lana precedentemente cardata, e con la mano destra aziona il fuso imprimendo un movimento rotatorio (tipo yo-yo), è la fusaiola (una rotula, in inglese flier) per lo più in terracotta che mantiene la rotazione del fuso, in modelli ancora più semplici il fuso è composto in un unico pezzo di legno svasato al centro come se fosse una trottola detto lucignolo (per la verità ogni regione d’Italia li chiama con dei nomi tipici, quelli a cui mi riferisco sono del Veneto regione da cui proviene la mia famiglia da parte di madre).

Lo spinning wheel è un filatoio ad alette (o mulinello, filarino), caratterizzato dalla presenza di una ruota azionata con pelali che avvolge il filo attorno al rocchetto, ovvero è la ruota che fa girare l’aspo (detto comunemente reel in inglese) -che imprime nello stesso tempo una torsione al filo – e contemporaneamente la spoletta (la bobbin in figura) attorno alla quale si avvolge il filo

 

SpinningwheelArcolai a ruota esistevano già nel Medioevo azionati a mano e largamente diffusi in Inghilterra nel XV secolo (detti Jersey wheel). La più antica documentazione di filatura col fuso ad alette (mulinello) è del 1480, ma è stato Leonardo Da Vinci a perfezionare il meccanismo con l’invenzione delle alette e dei guidafili, punto di partenza delle moderne macchine per filare (principi introdotti in Inghilterra solo nel 1794)
Per torcere insieme più fili ottenuti dal filatoio e avvolti intorno alla spoletta, si passavano al torcitoio (detto anche aspo da torcitoio) che produceva le matasse.
Il filatoio è detto comunemente arcolaio però in modo improprio, infatti l’arcolaio è una sorta di dipanatore di matasse per trasformarle in gomitolo: il primo arcolaio erano i polsi delle mani e generalmente era un bambino che teneva tesa tra le braccia la matassa mentre la madre avvolgeva il gomitolo.

GUIDA ALL’ASCOLTO

Sempre nel suo articolo John Francis Waller spiega come la canzone deve essere suonata e interpretata: dice di immaginare di stare suonando con il filatoio a pedale o mulinello  ossia di tenere il tempo in modo cadenzato e rilassato, a imitare i movimenti ripetitivi e automatici della filatrice intenta al lavoro.
Dice di suonare in modo tranquillo ma non monotono e che l’ultimo ritornello deve essere rallentato e con un tono indispettito, come se chi racconta la storia, disapprovasse quello che succederà tra poco; inoltre di fare una pausa per sottolineare come l’ultimo impulso dato dal piede della ragazza prima di abbandonare il filatoio sia appena sufficiente ad un giro di ruota.

Nello schema metrico della testo Waller compone una strofa di otto versi seguita da un “ritornello” che viene modificato nella III strofa finale a sottolineare il diverso movimento della ruota del filatoio.
La canzone raccolse un discreto successo e venne pubblicata in altre collezioni ottocentesche di canzoni popolari irlandesi. Resa conosciuta nel bel mondo e al grande pubblico londinese da Delia Murphy (1902-1971) negli anni 30; oggi è però interpretata più come una ballata a tempo di valzer che una ninna-nanna di solito con l’accompagnamento dell’arpa celtica: la lunghezza delle strofe iniziali è stata accorciata della metà (ovvero la prima strofa del testo di Waller è suddivisa in 2 strofe e così via) e le strofe sono sempre intercalate dal ritornello; peraltro la storia è stata condensata nella sua essenzialità per assumere un andamento più consono alle ballate di tradizione popolare.

E’ difficile trovare una versione per l’ascolto che non sia troppo datata e “zuccherosa” ma alla fine ecco:

ASCOLTA Foster & Allen (strofe I, III, II, III, V, III, VIII)
ASCOLTA Cathy Harrop (strofe I, III, II, III, V, VIII) suonata con un arpeggio cadenzato quasi come un carillon, che verso la fine perde la carica e rallenta

ASCOLTA Mike Magatagan arrangiamento per arpa (classica)

spinning_wheel_vintage_illustrations_poster-r2a63a76127f84e5ba4f5550fe36e204a_khu_8byvr_324I
Mellow(1) the moonlight to shine is beginning
Close by the window young Eileen is spinning
Bent o’er the fire her blind grandmother sitting
Is crooning and moaning and drowsily knitting.

II
“Eileen, a chara(2), I hear someone tapping”
“‘Tis the ivy dear mother against the glass flapping”
“Eily, I surely hear somebody sighing”
“‘Tis the sound mother dear of the autumn winds dying.”

III (Chorus)
Merrily, cheerily, noiselessly whirring
Swings the wheel, spins the wheel while the foot’s stirring
Spritely and lightly and merrily ringing
Trills the sweet voice of the young maiden singing.

IV
“What’s the noise that I hear at the window I wonder”
“‘Tis the little birds chirping, the holly-bush under”
“What makes you be shoving and moving your stool on
And singing all wrong the old song of The Coolun ?”

V
There’s a form at the casement, the form of her true love
And he whispers with face bent, “I’m waiting for you, love”
Get up on the stool, through the lattice step lightly
And we’ll rove in the grove while the moon’s shining brightly.”

by-maes-old-woman-asleepVI
The maid shakes her head, on her lips lays her fingers
Steps up from the stool, longs to go and yet lingers
A frightened glance turns to her drowsy grandmother
Puts one foot on the stool, spins the wheel with the other.

VII
Lazily, easily, swings now the wheel round
Slowly and lowly is heard now the reel’s sound
Noiseless and light to the lattice above her
The maid steps then leaps to the arms of her lover.

VIII (final Chorus)
Slower and slower and slower the wheel rings
Lower and lower and lower the reel rings
E’re(3) the reel and the wheel stopped their ringing and moving
Through the grove the young lovers by moonlight are roving.

TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO

I
Dolce il chiaro di luna inizia a brillare,
nascosta dalla finestra, la giovane Avelina sta filando;
chinata sul caminetto, la sua cieca nonna siede,
mormorando, gemendo e pigramente facendo la calza.

II
Allegramente, allegramente, senza ronzio
gira la ruota, gira la ruota mentre si pigia il piede
Con brio e soave e allegra risuona
e trilla la voce dolce della giovane fanciulla che canta

III
“Avelina cara, sento qualcuno che bussa”
“E’ l’edera, madre cara, che sbatte contro la finestra”
“Ava, ho sentito di sicuro qualcuno sospirare”
“E’ il mormorio, madre care, del vento autunnale”

IV
“Cos’è il rumore che sento alla finestra, mi domando?”
“Sono gli uccellini che cinguettano sotto il cespuglio di agrifoglio”.
“Cos’è che ti fa spingere e muovere sul tuo sgabello
e cantare tutta sbagliata la vecchia canzone “ The Coolun “?

V
C’è una figura alla finestra, la figura del suo amore,
egli sussurra, col volto chino: “Ti sto aspettando, amore,”
“Alzati dallo sgabello e alza il piede dall’assicella
e passeggeremo nel boschetto al chiaro della luna piena”

VI
“La fanciulla scuote la testa, sul labbro pone le dita,
s’alza furtiva dallo sgabello per andare, ma ancora indugia.
Una occhiata impaurita lancia alla sua sonnolente nonna,
mette un piede sullo sgabello, fa girare la ruota con l’altro.

VII
Pigramente, facilmente, ora gira la ruota
ora si sente piano e basso il suono del rocchetto
senza rumore pigia forte l’assicella sotto il piede
e poi i passi della ragazza la portano tra le braccia del suo amore.

VIII
Più lenta pian piano la ruota gira
basso e sempre più basso il suono del rocchetto
a quel punto il rocchetto e la ruota arrestano il loro ronzio e il movimento,
tra gli alberi, i giovani innamorati, al chiaro di luna, stanno vagando.

NOTE
1) Mellow: è un aggettivo colloquiale e arcaico che qui ha significato di “caldo”, “dolce”
2) in gaelico “mia cara”
3) dialettale al posto di “There”

THE OLD SPINNING WHEEL

“Spinning Wheel” è tuttavia un titolo piuttosto comune nella scena musicale country e rock (per citarne uno il brano del gruppo Blood, Sweat & Tears)

“The Old Spinning Wheeel” è un brano popolare di origini americane scritto da J. “Billy” Hill negli anni 1930 il cui titolo per intero di scrive “There’s An Old Spinning Wheel In The Parlor.” (vedi per il testo)

ASCOLTA Ray Noble

E le sue ramificazioni nell’Old Time Music
ASCOLTA
ASCOLTA Dave Hum

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=504
http://thesession.org/tunes/484
http://www.traditionalmusic.co.uk/songster/29-the-spinning-wheel.htm
http://deegold.homestead.com/spinningwheel.html

ILLUSTRAZIONI
John Atkinson Grimshaw, Lovers in a Wood by Moonlight
http://vcrfl.wordpress.com/tag/1870s/