FACTORY GIRLS IN FOLK SONGS

“The Factory girl” è una canzone tradizionale irlandese che accosta la struttura poetica e musicale delle “aisling songs” alle storie della quotidianità della rivoluzione industriale. Nelle “aisling songs” del XVII-XVIII secolo il poeta, di solito all’alba, incontra una bellezza simile a una dea (simbolo della Primavera secondo la tradizione medievale trovadorica). In questo genere poetico si festeggia l’arrivo della bella stagione e lo sbocciare dell’amore, ma nella ripresa irlandese la donna raffigura più o meno velatamente l’Irlanda e così dietro al genere si nascondeva l’amore patriottico che non poteva essere manifestato apertamente durante il dominio inglese..

In questa canzone fine Settecento – inizi Ottocento, il contesto è più propriamente di corteggiamento, in cui un uomo benestante si innamora (o incapriccia) di una bellezza popolana, una semplice e povera operaia di un opificio tessile. Diffusa in l’Irlanda del Nord (Contee di Armagh, Down, Tyrone e Fermanagh), Inghilterra e Scozia, la canzone è stata stampata su vari broadsides nel 1830. E tuttavia la storia si evolve in diverse versioni non tutte a lieto fine.

In alcune versioni il corteggiatore viene dapprima respinto per la fretta di andare al lavoro
“Oh young man, excuse me, for now I must leave you
For yonder’s the sound of my factory bell”
E poi a causa delle differenze sociali:
“Oh love and temptation are our ruination Go find you a lady and may you do well For I am an orphan with ne’er a relation And besides, I’m a hard working factory girl”

In altre versioni invece il corteggiamento si conclude con un matrimonio e la giovane ragazza afferma “No more will I answer that factory call“.
ASCOLTA Margaret Barry 1958 (strofe da I a III)
ASCOLTA The Chieftains & Sinead O’Connor (strofe da I a III) in Tear of Stone, 1999
ASCOLTA Eric Burdon (che aggiunge una IV strofa)

I
As I went out walking one fine summer morning
The birds in the bushes did whistle and sing
The lads and the lasses in couples were courtin’ (sporting)
Going back to the factory their work to begin
II
He spied one among them, she was fairer then many
Her cheeks like the red rose that blooms in the spring
Her hair(1) like the lily that grows in Yon’ valley
She was only a hard-working factory girl
III
He sat soft beside her, more closely to view her
She says, “My young man, don’t stare me so”(2)
“I gold in my pocket and silver as well”
“No more will I answer that factory call”
IV
Now the years have gone past from the days of our youth
Our home is now teemin’ with children at play
Life goes on in the village you can still hear the whistle
“Hey there goes that lad with his factory girl.”

You can still hear the sound of the factory call.

NOTE
1) in alcune versioni è riportato “skin” come sarebbe più logico
2) in questa versione testuale i dialoghi sono ridotti all’essenziale a discapito della comprensione del testo, così alla ritrosia di lei, lui risponde dicendole di essere ricco, e lei accetta di sposarlo

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Mentre passeggiavo in una bella mattina d’estate, gli uccelli nei cespugli fischiettavano e cinguettavano, ragazzi e ragazze a gruppi amoreggiavano tornando alla fabbrica dove iniziare il lavoro. Egli ne vide una tra di loro, più bella di molte, le sue guance come una rosa rossa che fiorisce in primavera, i capelli come giglio che cresce nella valle ed era solamente una operaia della fabbrica. Si sedette delicatamente accanto a lei più da vicino per vederla (meglio)”Giovanotto, non mi fissare così” “Ho oro e argento in tasca” “Più non risponderò a quel richiamo della fabbrica” .
Ora gli anni sono passata dai tempi della nostra gioventù, la nostra casa è ora piena di bambini che giocano, la vita continua nel villaggio puoi ancora sentire il fischio “ci va quel ragazzo con la sua operaia”

ASCOLTA Sarah Makem 1968. La melodia ricordata da Sarah è diversa da quella dalla irish traveller Margaret Barry . Nelle note dell’album “Mrs Sara Makem, Ulster Ballad Singer 1968 ” è scritto ” The air in the Soh Mode is particularly attractive and is related to “The Unspoken Farewell” (Gems of Melody, Pt. 1., Hardebeck)“.

I dialoghi sono un po’ più dettagliati, veniamo così a sapere che la ragazza è una povera orfanella sola al mondo, ma fiera oltre che bella.

I
As I went a-walking one fine summer’s morning,
The birds on the branches they sweetly did sing.
The lads and the lasses together were sporting,
Going down to yon factory their work to begin.
II
I spied a wee damsel more fairer than Venus,
Her skin like the lily that grows in the dell,
Her cheek like the red rose that grew in yon valley.
She is my own only goddess; she’s a sweet factory girl.
III
I stepped it up to her, it was for to view her,
When on me she cast a proud look of disdain.
“Stand off me! Stand off me and do not insult me,
For although I’m a poor girl, I think it no shame.”
IV
“I don’t mean to harm you or yet, love, to scorn you,
But grant me one favour: pray where to you dwell?”
“I am a poor orphan without home or relations
And besides I’m a hard working factory girl.”
V
Well, now to conclude and to finish these verses,
This couple got married and both are doing well.
So, lads, fill your glasses and drink to the lasses
Till we hear the dumb sound of the sweet factory bell.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO (dalla III strofa)
Mi sono avvicinato a lei per vederla (meglio) allora lei mi guardò con uno sguardo pieno di sdegno “Stammi lontano e non insultarmi perchè sebbene sia una povera ragazza, non me ne vergogno” “Non voglio farti del male o disprezzarti, ma rendimi un favore: ti prego dove abiti?” “Sono una povera orfana senza casa e parentele e inoltre sono un’operaia che fa un duro lavoro” Allora per farla breve, questa coppia si è sposata e tutti e due stanno bene. Quindi ragazzi, riempite i vostri bicchieri e brindate alle ragazze finchè sentiamo il suono sordo della campana della fabbrica.

In alcune versioni senza happy-end  il corteggiatore si allontana (ovviamente in una valle nascosta dove nessuno lo possa riconoscere) per poter dare sfogo al suo dolore.

ASCOLTA Jim Doherty (Smug) 1986

I
As I went out walking one fine summers morning
The birds on yon bushes did warble and sing
Gay lads and gay lasses in couples were sporting
Going down to yon factory their work to begin
II
I spied one amongst them more fairer than any
Her cheeks like the red rose than none could excel
Her skin like the lily that grows in yon valley
And she was a hard-working factory girl
III
l stepped up beside more closely to view her
But on me she cast such a look of disdain
Saying “young man have manners and do not come near me
For I’m a poor girl though I think it no shame”
IV
“It’s not for to scorn you fair maid I adore you
But grant me one favour say where do you dwell?”
“Kind sir I’ll excuse you for now I must leave you
For yonder’s the sound of my factory bell”
V
With these words she turns and I knew she had left me
And all for sake I’ll go wander away
And in some deep valley where no one will know me
I’ll mourn for the loss of my factory girl
VI
Love and sensation rules many a nation
Go marry a lady and may you do well
For I am an orphan neither friend nor relation
And besides I’m a hard-working factory girl
VII
I have lands I have houses all adorned them with ivy
l have gold in my pocket and silver as well
And if you’ll come with me a lady I’ll make you
No more you may heed your factory bell
VIII
With these words she turns and I knew she had left me
And all for sake I’ll go wander away
And in some deep valley where no one will know me
I’ll mourn for the loss of my factory girl

FONTI
http://mainlynorfolk.info/frankie.armstrong/songs/thefactorygirl.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=88929
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=31323 http://www.itma.ie/inishowen/song/factory_girl_jim_doherty

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