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Terre Celtiche Blog

Stella Splendens

“Stella splendens” è un canto latino dedicato a Maria proveniente dal manoscritto Llibre Vermell  (ossia il Libro Rosso) nel monastero di Montserrat (nella montagna catalana a Nord di Barcellona). Il canto e la melodia sono ancora molto popolari tra i gruppi di musica medievale come anche tra i gruppi rock. La forma musicale è quella del virelai, una danza in voga tra il 1200 e la fine del 1300, diffusa in terra francese, italiana e spagnola, sia in ambito sacro che profano. Il virelai è la poesia dei Trovieri del Nord Francese come l’estampida lo fu per la poesia dei Trobadori del Sud, ma è anche la poesia della laudi italiane e dei canti di pellegrinaggio.

Stella Splendens

Stella splendens

Stella splendens è un virelai formato da sette stanze con schema Abba in cui refrain e volta portano lo stesso tempo. Ci sono quindi solo due idee musicali, ritornello e volta (idea A), strofa (idea B). Anticamente il ritornello era affidato al coro mentre strofa e volta erano cantate dalla voce solista, così la voce solista anticipa nella volta (a) il tema musicale del ritornello ripetuto dal coro (A).
Se il virelai cantato a corte era anche una danza di corteggiamento per due danzatori, quello cantato dalla devozione popolare era una danza in cerchio, così si legge nel Llibre Vermell prima del brano: “Sequitur alia cantilena omni dulcedine plena eiusdem Domine nostre ad trepudium rotundum” (in italiano: segue un altro canto, ripieno d’ogni dolcezza della Nostra Signora, per la danza in cerchio)

Hespèrion XXI diretta da Jordi Savall e La Capella Reial de Catalunya live

Un paio di versioni con l’aggiunta dell’elettronica a testimoniare la modernità di questa struttura musicale

Qntal in Illuminate 2004
Lamia in La Maquina de Dios 2006

Versioni strumentali

Electrica Dharma live
Vox Vulgaris in The Shape of Medieval Music to Come 2003
Corvus Corax in Tritonus 1995

Rit.
Stella Splendens in Monte Ut solis radium
Miraculis Serrato Exaudi populum
I
Concurrunt universi Gaudentes populi,
Divites et egeni, Grandes et parvuli,
Ipsum ingrediuntur Ut Cernunt oculi
Et inde revertuntuntur Gratiis repleti.
II
Principes et magnates Ex stirpe regia,
Saeculi potestates Obtenta venia
Peccaminum proclamant Tundentes pectora
Poplite flexo clamant Hic: Ave Maria.
III
Praelati et barones, Comites incliti,
Religiosi omnes Atque presbyteri
Milites, mercatores, Cives marinari,
Burgenses, piscatores Premiatur ibi.
IV
Rustici aratores Nec non notarii,
Advocati, scultores, Cuncti ligni fabri,
Sartores et sutores Nec non lanitici,
Artefices et omnes Gratulantur ibi.
V
Reginae, comitissae, Illustres dominae,
Potentes et ancillae, Juvenes parvulae,
Virgines et antiquae Pariter viduae,
Conscendunt et hunc montem Et religiosae.
VI
Coetus hi aggregantur Hic ut exhibeant
Vota, regratiantur Ut ipsa et reddant
Aulam istam ditantes Hoc cuncti videant
Jocalibus ornantes Soluti redeant.
VII
Cuncti ergo precantes Sexus utriusque,
Mentes nostras mundantes Oremus devote:
Virginem Gloriosam, Matrem Clementiae
In coelis gratiosam Sentiamus vere.

Rit
Stella splendente sul monte, illuminata dal Miracolo
Come da un raggio di sole, ascolta il tuo popolo.
I
Dal mondo intero, tutti accorrono gioiosamente,
ricchi e poveri, grandi e piccoli.
Con i nostri occhi li vediamo arrivare
E ripartire pieni della tua Grazia.
II
Principi e nobili di stirpe reale,
potenti del secolo, toccati dalla tua Grazia,
confessano i loro peccati, colpendosi il petto
e proprio qui, in ginocchio, esclamano: “Ave Maria!”.
III
Prelati, baroni, conti illustri,
religiosi tutti e anche preti,
soldati, commercianti, cittadini, marinai,
borghesi, pescatori, portano qui le loro offerte.
IV
Contadini, aratori e qualche notaio,
avvocati, scultori, e tutti gli artefici del legno,
sarti e chirurghi, ed anche quelli dell’arte della lana:
tutti di te qui si compiacciono.
V
Regine, contesse, donne illustri,
madonne e domestiche, bambini piccoli,
vergini e vecchie donne, ed anche vedove
e religiose, salgono su questo monte.
VI
Tutti si radunano qui per presentare le loro offerte
E, rendendo grazie, le depongono,
arricchendo agli occhi di tutti questo luogo
che lasciano poi assolti dalle loro colpe.
VII
Tutti quindi, donne e uomini,
purificando le nostre anime, preghiamo devotamente
la Vergine gloriosa, clemente Madre, per vedere in cielo Colei che è veramente piena di grazia.
traduzione italiana tratta da qui

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Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog. Ha iniziato a divulgare i suoi studi e ricerche sulla musica, le danze e le tradizioni d'Europa nel web, dapprima in maniera sporadica e poi sempre più sistematicamente sul finire del anni 90 tramite il sito dell'associazione L'ontano [ontanomagico.altervista.org]

2 Risposte a “Stella Splendens”

  1. Cara Cattia, vedo che hai imboccato la strada delle Cantigas per attraversare il mese di dicembre. Ottimo. Complimenti. Intorno a Maria è sorta una eccezionale storia musicale (artistica in generale, ovviamente!) che parte dal Gregoriano e arriva fino alla contemporaneità, sia popolare che colta. L’intuito popolare può arrivare a trascendere qualsiasi accademismo, il Laudario di Cortona del XIII° secolo rilegge la vita di Gesù alla luce di Maria e ha generato infiniti canti mariani fino alla famosa “Dell’aurora tu sorgi più bella” nata dalla penna di un prete qualsiasi Don Luigi Guida (un po’ di tempo fa alla televisione l’ho vista cantata da Simone Cristicchi). Per questo genere di cose in Italia non siamo mai stati secondi a nessuno. Ma già dal 500 la figura di Maria irrompe nella musica. Da Giovanni Pierluigi da Palestrina in poi la sua preghiera è entrata negli spartiti, nel caso di Schubert per esempio non era inizialmente neppure una musica sacra ma antecedente, a cui era stata sovrapposta l’Ave Maria. Eppure guarda che percorso ha avuto! Anche grazie al fatto che non si tratta di un testo propriamente liturgico e la sua traduzione l’ha fatta facilmente giungere a tutti. Molti hanno fatto altrettanto. Il Maestro napoletano del secondo 800 Raffaele Cimmaruta ne ha tratto una versione dolce, popolare, carnale, sensuale. Pietro Mascagni l’ha inserita nella partitura dell’intermezzo di Cavalleria Rusticana, Giacomo Puccini in Suor Angelica, Giuseppe Verdi nell’Otello, Charles Gounod al Preludio n°1 in DO+ di Bach. Senza dimenticare Saverio Mercadante, Lorenzo Perosi…anche autori non religiosi si sono lasciati sedurre. La “Missa Assumpta est Maria” di Palestrina (una dell 22 Messe a sei voci da lui scritte) si è infilata perfino nelle chiese della Riforma. Mozart ha composto le “Litanie de Beata Maria Virgine Lauretanae”. Sempre legato alla figura materna di Maria c’è poi lo Stabat Mater (Pergolesi, Rossini e il contemporaneo Arvo Part)….c’è da perdersi: le note hanno raccontato perfino anche la sua assunzione nel Regno dei Cieli. Amen.

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