El cant dels ocells

The popular tradition of many European countries has handed down to date songs dating back to at least the Middle Ages with particular reference to Christmas carols. Some have completely lost the written traces (if ever there were) as for this “Carol of the Birds”.
[La tradizione popolare di molti paesi europei ha tramandato fino ad oggi canti risalenti quantomeno al Medioevo con particolare riferimento ai canti natalizi. Di alcuni si sono perse completamente le tracce scritte (se mai vi furono) come per questo “Canto degli Uccelli”.]

Christmas Eve is full of wonders, even animals and birds in particular, they meet in the cave where Jesus was born.
So the popular belief creates imaginative stories: the stork takes off the soft feathers of the chest to make the cradle more comfortable and that’s why it becomes the protector of the children; the robin revives the fire of the brazier all night long with its wings, and its red breast, scorched by flames, becomes the sign of its generosity; the nightingale sings for its first time, inspired by the choirs of angels and its voice will forever remain to gladden men as an echo of divine glory.
The little owl that does not wake up is condemned for eternity to hide during the day and spend the nights complaining.
[La notte di Natale è piena di prodigi, anche gli animali e in particolare gli uccelli, si danno convegno nella grotta in cui Gesù è nato.
Così l’anedottica popolare crea  storielle fantasiose: la cicogna si toglie le soffici piume del petto per rendere più comoda la culla e per questo diventa la protettrice dei bambini; il pettirosso per tutta la notte ravviva con le sue ali il fuoco del braciere e il suo petto rosso bruciacchiato dalle fiamme, diventa il segno della sua generosità; l’usignolo prima muto trova la voce per la sua prima volta, ispirato dai cori degli angeli e il suo canto resterà per sempre ad allietare gli uomini come un’eco della gloria divina.
La civetta che non si sveglia viene condannata per l’eternità a nascondersi di giorno e a trascorrere le notti a lamentarsi.]

THE CATALAN VERSION
[LA VERSIONE CATALANA]

El cant dels ocells (or aucells) received his definitive melody from the cellist Pau Casals who, siding against the Francoist military and dictatorship, preferred to live in exile until 1950: the Carol of the birds is a hymn to peace and joy.
Casals used to say: “Love for one’s country is a wonderful thing, but why should love stop at the border?” We are all leaves of the same tree and the tree is humanity “.
[El cant dels ocells ( o aucells) ha ricevuto la sua melodia definitiva dal violoncellista Pau Casals che, schieratosi contro i militari franchisti e la dittatura, preferì vivere in esilio fino al 1950: il canto degli uccelli è un inno alla pace e alla gioia.
Casals era solito dire:”L’amore per il proprio Paese è una cosa splendida. Ma perché l’amore dovrebbe fermarsi al confine? Tutti siamo foglioline del medesimo albero e l’albero è l’umanità“.]

Pau Casals

Hespèrion XXI & Jordi Savall – Mare Nostrum, 2011

Fernando Ortega

The birds in the 15 original stanzas of the Catalan version are as many as 32 but today only the first three or four stanzas are sung.
The singing is mostly performed in instrumental version with lyrical singing or white voices.
[Gli uccelli nelle 15 strofe originali della versione catalana sono ben 32 ma oggi si cantano  le prime tre o quattro strofe.
Il canto viene eseguito per lo più in versione strumentale con canto lirico oppure voci bianche.]

Escolania de Montserrat  (I, VI, VII)


I
En veure despuntar
El major illuminar (1)
En la nit mes joiosa;
Els ocellettes cantant
a festejarlo van,
Amb sa veu melindrosa.
II
L’àliga imperial
Va pels aires volant
Cantant amb melodia,
Dient: “Jesus es nat
Per treure’ns del pecat
I darnos alegria”.
III
Respont-il el pardal:
“Esta nit es Nadal
I es nit de gran contento”
El verdum i el lluer
Diuen, cantant tambe:
“O, quina alegria sento”.
IV
Cantava el passarell:
‘Oh, que formós i que bell
és l’Infant de Maria!’.
I lo alegre tord:
‘Vençuda n’és la mort,
ja neix la Vida mia’.
V
Cantava el rossinyol:
‘Formós és com un sol,
brillant com una estrella’.
La cotxa i lo bitxac
festegen el manyac
i sa Mare donzella.
VI (2)
Cantava la perdiu:
“Me’n vaig a fer el niu
Dins d’aguella establia,
per a veure l’Infant
com està tremolant
als braços de Maria.”
VII
La garsa, griva i gaig
diuen: “Ara ve el maig! (3)”
Respon la cadernera:
“Tot arbre reverdeix,
tota branca floreix
com si fos primavera”.
Traduzione italiano*
I
Vedendo sorgere
l’astro più luminoso
nella notte più gioiosa;
gli uccellini gli fanno festa
mettendosi a cantare
con le loro voci ostinate.
II
L’aquila imperiale
vola alta nel cielo
e canta melodiosa
dicendo “Gesù è nato,
per liberarci dal peccato
e darci gioia”
II
Risponde il passerotto:
“Oggi, notte di Natale,
è una notte di grande felicità”
Il verdone e il lucherino,
anche loro cantando dicono :
“Oh che gioia sento”
IV
Cantava il fanello
“Ma come paffuto e bello
è il figlio di Maria”
e risponde il tordo
“Vinta è la morte
ora nasce la vita mia”
V
Cantava l’usignolo
“E’ bello come il sole
e luminoso come una stella”
Il codirosso e il saltimpalo
fanno festa al bimbo
e alla vergine madre.
VI
Cantava la pernice:
“Vado a farmi il nido
dentro a quella stalla
per ben vedere il bimbo
che sta tremando
tra le braccia di Maria”
VII
La gazza, il tordo e la ghiandaia
dicono “Ora arriva maggio!”
Risponde il cardellino:
“Ogni albero rinverdisce,
ogni pianta fiorisce
come se fosse primavera”

NOTE
* tratto da qui
1) it is the Christmas of the bright Sun that becomes a comet . Jesus appropriates the Roman feast reserved for the Sol Invictus [è il Natale del Sole luminoso che diventa un più generico Astro tradotto poi con stella (la stella cometa).  Gesù si appropria della festa romana riservata al Sol Invitto]
2) actually it is the XII stanza [in realtà è la XII strofa]
3) in the early days of Christianity Christmas was celebrated in the spring months and was probably to counter the spread of solar worship promoted in the III century by the Emperor Aureliano that the Roman Church established that December 25 Jesus was born. [nei primi tempi del Cristianesimo il Natale si festeggiava nei mesi primaverili  e fu probabilmente per contrastare la diffusione del culto solare promosso nel III secolo dall’Imperatore Aureliano che la Chiesa romana stabilì che il 25 dicembre era nato Gesù.]

Other versions [Versione inglese e francese]

LINK
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/carol_of_the_birds.htm
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=3178&lang=it

Promentory or The Gael by Dougie McLean

LA GENESI DI THE GAEL

Nel 1990 Dougie McLean pubblica “The Search” una serie di brani strumentali commissionatigli qualche anno prima per la mostra sul mostro di Loch Ness dal Museo di Drumnadrochit. Dougie immagina di rivedere un clan celtico vivere sulle rive del Lago  che crede fermamente nell’esistenza dei kelpie.
Così leggiamo in un intervista “I wrote several songs for “The Search,” the CD that contains “The Gael” and other songs about Loch Ness, including a song about the vigils on the loch in the 1960s. At the time I got right into the whole Loch Ness monster thing. I’m fascinated by man’s search for myth, and I was inspired by thinking of the Gaels back in ancient times, waiting for the monster to appear.” (tratto da qui)

Luc Hermans © (tratta da qui)

Dougie MacLean in The Search, 1990. Il Cd è da collezionare.

Inserito nel film “L’ultimo dei Moicani” del regista  Michael Mann da Trevor Johns con il titolo di “Promentory”  la melodia fa il giro del mondo! Ancora Dougie ricorda “The movie—they were looking for a contemporary Scottish piece with atmosphere to suit the movie, and they had listened to a lot of dance tunes and that. “The Gael” is an ominous sort of piece, with ominous chords, dramatic. Michael Mann (the director) tuned into the emotional feeling of the song, and he must have felt the mood I had felt when I had written it. If it comes from the right place, the music encapsulates a feeling—Michael Mann tapped into that, with the tragedy of this story of the early Native Americans and so on. You have to get into that place for the emotions, the mood, to work in a song..”  (tratto da qui)

La versione nel film “Last of the Mohicans” (1992) è il secondo tema musicale ricorrente in tutto il film.

Siccome la musica del film ha ottenuto un bel po’ di riconoscimenti e premiazioni facendo balzare alle cronache la paternità di Dougie McLean come autore della musica, qualcuno è andato ad indagare da quale fonte fosse mai scaturito un tale capolavoro!!

Il film tra parentesi è stato girato in buona parte sui Monti Blue Ridge. Altre info sulla guerra franco-indiana in Nord-America qui)

IL TEMA MUSICALE LA FOLLIA

Dal punto di vista musicale la melodia è un reel lento, ma il tema è definito dai musicologi  follia (o folia): una progressione con un tema semplice e ben distinto sul quale l’esecutore abbellisce le sue variazioni e improvvisazioni. Si ritiene abbia origine portoghese e le sue tracce si perdono nel Rinascimento spagnolo anche se la melodia più primitiva e antica affonda nel Medioevo (danza rurale).

La melodia è costruita su un tempo ternario ed è divisa in due parti di quattro battute ciascuna. Molti autori, ispirandosi a questo tema, hanno utilizzato lo schema musicale della Folia già noto in tutta la penisola iberica nei primi decenni del XVI secolo. Una linea di basso ripetuto sulla quale potevano essere costruiti vari contrappunti standard, mentre l’esecutore era libero di improvvisare serie di variazioni, le diferencias. Una tecnica compositiva che ha trasformato la Folia in un genere affine alla passacaglia e alla ciaccona. (tratto da qui)

folia
tema de la follia

Anche se la Follia è in 3/4 mentre The Gael in 4/4 la variazioni ritmiche della follia sono anche in 4/4, e il carattere ripetitivo della melodia è identico. Ma a me più che agli sviluppi del tema nella musica colta del Barocco (che potete leggere e ascoltare qui e qui) interessano le connessioni con la musica tradizionale scozzese ed ecco trovato
Cumh Easpuic Earra-ghaeidheal, (in inglese Lament for the Bishop of Argyll) anonimo XVI o XVII secolo
Jack Campin wrote about this tune: This tune is from the Macfarlan Manuscript of Scottish fiddle and flute tunes (National Library of Scotland MS.2084/5), compiled by David Young in Scotland around 1740 for the antiquarian Walter Macfarlan (book III #34 p20). It’s obviously much older, but there is no earlier source for it. The structure is like a piobaireachd (bagpipe variation set) but the range is too wide for the pipes. Some people think it was originally for the harp. The tune might just possibly be indigenous Gaelic, but the basic rhythm is so Folia-like that a foreign influence seems more likely. (tratto da qui)

Luce Brera / Extrait de l’album Scotland’s Fiddle Piobaireach

Sempre sul tema de La Follia i Jordi Savall Hespèrion XXI ci regalano 10 brani dal Rinascimento ( e da Rodrigo Martinez musico di Corte in Portogallo che ci lascia testimonianza della prima trascrizione della Follia) attraverso il Barocco fino a Vangelis

Faronell’s Division on a Ground ~ La Folia | John Playford

FONTI
http://www.mohicanpress.com/mo11103.html
http://associazionecamoes.blogspot.it/2011/04/la-follia-un-antico-tema-musicale.html
http://www.baroque.it/arte-barocca/musica-barocca/il-tema-de-la-folia-un-armonia-lunga-cinque-secoli.html
http://www.folias.nl/htmlsimilar.html

Jesous Ahatonhia (Une jeune pucelle -Ma Belle si ton âme)

The Christmas song “Jesous Ahatonhia” generally credited as a traditional Canadian melody is actually an ancient French tune titled “Une jeune pucelle” (= “A young girl”).
This air, popular throughout Europe and by an unspecified origin, was assiociated with two lyrics, the first one “Une vierge pucelle”, a noël, the other “Ma belle si ton âme”, a love song. In the origin it was a dance music classified in the Renaissance scores as “Alemana”, “Almande”, or “Almagne”.
[La melodia del canto natalizio Jesous Ahatonhia accreditata in genere come melodia tradizionale canadese è in realtà un’antica aria francese  che nell’ambito della musica colta era l’aria di “Une jeune pucelle” (= “Una giovane ragazza”).
Da quest’aria peraltro popolare in tutta Europa e dalle imprecisate origini, ebbero fortuna due versificazioni la prima di tema religioso per l’appunto un noël “Une vierge pucelle”, l’altra di tema amoroso “Ma belle si ton âme”. Le ipotesi più accreditate sono quelle che la ritengono una musica da danza classificata nelle partiture rinascimentali come “Alemana”, “Almande”, o “Almagne” della quale si mostra un esempio.]

In 1576, a collection of 150 monodic chants was published in Paris by Jehan Chardavoine (c.1537-1580) entitled “Le recueil des plus belles et excellentes chansons en forme de voix de ville”. It was the first systematic collection of popular melodies dating back to previous generations, on texts partly due to famous poets of the time. Some of these melodies already enjoyed great fame and were used by famous composers such as Clément Janequin and Eustache Du Caurroy.
Particular luck was given to one of these entitled “Une jeune fillette” (A young girl) whose text referred to the quite frequent custom of noble families of the time to dedicate female daughters to the monastic life. “(transalted from here)
Nel 1576, a Parigi veniva pubblicata una raccolta di 150 canti monodici a cura di Jehan Chardavoine (c.1537-1580) dal titolo: “Le recueil des plus belles et excellentes chansons en forme de voix de ville”. Si trattava della prima raccolta sistematica di melodie popolari risalenti anche a generazioni precedenti, su testi in parte dovuti a celebri poeti dell’epoca. Alcune di queste melodie godevano già di grande notorietà ed erano state utilizzate da compositori celebri come Clément Janequin ed Eustache Du Caurroy. Particolare fortuna toccò a una di queste dal titolo “Une jeune fillette” (Una giovane fanciulla) il cui testo si riferiva all’usanza abbastanza frequente presso le famiglie nobili del tempo di destinare le figlie femmine alla vita monacale. ” (tratto da qui)

In Italian it became “Madre non mi far monaca” more commonly called “La Monica” taking up the French song called Chant de la nonnette (see)
[In italiano diventò “Madre non mi far monaca” più comunemente detta “La Monica” riprendendo il canto francese detto Chant de la nonnette (vedi)]

CHANT DE LA NONNETTE

Jordi Savall

MA BELLE SI TON AME

The profane version written and arranged by the French poet Gilles Durant de la Bergerie, is a song that invites young people to enjoy the pleasures of love, song also used in the series The Tudors.
In the video at the piece taken from the film follows the version of The Toronto Consort.
[La versione profana scritta e arrangiata dal poeta francese Gilles Durant de la Bergerie, è un canto che invita i giovani a godere dei piaceri dell’amore, canzone usata anche nella serie The Tudors.Nel video allo spezzone tratto dal film segue la versione de The Toronto Consort. ]

Olivier de Narnaud


I
Ma Belle si ton âme
se sent on alumer
Decette Douce flame
qui nous force d’amer
Allons coutons ,
Allons sur la verdure
Allons ton dis que dure
nostre jeune primtemps
II
Avant que la journee
De nostre age qui fuit
Se sent environee
Des ombres de la nuit,
Prenons loysir
De vivre nostre vie
Et sans craindre l’envie
Baisons nous a plaisir.
III
Du soleil la lumiere
Sur le soir se desteint,
Puis a l’aube premiere
Elle reprend son teint.
Mais nostre jour,
Quant une foys il tombe,
Demeure sous la tombe,
Y faisant long sejour.
IV
Ca, finette affinee
Ca, rompons le destin,
Qui clot nostre journee
Souvent des le matin.
Allons coutons ,
Allons sur la verdure
Allons ton dis que dure
nostre jeune primtemps
Traduzione italiano di Cattia Salto*
I
Mia bella se la tua anima
sentisse la luce
di questa dolce fiamma
che ci costringe ad amare!
Adiamo felicemente,
andiamo nei boschi,
andiamo finchè dura
la nostra giovane primavera.
II
Prima che il giorno
della nostra giovinezza
sia circondato
dalle ombre della notte,
prendiamo il buon tempo
di vivere la vita
e senza paure d’invidia,
baciamoci a piacimento.
III
La luce del sole
svanisce verso sera,
poi alla prima alba
riprende il suo colore,
ma il nostro giorno
una volta finito
resta nella tomba
per soggiornarvi a lungo.
IV
Così mio caro amore
spezziamo il fato
che farebbe finire la nostra giornata
al giungere del mattino!
Adiamo felicemente,
andiamo nei boschi,
andiamo finchè  dura
la nostra giovane primavera.

*English translation

On the popular side, however, here is the same air in Brittany in a Breton noel titled “Péh trouz zou ar en doar“.
[Sul versante popolare peraltro ecco rispuntare le stessa aria in Bretagna in un noel bretone dal titolo “Péh trouz zou ar en doar”.]

LINK
http://www.medieval.org/emfaq/misc/fillette.htm
https://diesisebemolle.wordpress.com/2013/02/02/chansons-une-jeune-fillette-e-la-monica/
http://www.paolopuliti.eu/testo-e-musica.html
http://www.paolopuliti.eu/daquin.html

La Danza Macabra: ad mortem festinamus

Dal Manoscritto “Llibre Vermell” (ossia il Libro Rosso) nel monastero di Montserrat (nella montagna catalana a Nord di Barcellona) in cui sono raccolti i più popolari canti del pellegrinaggio medievale, “Ad Mortem festinamus” è l’unica danza macabra pervenutaci in forma integrale dal Medioevo.

Il manoscritto è stato compilato nel 1396-99 dai monaci e conteneva principalmente i racconti dei miracoli della Madonna Nera di Montserrat nonché svariati canti dei pellegrini; di questi solo dieci sono giunti sino a noi con tanto di notazione musicale (notazione mensurale). Bisogna dire che l’intento del monaco che trascrisse i brani era quello di “contenere” l’esuberanza popolare in modo che canti e danze non fossero men che rispettosi e sobri. Così si legge in calce al foglio 21v: .. poiché i pellegrini .. sono pervasi dal desiderio di cantare e danzare, e siccome in questi luoghi essi non devono cantare altro che cantilene oneste e devote, alcune di esse sono annotate di seguito. Queste pertanto dovranno essere eseguite in modo onesto e sobrio, affinchè non siano disturbati i fedeli intenti alla preghiere e alle devote contemplazioni.”

Escolanía de la Santa Cruz del Valle de los Caídos & Atrium Musicae la eseguono con un incedere solenne versione che più si avvicina alle esortazioni del monaco di cantare” in modo onesto e sobrio..”

madonna-montserrat
Miniatura da Llibre Vermell

Ascoltiamo il brano nell’esecuzione di Jordi Savall una figura di tutto rispetto nell’ambito della musica storica
ASCOLTA Jordi Savall & Hespèrion XXI: Savall suona una sorta di viola da gamba che chiama lira d’Esperia ovvero la viella da gamba medievale

ASCOLTA Micrologus in Llibre Vermell de Montserrat S. XIV 2005
C’è da osservare che il monastero di Montserrat era un luogo di cura oltre che di preghiera nel senso che era l’ultima spiaggia dei malati di lebbra, tifo petecchiale, il “fuoco di Sant’Antonio” etc: il malato trascorreva la notte in veglia nel recinto sacro ovvero per lo più all’addiaccio fuori dal Monastero, per poter in ultimo genuflettersi davanti alla statua della Madonna, invocando la guarigione. “Ad mortem festinamus” era perciò il canto come dire più “azzeccato” essendo un inno in cui gli uomini sono invitati a riconoscere la sovranità della morte affinchè smettano di peccare e soprattutto si pentano dei propri peccati in vista del suo inevitabile (e prossimo) sopraggiungere.

Gli studiosi ritengono che il testo riprenda il soggetto di un canto latino più antico “Scribere proposui” strutturandolo secondo i modi propri del virelai, una forma musicale da danza tipicamente duecentesca, è infatti uno dei tre virelais monodici superstiti del Codice. Si ritiene si tratti di un contraffactum ovvero che l’anonimo monaco compositore abbia sostituito il testo originale con quello di propria invenzione mantenendo però la musica originaria di ambito popolare.

 IL VIRELAI
Il virelai è un tipico componimento dei trovieri (scritto in lingua d’oil ovvero in francese antico) ma è anche la struttura tipica delle laudi italiane del Due-Trecento nonché delle Cantigas de Sancta Maria in lingua gallega (e più in generale di alcuni canti di pellegrinaggio), sicchè possiamo affermare che la danza era diffusa in terra francese, italiana e spagnola sebbene le sue origini siano remote e ignote.

Dal punto di vista musicale “Ad mortem festinamus” è formato da nove stanze con schema Abba con ritornello e volta che portano lo stesso tempo. Ci sono quindi solo due idee musicali, ritornello e volta (idea A), strofa (idea B) ma il ritornello è affidato al coro mentre strofa e volta sono cantate dalla voce solista, così la voce solista anticipa nella volta (a) il tema musicale del ritornello ripetuto dal coro (A).
In coda è eseguita una specie di litania. A questa tessitura musicale vocale si aggiungono gli strumenti musicali, non solo in accompagnamento al canto come per le monodie dell’anno mille, bensì come terzo elemento a cui affidare preludi e variazioni e anche il giro del ritornello. Una stupefacente varietà melodica rispetto al secolo precedente!!


VIDEO
Vento del Tempo” una ipotesi di ricostruzione della danza che inizia in cerchio e con gesti che mimano il mietere della falce e prosegue come farandola

E se proprio vogliamo spaziare nelle versioni contemporanee del medioevo rivisitato dai gruppi rock e metal
ASCOLTA Qntal un medioevo tecno

I stanza A (ritornello – tornada)
Ad mortem festinamus,
peccare desistamus,
peccare desistamus
bb (strofa)
Scribere proposui
de contemptu mundano,
ut degentes seculi
non mulcentur in vano.
a (volta)
Iam est hora surgere
a sompno mortis pravo,
a sompno mortis pravo
II stanza
Ad mortem festinamus,
peccare desistamus,
peccare desistamus
Vita brevis breviter
in brevis finietur,
mors venit velociter
que neminem veretur,
omnia mors perimit
et nulli miseretur,
et nulli miseretur.
III stanza
Ad mortem festinamus,
peccare desistamus,
peccare desistamus
Ni conversus fueris
et sicut puer factus
et vitam mutaveris
in meliores actus,
intrare non poteris
regnum Dei beatus
regnum Dei beatus.
IV stanza
Ad mortem festinamus,
peccare desistamus,
peccare desistamus
Tuba cum sonuerit,
dies erit extrema,
et iudex advenerit,
vocavit sempiterna
electos in patria,
prescitos ad inferna
prescitos ad inferna.
V stanza
Ad mortem festinamus,
peccare desistamus,
peccare desistamus
Quam felices fuerint,
qui cum Christo regnabunt.
Facie ad faciem
sic eum adspectabunt,
Sanctus, Sanctus, Dominus
Sabaoth conclamabunt
Sabaoth conclamabunt.

VI stanza
Ad mortem festinamus,
peccare desistamus,
peccare desistamus
Et quam tristes fuerint,
qui eterne peribunt,
pene non deficient,
non propter has obibunt,
heu, heu, heu, miserrimi,
nunquam inde exibunt
nunquam inde exibunt.
VII stanza
Ad mortem festinamus,
peccare desistamus,
peccare desistamus
Cuncti reges seculi
et in mundo magnates
adventant et clerici
omnesque potestates,
fiant velut parvuli,
dimitant vanitates
dimitant vanitates.
VIII stanza
Ad mortem festinamus,
peccare desistamus,
peccare desistamus
Heu, fratres karissimi,
si digne contemplemus
passionem Domini
amare et si flemus,
ut pupillam occuli
servabit, ne peccemus
servabit, ne peccemus.
IX stanza
Ad mortem festinamus,
peccare desistamus,
peccare desistamus
Alma Virgo Virginum,
in celis coronata,
apud tuum filium
sis nobis advocata
et post hoc exilium
ocurrens mediata
ocurrens mediata.

Ad mortem festinamus,
peccare desistamus, peccare desistamus
Vile cadaver eris: cur non peccare vereris?
Vile cadaver eris: cur intumescere quaeris?
Vile cadaver eris: ut quid pecuniam quaeris?
Vile cadaver eris: quid veges pomposas geris?
Vile cadaver eris: ut quid honores quaeris?
Vile cadaver eris: cur non paenitens confiteris?
Vile cadaver eris: contra proximum non laeteris?

TRADUZIONE ITALIANO (avevo questa trascrizione tra le mie carte, ma non so più chi sia il traduttore)
La morte in fretta si avvicina smettiamo di peccare, smettiamo di peccare Mi sono proposto di scrivere sul disprezzo mondano, perchè chi si affligge in terra non si strugga invano. E ormai ora di sorgere dal maligno sonno della morte. La vita breve in breve finisce e la morte che veloce giunge nessuno deve temere. Tutto la morte distrugge e di nessuno ha compassione.
Se non ti convertirai e non ritornerai come bambino e la vita non muterai in azioni migliori non potrai entrare da beato nel regno di Dio. Quando la tromba suonerà, sarà il giorno estremo e il giudice verrà a decidere le sorti eterne: gli eletti alla casa del padre e i condannati all’inferno. Quanto saranno felici coloro che con Cristo regneranno e volto contro volto lo potranno contemplare “Santo, Santo, il Signore Sabaoth” insieme cantando.
E quanto tristi saranno coloro che moriranno per sempre e a loro pur non mancheranno le pene. Ahi miseri, mai di lì usciranno. Tutti i re del mondo e chi nel mondo è potente facciano attenzione, ed anche i chierici, e tutte le potestà: diventino come bambini, lascino ciò che è vano. Oh fratelli carissimi, se soltanto contemplassimo in giusta maniera l’amara passione di Dio e piangessimo tanto da non serbare pupilla nell’occhio e così non peccare. Nutrice Vergine tra le vergini, assunta in cielo presso tuo figlio, tu sei nostra avvocata, e dopo questo esilio lassù ci aiuterai ad entrare.
Sarai un vile cadavere: perchè non hai paura di peccare? perchè aspiri alla gloria? perchè cerchi la ricchezza? perchè porti vesti sfarzose? perchè agogni gli onori? perchè non confidi nella penitenza? della tua sorte prossima non ti rallegri?

 

continua prima parte: la danza Macabra

FONTI
http://www.latelanera.com/abisso/articolo.asp?id=183 http://www.8notes.com/scores/6264.asp http://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/shakingofthesheets.html http://thesession.org/tunes/7110 http://www.mondimedievali.net/sire/fratello2.htm http://ballifolk.altervista.org/farandoulo.html
http://www.ilsorrisodellabagiua.com/dblog/articolo.asp?articolo=73

MacPherson’ s Lament

From “Drums of Autumn” of the Outlander saga written by Diana Gabaldon chapter 4.
In the future Roger sings many popular airs at the Celtic Festival in New England (Outlander Season 4, episode 3)
“Sae rantingly, sae wantonly, sae dauntingly gaed he, 
He played a tune and he danced it roond…alow the gallows tree!” 
[In “Tamburi d’Autunno” della saga “La Straniera” di Diana Gabaldon, capitolo 4.
Nel futuro Roger canta molti brani popolari al Festival Celtico nel New England (Outlander stagione 4, terzo episodio)

Macpherson_(R__R__McIan)James or Jamie Macpherson (1675–1700) was a Scottish outlaw who was the son of a “laird” of the Highlands (MacPherson of Invereshie) or a landowner of the low nobility. Character not to be confused with the later James Macpherson (1736-1796) author of the “Ossian Verses” and precursor of Romanticism in Scotland.
James o Jamie Macpherson
(1675–1700) fu un fuorilegge scozzese figlio di un “laird” delle Highland (MacPherson di Invereshie) ossia un proprietario terriero della bassa nobiltà. Personaggio da non confondere con il successivo James Macpherson (1736-1796) autore degli “Ossian Verses” e precursore del Romanticismo in Scozia.

Legend has it that he was born from a casual relationship between his father and a beautiful gypsy, at first he was recognized as a legitimate son, but he soon returned with his mother after his father was killed during a fight among clans (for a “controversal” property for cattle)! He lived with his mother, a gypsy, and soon became the leader of the group.
Tall, muscular and handsome, skillful swordsman and violinist, he lived on the horse trade, ad many gyspy did. It is not clear whether he was indeed a rascal, in an age and land where cattle raids were endemic and socially tolerated: the legend describes him as a Robin Hood who only stole from the rich who could afford it.
Protected by some friends and sympathizers even within the paternal clan, he had become reckless to the point of appearing in the towns of Aberdeenshire on market days, preceded by a bagpiper!
La leggenda vuole che fosse nato da un rapporto occasionale tra il padre e una bella zingara, accolto nella casa paterna  venne riconosciuto come figlio legittimo, tuttavia il ragazzo ritornò presto con la madre dopo che il padre venne ucciso durante uno scontro tra clan (per le solite “questioni” di bestiame)! Visse con la madre, una zingara, e divenne ben presto il capo del gruppo.
Alto, muscoloso e prestante, abile spadaccino e suonatore di violino, viveva del commercio di cavalli. Non è ben chiaro se fosse effettivamente un furfante, in un epoca e terra in cui le razzie di bestiame erano “faccende” regolate tra i clan: la leggenda lo descrive come un Robin Hood che rubava solo ai ricchi che potevano permetterselo.
Protetto da alcuni amici e simpatizzanti anche all’interno del clan paterno, era diventato temerario fino al punto da presentarsi nelle cittadine dell’Aberdeenshire nei giorni di mercato, preceduto da un suonatore di cornamusa!

Lord Alexander Duff of Braco was his mortal enemy who once captured him at Keith during the San Rufus fair; Jamie managed to escape imprisonment, but was recaptured and taken with a large armed escort to Banff prison.
Macpherson and three of his men were tried in Banff by sheriff Nicholas Dunbar (clearly a dear friend of Duff) and sentenced to be hanged with the generic accusation of being not only thieves but also “egyptians and vagabonds“. (see: The Gypsies in Scotland) In the condemnation, still preserved, among the accusations recognized meritorious of condemnation, there were also those of: speaking a foreign language, spending nights singing, dancing and having sex (the word used is “debauchery“). The sentence was carried out in Banff on November 16th 1700, a Friday market day, a quarter of an hour before the end of the three.
Lord Alexander Duff signore di Braco fu il suo mortale nemico che lo catturò una volta a Keith durante la fiera di San Rufus; riuscito a sfuggire alla prigionia, Jamie venne ricatturato e portato con una grossa scorta armata alla prigione di Banff.
Macpherson e tre dei suoi uomini furono processati a Banff dallo sceriffo Nicholas Dunbar (chiaramente un caro amico di Duff) e condannati all’impiccagione con la generica accusa di essere non solo ladri ma anche “egyptians and vagabonds” [zingari e vagabondi]. (vedi: Gli Zingari in Scozia) Nell’atto di condanna, ancora conservato, tra le accuse riconosciute meritorie di condanna, c’erano anche quelle di: parlare una lingua straniera, passare le notti a cantare, ballare e fare sesso (il termine utilizzato è “debauchery” ossia comportamento vizioso, dissolutezza). La condanna fu eseguita a Banff il 16 novembre 1700, un venerdì giorno di mercato, un quarto d’ora prima dello scoccare delle tre.

MACPHERSON’S FAREWELL

The song titled also as Macpherson’s Rant or Lament wasalready widespread and popular at the time, circulating in many verses and, in 1788, Robert Burns also rewrote a part of it. Thanks to this popular ballad, Jamie’s daring escapes are still told today!
La canzone nota anche come Macpherson’ s Rant o Lament era ampiamente diffusa e popolare già all’epoca dei fatti, circolante in molte strofe e versioni, nel 1788 anche Robert Burns ne riscrisse una parte. Grazie a questa popolare ballata si narrano ancora oggi le rocambolesche fughe di Jamie!

The Tune

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It seems that Jamie composed a tune with his violin in the days of imprisonment and that he played it under the gallows .
We have two distinct melodies, the first a strathspey, the second a slow air. Joined by James Scott Skinner (see)
Sembra che Jamie abbia composto una melodia con il violino nei giorni di prigionia e che lo abbia suonato sotto la forca.
Ci sono due distinte melodie la prima una strathspey, la seconda una slow air, lenta e malinconica. Annotata da James Scott Skinner (qui)

Paul Anderson in “The Journey Home” – 1998.
Paul Anderson is a Scottish violinist of the new generation who plays in the classical style of the North-East of Scotland (in primis Niel Gow (1727-1807), : not only virtuous interpreter, he is also composer of fame.
Paul Anderson è un violinista scozzese della nuova generazione che ha assorbito tutto lo stile di Niel Gow (1727-1807), ossia lo stile classico del Nord-Est della Scozia: non solo virtuoso interprete ma anche compositore di fama.

Jordi Savall in The Celtic Viol 2009

TRADITIONAL VERSION

The composer seems to have taken up the last words of the condemned man who greeted life by playing the violin for the last time. There are also a couple of anecdotal situations: Jamie was an excellent swordsman and he was captured only by the deception of a woman, who attracted him under his balcony, to throw a thick blanket over him, thus preventing him from drawing his sword against his attackers. Reference is also made to a Lord of Grant, belonging to the very powerful Grant clan of the County of Inverness, which appears to have sought to protect Jamie.
Chi scrive sembra aver ripreso le ultime parole del condannato a morte il quale salutò la vita suonando il violino per l’ultima volta.  Si aggiungono inoltre un paio di situazioni anedottiche: siccome Jamie era reputato essere un ottimo spadaccino, è stato catturato solo con l’inganno di una donna, che lo ha attirato sotto il suo balcone, per gettargli addosso una spessa coperta impedendogli così di sguainare la spada contro i suoi aggressori. Si fa inoltre riferimento a un Lord di Grant, appartenente al clan Grant molto potente della contea di Inverness, che sembra abbia cercato di proteggere Jamie.

Hamish Imlach

Old Blind Dogs live California WorldFest 2009.
To hear the typical Scottish accent in the Perthshire dialect: the voice is by violinist Jonny Hardie flanked by Ali Hutton (whistle and border pipes), Aaron Jones (bouzouki) and Fraser Stone (percussion). There are four of them left but they bring their soul, the final instrumental (almost as long as the sung part) is amazing.
Per ascoltare il tipico accento scozzese nel dialetto del Perthshire: la voce è del violinista Jonny Hardie affiancato da Ali Hutton (whistle e border pipes), Aaron Jones (bouzouki) e Fraser Stone (percussioni). Sono rimasti in quattro ma ci mettono l’anima, lo strumentale finale (lungo quasi come la parte cantata) è stuefacente.


Chorus
Sae rantinly, sae wantonly,
and sae dauntonly (1) gaed he
He played a tune as he danced around, 
below the gallows tree

I
Farewell, ye dungeons
dark and strong
A lang fareweel tae thee
Macpherson’s time will ne’er be lang
On yonder gallows tree.
II
‘Twas by a woman’s treacherous hand
That I was condemned tae dee (2)
She ca’ed me o’er tae the window sill
And a blanket she threw o’er me
III
The Laird o’ Grant (3), oh that hieland sant
That first laid hands on me
He pleads the cause o’ Peter Broon
Ach, let MacPherson free
IV (4)
“Untie these bands frae off my hands
An’ bring tae me my sword
There’s nae a man in a’ Scotland
I’ll brave him at a word”
V
“Oh there’s some come here tae see me hanged
And some to buy my fiddle
But before I do part wi’ her
I’ll brak thro’ her the middle (5)”
VI
He ta’en the fiddle into both his hands
He’s brak it o’er a stane
Sayin’, “No anither hand will play on thee
When I am dead and gane”
VII
“Oh little did my mither think
When first that she cradled me
That I would turn tae the rovin’ trade
And die on gallows tree”
VIII
Reprieve was comin’ o’er the brig o’ Banf
Tae set MacPherson free
They put the clock aye a quarter ‘fore (5)
And they hanged him frae the tree.
Traduzione italiano di Cattia Salto
Ritornello
Così gioviale,
deciso e sprezzante lui andava
suonando una melodia

mentre ballava sotto la forca”
I
“Addio, tu cella
dura e buia !
un lungo addio a te,
il tempo di MacPherson non resisterà
a lungo su quella forca
II
Fu per mano infame di una donna,
che fui condannato a morire,
mi chiamò sotto al suo balcone
e una coperta mi gettò addosso
III
Lord Grant, quel santo montanaro
che per primo mi protesse,
lui perorò la causa di Peter Brown
e di lasciare libero MacPherson
IV
Slegatemi le mani
e portatemi la mia spada;
e non ci sarà un uomo in tutta la Scozia
che io non possa sfidare sul mio onore
V
C’è gente venuta qui per vedermi penzolare
e altri per comprare il mio violino,
ma prima che io me ne separi
lo romperò nel mezzo”
VI
Così prese il violino con entrambi le mani
e lo ruppe su di una pietra
dicendo: “Nessun’altra mano ti suonerà
dopo che sarò morto e sepolto”
VII
“Oh mai pensava mia madre,
quando all’inizio mi cullava
che io sarei diventato un vagabondo,
e sarei morto sulla forca”
VIII
La grazia stava arrivando sul ponte di Banff
per liberare MacPherson,
ma essi misero l’orologio indietro di un quarto d’ora, e lo impiccarono sulla forca.

NOTE
1) defiantly, courageously [con aria di sfida, coraggio]
2) the betrayal by a woman is a common place in the ballads of the outlaws [il tradimento da parte di una donna è un luogo comune nelle ballate dei fuorilegge]
3) The Laird of Grant is mentioned in the song because he attempted to secure the release of two men captured with MacPherson, by claiming that they were subject to his hereditary feudal jurisdiction. He is referred to as “that Highland sant” (i.e. saint) because unlike the MacPhersons he was a staunch Protestant and a militant partisan of King William, whose cause he had supported with three hundred men at the Battle of the Haughs of Cromdale (1690). (Hamish Henderson, from here)
il signorotto Grant è menzionato nella canzone a causa del suo tentativo di ottenere il rilascio di due uomini catturati con MacPherson, sostenendo che erano soggetti alla sua giurisdizione feudale ereditaria. Viene definito “un santo delle Highland perché a differenza dei MacPherson era un fedele protestante e un sostenitore del re Guglielmo, per la cui causa aveva combattuto con trecento uomini nella battaglia di Haughs di Cromdale (1690 ). (Hamish Henderson)
4) by Robert Burns [strofa di Robert Burns]
5) since no one dared to claim the violin for himself, he broke it (some say on the head of the executioner). The broken violin is kept at the museum of the Macpherson clan in Newtonmore.[Poichè nessuno voleva prendere il suo violino, lo ruppe (alcuni dicono sulla testa del boia). Il violino rotto è conservato al museo del clan Macpherson a Newtonmore.]
6) Legend has it that Braco’s Laird having seen a knight come from Turriff and fearing that he would bring a letter of forgiveness to Jamie, he had the hands of the clock in the bell tower moved 15 minutes forward so he could hang his hated enemy before the arrival of forgiveness. [La leggenda narra che il Laird di Braco avendo visto sopraggiungere un cavaliere da Turriff e temendo che portasse una lettera di perdono per Jamie, fece spostare le lancette dell’orologio della torre campanaria avanti di 15 minuti in modo da poter impiccare il suo odiato nemico prima dell’arrivo del perdono.]

ROBERT BURNS Version, 1788: MacPherson’s Farewell

(The ‘Scots Musical Museum’ 1788 – Volume II, song 114)
The version written by Robert Burns takes up only chorus and a verse of the traditional matter to then build an almost heroic image of the outlaw.§
[La versione scritta da Robert Burns riprende solo coro e una strofa della materia tradizionale per poi costruire un’immagine quasi eroica del fuorilegge.]

The Corries live

Battlefield Band in Threads (1995) 
The album line-up (the one that characterized the 90s) is formed by Alan Reid voice and keyboards, a very young John McCusker on the violin, Iain MacDonald on the bagpipes and Alistair Russell voice and guitar.
La line-up dell’album (quella che ha caratterizzato gli anni 90) è formata da Alan Reid voce e tastiere, un giovanissimo John McCusker al violino, Iain MacDonald  alle cornamuse e Alistair Russell voce e chitarra.

Sheena Wellington


I
Farewell, ye dungeons
dark and strong,
The wretch’s destinie!
McPherson’s time will not be long,
On yonder gallows-tree.
CHORUS
Sae rantingly, sae wantonly,
Sae dauntingly gaed he;
He play’d a spring, and danc’d it round,
Below the gallows-tree.
II
O what is death but parting breath?
On many a bloody plain
I’ve dar’d his face, and in this place
I scorn him yet again!
III
Untie these bands from off my hands,
And bring me to my sword;
And there’s no a man in all Scotland,
But I’ll brave him at a word.
IV
I’ve liv’d a life of sturt and strife;
I die by treacherie:
It burns my heart I must depart,
And not avenged be.
V
Now farewell light,
thou sunshine bright,
And all beneath the sky!
May coward shame distain his name,
The wretch that dares not die! (1)
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
“Addio, tu cella
dura e buia!
Il destino dello sciagurato,
la vita di MacPherson non resisterà a lungo
su quella forca”.
CORO
Così gioviale
deciso e sprezzante (3)  lui andava
e suonava una melodia mentre ballava

sotto la forca.
II
“Cos’è la morte se non l’ultimo respiro?
In molti campi di battaglia
l’ho già sfidata e in questo posto
mi scontro con lei ancora una volta.
III
Slegatemi le mani
e portatemi la mia spada;
e non ci sarà un uomo in tutta la Scozia
che io non possa sfidare sul mio onore
IV
Ho vissuto una vita di vessazioni e lotta; 
muoio davanti al traditore:
mi infiamma il cuore il dover morire
senza essere vendicato.
V
Allora addio luce,
tu sole luminoso
e tutto quanto sotto il cielo!
Che il codardo disonori e insozzi pure il suo nome, lo sfortunato che osa non muore”

NOTE
english translation
1) the one who shows courage in adversity will be remembered [il verso dice: colui che mostra coraggio nelle avversità sarà ricordato]

LINK
http://tunearch.org/wiki/Annotation:MacPherson’s_Lament
http://www.contemplator.com/scotland/macphers.html

http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/79266/4
https://thesession.org/tunes/3053
http://mysongbook.de/msb/songs/m/macphers.html
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=31708
http://www.bbc.co.uk/arts/robertburns/works/mcphersons_farewell/

https://burnsc21.glasgow.ac.uk/mcphersons-farewell-new/
https://burnsc21.glasgow.ac.uk/mcphersons-farewell-kath-campbell/