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Terre Celtiche Blog

Dundellions, Bluebells & Primroses: i fiori della Primavera

Riapro un post che avevo iniziato a scrivere nel settembre del 2019 quando andavo inserendo tra gli ascolti della musica delle fate per Terre Celtiche Blog, la musica dei Caprice il gruppo russo di musica neo-classica-fairy attivo dal 1996, diretto da Anton Brejestovski. Così il loro cd “Kywitt! Kywitt!” mi farà compagnia mentre scrivo il resto dell’articolo

DUNDELLION WINE
The first track on the album “Kywitt! Kywitt!” is composed and written by Anton Brejestovski, founder of Caprice. It is the invitation to drink dandelion wine, of which the fairy creatures are fond
[Il primo brano dell’album “Kywitt! Kywitt!” è composto e scritto da Anton Brejestovski, fondatore dei Caprice. E’ l’invito a bere vino di tarassaco, di cui le creature fatate sono ghiotte]

(spoken: Come and try)
I
It’s quarter to nine- Dinner time
Come and try – Dandelion wine (1)
Moon will shine – Bluebells (2) chime
It’s a crime Dandelion wine
II
Eyes will cry – Blood will dry
Read the signs – Dandelion wine
Arms entwine – Lips in time
We all go awry (3) – Dandelion wine
III
Arms are sore – We want more
You are mine – Dandelion wine
Moon will wane – Lake will drain
Bye bye bye bye – Dandelion wine
(instrumental)
[Bridge Threw a lifeline Through the life line (4)
Dandelion wine]
IV
Innocence – Makes no sense
Day and night – Dandelion wine
Live and dead – Frost and sweat
Heat and rime – Dandelion wine
(Spoken: Dandelion wine, Come and try
Dandelion wine)
V
It’s quarter to nine- Dinner time
Come and try – Dundellion wine
All sounds are blind
All colours are white
All numbers are nine
Dandelion wine
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Manca un quarto alle nove- è l’ora di cena
Vieni a provare- il vino Dente di Leone
La luna brillerà le campanule tintinneranno
“E’ un reato” – vino Dente di Leone
II
Gli occhi lacrimeranno, il sangue si prosciugherà
leggi i segni –  vino Dente di Leone
si intrecciano le braccia, le labbra a tempo
andiamo contro senso – vino Dente di Leone
III
Le braccia sono stanche- ne vogliamo di più
tu sei mio – vino Dente di Leone
la luna calerà – il lago si prosciugherà
Ciao, ciao, ciao vino Dente di Leone
(strumentale)
[Bridge: getta una cima alla linea della vita
vino Dente di Leone]
IV
L’innocenza  non ha senso
Giorno e Notte vino Dente di Leone
Vita e morte – Gelo e sudore
Fuoco e brina vino Dente di Leone
(Parlato: vino Dente di Leone, vieni a provare
vino Dente di Leone)
V
Manca un quarto alle nove – è l’ora di cena
Vieni a provare – vino Dente di Leone
tutti i suoni sono ciechi
tutti i colori sono bianco
tutti i numeri sono nove
vino Dente di Leone

NOTE
è descritto un ballo delle fate, mi piace molto il gioco di parole e la “stranezza del testo”
1) il dente di leone (tarassaco) è una pianta dal fiorellino giallo che si chiude quando cala il sole e si trasforma in una bolla evanescente, il soffione; prende il nome dalla forma delle foglie dentellate. Ovviamente dal dente di leone si ricava anche un vino per gli umani (ricetta, ricetta, ricetta)
2) il tintinnio delle campanule chiama a raccolta il Piccolo Popolo per la festa, vengono anche usate come cappelli o come lanterne. Bluebell:  the Wild Hyacinth, or Harebell (Hyacinthus Non Scriptus) with small blue-purple bells similar to the lilies of the valley that grow in the undergrowth, (not to be confused with the yellow Crowfoot (Ranunculus repens) so common in pasture fields, known by the common name of Buttercups. Another bluebell is the Campanula rotundifolia called Bluebell, or harebell: it is the official national flower of Scotland, the flower par excellence of fairies or witches, but it blooms in summer (from May) while the bell-shaped hyacinth blooms as early as April.
[bluebell: il nome può indicare due diverse piante erbacee: il Giacinto a campanelle o giacinto di Spagna ( Hyacinthus Non Scriptus) delle piccole campanelle di colore  blu-porpora simili ai mughetti che crescono nel sottobosco, ed è profumatissimo, da non confondersi con il Ranunculus repens di colore giallo e sono fiori di campo aperto conosciuti con il nome di Buttercups.
Ma anche la Campanula rotundifolia ovvero la campanula soldanella, pianta dai fiori blu a forma di campana, appartenente alla famiglia delle Campanulaceae. E’ comunemente detta Campanelle (Bluebell, o harebell) ed è il fiore nazionale ufficiale della Scozia; è il fiore per antonomasia delle fate o delle streghe, ma fiorisce in estate (da maggio) mentre il giacinto a campanelle fiorisce già ad aprile .]
3) in senso antiorario contro il verso del Sole
4) il gioco di parole è arduo da tradurre in italiano
lifeline= cima di salvataggio ma anche salvagente, ancora di salvezza; life line= linea della vita. Il senso è: dai una chance alla vita, gioca la tua carta migliore! Forse si potrebbe dire: metti un po’ di pepe (una marcia in più) nella tua vita

I FIORI SELVATICI DELLA PRIMAVERA

Le Violette sono tra le prime a spuntare e profumano l’aria, spiccando scure contro il verde delle foglie a cuore; modeste con il loro capo chino, ma leggiadre e profumate, un profumo antico e fuori moda, che a me ricorda l’infanzia. Sono anche buone da mangiare, preparare sciroppi o da far seccare per mettere negli infusi; modesta ma generosa, la violetta.
Sono andata a rileggere qualche vecchio mito dal libro Florario di Alfredo Cattabiani che però si limita a qualche paginetta (ci sono vari tipi di viole e non bisogna confondere il mito di una con le altre) e della viola selvatica dice solo che nel linguaggio dei fiori ottocentesco significava Capriccio o Presunzione – mentre la viola mammola (odorata) indica Modestia, Onestà e Pudore. 
Nel mito la viola è associata sia al sangue (quello di Attis) che alle lacrime (quelle della ninfa Io trasformata da Giove in giovenca). Il colore della viola è l’armonizzazione del femminile (il blu) con il maschile (il rosso) è un “colore metafisico”, il colore degli occhi della dea Afrodite. (continua)

Brian Froud illustra un Hyacinthoides non-scripta – Faires 1978 (in italiano Fate 1979, ed Rizzoli)

Le Bluebells (che in Scozia chiamano harebells) sono le campanule, i fiori delle fate e bisogna fare attenzione quando si attraversa il sottobosco o un prato a non calpestarle perchè le fate possono essere vendicative. Capita di perdersi nei boschi e vagare, vagare a causa di un incantesimo fatato.
Con le dovute maniere è però consentito raccogliere un mazzolino di campanule per portarlo in casa e rallegrare il nostro spirito incupito dal lungo inverno.

“The bluebells made such a pool that the earth had become like water, and all the trees and the bushes seem to have grown out of the water. And the sky above seemed to have fallen down to the earth floor; and I didn’t know if the sky was the earth or the earth was water. I had been turned upside down. I had to hold the rock with my fingernails to stop me falling into the sky of the earth or the water of the sky.”
[Le campanule formavano così una pozza che la terra era diventata come acqua e tutti gli alberi e i cespugli sembravano essere cresciuti dall’acqua. E il cielo lassù sembrava essere caduto sulla terra; e non sapevo se il cielo fosse la terra o la terra fosse l’acqua. Ero stato capovolto. Ho dovuto afferrare la roccia con le unghie per impedirmi di cadere nel cielo della terra o nell’acqua del cielo]
(Graham Joyce  in Some Kind of Fairy Tale)

In the painting of Sir Lawrence Alma-Tadema a carpet of bells paint the undergrowth with blue [Nel dipinto di Sir Lawrence Alma-Tadema un tappeto di campanelle tingono di blu il sottobosco]
Brian Froud – Faires 1978 (in italiano Fate 1979, ed Rizzoli)

Continuando con le piante delle fate associate alla Primavera non possono mancare le primule, sempre il Cattabiani ricorda che Shakespeare le apostrofò come “pallide primule che muoiono nubili” perchè spuntano ai primi tepori quando gli insetti temono ancora il freddo. Proprio la sua nascita precoce ne fanno l’emblema della Giovinezza. (condiviso anche dalla violetta) e da araldo della Primavera a portafortuna il passo è breve. Le sue proprietà benefiche sono note fin dall’antichita e ampiamente utilizzate in cucina e in erboristeria ancora oggi. (ricette, ricetta vino di primula)  Ed ecco un rito magico tramandato dalla credenza popolare: chi toccherà con un mazzolino di primule una roccia delle fate potrà aprire i cancelli dell’Oltremondo. Però quale sia il numero esatto di primule nel mazzolino nessuno lo sa! E purtroppo non viene data una seconda possibilità.
Ma ci sono anche molti fiori selvatici di cui sono state create anche le cultivar, come la bugola (Ajuga reptans) detta anche morandola, erba morta, erba di San Lorenzo o erba Lorenza. Secondo la credenza popolare è un’erba che cura i cuori spezzati dal dolore, a volte quando ci sentiamo tristi proviamo a sederci accanto alla bugola. 

LINK
https://www.ifood.it/2017/05/il-tarassaco.html
https://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/tarassaco-rimedi-naturali/
http://www.engramma.it/eOS/index.php?id_articolo=1537
https://thesaurusnaturaeblog.wordpress.com/2018/03/20/il-simbolismo-della-viola-il-rinascere-della-vita-dal-sangue-di-attis/
https://www.ehabitat.it/2018/03/23/violetta-selvatica-primavera/
https://fogliedialchemilla.it/erbe/violetta/
https://ilgiardinodipsiche.blogspot.com/2015/01/lo-spirito-della-violetta.html
https://ilgiardinodipsiche.blogspot.com/2015/01/mitologia-della-violetta.html
https://ilgiardinodipsiche.blogspot.com/2015/01/violetta.html
https://ilgiardinodipsiche.blogspot.com/2015/03/la-violetta-nellantichita.html
https://ilgiardinodipsiche.blogspot.com/2015/03/scrippo-di-violette.html
http://25mq-di-verde.blogspot.com/2014/02/le-fatate-primule.html
https://www.naturainmentecalliopea.it/primula-vulgaris-la-minestra-di-fiori-ed-erbe-spontanee/
https://www.ideegreen.it/primula-in-cucina-76684.html
https://www.cure-naturali.it/enciclopedia-naturale/rimedi-naturali/erboristeria/bugola-proprieta-utilizzo-controindicazioni.html
https://www.vallibergamasche.info/erbe/bugola.html

Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog. Ha iniziato a divulgare i suoi studi e ricerche sulla musica, le danze e le tradizioni d'Europa nel web, dapprima in maniera sporadica e poi sempre più sistematicamente sul finire del anni 90 tramite il sito dell'associazione L'ontano [ontanomagico.altervista.org]

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