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Gloria in Excelsis Deo!

Gloria in Excelsis Deo” è il titolo nonché la prima strofa di un inno liturgico proprio della tradizione cattolica. Il testo inizia citando le parole cantate dagli angeli nell’annunciare la nascita di Gesù ai pastori (Luca 2,14); si diffuse dapprima in greco tra i primi cristiani nelle Chiese d’Oriente e fu tradotto successivamente in latino per il rito romano.
Il primo papa che inserì l’inno nella messa del Natale fu papa Telesphorus (140), in seguito papa  Symmachus (510) decise che il Gloria fosse eseguito ogni domenica.

la versione del Canto gregoriano

Glória in excélsis Deo
et in terra pax homínibus bonæ voluntátis.
Laudámus te,
benedícimus te,
adorámus te,
glorificámus te,
grátias ágimus tibi propter magnam glóriam tuam,
Dómine Deus, Rex cæléstis,
Deus Pater omnípotens.

Venne interpretato con varie melodie oltre al canto gregoriano tra cui anche alcune versioni di Vivaldi, ma la melodia che ha conosciuto più fortuna è stata quella di George Friedrich Händel che potrebbe aver composto nel 1706, ma gli è stata attribuita solo nel 2001.

Quando il Gloria venne tradotto dal latino nelle varie lingue volgari d’Europa si ripresentò in Francia con il titolo di “Les anges dans nos campagnes”  ( in italiano “Angeli delle Campagne”) un canto natalizio di autore sconosciuto, risalente al 1700 secondo la tradizione dei noel : la melodia è palesemente un adattamento del Gloria di Händel
Vox Angeli (Strofe I, II, III)

Sebastien Demrey & Jimmy Lahaie (strofe I, III, V) – in una versione che è quasi una ninna nanna

oppure la stessa versione sottotitolata


I
Les anges dans nos campagnes
ont entonné l’hymne des cieux;
et l’echo de nos montagnes
redit ce chant melodieux.
Gloria in excelsis Deo!
Gloria in excelsis Deo!
II
Bergers, pour qui cette fête ?
Quel est l’objet de tous ces chants ?
Quel vainqueur, quelle conquête Mérite ces cris triomphants :
III
Ils annoncent la naissance
du libérateur d’Israël;
et pleins de reconnaissance
chantent en ce jour solemnel.
IV
Cherchons tous l’heureux village
Qui l’a vu naître sous ses toits
Offrons-lui le tendre hommage
Et de nos coeurs et de nos voix.
V
Bergers, quittez vos retraites,
Unissez-vous à leurs concerts,
Et que vos tendres musettes
Fassent retenir les airs
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Gli angeli nelle campagne
cantano l’inno “Gloria in ciel”!
E l’eco delle montagne
ripete il canto melodioso:
Gloria in Excelsis Deo!
Gloria in Excelsis Deo!
II
Pastori per chi è la festa?
A chi sono dedicate le canzoni?
Quale vincitore, quale conquista
merita tali grida trionfali?
III
Annunciano la nascita
del liberatore di Israele;
e pieni di gratitudine
cantano in questo giorno solenne
IV
Cerchiamo il villaggio felice
che l’ha visto nascere sotto il suo tetto
offritegli un tenero omaggio
con il cuore e la voce
V
Pastori lasciate i recinti
e unitevi al coro
e con le vostre cornamuse
suonate la melodia

NOTE
per la versione completa qui

In italiano ha avute varie traduzioni alcune con il titolo di “Gli angeli delle campagne” (vedi)
preferisco però la versione più “sintetica” di Andrea Bocelli

Sopra i cieli e ancor più sù
dolci canti di angeli
e dai monti fin qua giù
portan gioia ai deboli.
Gloria in excelsis Deo
Gloria in excelsis Deo
A Betlem correte,
adorate il Redentor
e da lui cantate
quello che vi dice il cuor.

ANGELS WE HAVE HEARD ON HIGH

Nel 1862 il noel  è stato adattato in lingua inglese  da James Chadwick con il titolo Angels We Have Heard On High.
ASCOLTA Pentatonix


I
Angels we have heard on high
Sweetly singing o’er the plains
And the mountains in reply
Echoing their joyous strains.
Gloria, in excelsis Deo!
Gloria, in excelsis Deo!
II
Angels we have heard on high
Sweetly, sweetly through the night
And the mountains in reply
Echoing their brief delight
III
Shepherds, why this jubilee?
Why your joyous strains prolong?
What the gladsome tidings be
Which inspire your heavenly song?
IV
Come to Bethlehem and see
Him Whose birth the angels sing;
Come, adore on bended knee,
Christ the Lord, the newborn King.
traduzione italiano di Cattia Salto
I
Gli angeli che abbiamo udito dall’alto dei cieli cantano dolcemente sulla piana e l’eco delle montagne
ripete i loro gioisi canti:
Gloria in Excelsis Deo!
Gloria in Excelsis Deo!
II
Gli angeli che abbiamo udito dall’alto dei cieli cantano dolcemente nella notte e l’eco delle montagne
ripete la loro effimera soddisfazione
III
Pastori perchè questo giubilo?
Perchè ripete i vostri gioisi canti?
Qual’è la lieta novella che ispira la vostra canzone paradisiaca?
IV
Venitea Betlemme a vedere
colui la cui nascita gli angeli cantano,
venite, adoratelo in ginocchio
Cristo il Signore, il Re appena nato

continua

FONTI
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/NonEnglish/les_anges_dans_nos_campagnes.htm
http://gauterdo.com/noel/chants/aa/anges.campagnes.html

O Holy Night

“Minuit, chrétiens”, nella versione inglese “O Holy Night”, è un canto natalizio nato da una poesia scritta  da Placide Cappeau (e musica di Adolphe-Charles Adam) per la messa del Natale del 1847 nella parrocchia di Roquemaure (Occitania). (prima parte)
Nel 1858 il ministro unitario John Sullivan Dwight pubblicò la traduzione in inglese del Noel con il titolo “O Holy Night”, forse per quel piglio di illuminismo massonico, la cui lettura in chiave abolizionista accendeva gli animi durante la guerra civile americana.

E’ la versione inglese ad essere entrata nei canti natalizi di tutto il mondo quella che ha fatto da modello alle versificazioni anche per le altre lingue, come ad esempio la versione in italiano dal titolo “Oh Santa Notte”

Van Gogh, Notte stellata

Come per la versione in francese anche la versione in inglese è oggi riportata omettendo la strofa centrale

ASCOLTA The Revere (Sean e Patrick Kelly chitarra e percussioni, Michael Pearson basso) (strofa I)

ASCOLTA Dream Theater (strofe I e II) voce James LaBrie 

ASCOLTA The Chieftains & Rickie Lee Jones in “The Bells of Dublin”

ASCOLTA Celtic Woman (strofe I e II)

ASCOLTA Anúna


I
Oh holy night (1)!
The stars are brightly shining,
It is the night of the dear Savior’s birth.
Long lay the world
in sin and error pining,
Till he appear’d and the soul felt its worth.
A thrill(2) of hope the weary world rejoices,
For yonder breaks a new and glorious morn.
Fall on your knees! (3)
Oh, hear the angel voices!
Oh night divine,
Oh night when Christ was born;
Oh night divine,
Oh night oh night divine.
II
(Truly He taught
us to love one another
His law is love
and His gospel is peace) (4)
Chains shall He break (5)
for the slave is our brother;
And in His name
all oppression shall cease.
Sweet hymns of joy
in grateful chorus raise we,
Let all within us
praise His holy name.
Christ is the Lord!
And ever, ever praise we
Noel, Noel.
Oh night divine,
Noel, Noel.
Oh night oh night divine
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
O notte santa
le stelle brillano radiose
è la notte della nascita del caro Salvatore. A lungo giacque il mondo
nel peccato e nell’errore
finchè egli apparve e l’anima ne sentì la forza.
Un brivido di speranza rallegra il mondo affannato,
per quello sprazzo di un nuovo e glorioso giono.
Inginocchiatevi
e ascoltate le voci angeliche
O notte divina
O notte in cui Cristo è nato
O notte divina
O notte in cui Cristo è nato
II
In verità ci insegnò
ad amarci l’un l’altro
il suo messaggio è amore
e il suo Vangelo la pace.
Le catene si spezzeranno
poichè lo schiavo è nostro fratello;
e nel Suo nome
cesserà ogni oppressione.
Dolci inni di gioia
in coro riconoscente innalziamo
tutti noi
lodiamo il suo santo nome.
Cristo è il Signore
e sempre, sempre lo loderemo
Evviva, Evviva
o notte divina
Evviva Evviva
o notte divina

NOTE
1) la notte stellata di Placide Cappeau (una notte come tante altre) diventa nella versione inglese “Santa e divina”
2) anche prayer
3) il significato in inglese è completamente stravolto rispetto alla versione francese: là erano le genti prostrate in ginocchio dalla schiavitù e dall’oppressione che si risollevavano grazie al Messia, qui invece sono esortate a inghinocchiarsi per rendere omaggio al nuovo Credo.
4) versi omessi nella versione Celtic Woman
5) si confronti la versione originale in francese, Dwight traduce dando un significato abolizionista al versetto: è lo schiavo nero ad essere in catene e ad essere liberato dalla fede in Cristo, ma nella versione di Cappeau era in nome della fratellanza  -atea- degli uomini (solidarietà, empatia e uguaglianza) qui è in nome di Cristo

FONTI
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/o_holy_night.htm
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/o_holy_night1.htm
http://www.ecoantroposophia.it/2014/12/arte/savitri/il-cantico-di-natale-o-holy-night/
http://tavernolaincanto.it/oh-holy-night-adam/2/

Cantique de Noël

Placide Cappeau

Minuit, chrétiens“, nella versione inglese “Holy Night“, è un canto natalizio nato da una poesia scritta nel 1847 (o secondo un resoconto più fedele nel 1843).  Fu il parroco Eugène Nicolas (ovvero il suo predecessore Padre Maurice Gilles), Abate della Parrocchia di San Giovanni Battista di Roquemaure (Occitania) a chiedere al suo letteratro e illustre parrocchiano Placide Cappeau di scrivere dei versi semplici, ma anche di fede e speranza, ispirati ai Noel della tradizione popolare, che arrivassero al cuore (e al portafoglio) dei paesani.
Il parroco voleva infatti restaurare la malmessa chiesa parrocchiale e l’idea di coinvolgere uno dei facoltosi commercianti della comunità poteva essere la mossa vincente.
L’autore è tuttavia un personaggio anomalo nel panorama dei compositori di canti natalizi -per lo più sacerdoti o persone pie e devote, anche se delle più diverse confessioni.

Placide Cappeau (1808-1877) era infatti un ateo dichiarato con idee socialiste e anticlericali: destinato a seguire le orme paterne come vignaiolo e bottaio, riuscì ad accedere agli studi accademici, finanziato in parte da un amico di famiglia, il cui figlio aveva sparato a Cappeau mentre giocavano: a otto anni a causa della ferita, gli venne amputata la mano destra, ma si guadagnò un’istruzione. Studiò le arti (disegno e letteratura) e si laureò in giurispudenza, eppure non esercitò mai l’attività di avvocato, era piuttosto uno scrittore e un poeta, e sebbene riuscisse a pubblicare le sue opere, per vivere dovette dedicarsi al commercio di vini.

Emily Laurey

Emily Laurey

Per una pura combinazione Cappeau si ritrovò in amicizia con l’ingegnere parigino Pierre Laurey,  che era stato incaricato nel 1842 di proseguire nei lavori di costruzione del ponte sospeso sul Rodano (su progetto di Marc Seguin) proprio nei pressi di Roquemaure. La moglie Emily era stata una famosa cantante lirica dell’Opéra di Parigi, affascinata dalla poesia di Placide,  inviò il testo al maestro Adolphe-Charles Adam (prolifico autore di composizioni per l’opera e il balletto) della cui moglie era amica intima, che in pochi giorni scrisse la melodia chiamandola “la Marseillaise religieuse”.

La malferma salute della signora Emily, che partorirà nel luglio del 1843, la trattenne a Parigi per gli anni a seguire e solo nel 1847 Emily  riuscirà a cantare “Minuit, chrétiens” accompagnata dall’organo della chiesa di San Giovanni Battista durante la Messa di Mezzanotte di Natale.
Il Noel pur entrato a far parte degli Inni cantati in chiesa per Natale, era malvisto da molti Vescovi più conservatori  e dopo la ventata socialista della Comune di Parigi e del suo inno l’Internazionale,  la canzone venne bollata come inidonea perchè carente  di spirito religioso e vietata nelle Chiese. Si attaccò la reputazione dei due compositori Placide Cappeau per il suo ateismo e l’adesione al socialismo, Adolphe-Charles Adam per la sua dubbia reputazione di compositore di opere liriche leggere e balletti.

Bruno Pelletier con l’Orchestra Sinfonica di Montréal (strofe I e III)

Andrea Bocelli (strofe I e III)


I
Minuit, chrétiens,
C’est l’heure solennelle
Où l’Homme Dieu descendit jusqu’à nous
Pour effacer la tache originelle
Et de son père arrêter le courroux.
Le mode entier tressaille d’espérance
En cette nuit qui
lui donne un sauveur.
Peuple à genoux (1),
Attends (2) ta délivrance!
Noël! Noël!(3)
Voici le Rédempteur!
Noël! Noël!
Voici le Rédempteur!
II
De notre foi que la lumière ardente
Nous guide tous au berceau de l’enfant
Comme autrefois, une étoile brillante
Y conduisit les chefs de l’Orient
Le Roi des Rois naît dans une humble crèche,
Puissants du jour fiers de votre grandeur,
A votre orgueil c’est de là qu’un Dieu prêche,
Courbez vos fronts devant le Rédempteur !
Courbez vos fronts devant le Rédempteur !
III
Le rédempteur
A brisé toute entrave:
La terre est libre
Et le ciel est ouvert.
Il voit un frère
Où n’était qu’un esclave;
L’amour unit ceux
qu’enchaînait le fer (4).
Qui lui dira notre reconnaissance?
C’est pour nous tous qu’il naît,
Qu’il souffre et meurt.
Peuple debout(5),
Chante ta délivrance!
Noël! Noël!
Chantons le Rédempteur!
Noël! Noël!
Chantons le Rédempteur!
Traduzione italiano di Cattia Salto*
I
Mezzanotte, Cristiani
è l’ora solenne
in cui Dio-Uomo è venuto
tra di noi
per liberarci dal peccato originale
e fermare l’ira di suo Padre.
Il mondo intero freme di speranza
In questa notte in cui
ci donò un Salvatore.
Popolo, in ginocchio,
guarda alla tua liberazione!
Evviva! Evviva!
Ecco il Redentore!
Evviva! Evviva!
Ecco il Redentore!
II
Che la luce ardente della nostra fede
ci guidi tutti alla culla del Fanciullo
come un tempo, la stella luminosa
vi condusse i Saggi d’Oriente.
Il Re dei Re nasce in un’umile mangiatoia,
potenti del giorno, fieri della vostra grandezza,
al vostro orgoglio, è da lì che Dio predica.
Curvate il capo davanti
al Redentore
Curvate il capo davanti
al Redentore
III
Il Redentore
ha spezzato ogni ostacolo
La terra è libera
e il cielo è aperto,
Lui vede un fratello
laddove non c’era che uno schiavo:
l’amore unisce coloro che erano incantenati ai ferri.
Chi gli dirà la nostra riconoscenza?
È per noi tutti che Egli nasce
che soffre e muore
Popolo alzati in piedi,
canta la tua liberazione!
Evviva! Evviva!
Cantiamo il Redentore!
Evviva! Evviva!
Cantiamo il Redentore!

NOTE
*riveduta da qui
1) gente prostrata, piegata in ginocchio dalle ingiustizie sociali. In realtà è inteso come “Inginocchiati popolo” ma io preferisco la prima interpretazione
2) il termine francese significa “Presta attenzione”, nel senso di “assistere, stare a guardare” e non di “aspettare”
3) Il termine francese Noel, ha vari significati: è il giorno della nascita di Gesù, ma anche nome del Messia (Emanuel), o più spesso esclamazione di gioia, una sorta di “evviva”.
4) le catene della schiavitù  diventano un legame che rafforza l’amore fraterno: lo schiavo è nostro fratello
5) ed ecco che il popolo alza il capo e non piega più la schiena davanti ai “potenti del giorno” ma canta la sua Marsigliese religiosa: libertà, uguaglianza e fraternità in nome di Gesù

Andrea Mantegna, Adorazione Magi

LA LEGGENDA AI TEMPI DELLA GUERRA

Nelle trincee della guerra franco-prussiana del 1871 la vigilia di Natale i soldati rispettarono una tregua di Dio cantando il “Cantique de Noel”: iniziò un soldato francese, alzandosi in piedi fuori dalla trincea e disarmato, con i primi versi “Minuit, Chrétiens, c’est l’heure solennelle ou L’Homme Dieu nous jusqu’à descendit” a cui rispose dall’altra parte un tedesco con “Vom Himmel noch, da komm’ ich her. Ich bring’ euch gute neue Mar, Der guten Mar bring’ ich so viel, Davon ich sing’n und sagen will,”

continua seconda parte

FONTI
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/NonEnglish/minuit_chretiens.htm
https://patriziabarrera.wordpress.com/2016/01/04/oh-holy-night-storia-di-un-miracoloso-ateo/
https://patriziabarrera.wordpress.com/2016/01/27/oh-holy-night-viaggio-a-parigi/
https://relevantmagazine.com/article/what-o-holy-night-gets-wrong-about-christmas/
http://www.ecoantroposophia.it/2014/12/arte/savitri/il-cantico-di-natale-o-holy-night/
http://tavernolaincanto.it/oh-holy-night-adam/
http://tavernolaincanto.it/oh-holy-night-adam/2/
http://tavernolaincanto.it/oh-holy-night-adam/3/

Bring a torches, Jeanette Isabella

Un flambeau Jeannette Isabelle” (in italiano “Una fiaccola Jeannette Isabelle!”) è un Noël pubblicato nel 1553 (in Cantiques de Premiere Advenement de Jesus-Christ par le comte d’Alsinois). Ancora oggi è cantato in Provenza nella Messa della Notte Santa, dalla gente in processione con fiaccole e costumi da pastore. Sono William Simon e Nancy J. Skarmeas a citare il libello stampato in una rarissima edizione a Parigi per il conte d’Alsinois contenete per l’appunto la prima versione in stampa di testo e melodia. Stranamente però i più citano come fonti della composizione Nicolas Saboly, famoso poeta e musicista occitano noto per i suoi “Noël”, ma non ancora nato ai tempi del Conte d’Alsinois!
Nicolas Saboly pubblica nel 1667 la versione in provenzale “Venès lèu vèire la pièucello”  [aria: Qu’ils sont doux, bouteille jolie (aria di Lully per il Malato immaginario)]. (prima parte)

Georges de La Tour, Adorazione dei Pastori

LA MELODIA

In origine un rondò (all’origine poesia in musica per una ballo in tondo, l’evoluzione francese della carola) rielaborato nel seicento da Giovanni Battista Lulli diventato francese con il nome di Jean-Baptiste Lully, ballerino e buffon ma anche compositore del Re Luigi XIV
L’arrangiamento alla harp guitar  (una chitarra acustica con corde di bordone) di Gregg Miner 

LA VERSIONE INGLESE: Bring a torches, Jeanette Isabella

La versione in inglese segue di poco la versione in francese (XVIII secolo), anche se quella di Edward Cuthbert Nunn (1868-1914) è solo una delle tante varianti

ASCOLTA Callie & Colette

VERSIONE E. Cuthbert Nunn
I
Bring your torches, Jeanette, Isabella(1),
Bring your torches, come swiftly(2), and run!
Christ is born, tell to the folk of the village,
Jesus is sleeping in his cradle;
Ah! Ah! Beautiful is the Mother!
Ah! Ah! Beautiful is her Son!
II
While it now all the Child is sleeping(3)
It is wrong to talk so loud;
Silence, now, as you gather around.
Lest the sunshine waken Jesus.
Hush! hush! see how fast He slumbers!
Hush! hush! see how fast He sleeps!
III
Hasten now, good folk of the village,
Hasten now, the Christ Child to see.
You will find Him asleep in a manger,
Quietly come and whisper softly,
Hush, hush, peacefully now He slumbers,
Hush, hush, peacefully now He sleeps
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
“Portate le fiaccole, Jeannette,
Isabella,(1)
portate le fiaccole,
presto accorrete!
Gesù e nato, ditelo alla  gente del villaggio,
Gesù dorme nella sua culla”
Ah Ah! Com’è radiosa la madre,
Ah Ah! com’è bello il figlio!
II
Mentre il Bambino dorme
è sbagliato parlare ad alta voce;
silenzio, ora, mentre vi radunate intorno a lui. Che sia la luce del sole a risvegliare Gesù!
Silenzio! Guardate come sonnecchia!
Silenzio! Guardate come dorme sodo!
III
Affrettatevi ora brava gente del villaggio
affrettatevi per vedere Gesù Bambino, lo troverete addormentato in una mangiatoria.
Silenzio dorme ora in pace,
Silenzio!  In pace ora riposa

NOTE
1) Jeanette e Isabella possono essere due persone distinte ma anche un’unica persona dal nome composto
2) l’aggettivo cambia a volte in hurry
3) la frase standard dice ” It is wrong when the child is sleeping,”

ASCOLTA Kelley Dolan


I
Bring a torch, Jeannette Isabella,
Bring a torch, it is dark in the stall;
Jesus awaits, good folks of the village,
Run quickly; I hear Mary’s soft call.
(Refrain)
Ah! Ah! How radiant the mother,
Ah! Ah! How angelic the Child.
II
See how sweetly Jesus is sleeping,
Like a rosebud (1), so pink and so white;
Trend softly as you draw near the manger,
Wake not the Babe, lest He cry all night.
III
Kneel and adore the infant Christ child,
Whisper low as you gaze with delight;
Angel voices aloft sing his praises
While a star gleams forth clearly and bright.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
“Porta una torcia, Jeannette Isabella, porta una torcia che è buio nella stalla; Gesù attende, brava gente del villaggio, correte presto”sento la dolce richiesta di Maria.
Ah Ah! Com’è radiosa la madre,
Ah Ah! com’è angelico il figlio!
II
Guarda come Gesù dorme dolcemente, come un bocciolo di rosa, tutto rosa e bianco. Muoviti piano mentre ti avvicini alla mangiatoia, non svegliare il Bambino altrimenti piangerebbe tutta la notte.
III
Inginocchiate(vi) e adorate Cristo neonato, sussurrate piano mentre vi deliziate lo sguardo, voci d’angelo in alto cantano le sue lodi,
mentre una stella brilla in alto chiara e luminosa

NOTE
1)  riferimento biblico alla profezia di Isaia: Gesù è il germoglio cioè la rosa che sputa dall’albero di Jesse

FONTI
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/ Hymns_and_Carols/bring_a_torch.htm http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/ Hymns_and_Carols/bring_your_torches_jeanette.htm

Sing we now of Christmas

Il Noel francese “Noel, Nouvelet” di origine medievale, si diffuse anche in Inghilterra nel Settecento con testo in inglese e il titolo  “Sing we now of Christmas”,  “Noel! A New Noel! “,” Christmas Comes New “. La melodia è diventata anche una danza popolare ed è stata utilizzata per l’inno di Pasqua “Now the Green Blade Riseth”.
E’ uno dei tanti canti di Natale in cui gli angeli portano la buona novella ai pastori, che accorrono ad adorare Gesù bambino, così anche i Re Magi al seguito della Stella portano i loro ricchi doni. (prima parte)

LA VERSIONE IN INGLESE

E’ la versione ridotta a cinque strofe del canto francese risalente al XVIII secolo di autore anonimo appartiene agli innari sia della Chiesa Cattolica che Metodista.


I
Sing we now of Christmas,
Noel sing we here!
Hear our grateful praises
to the babe so dear.
CHORUS
Sing we Noel,
the King is born, Noel!
Sing we now of Christmas,
sing we now Noel!
II
Angels called to shepherds,
“Leave your flocks at rest,
journey forth to Bethlehem,
find the child so blest.”
III
In Bethlehem they found him;
Joseph and Mary mild,
seated by the manger,
watching the holy child
IV
From the eastern country
came the kings afar,
bearing gifts to Bethlehem
guided by a star
V
Gold and myrrh they took there,
gifts of greatest price;
there was ne’er a stable
so like paradise
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Cantiamo il natale
il Natale qui cantiamo!
Ascoltate le nostre preghiere di ringraziamento al bimbo così amato.
CORO
Cantiamo Natale
il Re è Nato, Evviva!
Cantiamo il natale
il Natale qui cantiamo!
II
Gli Angeli richiamano i pastori
“Lasciate le vostre greggi a riposare,
mettetevi in viaggio a Betlemme
a cercare il bimbo benedetto”
III
A Betlemme lo trovarono;
Giuseppe e la dolce Maria
seduti accanto alla mangiatoia,
a guardare il bimbo santo
IV
Dalle terre dell’Est lontano
vennero i Re
a portare i dono a Betlemme
guidati da una stella
V
Oro e mirra là portarono,
doni di grande valore;
non c’era un recinto
così simile al paradiso

FONTI
https://hymnary.org/text/sing_we_now_of_christmas
https://www.umcdiscipleship.org/resources/history-of-hymns-sing-we-now-of-christmas

https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/sing_we_now_of_christmas.htm
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/sing_we_now_of_christmas2.htm

Noël Nouvelet

Molti canti sulla Natività risalgono al tardo Medioevo e sono originari di una vecchia Europa in cui si parlava francese; i noels raccontano gli avvenimenti ben noti relativi alla Natività di Gesù, a cominciare dalla visione profetica di Isaia, l’annuncio angelico della lieta novella, l’adorazione dei pastori e dei Magi, fino alla presentazione di Maria al tempio (cerimonia ebraica con cui la donna che aveva partorito -e quindi ritenuta impura- veniva riaccolta dalla comunità.)
Il termine francese Noel, ha vari significati: è il giorno della nascita di Gesù, ma anche nome del Messia (Emanuel), o più spesso esclamazione di gioia, una sorta di “evviva”. I testi, dalla versificazione semplice  pur essendo di argomento religioso erano sempre cantati su musiche della tradizione popolare, dal tempo vivace e sostenuto,  vuoi perchè erano l’espressione del sentimento genuino e semplice del popolo, vuoi con precisi intenti moralistici (contrafactum).

NOEL, NOUVELET

Canto natalizio francese del XV secolo che veniva tradizionalmente cantano a Capodanno, il cui titolo si traduce in “Nuovo canto di Natale ricco di notizie, si racconta con semplici parole la novella del Natale: Nouvelet è un vecchio termine desueto che sta per nouvel,  nouveau (nuovo, novello).
Lo troviamo in stampa nel 1483 nella racconta di canti del predicatore francescano Jehan Tisserand (Johannes Tisserandus) , Giovanni il Tessitore, originario di Bourg-en-Bresse (antico ducato di Savoia) e primo noeliste conosciuto. Non era un semplice fraticello bensì un dottore di teologia forse confessore dei reali di Francia.
Nel XVIII secolo si è diffuso anche in Inghilterra in una versione in inglese che traduce il titolo come “Sing we now of Christmas”,  “Noel! A New Noel! “,” Christmas Comes New “. La melodia è diventata anche una danza popolare ed è stata utilizzata per l’inno di Pasqua “Now the Green Blade Riseth”.
E’ uno dei tanti canti di Natale in cui gli angeli portano la buona novella ai pastori, che accorrono ad adorare Gesù bambino, così anche i Re Magi al seguito della Stella portano i loro ricchi doni.

LA MELODIA

L’arrangiamento per arpa di Kathryn Cater

LA VERSIONE IN FRANCESE

Il testo (di 13 strofe) è talvolta riportato in francese medievale, e ne esistono varie versioni, quelle più recenti sono di solito di 4-5 strofe.

Loreena McKennitt in “A Midwinter’s Night Dream.” Dawn Upshaw & Chanticleer (il testo modificato è nelle note)


I
Noel nouvelet! Noel chantons icy!
Devotes gens rendons (1) a Dieu merci;
Chantons Noel pour le Roi nouvelet;
Noel nouvelet! Noel chantons icy!
II
En Bethleem’ Marie et Joseph vy’
L’asne et le boeuf’ l’Enfant couche parmy (2);
La creche etait au lieu d’un bercelet.
Noel nouvelet! Noel chantons icy!
III
L’estoile vint qui le jour esclaircy’
Et la vy bien d’ou j’etois departy
En Bethleem les trois roys conduisaient. (3)
Noel nouvelet! Noel chantons icy!
IV
L’un portrait l’or’ et l’autre myrrhe aussi’
Et l’autre encens’ que faisait bon senty:
Le paradis semblait le jardinet.
Noel nouvelet! Noel chantons icy!
V
En douze jours fut Noel accomply;
Par cinq vers sera mon chant finy’
Par chaque jour j’en ai fait un couplet (4).
Noel nouvelet! Noel chantons icy!
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Un nuovo Natale, cantiamo il Natale

La gente devota rende grazie a Dio, Cantiamo il Natale per il nuovo Re
Un nuovo Natale, cantiamo il Natale
II
A Betlemme vidi Maria e Giuseppe l’asino e il bue e il bambinello disteso in una mangiatoria invece che in culla
Un nuovo Natale, cantiamo il Natale
III
La Stella vidi che rischiarò a giorno, e appena la videro bene s’incamminarono e a Betlemme i tre Re condusse
Un nuovo Natale, cantiamo il Natale
IV
Uno portò l’oro, e l’altro la mirra
e l’altro ancora
l’incenso che profuma di buono
il recinto sembrava il paradiso
Un nuovo Natale, cantiamo il Natale
V
In 12 giorni fu compiuto il Natale
e di cinque versi sarà il mio canto
per ogni cinque giorni ho fatto un distico, Un nuovo Natale, cantiamo il Natale qui

NOTE
1) oppure crions
2) oppure En Bethleem Marie et Josephis
l’âne et le boeuf, l’enfant couché au lit
3) oppure L’étoile y vis qui la nuit éclaircit
Qui d’Orient ou elle avait sorti.
En Bethleem les trois Rois amenet
4) En trente jours Noël fut accompli.
En douze vers sera mon chant fini
En chacun jours j’en ai fait un couplet
originariamente le strofe erano 13 e i giorni del Natale 30 perchè venivano contati includendo anche il 2 Febbraio cioè la Candelora. Più che al numero dei giorni ci si riferisce al mese  che va dall’Epifania alla Purificazione della Vergine. 
[Il Natale in trenta giorni è stato compiuto.
Tra dodici giorni la mia canzone sarà finita;
In ogni giorno ho fatto un distico]

la festa della Candelora è la festa della purificazione della vergine che coincide con il 2 febbraio: secondo la consuetudine ebraica la donna che partorisce è considerata impura fino al 40esimo giorno. 

Anúna hanno registrato molti canti natalizi, alcuni confluiti anche in due  christmas album “Songs for a Celtic Christmas” (1998) e “Winter Songs” (2002) e in uttimo ne “A Christmas Selection” (2017) un digital album per lo Streaming + Download dei brani più belli remasterizzati e remixati.


I
Noël nouvelet, Noël chantons ici.
Dé-évotes gens, crions à-à Dieu merci !
Chantons Noël pour le Roi nouvelet
Noël nouvelet, Noël chantons ici.

II
Quand je m’éveillai, et j’eus assez dormi,
Ouvris les yeux, vis un arbre fleuri (1),
Dont il sortait un bouton vermeillet.
Noël nouvelet, Noël chantons ici.
III
D’un oyselet(2) après le chant ouï,
Qui aux pasteurs disait: “Partez d’ici”
En Bethléem trouvèrent l’agnelet
Noël nouvelet, Noël chantons ici.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Un nuovo Natale, cantiamo il Natale

La gente devota rende grazie a Dio, Cantiamo il Natale per il nuovo Re
Un nuovo Natale, cantiamo il Natale
II
Quando mi svegliai che avevo dormito abbastanza,
aprii gli occhi e vidi un albero fiorito
dal quale spuntava un rosso germoglio
Un nuovo Natale, cantiamo il Natale
III
Poi sentii il canto degli angeli,
che dicevano ai pastori “andate”
a Betlemme troverete l’agnello.
Un nuovo Natale, cantiamo il Natale qui

NOTE
1) è la visione profetica di Isaia e l’albero di Jesse cioè l’albero genealogico di Gesù: dalla cima del ramo (Maria) fiorirà una rosa (Gesù)
2) letteralmente “oyselet” si traduce con piccolo uccello. Sarebbe interessante andare a confrontare le raffigurazione degli angeli in epoca paleocristiana e medievale. I pittori davano forma e colore alle speculazioni della patristica, distinguendo le varie gerarchie angeliche.

continua seconda parte: la versione inglese
FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/noel-nouve.htm
http://www.madbeppo.com/french-songs/noel-nouvelet/
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/NonEnglish/noel_nouvelet.htm
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/sing_we_now_of_christmas2.htm
https://www.umcdiscipleship.org/resources/history-of-hymns-sing-we-now-of-christmas
https://www.umcdiscipleship.org/resources/history-of-hymns-french-carol-he-is-born-celebrates-joyous-season

Un flambeau Jeannette Isabelle

Un flambeau Jeannette Isabelle” (in italiano “Una fiaccola Jeannette Isabelle!”) è un Noël pubblicato nel 1553 (in Cantiques de Premiere Advenement de Jesus-Christ par le comte d’Alsinois). Ancora oggi è cantato in Provenza nella Messa della Notte Santa dalla gente in processione con fiaccole e costumi da pastore.

La canzone parla di due contadine di nome Jeannette ed Isabelle che, andate a mungere le mucche, trovano nella grotta/stalla Gesù appena nato e danno l’annuncio alla popolazione, invitando tutti a fare piano per non svegliare il bambinello addormentato. Ma questo è solo uno dei tanti aneddoti che circolano sulla canzone di cui si sa effettivamente molto poco.
Sono William Simon e Nancy J. Skarmeas a citare il libello stampato in una rarissima edizione a Parigi per il conte d’Alsinois contenete per l’appunto la prima versione in stampa di testo e melodia. Stranamente però i più citano come fonti della composizione Nicolas Saboly, famoso poeta e musicista occitano noto per i suoi “Noël”, ma non ancora nato ai tempi del Conte d’Alsinois!

Nicolas Saboly (1614-1675) era maestro di cappella e musicista di fama, commemorato per il suo lavoro di conservazione delle tradizioni popolari occitane principalmente per l’uso del provenzale nelle sue poesie e nei suoi Noël; Saboly pubblicò solo una parte dei suoi canti popolari di Natale, in otto raccolte tra il 1665 e il 1674, nel suo primo quaderno del 1667 compare al numero 12 Venès lèu vèire la pièucello [aria: Qu’ils sont doux, bouteille jolie (aria di Lully per il Malato immaginario)]. Come da consuetudine in origine i suoi canti furono pubblicati senza musica, poiché le arie erano molto popolari e notoriamente conosciute, perciò bastava una semplice citazione per richiamarle, per quelle di sua composizione ad esempio egli scriveva «su un’aria scritta da Saboly»!

LE NOUVEAU-NÉ

Si è il Saboly ispirato al quadro dipinto proprio in quei tempi da Georges de La Tour, la controversa “Le Nouveau-Né”?

nouveaune
“Le Nouveau-Né” attribuito a Georges de La Tour (1648 circa)

Nel dipinto due donne nel buio più totale rischiarato solo dalla vivida luce di una candela contemplano un bimbo in fasce che dorme tranquillo, una è Maria che tiene il bambinello tra le braccia e l’altra è con tutta probabilità la madre di Maria, Anna; il dipinto è stato interpretato come una sorta di “sacra rappresentazione” al femminile pur non essendoci aureole sulle teste dei personaggi raffigurati. Così la nascita di ogni bambino diventa un momento sacro, un inno alla vita che passa attraverso il grembo materno, ma nello stesso tempo è un momento intimo e privato: la donna con la candela (anche interpretata come la levatrice) sembra stia parlando a Maria per trasmetterle la sua saggezza di anziana, così la mano destra è alzata a barriera con il resto del mondo e non a schermo della luce (un espediente per cui in un primo momento la luce sembra scaturire dalla testa del bambino: dal punto di vista pratico sarebbe più logico che la mano schermasse la luce nel senso opposto, per non dare fastidio agli occhi del bambino addormentato!). In ogni caso il dipinto trasmette un senso di pace e di mistero e chi guarda si sente un po’ un intruso, così non si può che restare in silenzio con il fiato sospeso, per non disturbare.

Il musicista risulta essere nientemeno che il pupillo di Luigi XIV, il fiorentino Giovanni Battista Lulli diventato francese con il nome di Jean-Baptiste Lully, ballerino e buffon ma anche compositore del Re (nominato compositeur de la musique instrumentale nel 1656 e poi nel 1661 arrivato all’apice della carriera come musicista di corte con la nomina di surintendant de la musique de la chambre du roi). Ad ascoltare l’aria, composta per la commedia di Molière Le médecin malgrélui (1665), sembra ben lontana dalla versione che oggi conosciamo, sebbene la metrica del testo in provenzale sia simile alla versione francese odierna, così cantano i pastori nel ritornello
Ai! ai! ai! que la maire es bello Ai! Ai! que l’enfant es bèu.

Si ha notizia di un arrangiamento della melodia di Qu’ils sont doux, bouteille jolie da parte di Marc-Antoine Charpentier (1643-1704) il musicista “parigino doc” contemporaneo al Lulli ma considerato un “nemico” perchè non abbastanza di gusto musicale “francese” e troppo amante dell’italica melodia! Così nelle registrazioni di musica classica il testo in francese “Un flambeau, Jeannette, Isabelle” è abbinato all’aria 460c di Marc-Antoine Charpentier.

LA MELODIA DA DANZA

Le versioni melodiche del brano occhieggiano piuttosto ad una sua presunta versione medievale come musica da danza trecentesca, il rondò o rondeau, all’origine poesia in musica per una ballo in tondo, la cui forma musicale è caratterizzata dal periodico ritorno di un’idea principale, il ritornello per l’appunto!!
Il gruppo di Danza Antica Dame Viscontee in una rielaborazione del rondò

ASCOLTA Loreena McKennitt versione strumentale in “A Midwinter Night’s Dream” 2008 la melodia è stata inframmezzata con quella di “I saw three ship”

ASCOLTA Die Irrlichter 2010 (che riprendono l’arrangiamento della McKennitt)

ASCOLTA Viol consort

Un discorso a parte per questo arrangiamento (magistrale) per pianoforte che al momento è disponibile solo su Spotify, (e il pianoforte non è uno dei miei strumenti preferiti!) forse per quella spruzzata di romanticismo che il pianoforte classico si porta sempre dietro .. merita inserirlo nella playlist di Natale!
ASCOLTA Gregory McKnight in The Holly and Ivory 2012 (la versione integrale è su Spotify)

VENÈS LÈU VÈIRE LA PIÉUCELLO

Come abbiamo visto nell’introduzione testo in provenzale e melodia del canto natalizio risalgono al seicento.
ASCOLTA


TESTO (qui)
I
Venès lèu vèire la piéucello;
Venès lèu genti pastourèu
Soun enfant es pus blanc que la nèu
E trelusis coume uno estello
Ai! ai! ai! que la maire es bello
Ai! Ai! que l’enfant es bèu. (1)
II
Hòu! Cristòu, La nuech es fort claro,
Hòu! Cristòu, Sauto vite au sòu,
E vai-t’en au païs dei Jusiòu,
Vèire Jèsu, qu’es causa raro.
Hòu! hòu! hòu!, me lève toutaro
Hòu! hòu! toutaro li vòu
III
Qu’s aqui, Que bat de la sorto?
Qu’s aqui ? Sian vòsteis ami
Que pourten un parèu de cabrit(2):
Dison qu’es bon ami qu porto.
Ta! ta! ta!, druvès-nous la porto
Ta! ta! Venès nous druvi!
IV
Avès tort, Vous e vòstei fiho
Avès tort, De pica tan fort;
Vàutrei, pastre, sias tous de butor,
Poudès jamai teni sesiho(3)
Chut! chut! chut! que l’enfant soumiho,
Chut! chut! que lou petit dor.
V
Gros badau, N’aurès jamai pauso!
Gros badau, Teisas-vous un pau!
Parlas plan, e marchas tan pu siau
Coume fa uno cacalauso.
Plan! plan! plan! que l’enfant repauso;
Plan! plan! leissas-l’en repau

Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Venite lesti a vedere la vergine
Venite lesti gentili pastori
il suo bambino è più bianco della neve e brilla come una stella.
“Ahi quanto è bella la madre
ahi quanto è bello il bambino!”
II
Oh Cristo, la notte è tutta illuminata
Oh Cristo, presto, alzatevi da terra
e andate nel paese dei Giudei
per vedere Gesù, che cosa preziosa!
“Oh mi alzo subito
E subito vado”
III
Chi è qui che bussa così?
Chi è qui? Siamo vostri amici
che portano un paio di ragazzi(e): dicono che sono buoni amici coloro che porto.
“Toc, toc apriteci la porta
toc toc venite ad aprirci!”
IV
Sbagliate voi e i(le) vostri(e) figli(e)
sbagliate a bussare così forte
voialtri pastori, siete tutti dei cafoni
e non potrete mai stare in silenzio.
“Silenzio che il bambino è nel sonno
silenzio che il piccolo dorme”
V
Folto pubblico che non vi riposate mai,
folto pubblico state un po’ zitti!
Parlate piano e camminate in silenzio
come fa una lumaca.
Piano! Che il bambino riposa;
piano! Lasciatelo riposare

NOTE
1) ogni strofa si conclude con i versi di risposta dell’umile gente . Le prime due sono gli Angeli che danno la lieta novella nelle strofe successive sono invece i personaggi della natività che esortano la gente venuta ad adorare il bambinello a fare piano per non svegliarlo
2) in quel mucchio di pastori che giunge in visita ci sono anche le due contadine della versione successiva?
3) la frase significa grossomodo: “non riuscite a radunarvi senza fare baccano”

LA VERSIONE FRANCESE: Un flambeau, Jeannette, Isabelle

Dobbiamo aspettare fino ai primi del Novecento per la versione testuale in francese ad opera del poeta Émile Blémont (in “Noëls français” 1901 di Julien Tiesot)

ASCOLTA Diane Taraz


I
Un flambeau, Jeannette, Isabelle (1)
Un flambeau! Courons au berceau!
C’est Jésus, bonnes gens du hameau.
Le Christ est né; Marie appelle!
Ah! Ah! Ah! Que la Mère est belle,
Ah! Ah! Ah! Que l’Enfant est beau!
II
C’est un tort, quand l’Enfant sommeille,
C’est un tort de crier si fort.
Taisez-vous, l’un et l’autre, d’abord!
Au moindre bruit, Jésus s’éveille.
Chut! chut! chut! Il dort à merveille,
Chut! chut! chut! Voyez comme il dort!
I
II
Doucement, dans l’étable close,
Doucement, venez un moment!
Approchez! Que Jésus est charmant!
Comme il est blanc! Comme il est rose (2)!
Do! Do! Do! Que l’Enfant repose!
Do! Do! Do! Qu’il rit en dormant!
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Una fiaccola, Jeannette, Isabella,
una fiaccola! accorrete alla culla!
C’è Gesù , brava gente
del villaggio,
Gesù e nato, Maria chiama!
Ah Ah! Com’è radiosa la madre,
Ah Ah! com’è bello il figlio!
II
E’ sbagliato mentre il Bambino
dorme
è sbagliato parlare ad alta voce;
silenzio, voi che vi radunate
Al minimo rumore Gesù si sveglia
Silenzio! Guardate come sonnecchia!
Silenzio! Guardate come dorme
sodo!

III
Piano, entrate nella stalla
piano entrate per un momento!
Avvicinatevi che Gesù è bello!
Com’è bianco! Sembra una rosa!
Silenzio! Dorme ora in pace,
Silenzio!  Sorride nel sonno

NOTE
1) Jeanette e Isabella possono essere due persone distinte ma anche un’unica persona dal nome composto
2) riferimento biblico alla profezia di Isaia: Gesù è il germoglio cioè la rosa che sputa dall’albero di Jesse

continua seconda parte

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/noel-nouve.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=28247
http://www.classical.net/music/recs/reviews/n/nxs57036a.php