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MOLL DUBH A GHLEANNA

Bean (Moll) Dubh a’ Ghleanna è un canto in gaelico irlandese popolare in tutta l’Irlanda come love song, John O’Daly che la pubblicò nel suo “The poets and poetry of Munster” (Dublino, 1849), la attribuì allo spadaccino-poeta Éamonn an Chnoic (‘Ned of the Hills’) (vedi): una canzone d’amore dedicata a Molly la brunetta della valle.

LA MELODIA: UNA SLOW AIR

La melodia è una dolce e malinconica slow air: Edward Bunting included a version of the melody in A general collection of the ancient Irish music (London, 1796), 22. Thomas Moore based his song ‘Go Where Glory Waits Thee’ on Bunting’s ‘Bean Dubh an Ghleanna’ or ‘The Maid of the Valley’. George Petrie found fault with Bunting’s setting and felt compelled to print his own setting of the air which can be examined in David Cooper, The Petrie collection of the ancient music of Ireland (Cork, 2002), 239-41 (tratto da qui)

ASCOLTA Ernst Stolz

ASOLTA Aly Bain, Jay Ungar & Cathal McConnel da the Trans-Atlantic sessions.

ASCOLTA Altan in The Red Crow, 1990

I*
Tá ba agam ar shliabh s níl duine gam na ndiadh
Ach mé do mo bhuaidhreadh leofa
Bí odh idir mise is Dia más orthu tá mo thriall
Is bhain siad mo chiall go mór uaim
curfa:
‘Sí Moll Dubh (1) a’ Ghleanna í
‘Sí Moll Dubh an Earraigh í
‘Sí Moll Dubh is deirge ná’n rósa
‘S dá bhfaighinnse féin mo roghainn
De mhná óga deasa ‘n domhain
‘Sí Moll Dubh a’ Ghleanna ab fhearr liom
II
Mise bheith gan mhaoi
Feasta choíche ní bhim
Is Moll dubh bheith i dtús a h-óige
Och, is fann guth an éin
A labhras leis féin
Ar thulaigh nó ar thaobh na mónadh
III
Is ag Moll dubh a’ ghleanna
Tá mo chroí-se i dtaiscí
‘S í nach bhfuair guth na náire
Is go céillí, múinte, cneasta
A dúirt sí liom ar maidin
“Ó imigh uaim ‘s nach pill go brách orm”
IV
Níl’n óganach geanúil
Ó Bhaile Átha Cliath go Gaillimh
Is timpeall go h-Umhaill Uí Mháinnle
Nach bhfuil a dtriall uilig ‘na ghleanna
Ar eacraidh slime sleamhainne
I ndúil leis an bhean dubh a b ‘áille


I
I hear cattle on the hill with no one there to tend them
And for them I am deeply worried
Between myself and God, to them I take the trail/For they have taken my senses from me
CHORUS
She’s Moll Dubh of the valley
She’s Moll Dubh of spring
She’s Moll Dubh, more ruddy than the red rose
And if I had to choose
From the young maids of the world
Moll Dubh a’ Ghleanna would be my fancy
II
Me without a wife
I won’t be all my life
And Moll Dubh in youth just blooming
Lifeless the song of the bird
That sings alone
On a mound by the edge of the moorland
III
The Dark Molly of the glen
Has my heart in her keeping
She never had reproach or shame
So mannerly and honestly
She said to me this morning
“Depart from me and do not come again”
IV
There’s not a handsome youth
From Dublin down to Galway
And around by ‘Umhail Uí Mháinnle’
That’s not heading for the glen
On steeds so sleek and slim
Hoping to win the dark maid’s affection
Tradotto da Cattia Salto
I
Sento le mucche sulla collina e nessuno che le accudisce, e per quelle sono tanto preoccupato
dentro di me e Dio prendo il sentiero nella loro direzione
perchè ho perso il senno per loro
CORO
E’ Molly la brunetta della valle
Molly la brunetta della primavera
Molly Dubh più rubiconda di una rosa rossa
e se dovessi scegliere
tra le giovani fanciulle del paese
Molly Dudh della valle sarà la mia fidanzata
II
Io senza moglie
per tutta la vita non voglio stare
e Molly Dubh nella giovinezza sta sbocciando,
senza vita (è) il canto dell’uccello
che canta solitario
su un tumulo al confine della brughiera
III
Molly la brunetta della valle
è la custode del mio cuore
non mi ha mai rimproverato  o disonorato, così di buone maniere e onesta, ma disse a me questa mattina
“Vattene da me e non ritornare di nuovo”
IV
Non c’è un bel ragazzo
da Dublino a Galway
e per ‘Umhail Uí Mháinnle’
che non stia andando nella valle
su destrieri così agili e slanciati
nella speranza di ottenere l’affetto della fanciulla mora

ASCOLTA Emer Kenny in Parting Glass 2004

(tratto (da qui)
I
Ta bo agam ar shliabh,
‘s is fada me na diadh
o’ chaill me mo chiall
le nochair
a seoladh soir is siar
Ins gach ait da dteann an ghrian
No go bhfilleann si ar ais trathnona
II
Si Moll Dubh a Ghleann i
‘S si Moll Dubh an earraigh i
Si Moll Dubh is deirge
Na na rosa
‘S da bhfaighinnse fein mo rogha
De mhna oga deas an domhain
Si Moll Dubh a Ghleann
Ab fhearr liom
III
Nuair a braithnionn fein anon
Ins an ait a mbionn mo run
Sileann o mo shuil
Sruth deora
‘S a Ri ghil na nDul
Dean fuascailt ar mo chuis
Mar si bean dubh an nGleann
A bhreoigh me

Traduzione inglese
I
I have a cow on the hillside,
and I’m a long while following her,
until I’ve lost my senses
with a spouse;
driving her east and west,
wherever the sun goes,
until she returns in the evening.
II
She is dark Moll of the glen,
she is dark Moll of the steed
Dark woman more red
than roses
Oh if I could but choose just one precious bloom
My dark Moll of the glen,
I’d choose you
III
When I look across
to the place where my love lives,
my eyes fill
with tears;
Bright King of the Elements,
resolve my predicament:
the dark woman of the glen
has destroyed me.
Tradotto da Cattia Salto
I
Ho una mucca sulla collina
e da molto tempo l’accudisco
fino a quando ho perso la ragione
per una sposa;
e la guidavo a est e a ovest
fino al calar del sole
quando ritornava a sera
II
E’ Molly la brunetta della valle
Molly la brunetta del destriero
la donna mora più rubiconda di una rosa
e se dovessi scegliere
solo un prezioso bocciolo
Molly mia brunetta della valle, sceglierei te
III
Quando guardo
verso il luogo dove vive il mio amore
i miei occhi si riempiono
di lacrime
Re luminoso degli Elementi
aiutami:
la brunetta della valle
mi ha distrutto (1)

NOTE
* per la fonetica qui
1) nel Donegal Moll non è una bella ragazza dai capelli neri ma il whiskey illegale

ASCOLTA Dolores Keane in Sail Óg Rua , 1983

FONTI
https://thesession.org/tunes/13358
http://www.joeheaney.org/en/bean-dubh-an-ghleanna/
http://songsinirish.com/mal-dubh-an-ghleanna-lyrics/
http://www.irishpage.com/songs/molldubh.htm
http://www.cathieryan.com/lyrics/dark-moll-of-the-glen-moll-dubh-a-ghleanna/
https://www.doegen.ie/ga/LA_1072d2
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=45577
http://www.macsuibhne.com/amhran/teacs/257.htm

DING DONG MERRILY ON HIGH, la carola inglese

Continuiamo ad approfondire la conoscenza della carola inglese (l’inizio in Angelus ad Virginem) che brevemente riassumo: nel medioevo la carola era una danza diffusa in tutta Europa sia in ambito popolare che aristocratico: il solista-conduttore della danza cantava le strofe e sul ritornello intonato da tutti i partecipanti avveniva la vera e propria danza, sia in cerchio che in fila ossia a catena. La lingua utilizzare era il volgare e non aveva propriamente carattere religioso cristiano, anzi la Chiesa considerava la carola uno strumento diabolico che ancorava la gente del popolo alle antiche tradizioni e ai vecchi dei. Solo a partire dal XIV secolo venne creata la carola religiosa, perlopiù utilizzando le melodie delle carole profane con testi rielaborati o anche totalmente riscritti. In Inghilterra la carola rifiorì in epoca Vittoriana come inno religioso facendo diventare le carols sinonimo di canto natalizio.

Le carols cristriane, senza più l’accompagnamento con la danza, conobbero una vasta diffusione in Inghilterra nel XV secolo, (con relative pubblicazioni) ma con i protestanti al potere queste ripresero il carattere profano delle origini e anche quelle a carattere religioso rimasero nella tradizione per essere tramandate oralmente.

Nel XVI secolo la carola si trasformò in Branle (dal francese Bransle cioè ballare in cerchio oscillando -come le onde del mare) in origine danza popolare e presto danza di corte presso la regina Elisabetta I (reggenza 1558-1603), ma soprattutto presso la corte francese di Luigi XIV (reggenza 1661-1717); l’Inghilterra sotto l’onda del Puritanesimo arrivò persino a cancellare le feste dal calendario, finchè in epoca Vittoriana con i movimenti riformisti religiosi si ricominciò a scrivere nuovi testi per le carols.

Ed eccoci arrivati al brano di oggi “Ding Dong! Merrily On High“, carol scritta in Inglese arcaico da George Ratcliffe Woodward e pubblicata nel 1924 in “The Cambridge Carol-Book” ; la melodia è un branle come trascritto nel trattato di danza di Thoinot Arbeau “Orchésographie” dal titolo “Bransle l’Officiel”

ASCOLTA Celtic Woman
ASCOLTA The Chieftains & Bells of Dublin

I
Ding dong! merrily on high in heav’n the bells are ringing:
Ding dong! verily the sky is riv’n with Angel singing.
Gloria, Hosanna in excelsis!
Gloria, Hosanna in excelsis!
II
E’en so here below, below, let steeple bells be swungen,
And “Io, io, io!(1)” by priest and people sungen.
Gloria, Hosanna in excelsis!
Gloria, Hosanna in excelsis!
III
Pray you, dutifully prime your Matin chime, ye ringers;
May you, beautifully rime your Evetime Song, ye singers.
Gloria, Hosanna in excelsis!
Gloria, Hosanna in excelsis!

NOTE
1) io deriva dal greco ed è un’esclamazione rituale utilizzata per festeggiare una divinità. Probabilmente l’autore si vuole riallacciare al saluto “Io Saturnalia” con cui si brindava durante le feste a Saturno nella settimana del solstizio d’inverno.(vedi)

Il testo, ricco di termini arcaici e desueti, non è di facile comprensione, quindi spero di non averlo tradotto troppo liberamente

Din Don allegramente nell’alto dei cieli le campane suonano, Din don in vero il cielo è lacerato da angeli che cantano. Gloria …Ecco anche qui sotto, le campane del campanile sono suonate e “Ahio, Ahio Ahio” da preti e gente cantato. Gloria …Vi prego, doverosamente preparate il vostro carillon del mattino e suonate; vi prego, meravigliosamente mettete in rima la vostra canzone della vigilia e cantate. Gloria

ASCOLTA Blackmore’s Night il gruppo ha interpretato il brano con parole più “moderne”
I
Ding dong merrily on high the christmas bells are ringing
Ding dong joyously reply he angels all a’singing
Gloria, Hosana In Excelsis
II
Ding dong carol all the bells Ring out the christmas story
Ding dong sound the good noels God’s son has come in glory
Gloria, Hosana In Excelsis

TRADUZIONE ITALIANO
Din Don allegramente nei cieli le campane di Natale suonano
din don con gioia rispondono gli Angeli tutti in coro: “Gloria e osanna nei cieli”
Din Don cantano tutte le campane risuonano la storia di Natale
Din Don suonano la lieta novella, il figlio di Dio è venuto in tutto il suo splendore: Gloria..

LA MELODIA
Le danze in forma di catena o di circolo non svaniscono con l’esaurirsi della tradizione della carola, ma continuano nei brando o branles, che si ritrovano ancora quasi invariate nelle danze popolari di area francese, tutt’ora ballate.
Nel Rinascimento il Branle (dal francese Bransle cioè ballare in cerchio oscillando -come le onde del mare) era la danza più diffusa: in origine danza popolare e presto danza di corte presso il re di Francia Francesco I ma anche di moda alla corte inglese di Enrico VIII e poi di sua figlia Elisabetta I.

ASCOLTA Ernst Stolz (la prima parte suonata dalle campane) quindi inizia  l’arrangiamento per viola, violino e violoncello
ASCOLTA Allan Alexander viola, liuto e chitarra
ASCOLTA Taverner Consort arrangiamento per fiati
ASCOLTA Peter Bloesch arrangiamento più barocco per flauto, viola e chitarra

La danza da cui proviene la melodia è molto semplice e sebbene sia tradotta come “Branle dell’Ufficiale” essa era rivolta ai servitori ossia i lacchè e le servette delle dimore patrizie, ballata solo talvolta da giovanetti e fanciulle dell’aristocrazia mascherati da contadinelli e pastorelle.

(continua seconda parte con descrizione e schema della danza qui)

APPROFONDIMENTO

LA DANZA NEL MEDIOEVO continua