PADDY WORKS ON THE RAILWAY

Una sea shanty che è anche una canzone politica di denuncia sociale condita da un humor caustico tipicamente irish.
Dal giornale di bordo del vascello “Young America,” tratta Londra-Moreton Bay, 1864, riportato in C. Fox Smith, “Sailor Town Days” (Methuen, 1923): “We might mention as peculiar amongst the other strange songs that we nightly hear, one which we think must be called ‘Pat’s Apprenticeship,’ as it goes through the history of a number of years during which ‘Poor Paddy works on the railway.’ What becomes of him eventually we have not yet been able to discover, but we suppose that the line is not yet finished.”

POOR PADDY

Paddy è il nome generico con cui si indica un emigrante irlandese e prorpio gli operai irlandesi furono tra gli artefici della rete ferroviaria della Gran Bretagna e dell’America. La maggior parte di loro erano ex navvies (manovali sterratori per scavare i canali navigabili) e il termine è rimasto per estensione a identificare i manovali che costruirono le linee ferroviarie. (continua)

BRITISH RAILWAY

La canzone conta 7 anni di lavoro in Inghilterra a partire dal 1841, l’inizio della diaspora irlandese: dalla costa Nord-Est e la città  portuale di Hartlepool il protagonista si sposta a  Ovest fino alla città ferroviaria di Crewe  (all’epoca appena un villaggio di 70 abitanti), nel 1834 si sposta di nuovo a  Est per lavorare con la nuova compagnia ferroviaria appena fondata, la Leeds and Selby railway e l’anno  successivo ancora ad Ovest a Liverpool, eppure la pancia di Paddy è sempre vuota e  lui è sempre più stanco di andare a lavorare nel cantiere ferroviario e vede come unica soluzione il suicidio!

ASCOLTA The Dubliners la loro versione ampiamente ripresa dai gruppi  irlandesi, e più in generali dai gruppi folk in Inghilterra, aggiunge un  ritornello.

VERSIONE DUBLINERS
I
In eighteen hundred and forty one
me corduroy britches I put on me corduroy britches I put on
to work upon the railway,  the railway, I’m weary of the railway,
poor Paddy works on the  railway.
II
In eighteen hundred and forty two from Hartlepool I moved to  Crewe Found meself a job to do
working on the railway.
Chorus:
I was wearing corduroy  britches, diggin’ ditches, pullin’ switches, dodgin’ hitches I was working on the  railway.
III
In eighteen hundred and forty three
I broke me shovel across me knee,
And I went to work with a  company
on the Leeds and Selby  railway.
IV
In eighteen hundred and forty four
I landed on the Liverpool  shore
Me belly was empty, me  hands were raw with workin’ on the  railway, the railway. I’m weary of the railway, poor Paddy works on the  railway.
V
In eighteen hundred and forty five
when Daniel O’Connell he was alive
When Daniel O’Connell he was alive and working on the railway.
VI
In eighteen hundred and forty six
I changed me trade from  carryin’ bricks changed me trade from carryin’ bricks to working on the railway.
VII
In eighteen hundred and forty seven,
poor Paddy was thinkin’ of  goin’ to heaven
Poor Faddy was thinkin’ a  goin’ to heaven to work upon the railway,  the railway I’m weary of the railway poor Paddy works on the  railway.
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Nel 1841
mi misi i pantaloni di velluto (1),
mi misi i pantaloni di velluto
per lavorare per la ferrovia, la ferrovia, sono stanco della ferrovia,
il povero Paddy lavora sulla ferrovia.
II
Nel 1842
da Hartlepool andai a Crewe
per trovare un lavoro
e lavorare sulla ferrovia
Ritornello:
Indossavo pantaloni di velluto,
scavavo fossi, tiravo carriole, schivavo colpi (2), lavoravo sulla ferrovia.

III
Nel 1843
mi ruppi il badile sul ginocchio
e andai a lavorare in una compagnia,
la “Leeds and Selby railway”.
IV
Nel 1844
sbarcai sulla spiaggia di Liverpool
la pancia era vuota, le mani erano indurite dal lavoro sulla ferrovia, la ferrovia, sono stanco della ferrovia,
il povero Paddy lavora sulla ferrovia.
V
Nel 1845
quando Daniel O’Connell (3) era
vivo, quando Daniel O’Connell era vivo
e lavorava sulla ferrovia
VI
Nel 1846
cambiai lavoro per portare traversine (4), cambiai il mio lavoro per portare traversine
lavorando sulla ferrovia.
VII
Nel 1847,
il povero Paddy pensava di andare in paradiso,
il povero Paddy pensava di andare in paradiso per lavorare in ferrovia (5),
la ferrovia sono stanco della ferrovia,
il povero Paddy lavora sulla ferrovia.

NOTA
1) corduroy= velluto a coste
2) il lavoro iniziale del nostro Paddy era quello di sterratore, con piccone, badile e cesta: gli spalatori eseguivano gli scavi e scaricavano le carriole di materiale sulla massicciata sotto le precise indicazioni del caposquadra. Il lavoro era anche rischioso a causa dei molti incidenti che potevano portare a gravi mutilazioni e alla morte (le procedure di sicurezza erano praticamente inesistenti). Sono un po’ perplessa nella traduzione di “switches” che tecnicamente significa deviatore può essere quindi sia un interruttore che uno scambio ferroviario. Nel contesto però a me sembra più riferito al lavoro dello sterratore e quindi mi immagino un carretto o una carriola per trasportare terra e pietrame per la massicciata
3) Daniel O’Connell (1775-1847) era un uomo politico irlandese,  nonché avvocato che  diede vita alla Repeal Association per l’abolizione dell’Atto d’Unione (tra  il Regno d’Irlanda e il Regno di Gran Bretagna). In particolare nel 1843 fu  imprigionato e liberato solo l’anno successivo per aver tenuto una serie di  comizi (seguiti da un folto pubblico) nei quali auspicava l’autogoverno  dell’Irlanda. Ovviamente non ha mai lavorato nei cantieri ferroviari, ma era uno dalla parte dei lavoratori.
4) non credo sia da tradurre come mattone, piuttosto come traversina; un gruppo di lavoratori era infatti addetto alla posa dei binari, le traversine di legno e le rotaie in ferro.
5) il paradiso è la “ricompensa” per il giusto, o un luogo in cui per l’eternità si continua a portare la propria pena?

AMERICAN RAILWAY

Una sorte infame quella degli immigrati irlandesi (e italiani) che lavoravano nella costruzione della ferrovia americana: gente che aveva come sola risorsa la forza delle braccia, ancora più infame per i milioni di lavoratori cinesi, spesso cooptati forzosamente e trattati in modo disumano, reietti e disprezzati più dei neri stessi (consiglio di leggere “Il cinese” dello svedese Mankell Henning che è si un thriller, ma nella trama storica si riallaccia a vicende iniziate proprio negli stessi anni della nostra canzone durante la costruzione delle ferrovie americane).

irish workers railway

I NUOVI SCHIAVI

Gli uomini vivevano in baracche o tendopoli rigorosamente suddivise per etnie e costruite man mano lungo la linea ferroviaria, costretti quasi all’isolamento, vessati da capi e capetti che facevano la cresta sui pasti e sulle forniture. Dalla paga infatti si dovevano detrarre il costo del pernottamento e del cibo, nonché dei pochi extra che potevano permettersi (spesi per lo più nel bere, ma anche per il gioco d’azzardo e le donnine). Così nonostante la paga fosse alta rispetto ad esempio a quella dei lavoratori delle fabbriche, spesso a fine stagione il manovale era indebitato con la compagnia e doveva restare ancora per l’anno successivo. Questo lavoro perciò finiva per abbrutire un uomo, sfinito dalla fatica e incupito da una vita priva d’affetti e di prospettive.
I lavoratori morivano a migliaia oltre che per gli incidenti sul lavoro (compresi gli assalti degli Indiani), anche per le precarie condizioni igienico-sanitarie, colpiti dalle malattie genericamente indicate come febbri (colera, vaiolo, dissenteria, tifo) e sepolti in tombe senza nome lungo la pista.

IL CIMITERO DI FUNK

navvies-crocePer un caso fortuito nel cimitero di Funk, Illinois vennero sepolti una cinquantina di lavoratori irlandesi deceduti negli anni 1850 mentre lavoravano alla costruzione della Chicago & Alton Railroad; nel 2000 presso la fossa comune è stata retta una croce celtica con la seguente iscrizione “This Celtic cross honors the memory of more than 50 souls buried here  about 1853.   Their names are known but to God. These immigrants from Ireland were driven   from their home by famine. They lie buried here in anonymity, far from the  old   homes of the heart, but forever short of the new homes of their hopes.   They arrived sick and penniless, and took hard and dangerous jobs   building the Chicago & Alton Railroad. Their sacrifices made it   possible to develop the riches of the land we enjoy today.”
Un quadro dettagliato qui

LA VERSIONE AMERICANA

La canzone ripresa dagli emigrati irlandesi in America presenta una grande varietà di strofe abbinate ad un ritornello non-sense cantato sulla melodia di Johnny I hardly knew ye (Pete Seeger in American Favorite Ballads per la Smithsonian Center for Folklife and Cultural Heritage vedi)

Nella versione meno pessimista, il nostro Paddy riesce a fare fortuna con l’oro della California.

ASCOLTA the Wolfe Tones nell’album Across the Broad Atlantic 1976


Chorus
Fil-i-me-oo-ree-eye-ri-ay
Fil-i-me-oo-ree-eye-ri-ay
Fil-i-me-oo-ree-eye-ri-ay
To work upon the railway
I
In eighteen hundred and forty-one
My corduroy breeches I put on
My corduroy breeches I put on
To work upon the railway,
II
In eighteen hundred and forty-two
I left the old one for the new
That’s such a love to plot me to
To work upon the railway,
III
In eighteen hundred and forty-three
We hit Chicago what a spree
The devil got a hold of me
To work on the railway
IV
In eighteen hundred and forty-four
I landed on the Columbia shore,
I had a pick-ax and nothing more.
To work on the railway
V
In eighteen hundred and  forty five
When Dan O’Connelly was alive,
I worked in a railway hive
To work upon the railway
VI
In eighteen hundred and forty-six
I’d a pain in me ass from carrying bricks
With your hammers a nails and shovels an picks
A working on the railway
VII
It’s Paddy do this an Paddy do that
With bills of stock and our cravat
And nothing but an old silk hat
We’re working on the railway,
VIII
In eighteen hundred and forty-eight
Me hands did bristle and me belly did ache
We hired a boat and made a stake
From working on the railway,
IX
In eighteen hundred and forty-nine
The California hills looked prime
We found some gold and left behind
From working on the railway,
TRADUZIONE di Cattia Salto
Chorus
Fil-i-me-oo-ree-eye-ri-ay
Fil-i-me-oo-ree-eye-ri-ay
Fil-i-me-oo-ree-eye-ri-ay
lavorare per la ferrovia

I
Nel 1841
i pantaloni di velluto misi su,
i pantaloni di velluto misi  su,
per lavorare per la ferrovia.
II
Nel 1842
lascia il Vecchio Mondo per il Nuovo,
e l’amore tramò contro di me
per lavorare per la ferrovia.
III
Nel 1843
ce la spassammo a Chicago
a ubriacarci
e il diavolo s’impossessò di me
per lavorare sulla ferrovia.
IV
Nel 1844
sbarcai sulla riva di Columbia
avevo un piccone e nient’altro
per lavorare sulla ferrovia.
V
Nel 1845
quando Daniel O’Connell (3) era
vivo, lavoravo in un cantiere ferroviario
per lavorare sulla ferrovia.
VI
Nel 1845
mi davo da fare (6) per trasportare traversine
con martelli e chiodi e badili e picconi
per lavorare sulla ferrovia.
VII
E “Pat fa questo” e “Pat dai quello”,
senza calze e cravatta,
nient’altro che un vecchio cilindro,
per lavorare sulla ferrovia.
VIII
Nel 1848
le miei mani a pezzi e la mia pancia dolorante
noleggiamo una barca e facemmo da apripista (7)
per lavorare sulla ferrovia.
XI
Nel 1849
le colline della California diventarono il numero uno
trovammo l’oro e ci lasciammo alle spalle il lavoro sulla ferrovia

NOTE
6) l’espressione è un po’ più colorita in italiano potrebbe essere “mi rodevo il culo”
7) lavorava su una nave a rimorchio?

ASCOLTA
The Weavers

ASCOLTA Matthew Sabatella in Ballad of America vol 1


Chorus
Fil-i-me-oo-ree-eye-ri-ay
Fil-i-me-oo-ree-eye-ri-ay
Fil-i-me-oo-ree-eye-ri-ay
To work upon the railway

I
In eighteen hundred and forty-one
I put me cord’roy breeches on
I put me cord’roy breeches on
To work upon the railway.
II
In eighteen hundred and forty-two
I left the Old World for the new
Bad cess to the luck that brought me through
To  work upon the railway
III
In eighteen hundred and forty-three ‘Twas then I met Miss Biddy MacGhee
And an illygant wife she’s been to me
While workin’ on the railway
IV
When we left Ireland to come here
And spend our latter days in cheer
Our bosses, they did drink strong beer
And Pat worked on the railway
V
It’s “Pat do this” and “Pat do that”   Without a stocking or cravat
And nothing but an old straw hat   While Pat works on the railroad
VI
In eighteen hudnred and forty-six The gang pelted  me with stones and brick.
Oh I was in a hell of a fix
While working  on the railroad.
VII
In eighteen hundred and forty seven
Sweet Biddy MacGhee, she went to heaven
If she left one child, she left seven   To work upon the railway
TRADUZIONE di Cattia Salto
Chorus
Fil-i-me-oo-ree-eye-ri-ay
Fil-i-me-oo-ree-eye-ri-ay
Fil-i-me-oo-ree-eye-ri-ay
lavorare per la ferrovia

I
Nel 1841
i pantaloni di velluto misi su,
i pantaloni di velluto misi  su,
per lavorare per la ferrovia.
II
Nel 1842
lascia il Vecchio Mondo per il Nuovo,
la mala sorte (8)
mi portò
a lavorare per la ferrovia.
III
Nel 1843
fu allora che incontrai Biddy
MacGheee
una compagna è stata per me
mentre lavoravo sulla ferrovia.
IV
Quando lasciammo l’Irlanda per venire qui
e trascorrere gli ultimi giorni in  allegria,
i nostri capi, ci davano birra forte
e Pat lavorava sulla ferrovia.
V
E “Pat fa questo” e “Pat dai quello”,
senza calze e cravatta,
nient’altro che un cappellaccio di paglia,
mentre Pat  lavora sulla ferrovia.
VI
Nel 1846
la squadra mi bersagliò con pietre e mattoni
ero in un pasticcio infernale
mentre lavoravo sulla ferrovia
VII
Nel 1847
la cara Biddy MacGhee  andò in paradiso,
se lasciò dei figli, ne lasciò sette
a lavorare per la ferrovia.

NOTE
8) bad cess è un’espressione irlandese (qui)

FONTI
http://www.irishmusicdaily.com/poor-paddy-works-on-the-railway
http://ingeb.org/songs/oineight.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/515.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/forum/814.html
http://www.deadirishblues.com/song/0
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=79368
http://en.wikisource.org/wiki/Page:The_Clipper_Ship_Era.djvu/152
http://history.wiltshire.gov.uk/community/getfolk_print.php?id=425
http://www.grandefrontiera.it/index.php/2016-02-05-16-28-10/1865/19-timeline

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