SING FARE YOU WELL

Una sea shanty dal titolo “Hurrah, Sing Fare Ye Well” – ma anche “O Fare Ye Well, My Bonnie Young Girl”- da non confondersi con “Goodbye, Fare Thee Well”   è comunque un brano “salpa ancora”, cioè uno di quei canti speciali che i  marinai intonavano quando levavano l’ancora per l’ultima volta prima di ritornare a casa!
Raccolto dal marinaio John Short è il primo brano nel progetto Short Sharp Shanties.
Per la versione di Stan Hugill nella sua Bibbia dei Mari (Shanties from the Seven Seas) qui

ASCOLTA Keith Kendrick in Short Sharp Shanties : Sea songs of a Watchet sailor vol 1 (su Spotify) oppure qui


O fare you well! I wish you well
Hurrah! and fare you well!
O fare you well till I return
Hurrah! sing fare you well!
O fare you well we’re bound away
bound away this very day.
As I walked out one morning fair
it’s there I met a lady fair.
She winked (1) at me I do declare
black as night was her reven hair.
O fare you well, my bonny young girl
O fare you well! I wish you well.
Up aloft this yard must go
Mister Mate has told us so
I thought I have the skipper said
“just one more pull and then belay”
Traduzione italiano di Cattia Salto
Addio e tanti auguri
Evviva e addio!
Addio fino al mio ritorno
Evviva e canta addio!
O addio siamo in partenza
pronti a salpare questo giorno.
Mentre passeggiavo un bel mattino
incontrai una graziosa madama.
Mi ha fatto l’occhiolino,
neri come la notte i suoi capelli corvini.
Oh addio, mia bella ragazzina
oh addio e tanti auguri.
In alto questo pennone deve andare
il signor Primo Ufficiale ci ha detto così
credo di aver sentito dire al Capitano
“Ancora un tiro e poi lasciare”

NOTE
1) siccome non capisco bene la pronuncia ripiego sul verso usato da Stan

FONTI
http://www.judybwebdesign.com/handspikes/with_shipmates/wsaa_lyrics/wsaa21hurrah.htm
http://shantiesfromthesevenseas.blogspot.it/2011/12/64-hurrah-sing-fare-ye-well.html

ONE MORE DAY

Un canto marinaresco per vari usi di cui si conoscono svariate versioni, per lo più cantato durante il  viaggio di ritorno. Hugill says, “Terry and Sharp give it as capstan; Bullen and Whall as halliards; Davis and Tozer as pumps, and Miss Colcord as windlass or capstan.” Short was very definite about how he used it—“Mr. Short told me he always used this as a capstan or windlass-chantey” and, strangely, he gave Sharp ‘outward bound’ verses rather than the ‘anticipating arrival’ verses one might expect. (tratto da qui)

Stan Hugill presume che l’origine del sea shanty provenga dagli States del Sud probabilmente su quelle navi che facevano la spola lungo i fiumi per via di quel “rock & row me over”
ASCOLTA Assassin’s Creed


Oh, have you heard the news,
me Johnny
One more day
We’re homeward bound tomorrow
One more day
Only one more day, me Johnny
One more day
Oh, rock and roll me over (1)
One more day
Don’t you hear the old man growlin’
Don’t you hear the mate a howlin’
Don’t you hear the caps’n pawlin’ (2)
Don’t you hear the pilot bawlin’
Only one more day a-howlin’
Can’t you hear the gals a-callin’
Only one more day a-rollin’
Can’t you hear the gulls a-callin’
Only one more day a-furlin’
Only one more day a-cursin’
Oh, heave and sight the anchor, Johnny
For we’re close aboard the port, Johnny
Only one more day for Johnny
And your pay-day’s nearly due, Johnny
Then put out your long-tail (3) blue, Johnny
Make your port and take your pay, Johnny
Only one more day a-pumpin’, Johnny
Only one more day a-bracin’
Oh, we’re homeward bound today, Johnny
We’ll leave her without sorrow, Johnny
Pack your bags today me Johnny
Oh, an’ leave her where she lies, Johnny
Only one more day a-workin’, Johnny
Oh, come rock ‘n’ roll me over
No more gales or heavy weather
Only one more day together
Traduzione italiano di Cattia Salto
Hai sentito le notizie,
mio Johnny
ancora un giorno
saremo di ritorno domani
ancora un giorno
solo un giorno ancora mio Johnny
ancora un giorno
mettiamocela tutta (1)
ancora un giorno
Non senti il vecchio brontolare
Non senti il primo sbraitare.
Non senti la castagna dell’argano (2)
Non senti il timoniere urlare.
solo un giorno ancora ad alare.
Non senti le ragazze che chiamano
solo un giorno ancora in mare.
Non senti il richiamo dei gabbiani
solo un giorno ancora e ammainiamo.
Solo un giorno ancora di accidenti
pronti a issare a vista l’ancora
marinaio.
Perché siamo vicini al porto
marinaio
solo un giorno ancora per Johnny.
Arriverà il momento della paga Johnny
e metterai la tua marsina blu con le falde (3) Johnny.
Attracca e prendi la paga
Johnny
solo un giorno ancora alle pompe
Solo un giorno ancora a bracciare (4)
saremo di ritorno oggi
Johnny.
La lasceremo senza rimpianti
Johnny
fai il tuo bagaglio oggi mio Johnny.
Lasciala dove è
Johnny
solo un giorno ancora di lavoro Johnny
muoviamoci.
Niente più bufere o brutto tempo
solo un giorno ancora insieme

NOTE
1) rock and roll (rock and row me over): l’origine del termine è marinaresca tra gli ordini nelle sea shanty anche se può voler dire molte cose: in questo contesto probabilmente significa darsi una mossa, darsi da fare
2) il sistema d’arresto dell’avvolgimento di una cima che produce un suono caratteristico
3) la marsina è un abito maschile da cerimonia con falde a coda di rondine già di moda nel 700
4) bracciare: ciascuna delle manovre che servono a cambiare l’orientamento dei pennoni per disporli secondo quanto richiesto dall’andatura della nave, ossia dalla direzione del suo moto rispetto a quello del vento

ASCOLTA Keith Kendrick in Short Sharp Shanties : Sea songs of a Watchet sailor vol 2 (su spotify)


Don’t you hear the old man roaring
One more day
Don’t you hear the pilot bawlin’
One more day
Only one more day, me Johnny
One more day
Oh, rock and roll me over (1)
One more day
I’m bound away to leave you
can’t let me part and grieve you.
Can’t you hear the gulls a-callin’
don’t you hear the caps’n pawlin’ (2).
One more think that grieves me
it’s my poor wife and baby.
Traduzione italiano di Cattia Salto
Non senti il vecchio brontolare
ancora un giorno
Non senti il timoniere urlare
ancora un giorno
solo un giorno ancora mio marinaio
solo un giorno ancora
mettiamocela tutta  (1) 
ancora un giorno
Sto per partire e lasciarti
non mi posso separare e rattristarti
Non senti il richiamo dei gabbiani
Non senti la castagna dell’argano
una sola cosa mi rattrista
la mia povera moglie e il bambino

LA VERSIONE FOLK

ASCOLTA Bella Hardy


Have you heard the news, Charlie?
One more day
We’re homeward bound tomorrow
One more day
Only one more day, Charlie
Only one more day
Oh rock and roll me over, Charlie
One more day
Heave and sight the anchor, Charlie Heave and sight the anchor, Charlie
I’m bound away to leave you, Charlie
But I will not deceive you
Traduzione italiano di Cattia Salto
Hai sentito le novità Charlie
ancora un giorno
saremo di ritorno domani
ancora un giorno
solo un giorno ancora Charlie
solo un giorno ancora
mettiamocela tutta  (1) Charlie
ancora un giorno
pronti a issare a vista l’ancora Charlie
pronti a issare a vista l’ancora Charlie
sto per partire e lasciarti Charlie
ma non ti dimenticherò

FONTI
http://shanty.rendance.org/lyrics/showlyric.php/onemore
http://www.contemplator.com/sea/onemore.html
https://mainlynorfolk.info/folk/songs/onemoreday.html
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=21918
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=2896

Handy me boys (me girls), so handy

shanty_ballad“Be handy” is a typical expression in sea shanty: literally a person is “handy” when they are good at fixing things (good with their hands). There is also a slight sexual allusion: to come in handy; Charley Noble on Mudcat suggests “clever” or “nimble” rather than “friendly”.
The song is a typical example of improvised shantyman compositions based on “cliché verses of chanteying” but it is the version (from the singing of Capt. Richard Maitland) in Doerflinger’s book (
Songs of the Sailor and Lumberman, New York, 1972) which has become the “standard” Folk Revival version
“Be handy” è un espressione tipica nelle canzoni marinaresche: letteralmente si traduce in italiano come “essere a portata di mano” C’è anche una lieve allusione sessuale. Possibili significati: rendersi utile ma anche trovarsi a portata di mano (come in handy), Charley Noble su Mudcat suggerisce “clever” o “nimble” piuttosto che “friendly” (ovvero in italiano amichevole, disponibile) Oh il fascino della traduzione si potrebbe stare delle ore per cercare di cogliere le sfumature!!
La canzone è un tipico esempio delle composizioni improvvisate dallo shantyman, basate su versi stereotipati abitualmente ripetuti negli shanty, maè la versione (dal canto del Capitano Richard Maitland) nel libro di Doerflinger (Songs of the Sailor and Lumberman, New York, 1972) a diventare la versione “standard” del folk revival

Hulton Clint
This sort of part-improvised, part-cliche lining out of verse is, I think, an old trait of African-American song, down into later forms such as Blues and Rap. This chantey begins with a sort of introduction, which probably functioned to remind of or teach the refrain– seeing as how it lacks a really distinct opening verses that might otherwise inform the chorus as to exactly what song was being sung. Hugill offers several different melodic variants of the “So Handy, Me Boys” chantey. His main one, here, does not correspond exactly to any in other collections that I’ve seen. It is, however, very similar to the one given by Terry, with the exception that Terry’s is in a 6/8 meter and Hugill’s is in 2/2.
“Questo tipo di versi in parte improvvisati, in parte versi stereotipati è, penso, un vecchio tratto della canzone afroamericana, che ritroviamo in forme più tarde come Blues e Rap. Questo chantey inizia con una sorta di introduzione, che probabilmente ha la funzione di ricordare o insegnare il ritornello – visto che manca un versetto di apertura distinto che avrebbe altrimenti reso noto al coro il titolo della canzone. Hugill offre diverse varianti melodiche di “So Handy, Me Boys” Quella principale non corrisponde esattamente a nessuna delle altre collezioni che ho visto, ma è molto simile a quella data da Terry, eccetto che in Terry è in 6/8 mentre in Hugill è in 2/2.”

Stan Hugill (A) and part-improvised

Comparative examples: from Davis & Tozer (1887); from the Shell Book of Shanties (1952); from Stan Hugill (B)

Tom Sullivan

Assassin’s Creed
Una versione che riprende in buona parte i versi riportati in “Songs of the Sailor and Lumberman
A version that largely incorporates the verses reported in “Songs of the Sailor and Lumberman


Handy, me boys, so handy!
Why can’t ye be so handy-o!
Handy, me boys, so handy!

Oh, aloft this yard(1) must go.
Ooh! Up aloft from down below. (2)
Growl ye may, but go ye must.
Growl too much an yer head they’ll bust.
Oh, a bully ship an’ a bully crew.
Oh, we’re the gang for the kick’er through (3).
Yer advance has gone, yer at sea again.
Hey, bound round the Horn through the hail an’ rain.
Sing an’ haul, an’ haul an’ sing.
Up aloft this yard we’ll swing.
Up aloft that yard must go.
For we are outward bound(4), ye know.
A handy ship an’ a handy crew.
A handy Mate (5) an Old Man too.

Traduzione italiana Cattia Salto
Alla mano ragazzi, così alla mano
Perchè non siete così alla mano,
(alla mano ragazzi, così alla mano)?

In alto questo pennone deve andare.
Ooh! Su in alto da giù in basso,
potete brontolare, ma si deve andare,/ a chi si lamenta troppo gli romperanno la faccia.
Oh, una nave cazzuta e un equipaggio cazzuto. Siamo la ganga che le diamo la spinta,
la paga è andata e di nuovo in mare.
Ehi diretti per Capo Horn con la grandine e la pioggia,
si canta e tira, si tira e canta
In alto questo pennone faremo oscillare,
in alto questo pennone deve andare
perchè siamo in partenza, si sa,
una nave alla mano e un equipaggio alla mano, un primo ufficiale e anche un Capitano alla mano

NOTE
1) yard= A main horizontal timber in the rigging of sailing ships to which a squaresail, lateensail or lugsail is bent. For the maneuvers sailors assemble on the yards as little birds on the wires of light (absolutely forbidden for those who suffer from vertigo!)
yard= pennone; è l’asta orizzontale messa in croce con l’albero che regge le vele e prende il nome dalla relativa vela. Per le manovre i marinai si assiepano sui pennoni come uccellini sui fili della luce (assolutamente vietato per coloro che soffrono di vertigini!)
2) a generic, cliché verses of chanteying [tipico verso stereotipato]
3) in Doerflinger: “Oh, We’re the gang that’ll shove her through”
4) letteralmente “diretti verso l’esterno”
5) the shantyman is making irony, the meaning of “in hand” becomes “handsy”, one that beats strongly for futile reasons [lo shantyman sta facendo dell’ironia, il significato di “alla mano” diventa “manesco”, cioè uno che picchia forte per futili motivi]

Short Sharp version: Handy My Girls

Keith Kendrick in in Short Sharp Shanties : Sea songs of a Watchet sailor vol 3


So handy, me girls, so handy!
handy in the morning
So handy, me girls, so handy!
handy in the morning
So handy, me girls, so handy!

Away ‘round we bound, you know
Away ‘round we bound, you know.
Handy with a washing girl
I cant’ be so handy-oh.
me love she is a dandy-o
and she is fond of brandy o.
Shake her hand will wake her
Up aloft from down below.
I thought I heard the Captain said
a tail ?? bound away.
Bound away for Botany Bay (1)
well me girls we cannot stay.

Traduzione italiana Cattia Salto
Così alla mano ragazze mie, 
Alla mano al mattino
(così alla mano ragazze mie, così alla mano)
Alla mano al mattino
(così alla mano ragazze mie, così alla mano)

Siamo in partenza, si sa
siamo in partenza, si sa
Alla mano con la lavandaia
non posso essere così alla mano
il mio amore è una elegantona
e le piace il brandy
scuotile la mano per svegliarla
Su in alto da giù in basso,
credo di aver sentito il Capitano dire
..
in partenza per Botany Bay
perciò ragazze non possiamo restare

NOTE
1) famigerata colonia penale in Australia

LINK
https://www.mustrad.org.uk/reviews/shanties.htm
https://www.loc.gov/item/afc9999005.8650/

http://www.traditionalmusic.co.uk/folk-music-mandolin-tab/pdf/handy_me_boys_(handy_me_girls)_(a).pdf

HILO IN THE SEA SHANTIES

shanty_balladUna serie di canzoni marinaresche (sea shanty) hanno come soggetto il termine Hilo una parola diventata altro nel gergo marinaresco e condivisa da tutti gli shantymen.

Stan Hugill scrive: “…we will now run through those worksongs woven around the word ‘Hilo’. Hilo is a port in the Hawaiian group, and, although occasionally shellbacks may have been referring to this locality, usually it was a port in South America of which they were singing–the Peruvian nitrate port of Ilo. But in some of these Hilo shanties it was not a port, either in Hawaii or Peru, to which they were referring. Sometimes the word was a substitute for a ‘do’, a ‘jamboree’, or even a ‘dance’. And in some cases the word was used as a verb–to ‘hilo’ somebody or something. In this sense its origin and derivation is a mystery. Furthermore, since shanties were not composed in the normal manner, by putting them down, it is on paper quite possible many of these ‘hilos’ are nothing more than ‘high-low’, as Miss Colcord has it in her version of We’ll Ranzo Ray. Take your pick!” (tratto da qui)

HILO SOMEBODY

Come dice A.L Lloyd Hilo a volte vuol dire semplicemente “Hullo” oppure “Haul-o”
ASCOLTA Alan Mills su Spotify
ASCOLTA Ewan MacColl su Spotify

La strofa è ripetuta due volte seguita dai due ritornelli del coro


The blackbird sang unto our crew.
Hilo boys, Hilo(1).
The blackbird sang unto our crew.
Oh Hilo somebody, Hilo.
The blackbird sang so sweet to me.
We sailed away to Mobile Bay(2).
And now we’re bound to London Town.
I thought I heard the old man say:
“Just one more pull, and then belay.”
Hooray my boys, we’re homeward bound
We’ll soon be home in London town
And then we rolled on the street(3)
We’ll spend our money fast and free
Traduzione italiano di Cattia Salto
Il merlo cantò alla nostra ciurma salve(tirate) ragazzi, salve(tirate),
Il merlo cantò alla nostra ciurma
salve a tutti (tirate tutti)
il merlo cantò dolcemente per me. Siamo salpati da Mobile Bay
e adesso siamo diretti alla città di Londra.
Credo di aver sentito dire dal capitano
“Ancora un tiro e poi è finito”.
Evviva ragazzi siamo diretti a casa, saremo preso a casa nella città di Londra
e poi andremo in giro(3)
a spendere il nostro denaro in fretta e senza freni

NOTE
1) heave-o, haul: vira e ala. Alare è un termine nautico che si dice per tirare con forza una cima o un cavo orizzontalmente o verticalmente
2) Mobile, città portuale dell’Alabama nel Golfo del Messico, già capitale della Louisiana francese. Mobile passò sotto il controllo britannico (Florida) e finì sotto il dominio spagnolo (dal 1780 al 1812) per poi diventare territorio degli Stati Uniti. “Tra il 1819 ed il 1822, con la creazione delle piantagioni, la popolazione aumentò a dismisura, inoltre, a favorire lo sviluppo cittadino vi era la sua posizione geografica, al centro delle tratte commerciali tra l’Alabama ed il Mississippi. Si sviluppò particolarmente il settore legato alla vendita ed al commercio del cotone, tanto che nel 1840, Mobile era seconda solo a New Orleans per esportazione del prezioso materiale.” (Wikipedia).
3) una delle tante Paradise street dei porti dedicate ai marinai con pubs, locande e donnine

TOM’S (JOHNNY) GONE TO HILO

Una canzone nostalgica e malinconica forse un po’ troppo lenta per il tipo di lavoro a cui era dedicata (halliard shanty) così commenta A.L Lloyd ” The slow tempo of Tom’s Gone suited the crew when the pull was heavy, but it was no favourite with the officers, who liked to hear the shanties going brisker.” Le versioni testuali sono moltissime, ma la melodia è sempre la stessa seppur con alcune variazioni. L’ispirazione della melodia è probabilmente afro-americana, anche se non si esclude una matrice irlandese. Probabilmente ogni nave aveva la sua versione preferita, tra le tante ne ho scelte due, una dal punto di vista del marinaio, l’altra della sua fidanzatina che è rimasta a casa.

ASCOLTA Bob Davenport in Farewell Nancy: Sea Songs and Shanties, 1964


Tommy’s gone on a whaling ship,
Away to Hilo!
Oh, Tommy’s gone on a damn long trip,
Tom’s gone to Hilo!
He never kissed his girl goodbye,
He left her and he told her why
She’d robbed him blind (4) and left him broke,
He’d had enough, gave her the poke(5)
His half-pay went, it went like chaff,
She hung around for the other half
She drank and boozed his pay away,
With her weather-eye on his next pay day
Oh Tommy’s gone and left her flat,
Oh Tommy’s gone and he won’t come back
traduzione italiano di Cattia Salto
Tommy è partito su una baleniera
diretto a Ylo,
Tommy è partito per un viaggio maledettamente lungo,
Tom è andato a Ylo
Non diede mai il bacio d’addio alla ragazza che aveva lasciato, e le disse anche il perchè: lo aveva derubato di tutto (4) e lasciato a pezzi,
lui ne aveva avuto abbastanza e le aveva dato il benservito (5),
metà della sua paga era volata via come pula
e lei gli gironzolava intorno per l’altra metà,
bevendo e tracannandosi la sua paga
con lo sguardo vigile sul prossimo giorno di paga.
Tommy se n’è andato e ha lasciato il suo appartamento
Tommy se n’è andato e non ritornerà!

NOTE
4) to steal=stealing all or most of what someone has
5) prosegue con il doppio senso

In queste versioni  è la ragazza abbandonata dal marinaio (stufo per le sue troppe pretese) a lamentarsi!

ASCOLTA  Gavin Friday & Shannon McNally in  Son Of Rogues Gallery ‘Pirate Ballads, Sea Songs & Chanteys ANTI 2013 su Spotify


Tommy’s gone what shall I do?
ehi ho to Hilo!
Oh, Tommy’s gone and I’ll go too
Tom’s gone to Hilo!
Hilo Tom he loves me.
He thinks of me when out to sea
Tommy’s gone to Callao
Tommy’s gone to Callao
Tommy’s gone to Vallipo
He’ll dance with spanish girls, I know
Tommy’s gone to Rye-o Grand
Tommy’s gone for the yellar sand.
Tommy’s gone to Singapore
I’ll never see Tommy no more,
Tommy’s gone what shall I do?
Oh, Tommy’s gone and I’ll go too
Tommy’s gone for evermore,
I’ll never see my Tom no more.
traduzione italiano di Cattia Salto
Tommy se n’è andato, cosa fare?
ehi ho a Ylo
Tommy se n’è andato e ci andrò anch’io
Tom è andato a Ylo
Ylo Tom mi ama
e mi pensa quando è per mare
Tommy è andato a Callao
Tommy è andato a Callao
Tommy è andato a Vallipo
e ballerà con le ragazze spagnole, lo so
Tommy è andato a Rio Grande
Tommy è andato per la sabbia gialla
Tommy è andato a Singapore
non vedrò Tommy mai più
Tommy se n’è andato, cosa fare?
Tommy se n’è andato e ci andrò anch’io
Tommy se n’è andato per sempre
e non vedrò il mio Tom mai più

ASCOLTA Ian Giles su Spotify
 ASCOLTA Paul Clayton


My Johnny’s gone, what shall I do?
My Johnny’s gone to Hilo.
And if he says so I’ll go too,
My Johnny’s gone to Hilo.
Hilo-a Hilo,
My Johnny’s gone and I’ll go too,
My Johnny’s gone to Hilo.
My Johnny’s sailed away to sea,
A mermaid’s lover he’ll surely be
My Johnny’s sailed from off of these shores,
I’ll never see my Johnny no more
traduzione italiano di Cattia Salto
Il mio Johnny se n’è andato, cosa fare?
Il mio Johnny è andato a Ylo
e se dice così ci andrò anch’io
Il mio Johnny è andato a Ylo
Ylo, Ylo
il mio Johnny è andato e ci andrò anch’io
Il mio Johnny è andato a Ylo

Il mio Johnny ha preso il mare
e di sicuro diventerà l’amante di una sirena (1),
il mio Johnny ha preso il largo da questi lidi
e non rivedrò il mio Johnny mai più!

NOTE
1) nel senso che affogherà

HILO JOHNNY BROWN

ASCOLTA Brasy

Sally is the girl that I love dearly,
‘Way-hey, Sally-o!
Oh, Sally is the girl that I love dearly,
Hilo, Johnny Brown, stand to your ground!

Poor Old Man (Johnny Come Down to Hilo)

ASCOLTA Keith Kendrick in Short Sharp Shanties : Sea songs of a Watchet sailor vol 1 (su spotify)


I
Oh a poor old man come a-riding by (1)
Says I “Old man your horse will die”
Johnny come to Hilo,
Poor old man!
Chorus:
Oh! wake her, Oh! shake her,
Oh! shake that girl with the blue dress on!
Johnny come to Hilo,
Poor old man.
[And after a years I saw an happy news
with salting gun with sailors use]
Johnny come to Hilo..
[We hoisted up to the main yard high
and I wish all along the bay]
Johnny come to Hilo..
II
Round Cape Horn with frost and snow
Round Cape Horn we all must go
Johnny come to Hilo..
When we go up to Hilo town
we met that flash girl dance round
Johnny come to Hilo..
Oh poor old man come riding by
Says “Old man your horse would die”
Johnny come to Hilo..

[] non riesco a capire la pronuncia delle parole

traduzione italiano di Cattia Salto
I
Il povero Vecchio viene a cavallo
dico io “Vecchio il tuo cavallo morirà”
Johnny vieni a Hilo
povero capitano
coro
Oh svegliala, squotila
Oh squoti quella ragazza con il vestito blu, Johnny vieni a Hilo
povero capitano
[..
…]
Johnny vieni a Hilo
[..
..]
II
A doppiare Capo Horn con il gelo e la neve, a doppiare l’Horn dobbiamo andare Johnny vieni a Hilo
Quando andiamo nella cittò di Hilo,
incontriamo quella ragazzina che ci gira intorno Johnny vieni a Hilo
Il povero Vecchio viene a cavallo
dico io “Vecchio il tuo cavallo morirà”
Johnny vieni a Hilo


NOTE
1) dalla sea shanty Dead horse

continua le versioni di John Short

FONTI

http://www.kbapps.com/lyrics/sailor-shanties/JohnnycomedowntoHilo.php
http://ingeb.org/songs/ineverse.html
https://www.theguardian.com/books/2007/apr/21/featuresreviews.guardianreview17
http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=2666
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=15683
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/tomsgonetohilo.html
https://mainlynorfolk.info/louis.killen/songs/hilojohnnybrown.html
http://www.gutenberg.org/files/20774/20774-h/20774-h.htm#Toms_gone_to_Hilo
http://ingeb.org/songs/otomysgo.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/514.html
http://shanty.rendance.org/lyrics/showlyric.php/tomhilo
http://www.jsward.com/shanty/TomsGoneToHilo/index.html

SHENANDOAH & MISSOURI

“Oh Shenandoah” è una canzone folk americana dalle origini incerte, ma si ritiene faccia parte dei canti dei viaggiatori canadesi e inglesi che attraversavano il fiume Missouri con le canoe per cacciare o commerciare con i nativi americani. Siamo nell’epoca dei trappers e dei commercianti di pellicce, i primi bianchi che si avventuravano nei territori sconosciuti e selvaggi dell’Ovest, ricchi di foreste e di praterie sconfinate.

arthur-heming-having-pipe
MISSOURI – MISSISSIPI

Il  Missouri è un fiume kilometrico che nasce nel Montana, confluisce nel Mississipi nei pressi di St Louis (Missouri)  e sfocia nel Golfo del Messico a New Orleans (Louisiana).  Da Sergio Borroni apprendo che le sorgenti del Mississipi furono scoperte da un italiano Giacomo Costantino Beltrami (1779-1855) in quello che egli battezzò Lago Giulia (l’attuale Lago Itasca) e da Wikipedia che il Beltrami è stato probabilmente l’ispiratore di James Fenimore Cooper nel suo romanzo, poi anche successo cinematografico, L’ultimo dei Mohicani.

Così suggestionata dall’atmosfera mi immergo nella lettura dello stupefacente viaggio di Sergio Borroni, che nell’estate del 1982 ha percorso i due fiumi in kayak.
Così l’incipit del post. “Alla fine dei miei studi mi trovo davanti a un grande dilemma. Cominciare a lavorare subito oppure prendermi una pausa per dedicarmi ad un viaggio importante. Dopo una riflessione durata almeno un paio d’ore decido per la seconda ipotesi:-)
Insieme ad un paio di canoisti di Genova progettiamo la discesa di uno dei più lunghi fiumi al mondo. Il Missouri/ Mississippi. Sulla sua lunghezza non troviamo dati certi ma sappiamo che in ogni caso sono più di 6.000 km. Probabilmente oltre i 6.500. Dal tempo di Mark Twain, scrittore e battelliere del grande fiume, il letto del Missouri è profondamente cambiato. Una serie di enormi dighe hanno generato lunghissimi laghi artificiali con uno sconvolgimento totale del letto del fiume per lunghi tratti. Con il gruppo di Genova non troviamo un accordo ne sulle date ne sulla modalità di affrontare il percorso. Decido quindi di partire da solo.continua (il post è anche scritto in inglese)

MississippiRiver

Eppure la canzone s’intitola “Oh Shenandoah” e in prima battuta sembra l’invocazione alla Shenandoah Valley  o del fiume omonimo che confluisce nel Potomac.
Ci spostiamo quindi a est verso la Virginia e i Monti Appalachi.

LA VALLE DELLO SHENANDOAH

La Valle dello Shenandoah (in inglese Shenandoah Valley) è una regione degli Stati Uniti, nella Virginia Occidentale, delimitata dai Monti Blue Ridge e dai Monti Massanutten, sede del parco nazionale omonimo (uno scorcio dell’america ai tempi del “Sevaggio West”).

E qui è doveroso citare John Denver e la sua Country road

“Almost heaven, West Virginia, Blue Ridge Mountains, Shenandoah River.
Life is old there, older than the trees, younger than the mountains, blowing like a breeze.
Country roads, take me home to the place I belong.
West Virginia, mountain momma, take me home, country roads.”
(traduzione in italiano: Quasi paradiso West Virginia, Blue Ridge Mountains, Shenandoah River. La vita è antica qui, più vecchia degli alberi, più giovane delle montagne, leggera come la brezza. Strade di campagna portatemi a casa nel posto a cui appartengo. Mamma montagna del West Virginia, portatemi a casa, strade di campagna).

Così anche la melodia di Shenandoah indossa panni country (o pop country direbbero alcuni).

ASCOLTA Richard Greene & Jack Shit in Rogue’s Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs, and Chanteys ANTI, 2006

ASCOLTA Gracenotes Chamber Music (violino e chitarra)

Le versioni testuali odierne puntano sulla melodia e le strofe cantate sono abbastanza banali, è una canzone d’amore dedicata ad una donna, quello che conta è il mood, il tono generale di malinconica lamentazione.

Gli interpreti sono tutti di grosso calibro. Ho evitato le versioni  più “zuccherose” ed ecco “il mio best of”
ASCOLTA Gary Moore che ci ricama un bel po’ su con la sua chitarra da “Black Rose: A Rock Legend” il nono album dei Thin Lizzy, 1979

ASCOLTA Van Morrison & The Chieftains

ASCOLTA Tom Waits & Keith Richards in “Son of Rogues Gallery” 2013, il figlioletto tanto atteso del primo “Rogues Gallery” datato 2006

ASCOLTA Bruce Springsteen in We Shall Overcome: The Seeger Sessions 2006la versione sicuramente più conosciuta


Oh Shenandoah(1),
I love your daughter
Away you rolling river
I’ll take her across the water
Away, bound away
Cross the wide Missouri(2)
My Shenandoah,
I long to meet you(3)
I’ll not deceive you
For seven years I’ve been a roller
For seven years I’ve been a roller
Traduzione italiano di Cattia Salto
Oh Shenandoah(1)
amo tua figlia
(fiume che scorri lontano)
la porterò per il fiume
(lontano diretti lontano,
attraverso il grande Missouri(2).

Oh Shenandoah
non vedo l’ora di incontrarti(3)
e non ti ingannerò.
Per sette anni sono stato un viaggiatore

NOTE
1)”Oh Shenandoah” potrebbe essere intesa come invocazione alla Shenandoah Valley e al suo fiume, e la ragazza potrebbe essere una qualunque ragazza bianca che vive sulle sponde del fiume di questa valle. In altre versioni infatti viene chiamata Sally (ad esempio nella versione cantata da Tom Waits)
2) Missouri è sia uno stato americano che un fiume. In questo contesto si può presumere che dalla valle dello Shenandoah l’uomo si sia addentrato  sempre più nel selvaggio Ovest
3) l’uomo è ansioso di incontrare la sua innamorata dal quale è stato separato per ben 7 anni e le promette che non le mentirà (o la tradirà abbandonandola)

ASCOLTA Sissel Kyrkjebø


Oh Shenandoah(1),
I love your daughter
Away you rolling river
Oh Shenandoah,
I love your daughter
Away, I’m bound to go
‘cross the wide Missouri(2)
Oh, Shenandoah,
I long to hear you,
Oh Shenandoah,
I long to hear you.
Oh, Shenandoah,
I long to see you,
Oh Shenandoah,
I long to see you.
Traduzione italiano di Cattia Salto
Oh Shenandoah
amo tua figlia
(fiume che scorri lontano)
Oh Shenandoah
amo tua figlia
(sono in partenza,
per il grande Missouri)
Oh Shenandoah
non vedo l’ora di sentirti
Oh Shenandoah
non vedo l’ora di sentirti
Oh Shenandoah
non vedo l’ora di vederti
Oh Shenandoah
non vedo l’ora di vederti

Eppure le versioni più “vecchie” raccontano un po’ tutta la storia o meglio la storiella, con l’uomo bianco buono (un onesto commerciante di pelli) che si innamora della bella nativa americana, ma si arrende di fronte al rifiuto del padre; ecco che arriva il capitano “inglese” ovvero “americano” cioè della Nuova Inghilterra, che prima vende il whisky agli indiani e poi, approfittando della loro ubriachezza, rapisce la bella..
ma la vicenda si allunga e ingarbuglia e quindi continua qui

FONTI
http://www.planetcountry.it/shenandoah-national-park/
https://en.wikipedia.org/?title=Oh_Shenandoah
http://www.accordiespartiti.it/canti-popolari/testo-e-accordi-per-chitarra-di-shenandoah/
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=23669
http://www.openculture.com/2013/01/tom_waits_and_keith_richards_sing_sea_song_shenandoah.html

HAUL ON THE BOWLINE

On-a-bowline-215x300Haul on the Bowline [in italiano ala la bolina] è una canzone marinaresca (sea shanty) utilizzata come “Short-drag” o  “Short-haul” chantey (shanties).

Alare è un termine nautico che si dice per tirare con forza una cima (per i terricoli un cavo) orizzontalmente o verticalmente “alare la bolina”   è quando si tira verso prora il lato verticale sopra vento delle vele quadre, in modo che prendano il vento il meglio possibile, così l’andatura di bolina, nella navigazione a vela, è la rotta di una nave che naviga stringendo al massimo possibile il vento. Con il termine bolina oltre che una cima si indica anche un tipico nodo marinaresco, la gassa d’amante (il nodo a occhiello).

hauling-hugill

UN CANTO D’EPOCA TUDOR?

Gli studiosi vogliono far risalire il brano all’epoca di Enrico VIII proprio perchè l’importanza della cima di bolina è venuta a diminuire con l’evoluzione del galeone nel vascello e l’introduzione delle vele di straglio (o di strallo) (in inglese staysails)..
A. L. Lloyd writes in his Folk Song in England that the shanty may also be so old ‘because the words ‘Hail out the Bollene’ occur – but as a command, not a shanty – in the Compaynt of Scotland (1549)’ but claims that ‘There are no firm grounds for imagining that the shanty rose earlier than the nineteenth century’ and that it is more likely based on the Irish air ‘Savourneen Deelish’. Regardless, It’s catchy, work-paced tune meant that it was sung right up until the final days of sail, though it was applied to other more modern sailing ropes. The pulling of the rope came on the ‘haul’ at the end of each verse. (tratto da qui)
ASCOLTA A. L. Lloyd

ASCOLTA Assassin’s Creed III
ASCOLTA Bob Neuwirth in Rogue’s Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs, and Chanteys, ANTI– 2006 interessante l’aggiunta ritmica e la melodia del violino

Haul on the bowline,
homeward we are goin’
Haul on the bowline, the bowline Haul!
.. before she start (the -bully- ship she is) a-rollin’
.. the captain (1) is a-growlin,
.. so early in the morning
.. to Bristol (to London) we are going
..Kitty is my darlin’
..Kitty lives in (comes from) Liverpool,
..It’s far cry to payday
traduzione italiano di Cattia Salto
ala la bolina, che a casa stiamo andando,
ala la bolina, la bolina ala!
(prima che) che la nave sta rollando,
che il capitano sta brontolando,
già di buon mattino,
che a Bristol stiamo andando,
Kitty è il mio tesoro
e vive a Liverpool,
è lontano l’annuncio del giorno di paga.

NOTE
1) old man, skipper, chief mate

Altre strofe con termini nautici più specifici sono:
haul the bowlin’, the wind it is a-howlin’
haul the bowlin’ the fore and maintop bowlin’
haul the bowlin’, the main-topgallant bowlin’
(in italiano: ala la bolina, che il vento sta soffiando, ala la bolina, la bolina di gabbia e di parrocchetto,  ala la bolina, la bolina di gran velaccio)

LA VERSIONE DI JOHN SHORT

Nel progetto Short Sharp Shanties il brano è abbinato in un set: Haul on the Bowline / Paddy Doyle / Johnnie Bowker
ASCOLTA Keith Kendrick, Jim Mageean, Tom Brown in Short Sharp Shanties : Sea songs of a Watchet sailor vol 2 (su spotify)


I PARTE: Keith Kendrick
I
Haul on the bowline,
Kitty you are my darlin’
Haul on the bowline, the bowline Haul!
A ghost ship had a foretop,
fore and main and bowline;
Haul on the bowline,
the bowline Haul!

A ghost ship had a maintop,
main and mizen to bowline;
Haul on the bowline, the bowline Haul!
CHORUS
Haul on the bowline,
the bowline Haul!

Haul on the bowline,
Kitty you are my darlin’
Haul on the bowline,
the bowline Haul!

II
Ten thousand miles to go boys,
hauling on the bowline
Ten thousand miles then back again and hauling on the bowline
CHORUS
III
A man on the topsyard to gang and royal,
a topsyard and to gang boys royal and this guys o
IV
We’ll take this yarm way up aloft and hang on a tie oh
all  your break ‘er back and sprad away freay o
CHORUS

II PARTE Jim Mageean
To me Way-ay-ay yah!
We’ll pay Paddy Doyle for his boots!
We’ll all drink brandy and gin!
We’ll all shave under the chin!
The dirty ol’ man’s on the poop!
We’ll all throw shit onthe cook

III PARTE Tom Brown
Oh! Do, my Johnny Bo(w)ker,
Come rock and roll me over.
Do, my Johnny Bo(w)ker, do
traduzione italiano di Cattia Salto
I PARTE
I
Ala la bolina,
Kitty sei il mio tesoro,
ala la bolina, la bolina ala!
una nave fantasma ha un albero di perrocchetto, con la bolina di gabbia e di parrocchetto
ala la bolina, la bolina ala!
una nave fantasma ha albero maestro con la bolina di gabbia e di mezzana
ala la bolina, la bolina ala!
CORO
ala la bolina,
la bolina ala!
ala la bolina,
Kitty sei il mio tesoro,
ala la bolina,
la bolina ala!

II
10 mila miglia da fare ragazzi,
da alare la bolina
10 mila miglia poi per ritornare

e da alare la bolina
CORO
III
in fase di elaborazione

NOTE
1) old man, skipper, chief mate

FONTI
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/haulonthebowline.html
https://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/Doe009b.html
http://www.ammiraglia88.it/SEZIONE_NORMALE/PAGINE_SITO/velieri.html
http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=2539

http://thejovialcrew.com/?page_id=667

BLOW, BULLIES, BLOW

Blow Bullies Blow, conosciuta anche con il titolo di “Blow boys blow”, “The Yankee Clipper” e “Congo River” è un canto marinaresco (in particolare un halyard shanty) classificato da Stan Hugill in tre principali filoni testuali: 1) The Guinea Slaver; 2) The Bucko Ship (Yankee China Clipper); 3) Harry Tate Ship (English skit on Yankee packet)
Alcuni studiosi ritengono che il canto abbia avuto origine nelle navi utilizzate per il traffico degli schiavi, ma Hugill è più propenso a credere che l’inizio risalga ai traffici mercantili.

UN CLIPPER PER OGNI ROTTA

Agli inizi Ottocento per i traffici mercantili si richiedono navi sempre più veloci e non più “armate” come nel secolo precedente (epoca di galeoni, vascelli e fregate): nascono così i clippers, navi addette principalmente al trasporto delle merci, ma senza tanti fronzoli e con più vele per andare sempre più veloci. Sono i clippers dell’Oppio che tra il  1830 e il 1850 correvano per la Compagnia delle Indie; i tea clippers americani che videro la loro stagione tra il 1845 e il 1860 in concomitanza con l’aumento del consumo di thè negli Stati Uniti a cui fecero concorrenza i tea clippers inglesi (varati tra il 1850 e il 1875); i clippers dei passeggeri più comunemente detti “packets” che tra il 1820 e il 1865 univano i porti di New York, Boston, Filadelfia e Baltimora con il nord Europa; i Colonial (o wool) clippers costruiti in Inghilterra e negli Stati Uniti tre il 1865 e il 1890 per assicurare i collegamenti commerciali con l’Australia, la Nuova Zelanda e la Tasmania.
I clipper  percorrevano le due rotte commerciali più importanti : Cina – Inghilterra per il tè e Australia – Inghilterra per la lana; il prezzo più vantaggioso veniva fissato dalla prima nave che raggiungeva il porto ed ecco il motivo della gara sulla velocità, perché la prima nave ad attraccare era quella che spuntava il prezzo più alto. Inevitabile la concorrenza tra i clipper inglesi e quelli americani. (vedi classificazione e descrizione)

un Tea clipper americano

A CUP OF TEA

L’uso del tè ha avuto, in Cina, grande diffusione fin dai tempi più antichi estendendosi dalle rive del Mar Giallo in tutto l’impero con un infuso che intendeva correggere la fangosa e malsana acqua dei fiumi. Se ne sentiva a parlare in Europa già nel 1500 come panacea, ma è nel 1600 che arrivano quantità ragguardevoli da Macao per opera degli Olandesi. Con la fine della guerra dell’oppio del 1842 comin­ciavano le regolari esportazioni in Occidente, ed erano gli Americani a portare inizialmente il tè in Inghilterra facendosi attivissimi sulla piazza di Londra. La Casa inglese Black Ball Line si dimostrava presto interessata e due ditte specializzate cominciarono ad ordinare velieri veloci ai cantieri di Aberdeen, con pieno successo. Veniva superata una vecchia legge fiscale (la “tonnage law”) causa di certe arretra­tezze costruttive e gli Americani perdevano presto la prevalenza. I loro velieri, infatti, costruiti con legname meno resistente dei velieri inglesi non potevano sopportare eccessive forzature veliche imposte dalle traversate veloci. Dal 1853 al 1870 i cantieri di Aberdeen, Geenock, Glasgow, Guernesey, Liverpool, Londra e Sunderland vararono circa cento clipper i cui nomi sono entrati nella storia della marineria inglese.   (tratto da qui)

Thermopylae il tea clipper inglese

In questo canto marinaresco lo shantyman ci va pesante con gli insulti al capitano e al primo ufficiale “Gli shanty possono anche fornire ai marinai un mezzo per esprimersi senza paura di punizioni. Un buono shantyman, nel cantare certe canzoni, spesso riesce a fare satira sui superiori, con un linguaggio tanto diretto quanto efficace. Egli sceglie i punti deboli, fisici e morali del capitano o di uno degli ufficiali, consapevole che la responsabilità ricade unicamente sulle sue spalle, e nessun altro corre seri rischi d’essere punito, il coro, su cui si basa l’azione del lavoro, infatti, non è coinvolto, essendo ripetitivo e senza variazioni.” (Italo Ottonello) La disciplina a bordo era molto severa e alcune compagnie, come la Black ball line) erano rinomate per la crudeltà dei loro ufficiali.

LA VERSIONE DI JOHN SHORT

Così scrivono nelle note gli autori del progetto Short Sharp Shanties: Short’s verses are effectively for the second pattern and we have taken lines to complete Short’s couplets from other versions of that set. Short used several of the stanzas usually associated with Hugill’s ‘Guinea Slaver’ pattern for his version of Shallow Brown.”

Keith Kendrick in Short Sharp Shanties : Sea songs of a Watchet sailor vol 1 


Blow boys come blow together
Blow, boys, blow
Blow boys come blow together
Blow, my bully boys, blow!
A Yankee ship came down the river
her masts and spars they shone like silver.
T’was a Yankee mate and a limejuice skipper,
he make her fly like a chine clipper.
And who do you think was the mate of her?
oh Tommy Brown the big (?belly shiver?)
And who’s the man who knows no pity?
Bully Brage of New York city.
And what do you think we had for supper?
(?lime pine?) soup and a roll in the gutter
What do think we had for cargo?
shot and (?shelt?) that (?? the embargo.
Blow today and blow tomorrow
and Blow me boys for better weather.
Blow me boys and blow for ever
and blow around to the London river.
[non riesco a capire la pronuncia di alcune parole]
traduzione italiano Cattia Salto
Forza ragazzi, tirate tutti insieme
forza, ragazzi, forza
Forza ragazzi, tirate tutti insieme
Forza bravacci, tirate tutti insieme
Una nave yankee scendeva il fiume
i suoi alberi e le aste brillavano come argento
era un primo ufficiale americano e un capitano inglese,
la fa volare come un clipper sulle rotte della Cina.
E chi pensi fosse il suo primo ufficiale?
Tommy Brown il grande (?)
E chi è l’uomo che non conosce pietà?
Bully Brage di New York City
E cosa pensi che abbiamo avuto per cena?
zuppa di (?) e un involino di spazzatura
Cosa pensate che abbiamo per carico?
fucili e (?) che sfuggono all’embargo
Soffia oggi e soffia domani
forza ragazzi per un clima migliore
forza ragazzi e forza per sempre
forza per il fiume di Londra

LE VERSIONI YANKEE CHINA CLIPPER

Peter Webster 

 


A Yankee(1) ship comes down the river
Blow, boys, blow(2)!
a Yankee ship and a Yankee skipper,
Blow, my bully(3) boys, blow!
And how do you know that she’s a yankee clipper(4)?
Her masts and yards they shine like silver.
And who do you think is the captain of her?
Oh, it’s Bully Haines(5), th’ hoodlum scoffer(6).
And who do you think is the mate aboard her?
Santander James is the mate aboard her.(7)
Santander James, he loves us sailors
Yes he does, like hell and blazes(8).
Santander James, he’s a rocket from hell(9) boys
He’ll ride you down as you ride the spanker(10).
Blow, boys, blow – the sun’s drawing water
Three cheers for the cook and one for his daughter.
Oh, blow ye winds(11). I long to hear you
Oh, blow ye winds. I long to hear you.
traduzione italiano Cattia Salto
Una nave yankee discende il fiume
forza ragazzi, forza!
Una nave yankee e un capitano yankee
forza, miei bravacci, forza!

Come sapete che si tratta di un clipper yankee?
Perchè albero e pennoni brillano come l’argento.
Chi pensate che sia il suo
capitano?
E’ “Bully” Haines un bandito ingordo.
Chi pensate che sia il suo primo ufficiale?
Santander James è il suo primo ufficiale.
Santander James ama noi marinai
come fossimo tizzoni ardenti(8).
Santander James è una scheggia d’inferno, ragazzi
Ti calpesterà mentre ali
la randa!
Forza, ragazzi, forza il sole sta calando nel mare,
tre evviva per il cuoco e uno per sua figlia.
Tirate forte, vorrei sentirvi
Tirate forte, vorrei sentirvi.

NOTE
1) la Terra Yankee corrisponde alla Nuova Inghilterra, e yankees sono detti i suoi abitanti. Sembra che il termine sia la corruzione indiana del francese anglais.
2) il verbo to blow significa sia colpire che soffiare; ci si aspetterebbe un “pull” o “haul” ma trattandosi di velature potrebbe essere un incitazione perchè si alzi il vento. Ma anche nel significato di colpire, come monito della dura disciplina che vigeva sulle navi. Del resto in termini colloquiali anche in italiano “suonargliele” a qualcuno significa picchiarlo per bene!
3) bully aveva in passato un significato positivo
4) CLIPPER: nave a vela, con spiccate attitudini per la velocità (arrivavano anche a 18 nodi), usata tra gli anni venti e la fine del XIX secolo, per lunghi percorsi con carichi pregiati (tè con la Cina, lana con l’Australia, passeggeri come postali -tea clipper -colonial clippers, Yankee packet).   Yankee packet è un clipper americano per il trasporto di posta e passeggeri
5) il soprannome di Bully dato al capitano è da intendersi qui nel significato negativo di bullo, persona prepotente e crudele, non per niente era conosciuto come “Bully Hayes, the Down East bucko.” 
6) in altre versioni è Old Holy Joe, the darky lover.
7) in altre versioni “a bowery tough that’s never sober
8) la traduzione è a senso più che letterale
9) a tal proposito Italo Ottonello riporta due citazioni Scriveva, si sfogava a scrivere, e schizzava fuoco dalla penna, schegge d’inferno; poi s’arrabbiava, poveretto” (L. Pirandello)
Il cavallo scartava nervoso, quando il carico gemeva con la sua voce metallica, come se fosse consapevole di trasportare schegge d’inferno.” «Apritela porta … (G. Leoni)
10) spanker= randa è la prima (ed oggi praticamente l’unica) vela dell’albero di maestra, ovvero l’albero più importante di una barca, nei vascelli ottocenteschi a vele quadrate era la vela inferiore dell’albero di maestra, la vela quadrata più grande di tutto il vascello. Nella velatura moderna con le vele triangolari è posizionata a poppavia dell’albero di maestra e attaccata all’albero maestro in un’apposita canaletta. La base della randa è mantenuta tesa dal boma. Alare (verbo) dal francese haler. In marina, compiere una manovra di alaggio. Generalmente, tirare una cima, un cavo.
11) l’espressione richiama il soffiare dentro uno strumento come la cornamusa

Phil Beer (in un’ulteriore variante testuale)

Di questa versione esistono molte varianti che sono simili alla versione Yankee packet (vedi)

VERSIONE CONGO RIVER

FONTI
http://culturamarinara.com/classificazione-dei-clipper/
http://shanty.rendance.org/lyrics/showlyric.php/yankeeship
http://www.boundingmain.com/lyrics/blow_boys.htm
http://www.contemplator.com/sea/blowboys.html
http://ingeb.org/songs/ayankesh.html http://www.cherini.eu/cherini/Marineria/Index.htm
http://www.phrases.org.uk/bulletin_board/20/messages/1096.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=17013 http://www.jsward.com/shanty/blow_boys_blow/shay.html http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/blowboysblow.html http://www.contemplator.com/sea/blowboys.html http://www.acousticmusicarchive.com/blow-boys-blow-chords-lyrics
http://www.kinglaoghaire.com/site/lyrics/print.php?id=83 http://www.musicanet.org/robokopp/shanty/congoriv.htm http://www.musicanet.org/robokopp/shanty/blowboys.htm http://www.contemplator.com/sea/blowboys.html http://www.8notes.com/scores/3589.asp

 

PAYING OFF THE DEAD HORSE!!

“Paying off the Dead Horse” si traduce in italiano come  “pagare il cavallo morto”. Il buffo nome deriva forse da una consuetudine nelle trattative tra gli allevatori: una volta che l’accordo era sancito con una stretta di mano non c’era più modo di tornare indietro anche se il cavallo moriva subito dopo. kw294114Flogging a dead horse” oppure “beating a dead horse” è entrato nei modi di dire ottocenteschi per indicare un modo di fare che non ha prospettive o sbocchi (è inutile frustare un cavallo quando è morto perchè non si risolleverà mai più).
Ma “to work (for) the dead horse” vuol dire sprecare il denaro per comprare cose inutili (come un cavallo morto).

LAVORARE PER IL CAVALLO MORTO

Tuttavia in gergo marinaresco il termine “Working off the Dead Horse” si riveste ancora di un ulteriore significato come ci spiega Italo Ottonello: al marinaio veniva versato un anticipo pari a tre mesi di paga al momento della firma del contratto di lavoro (che avrebbe ricevuto per intero solo alla fine dell’ingaggio prima di sbarcare dalla nave), ma a garanzia del rispetto del contratto, era erogato in forma di pagherò, esigibile tre giorni dopo che la nave aveva lasciato il porto, “sempre che detto marinaio sia salpato con detta nave”. Tutti, invariabilmente, correvano a cercare qualche ‘squalo’ compiacente che comprasse il loro pagherò ad un valore scontato, di solito del quaranta per cento, con molta parte dell’importo fornito in natura. Così dell’anticipo non restava niente, spesso prima ancora dell’imbarco, vuoi per comprare gli equipaggiamenti personali (stivali, cerate, coltelli etc che erano a carico del marinaio) oppure più comunemente scialati con donne e “drink” prima della partenza.
Così il marinaio lavorava per il primo mese per “niente” cioè per “il cavallo morto”; altri invece intendono che è il marinaio ad essere un cavallo sfruttato perchè nel primo mese sulla nave non lavora per sè, ma per i suoi creditori.
A suffragio della prima ipotesi c’è chi sostiene che un tempo il conducente di un cavallo che fosse alle dipendenze di un capo era responsabile della morte del cavallo e non avrebbe più percepito lo stipendio finchè non avesse ripagato il costo del cavallo.

CAVALLO SUL PONTE ALL’ASTA!

A bordo dei vascelli a vela aveva luogo una curiosa cerimonia: un cavallo era assemblato con gli oggetti di scarto (vele usurate cucite, vecchi barili e corde usurate) e trascinato in giro per il ponte della nave; si apriva quindi un’asta con il banditore che decantava le buone qualità dell’animale, alla fine il cavallo era issato con una corda sul pennone più alto e gettato in mare, mentre veniva cantato come requiem l’ultima parte della melodia di una canzone detta “Paying off the dead horse”.
Secondo Stan HugillThe ceremony … became a rather half-hearted affair in the latter days of sail, whereas in days gone by it was a spectacular effort, particularly in the emigrant ships, and one of the best descriptions is given in Reminiscences of Travel in Australia, America, and Egypt,by R Tangye (London, 1884).”

BURYING THE DEAD HORSE

L’usanza andò di mano a mano in declino e la canzone diventò una halyard shanty. Così scrive R Tangye: “Being a month at sea the sailors performed the ceremony called ” Burying the Dead Horse,” the explanation of which is this: Before leaving port seamen are paid a month in advance, so as to enable them to leave some money with their wives, or to buy a new kit, etc., and having spent the money they consider the first month goes for nothing, and so call it ” Working off the Dead Horse.” The crew dress up a figure to represent a horse; its body is made out of a barrel, its extremities of hay or straw covered with canvas, the mane and tail of hemp, the eyes of two ginger beer bottles, sometimes filled with phosphorus. When complete the noble steed is put on a box, covered with a rug, and on the evening of the last day of the month a man gets on to his back, and is drawn all round the ship by his shipmates, to the chanting of the following doggerel: oh! now, poor Horse, your time is come; And we say so, for we know so. Oh! many a race we know you’ve won, Poor Old Man. You have come a long long way, And we say so, for we know so. For to be sold upon this day, Poor Old Man. You are goin’ now to say good-bye, And we say so, for we know so. Poor old horse you’re a goin’ to die, Poor Old Man.
Having paraded the decks in order to get an audience, the sale of the horse by auction is announced, and a glib-mouthed man mounts the rostrum and begins to praise the noble animal, giving his pedigree, etc., saying it was a good one to go, for it had gone 6,000 miles in the past month ! The bidding then commences, each bidder being responsible only for the amount of his advance on the last bid. After the sale the horse and its rider are run up to the yard-arm amidst loud cheers. Fireworks are let off, the man gets off the horse’s back, and, cutting the rope, lets it fall into the water. The Requiem is then sung to the same melody. Now he is dead and will die no more, And we say so, for we know so. Now he is gone and will go no more; Poor Old Man.
After this the auctioneer and his clerk proceed to collect the ” bids,” and if in your ignorance of auction etiquette you should offer yours to the auctioneer, he politely declines it, and refers you to his clerk!”

Nel rituale riecheggiano antichi riti propiziatori e benaugurali come quelli del Poor Old Horse natalizio. (continua)

SEA SHANTY

ALTRI TITOLI: Poor old man, Poor old Horse
USO: Halyard e Long drag shanty

Assassin’s Creed IV Black Flag


A poor old man came riding by.
And we say so, And we know so.
O, a poor old man came riding by,
O, poor old man.
Says I, “Old man, your horse will die.
“And if he dies we’ll tan his hide.
And if he don’t, I’ll ride him again.
And I’ll ride him ‘til the Lord knows”
He’s dead as a nail in the lamp room door(1),/ And he won’t come worrying us no more
We’ll use the hair of his tail to sew our sails
and the iron of his shoes(2) to make deck nails,
Drop him down with a long long rope
Where the sharks have his body
And the devil takes his soul(3)!
traduzione italiano di Cattia Salto
Un povero capitano arrivava a cavallo
così diciamo e così sappiamo
Un povero capitano arrivava a cavallo
povero capitano
Dico io “capitano il tuo cavallo morirà”.
“E se muore conceremo la sua pelle
e se non muore lo cavalcherò ancora
lo cavalcherò fino a quando Dio vorrà”
E’ morto stecchito come un chiodo
nella bara(1)
e non verrà più a disturbarci
Useremo i peli della coda per cucire le nostre vele
e il ferro delle scarpe(2) per fare chiodi rivettati.
Calatelo giù con una lunga lunga cima
e quando gli squali avranno il suo corpo
il diavolo avrà la sua anima(3)

NOTE
1) “lamp room door” letteralmente si traduce in italiano “porta della stanza per la luce” in realtà un giro di parole un po’ complicato da tradurre in italiano e anche da capire nel suo contesto. Charles Dickens in “A Christama Carol” usa il termine door-nail per indicare che Marley è morto stecchito: “that Marley was as dead as a door-nail”. (Il vecchio Marley era proprio morto per quanto è morto, come diciamo noi, un chiodo di porta). L’espressione è molto antica usata sia da Shakespeare e ancor prima nel medioevo c. 1350. Will. Palerne: For but ich haue bot of mi bale I am ded as dorenail
But William and Mary Morris, in The Morris Dictionary of Word and Phrase Origins, quote a correspondent who points out that it could come from a standard term in carpentry. If you hammer a nail through a piece of timber and then flatten the end over on the inside so it can’t be removed again (a technique called clinching), the nail is said to be dead, because you can’t use it again. Doornails would very probably have been subjected to this treatment to give extra strength in the years before screws were available. So they were dead because they’d been clinched.” One of our traditional ceremonial sea songs, “Dead Horse Shanty,” uses the line “dead as a nail on the lamproom door.” We might assume that these nail heads were appropriately flattened. For those who are now curious to know what a “dead horse” had to do with sailors, it was a symbol of the advance pay they or their crimp received before boarding ship. So they didn’t earn any additional pay until they had worked off the “dead horse.” (tratto da qui). Più sotto in Mudcat si prosegue con le ipotesi interpretative: “In the old-time navy, you get the combination of a wooden ship and gunpowder – potentially troublesome. Especially as the gunpowder was stored down below decks where there were no windows to let in the light. Taking a lit torch or candle into the gunpowder store was frowned upon, often briefly and from a great height. The lamp-room was next to the gunpowder store, with a glass window to throw light on the powder without risk of ignition. Nails in the woodwork were also a source of risk, because if struck they could create a spark. Nails in the lamp-room door and around the powder store were ‘deadened’ by being painted over with pitch to protect from this eventuality. With people ashore living in wooden houses with thatched roofs, the practice of ‘deadening’ door nails with pitch or something similar was probably more widespread“,
2) gli zoccoli
3) altre strofe
We’ll hoist him up to the main yardarm
We’ll drop him down to the depths of the sea

We’ll sing him down with a long, long roll
Where the sharks’ll have his body
and the devil have have his soul

traduzione italiano: E noi lo isseremo al pennone più alto, lo getteremo nel fondo degli abissi. Gli canteremo una lunga nenia dove gli squali avranno il suo corpo e il diavolo avrà la sua anima

Robin Holcomb Rogue’s Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs, and Chanteys, ANTI 2006


I
Poor old man came ridin’ along
And we say so,
And we hope so.
Poor old man came ridin’ along
Poor old man.
II
Well poor old man your horse he must die
And we say so,
And we hope so.
Poor old man your horse he must die
Poor old man.
III
Well 30 days have come and gone (1)
And we say so,
And we hope so.
30 days have come and gone
Poor old man.
IV
And now we are on a good month’s pay
And we say so,
And we hope so.
I think I hear our wharfing man say
Poor old man.
V
So give them grog for the 30th day
And we say so,
And we hope so.
Give them their grog for the 30th day
Poor old man.
VI
Then up hail ox(2) to the old main yard arm
And we say so,
And we hope so.
Then cut him drip and do him no harm
Poor old man.
A poor old man came ridin’ along
traduzione italiano di Cattia Salto
I
Povero capitano arrivava a cavallo
così diciamo
e così sappiamo
Un povero capitano arrivava a cavallo
povero capitano
II
Beh povero Capitano il tuo cavallo morirà
così diciamo
e così sappiamo
povero Capitano il tuo cavallo morirà
povero capitano
III
Beh 30 giorni sono venuti e andati
così diciamo
e così sappiamo
30 giorni sono venuti e andati
povero capitano
IV
E ora siamo nel buon mese
della paga
così diciamo
e così sappiamo
credo di aver sentito il nostro uomo degli ormeggi dire: povero capitano
V
“Date loro il grog per il trentesimo giorno” così diciamo
e così sappiamo
Date loro il grog per il trentesimo giorno: povero capitano
VI
Alzate il bue fino al vecchio pennone di maestra
così diciamo e
così sappiamo
poi tagliatelo per farlo gocciolare
e non gli farà male, povero capitano
Un povero capitano arrivava a cavallo

NOTE
1) in questa versione la cerimonia si svolge evidentemente dopo il primo mese di navigazione
2) da dove arrivi il bue non mi è chiaro, era il simulacro del cavallo ad essere issato sul pennone più alto e poi gettato in mare

Ian Campbell in Farewell Nancy 1964


I say, “Old man, your horse is dead.”
And we say so, And we know so.
I say, “Old man, your horse is dead.”
O, poor old man.
One month a rotten live we’ve led
While you lay on y’er feather bed
But now the month is up, ol’ turk
get up, ye swine, and look for work
get up, ye swine, and look for graft
while we lays on an’ yanks(1) ye aft
An’ yanks ye aft t’ th’ cabin door
and hopes we’ll never see ye more
traduzione italiano di Cattia Salto
Dico io ” capitano il tuo cavallo è morto”
così diciamo e così sappiamo
Dico io ” capitano il tuo cavallo è morto”
povero capitano

Un mese di marcia vita è passato
mentre tu stavi sul tuo letto di piume/ ma ora il mese è finito, vecchio turco
alzati, porco, e vai a lavorare
alzati, porco, e vai a sgobbare.
mentre noi ci riposiamo e ci precipitiamo a poppa
ti sbattiamo fuori dalla porta della saletta

sperando di non vederti più

NOTE
1) yank (verbo) pull, or move with a sudden movement; la traduzione delle due frasi sottolineate è suggerita da Italo Ottonello

LA VERSIONE DI JOHN SHORT: DEAD HORSE

Keith Kendrick in Short Sharp Shanties : Sea songs of a Watchet sailor vol 3 

non sono sicura di aver trascritto correttamente il testo


A poor old man came riding by.
And we say so,
And we know so.

O, a poor old man came riding by,
O, poor old man.
Says I, “Old man, your horse will die
Says I, “Old man, your horse will die.
And if he dies I’ll tan his hide
(if he leaves my old sail a ride?)
As I was rambling down the street
flesh young girl I chanced for to meet
say I “Young girl (whan’t you send a treat?)
Yes you’ve come to the bottom of the street
Aloft we went in a low back car
she took me to jack store’s bar
She pull him for some cakes and wine
to plumb well as my desire
I plumbed the well and the fancy was gone
but now I left her on the strand
traduzione italiano di Cattia Salto
Un povero capitano arrivava a cavallo
così diciamo
e così sappiamo
Un povero capitano arrivava a cavallo
oh povero capitano
Dico io “capitano il tuo cavallo morirà”
dico io “capitano il tuo cavallo morirà e  se muore conceremo la sua pelle”
?
Mentre passeggiavo per la strada
ragazzine in carne mi capitava d’incontrare.
Dico io “Ragazzina (mi prendi
in giro?)
si, venivi dal fondo della strada
in giro andavamo su una carrozzella
lei mi portò nel bar di Jack
e gli chiese dolci e vino
per sondare bene ogni mio desiderio
io ho scandagliato il pozzo e mi sono tolto ogni fantasia
ma ora l’ho lasciata a terra.

FONTI
http://www.jsward.com/shanty/dead_horse/bone.htm
l
http://crydee.sai.msu.su/public/lyrics/cs-uwp/folk/d/dead_horse
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=108766
http://www.shanty.org.uk/archive_songs/poor-old-horse.html

PADDY WORKS ON THE RAILWAY

Una sea shanty che è anche una canzone politica di denuncia sociale condita da un humor caustico tipicamente irish.
Dal giornale di bordo del vascello “Young America,” tratta Londra-Moreton Bay, 1864, riportato in C. Fox Smith, “Sailor Town Days” (Methuen, 1923): “We might mention as peculiar amongst the other strange songs that we nightly hear, one which we think must be called ‘Pat’s Apprenticeship,’ as it goes through the history of a number of years during which ‘Poor Paddy works on the railway.’ What becomes of him eventually we have not yet been able to discover, but we suppose that the line is not yet finished.”

Si trovano riferimenti all’uso della canzone come canto marinaresco già una decina d’anni più tardi di quelli citati nel canto. Una canzone per le manovre dell’argano al sollevamento dell’ancora

LA VERSIONE DI JOHN SHORT: The American Railway

Leggiamo nel Progetto Short Sharp Shanties
“One of the two shanties (the other being He Back, She Back) which seem to relate to the American shore song Pat Do This . There is obviously a complex of songs, including Pat Do This, Paddy Works on the Erie, Mick Upon on the Railroad, Song of the Pinewoods and The American Railway.  The earliest record of Paddy Works On The Railwayseems to be from 1864 in a manuscript from the clipper Young AustraliaSee the notes to He Back, She Back for more detail of the complex of related texts, locations, tunes and floating verses which it is impossible to tease out and give sequence too. To complicate things further, Colcord, Terry and Hugill also relate this shanty to When I Was Just A Shaver – but they have contrary opinions as to which was the antecedent of the other!Most collectors give a version of this shanty and, as Colcord suggests, “Most versions begin Paddy’s career in 1841” although some start in 1861.  Other than that, the shanty versions vary little and avoid the confusion of floating verses found in shore versions and variants. All the verses here are from Short.  His last verse, which breaks the sequence of years, also appears in the broadside song The Press Gang and recurs in variant form, along with the occupations of other family members, in many other songs right down to modern-day rugby songs.   (tratto da qui)

Keith Kendrick in Short Sharp Shanties : Sea songs of a Watchet sailor vol 3  


I
In eighteen hundred and forty one
me corduroy britches I put on
with a stiky me face about two feet long/To work upon the railway
(the railway, I’m weary of the railway,
poor Paddy works on the railway.)
II
In eighteen hundred and forty-two
I thought this live could never do
And I resolved to put her through
a-working on the railway
III
In eighteen hundred and forty-three
I paid my passage cross the sea
to New York and Amerikee
a-working on the railway
IV
In eighteen hundred and forty-four
I landed on the american shore,
and never to return no more
a-working on the railway
V
In eighteen hundred and forty five
things looked pretty well alive
and I thought to myselfe I’d strive
a-working on the railway
VI
In eighteen hundred and forty-six
when I was in a terrible fix
I thought to myselfe I’d take my sticks
so working on the railway
VII (*)
I had a sister and I was graced
but .. hugly face
she broke me to a digty place
a-working on the railway
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Nel 1841
mi misi i pantaloni di velluto
con un muso lungo due piedi
per lavorare sui binari della ferrovia, (la ferrovia, sono stanco della ferrovia,
il povero Paddy lavora alla ferrovia.)
II
Nel 1842
pensavo che una vita così non poteva andare, e decisi di farla finita
a lavorare alla ferrovia..
III
Nel 1843
mi comprai il passaggio per oltremare
a New York e l’America-
per lavorare alla ferrovia
IV
Nel 1844
sbarcai sulla spiaggia d’america
e non ritornerò mai più
a lavorare alla ferrovia
V
Nel 1845
le cose sembravano migliorate
e mi sono detto di impegnarmi
a lavorare alla ferrovia
VI
Nel 1846
quando ero in terribile pasticcio
mi sono detto di prendere i miei impegni e lavorare alla ferrovia.
VII

NOTE
*dell’ultima strofa non comprendo bene la pronuncia delle parole!!

VERSIONE FOLK

Paddy è il nome generico con cui si indica un emigrante irlandese e proprio gli operai irlandesi furono tra gli artefici della rete ferroviaria della Gran Bretagna e dell’America. La maggior parte di loro erano ex navvies come si chiamavano i manovali sterratori per scavare i canali navigabili, e il termine è rimasto per estensione a identificare i manovali che costruirono le linee ferroviarie. (continua)

BRITISH RAILWAY

La canzone conta 7 anni di lavoro in Inghilterra a partire dal 1841, l’inizio della diaspora irlandese: dalla costa Nord-Est dell’Inghilterra e la città  portuale di Hartlepool il protagonista si sposta a  Ovest fino alla città ferroviaria di Crewe  (all’epoca appena un villaggio di 70 abitanti), nel 1834 si sposta di nuovo a  Est per lavorare con la nuova compagnia ferroviaria appena fondata, la Leeds and Selby railway e l’anno  successivo ritorna ancora ad Ovest a Liverpool, eppure la pancia di Paddy è sempre vuota e  lui è sempre più stanco di andare a lavorare nel cantiere ferroviario e vede come unica soluzione il suicidio!

The Dubliners la loro versione ampiamente ripresa dai gruppi  irlandesi, e più in generali dai gruppi folk in Inghilterra, aggiunge un  ritornello.

VERSIONE DUBLINERS
I
In eighteen hundred and forty one
me corduroy(1) britches I put on me corduroy britches I put on
to work upon the railway,
the railway, I’m weary of the railway,
poor Paddy works on the  railway.
II
In eighteen hundred and forty two from Hartlepool I moved to  Crewe Found meself a job to do
working on the railway.
Chorus: I was wearing corduroy  britches, diggin’ ditches, pullin’ switches, dodgin’ hitches (2) I was working on the  railway.
III
In eighteen hundred and forty three
I broke me shovel across me knee,
And I went to work with a  company
on the Leeds and Selby  railway.
IV
In eighteen hundred and forty four
I landed on the Liverpool  shore
Me belly was empty, me  hands were raw with workin’ on the  railway, the railway. I’m weary of the railway, poor Paddy works on the  railway.
V
In eighteen hundred and forty five
when Daniel O’Connell (3)he was alive
When Daniel O’Connell he was alive and working on the railway.
VI
In eighteen hundred and forty six
I changed me trade from  carryin’ bricks (4) changed me trade from carryin’ bricks
to working on the railway.
VII
In eighteen hundred and forty seven,
poor Paddy was thinkin’ of  goin’ to heaven
Poor Paddy (5) was thinkin’ a  goin’ to heaven to work upon the railway,  the railway I’m weary (6) of the railway poor Paddy works on the  railway. (7)
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Nel 1841
mi misi i pantaloni di velluto ,
mi misi i pantaloni di velluto
per lavorare sui binari della ferrovia, la ferrovia, sono stanco della ferrovia,
il povero Paddy lavora alla ferrovia.
II
Nel 1842
da Hartlepool andai a Crewe
per trovare un lavoro
e lavorare alla ferrovia
Ritornello:
Indossavo pantaloni di velluto,
scavavo fossi, tiravo carriole, schivavo colpi, lavoravo alla ferrovia.

III
Nel 1843
mi ruppi il badile sul ginocchio
e andai a lavorare in una compagnia,
la “Leeds and Selby railway”.
IV
Nel 1844
sbarcai sulla spiaggia di Liverpool
la pancia era vuota, le mani erano indurite dal lavoro alla ferrovia, la ferrovia, sono stanco della ferrovia,
il povero Paddy lavora alla ferrovia.
V
Nel 1845
quando Daniel O’Connell era
vivo, quando Daniel O’Connell era vivo
e lavorava alla ferrovia
VI
Nel 1846
cambiai lavoro per portare mattoni/traversine, cambiai il mio lavoro per portare mattoni/traversine-lavorare alla ferrovia.
VII
Nel 1847,
Il povero Paddy pensava di andare in paradiso,
il povero Paddy  pensava di andare in paradiso per lavorare sui binari della ferrovia, la ferrovia
sono stanco della ferrovia,
il povero Paddy lavora alla ferrovia .

NOTA
1) corduroy= velluto a coste
2) il lavoro iniziale del nostro Paddy era quello di sterratore, con piccone, badile e cesta: gli spalatori eseguivano gli scavi e scaricavano le carriole di materiale sulla massicciata sotto le precise indicazioni del caposquadra. Il lavoro era anche rischioso a causa dei molti incidenti che potevano portare a gravi mutilazioni e alla morte (le procedure di sicurezza erano praticamente inesistenti). Sono un po’ perplessa nella traduzione di “switches” che tecnicamente significa deviatore può essere quindi sia un interruttore che uno scambio ferroviario. Nel contesto però a me sembra più riferito al lavoro dello sterratore e quindi mi immagino un carretto o una carriola per trasportare terra e pietrame per la massicciata
3) Daniel O’Connell (1775-1847) era un uomo politico irlandese,  nonché avvocato che  diede vita alla Repeal Association per l’abolizione dell’Atto d’Unione (tra  il Regno d’Irlanda e il Regno di Gran Bretagna). In particolare nel 1843 fu  imprigionato e liberato solo l’anno successivo per aver tenuto una serie di  comizi (seguiti da un folto pubblico) nei quali auspicava l’autogoverno  dell’Irlanda. Ovviamente non ha mai lavorato nei cantieri ferroviari, ma era uno dalla parte dei lavoratori.
4) Paddy ha cambiato lavoro e adesso è un muratore, oppure ha cambiato tipo di lavoro in ferrovia e adesso posa le traversine? (cioè è addetto alla posa dei binari, le traversine di legno e le rotaie in ferro.)
5) scritto anche come “old bugger”
6) scritto anche come “I’m sick to my death” (in italiano “sono stufo marcio”)
7) il paradiso è la “ricompensa” per il giusto, o un luogo in cui per l’eternità si continua a portare la propria pena?

AMERICAN RAILWAY

Una sorte infame quella degli immigrati irlandesi (e italiani) che lavoravano nella costruzione della ferrovia americana: gente che aveva come sola risorsa la forza delle braccia, ancora più infame per i milioni di lavoratori cinesi, spesso cooptati forzosamente e trattati in modo disumano, reietti e disprezzati più dei neri stessi (consiglio di leggere “Il cinese” dello svedese Mankell Henning che è si un thriller, ma nella trama storica si riallaccia a vicende iniziate proprio negli stessi anni della nostra canzone durante la costruzione delle ferrovie americane).

irish workers railway

I NUOVI SCHIAVI

Gli uomini vivevano in baracche o tendopoli rigorosamente suddivise per etnie e costruite man mano lungo la linea ferroviaria, costretti quasi all’isolamento, vessati da capi e capetti che facevano la cresta sui pasti e sulle forniture. Dalla paga infatti si dovevano detrarre il costo del pernottamento e del cibo, nonché dei pochi extra che potevano permettersi (spesi per lo più nel bere, ma anche per il gioco d’azzardo e le donnine). Così nonostante la paga fosse alta rispetto ad esempio a quella dei lavoratori delle fabbriche, spesso a fine stagione il manovale era indebitato con la compagnia e doveva restare ancora per l’anno successivo. Questo lavoro perciò finiva per abbrutire un uomo, sfinito dalla fatica e incupito da una vita priva d’affetti e di prospettive.
I lavoratori morivano a migliaia oltre che per gli incidenti sul lavoro (compresi gli assalti degli Indiani), anche per le precarie condizioni igienico-sanitarie, colpiti dalle malattie genericamente indicate come febbri (colera, vaiolo, dissenteria, tifo) e sepolti in tombe senza nome lungo la pista.

IL CIMITERO DI FUNK

navvies-crocePer un caso fortuito nel cimitero di Funk, Illinois vennero sepolti una cinquantina di lavoratori irlandesi deceduti negli anni 1850 mentre lavoravano alla costruzione della Chicago & Alton Railroad; nel 2000 presso la fossa comune è stata retta una croce celtica con la seguente iscrizione “This Celtic cross honors the memory of more than 50 souls buried here  about 1853.   Their names are known but to God. These immigrants from Ireland were driven   from their home by famine. They lie buried here in anonymity, far from the  old   homes of the heart, but forever short of the new homes of their hopes.   They arrived sick and penniless, and took hard and dangerous jobs   building the Chicago & Alton Railroad. Their sacrifices made it   possible to develop the riches of the land we enjoy today.”
Un quadro dettagliato qui

LE VERSIONI AMERICANE

La canzone ripresa dagli emigrati irlandesi in America presenta una grande varietà di strofe abbinate ad un ritornello non-sense cantato sulla melodia di Johnny I hardly knew ye (Pete Seeger in American Favorite Ballads per la Smithsonian Center for Folklife and Cultural Heritage vedi)

Nella versione meno pessimista, il nostro Paddy riesce a fare fortuna con l’oro della California.

Wolfe Tones nell’album Across the Broad Atlantic 1976


Chorus
Fil-i-me-oo-ree-eye-ri-ay
Fil-i-me-oo-ree-eye-ri-ay
Fil-i-me-oo-ree-eye-ri-ay
To work upon the railway
I
In eighteen hundred and forty-one
My corduroy breeches I put on
My corduroy breeches I put on
To work upon the railway,
II
In eighteen hundred and forty-two
I left the old one for the new
That’s such a love to plot me to
To work upon the railway,
III
In eighteen hundred and forty-three
We hit Chicago what a spree
The devil got a hold of me
To work on the railway
IV
In eighteen hundred and forty-four
I landed on the Columbia shore,
I had a pick-ax and nothing more.
To work on the railway
V
In eighteen hundred and  forty five
When Dan O’Connelly was alive,
I worked in a railway hive
To work upon the railway
VI
In eighteen hundred and forty-six
I’d a pain in me ass from carrying bricks
With your hammers a nails and shovels an picks
A working on the railway
VII
It’s Paddy do this an Paddy do that
With bills of stock and our cravat
And nothing but an old silk hat
We’re working on the railway,
VIII
In eighteen hundred and forty-eight
Me hands did bristle and me belly did ache
We hired a boat and made a stake
From working on the railway,
IX
In eighteen hundred and forty-nine
The California hills looked prime
We found some gold and left behind
From working on the railway,
Traduzione italiano di Cattia Salto
Chorus
Fil-i-me-oo-ree-eye-ri-ay
Fil-i-me-oo-ree-eye-ri-ay
Fil-i-me-oo-ree-eye-ri-ay
lavorare sui binari della ferrovia

I
Nel 1841
mi misi i pantaloni di velluto,
mi misi i pantaloni di velluto,
per lavorare sui binari della ferrovia.
II
Nel 1842
lasciai il Vecchio Mondo per il Nuovo,
e tale amore tramò contro di me
per lavorare sui binari della ferrovia.
III
Nel 1843
ci prendemmo una sbornia a Chicago
e il diavolo s’impossessò di me
per lavorare alla ferrovia.
IV
Nel 1844
sbarcai sulla riva di Columbia
avevo un piccone e nient’altro
per lavorare alla ferrovia.
V
Nel 1845
quando Daniel O’Connell (3) era
vivo, lavoravo in un cantiere ferroviario
per lavorare sui binari della ferrovia.
VI
Nel 1845
mi davo da fare (1) per trasportare mattoni
con martelli e chiodi e badili
e picconi
per lavorare alla ferrovia.
VII
E “Pat fa questo” e “Pat dai quello”,
senza calze e cravatta,
nient’altro che un vecchio cilindro,
per lavorare alla ferrovia.
VIII
Nel 1848
le miei mani a pezzi e la mia pancia dolorante, noleggiamo una barca e facemmo da apripista (2)
per lavorare alla ferrovia.
XI
Nel 1849
le colline della California diventarono il numero uno, trovammo l’oro e ci lasciammo alle spalle il lavoro alla ferrovia

NOTE
1) l’espressione è un po’ più colorita in italiano potrebbe essere “mi rodevo il culo”
2) lavorava su una nave a rimorchio?

The Weavers

ASCOLTA Matthew Sabatella in Ballad of America vol 1, 2005


Chorus
Fil-i-me-oo-ree-eye-ri-ay
Fil-i-me-oo-ree-eye-ri-ay
Fil-i-me-oo-ree-eye-ri-ay
To work upon the railway

I
In eighteen hundred and forty-one
I put me cord’roy breeches on
I put me cord’roy breeches on
To work upon the railway.
II
In eighteen hundred and forty-two
I left the Old World for the new
Bad cess (1) to the luck that brought me through
To  work upon the railway
III
In eighteen hundred and forty-three ‘Twas then I met Miss Biddy MacGhee
And an illygant wife she’s been to me/While workin’ on the railway
IV
When we left Ireland to come here
And spend our latter days in cheer
Our bosses, they did drink strong beer
And Pat worked on the railway
V
It’s “Pat do this” and “Pat do that”   Without a stocking or cravat
And nothing but an old straw hat   While Pat works on the railroad
VI
In eighteen hudnred and forty-six The gang pelted  me with stones and brick.
Oh I was in a hell of a fix
While working  on the railroad.
VII
In eighteen hundred and forty seven
Sweet Biddy MacGhee, she went to heaven
If she left one child, she left seven   To work upon the railway
Traduzione italiano di Cattia Salto
Chorus
Fil-i-me-oo-ree-eye-ri-ay
Fil-i-me-oo-ree-eye-ri-ay
Fil-i-me-oo-ree-eye-ri-ay
lavorare sui binari della ferrovia

I
Nel 1841
misi i pantaloni di velluto,
misi i pantaloni di velluto,
per lavorare sui binari della ferrovia.
II
Nel 1842
lascia il Vecchio Mondo per il Nuovo,
la mala sorte
mi portò
a lavorare sui binari della ferrovia.
III
Nel 1843
fu allora che incontrai Biddy
MacGheee
una compagna è stata per me
mentre lavoravo alla ferrovia.
IV
Quando lasciammo l’Irlanda per venire qui e trascorrere gli ultimi giorni in  allegria,
i nostri capi, ci davano birra forte
e Pat lavorava alla ferrovia.
V
E “Pat fa questo” e “Pat dai quello”,
senza calze e cravatta,
nient’altro che un cappellaccio di paglia,
mentre Pat  lavora alla ferrovia.
VI
Nel 1846
la squadra mi bersagliò con pietre e mattoni
ero in un pasticcio infernale
mentre lavoravo alla ferrovia
VII
Nel 1847
la cara Biddy MacGhee  andò in paradiso,
se lasciò dei figli, ne lasciò sette
a lavorare sui binari della ferrovia..

NOTE
1) bad cess è un’espressione irlandese (qui)

FONTI
http://www.traditionalmusic.co.uk/sea-shanty/Paddy_Works_on_the_Railway.htm
http://www.irishmusicdaily.com/poor-paddy-works-on-the-railway
http://ingeb.org/songs/oineight.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/515.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/forum/814.html
http://www.deadirishblues.com/song/0
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=79368
http://en.wikisource.org/wiki/Page:The_Clipper_Ship_Era.djvu/152
http://history.wiltshire.gov.uk/community/getfolk_print.php?id=425
http://www.grandefrontiera.it/index.php/2016-02-05-16-28-10/1865/19-timeline