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Terre Celtiche Blog

Sing Fare You Well

Sing Fare You Well

Sing Fare You Well, “Hurrah, Sing Fare Ye Well” – ma anche “O Fare Ye Well, My Bonnie Young Girl”- da non confondersi con “Goodbye, Fare Thee Well” è un altro brano “salpa ancora”, cioè uno di quei canti speciali che i  marinai intonavano quando levavano l’ancora per l’ultima volta prima di ritornare a casa!

Stan Hugill nella sua Bibbia dei Mari (Shanties from the Seven Seas) riferisce che la shanty era cantata come halyard chantey.
I versi però erano piuttosto improvvisati e così fa  Hulton Clint nel cantare la versione di Hugill per il suo progetto “Hugill Shanties from the Seven Seas”.

Solo: Oh fare ye well me bonny young gal
ChorusHurrah! sing fare-ye-well!
Solo: Sing fare ye well, oh, fare-ye-well
ChorusHurrah! sing fare-ye-well!

We’re bound away to Callyo
Oh, fare ye well, me Liverpool gal
I may come back to you some day
With a spankin’ big fat pay-day
But when we get to Callyo
I’ll find some nice gal there, you know
As I walked out one mornin’ fair
I met a puta [flash girl] standin’ there
She winked at me I do declare
Black as night was her raven hair
She was a Spanish beauty bold
Her name was Carmen, so I’m told
Oh, fare ye well, we’re bound away
We’re bound away this sailing day
With Okay Pete to serve as cook
He’s sure to get a dirty look
And when our ship she makes a port
We’ll go ashore and find some sport
Oh, fare ye well, we’re bound away
We’re bound away this sailing day

Oh addio mia bella ragazza
Evviva e canta addio!
Canta Addio, oh addio
Evviva e canta addio!

Siamo diretti a Callyo,
addio mie ragazze di Liverpool
Ritornerò da voi un giorno
con un gran pacco di soldi
Ma quando arriveremo a Callyo
cercherò qualche bella pollastra là, lo sapete
Mentre passeggiavo un bel mattino
incontrai una graziosa madama che stazionava là.
Mi ha fatto l’occhiolino,
neri come la notte erano i suoi capelli corvini.
Era una bellezza spagnola sfacciata
e si chiamava Carmen, così mi disse
Oh addio, siamo in partenza
pronti a salpare proprio questo giorno.
Con Okay Pete a servire come cuoco
ci darà di sicuro delle occhiatacce.
E quando la nostra nave arriva in porto
andremo a terre in cerca di divertimento.
Oh addio, siamo in partenza
pronti a salpare proprio questo giorno.

NOTE versione italiana Cattia Salto dai versi di Stan Hugill: il tiro della crew era sincronizzato sulla seconda sillaba di Hurrah

Sing Fare You Well: John Short

Sing Fare You Well è il primo brano nel progetto Short Sharp Shanties. Scrivono i curatori del progetto

Short did not sing this shanty to Sharp, but he did sing it to Terry who published it with the comment that  “This was also sung to me by Mr. Short. I had not heard it before, nor does it appear in any other collection.”  It is the only shanty that Short sang to Terry and not to Sharp. Whall publishes it under the title of O Fare Ye Well, My Bonnie Young Girl calling it a Negro song which was a favourite in London ships.  Hugill calls it Hurrah, Sing Fare You Well and with a tune very similar to Short’s. 
The text is Short’s although, where Terry has published the same line twice in a verse, we have replaced the second line with the more usual rhyming line from these common floating verses. Hugill tells us that some shanties commonly had repeated lines in each verse but nowhere is this evident as a part of John Short’s style – hence our amendment of the few repeated-line verses published by Terry.  (tratto da Umbermusic.co.uk)

Short non ha cantato questa shanty a Sharp, ma l’ha cantata a Terry che l’ha pubblicata con il commento “Questa è stata cantata anche a me da Mr. Short. Non l’avevo mai sentito prima, né compare in nessun’altra raccolta. ” È l’unica baracca che Short ha cantato a Terry e non a Sharp. Whall l’ha pubblica con il titolo di “O Fare Ye Well, My Bonnie Young Girl” definendola una canzone dei neri tra le preferite sulle navi di Londra. Hugill lo chiama Hurray, Sing Fare You Well e con una melodia molto simile a quella di Short.
Il testo è di Short anche se, dove Terry ha pubblicato lo stesso verso raddoppiato, abbiamo sostituito la seconda riga con il verso in rima più usata di questi comuni versi fluttuanti. Hugill ci dice che alcune baracche avevano comunemente versi ripetuti in ogni verso, ma da nessuna parte questo è evidente come parte dello stile di John Short – da qui il nostro emendamento dei pochi versi ripetuti pubblicati da Terry.

Keith Kendrick in Short Sharp Shanties : Sea songs of a Watchet sailor vol 1

O fare you well! I wish you well Hurrah! and fare you well!
O fare you well till I return Hurrah! sing fare you well!


O fare you well we’re bound away
bound away this very day.


As I walked out one morning fair
it’s there I met a lady fair.


She winked (1) at me I do declare
black as night was her reven hair.


O fare you well, you bonny young girl
O fare you well! I wish you well.


Up aloft this yard must go
Mister Mate has told us so.


I thought I have the skipper said
“just one more pull and then belay”
Addio e tanti auguri Evviva e addio!
Addio fino al mio ritorno Evviva e canta addio!


O addio siamo in partenza
pronti a salpare proprio questo giorno.


Mentre passeggiavo un bel mattino
incontrai una graziosa madama.


Mi ha fatto l’occhiolino,
neri come la notte i suoi capelli corvini.


Oh addio, bella ragazzina
oh addio e tanti auguri.


In alto questo pennone deve andare
il signor Primo Ufficiale ci ha detto così.


Credo di aver sentito dire al Capitano
“Ancora un tiro e poi lasciare”

NOTE Versione italiana Cattia Salto
1) siccome non capisco bene la pronuncia ripiego sul verso usato da Stan Hugill

FONTI:

Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog. Ha iniziato a divulgare i suoi studi e ricerche sulla musica, le danze e le tradizioni d'Europa nel web, dapprima in maniera sporadica e poi sempre più sistematicamente sul finire del anni 90 tramite il sito dell'associazione L'ontano [ontanomagico.altervista.org]

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