THREE DRUNKEN MAIDENS

Un classico delle rievocazioni storiche in tema Bucanieri questa allegra drinking song, risalente alla metà del 1700: il titolo è anche semplicemente “Drunken Maidens” e le fanciulle sono talvolta “Three drunken maidens” ma anche “Four drunken maidens”.
A.L. Lloyd associò una melodia di sua composizione al testo che aveva trovato in “A Pedlar Pack of Ballads and Songs” di W H. Logan’s  (1869) e registrò la canzone, accompagnato da Al Jeffery al banjo,  nel suo album “English Drinking Songs” (1956) , che ebbe un discreto seguito nei circuiti dei folk clubs.
In seguito Lloyd trovò nel “Tune Book” (1770) di John Vickers la melodia originaria che accompagnava la canzone,  ma orami la versione standard era diventata la sua.
La canzone viene associata a Christy Moore e considerata una irish driinking song, ma è stata eseguita anche dai Fairport Convention e gli Steeleye Span.

ASCOLTA A.L. Lloyd in All For Me Grog, 1961

ASCOLTA The Planxty live

ASCOLTA Denis Murray & Napper Tandy live 1997


I
There were three drunken maidens
Come from the Isle of Wight (1)
They drunk from Monday morning
Nor stopped till Saturday night
When Saturday night would come, me boys
They wouldn’t then go out
Not them three drunken maidens,
they pushed the jug about (2).
II
Then in comes bouncing Sally
Her cheeks as red as blooms
“Move up me jolly sisters
And give young Sally some room
Then I will be your equal
Before the night is out”
And these four drunken maidens
They pushed the jug about
III
There’s woodcock and pheasant
There’s partridge and hare
There’s all sorts of dainties
No scarcity was there
There’s forty quarts of beer, me boys
They fairly drunk them out
And these four drunken maidens
They pushed the jug about
IV
And up comes the landlord
He’s asking for his pay
“It is a forty pound bill, me boys
These gobs have got to pay
That’s ten pounds apiece, me boys”
But still they wouldn’t go out
These four drunken maidens
They pushed the jug about
V
Oh where are your feather hats
Your mantles rich and fine?
They all got swallowed up, me lads
In tankards of good wine
And where are your maidenheads
You maidens frisk and gay?
We left them in the alehouse
We drank them clean away(3)
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
C’erano tre signorine ubriache
che veniva dall’Isola di Wright
bevevano dal lunedì mattino
e non smettevano fino alla notte del sabato.
Quando arrivava sabato notte, ragazzi,
non avrebbero poi voluto uscire
non queste tre fanciulle ubriache
che facevano girare la bottiglia!
II
Allora entrò la rotondetta Sally
dalle guance come rose fiorite
“Spostatevi, mie allegre sorelle
e fate un po’ di posto alla piccola Sally
allora sarò vostra pari
prima che la notte sia finita”
Così queste quattro fanciulle ubriache
facevano girare la bottiglia
III
C’erano la beccaccia e il fagiano
c’erano la pernice e la lepre
e di tutte le prelibatezze
non c’era penuria.
C’erano quaranta litri di birra, ragazzi
e li bevvero tutti equamente
e queste quattro fanciulle ubriache
facevano girare la bottiglia
IV
Ed ecco che arriva l’oste
e chiede di essere pagato
“E’ un conto di 40 sterline, ragazzi
dovete pagare questo gruzzolo,
sono dieci sterline a testa, ragazzi”
Eppure non volevano andarsene
queste quattro fanciulle ubriache
facevano girare la bottiglia
V
Dove sono i vostri cappelli piumati
i mantelli preziosi e belli?
“Sono stati tutti inghiottiti, ragazzi
in boccali di buon vino.”
E dove sono le vostre verginità
voi fanciulle sveglie e allegre?
“Le lasciammo in birreria,
ce le siamo bevute”

NOTE
1) l’isola di Wight era un deposito per i contrabbandieri di liquori provenienti dalla Francia
2) Non è automatico tradurre in italiano il temine jug: in fiorentino si direbbe boccia, che richiama l’immagine delle bottiglie di vino da 5 litri (una bottiglia piuttosto grande con il collo stretto). Ma può essere anche una caraffa con tanto di manico e collo più svasato che assomiglia a una brocca. Potrebbe anche essere un vaso di vetro per conservare marmellate o ortaggi o il barattolo del miele. Un termine quanto mai generico che a me richiama l’orcio toscano, il recipiente di terracotta, panciuto e di forma allungata con il collo ristretto, spesso a due manici in cui si conservavano o trasportavano i liquidi. In antico era una unità di misura equivalente a circa 38 litri, ma rimpicciolito ecco che l’orcio era usato come una brocca.
jug= boccia, brocca, caraffa, bottiglia.
3) non avendo soldi per pagare l’oste, hanno pagato in natura

FONTI
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thedrunkenmaidens.html
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=274

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