LA CONTEA DI MORAY E LE LOTTE TRA I CLAN

Moray è una contea della Scozia dalla parte Nord-Est ai confini delle Highland, feudo del casato dei Moray, una contea a lungo contesa nel Medioevo tra le famiglie reali e i potenti clan della zona.

BonnieEarlofMorayIl dipinto a grandezza naturale raffigura James Stewart, Lord Doune, secondo conte di Moray, morto il 7 febbraio 1591 (o 1592) all’età di 24 anni. E’ stato commissionato dalla madre Margaret Campbell, che non intendeva seppellire il corpo fino a quando giustizia non sarà fatta ( e nel fumetto fa dire al cadavere “God revenge my caus“).
Sul corpo si riscontrano una serie di colpi di moschetto (o pistola) sul petto e il ventre e varie ferite di taglio al volto, collo e alla gamba (tutte le ferite sono state inferte su un solo lato del corpo e apparentemente ad un uomo che non indossava l’armatura).
La circostanza dell’uccisione del Conte è oggetto di una ballata scozzese “The Bonnie Earl of Moray” riportata anche come Child ballad #181, circostanza ben nota all’epoca dei fatti, che tuttavia ha lasciato degli interrogativi ancora oggi senza risposta.

LA FAIDA

La rivalità tra i Gordon e i Moray, due casate molto potenti nel Nord-Est della Scozia, risaliva alla generazione precedente (e il cattivo sangue c’era già dal secolo prima) e con l’ordine del re di arrestare i cospiratori (o presunti tali) capeggiati dal  conte di Bothwell, un’altra testa calda, George Gordon VI conte di Huntly ha colto l’occasione per vendicarsi.
E pensare che James Stewart aveva acquisito il titolo di Conte di Moray solo mediante il matrimonio! (vedi)

L’ANTEFATTO
Il titolo, in mancanza di eredi di un altro James Stewart già figlio naturale di Giacomo IV è stato dato al IV conte di Huntly e passato al suo successore. Ma alla morte nel 1462 del V conte di Huntly, caduto in disgrazia, il titolo venne incamerato dalla Corona e venne nominato primo conte di Moray James Stewart, figlio illegittimo di Giacomo V e reggente del re Giacomo VI che quando morì lo passò alla figlia Elizabeth che sposò il nostro James. (e già mi è venuto il mal di testa!)

L’INCENDIO DEL CASTELLO

Come sia la faida era aperta e il conte di Huntley con la scusa che il conte di Moray avrebbe dato ospitalità a Francis Stewart, conte di Bothwell, pensò bene di valersi dell’ordine del re per sistemare le sue questioni personali e devastare la contea.
Agli inizi di febbraio James, in viaggio per Edimburgo, si trovava nel castello della madre a Donibristle nel Fife quando venne probabilmente sorpreso e ucciso nel suo letto. La versione ufficiale è che Huntly, arrivato di notte alla porta del castello, abbia “bussato” e invitato Moray in nome del re ad andare con lui fino a Edimburgo, senonchè qualcuno ha sparato da una finestra ferendo gravemente uno dei suoi uomini e solo allora gli inviati del re hanno aperto il fuoco. Il castello viene dato alle fiamme (una cinquantina d’anni prima fu l’allora conte di Moray a bruciare il castello degli Huntly nell’Aberdeenshire e la storia ovviamente era già finita in una ballata vedi).
Il dipinto a grandezza naturale del cadavere sfigurato fu fatto sfilare in processione ad Edimburgo e il risentimento della gente fu tale che il Re dovette trasferirsi a Glasgow con tutta la corte nell’attesa che la bolla si sgonfiasse; ma Huntly venne “punito” con dei semplici arresi domiciliari!

La versione romanzata di Sir Walter Scott (in Tales of a Grandfather) è che James Stewart riesce a scappare e a raggiungere la scogliera nascondendosi nel buio della notte, ma la punta del suo cappello in fiamme viene notata dai suoi inseguitori e così è catturato e massacrato.

IL LAMENTO FUNEBRE

La ballata (in “The Tea-table Miscellany” di Allan Ramsay, X edizione Vol IV 1740, anche in XI edizione Vol V 1750, quella ripresa da Child) attribuita a Frank Sidgwick, richiama le lamentazioni funebri dette coronach in gaelico ovvero i lykewake dirges (letteralmente “lamentazioni per la veglia alla salma”) e si apre come un lamento in cui il narratore si rivolge a coloro che stanno afflitti per la morte del bel Conte.
Nella versione settecentesca, riportata come Child ballad #181 si legge tra le righe che il re poteva essere stato geloso del Conte (per la sua avvenenza che lo faceva ammirare dalla regina e per la sua fama che lo faceva godere del favore popolare): tale proposito non è subito rivelato, nella II strofa siamo al cospetto del re che rimprovera Huntly di aver mal inteso i suoi ordini, egli voleva che il Conte venisse condotto alla sua presenza, non ucciso, ma poi con la tecnica della ripetizione progressiva in cui si elogiano le qualità del morto (come non ricordare l’orazione funebre shakespeariana di Antonio?), ecco che si insinua che egli fosse nientemeno che  l’amante della regina.

Il finale si chiude con il dolore della vedova aggiungendo un ultimo tocco di pathos al lamento.

Jackie Leven in Say A Little Prayer 1994

ASCOLTA Old Blind Man Sequenza I, III, II, IV, VI, I, V, VI

ASCOLTA David Keith Jones nell’arrangiamento classico di Benjamin Britten


VERSIONE Child ballad #181
I
Ye Heilan’s and ye lowlands,
whaur hae ye been?
Ye hae slain the Earl o’ Moray
and laid him on the green
II
Now wae be to thee, Huntly!
And wherefore did you sae?
I bade you bring him wi’ you,
but forbade you him to slay.
III
He was a braw gallant,
he played at the ball(1)
The bonnie(2) Earl o’ Moray
was the floo’er amang them all
IV
He was a braw gallant,
And he rid at the ring(3);
And the bonny Earl of Murray,
Oh he might have been a king!
V
He was a braw gallant,
And he play’d at the glove(4);
And the bonny Earl of Murray
Oh he was the Queen’s love!(5)
VI
Oh lang will his lady(6)
Look o’er the castle Down (7),
Eer she see the Earl of Murray
Come sounding thro the town!
TRADUZIONE DI RICCARDO VENTURI
I
Voi, Highlands, voi  Lowlands,
Ma dov’eravate?
Hanno ucciso il Conte Moray
E l’hanno lasciato per terra.
II
Vergogna a te, Huntly!
perché hai fatto questo?
T’avevo detto d’arrestarlo,
Ma non d’ammazzarlo!
III
Era un gentiluomo valente
E giocava alla pallacorda;
E il bel Conte Moray
Era un fiore fra tutti.
IV
Era un gentiluomo valente,
E cavalcava ai tornei;
E il bel Conte Moray
Poteva certo essere un re!
V
Era un gentiluomo valente,
Si batteva nei duelli;
E il bel Conte Moray
Era l’amante della Regina!
VI
Oh, la sua signora a lungo
Scruterà giù dalle mura,
Mai più vedrà il Conte Moray
Entrare in città fra le grida!

NOTE
1) il gioco con la pallacorda è il tennis medievale, molto praticato alla corte francese dove il guanto con cui si riceveva e rilanciava la palla venne sostituito da una piccola racchetta proprio agli inizi del 1500. Fu Enrico VIII a rendere il gioco popolare anche in Inghilterra dove venne chiamato real (da royal) tennis
2) il conte era noto per la sua bellezza
3) il gioco dell’anello era una dimostrazione di abilità equestre nei tornei
4) il guanto di sfida era una pratica medievale in cui si lanciava ai piedi dello sfidato il proprio guanto; questi era obbligato a raccoglierlo e accettare il duello se non voleva perdere l’onore.
5) la regina Anna di Danimarca allora diciottenne
6) la moglie del conte Elizabeth Stewart che morirà qualche mese più tardi il 18 novembre 1591
7) down in minuscolo è inteso come sotto ma potrebbe trattarsi del riferimento più specifico a Doune Castle il possedimento del Re custodito dai conti di Moray

LA VERSIONE DI JAMES CARPENTER

Nel 1931 il collezionista americano James Carpenter ha raccolto dalla signora Watson Gray di Fochabers una versione più estesa della ballata che aggiunge dei dettagli sulle circostanze della morte del bel Conte, proditoriamente ucciso nel suo letto.
Nelle prime quattro strofe viene enunciata la morte del conte mentre giaceva addormentato nel suo letto per mano del rivale; le successive rimangono invariate rispetto alla versione di Child.


I
He’s ben an’ ben,
An ben tae his bed,
An wie a shairp rapier,
He stabbit him dead.
II
The ladye(8) cam’ doon the stairs
Wringin’ her hands,
He’s slain the Earl o Moray
The floor o’ Scotland.
III
But Huntly lap(s) on his horse
Rade tae the king;
“Ye’re welcome hame, Huntly
An’ Whare hae ye been?
IV
“Whare hae ye been,
An’ hoo hae ye sped?
“I’ve killed the Earl o’ moray,
Dead in his bed.”
V
“Noo wae be to ye, Huntly,
An wharefore did ye sae,
I bade ye bring him wie ye
But forbade ye him tae slay.”
VI
He was a braw gallant,
An’ he rade at the ring,
An the bonnie Earl o’ moray,
He micht hae been a king.”
VII
He was a braw gallant,
An he played at the glove,
An’ the bonnie Earl o’ moray
He was the Queen’s love.
VIII
He was a braw gallant,
He played at the ba,’
O the bonnie Earl o’ Moray
Was the floor o’ them a’.
IX
O lang will his ladye,
Look owre the castle doone (7),
Ere she see the Earl o’ Moray
Come soundin’ through the toon.

I
E’ stato come è stato,
mentre era a letto
è stata una lama affilata
che lo ha pugnalato a morte.
II
La signora scese dalle scale
Torcendosi le mani
“Ha ucciso il Conte Moray,
il fiore della Scozia”
III
E Huntly montò a cavallo
per correre dal Re
“Siate il benvenuto Huntly,
e dove siete stato?”
IV
“Dov’eravate?
e chi vi ci ha mandato?”
“Ho ucciso il Conte Moray
morto nel suo letto”.
V
“Vergogna a te, Huntly!
perché hai fatto questo?
T’avevo detto d’arrestarlo,
Ma non d’ammazzarlo!”
VI
Era un gentiluomo valente,
E cavalcava ai tornei;
E il bel Conte Moray
Poteva certo essere un re!
VII
Era un gentiluomo valente,
Si batteva nei duelli;
E il bel Conte Moray
Era l’amante della Regina!
VIII
Era un gentiluomo valente
E giocava alla palla;
E il bel Conte Moray
Era un fiore fra tutti.
IX
Oh, la sua signora a lungo
Scruterà dal castello di Doune,
Mai più vedrà il Conte Moray
Entrare in città fra le grida!

NOTE
8) potrebbe trattarsi sia della moglie ma anche della madre Margaret Campbell che lo ospitava nel suo castello di Donibristle

continua

FONTI
http://www.readbookonline.net/readOnLine/43749/
http://www.electricscotland.com/history/nation/moray.htm
http://www.hrionline.ac.uk/carpenter/ginit_id.jsp?id=p04413.0
http://iainthepict.blogspot.it/2011/02/james-stewart-2nd-earl-of-moray.html
http://en.wikipedia.org/wiki/James_Stewart,_2nd_Earl_of_Moray
http://thesession.org/tunes/2550

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