ADAM (EDOM) GORDON LAIRD OF AUCHINDOUN: BURNING TOWIE CASTLE

Child Ballad #178

La ballata Edom O’ Gordon (Adam Gordon) ci mostra gli orrori delle guerre tra i clan scozzesi durante il 1500: in particolare la faida tra i  Gordon sostenitori della regina Maria (Maria Stuart alias Maria I di Scozia) e i  Forbes sostenitori di Giacomo IV (che diventerà Giacomo I d’Inghilterra).

LA FAIDA

Adam Gordon (1545-1580) è il fratello minore del sesto Conte di Huntly (primo Marchese di Huntly dal 1599) Laird del castello di Auchindoun, il quale nel mese di novembre del 1570 o 1571 prende d’assalto il castello dei Forbes a Towie presso Creishbrowe ; ma il Laird è lontano e la sua Signora preferisce la morte piuttosto che la resa.
Ci troviamo quindi nell’Aberdeenshire, anche se la ballata a volte è rappresentata nel Border scozzese, come sia la sua prima versione fu scritta poco dopo l’accaduto (vedi Cotton Manuscript Vespasian, A. xxv, No 67, fol. 187). Nel 1700 è presente ancora nelle principali collezioni del tempo ed è riportata nella raccolta del professor Child in bel 9 versioni, alcune con anche una trentina di strofe. La melodia è stata trascritta in molte partiture per liuto intorno al 1597.

Si stralcia dal sito di The Child Ballads curato da Ed de Moel al quale si rimanda per l’approfondimento: “During the three wretched and bloody years which followed the assassination of the regent Murray, the Catholic Earl of Huntly, George Gordon, was one of the most eminent and active of the partisans of the queen. Mary created him her lieutenant-governor, and his brother, Adam Gordon, a remarkably gallant and able soldier, whether so created or not, is sometimes called the queen’s deputy-lieutenant in the north. Our ballad is concerned with a minor incident of the hostilities in Aberdeenshire between the Gordons and the Forbeses, a rival but much less powerful clan, who supported the Reformed faith and the regency or king’s party” continua

L’INCENDIO DELLA CASA-TORRE DI TOWIE

burning-castleA volte la responsabilità della malefatta viene addossata al capitano Kar (o Carr) ma la dinamica dell’accaduto è simile in tutte le versioni: la dama del castello, che doveva essere una piccola dimora fortificata d’importanza secondaria, cerca di negoziare con gli assalitori, tuttavia i Gordon chiedono la consegna del castello (e anche i favori della castellana).
Il castello è dato alle fiamme (a volte da un traditore) e la donna implora la pietà per i suoi figli più piccoli, ma il fuoco divampa e tutti gli occupanti (una trentina di persone) muoiono nell’incendio.
In alcune versioni la donna cerca di salvare i figli (a volte sono tre a volte nove), calandoli giù dalle finestre, ma una volta a terra vengono tutti passati alle armi (questa versione potrebbe essere una contro propaganda dei Forbes).
All’epoca nessuno aveva il cuore tenero e si scannavano tutti allegramente pur di ottenere vendetta!

ASCOLTA Malinky in The Unseen Hours, 2005


I
It fell aboot the Martinmas time
When the wind blew shrill and cauld
Cried Edom o’ Gordon tae his men
“We maun draw tae some hauld”
II
“Whit hauld, whit hauld,” cried his merry men
“Whit hauld sal we gang tae?”
“It’s tae Towie’s Hoose that we maun ride
And see yon fair lady”
III
She thocht it was her ain dear lord
That she saw ridin’ hame
But was the traitor Edom o’ Gordon
That rik nae sin nor shame
IV
“Come doon,  Lady Campbell,” he cried
“And gie yer hoose tae me,
Or else this nicht I swear I’ll burn
Ye an’ yer bairnies three”
V
“I winna come doon,” the lady cried
“For laird nor yet for loon
Nor yet for any rank robber
That comes frae Auchendoon”
VI
The lady frae the battlements
Twa bullets she let flee
But it missed its mark wi’ Gordon
For it scarcely grazed his knee
VII
“Lady Campbell,” the Gordon cried
“That shot will cost you dear”
An’ he has ca’ed tae his ain Jock
Tae bring the faggots near
VIII
“I winna come doon, ye fause Gordon
I winna gie up tae ye
I winna forsake ma ain dear lord
That is sae far frae me”
IX
Then up and spak her  youngest son
Sat on the nooris’s knee
“Oh open the door and   let me oot
For this reek is choking   me”
X
“I wid gie up ma   gowd,” she cried
“Ma siller and ma fee
For a blast o’ the   whistling wind
Tae blaw this reek frae   me”
XII
Then oot an’ spak her  dochter dear
She wis baith jimp and sma’
“Oh row me in a pair   o’ sheets
And throw me ower the   wa’”
XIII
They rowed her in a pair o’   sheets
And threw her ower the wa’
But on the point o’ the  Gordon’s sword
She got a deidly fa’
XIV
Then Gordon turned her ower and ower/ And oh her face was white
Ah micht had spared that   bonny face
Tae be some man’s delight
XV
Oh pity on yon fair castle
That was biggit wi’ stane   and lime
And wae for Lady Campbell   herself
Burnt wi’ her bairnies nine
XVI
Oh three o’ them were mairried wives
And three o’ them were   bairns
And three o’ them were leal   maidens
That ne’er lay in young   men’s airms
Tradotto da Cattia Salto
I
Accadde nell’estate di S. Martino (1)
quando il vento freddo soffia stridulo ,
urlò Adam Gordon ai suoi uomini,
Dobbiamo stanare qualche vecchia volpe (2).”
II
“In quale castello, – gridarono i suoi bravi (3)-  in quale castello dobbiamo andare” “Al castello di Towie (4) dobbiamo cavalcare
per visitare la bella dama“.
III
Lei pensò fosse suo marito che ritornava a casa a cavallo; e invece era Adam Gordon, il traditore, che non aveva né macchia né vergogna (5)
IV
Scendi, Lady Campbell (6)- gridò –
e consegnami la tua casa
o entro stanotte giuro che brucerò
tu e i tuoi tre figlioletti.”
V
Non scenderò –la dama gridò-
né per un signore, né per un pezzente
e nemmeno per un predone
che viene da Auchindoun
VI
La dama dai bastioni
due colpi sparò
ma mancò il bersaglio di Gordon
perchè gli sfiorò solo il ginocchio
VII
Lady Campbell – Gordon gridò –
questo colpo ti costerà caro
e chiamò il suo Jock
per accatastare le fascine
VIII
Non scenderò, voi falso Gordon
non vi verrò incontro,
non abbandonerò il mio caro signore
che è così lontano!
IX
Parlò allora il suo figlio minore
che stava in grembo alla balia:
“Apri la porta e fammi uscire,
che il fumo mi soffoca!
X
Darei tutto il mio oro – lei gridò-
l’argento e tutto il mio corredo
per una folata di ponente
che mandasse via il fumo!
XII
Poi parlò la sua cara figlia
che era snella che piccola
Avvolgimi in un lenzuolo,
e calami giù dalle mura
XIII
La avvolsero in un paio di lenzuola
e la calarono giù dalle mura,
ma sulla punta della lama di Gordon
lei fece una terribile caduta
XIV
Allora Gordon la rigirò mille volte
e il suo volto era bianco, oh avrebbe potuto risparmiare quel bel volto, tale da essere la delizia di un uomo!
XV
Oh pietà per quel bel castello
che era eretto con pietra e calce
e per la stessa Lady Campbell
bruciata con i suoi nove figli.
XVI
Tre di loro era mogli
e tre di loro erano bambini
e tre di loro erano leali fanciulle
che mai giacquero tra le braccia dei giovanotti

NOTE
1) l’estate di San Martino è un periodo relativamente caldo dell’autunno in coincidenza con la festa di San Martino che si celebra l’11 novembre
2) hauld sta per old, il riferimento generico riguarda un “vecchio” riferito nel contesto al clan rivale e quindi al suo castello avito, ho tradotto così a senso
3) dare del merry agli uomini è tipico delle frasi stereotipate delle ballate
4) Il castello Towie-Barclay, probabilmente ricostruito sul sito del primitivo castello dato alle fiamme è ora proprietà privata. Per tradizione la vicenda è stata spostata un po’ più in alto presso Corgarff oggi popolare destinazione turistica. In altre versioni diventa il castello di Rhodes più per un assonanza con il nome Forbes che in riferimento ad un luogo reale
5) cioè fino ad allora si era comportato onorevolmente, non così nell’assalto del castello
6) Lady Margaret Forbes signora del castello era nata Campbell

ASCOLTA Folkal Point, 1972

CHILD #178 D – Versione di Robert & Andrew Foulis in “Edom of Gordon: An Ancient Scottish Poem” 1755


I
It fell about the Martinmas,
When the wind blew shrill and cauld,
Said Edom o Gordon to his merry men,
We maun draw to a hauld.
II
‘And whatna(7) hauld sall we draw to,
My merry men and me?
We will gae to the house of the Rodes,
To see that fair ladye.’
III
She had nae sooner buskit(5) hersell,
Nor sooner said the grace,
when Edom o Gordon and his merry men
Were lighted about the place.
IV
‘Come doun to me, my lady gay,
Come doun Come doun to me;
This night ye’ll lig in my bed,
tomorrow my bride sall be.’
V
She stood upon her castle wa’,
And let twa bullets   flee:
She miss’d that   bluidy butcher’s heart,
And only razed his   knee.
VI
(8)
VII
But when the ladye   saw the fire
Come–flaming o’er her head,
She wept, and kiss’d her children twain,/Says, ‘Bairns, we been but dead.’
VIII
The Gordon then his bugle blew,
And said, ‘Awa’, awa’!
This house o’ the Rodes is a’ in a flame;
I hauld it time to ga’.’
IX
And after the Gordon he is gane,
Sae fast as he might dri’e;
And soon i’ the Gordon’s foul heart’s blude
He’s wroken(10) his fair ladye.
Tradotto da Cattia Salto
I
Accadde nell’estate di S. Martino (1)
quando il vento freddo soffia stridulo ,
disse Adam Gordon ai suoi bravacci,
Dobbiamo stanare qualche vecchia volpe (2).”
II
“E che tipo castello dobbiamo assalire
i miei uomini ed io?“”Andremo nella fortezza di Rhodes (4) per visitare la bella dama
III
Si era appena vestita e aveva detto le preghiere quando Adam Gordon e i suoi bravaqcci
diedero fuoco al posto
IV
Arrendetevi, mia signora
arrendetevi, arrendetevi
questa notte vi intratterrete nel mio letto
e domani sarete la mia sposa
V
Lei stava sulle mura del castello
e due colpi sparò
ma mancò il cuore di quel macellaio
e solo gli sfiorò il ginocchio
VI

VII
Ma appena la signora vide il fuoco
caderle addosso
pianse e baciò i figli due volte
dicendo “Bambini siamo belle che morti
VIII
Il Gorgon allora la sua tromba suonò
e disse “Via, Via!
questa dimora di Rodes è tutta bruciata;
è arrivato il tempo di andare”
IX
E dopo  Gordon si partì
a spron battuto
ma presto (il marito) colpirà il cuore sanguinario di Gordon e vendicherà la sua bella dama

NOTE
7) whatna: What kind of a.
4) house of the Rodes. un castello a poche miglia a sud di Duns nel Berwickshire
8) buskit hersell: Got ready, dressed herself
9) strofa riassunta dal gruppo
10) wroken: Revenged

ASCOLTA Alison McMorland, versione testuale riportata nella collezione Greig-Duncan.

E LA FAIDA CONTINUA vedi

FONTI
http://www.electricscotland.com/history/wars/152BurningOfTowieCastle.pdf
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_178
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/C178.html
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=en&id=93
http://www.exclassics.com/percy/perc20.htm
http://history.wdgordon.com/gordon12.htm
http://digital.nls.uk/special-collections-of-printed-music/
pageturner.cfm?id=87739066

http://www.sacred-texts.com/neu/eng/child/ch178.htm
http://rpo.library.utoronto.ca/poems/edom-o-gordon

LA CONTEA DI MORAY E LE LOTTE TRA I CLAN

Moray è una contea della Scozia dalla parte Nord-Est ai confini delle Highland, feudo del casato dei Moray, una contea a lungo contesa nel Medioevo tra le famiglie reali e i potenti clan della zona.

BonnieEarlofMorayIl dipinto a grandezza naturale raffigura James Stewart, Lord Doune, secondo conte di Moray, morto il 7 febbraio 1591 (o 1592) all’età di 24 anni. E’ stato commissionato dalla madre Margaret Campbell, che non intendeva seppellire il corpo fino a quando giustizia non sarà fatta ( e nel fumetto fa dire al cadavere “God revenge my caus“).
Sul corpo si riscontrano una serie di colpi di moschetto (o pistola) sul petto e il ventre e varie ferite di taglio al volto, collo e alla gamba (tutte le ferite sono state inferte su un solo lato del corpo e apparentemente ad un uomo che non indossava l’armatura).
La circostanza dell’uccisione del Conte è oggetto di una ballata scozzese “The Bonnie Earl of Moray” riportata anche come Child ballad #181, circostanza ben nota all’epoca dei fatti, che tuttavia ha lasciato degli interrogativi ancora oggi senza risposta.

LA FAIDA

La rivalità tra i Gordon e i Moray, due casate molto potenti nel Nord-Est della Scozia, risaliva alla generazione precedente (e il cattivo sangue c’era già dal secolo prima) e con l’ordine del re di arrestare i cospiratori (o presunti tali) capeggiati dal  conte di Bothwell, un’altra testa calda, George Gordon VI conte di Huntly ha colto l’occasione per vendicarsi.
E pensare che James Stewart aveva acquisito il titolo di Conte di Moray solo mediante il matrimonio! (vedi)

L’ANTEFATTO
Il titolo, in mancanza di eredi di un altro James Stewart già figlio naturale di Giacomo IV è stato dato al IV conte di Huntly e passato al suo successore. Ma alla morte nel 1462 del V conte di Huntly, caduto in disgrazia, il titolo venne incamerato dalla Corona e venne nominato primo conte di Moray James Stewart, figlio illegittimo di Giacomo V e reggente del re Giacomo VI che quando morì lo passò alla figlia Elizabeth che sposò il nostro James. (e già mi è venuto il mal di testa!)

L’INCENDIO DEL CASTELLO

Come sia la faida era aperta e il conte di Huntley con la scusa che il conte di Moray avrebbe dato ospitalità a Francis Stewart, conte di Bothwell, pensò bene di valersi dell’ordine del re per sistemare le sue questioni personali e devastare la contea.
Agli inizi di febbraio James, in viaggio per Edimburgo, si trovava nel castello della madre a Donibristle nel Fife quando venne probabilmente sorpreso e ucciso nel suo letto. La versione ufficiale è che Huntly, arrivato di notte alla porta del castello, abbia “bussato” e invitato Moray in nome del re ad andare con lui fino a Edimburgo, senonchè qualcuno ha sparato da una finestra ferendo gravemente uno dei suoi uomini e solo allora gli inviati del re hanno aperto il fuoco. Il castello viene dato alle fiamme (una cinquantina d’anni prima fu l’allora conte di Moray a bruciare il castello degli Huntly nell’Aberdeenshire e la storia ovviamente era già finita in una ballata vedi).
Il dipinto a grandezza naturale del cadavere sfigurato fu fatto sfilare in processione ad Edimburgo e il risentimento della gente fu tale che il Re dovette trasferirsi a Glasgow con tutta la corte nell’attesa che la bolla si sgonfiasse; ma Huntly venne “punito” con dei semplici arresi domiciliari!

La versione romanzata di Sir Walter Scott (in Tales of a Grandfather) è che James Stewart riesce a scappare e a raggiungere la scogliera nascondendosi nel buio della notte, ma la punta del suo cappello in fiamme viene notata dai suoi inseguitori e così è catturato e massacrato.

IL LAMENTO FUNEBRE

La ballata (in “The Tea-table Miscellany” di Allan Ramsay, X edizione Vol IV 1740, anche in XI edizione Vol V 1750, quella ripresa da Child) attribuita a Frank Sidgwick, richiama le lamentazioni funebri dette coronach in gaelico ovvero i lykewake dirges (letteralmente “lamentazioni per la veglia alla salma”) e si apre come un lamento in cui il narratore si rivolge a coloro che stanno afflitti per la morte del bel Conte.
Nella versione settecentesca, riportata come Child ballad #181 si legge tra le righe che il re poteva essere stato geloso del Conte (per la sua avvenenza che lo faceva ammirare dalla regina e per la sua fama che lo faceva godere del favore popolare): tale proposito non è subito rivelato, nella II strofa siamo al cospetto del re che rimprovera Huntly di aver mal inteso i suoi ordini, egli voleva che il Conte venisse condotto alla sua presenza, non ucciso, ma poi con la tecnica della ripetizione progressiva in cui si elogiano le qualità del morto (come non ricordare l’orazione funebre shakespeariana di Antonio?), ecco che si insinua che egli fosse nientemeno che  l’amante della regina.

Il finale si chiude con il dolore della vedova aggiungendo un ultimo tocco di pathos al lamento.

Jackie Leven in Say A Little Prayer 1994

ASCOLTA Old Blind Man Sequenza I, III, II, IV, VI, I, V, VI

ASCOLTA David Keith Jones nell’arrangiamento classico di Benjamin Britten


VERSIONE Child ballad #181
I
Ye Heilan’s and ye lowlands,
whaur hae ye been?
Ye hae slain the Earl o’ Moray
and laid him on the green
II
Now wae be to thee, Huntly!
And wherefore did you sae?
I bade you bring him wi’ you,
but forbade you him to slay.
III
He was a braw gallant,
he played at the ball(1)
The bonnie(2) Earl o’ Moray
was the floo’er amang them all
IV
He was a braw gallant,
And he rid at the ring(3);
And the bonny Earl of Murray,
Oh he might have been a king!
V
He was a braw gallant,
And he play’d at the glove(4);
And the bonny Earl of Murray
Oh he was the Queen’s love!(5)
VI
Oh lang will his lady(6)
Look o’er the castle Down (7),
Eer she see the Earl of Murray
Come sounding thro the town!
TRADUZIONE DI RICCARDO VENTURI
I
Voi, Highlands, voi  Lowlands,
Ma dov’eravate?
Hanno ucciso il Conte Moray
E l’hanno lasciato per terra.
II
Vergogna a te, Huntly!
perché hai fatto questo?
T’avevo detto d’arrestarlo,
Ma non d’ammazzarlo!
III
Era un gentiluomo valente
E giocava alla pallacorda;
E il bel Conte Moray
Era un fiore fra tutti.
IV
Era un gentiluomo valente,
E cavalcava ai tornei;
E il bel Conte Moray
Poteva certo essere un re!
V
Era un gentiluomo valente,
Si batteva nei duelli;
E il bel Conte Moray
Era l’amante della Regina!
VI
Oh, la sua signora a lungo
Scruterà giù dalle mura,
Mai più vedrà il Conte Moray
Entrare in città fra le grida!

NOTE
1) il gioco con la pallacorda è il tennis medievale, molto praticato alla corte francese dove il guanto con cui si riceveva e rilanciava la palla venne sostituito da una piccola racchetta proprio agli inizi del 1500. Fu Enrico VIII a rendere il gioco popolare anche in Inghilterra dove venne chiamato real (da royal) tennis
2) il conte era noto per la sua bellezza
3) il gioco dell’anello era una dimostrazione di abilità equestre nei tornei
4) il guanto di sfida era una pratica medievale in cui si lanciava ai piedi dello sfidato il proprio guanto; questi era obbligato a raccoglierlo e accettare il duello se non voleva perdere l’onore.
5) la regina Anna di Danimarca allora diciottenne
6) la moglie del conte Elizabeth Stewart che morirà qualche mese più tardi il 18 novembre 1591
7) down in minuscolo è inteso come sotto ma potrebbe trattarsi del riferimento più specifico a Doune Castle il possedimento del Re custodito dai conti di Moray

LA VERSIONE DI JAMES CARPENTER

Nel 1931 il collezionista americano James Carpenter ha raccolto dalla signora Watson Gray di Fochabers una versione più estesa della ballata che aggiunge dei dettagli sulle circostanze della morte del bel Conte, proditoriamente ucciso nel suo letto.
Nelle prime quattro strofe viene enunciata la morte del conte mentre giaceva addormentato nel suo letto per mano del rivale; le successive rimangono invariate rispetto alla versione di Child.


I
He’s ben an’ ben,
An ben tae his bed,
An wie a shairp rapier,
He stabbit him dead.
II
The ladye(8) cam’ doon the stairs
Wringin’ her hands,
He’s slain the Earl o Moray
The floor o’ Scotland.
III
But Huntly lap(s) on his horse
Rade tae the king;
“Ye’re welcome hame, Huntly
An’ Whare hae ye been?
IV
“Whare hae ye been,
An’ hoo hae ye sped?
“I’ve killed the Earl o’ moray,
Dead in his bed.”
V
“Noo wae be to ye, Huntly,
An wharefore did ye sae,
I bade ye bring him wie ye
But forbade ye him tae slay.”
VI
He was a braw gallant,
An’ he rade at the ring,
An the bonnie Earl o’ moray,
He micht hae been a king.”
VII
He was a braw gallant,
An he played at the glove,
An’ the bonnie Earl o’ moray
He was the Queen’s love.
VIII
He was a braw gallant,
He played at the ba,’
O the bonnie Earl o’ Moray
Was the floor o’ them a’.
IX
O lang will his ladye,
Look owre the castle doone (7),
Ere she see the Earl o’ Moray
Come soundin’ through the toon.

I
E’ stato come è stato,
mentre era a letto
è stata una lama affilata
che lo ha pugnalato a morte.
II
La signora scese dalle scale
Torcendosi le mani
“Ha ucciso il Conte Moray,
il fiore della Scozia”
III
E Huntly montò a cavallo
per correre dal Re
“Siate il benvenuto Huntly,
e dove siete stato?”
IV
“Dov’eravate?
e chi vi ci ha mandato?”
“Ho ucciso il Conte Moray
morto nel suo letto”.
V
“Vergogna a te, Huntly!
perché hai fatto questo?
T’avevo detto d’arrestarlo,
Ma non d’ammazzarlo!”
VI
Era un gentiluomo valente,
E cavalcava ai tornei;
E il bel Conte Moray
Poteva certo essere un re!
VII
Era un gentiluomo valente,
Si batteva nei duelli;
E il bel Conte Moray
Era l’amante della Regina!
VIII
Era un gentiluomo valente
E giocava alla palla;
E il bel Conte Moray
Era un fiore fra tutti.
IX
Oh, la sua signora a lungo
Scruterà dal castello di Doune,
Mai più vedrà il Conte Moray
Entrare in città fra le grida!

NOTE
8) potrebbe trattarsi sia della moglie ma anche della madre Margaret Campbell che lo ospitava nel suo castello di Donibristle

continua

FONTI
http://www.readbookonline.net/readOnLine/43749/
http://www.electricscotland.com/history/nation/moray.htm
http://www.hrionline.ac.uk/carpenter/ginit_id.jsp?id=p04413.0
http://iainthepict.blogspot.it/2011/02/james-stewart-2nd-earl-of-moray.html
http://en.wikipedia.org/wiki/James_Stewart,_2nd_Earl_of_Moray
http://thesession.org/tunes/2550