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Terre Celtiche Blog

Occasione mancata

[Nigra 71; trad.]
“Occasione mancata” è la ballata piemontese che richiama un tema noto nella ballatistica europea come Il cavaliere Beffato. Nella versioni anglo scozzesi la ballata prende il titolo di The Baffled Knight.
Sebbene Costantino Nigra abbia riportato sette varianti della stessa nella sua antologia “Canti popolari del Piemonte” (1888) ho trovato una versione solo dalla voce della cantora Teresa Viarengo (in Cantè Bergera), una versione con molte omissioni al punto che la trama potrebbe sembrare poco comprensibile.

Occasione mancata

Nella Versione A del Nigra proveniente da Villa-Castelnuovo, Canavese la bella si è smarrita nel bosco quando incontra il bel galante che l’invita a montare sul suo cavallo per insegnarle la strada. Memore degli avvertimenti paterni di non accettare caramelle dagli sconosciuti, la fanciulla declina, ma il galante le risponde “Montate o bella come se foste la mia figliola“.
Ma ecco che dopo poco il cavaliere tenta un approccio e la fanciulla, astutamente, gli dice di essere figlia di contadino affetta da una malattia contagiosissima. E qui il cavaliere le ingiunge di scendere da cavallo, che non ne vuole più sapere (di approcci sessuali).

La storia continua con il cavaliere a cavallo e la fanciulla a piedi appresso a lui, appena escono dal bosco la bella si mette a ridere e dice “Sono figlia di un gran signore padrone di questa città“. Allora il galante la invita ancora a montare a cavallo con il pretesto di accompagnarla fino a casa, ma la fanciulla risponde “Neanche se mi pagaste ci salirei, mi riportereste nel bosco“. Così il cavaliere sospira “Oh avevo la bella tra le braccia e l’ho lasciata andare via!” (in altre versioni si rammarica di “Aver la quaglia tra i piedi e lasciarla volar via!“).

La versioni di “Occasione mancata” riportate dal Nigra (tranne A e B) sono in forma frammentaria in una di queste alle avance del cavaliere la fanciulla risponde “lasciatemi in pace finchè siamo in mezzo al bosco, quando ne usciremo ci metteremo d’accordo” (versione F) dove la bella si fa beffe del galante inesperto “Ho attraversato il bosco con un “amurus” che mi ha fatto buona compagnia e non ha avuto il coraggio di baciarmi!” E proprio la stessa situazione della The Baffled knight (Child #112) alle quali rimando per l’approfondimento.

Occasione mancata

Teresa Viarengo in Teresa Viarengo e la ballata popolare in Piemonte 1998
Betti Zambruno & Bärtavela
Occasione Mancata – La Malaparà
in Cante’ Bergera, 2014

“E se vi dico vui bel galàn
segnémi ‘n pò la via(1)”
segnémi ‘n pò la via” danlean (2)
segnémi ‘n pò la via
(danlean).
“Munté, vui béla, an süma al caval,
v’insegnerò la via”
Quand a l’é staita ‘n s’el so cavàl,
ciamài d’ chi l’éra fia.
“Mi sun la fia d’ün pa-isàn (3),
set ani d’ malatìa
e se mi tuchéisu sulamént un dì,
‘l me mal s’atacherìa”.(4)

Qunad a l’è staita là per calé(5)
ciamài d’ chi l’éra fia(6).
“Mi sun la fìa d’un gran signùrm
mia mama l’é regina”
“Munté, vui béla, an süma al caval,
iuma falì la via”
“E la via l’uma pa falì, iuma pa falì la via
lu védi ben cul gran castél,
e là l’é casa mia”

“E se vi dico voi bel galante
insegnatemi la strada
insegnatemi la strada
insegnatemi la strada”

“Montate o bella in cima al cavallo,
vi mostrerò la strada”
Quando è stata sul cavallo
le chiede di chi era figlia
“Sono la figlia di un contadino,
è malato da sette anni
e se mi toccaste appena con un dito
il mio male si attaccherebbe a voi”

Quando è stata sul punto di scendere
le chiede di chi era figlia
“Sono la figlia di un gran Signore
e mia mamma è regina”
“Salite, bella sul cavallo
abbiamo sbagliato strada”
” Oh non abbiamo sbagliato strada,
lo vedete bene quel gran castello?
Laggiù c’è la mia casa”

NOTE testo piemontese come trascritto da Robero Leydi in Cantè Bergera, 1995 traduzione italiana Cattia Salto

  1. Si omette il fatto che la fanciulla si sia smarrita nel bosco
  2. danlean è un intercalare più che l’indicazione di una località
  3. la fanciulla tace la sua nobile (o ricca) nascita e mente due volte inventandosi di essere affetta da una malattia contagiosa per contatto
  4. in altre versioni il cavaliere prosegue il cammino con la fanciulla appiedata per evitare di infettarsi pure lui. L’espediente della malattia non è poi così campato in aria, molte fanciulle che andavano sole per il mondo nei tempi antichi (in cerca del fidanzato o del marito) si travestivano da uomini per non essere importunate, oppure si fingevano lebbrose (e anche quello era un buon travestimento perchè i lebbrosi andavano tutti insaccati in tuniche fino ai piedi, bende che coprivano le mani e cappucci che nascondevano il volto).
  5. nella versione della Viarengo non è specificato che i due montassero sullo stesso cavallo, solo così si spiega perchè il cavaliere non l’abbia fatta scendere per paura del contagio
  6. è una incongruenza di cui le ballate popolari non si preoccupano perchè finalizzata alla conclusione della storia, alla domanda la dama risponde di essere una nobildonna. Il cavaliere capisce allora di essere stato beffato (anche sulla malattia) e la invita a ritornare nel bosco, che così le farà vedere di essere un amante ben capace, ma ormai l’occasione è andata persa (e la quaglia ha preso il volo)

Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog

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