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‘Nel giorno di San Patrizio i miei pensieri mi porteranno a casa’

traduzione italiano di Cattia Salto del post di Stephen Salzano 
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Erin grá mo chroí – Ireland Love of my Heart

Appena in tempo per la festa di San Patrizio, ecco alcune notizie su un bellissimo e triste lamento di un emigrante che lascia l’Irlanda per la città di New York, nella speranza di vita migliore, per sfuggire ai morsi della povertà e della fame in Irlanda.
Ma la nostra protagonista vorrebbe ritornare a casa, alla ‘terra benedetta da San Patrizio’. Questa è un canto molto triste ed evocativo, pieno di malinconia, che replica la situazione disperata della gente d’Irlanda (Erin per il poeta). Con tutta probabilità la nostra emigrante è una giovane signorina mandata dalla sua famiglia a New York dai parenti e amici già sul posto, e non ritornerà mai più in Irlanda. Mi commuovo veramente quando ascolto questa canzone che la mia amica Edina dall’Ungheria mi ha fatto conoscere quasi due anni fa.

‘On the day that I did part, sure it broke my mother’s heart’. ‘Will I ever see my dear folks anymore ?’

È probabile che la povera ragazzina venga mandata in America dalla sua famiglia come tanti altri in cerca di una vita migliore, l’emigrazione era incoraggiata e i genitori sapevano che il meglio che potevano fare per i loro figli era mandarli in America, magari per unirsi alla famiglia già lì, che aveva avuto successo con la propria vita. La famiglia in America avrebbe potuto mandare i soldi in Irlanda, come per l’Adergoole 14, quando il costo della navigazione attraverso l’Atlantico dall’Irlanda, per la classe passeggeri, era di circa 700 sterline nel denaro di oggi , l’equivalente a circa tre anni di salario.

Lament irlandese tradizionale sull’emigrazione: origine sconosciuta; in Irlanda la tradizione ottocentesca la collegò all’emigrazione in America a seguito della Grande Carestia

Erin gra mo chroi significa “Ireland love of my heart” ed è il lamento degli emigranti irlandesi per la loro terra natia.

Da una prima rapida ricerca, non sono riuscito a trovare nulla sulla provenienza di questa canzone -e per ora ci rinuncio- così includerò solo alcune informazioni molto interessanti sulla famosa spiaggia nella canzone – ovvero un plausibile candidato! Cosa abbastanza facile da trovare, dato che i coloni irlandesi a New York hanno grandi comunità in solo due spiagge urbane della città.

L’emigrazione irlandese a New York

Gli Irlandesi-americani arrivarono in America negli anni coloniali (prima del 1776) con l’aumento dell’immigrazione negli anni del 1820, dovuta alle povere condizioni di vita in Irlanda. Ma l’ondata più grande dell’emigrazione irlandese arrivò dopo la Grande Carestia del 1845. (da Wiki)

‘For to gaze upon the scenes of New York’.

Potevano esserci due spiagge urbane con grandi comunità di irlandesi, io ho scelto Rockaway Beach, Queens

Mentre lo skyline di Manhattan è visibile in lontananza, la spiaggia di Rockaeay sembra un mondo a parte (tratto da qui)

Erin grá mo chroí

Maya Johanna

Cherish the Ladies


chorus
Ohh Erin grá mo chrói,
you’re the dear old land to me
You’re the fairest that my eyes did e’er behold
You’re the land Saint Patrick blessed
You’re the bright star of the west
You’re that dear little isle so far away
I
At the setting of the sun,
when my long day’s work was done
I rambled down the seashore for a walk
And I being all alone I sat down upon a stone
For to gaze upon the scenes of New York
II
With the turf fire burning bright
on a cold dark winter’s night
And the snow flakes falling
gently to the ground
When Saint Patrick’s Day has come,
my thoughts will carry me home
To that dear little isle so far away.
III
On the day that I did part,
well it broke my mother’s heart
Will I never see my dear ones anymore?
Not until my bones are laid
in the cold and silent grave
In my own native land so far away
Traduzione italiano Cattia Salto
Coro
Erin cuore mio,
sei la cara vecchia patria per me
la più bella che i miei occhi abbiano mai visto,
Sei la terra benedetta da San Patrizio,
la stella luminosa dell’Ovest,
la cara piccola isola tanto lontana!
I
Al tramonto del sole quando la mia lunga giornata di lavoro era finita,
passeggiavo sul lungomare.
tutta sola. e mi sedevo su una pietra
per osservare lo scenario di New York
II
Con il fuoco di torba che brilla luminoso
in una fredda notte d’inverno
e i fiocchi di neve che cadono
lievi a terra,
nel giorno di San Patrizio
i miei pensieri mi porteranno a casa
alla cara piccola isola tanto lontana!
III
Il giorno i cui partii,
beh spezzai il cuore alla mia mamma
rivedrò ancora i miei cari genitori?
Non finchè le mie ossa saranno sepolte
nella fredda e silenziosa tomba (1)
nella mia patria tanto lontana!

[NOTE
1) la sepoltura nella terra degli avi è un topico di tutti gli emigranti, in particolare del popolo irlandese N.d.T.]

Contesto storico

The Great Irish Famine in Songs Erick Falc’her-Poyroux, « The Great Irish Famine in Songs », [La grande carestia irlandese nelle canzoni di Erick Falc’her-Poyroux, «La grande carestia irlandese nelle canzoni»], Revue Française de Civilization Britannique [Online], XIX-2 | 2014, online dal 1 ° maggio 2015, connessione il 30 settembre 2016. URL: http: // rfcb.revues.org/277; DOI: 10.4000 / rfcb.277

‘Those in power write the history, those who suffer write the songs’ Frank Harte (1933-2005), [“I potenti scrivono la Storia, quelli che faticano scrivono Canzoni”] Frank Harte

Per quanto prevenuta possa essere la citazione iniziale del cantante e collezionista irlandese Frank Harte, un’analisi delle canzoni popolari della Grande carestia irlandese merita uno studio accurato, in quanto si troveranno in esse punti di vista raccolti da un’esperienza palpabile e vivida, e tracce della storia irlandese più spesso descritta con aride statistiche, piuttosto che la sua realtà di tragedia umana. Si ritiene generalmente che siano sopravvissute pochissime canzoni dell’era della carestia: è davvero una testimonianza del potere e dell’importanza della musica e delle canzoni tradizionali, e in Irlanda, in particolare, di quelle persone analfabete in esilio o in punto di morte che trovavano la forza di esprimere le loro disgrazie in una forma così poetica ed elaborata

[Le sofferenze dell’Irlanda tra il 1845 e il 1850 potrebbero difficilmente essere sopravvalutate, e gli effetti si possono ancora sentire nella vita di tutti i giorni dopo più di 150 anni: con oltre 8 milioni di abitanti sull’isola nel 1841 e poco meno di 6,5 milioni oggi, Irlanda è l’unico posto in Europa la cui popolazione è diminuita dal 1840. In confronto, la popolazione dell’Inghilterra (circa 13,6 milioni nel 1841) è quasi quadruplicata, a c. 53 milioni oggi.]

Il contesto musicale

L’Irlanda ha avuto un’eccezionale reputazione musicale per secoli, e uno strumento raffinato, l’arpa, ha rappresentato lo simbolo nazionale almeno dal XIII secolo. Anche nelle classi più povere, la musica era una parte importante della vita quotidiana irlandese, come dimostrano i resoconti lasciati a noi da numerosi testimoni, soprattutto dal XVIII secolo in poi: tutti i poveri, sia uomini che donne, imparano a ballare, e sono estremamente appassionati allo svago. Un ragazzo cencioso, senza scarpe o calze, è stato visto in una stalla, condurre una ragazza con la stessa postura di un minuetto: l’amore per la danza e la musica è quasi universale tra di loro

Il secondo e più popolare tipo di canto popolare oggi in Irlanda, tuttavia, è un genere chiamato “ballad singing”: è uno sviluppo relativamente tardo che è stato estremamente popolare in tutta Europa ed è apparso nell’Irlanda urbana durante il 17 ° secolo, probabilmente sotto l’influenza dei coloni scozzesi, soprattutto nella parte settentrionale dell’isola. In genere è cantato in inglese e racconta una storia sui temi classici dell’amore, del denaro, del bere, dell’emigrazione, ma anche su temi più politici: la ballata per definizione non è una ballata se non quando è diffusa oralmente […]. Definita nei termini più semplici, la ballata è una canzone popolare che racconta una storia. […] Ciò che chiamiamo ballata è sempre una narrazione, è sempre cantata su una melodia circolare e viene sempre imparata dalle labbra degli altri piuttosto che dalla lettura.

Le canzoni irlandesi

Una canzone tradizionale, essendo spesso il lavoro di un autore anonimo o dimenticato, può essere naturalmente considerata l’espressione rappresentativa di una comunità; e, essendo ancora cantato dalle generazioni successive, avrà superato con successo la prova del tempo. La sua continua manipolazione di generazione in generazione assicura che sia permanente.

Thread da mudcat.org

In ordine cronologico inverso: https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=16424&messages=54#3981413

  1. Tom Lenihan imparò la canzone da un venditore semi-ambulante di ballate di strada Billy Nevin di Kilrush nei primi anni ’30 – lo sentì cantare mentre vendeva ballate al mercato locale di bestiame.
    Non era sicuro di quanti anni avesse Bully, ma tutti qui (a Miltown Malbay) si riferiscono a lui come “il vecchio” – fu tragicamente ucciso in un incidente stradale nel 1935, e la data di nascita risalire alla prima metà del XIX secolo (1860-1870)
    La pratica dei venditori di ballate era di scrivere o recitare le canzoni che vendevano a una tipografia che li produceva su ordinazione.
    Se Nevin seguì questa pratica e se la versione di Tom è l’unica fonte tradizionale è altamente probabile che la canzone provenga dalla tradizione orale piuttosto che da un’altra fonte stampata
  2. Controllato ‘Irish Emigrant Songs and Ballads’
    di Wright – sorprendentemente la canzone non è inclusa.
    Riascoltando la nostra registrazione, sono convinto che sia una canzone pre-carestia, anche se ITMA dovrebbe essere in grado di confermare o negare questo.
    https://www.itma.ie/
  3. La maggior parte delle canzoni di questo tipo risale alla seconda metà del 19 ° secolo e sono certo che questo è il caso qui

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