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Terre Celtiche Blog

Carúl Loch Garman, Christmas in the Thousand year (il Natale dell’anno mille)

Carúl Loch Garman” è un antichissimo canto natalizio di origine irlandese risalente al XII secolo, popolare nella contea di Wexford (Irlanda del Sud) è conosciuto anche come The Enniscorthy Carol dal nome della cittadina da cui avrebbe avuto origine.
[“Carúl Loch Garman” is a very old Christmas carol of Irish origin dating back to the 12th century, popular in the county of Wexford (Southern Ireland). It is also known as The Enniscorthy Carol from the name of the town from which it originated.]

La sua diffusione ebbe luogo però nell’Ottocento con la trascrizione da parte di William Grattan Flood, all’epoca organista della cattedrale di San Aidan, che venne poi stampata nell'”Oxford Book of Carols” del 1928 (il must delle compilation natalizie). Se la melodia è medievale per il testo sono molto probabili rimaneggiamenti ottocenteschi sulla scia del “carols revival” del tempo.
[Its diffusion took place in the nineteenth century with the transcription by William Grattan Flood, at the time organist of the cathedral of San Aidan, which was then printed in the “Oxford Book of Carols” of 1928 (the must of Christmas compilations) . If the melody is medieval, for the text it is very probable some nineteenth-century alterations in the wake of the “carols revival” of that time.]

VERSIONE STRUMENTALE (instrumental version)
Nightnose in “A winter Solstice IV” 1993

La versione in gaelico con cui viene anche cantato – Carúl Loch Garman -non è tuttavia la più antica versione bensì una più recente traduzione, è infatti riportato nell’album “Ceol na Nollag” (Natale musica), 2002 pubblicato a Dublino da Cló Chaisil in collaborazione con Foras na Gaeilge (La lega Gaelica). Nel libretto allegato (vedi pdf) il canto Enniscorthy Carol è tradotto in gaelico irlandese da  M Cavanagh. La versione riporta solo due strofe incentrate sull’adorazione dei pastori.
[The Gaelic version with which it is also sung – Carúl Loch Garman – is not the oldest version but a more recent translation, it is reported in the album “Ceol na Nollag” (Christmas music), 2002 published in Dublin by Cló Chaisil in collaboration with Foras na Gaeilge (The Gaelic League). In the enclosed booklet (see pdf) the song Enniscorthy Carol is translated into Irish Gaelic by M Cavanagh. Only two verses focused on the worship of the shepherds has been translated.]

CARÚL INIS CÓRTHAIDH, (Enniscorthy Carol) traduzione di M Cavanagh
[M Cavanagh version]
I
Ó, tagaig’ uile is adhraigí
An leanbh cneasta sa chró ‘na luí
Is cuimhnígí ar ghrá an Rí
A thug dár saoradh anocht an Naí.
‘S a Mhuire Mháthair i bParrthas Dé,
Ar chlann bhocht Éabha guigh ‘nois go caomh,
Is doras an chró ná dún go deo
Go n-adhram’ feasta Mac Mhuire Ógh.

II
I mBeithil thoir i lár na hoích’
Ba chlos an deascéala d’aoirí,
Go follas don saol ón spéir go binn
Bhí aingle ‘canadh ó rinn go rinn.
“Gluaisig’ go beo,” dúirt Aingeal Dé,
“Go Beithil sall is gheobhaidh sibh É
‘Na luí go séimh i mainséar féir,
Siúd É an Meisias a ghráigh an saol.”

English version by Stiofán Ó Briain
I
Oh, come all and adore
The kind baby in the stable lying down
And remember the love of the King
Who gave the infant tonight for our liberation.
And his Mother Mary in God’s Paradise,
Pray gently for Eve’s poor family,
And never close the stable door
That I may henceforth worship the Son of Young Mary.
II
In eastern Bethlehem in the middle of the night
The good news was heard by shepherds
Revealing to the world from the sky sweetly
angels were singing from star to star
“Move quickly, ” said God’s Angle,
“To the far side of Bethlehem and you’ll find him
lying softly in manger grass,
That is the Messiah that the world loves.”
Traduzione italiano  Cattia Salto
I
Oh venite tutti ad adorare
il Re bambino che giace nella mangiatoia
e ricordate l’amore del Padre
che ci diede il bambinello stanotte per la nostra liberazione.
E sua Madre Maria nel Paradiso divino, prega dolcemente per la povera famiglia di Eva
e non chiude la porta della grotta affinchè si possa d’ora in poi adorare il figlio della vergine (1) Maria
II
Nella Betlemme orientale nel cuore della notte
la lieta novella fu udita dai pastori,
rivelata in Terra dal Cielo
gli angeli soavemente cantavano da stella a stella
“Andate presto- disse l’Angelo del Signore –
all’estremo opposto di Betlemme e lo troverete
disteso quietamente sulla paglia della mangiatoia (2) , questo è il Messia che il mondo ama”

Note alla traduzione
1) il riferimento non è tanto alla giovane età di Maria quanto piuttosto alla sua verginea fanciullezza. La verginità di Maria venne attestata dalle due levatrici Zelomi e Salome, presenti alla nascita secondo i vangeli apocrifi.
2) anche qui ho preferito utilizzare un termine che più richiama il presepe tradizionale 

IL NATALE NELL’ANNO MILLE
(CHRISTMAS IN THE THOUSAND YEAR)

Ho voluto accostare il canto natalizio con la raffigurazione iconografica della natività che si rappresentava grossomodo nello stesso periodo, l’anno mille o poco più, secondo una tradizione ben più antica, quella della iconografia bizantina.
[I wanted to combine the Christmas carol with the iconographic representation of the nativity that was roughly represented in the same period, the year one thousand or more, according to a much older tradition, that of the Byzantine iconography.]

Mosaico cappella palatina Palermo XII secolo

Stupefacente raffigurazione alto medievale della Natività nello stile bizantino riproposto in Sicilia in epoca normanna; il mosaico si sviluppa lungo due pareti della cappella Palatina di Palermo: sullo sfondo la brulla campagna di Betlemme e al centro la grotta dove Maria giace seduta accanto al Bambino deposto in una mangiatoia e fasciato come si fasciavano i neonati nel Medioevo – dal collo ai piedi tipo mummia.
Amazing medieval representation of the Nativity in the Byzantine style re-proposed in Sicily during the Norman period; the mosaic develops along two walls of the Palatine Chapel of Palermo: in the background the bare countryside of Bethlehem and in the middle the grotto where Mary lies next to the Child laid in a manger and bandaged as the newborns in the Middle Ages – from the neck to the feet mummy type.
La stella illumina il cielo e manda la sua luce sul bambinello, riscaldato solo dal fiato di un bue e di un asinello.
I giganteschi angeli sullo sfondo annunciano ai pastori la nascita prodigiosa (pastori raffigurati nella parete laterale destra); i Magi arrivano al seguito della stella, dapprima a cavallo sullo sfondo e poi in primo piano prostrati a offrire i doni al Re dei Re, la tradizione bizantina, infatti, ricorda nello stesso giorno sia il Natale che l’adorazione di Magi: la data del Natale di Gesù non fu festeggiata fino al 354 quando la Chiesa d’Occidente la fece coincidere con la festa romana e imperiale del Sole Invitto. Tuttavia in Oriente ancora per molto tempo la festa era celebrata il 6 gennaio (fino al VII secolo), così le chiese bizantine ricordano l’adorazione dei Magi già al 25 dicembre: essi rappresentavano più in generale tutto il genere umano che riconosce il Cristo come Salvatore.
The star illuminates the sky and sends its light on the baby, who is heated only by the breath of an ox and a donkey.
The gigantic angels in the background announce to the shepherds the prodigious birth (shepherds depicted in the right side wall); the Wise Men are following the star, first on horseback in the background and then in the foreground they prostrate to offer gifts to the King of Kings, the Byzantine tradition, in fact, celebrated in the same day both Christmas and the adoration of the Wise Men: the date of the Christmas of Jesus was not celebrated until 354 when the Western Church made it coincide with the Roman and imperial festival of the Sol Invictus. However, in the East for a long time the party was celebrated on 6 January (up to the 7th century), so the Byzantine churches recall the adoration of the Magi as early as 25 December: they represented more generally the whole human race that recognizes Christ as Savior.
Due donne sono raffigurate a metà campo mentre lavano (in una vasca presumibilmente dorata e riccamente decorata) il bambinello prima di avvolgerlo nelle fasce, sono le due levatrici Zelomi e Salome (la donna che tiene in braccio Gesù e tasta l’acqua con la mano perchè sia della temperatura giusta!).
Two women are depicted in the front while they wash (in a gilded and richly decorated pool) the babe before wrapping him in the bands, they are the two midwives Zelomi and Salome (the woman who holds Jesus in her arms and touches the water with her hand to feel the temperature!).
La scena è ripresa dal Vangelo dello Pseudo-Matteo (13:3) dove si racconta che al parto di Maria abbiano assistito due levatrici. La prima, Zelomi, dopo la nascita di Cristo constatò che la Madonna era ancora vergine, ma la seconda, Salome (un san Tommaso al femminile), non le credette e perse l’uso della mano mentre stava verificando anche lei l’integrità dell’imene di Maria. Il primo miracolo di Gesù fu quello di ridare l’uso della mano a Salome dopo che lo lavò.
The scene is taken from the Gospel of the Pseudo-Matthew (13: 3) where it is said that two midwives were present at Mary’s birth. The first, Zelomi, after the birth of Christ found that Mary was still a virgin, but the second, Salome (a female saint Thomas), did not believe her and lost the use of her hand while she was checking too. Jesus’ first miracle was to restore the use of the hand to Salome after she washed him.
La vasca dove viene lavato il bambino è a forma di calice (dettaglio perso nell’immagine tagliata appena più in alto) duplice prefigurazione del Battesimo e del calice eucaristico.
The tub where the child is washed is in the form of a chalice (detail lost in the image cut just above) a double prefiguration of baptism and the Eucharistic cup.

LINK
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=54656

Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog

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