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CAMPBELLS COMING

La melodia è probabilmente nata in Scozia e la ritroviamo con il titolo di “The Campbells are Coming” su un testo attribuito al poeta Robert Burns,  una highlanders march con cornamuse e tamburi, ancora oggi la marcia degli “The Argyll and Sutherland Highlanders of Canada”.

Così Hogg scrive nel suo “Jacobite Relics, 2nd Series” (1821): [This song] “is published, with the air, in Joseph Ritson’s collection [ (1752 – 1803), a well-kown English antiquary and ballad collector]. This was taken from Mr Moir’s collection. [maybe a parent to Mrs Catharine Jean Moir whose “Collection of strathpeys, reels,etc.”, dating 1790, was published by James Scott Skinner (1843- 1927)].
“This is a mere parody on the song of the ” Campbells are coming” said to be a much older song, indeed, as old as the time of Queen Mary [‘s sojorn at Lochleven Castle in 1562]. For my part I believe both songs to be of the same date and having heard it sung always in my youth,
The Campbells are comin’,
By bonnie Loch-Lomon’-

“I have no doubt that it was made about the time when colonel Campbell led 1000 Campbells out of Argyllshire, by Loch-Lomond, to join the Duke of Argyll at Stirling.” (=Sherrifmuir, 1715).” (tratto da qui)

La melodia così popolare nelle Highlands diventò una country dance dal titolo “Hob and Nob” riportato nel IV libro di Walsh “Caledonian Country Dances – 4th Book” c. 1745.

Ma ascoltiamola in versione più lenta interpretata dai Murphys Jig (violino e chitarra)

Anche in America questa vecchia melodia spopolò durante la Guerra di Secessione come marcetta militare (per pifferi e tamburi)

Una melodia finita spesso nei film americani di guerra e in questa versione comica

In Irlanda la melodia è diventata una popolare jig  abbinata anche a una canzone umoristica in gaelico (continua seconda parte)

FONTI
http://chrsouchon.free.fr/clancom.htm
http://cornemusique.free.fr/ukcampbellscoming.php

BONNIE GEORGE CAMPBELL

Più che una ballata, un frammento di una ballata medievale collezionata dal professor Child al numero 210 con il titolo di “Bonnie James Campbell”: il guerriero parte per la battaglia ma ritorna a casa solo il suo cavallo.

Non ci sono registrazioni dei soliti noti, ma la ballata è piuttosto popolare in Scozia e nelle appalachian mountains. Eseguita però per lo più come slow air era con buona probabilità una canzoncina cantata ai bambini come ninnananna, con quei suoni un po’ nostalgici  del dialetto scozzese e la melodia malinconica.

ASCOLTA Bascoma Lamar Lunsford in  Ballads, Banjo Tunes and Sacred Songs of Western North Carolina 1996

ASCOLTA The Livinstones 1969

ASCOLTA Fellow Pynins (interessante performance in un sottopasso di Edimburgo)

ASCOLTA Edan Archer 


I
High upon Hielands and laigh upon Tay
Bonnie James Campbell rade oot on a day
Saddled, bridled, and booted rade he
Hame cam’ his guid horse but never cam’ he
II
Doon cam’ his mither dear greetin’ fu’ sair (3)
Doon cam’ his bonnie wife reivin’ her hair (4)
“The meadow lies green and the corn is unshorn
But bonnie James Campbell will never return (5)”
III
Saddled and bridled and booted rade he
A plume in his helmet, a sword at his knee
Toom cam’ his saddle a’ bluidy tae see
Hame cam’ his guid horse but never cam’ he
Traduzione di Cattia Salto
I
Su per le montagne e giù per il Tay (1)
il bel James Campbell (2) uscì un giorno
a cavallo con sella, briglia e stivali
a casa ritornò il suo cavallo, ma lui non arrivò mai.
II
Scese la madre piangendo il suo
dolore
Scese la bella moglie strappandosi i capelli
“i campi sono rigogliosi e il grano è da falciare
ma il bel James Campbell non ritornerà più”
III
Con sella, briglia e stivali cavalcava,
una piuma sull’elmo e una spada ai fianchi,
vuota ritornò la sua sella tutta insanguinata
a casa tornò il suo cavallo ma lui non arrivò mai

NOTE
1) fiume della Scozia, l’immagine è semplice ma diretta ed evoca brulle montagne e strette valli scoscese
2) Il clan dei Campbell divenne uno dei più potenti clan della Scozia medievale attestando i suoi possedimenti nella regione di Argyll, grazie alla loro alleanza prima con Robert Bruce  e poi con Robert the Stewart (che salirà al trono come Robert II) i capi del clan saranno potenti Lord regionali con importanti incarichi di governo e tuttavia finiranno per appoggiare la Riforma Protestante  (1560) ed essere i più strenui nemici del movimento giacobita. Secondo gli studiosi un James Campbell morì nella battaglia di Glenlivet nell’ottobre del 1594. Alla Battaglia di Glenlivet nel 1594 le forze del Conte di Argyll che consistevano nel Clan Campbell, nel Clan Stewart di Atholl, nel Clan Forbes e nella Confederazione di Chattan del Clan Mackintosh vennero sconfitte dal Conte di Huntly e dai suoi uomini, composti dai gruppi del Clan Gordon, del Clan Comyn/Cumming e del Clan Cameron. (da wiki)
3) with her heart full of care
4) curling her hair, tearing of her hair
5) The barn, it is empty, the baby unborn (=il granaio è vuoto e il bambino non ancora nato)

FONTI
https://nelcuoredellascozia.com/2016/01/10/clan-campbell/
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/child/ch210.htm
https://mainlynorfolk.info/nic.jones/songs/bonniegeorgecampbell.html
https://www.studentwritingcenter.us/british-poetry/bonnie-george-campbell-bonnie-james-campbell-anonymous-15th.html
http://www.rampantscotland.com/songs/blsongs_george.htm
http://mysongbook.de/msb/songs/b/bonnijam.html
http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-GeorgeCampbell.html

BONNIE HOUSE OF AIRLIE

Child ballad # 199
Melodia: “Young Airly”

La ballata, ambientata nelle Highland scozzesi, è un gran pastiche storico in cui si mescolano tranquillamente fatti e personaggi di quella che era fin dal Medioevo l’ordinaria amministrazione tra clan: una cordiale rivalità!
E’ la volta del potente clan Campbell contro gli Ogilvie nella contesa territoriale per le Angus Glens. Il contorno è quello della guerra civile scoppiata in Scozia in nome della fede, in questa occasione tra presbiteriani ed episcopali, sempre protestanti si dirà eppure di confessioni diverse: dopo che un re scozzese era salito al trono d’Inghilterra, il di lui figlio, Carlo I, volle riformare la liturgia della Chiesa d’Inghilterra (e della Kirk di Scozia che tanta indipendenza aveva ottenuto all’Unione delle due Corone); volle introdurre dei libri di preghiere, ma l’approccio era troppo cattolico per i puritani scozzesi che volevano continuare a leggere direttamente la loro Bibbia!! Così i presbiteriani si ribellarono e Archibald Campbell si mise a capo dei Covenanter (così si chiamavano i puritani scozzesi) in quella che venne detta “la guerra dei Vescovi” (1639), la guerra civile scoppiò poco dopo.
Tuttavia i Covenanter furono contrari alla decapitazione di re Carlo e finirono per schierarsi contro il parlamento inglese per andare ad appoggiare la successione al trono di Carlo II, il quale pensò bene di promettere loro mari e monti pur di averne l’appoggio.

TIME-LINE
1603
 – Unione delle due corone, Giacomo VI sale al trono di Inghilterra con il nome Giacomo I.
1638 – 300 000 scozzesi firmano il National Covenant vedi
1644-1651 – La guerra civile inglese si estende alla Scozia (parlamentaristi e realisti)
1652-1660 – La Scozia fa parte del Commonwealth (una repubblica più nominale che altro, governata in modo dittatoriale da Oliver Cromwell) anche se il parlamento scozzese ha proclamato re Carlo II

 

L’INCENDIO DEL CASTELLO DI AIRLIE

Il fatto storico dietro questa ballata ha avuto luogo il 7 luglio 1640, quando l’ottavo conte di Argyll, Archibald Campbell distrusse il Castello di Airlie, roccaforte di James Ogilvie (primo conte di Airlie), andato con i suoi uomini verso Sud, in soccorso al re verso il quale rimase sempre fedele. Si trattò di una efferata rappresaglia al limite della razzia e come tale rappresentata nella ballata in cui la moglie Lady Margaret Ogilvy viene brutalmente violentata e il castello depredato dei suoi tesori (sembra tuttavia che la donna fosse stata messa in allerta e sia riuscita a fuggire a Dundee con i figli, dove diede alla luce la bambina che portava in grembo).

La prima documentazione scritta della ballata si ha da un broadside del 1790, il professor Child nel suo libro “The English and Scottish Popular Ballads”, 1882 ne raccoglie quattro versioni. Louis Killen imparò la ballata da Laurie Charlton e la registrò nel 1978 così scrive nelle note di copertina “Laurie Charlton, borderer, gunsmith, art teacher, ballad singer, and fisherman, who ran Folksong and Ballad in Newcastle after I took off for London in 1961.” Un’altra versione orale ci viene dalla traveller scozzese Belle Stewart.
Sembrerebbe una ballata d’altri tempi che ormai nessuno canta più (tranne qualche scozzese nostalgico), e invece ecco una serie di versioni moderne.

ASCOLTA FullSet in “Notes After Dark” 2013


I
It fell on a day,
on a bonny summer’s day
When the sun shone bright and clearly,
That there fell oot a great dispute
Between Argyll and Airlie.
Argyll(1) he has mustered a thousand o’ his men,
And he’s marched them in right early;
He’s marched them up by the back o’ Dunkeld(2),
Tae plunder the bonnie hoose of Airlie(3).
Lady Ogilvie(4) she looked frae her window sae high,
And oh but she grat sairly,
To see Argyll and a’ his men
Come plunder the bonny hoose of Airlie.
II
Come doon, come doon, Lady Ogilvie,” he cried:
“Come doon and kiss me fairly,
Or I swear by the hilt on my broadsword
I’ll never leave a standin’ stane(3) in Airlie.”
“Oh I wadna come doon, ye cruel Argyll,
And I wadna kiss ye fairly;
Oh I wadna kiss, nay, false Argyll,
Though ye wadna leave a standin’ stane in Airlie.”
“Come tell me whaur your dowry is hid,
Come doon and tell me fairly.”
“l winna tell ye whaur my dowry is hid,
Though ye wadna leave a standin’ stane in Airlie.”
III
Oh they sought it up and they sought it doon,
And aye they sought it early;
And it was ablow yon bowling green
They found the dowry of Airlie.
“Gin my guid lord had been at hame,
But he’s awa’ for Charlie(5),
There wadna be a Campbell in a’ Argyll
Set foot on the bonny hoose of Airlie.”
He’s ta’en her by the milk-white hand(6),
But he didna lead her fairly;
And he’s led her up to the top o’ the hill,
Where she saw the burnin’ doon o’ Airlie.
The smoke and the flames they rose so high
And the walls they blackened fairly;
And the lady’s laid her doon on the green grass to die
When she saw the burnin’ doon o’ Airlie.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Avvenne un tempo ,
in un bel giorno d’estate
quando il sole splendeva luminoso e chiaro
che si verificò una grande disputa
tra Argyll e Airlie.
Argyll (1) aveva radunato un migliaio di uomini
e li fece subito marciare in grande furia
li fece marciare di ritorno dalla battaglia di Dunkeld (2)
per saccheggiare la bella dimora di Airlie (3).
Lady Ogilvie (4) guardò dall’alto della sua finestra
e si diede una grande pena
nel vedere Argyll e tutti i suoi uomini
venuti a saccheggiare la bella dimora di Airlie.
II
Scendete, Lady Ogilvie
– lui gridò –

Scendete e baciatemi a viso aperto
o giuro sull’elsa del mio
spadone

che non lascerò una sola pietra
di Airlie

O non voglio scendere, crudele
Argyll

e non vi bacerò mai,
no mai vi bacerò falso Argyll,
anche se non lascerete una sola pietra di Airlie
Venite a dirmi dove è nascosta la vostra dote
scendete e ditemelo francamente
Non vi dirò dove è nascosta la mia dote
anche se non lascerete una sola pietra di Airlie
III
Oh essi si misero a cercare in lungo e in largo
e cercarono presto e bene
e fu a un tiro dal prato
che trovarono la dote di Airlie.
Se il mio buon Lord fosse stato a casa
e non fosse via con Charlie (5)
non ci sarebbe stato un Campbell in tutta Argyll a mettere piede nella bella dimora di Airlie
Lui la prese per la mano bianca come latte (6),
ma non la portò secondo la richiesta
invece la condusse fino in cima alla collina
dove lei vide bruciare
Airlie.
Fumo e fiamme s’innalzarono
al cielo
e le mura erano tutte annerite
e la Lady si stese sull’erba
per morire
quando vide bruciare Airlie

NOTE

Il conte da giovane

1) Nell’enciclopedia Treccani leggiamo: Argyll ‹aaġàil›, Archibald Campbell I marchese e VIII conte di. – Nobile scozzese (n. 1598 – m. Edimburgo 1661); disponendo di 20.000 vassalli, fu il più potente signore del regno. Nelle guerre di religione, difese i presbiteriani contro Carlo I d’Inghilterra, e riuscì a far accettare al re notevoli limitazioni del suo potere assoluto di fronte a un’assemblea rappresentativa scozzese. Nel1641 riuscì a farsi concedere il titolo di marchese. Durante la guerra civile inglese, si schierò con il “Parlamento lungo” e lottò contro i realisti in Scozia, ma ruppe con il parlamento quando questo giustiziò Carlo I; appoggiò allora Carlo II, facendolo incoronare in Scozia nel 1651. Collaborò poi con Cromwell, come deputato dell’Aberdeenshire. Alla restaurazione degli Stuart, fu processato per alto tradimento e condannato a morte. (tratto da qui)
Archibald Campbell era strabico e per questo venne soprannominato Gillespie Grumach, il Grim, o anche Glied, il suo cambio di fronte lo ha condotto alla condanna a morte per tradimento, decapitato niente meno che con l’antenata della ghigliottina. La Scottish maiden (in italiano la pulzella scozzese) era detta comunemente patibolo di Halifax (Halifax Gibbet) perchè in uso ad Halifax fin dal 1280
2) chiaramente un anacronismo: la battaglia di Dunkeld fu combattuta si tra Covenanter e Giacobiti ma nell’agosto del 1689 quando il re in questione era Giacomo VII e non Carlo I.
3) si tratta del Forter Castle (Glenisla, Perthshire) costruito nel 1560 come casa-forte e distrutto nel 1640. In realtà un bel po’ di pietre rimasero sul posto anche se il castello venne abbandonato; è stato ricostruito solo nel 1990 ed oggi è possibile soggiornarvi (e anche sposarsi nella cappella del castello)
4) Ogilvie ovvverto il clan Oglesby scritto anche come Ogilvy, Ogilby, Ogleby
5) il re storico è Carlo I ma l’allusione è al Bonnie Prince Charlie e alla sua ribellione del 1745, in altre versioni nominato come Prince Charlie (Versione B Kinloch Manuscripts)
6) a quanto pare la dama nominata Margaret è stata violentata (tale era il linguaggio in codice nelle ballate); in realtà il castello era disabitato e già abbandonato dal clan

Kate Rusby in The Girl Who Couldn’t Fly 2005


I
It fell on a day,
a bonnie, bonnie day,
When the corn,
grew green and yellow,
That there fell out,
a great dispute,
Between Argyll and Airlie
Argyll he’s raised up,
five hundred men,
Five hundred men, and many,
He’s led ‘em down
to the bonnie Dunkell,
Made them shoot
the bonnie house of Airlie
II
A Lady was looking,
over the castle walls,
And oh, but she looks weary,
And there she spied the great Argyll,
Come to plunder
the bonnie house of Airlie
“Come down, the stairs,
Lady he said,
Come down and kiss me fairly”
“I’ll not come down,
nor kiss you she said,
Though you won’t leave,
a standing stone at Airlie”
III
“I have but one favour,
to ask of thee Argyll,
And I hope, that you will
grant me fairly,
Oh take me down to
some dark, dowry den
Where I can’t see,
the plundering or Airlie”
He’s taken her by,
her left shoulder,
And oh, but she looks weary,
He’s led her up,
to the top of the town,
Made her watch,
the plundering of Airlie
IV
“Oh fire on, fire on,
my many men oh,
and see that you fire clearly.
Oh I vow and I swear
by this broad sword I wear,
I wont leave a standing
stone at Airlie”
V
“If the great Sir John
had been but at home
as he is this night
with Prince Charlie(2).
Neither Argyll nor any Scottish Lord dare have plundered
the bonnie house of Airlie.
Seven saddend sons
I brought unto him
and the eighth ner saw his daddy.
If I were to bear a hundred more
they all draw sword
for Prince Charlie,
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Avvenne un tempo ,
in un bel giorno d’estate
quando il grano cresceva
e s’indorava
che si verificò
una grande disputa
tra Argyll e Airlie.
Argyll aveva radunato
500 uomini
500 uomini e più
e li condusse fino
alla bella Dunkell (1)
per saccheggiare
la bella dimora di Airlie.
II
Una dama guardò
dalle mura del castello
e sembrava preoccupata
e lì vide il grande Argyll
venuto a saccheggiare
la bella dimora di Airlie.
Scendete, le scale
Madama –
lui gridò
Scendete e baciatemi a viso aperto
O non scendo,
e nemmeno vi bacio
– disse la Dama-
anche se non lascerete
una sola pietra di Airlie!”
III
“Devo però chiedervi un favore
una richiesta per voi Argyll,

e spero me lo vogliate
concedere apertamente,

portatemi in una
valle oscura e ombrosa

dove non potrò vedere
il saccheggio di Airlie”

Lui la prese per
il fianco sinistro
e oh lei sembrava proprio stanca
e la portò in alto,
in cima alla città
per farle vedere
il saccheggio di Airlie
IV
Oh date al fuoco
miei molti uomini,
vedete di appiccare il fuoco
giuro e prometto
sul questo spadone che porto

che non lascerò
una sola pietra a Airlie

V
Se il grande sir John
fosse stato in casa

invece di essere questa notte
con il Principe Charlie (2)

né Argyll e nessun altro Lord di Scozia avrebbe osatosaccheggiare
la bella dimora di Airlie.

Sette figli
gli ho dato

e l’ottavo non ha ancora visto suo padre
e se potessi generarne un altro centinaio
essi alzerebbero tutti la spada per il Principe Charlie

NOTE
1) Dunkeld è una piccola cittadina vicino a Perth sede di una cattedrale, importante centro ecclesiastico di tutta la parte Est della Scozia
2) la confusione venne sicuramente dal fatto che il conte di Airlie fu di fede cattolica e seguace giacobita,  il re storico è Carlo I ma l’allusione è al Bonnie Prince Charlie e alla sua ribellione del 1745, in altre versioni nominato come Prince Charlie (Versione B Kinloch Manuscripts)

Malinky in Far Better Days 2015 la versione è ripresa da Belle Stewart,  una versione che, tranne la prima strofa. ricalca quella di Ewan MacColl


I
It fell on a day
and a bright summer’s day,
When the corn grew green and yellow,
There fell out a great dispute
Between Argyll and Airlie.
Argylle he has mustered a thousand o’ his men,
He has marched them oot right early;
He has marched them in by the back o’ Dunkeld,
To plunder the bonnie hoose o’ Airlie.
II
Lady Ogilvie has looked frae her window so high,
And O, but she grat sairly,
To see Argylle and a’ his men
Come plunder the bonnie hoose of Airlie.
“Come doon, come doon, Lady Ogilvie,” he cried:
“Come doon and kiss me fairly,
Or I swear by the hilt
o’ my gewwd braidsword
That I winna leave a stan’in’ stane in Airlie.”
“I winna come doon,
ye fause Argylle,
I winna kiss ye fairly;
I wadna kiss ye, fause Argylle,
Though ye sudna leave a stan’in’ stane in Airlie.”
III
“Come, tell me whaur your dowry is hid,
Come doon and tell me fairly.”
“l winna tell ye whaur my dowry is hid,
Though ye sudna leave a stan’in’ stane in Airlie.”
They socht it up and they socht it down,
I wat, they socht it early;
And it was below yon bowling green
They found the dowry o’ Airlie.
“Eleven bairns I ha’e born
And the twelfth ne’er saw his daddie,
But though I had gotten as mony again,
They suld a’ gang to fecht
for Charlie.
Gin my gweed lord had been at hame,
As he’s awa’ for Charlie,
There dursna a Campbell o’ a’ Argylle
Set a fit on the bonnie hoose o’ Airlie.”
IV
He’s ta’en her by the milk-white hand,
But he did not lead her fairly;
He led her up to the top o’ the hill,
Where she saw the burnin’ o’ Airlie.
The smoke and flame they rose so high,
The walls were blackened fairly;
And the lady laid her doon on the green to dee,
When she saw the burnin’ o’ Airlie.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Avvenne un tempo ,
in un bel giorno d’estate
quando il grano cresceva
e s’indorava
che si verificò una grande disputa
tra Argyll e Airlie.
Argyll aveva radunato un migliaio di uomini
e li fece marciare
in grande furia
li fece marciare
di ritorno da Dunkeld
per saccheggiare la bella dimora
di Airlie.
II
Lady Ogilvie guardò dall’alto della sua finestra
e si diede una grande pena
nel vedere Argyll e tutti i suoi uomini
venuti a saccheggiare la bella dimora di Airlie.
Scendete, Lady Ogilvie
lui gridò –
Scendete e baciatemi a viso aperto
o giuro sull’elsa
del mio buon spadone

che non lascerò una sola pietra in piedi
di Airlie”

O non voglio scendere,
falso Argyll

e non vi bacerò mai
no mai vi bacerò falso Argyll,
anche se non lascerete
una sola pietra di Airlie”
III
“Venite a dirmi dove è nascosta la vostra dote
scendete e ditemelo a viso aperto”
” Non vi dirò dove è nascosta
la mia dote

anche se non lascerete una sola pietra di Airlie”
Oh essi si misero a cercare in lungo e in largo
e cercarono presto e bene
e fu a un tiro dal prato
che trovarono la dote di Airlie.
Undici bambini ho dato alla luce (1)
e l’ottavo non ha ancora visto
suo padre

ma se potessi generarne
molti altri

essi si unirebbero tutti a combattere per Charlie
Se il mio buon Lord fosse stato
a casa

e non fosse via con Charlie
non ci sabebbe stato un Campbell in tutta Argyll
a mettere piede nella bella dimora
di Airlie”
IV
Lui la prese per la mano bianco
latte
ma non la condusse onestamente
e la condusse fino in cima alla collina
dove lei vide bruciare Airlie.
Fumo e fiamme si innalzarono
al cielo
e le mura erano tutte annerite
e la Lady si stese sull’erba
per morire
quando vide bruciare Airlie

NOTE
1) il verso è un po’ diverso dalla versione testuale di Ewan MacColl
FONTI
http://www.fortercastle.com/castleHistory.html
http://www.thereformation.info/argylltrial.htm
https://mainlynorfolk.info/louis.killen/songs/thebonnyhouseofairlie.html
http://songoftheisles.com/2014/08/14/the-bonnie-house-of-airlie/
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_199
http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/32978/1

GILDEROY BEWARE HIGHWAYMAN!

ritratto di un capo clan delle Highland nel XVII secolo (Lord Mungo Murray – di John Michael Wright) in cui viene indossato un belted plaid

Gilleruadh (Gilderoy = il ragazzo dai capelli rossi ) fu il soprannome di un famoso brigante scozzese di nome Patrick McGregor che è stato catturato e giustiziato nei pressi di Edimburgo nel 1636 o nel 1638. Nel “The Complete Newgate Calendar” (1926) è riportato che uccise madre e sorella, impiccò un giudice e venne giustiziato nel 1658. Ma queste notizie infamanti potevano essere un effetto delle proscrizione del Clan: Giacomo VI di Scozia emanò infatti un editto nel 1603 in cui si proclamava il nome MacGregor come “altogidder abolisheed”. Nell’annosa lotta contro il Clan Campbell i MacGregor finirono per essere espropriati di tutte le loro terre (tra Argyle e Perthshire); un’altra faida con il clan MacLaren ebbe inizio nel 1558
Reduced to the status of outlaws, they rustled cattle and poached deer to survive. They became so proficient at these endeavours many other clans would pay them not to steal their cattle as they exhausted other means of stopping them.” (tratto da qui)

LA MELODIA
Le varianti più antiche della melodia vengono fatte risalire al canto gregoriano del XII secolo ‘En Gaudeat’ (in Revue du Chant Greorien, A. Gastoue) poi in “Congaudeat” (Piae Cantiones 1582)
ASCOLTA David Solomons (clarinetto e chitarra)
LA DANZA
La melodia è riportata anche nel “The Dancing Master” (1651) di John Playford con il titolo di “GoddessesASCOLTA o in una versione più veloce ASCOLTA
per i passi di danza:
VIDEO
VIDEO

LA VERSIONE SCOZZESE

Teatro delle scorribande era il Perthshire scozzese e Patrick McGregor tra razzie di bestiame e bracconaggio finì per essere una figura alla Robin Hood o per essere confuso con il personaggio di un’altra ballata altrettanto famosa, quella di Geordie (vedi). Già alla fine del Seicento circolava un broadside dal titolo “The Scotch lover’s lamentation or, Gilderoy’s last faewe” e secondo George Farquhar Graham la ballata Gilderoy era già stata pubblicata nel 1650, poi per tutto il 1700 e il 1800 comparvero numerose variazione testuali e melodiche.

TESTE ROSSE

Probabilmente la figura di Patrick il rosso si confuse con Bob il rosso il più famoso Bob Roy capo del Clan McGregor del secolo successivo anch’egli fuorilegge, e può essere che le versioni di fine settecento si riferiscano alla sua storia (egli però non morì impiccato ma di morte naturale nel suo letto).
La popolarità di Rob Roy deriva da ben due romanzi uno scritto quando era ancora in vita, uno da Daniel Defoe (Highland Rogue 1723), l’altro da Sir Walter Scott (Rob Roy 1818) e più recentemente dal film Rob Roy di Michael Caton-Jones (1995)

 

Il bel Patrick il rosso oltre che un fuorilegge (ladro di bestiame e bracconiere) era anche un rubacuori, e si suppone che la canzone sia stata scritta da una delle sue amanti affascinata dalla sua eleganza!

ASCOLTA su Spotify Toronto Consort in “All in a Garden Green” 2013
Delle XIII strofe sono riportate solo VI


I
“Gilderoy was a bonnie boy,
Had roses to his shoon;
His stockings were of silken soy,
With garters hanging down.
It was, I ween, a comely sight
To see so trim a boy;
He was my jo, and heart’s delight,
My handsome Gilderoy.
II
Wi’ meikle  joy we spent our prime,
Till we were baith sixteen;
And aft we pass’d the langsome time
Amang the leaves sae green;
Aft on the banks we’d sit us there,
And sweetly kiss and toy;
Wi’ garlands gay wad deck my hair,
My handsome Gilderoy.
III
O, that he still had been content
Wi’ me to lead his life;
But ah, his manfu’ heart was bent
To stir in feats of strife;
And he in many a venturous deed
His courage bald wad try,
And now this gars my heart to bleed
For my dear Gilderoy.
IV
My Gilderoy baith far and near
Was fear’d in ilka toun,
And bauldly bear away the gear
Of mony a lowland loun ;
Nane e’er durst meet him hand to hand,
He was say brave a boy;
At length wi’ numbers he was ta’en
My handsome Gilderoy.
V
Of Gilderoy sae fear’d they were,
They bound him meikle strong;
Till Edinburgh they led him there,
And on a gallows hung;
They hung him high abune the rest,
He was sae trim a boy;
There died the youth whom I loved best,/My handsome Gilderoy.
VI
Thus having yielded up his breath,
I bore his corpse away;
Wi’ tears that trickled for his death,
I washed his comely clay;
And siccar in a grave sae deep,
I laid the dear loved boy;
And now for ever maun I weep
For winsome Gilderoy.
Tradotto da Cattia Salto
I
Gilderoy era un bel ragazzo
aveva scarpe di broccato (1)
e le calze di seta,
sorrette dalle giarrettiere (2).
credo fosse uno affascinante spettacolo vedere un ragazzo così elegante; era il mio amato, la delizia del mio cuore, il mio bel Gilderoy.
II
Tra tanta letizia passammo la fanciullezza fino all’età di sedici anni:
spesso trascorrevamo il tempo andato tra l’erba verde;
o ci sedevamo sulle rive ,
tra dolci baci e balocchi;
e con gaie ghirlande mi decorava i capelli, il mio bel Gilderoy
III
Oh se gli fosse bastato allora
condurre la sua vita con me ;
ma ah il suo cuore valoroso era incline
a infiammarsi in imprese di lotta;
e più di un’avventura il suo forte coraggio ebbe a mettere alla prova e ora questo, fa sanguinare il mio cuore
per il mio caro Gilderoy
IV
Il mio Gilderoy era temuto in ogni fattoria (2) sia lontana che vicina
e arditamente portò via il bestiame
a più di un contadino delle Lowland;
nessuno osava incontrarlo faccia a faccia e si diceva che era un ragazzo coraggioso;
alla fine con i compari è stato preso,
il mio bel Gilderoy
V
Erano così timorosi di Gilderoy
che lo legarono molto stretto;
fino a Edimburgo lo portarono
e su una forca lo appesero;
lo appesero in alto sopra gli altri
era un ragazzo così elegante;
là morì il giovane che amavo di più,
il mio bel Gilderoy
VI
Così dopo che ebbe esalato il respiro
portai via il suo cadavere;
piangendo lacrime per la sua morte,
lavai quel corpo avvenente
e al sicuro in una fossa profonda
distesi il caro e amato ragazzo;
e ora per sempre piangerò
per il bel Gilderoy
il dettaglio delle calzature è tratto da Portrait of a lady thought to be Vere Egerton, Mrs William Booth, attribuito a Robert Peake (1541-1619)

NOTE
1) shoon=shoes; altrove è scritto come “His breath was sweet as rose” (qui); letteralmente si traduce con “aveva le rose sulle scarpe”. Nelle versioni inglesi si riporta come “He’d knots of ribbons on his shoes“. E’ tipica della moda del Seicento la scarpa con fiocchetti e tacchi alti (unisex): le rose potrebbero essere dei ritagli in pelle ma anche il disegno di un tessuto come il broccato molto usato nell’abbigliamento barocco
2) più che un rozzo montanaro in kilt viene descritto un nobiluomo del periodo elisabettiano o più in generale d’epoca Tudor, ecco il dettaglio delle calze sorrette da una giarrettiera annodata con un fiocco, come era la moda del tempo
3) toon=town ma qui si intende le farmertoon scozzesi del Perthshire

LA VERSIONE INGLESE

La ballata viaggiando dalla Scozia verso l’Inghilterra trasforma Gilderoy in una vittima innocente, il cui unico crimine (che gli vale l’impiccagione) sembra essere stato quello di aver fatto sesso con la propria fidanzata! Più propriamente viene definito come un libertino un “rakish boy” e la ballata lo trasforma in un dandy decadente e donnaiolo.
Questa versione proviene dal signor Henry Burstow di Horsham, Sussex, che nel 1894 venne raccolta da Lucy Broadwood (qui)

ASCOLTA Ewan MacColl

ASCOLTA Shirley Collins in “For As Many As Will” 1978. Nelle note di copertina dell’album scrive ” Noted from Henry [Burstow] by Lucy Broadwood who wrote in the Folk-Song Journal: “Mr Burstow sang me one verse of Gilderoy and sent me the whole ballad a year later. I have omitted one stanza.” (This was the central part of verse 3.) I searched through the Lucy Broadwood file at Cecil Sharp House and came across the complete song, and the accompanying letter from Henry. He wrote, “Dear Madam … I give you the song the same as I have heard it sung many years ago … I dare say you can alter some of the words …”

ASCOLTA Jim Moray in “Jim Moray” 2006 riprende la versione di Shirley Collins e si ferma alla IV strofa


I
Now Gilderoy was as bonny a boy
as ever Scotland bred,
He’d knots of ribbons on his shoes
and a scarlet cloak so red (1).
He was beloved by the ladies all (so gay); he was such a rakish boy
he was my sovereign heart’s delight,
my handsome (bold young ) Gilderoy.
II
Young Gilderoy and I was born
both in one town together
And not past seven years of age
till we did love each other (3).
Our dads and mothers did agree
and crowned with mirth and joy
To think upon the bridal day (4)
‘twixt me and Gilderoy.
III
Now Gilderoy and I walked out
when we were both fifteen (5)
And gently he did lay me down
among the leaves so green (6).
When he had done what he (a boy) could do he rose and went away (7);
He was my sovereign heart’s delight,
my handsome Gilderoy.
IV
Now what a pity, a man be hanged
for stealing a woman there
For he stole neither house nor land,
nor stole neither horse nor mare (deer).
At length with numbers he was taken,
my handsome Gilderoy
Yet none dare meet him hand to hand, he was such a rakish boy (9).
V
An now we either in Edinburgh Town
it’s long ere I was there,
They hanged him high above
the rest and he wagged in the air.
His relics they were more esteemed
than Hector’s were at Troy,
I never loved to see the face
that gazed on Gilderoy.
VI
Now Gilderoy is dead and gone,
and how then should I live?
With a brace of pistols at my side,
I’ll guard his lonely grave.
They hanged him on the gallows high
for being such a rakish boy,
But he was my sovereign heart’s delight,
was my charming Gilderoy.
tradotto da Cattia Salto
I
Gilderoy era il più bel ragazzo
cresciuto in Scozia ,
aveva le scarpe con i fiocchi
e un mantello scarlatto tanto rosso;
era amato da tutte le donne
e un tale libertino (2),
lui era il mio padrone, la delizia del mio cuore, il mio bel Gilderoy.
II
Il giovane Gilderoy ed io
eravamo dello stesso paese
e non trascorsero nemmeno sette anni
che ci innamorammo uno dell’altra;
i nostri genitori erano d’accordo
-coronato di gioia e letizia –
di pensare al giorno delle nozze
tra me e Gilderoy.
III
Gilderoy ed io, andammo a passeggiare
quando eravamo quindicenni
e con gentilezza lui mi coricò
tra l’erba verde,
dopo che ebbe fatto quello che voleva
si alzò e se ne andò;
era il mio padrone, la delizia del mio cuore, il mio bel Gilderoy.
IV
E che peccato che un uomo sia impiccato
per aver derubato (un’altra) donna
perchè non prese né case, né terre,
e nemmeno cavalli o giumente (8)
Alla fine con i compari è stato preso
il mio bel Gilderoy,
e tuttavia nessuno osava fronteggiarlo
perchè era un tale libertino.
V
Adesso siamo entrambi a Edimburgo,
ma prima che io fossi lì
lo appesero al di sopra
degli altri a penzolare all’aria.
Le sue spoglie erano più stimate
che quelle di Ettore a Troia,
non ho mai amato vedere il viso
che si fissava su Gilderoy.
VI
Ora Gilderoy è morto e sepolto
e allora come posso sopravvivere?
Con un paio di pistole al mio fianco
veglierò sulla sua tomba solitaria.
Lo hanno impiccato sulla forca in alto
perchè era un libertino (10),
ma era il mio padrone e delizia del mio cuore, il mio bel Gilderoy.

NOTE
1) Shirley Collins dice al contrario “and he would not soft ribbons wear./He’s pulled off his scarlet coat, he gartered below his knee.” mentre Jim Morey dice “and he would lots of ribbons wear,
He’s taken off his scarlet coat, and got a garter below his knee.”
2) rakish= rake, dissolute. Un “rake” era un affascinante giovane amante delle donne, delle canzoni, dedito al gioco d’azzardo e all’alcool, uno stile di vita di moda tra i nobili inglesi in quello che venne definito “the period of the rake“, nel corso del 17° secolo, alla corte di Carlo II d’Inghilterra: il libertino aristocratico era intelligente, colto, di spirito arguto e non poneva freni alle avventure amorose e all’abuso di sostanze inebrianti.
3)  Shirley Collins e Jim Morey dicono “And at the age of seventeen we courted one each other.”
4)  Shirley Collins e Jim Morey dicono “To think that I should marry me”
5) Shirley Collins e Jim Morey dicono “all in the fields together”
6) e proseguono: He took me round (by)the waist so small and down we went together.
7) Shirley Collins e Jim Morey dicono “he rose and kissed his joy
8) in altre versioni vengono invece nominati i cervi ricollegando più espicitamente la figura di Gilderoy con le attività tipiche dei fuorilegge dediti al furto di bestiame, alle aggressioni a scopo di rapina e al bracconaggio
9) Shirley Collins cambia completamente il verso e dice:  For he was beloved by the old and the young and he was such a rakish boy,
He was my sovereign heart’s delight, my handsome bold young Gilderoy. Chiude il canto con la V strofa che dice: Now Gilderoy they’ve hung him high and a funeral for him we shall have;
With a sword and a pistol by my side I’ll guard my true love to his grave./For he was beloved by the young and the old and he was such a rakish boy,/He was my sovereign heart’s delight, my handsome bold young Gilderoy.
10) in realtà i libertini che non pagavano i loro debiti erano detenuti in prigione

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/ned-hill.htm
http://www.poetrynook.com/poem/gilderoy-2 http://www.darachweb.net/SongLyrics/Gilderoy.html http://digital.nls.uk/broadsides/broadside.cfm/id/15859 http://digital.nls.uk/special-collections-of-printed-music/pageturner.cfm?id=94500348&mode=transcription http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-i,-song-066,-page-67-gilderoy.aspx http://mainlynorfolk.info/shirley.collins/songs/gilderoy.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=2457 http://thesession.org/tunes/566 http://52folksongs.com/2012/08/31/as40-gilderoy/ http://www.gutenberg.org/files/38845/38845-h/38845-h.html#gilderoy

LEEZIE LINDSAY

Anche con il titolo di Lizzie o Lizie Lindsay la ballata scozzese ha come tema quello del travestimento con fuga d’amore: la storia sembra una fiaba, e narra di un giovane e ricco highlander che si finge un povero montanaro, per ottenere l’amore incondizionato di una ragazza-bene di Edimburgo.

LA FIABA

leeziePer leggere la ballata in versione fiaba (nel progetto Bringing Yesterday’s Classics to Today’s Children qui).

La storia si può riassumere così: Donald MacDonald erede di una ricca tenuta nel Nord della Scozia, si reca a Edimburgo per prendere moglie. Si innamora di Leezie Lindsay e si presenta in occasione di un ballo mondano, con un semplice abito tradizionale scozzese (tartan e kilt) dicendo di essere di umili origini (la madre lo aveva avvertito di non rivelare la sua ricchezza). Ovviamente i genitori di lei lo vorrebbero scacciare in malo modo, ma la fanciulla rimane affascinata dai modi e dalla bellezza del giovane montanaro. Così fugge con lui.
Arrivano in una casupola, un semplice rifugio di pastori, e il Lord finge di essere il figlio della vecchia donna che li accoglie. Al risveglio la fanciulla è chiamata per aiutare la donna nella mungitura, ma lei si dispiace di non essere in grado di farlo. Solo allora Donald le mostra tutte le terre di cui è proprietario!

PRENDERE UN BUON PARTITO

Un tempo le donne possedevano solo la dote (che spesso stava tutta in un baule) come proprietà, così Il loro futuro benessere e quello dei figli dipendeva dalla loro scelta di un buon partito. La fanciulla ha seguito la voce dell’intuito e ha capito cosa era giusto fare per lei, ha saputo scegliere per un buon marito.

La prima versione in stampa è nello Scots Musical Museum (1796), un frammento scritto da Robert Burns  (vedi). Il professor Child riporta ben sette versioni della ballata classificandola al numero 226, tuttavia la versione che è diventata lo “standard” nei circuiti dei folk club è quella attribuita a Robert Allan di Kilbarchan (1777-1841): egli riprende il frammento di Robert Burns lo trasforma in ritornello e scrive quattro nuove strofe. La popolarità del brano è dovuta certamente alla bellezza della melodia (etichettata da Burns come una “old highland melody”)
Nelle note al SMM leggiamo: The surname Lindsay has strong connections with the south-west of Scotland and the song probably reflects the awareness of north-south divide across Scotland which industrialism was beginning to create.

LA VERSIONE DEL CLAN MACDONALD

In questa versione la ragazza decide di seguire il montanaro solo quando lui si rivela essere il Lord delle Isole
ASCOLTA The Fureys Finbar e Eddie Furey


CHORUS
would ye gang tae the Hielands Leezie(1) Lindsay/ would ye gang tae the Hielands wi’ me/ would ye gang tae the Hielands Leezie Lindsay
my bride(2) and my darling tae be
I
To gang to the Hielands wi’ you, sir.
I dinna ken how that may be;
For I ken nae the land that ye live in,
Nor ken I the lad I’m gaun wi'(3)
II
O, Leezie, lass, ye maun ken little,
If sae be ye dinna ken me;
For my name is Lord Ronald MacDonald
A chieftain o’ high degree.
III
“Oh, if ye’re the Laird of MacDonald,
A great ane I ken ye maun be;
But how can a chieftain sae mighty
Think o’ a puir lassie l
ike me?”
IV
She has kilted her coats o’ green satin.
She has kilted them up tae her knee,
And she’s aff wi’ Lord Ronald MacDonald,
His bride and his darling tae be.
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
CORO
Verresti nelle Highlands Leezie (1) Lindsay,
verresti nelle Highlands con me?
Verresti nelle Highlands Leesie Lindsay,
per essere la mia amata sposa?
I
“Che io venga sulle Montagne con voi, signore, non vedo come sia possibile
perchè non conosco le terre dove dite di vivere e nemmeno chi siete (3)”
II
“O Leezie,  credo che conosciate ben poco se dite di non conoscermi;
perchè mi chiamo Lord Ronald MacDonald e sono un capo di nobile discendenza.”
III
“Se siete Lord MacDonald, dovete essere di alto lignaggio ma come può un capo di tal levatura, interessarsi a una povera ragazza al par mio?
IV
Ha indossato le sue vesti di raso verde
e se l’è tirate su fino alle ginocchia
ed è andata via con Lord Ronald MacDonald
per essere la sua amata sposa.

NOTE
1) sia diminutivo di Elisabetta (Lizzie) che vezzeggiativo leazie per graziosa
2) scritto anche come pride nel senso di “mio vanto”
3) i versi di Robert Allan dicono invece
For I ken nae the road I am gaeing,
Nor yet wha I’m gaun wi’

LA VERSIONE DEL CLAN CAMPBELL

ASCOLTA The Corries


Chorus
Will ye gang tae the heilands Leezie Lindsay/ will ye gang tae the heilands wi me/ will ye gang tae the heilands Leezie Lindsay/ My bride and my darling to be
I.
Tae gang tae the heilands wi you sir
I dinnae ken how that maun be
at leaving the green glens and woodlands
and streams of my ain country
II.
Oh I’ll show the red deer a roaming
on mountains where waves the tall pine
and as far as the bound of the red deer
ilk moorland and mountiain is mine
III.
A thousand claymores I can muster
ilk blade and its bearer the same
and when their chieftain they rally
the gallant Argyll is my name
IV.
There’s dancing and joy in the heilands
there’s piping and gladness and glee
for Argyll has brought hame Leezie Lindsay
his bride and his darling tae be
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
CORO
“Verresti nelle Highlands Leezie Lindsay,
verresti nelle Highlands con me?
Verresti nelle Highlands Leesie Lindsay,
per essere la mia amata sposa?”
I
“Che io venga sulle montagne con voi, signore, non vedo come sia possibile
e lasciare le verdi vallette e le terre boscose
e i corsi d’acqua del mio paese.”
II
Ti mostrerò i rossi cervi che pascolano sulle montagne dove si erge in alto il pino e fin dove saltellano i rossi cervi, dalla brughiera alla montagna è tutto mio.
III
Posso radunare un centinaio di spade,
per ogni lama il suo portatore
e quando con il loro capo si radunano,
mi chiamano il valoroso Argyll (1).”
IV
C’è danza e allegria nelle Highlands,
ci sono cornamuse e letizia e gioia,
perchè Argyll ha portato a casa Leezie Lindsay,
che sarà la sua amata sposa.

NOTE
1) Argyle è un paese ma anche il vecchio titolo di uno dei capi del clan Cambell, acerrimi nemici del Clan MacDonald

Una riscrittura del testo è stata fatta da Eddi Reader, la nota cantante scozzese interprete di molte canzoni di Robert Burns la quale ha modernizzato la storia mantenendo il ritornello e la melodia.

ASCOLTA Eddi Reader per il Transatlantic Sessions 5 

Testo di Eddi Reader
I
oh the lights in this city are like diamonds
the street lamps, the signs and the cars
though it’s bright in the city what are diamonds?
when they’re turning out all of our stars
CHORUS
would ye gang tae the Hielands Leezie Lindsay/ would ye gang tae the Hielands wi’ me/ would ye gang tae the Hielands Leezie Lindsay/ my pride and my darling to be
II
it’s so loud in this town Leezie Lindsay
the worry and the working and the noise
now we cannae hear the birds when they’re singing
and the river is losing it’s voice
III
when you are beside me Leezie Lindsay
I’m not afraid to be alone
we can live anywhere that we chose to
when I’m with you I know that I’m home
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Oh le luci della città sembrano diamanti,
i lampioni, le insegne e le auto,
anche se luccicano che cosa sono i diamanti della città,
quando nascondono tutte le nostre stelle?
CORO
Verresti nelle Highlands Leezie Lindsay,
verresti nelle Highlands con me?
Se verrai nelle Highlands Leesie Lindsay,
sarai il mio orgoglio e il mio amore
II
Sono così forti in questa città Leezie Lindsay
i problemi, il lavoro e il rumore,
ora non riusciamo a sentire gli uccelli quando cantano
e il fiume ha perso la sua voce.
III
Quando mi sei accanto Leezie Lindsay
non ho paura di stare solo,
possiamo vivere ovunque vogliamo,
perchè quando sono con te mi sento a casa

FONTI
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-v,-song-434,-page-446-leezie-lindsay.aspx
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_226 http://www.eddireader.net/tracks/erLL.htm http://www.darachweb.net/SongLyrics/LeezieLindsay.html http://www.rampantscotland.com/songs/blsongs_lindsay.htm

http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=19944

ADAM (EDOM) GORDON LAIRD OF AUCHINDOUN: BURNING TOWIE CASTLE

Child Ballad #178

La ballata Edom O’ Gordon (Adam Gordon) ci mostra gli orrori delle guerre tra i clan scozzesi durante il 1500: in particolare la faida tra i  Gordon sostenitori della regina Maria (Maria Stuart alias Maria I di Scozia) e i  Forbes sostenitori di Giacomo IV (che diventerà Giacomo I d’Inghilterra).

LA FAIDA

Adam Gordon (1545-1580) è il fratello minore del sesto Conte di Huntly (primo Marchese di Huntly dal 1599) Laird del castello di Auchindoun, il quale nel mese di novembre del 1570 o 1571 prende d’assalto il castello dei Forbes a Towie presso Creishbrowe ; ma il Laird è lontano e la sua Signora preferisce la morte piuttosto che la resa.
Ci troviamo quindi nell’Aberdeenshire, anche se la ballata a volte è rappresentata nel Border scozzese, come sia la sua prima versione fu scritta poco dopo l’accaduto (vedi Cotton Manuscript Vespasian, A. xxv, No 67, fol. 187). Nel 1700 è presente ancora nelle principali collezioni del tempo ed è riportata nella raccolta del professor Child in bel 9 versioni, alcune con anche una trentina di strofe. La melodia è stata trascritta in molte partiture per liuto intorno al 1597.

Si stralcia dal sito di The Child Ballads curato da Ed de Moel al quale si rimanda per l’approfondimento: “During the three wretched and bloody years which followed the assassination of the regent Murray, the Catholic Earl of Huntly, George Gordon, was one of the most eminent and active of the partisans of the queen. Mary created him her lieutenant-governor, and his brother, Adam Gordon, a remarkably gallant and able soldier, whether so created or not, is sometimes called the queen’s deputy-lieutenant in the north. Our ballad is concerned with a minor incident of the hostilities in Aberdeenshire between the Gordons and the Forbeses, a rival but much less powerful clan, who supported the Reformed faith and the regency or king’s party” continua

L’INCENDIO DELLA CASA-TORRE DI TOWIE

burning-castleA volte la responsabilità della malefatta viene addossata al capitano Kar (o Carr) ma la dinamica dell’accaduto è simile in tutte le versioni: la dama del castello, che doveva essere una piccola dimora fortificata d’importanza secondaria, cerca di negoziare con gli assalitori, tuttavia i Gordon chiedono la consegna del castello (e anche i favori della castellana).
Il castello è dato alle fiamme (a volte da un traditore) e la donna implora la pietà per i suoi figli più piccoli, ma il fuoco divampa e tutti gli occupanti (una trentina di persone) muoiono nell’incendio.
In alcune versioni la donna cerca di salvare i figli (a volte sono tre a volte nove), calandoli giù dalle finestre, ma una volta a terra vengono tutti passati alle armi (questa versione potrebbe essere una contro propaganda dei Forbes).
All’epoca nessuno aveva il cuore tenero e si scannavano tutti allegramente pur di ottenere vendetta!

ASCOLTA Malinky in The Unseen Hours, 2005


I
It fell aboot the Martinmas time
When the wind blew shrill and cauld
Cried Edom o’ Gordon tae his men
“We maun draw tae some hauld”
II
“Whit hauld, whit hauld,” cried his merry men
“Whit hauld sal we gang tae?”
“It’s tae Towie’s Hoose that we maun ride
And see yon fair lady”
III
She thocht it was her ain dear lord
That she saw ridin’ hame
But was the traitor Edom o’ Gordon
That rik nae sin nor shame
IV
“Come doon,  Lady Campbell,” he cried
“And gie yer hoose tae me,
Or else this nicht I swear I’ll burn
Ye an’ yer bairnies three”
V
“I winna come doon,” the lady cried
“For laird nor yet for loon
Nor yet for any rank robber
That comes frae Auchendoon”
VI
The lady frae the battlements
Twa bullets she let flee
But it missed its mark wi’ Gordon
For it scarcely grazed his knee
VII
“Lady Campbell,” the Gordon cried
“That shot will cost you dear”
An’ he has ca’ed tae his ain Jock
Tae bring the faggots near
VIII
“I winna come doon, ye fause Gordon
I winna gie up tae ye
I winna forsake ma ain dear lord
That is sae far frae me”
IX
Then up and spak her  youngest son
Sat on the nooris’s knee
“Oh open the door and   let me oot
For this reek is choking   me”
X
“I wid gie up ma   gowd,” she cried
“Ma siller and ma fee
For a blast o’ the   whistling wind
Tae blaw this reek frae   me”
XII
Then oot an’ spak her  dochter dear
She wis baith jimp and sma’
“Oh row me in a pair   o’ sheets
And throw me ower the   wa’”
XIII
They rowed her in a pair o’   sheets
And threw her ower the wa’
But on the point o’ the  Gordon’s sword
She got a deidly fa’
XIV
Then Gordon turned her ower and ower/ And oh her face was white
Ah micht had spared that   bonny face
Tae be some man’s delight
XV
Oh pity on yon fair castle
That was biggit wi’ stane   and lime
And wae for Lady Campbell   herself
Burnt wi’ her bairnies nine
XVI
Oh three o’ them were mairried wives
And three o’ them were   bairns
And three o’ them were leal   maidens
That ne’er lay in young   men’s airms
Tradotto da Cattia Salto
I
Accadde nell’estate di S. Martino (1)
quando il vento freddo soffia stridulo ,
urlò Adam Gordon ai suoi uomini,
Dobbiamo stanare qualche vecchia volpe (2).”
II
“In quale castello, – gridarono i suoi bravi (3)-  in quale castello dobbiamo andare” “Al castello di Towie (4) dobbiamo cavalcare
per visitare la bella dama“.
III
Lei pensò fosse suo marito che ritornava a casa a cavallo; e invece era Adam Gordon, il traditore, che non aveva né macchia né vergogna (5)
IV
Scendi, Lady Campbell (6)- gridò –
e consegnami la tua casa
o entro stanotte giuro che brucerò
tu e i tuoi tre figlioletti.”
V
Non scenderò –la dama gridò-
né per un signore, né per un pezzente
e nemmeno per un predone
che viene da Auchindoun
VI
La dama dai bastioni
due colpi sparò
ma mancò il bersaglio di Gordon
perchè gli sfiorò solo il ginocchio
VII
Lady Campbell – Gordon gridò –
questo colpo ti costerà caro
e chiamò il suo Jock
per accatastare le fascine
VIII
Non scenderò, voi falso Gordon
non vi verrò incontro,
non abbandonerò il mio caro signore
che è così lontano!
IX
Parlò allora il suo figlio minore
che stava in grembo alla balia:
“Apri la porta e fammi uscire,
che il fumo mi soffoca!
X
Darei tutto il mio oro – lei gridò-
l’argento e tutto il mio corredo
per una folata di ponente
che mandasse via il fumo!
XII
Poi parlò la sua cara figlia
che era snella che piccola
Avvolgimi in un lenzuolo,
e calami giù dalle mura
XIII
La avvolsero in un paio di lenzuola
e la calarono giù dalle mura,
ma sulla punta della lama di Gordon
lei fece una terribile caduta
XIV
Allora Gordon la rigirò mille volte
e il suo volto era bianco, oh avrebbe potuto risparmiare quel bel volto, tale da essere la delizia di un uomo!
XV
Oh pietà per quel bel castello
che era eretto con pietra e calce
e per la stessa Lady Campbell
bruciata con i suoi nove figli.
XVI
Tre di loro era mogli
e tre di loro erano bambini
e tre di loro erano leali fanciulle
che mai giacquero tra le braccia dei giovanotti

NOTE
1) l’estate di San Martino è un periodo relativamente caldo dell’autunno in coincidenza con la festa di San Martino che si celebra l’11 novembre
2) hauld sta per old, il riferimento generico riguarda un “vecchio” riferito nel contesto al clan rivale e quindi al suo castello avito, ho tradotto così a senso
3) dare del merry agli uomini è tipico delle frasi stereotipate delle ballate
4) Il castello Towie-Barclay, probabilmente ricostruito sul sito del primitivo castello dato alle fiamme è ora proprietà privata. Per tradizione la vicenda è stata spostata un po’ più in alto presso Corgarff oggi popolare destinazione turistica. In altre versioni diventa il castello di Rhodes più per un assonanza con il nome Forbes che in riferimento ad un luogo reale
5) cioè fino ad allora si era comportato onorevolmente, non così nell’assalto del castello
6) Lady Margaret Forbes signora del castello era nata Campbell

ASCOLTA Folkal Point, 1972

CHILD #178 D – Versione di Robert & Andrew Foulis in “Edom of Gordon: An Ancient Scottish Poem” 1755


I
It fell about the Martinmas,
When the wind blew shrill and cauld,
Said Edom o Gordon to his merry men,
We maun draw to a hauld.
II
‘And whatna(7) hauld sall we draw to,
My merry men and me?
We will gae to the house of the Rodes,
To see that fair ladye.’
III
She had nae sooner buskit(5) hersell,
Nor sooner said the grace,
when Edom o Gordon and his merry men
Were lighted about the place.
IV
‘Come doun to me, my lady gay,
Come doun Come doun to me;
This night ye’ll lig in my bed,
tomorrow my bride sall be.’
V
She stood upon her castle wa’,
And let twa bullets   flee:
She miss’d that   bluidy butcher’s heart,
And only razed his   knee.
VI
(8)
VII
But when the ladye   saw the fire
Come–flaming o’er her head,
She wept, and kiss’d her children twain,/Says, ‘Bairns, we been but dead.’
VIII
The Gordon then his bugle blew,
And said, ‘Awa’, awa’!
This house o’ the Rodes is a’ in a flame;
I hauld it time to ga’.’
IX
And after the Gordon he is gane,
Sae fast as he might dri’e;
And soon i’ the Gordon’s foul heart’s blude
He’s wroken(10) his fair ladye.
Tradotto da Cattia Salto
I
Accadde nell’estate di S. Martino (1)
quando il vento freddo soffia stridulo ,
disse Adam Gordon ai suoi bravacci,
Dobbiamo stanare qualche vecchia volpe (2).”
II
“E che tipo castello dobbiamo assalire
i miei uomini ed io?“”Andremo nella fortezza di Rhodes (4) per visitare la bella dama
III
Si era appena vestita e aveva detto le preghiere quando Adam Gordon e i suoi bravaqcci
diedero fuoco al posto
IV
Arrendetevi, mia signora
arrendetevi, arrendetevi
questa notte vi intratterrete nel mio letto
e domani sarete la mia sposa
V
Lei stava sulle mura del castello
e due colpi sparò
ma mancò il cuore di quel macellaio
e solo gli sfiorò il ginocchio
VI

VII
Ma appena la signora vide il fuoco
caderle addosso
pianse e baciò i figli due volte
dicendo “Bambini siamo belle che morti
VIII
Il Gorgon allora la sua tromba suonò
e disse “Via, Via!
questa dimora di Rodes è tutta bruciata;
è arrivato il tempo di andare”
IX
E dopo  Gordon si partì
a spron battuto
ma presto (il marito) colpirà il cuore sanguinario di Gordon e vendicherà la sua bella dama

NOTE
7) whatna: What kind of a.
4) house of the Rodes. un castello a poche miglia a sud di Duns nel Berwickshire
8) buskit hersell: Got ready, dressed herself
9) strofa riassunta dal gruppo
10) wroken: Revenged

ASCOLTA Alison McMorland, versione testuale riportata nella collezione Greig-Duncan.

E LA FAIDA CONTINUA vedi

FONTI
http://www.electricscotland.com/history/wars/152BurningOfTowieCastle.pdf
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_178
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/C178.html
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=en&id=93
http://www.exclassics.com/percy/perc20.htm
http://history.wdgordon.com/gordon12.htm
http://digital.nls.uk/special-collections-of-printed-music/
pageturner.cfm?id=87739066

http://www.sacred-texts.com/neu/eng/child/ch178.htm
http://rpo.library.utoronto.ca/poems/edom-o-gordon