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Hey for Christmas

Tra i resoconti e le cronache di come in Inghilterra si festeggiassero i dodici giorni del Natale spicca questa canzoncina dal titolo “Hay for Christmas” in cui, anche se non espressamente citata, è chiaramente richiamata la festa dell’Epifania.

Shropshire Wakes

Il testo è contenuto in un foglio volante stampato a Londra alla fine del 1600. La melodia abbinata è la popolarissima Dargason

ASCOLTA Passamezzo
ASCOLTA The Baltimore Consort


I
Come Robin Ralph, and little Harry,
and merry Thomas at our Green,
Where we shall meet with Briget and Sary,
and the finest young wenches that ere were seen:
Then high for Christmas once a year
And where we have Cakes, both ale and beer (1)
And to our christmas feast there comes,/ Young men and Maid to shake their bums (2).
II
For Gammer Nichols has gotten a Custard
My Neighbour Wood a roasted Pig,
And Widdow Franklin hath beer & mustard,
& at the Thatcht house there is good swig.
III
There’s a fidler for to play e’ry Dance
when the young Lads and Lasses meet:
With which the Men & Maids will prance,
with the fidler before them down the street:
IV
The Morice dancers (3) will be ready
Meat and Drink enough to lade ye (4):
And in a Fools dress will be little Neddy,
to entertain our Christmas Lady (5)
V
And when that they shall all appear,
that are to be at our brave Wakes,
To eat iup the Meat(6), and drink up the Beer,/ And to play at cards for Ale and Cakes (7)
VI
Then Grace and sweetest Winnifret,
and all the Lasses on the place,
When that the young men they have met/ see how the Devils-dream (8) they’l trace:
VII
They side and then tun round about
and briskly trip it to each other:
And when they have danct it out,
they presently call for another
VIII
Ralph leading up with Sue in ‘s hand,
And Briget being by Robins side,
You’d laugh to see how they do stand:
with their heads together and feet so wide
IX
The dance being done the fidler plays Kissum (9)
which Dick and Harry soon did so,
And Randal the Taylor could not missum (10),
but he must kiss his Partner too.
X
Then they sat down to their good cheer,
and pleasant were both Maids and Men, /And having din d and drank their bear (11),
they rose and went to dance again,
XI
Thus they did daunce from noon till night,
and wer as merry as Cup and Can (12),
Till they had tyrd the Fidler quite (13),
and the sweat down their buttocks ran.
XII
Then they went to the little thatcht house,
and plaid at Cards a game or two,
And with the good Liquor did so carouse,/that they made drunk both Tom and Hugh.
XIII
The rest unto Hot-cockles (14) went,
but Neddy gave Nelly a blow too hard,
That all together by the ears they went,
and all their sporting soon was mar’d.
XIV
The Pots flew about the glasses were broke
Doll was taring Mol by th Quife (15),
Richard was pulling John by the throat,
at which the Hostess drew her knife.
XV
They took the Fidler and broke his pate (16)
and threw his fiddle into the fire:
And drunkenly went home so late,
that most of them fell in the mire.
XVI
The men went away and paid ne’r a groat,
but left the Maids to pay (17) for their chear,
Betty was forst to pawn her laste coat,
and ??? to leave her Garget (18) there :
XVII
And so my merry ballad is Ended,
when the Maids come agoin to these wakes
they’l first see the young lads manners mended
and make them pay for ale and Cakes.
Traduzione italiano di Cattia Salto*
I
Venite Robin, Ralph, e il piccolo Harry
e l’allegro Thomas al nostro Ballo
dove ci incontreremo con Briget
e Sary,
e le più belle giovani ragazze che mai si siano viste:
Allora evviva il Natale una volta all’anno
dove abbiamo dolci e anche birra normale e birra luppolata,
e alla nostra festa di Natale là vanno
giovanotti e fanciulle a muovere
il culo
II
Gammer Nichols ha preso una  crema pasticcera
il mio vicino Wood un maiale arrosto
e  Widdow Franklin ha preso birra e mostarda
perchè in Casa Thatcht c’è  un bel divertimento
III
Ci sarà un violinista per suonare ogni danza quando i giovani ragazzi e le ragazze s’incontreranno: gli uomini e le donne  zompetteranno
con il violinista davanti a loro in cima alla fila
IV
I Morris terranno pronti cibo e bevande in abbondanza per rinfrescarsi e nell’abito del Matto ci sarà il piccolo Neddy a intrattenere la nostra Regina del Natale
V
Per ciò tutti si presenteranno
per essere alla nostra brava Veglia;
a mangiare carne e a bere birra
e a giocare alle carte, per le belle cose della vita
VI
Allora Grace e la graziosa Winnifret,
e tutte le ragazze al posto
non appena con i giovanotti si saranno accoppiate,  vedrai come danzeranno “The Devils-dream”
VII
Si metteranno in fila e poi gireranno in cerchio e allegramente si pesteranno i piedi l’un l’altro, e quando l’avranno danzata, ne richiederanno un’altra
VII
Ralph comanda con Sue per mano
e Briget sta al fianco di Robi
n,
rideresti nel vedere come sono messi:
con le teste vicine e i piedi così
distanti
IX
A danza terminata il violinista suona “Kissum”
che Dick e Harry subito fecero
e Randal il sarto non voleva sbagliare
e ugualmente doveva baciare la sua compagna
X
Poi si riposarono e per il loro buon umore  fu piacevole sia per le fanciulle che per i giovanotti
prendere delle  bevande e bere le loro birre, poi si alzarono e andarono a danzare nuovamente
XI
Così ballarono da mattino a sera e furono felici come “piselli nel baccello”
fino a quando finirono per stancare il violinista e il sudore scorreva giù per le  natiche
XII
Poi andarono al piccolo cottage con il tetto di paglia
e giocarono una partita o due a carte
e con il buon liquore fecero così baldoria
che si ubriacarono anche Tom e Hugh.
XIII
Il resto giocò a “mano calda”, ma Neddy diede a Nelly un colpo troppo forte che tutti quanti si presero per le orecchie e tutti i giochi subito naufragarono
XIV
Volarono  caraffe e i bicchieri furono infranti, Doll stava tirando Mol per la Cuffietta, Richard stava prendendo John per la gola a cui la padrona mostrava il coltello
XV
Presero il violinista e gli ruppero la testa e gettarono il violino nel fuoco: così ubriachi andarono a casa così tardi che la maggior parte di loro cadde nel fango
XVI
Gli uomini se se andarono e non pagarono un soldo,  ma lasciarono che le fanciulle pagassero per il divertimento, Betty fu la prima a dare il pegno la sua ultima giacchina  e ??? a lasciarci anche il collarino
XVII
E così la mia divertente ballata è finita
quando le ragazze ritorneranno di nuovo a queste veglie
per prima cosa si metteranno al riparo dalle abitudini dei giovanotti
e li faranno pagare per il divertimento.

NOTE
* questa è solo la prima stesura che ha bisogno di essere revisionata e meglio scritta
1) Nelle Isole Britanniche  si producevanoall’epoca prevalentemente birre non luppolate dette ALE; erano infatti le birre provenienti dal “continente” a contenere luppolo e quindi distinte con una parola diversa BEER!
2) l’espressione significa “dimenarsi”, ballare in modo sfrenato”
3) I Morris dancers sono danzatori in costume che si esibiscono in balli popolari risalenti al medioevo eseguiti con passo saltellato e l’uso di bastoni, fazzoletti ma anche spade e assordanti campanelle
4) to lade= prelevare (acqua o liquidi) con un mestolo sta per to  ladle, servire con un mestolo quindi “Drink enough to lade ye” con una traduzione letterale diventa: “bevanda bastante da mescersi”
5) è la Regina del Pisello, per motivi di rima menzionata come Regina del Disordine, ovviamente in coppia con Re Fagiolo (vedi Torta del fagiolo)
6) Meat in questo contesto sta più genericamente per cibo, l’ho tradotto con pasticci in riferimento alle preparazioni in crosta ripiene di carne
7) Cakes and Ale è un modo di dire per “the good things of life” 
8) “The Devils-dream
(il sogno del diavolo): la melodia è un reel e anche una popolare country dance, istruzioni e video qui; la melodia è conosciuta soprattutto in Scozia  con il titolo di “The Devil Amang the Taylors”  abbinata a una scottish country dance istruzioni e video qui
9) “The Cushion Dance” è descritta come la “danza dei baci” da qui il soprannome kissum” (istruzioni qui)
10 )trovato anche trascritto  ” And Randall the tailor he would not miss”
11) la trascrizione del testo dirattamente dai broadsides diventa a volte problematica sia per le condizioni d’usura dei fogli che per i carattere di stampa utilizzati: così ho interpretato il verso nel contesto
12) termine colloquiale per indicare una coppia ben assortita come ad esempio “pane e burro”, “culo e camicia”
13) “Till they had tired the fiddler quite”

A Game of Hot Cockles, attribuito a D Van Der Plaes fine 1600:  uno dei tipici giochi natalizi con cui si divertivano i giovani

14) Hot-cockles letteralmente “vongole calde” era un popolare gioco fin dal Medioevo, praticato un tempo dagli adulti e oggi forse solo dai bambini (diciamo che gli ultimi a giocarlo sono stati i ragazzi pre-telefonino), detto il gioco del soldato perchè tipico gioco da caserma, oppure gioco della “mano calda”.

15) Quife= coif
16) patehead, skull
17) la consuetudine di un tempo era che il violinista  venisse ingaggiato dai danzatori i quali lo pagavano a fine serata facendo una colletta
18) Garget = gorget

DARGASON

Anche intitolata Sedanny è una danza pubblicata nel “The English Dancing Master” di John Playford (1651)

ASCOLTA la versione di Gustav Holst St. Paul’s Suite 

Affresco Villa Caldogno: Invito alla danza, Giovanni Antonio Fasolo: è chiaramente illustrata una Dargason

FONTI
https://mainlynorfolk.info/john.kirkpatrick/songs/heyforchristmas.html
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/shropshire_wakes.htm

https://thesession.org/tunes/9468
http://www.pbm.com/~lindahl/lod/vol2/dargason.html
http://www.englishcountrydancing.org/cowpercoles6.html

Una fetta di dolce della dodicesima notte

IL DOLCE DELLA BEFANA

La sera del 5 gennaio il corteo di Frau Holle riprende la via del ritorno per rientrare nel suo Regno, ma in Germania (come in buona parte dell’Europa eccezzione fatta per l’Italia) la sua festa è stata soppiantata dalla tradizione dei Re Magi. Sono loro a dare il nome ad un dolce speciale preparato per concludere le festività natalizie (la dodicesima notte) che cambia nome e ricetta a seconda delle regioni (con rimandi uno all’altro per quanto riguarda la preparazione e gli ingredienti).
Tutti questi dolci hanno mantenuto una caratteristica, di contenere nell’impasto una monetina o un fagiolo. La moneta stava come segno di buona sorte (a ricordo delle invocazioni per ottenere i favori della Dea dell’Abbondanza), il fagiolo ha invece una valenza più ambigua, ricordo di oscuri rituali che trovavano ancora un eco nell’elezione del Re Fagiolo durante il Natale medievale: è il Re del Disordine dei Saturnalia, ma anche il capro espiatorio che veniva immolato per il bene della comunità, un tributo in sangue agli spiriti della Terra per il Solstizio d’Inverno.

IL FAGIOLO MAGICO

Robert Graves – poeta, saggista e romanziere britannico contemporaneo – nel suo “The White Goddess” (La Dea bianca) ci racconta che per gli antichi i fagioli contenevano le anime dei morti, e per questa ragione evitavano di mangiarli. Il rimestarsi delle viscere e la flatulenza altro non sarebbero che il tormento delle anime imprigionate nel ventre che protestano per esser liberate.
Principio del caos e quindi utilizzato nei Saturnali per eleggere il Re del Disordine il fagiolo è collegato al mondo infero. Simbolo dell’amore ( le donne romane portavano un ciondolo con la sua forma) era collegato all’immortalità, visto che basta metterlo nell’acqua per farlo ritornare fresco.


Il fagiolo che esisteva in Europa nei tempi antichi è di un tipo specifico detto fagiolo dall’occhio (originario dall’Africa), più piccolo è bianco con una macchia di colore scuro («occhio»), in corrispondenza del punto di inserzione sul baccello. Per i Romani i fagioli erano un cibo della plebe, ma quando arrivarono i nuovi fagioli dall’America conquistarono soprattutto la tavola del ricco per la loro rarità, per rientrare nella tradizione alimentare comune non appena si diffusero con abbondanza. (continua)

IL DOLCE VITTORIANO

Nelle isole britanniche il dolce prende il nome di Twelfh Cake un dolce  a base di frutta secca (uva passa) e frutta candita che richiede una lunga lievitazione.
Sebbene sia un dolce medievale la prima ricetta storica risale al 1803 ed è stata scritta da John Mollard, in effetti i precedenti ricettari settecenteschi non danno istruzioni per la “Torta dodicina” (o “Torta della dodicesima notte” o ancora “Torta della mezzanotte”) perchè si dava per scontato che si sarebbe utilizzato la ricetta della torta nunziale, (vedi)  (che  in Irlanda è ancora la torta nunziale tradizionale).

RICETTA DEL 1803: Prendere Kg 3,175 di farina e metterla a fontana sulla spianatoia, aggiungere 1 cucchiaio da cucina abbondante di lievito e un pochino di latte tiepido. Iniziare ad impastare aggiungendo poi 450 gr. di burro a pezzetti, 600 gr di zucchero. Lasciar lievitare e solo dopo un’oretta aggiungere 2 kg di uvetta, 15 gr di cannella in polvere, 10 gr. di chiodi di garofano sempre in polvere, canditi a piacere. Porre l’impasto in una teglia ben imburrata e cuocere *. Una volta cotta la torta, sfornare, lasciar raffreddare e ricoprire con glassa colorata o bianca e con corone di zucchero
From John Mollard, The Art of Cookery. (London 1803).
(*nelle ricette vittoriane tutte le massaie sapevano come cuocere le torte, questa è una torta che richiede una lunga cottura a basse temperature – cioè 170-180 gradi, per almento 1 ora, ma l’unico modo per sapere se è cotta è la prova stecchino)
Per la ricetta moderna qui

la torta preparata da Ivan Day: una decorazione in stile Regency con piume del Principe di Galles, la rosa d’Inghilterra, il cardo della Scozia e il trifoglio d’Irlanda. Le decorazioni sono di “gum paste” (da  qui)
La torta della dodicesima notte della regina Vittoria, The Illustrated London News

La torta è pronta per essere sontuosamente rivestita con pasta di zucchero (detta anche fondente) lasciata bianca o color rosa-barocco e riccamente guarnita con ulteriori decorazioni in pasta di zucchero (o pasta di gomma) e  ghiaccia reale. Un tempo si utilizzavano degli stampi di legno oggi sono praticissimi quelli in silicone, ma per usare la sac à poche occorre un bel po’ di pratica e abilità.
Torte gigantesche e decorazioni elaborate con statue in pasta di zucchero o di mandorle a riprodurre scene pastoral divennero comuni nel Settecento-inizi Ottocento messe in bella mostra nelle vetrine delle pasticcerie più alla moda.

Le fonti letterarie e cronachistiche inglesi menzionano un “torta con il fagiolo” solo a partire dal XIV secolo a imitazione delle usanze nella corte francese  “La Roi de la Feve” (vedi), le due torte quella francese e quella inglese sono completamente diverse, essendo la seconda una variante più tradizionale dei pasticci in crosta medievali (vedi). Sebbene nel primo periodo Tudor si festeggiasse la Dodicesima notte con un ballo in maschera e una specie di gioco di ruolo, basato su dei personaggi stereotipati da impersonare, la tradizione prese piede solo nel Seicento.
La commedia “La Dodicesima Notte” di William Shakespeare fu scritta proprio come intrattenimento per alludere a questa festa natalizia, basata sul sovvertimento dei ruoli, in cui Viola si traveste da uome e il servo Malvoglio si spaccia per nobile. Già nel ‘500 circolava una commedia toscana dal titolo “Gl’ingannati”:” messa in scena originariamente dagli accademici senesi in seguito ad un sacrificio goliardico accaduto la notte dell’Epifania: avendo ognuno degli uomini bruciato (o finto di bruciare) i pegni d’amore delle proprie donne, queste ultime avevano preteso un risarcimento. Gli accademici composero quindi in tre giorni una commedia, dedicandola alle gentildonne. Nel prologo è menzionata espressamente la “notte di beffana” (corrispondente appunto alla dodicesima notte dopo il Natale).” (da Wikipedia). La commedia ebbe un largo successo e una grande diffusione con traduzioni e adattamenti in tutta Europa e fu sicuramente il modello e l’ispirazione per Shakespeare.

Nel 1870 la Regina Vittoria rimosse la festa dal calendario ufficiale  reputandola “poco cristiana” e troppo “casinara” e così  la tradizione della Twelfh Cake è scomparsa definitivamente nel Novecento lasciando il posto al Christmas pudding.

CHRISTMAS REVEL

Nel Medioevo cristiano il periodo del Natale era caratterizzato dall’abbondanza di cibo e bevande, che seguiva il periodo di digiuno iniziato con la quarta domenica prima del Natale e che terminava con la vigilia. Iniziavano così allo scoccare delle mezzanotte del 24 dicembre i 12 giorni del Natale o il Christmas revel, una sequenza di banchetti e divertimenti, in cui anche i contadini asserviti al feudo avevano il loro momento di riposo: niente corvèe e un banchetto offerto dal loro Sire.
Abbiamo svariati resoconti di questi banchetti natalizi alla corte inglese (continua) festeggiamenti che si concludevano all’Epifania (ma che potevano durare fino al 2 febbraio).

“Twelfth Night Revels in the Great Hall Haddon Hall Derbyshire from Architecture of the Middle Ages 1838”, Joseph Nash

Dal Seicento ci giunge una fonte in forma di poesia “Now, now the mirth comes“: è Robert Herrick a descrivere in versi lo svolgimento della festa nella dodicesima notte. (vedi anche qui)

Twelfth Night- Robert Herrick 1648
I
Now, now the mirth comes
With the cake full of plums (1),
Where bean’s the king (2) of the sport here;
Beside we must know,
The pea also
Must revel (3), as queen, in the court here.
II
Begin then to choose,
This night as ye use,
Who shall for the present delight here,
Be a king by the lot (4),
And who shall not
Be Twelfth-day queen for the night here (5).
III
Which known, let us make
Joy-sops (6) with the cake;
And let not a man then be seen here,
Who unurged will not drink,
To the base from the brink,
A health to the king and the queen here!
IV
Next crown the bowl full
With gentle lamb’s wool (7),
And sugar, nutmeg, and ginger,
With store of ale, too;
And this ye must do
To make the wassail a swinger.
V
Give then to the king
And queen, wassailing,
And though with ale ye be wet here,
Yet part ye from hence
As free from offence
As when ye innocent met here.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Adesso, adesso arriva l’allegria
con la torta piena d’uvetta
dove il Fagiolo è il Re di
questa Festa;
inoltre dovete sapere
che anche il pisello deve divertirsi, come regina, in questa dimora.
II
Inizia allora a scegliere,
com’è usanza di questa notte,
chi per questo momento dilettevole, sarà al posto del re
e chi non lo sarà
(chi) sarà la regina del dodicesimo giorno per questa notte
III
Come risaputo si facciano
bagatelle con la torta;
e allora  che non si abbia a vedere uomo che debba essere sollecitao per bere da cima a fondo,
alla salute del re e della regina
qui!
VI
Allora riempi la boccia fino all’orlo
con una dolce “lana d’agnello”;
aggiungi zucchero, noce moscata e zenzero e anche birra;
così si deve fare
per fare una grolla allegra
V
Date poi al Re
e alla Regina, che brindino
e sebbene con la birra vi dovete saturare, tuttavia vi allontanerete da qui, indenni dalla colpa
come quando innocentemente qui vi incontraste

NOTE
1) all’epoca con plum si indicava l’uva passa e non la prugna secca
2) va da sè che ci  fossero due dolci, uno per gli uomini (con un fagiolo nascosto all’interno) e uno per le donne (con un pisello nascosto all’interno) per eleggere il re e la regina della dodicesima notte. Se c’era un’unica torta con il fagiolo nell’impasto il primo che l’avesse  trovato avrebbe a suo piacere nominato il compagno da incoronare. Al posto del fagiolo nel Settecento-Ottocento si nascondeva una piccola statuetta del Bambin Gesù.
3) il re e la regina del Disordine avrebbero dettato legge durante i festeggiamenti impartendo ridicoli comandi a cui non si poteva disubbidire
4) il re della sorte
5)  è l’usanza medievale di iniziare ogni nuovo giorno al tramonto, così la dodicesima notte precede il dodicesimo giorno.
6) non sono proprio sicura della traduzione
7) il curioso nome di lana d’agnello si riferisce alla bevanda del wassail: nel Medioevo il liquido principale della grolla era birra calda aromatizzata con mele e spezie. Le ricette d’epoca prevedono la cottura in forno delle mele ridotte successivamente in purea e l’aggiunta di noce moscata, zenzero e zucchero. (continua)

L’ULTIMA CENA, IL BALLO E IL GIOCO DELLE CARTE

Al centro della festa oltre al cibo e alle bevande, i canti benaugurali, le danze e recite. Nell’Inghilterra della Reggenza non era insolito tra gli eventi sociali per la dodicesima notte, un gran ballo in maschera (Grand Christmas Ball, Children’s Ball o Family Ball) in cui si includevano anche i bambini.

HEY FOR CHRISTMAS: il resoconto di una movimentata dodicesima notte continua

Re e Regina Fagiolo sono seduti in alto sulla sinistra, sul fondo a destra un gruppo di orchestrali e al centro i mummers.

A inizi Ottocento la notte del 6 gennaio (oppure la sera della vigilia) iniziava con una cena in famiglia con amici e parenti, che metteva fine al Christmas Revel: dopo che era stato eletto dalla sorte il Re Fagiolo venivano distribuite delle carte speciali  che illustravano vari personaggi caricaturali, ritagliate dai giornali o comprate nelle pasticcerie insieme alle torte.
La festa però si poteva svolgere già nel pomeriggio al momento del tè in cui era servita la “torta del dodicesimo giorno”: da quel momento ci s’immedesimava nel personaggio estratto fino allo scoccare della mezzanotte: alla festa in maschera e al gioco partecipavano spesso anche i bambini.

Al centro la torta del fagiolo e sulla sinistra il cappello in cui sono riposti i biglietti da sorteggiare

Inizialmente i personaggi erano personaggi storici famosi o eroi leggendari che ricreavano una nobile corte al servizio del Re e della Regina, ma poi i loro nomi divennero buffi e assurdi come Prittle Prattle, Puddle Dock, Toby Tipple e Sir Tun Belly Wash. Il gioco del travestimento diventò successivamente gioco degli enigmi, un gioco da tavolo fatto con le carte dei vari personaggi abbinati ad un indovinello che rivelava il nome del personaggio stesso (vedi)
Le carte erano anche utilizzate per un divertente gioco delle coppie nel Ballo di Gala per la Dodicesima Notte

Al Christmas Ball troneggia sul tavolo del Buffet  una grande Twelft cake

A card drawing game developed in the 18th century, whereby each lady drew a card from the box held by a footman to the left of the entrance, and each gentleman drew a card from the same to the right. These cards were caricatures of Pairs. Thus Signor Croakthroat might by paired by Madame Topnote. The guests had to find their partner, and depending on the gaiety of the event, the amount of wine and negus consumed, and the inhibitions of the guests, the character roles had to be taken on in varying degrees of ‘spirit’ for the whole evening. Signor Croakthroat might, for example, be always clearing his throat, and singing musical scales, whilst Madame Topnote might enjoy making her fellow guests jump by occasionally emitting a loud high note! (tratto da qui)

I personaggi della Dodicesima notte Collezione Folgere, 1830

UNA FETTA DI BLACK BUN continua 

FONTI
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Text/Hone/january_6__epiphany.htm
https://whydyoueatthat.wordpress.com/2011/12/10/day-10-twelfth-night-cake/
http://www.historicfood.com/John%20Mollard’s%20Twelfth%20Cake.html
http://www.eatlocallyblogglobally.com/2010/11/recipe-for-dickensian-twelfth-cake.html
http://www.missfoodwise.com/2014/01/twelfth-cake.html/
https://guildhalllibrarynewsletter.wordpress.com/2014/01/02/twelfth-night-cake/
http://www.saburchill.com/history/articles/012.html
https://www.janeausten.co.uk/twelfth-night/