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Terre Celtiche Blog

Three Tests of Chastity: The Boy and the Mantle Child n° 29

Nel Medioevo fantasy per sapere se una donna era onesta si ricorreva ad un espediente magico, il mantello della verità, che avrebbe cambiato aspetto e colore se indossato da una donna infedele. Tutta questa materia cavalleresca non suscita più interesse nel pubblico di oggi, e già all’epoca del Child la ballata era pressochè estinta.
Nella ballata sono tre i test, uno per le moglie e due per i mariti: le prove per i mariti consistono nel riuscire a tagliare a fette la testa di un cinghiale e nel bere da un corno magico; la testa di cinghiale era un piatto prelibato nel Medioevo specie sulla tavola del Re per Natale (Boar’s head carol)

Scrive Riccardo Venturi “Gli echi dell’Epos Arturiano nella raccolta del Child sono molto meno numerosi di quanto ci si potrebbe aspettare, e pochissime ci sono giunte completa (proveniente, come tutti gli altri frammenti arturiani passati in ballata, dall’in-folio del Percy [II, 304 ss.]). Gli episodi di questa ballata derivano dalla ricca tradizione dei fabliaux diffusa in tutta l’Europa medievale, ma i più vicini al nostro testo sono Le mantel mutaillé (A. de Montaiglon e G.Raynaud, Recueil géneral des Fabliaux, Paris 1872-90, III, 1) di cui si hanno manoscritti del XIII secolo, e Le lais du corn, che forse risale anch’esso a quel periodo. Nel lais, come nella nostra ballata ed anche nel Livre de Caradoc (Perceval li Gallois, ed. Potvin, vv. 15640 e sgg.), Carrado c) risulta il vincitore (Child I, 257-71). Si noti che il corno è menzionato anche nella Morte Darthur del Malory (1485), VIII, cap. 34, e che l’infedeltà della regina Ginevra è l’argomento costante della leggenda arturiana. L’ambientazione è naturalmente adattata: così, già nella prima strofa, si nomina Carlisle (nel Cumberland), uno dei luoghi favoriti delle Greenwood Ballads.” (tratto da “Leggende Arturiane” in Ballate angloscozzesi)

Three Tests of Chastity

Percy Folio Manuscript (London, British Library, MS Additional 27879, p. 284–87) è ritenuta una ballata medievale compilata probabilmente dai menestrelli di corte ma pesantemente rimaneggiata nelle compilazioni successive

Steeleye Span feat Sophie Yates in Est’d 1969 che scrivono nelle note “The chorus and the main instrumental theme were written by us and developed in rehearsal but the verse melody is traditional. We were fortunate to have the addition of the eminent harpsichordist Sophie Yates, which puts us beautifully in a ‘court-like’ place even though there weren’t any harpsichords at that time! (Mind you, there weren’t any electric guitars either!)”
“Il coro e il tema strumentale principale sono stati scritti da noi e sviluppati nelle prove, ma la melodia delle strofe è tradizionale. Siamo stati fortunati ad avere l’aggiunta dell’eminente clavicembalista Sophie Yates, che ci colloca magnificamente in un posto “simile a una corte” anche se in quel momento non c’erano clavicembali! (Intendiamoci, non c’erano neanche chitarre elettriche!)


I
On the third of May to  Carlisle did come
A courteous child
with much wisdom.
A kirtle and mantle
the boy had on,
With rings and broaches full richly adorned.
II
Out of his pouch he pulled two nut shells,
A pretty mantle therein did dwell.
“King Arthur, let thy wife wear this
And it will prove whether she be chaste.”
III
Forth came dame Guinevere the mantle to try,
For she was gay and fond of novelty.
She slipped it on but she was afeared
That it might show more than she cared.
IV
First it was gold, then it turned green,
Then it was blue and it ill her became,
Then it turned black of the very worst hue.
Said King Arthur, “I think that thou’s not true!”
V
She threw down the mantle in a fit of pique
And ran to her chamber with flushed cheeks.
She cursed the weaver
that the cloth had wrought
And vengeance on him that had it bought.
VI
Then many a wife did the mantle wear
But on their backs it did crinkle and tear.
Kay’s wife, she wore it with certainty,
But it showed her buttocks bare for all to see!
VII
She threw down the mantle in a fit of pique
And ran to her chamber with flushed cheeks
She cursed the weaver
that the cloth had wrought
And vengeance on him that had it bought.
VIII
Craddock called his lady, bade her come in,
“You with no trouble this mantle could win.”
She bore the mantle, upon her back,
But at her great toe it did crinkle and crack.
IX
“Oh, bow down mantle and shame not me,
I sinned but once, I tell you certainly.
I kissed my husband under a tree,
I kissed my husband, before he married me.”
X
When she had shriven,
and her sins told
The mantle clothed her in glittering gold
Then every knight in the court did behold
The chastest lady in all the world.
XI
The boy then stood, looking over the door
And there he espied a ferocious boar.
He drew his wooden knife and fast he ran,
He cut off the boar’s head
and quit him like a man.
XII
He brought in the boar’s head
and held it brave
Saying no seducer’s knife could it carve.
Some sharpened their knives
quickly on a whetstone
Some threw them away and said they had none.
XIII
The king and the boy stood looking upon
For all of their knives had turned blunt again.
Craddock had a knife made of iron and steel,
He cut up the boar’s head
wondrous well.
XIV
The boy had a horn of the good red gold
And to the court spoke he loud and bold:
“No seducer can drink from this horn
But he will spill it behind or before.”
XV
Some spilt on their shoulder
and some on their knee
For they were seducers for all to see.
One missed his mouth
and one poured in his eye
For no seducer could drink it right.
XVI
Craddock won the horn
and the boar’s head too
Which showed him faithful and chaste and true.
His lady the mantle, which made her heart glad,
To all such ladies, God send good speed.
XVII
Beware of mantle and the knife and horn,
The truth out will so be forewarned.
That you may live to rue the day
Traduzione italiana di Riccardo Venturi*
I
Il giorno tre di maggio giunse a Carlisle
Un ragazzo di buone maniere
gran esperto di scienza.
Un gonnellino e un mantello (1) 
Quel ragazzo aveva indosso
Con campanelle e borchie ornato riccamente.
II
Tirò fuori dalla borsa due gusci di noce,
un bel mantello ci stava dentro:
“Re Artù, fallo indossare da tua moglie;
e ti proverà se sia casta”
III
Si fece avanti Madonna Ginevra per provare il mantello; perchè era vivace e curiosa,
Se lo mise ma anche intimorita
che potesse mostrare più di quanto volesse 
IV
Dapprima era dorato poi diventò verde,
poi fu azzurro e le faceva male.
Poi diventò  nero  ed era il colore peggiore:
disse Re Artù, “Credo che tu non sia fedele.”
V
Lei buttò giù il mantello in un impeto di rabbia;
e scappò in camera sua con le guance arrossate
Maledì il tessitore
e la stoffa che aveva tessuto
E s’augurò vendetta su chi l’aveva comprato.
VI
Quindi molte donne indossarono il mantello
Ma sulla schiena si ritirò e strappò.
La moglie di Chieri, lo indossava con certezza,
Ma mostrò le natiche nude davanti a tutti!
VII
Lei buttò giù il mantello in un impeto di rabbia;
e scappò in camera sua con le guance arrossate
Maledì il tessitore
e la stoffa che aveva tessuto
E s’augurò vendetta su chi l’aveva comprato.
VIII
Carrado chiamò sua moglie, le disse di entrare:
“Con poca fatica questo mantello vincerai”
Lei indossò il mantello sulla schiena
ma all’alluce si ritirò e spiegazzò. 
IX
“Buttati giù, mantello, e non mi svergognare
Una volta ho mancato e te lo dico per certo,
ho baciato mio marito sotto un albero
ho baciato mio marito prima che mi sposasse.”
X
Quando si fu confessata
e i suoi peccati ebbe detto
Il mantello le stette addosso lucente come l’oro;
Ogni cavaliere della corte ha ammirato
la dama più fedele in tutto il mondo
XI
Ed il ragazzo stette a guardar fuori da una porta
E notò un cinghiale selvaggio
Tirò fuori un coltello da caccia e veloce corse;
tagliò la testa del cinghiale
E si comportò da uomo.
XII
Portò dentro la testa del cinghiale
E ne era assai fiero:
Disse che il coltello di un cornuto non l’avrebbe potuto scalcare. /Qualcuno affilò il coltello
Su una cote da arrotare;
Altri li buttaron via e dissero che non lo avevano.
XIII
Artù ed il ragazzo li stettero a guardare;
Tutti ci rovinarono Il filo del coltello.
Carrado aveva un coltellino di ferro e d’acciaio;
Scalcò la testa del cinghiale
Meravigliosamente bene,
XIV
Il ragazzo aveva un corno d’oro rosso
e alla corte parlò forte e chiaro
“Nessun cornuto potrà bere dal mio corno,
Anzi, se lo verserà o davanti o di dietro.”
XV
Qualcuno se lo versò sulla spalla,
Qualcuno sulle ginocchia;
perchè eran cornuti, tutti potevan vedere.
Chi non riusciva a portarlo alla bocca,
Chi se lo infilava in un occhio; 
Perchè nessun cornuto poteva berlo dritto
XVI
Carrado vinse il corno
e anche la testa del cinghiale;
Che lo mostrarono fedele e casto e veritiero
Sua moglie il mantello che le rallegrò il cuore;
a ogni dama siffatta Dio mandi buona sorte!
XVII
Attenti al mantello, al coltello e al corno,
La verità uscirà fuori
Che tu possa essere vittorioso

NOTE
traduzione italiana di Riccardo Venturi con integrazioni di Cattia Salto per adattarla al testo da “Leggende Arturiane” in Ballate angloscozzesi per la versione originaria qui
1) sembra essere la descrizione di un kilt scozzese

Allan Taylor in The Lady, 1971 che arrangia sia testo che melodia


I
In the third day of May
To Carleile did come
A gentle and a courteous child
That knew much of wisdome (1).
A tunic and a mantle
This young child had on
With broaches and ringes
full richly bedone
He had a suit of eastern silk
about his middle drawn (2)
And if he lacked in courteousy,
he thought of it much shame
“God speed thee, King Arthur,
sitting at thy meet
And the goodly Queen Guinevere,
I cannot her forget
I have with me a mantle,
no lady can resist
But it shall ne’er become
that wife that hath once done amiss
For if she be unfaithful,
in tatters it shall fall
And if she be but honest,
she’ll brighten any hall.”
And first there came Queen Guinevere,
for she should lead the way
And she was surely in great doubt,
although she would not say
And then she took the mantle
as if she’d been a maid (3)
And suddenly from top to toe,
it loosely fell in shreds
And then it coloured brightest red,
and then it coloured green
And then it coloured darkest black,
so ill did her beseem
And then I’ve spoke King Arthur
and angrier he grew
“By all the knights of England,
I think thou be not true”
And she threw down the mantle
for all the court to see
And blushed as red as roses
and to her room did flee
Sir Kay (4) called forth his lady
and bade her to come near
And said “if thou be guilty,
I pray thee hold thee there”
And so forth came his lady,
so bold she did appear
And likewise was embarrassed
and cried for all to hear
And likewise all the gentle knights
who thought their wives most true
Commanded them to try it on
and bitterly did rue
II
And then there came a faded knight,
Sir Craddocke (5) was his name
And all the knights of Arthurs court,
of him had sport and game
And “when this mantle lady
and it shall all be thine
And if thou ever did amiss,
the shame is there for mine”
His lady took the mantle
and cast it her about
Bow down to me good mantle
and shame me not for nowt
For once I did part one amiss,
I’ll tell thee certainly
For once I lay in Craddockes bed
before he married me
When she had made confession
and all her sins are told
The mantle stood about her,
in bright array she stood
So seemly of colour and glittering of gold
Then all the knights of Arthurs court,
her beauty did behold
So Craddocke stood in glory,
his lady groomed and true
And all the knights of Arthurs court,
have surely got their due (6)
Traduzione italiana di Cattia Salto*
I
Il giorno tre di maggio
Giunse a Carlisle
Un ragazzo ben nato 
Assai esperto di scienza.
Una tunica e un mantello
Questo giovane indossava 
Con spille e anelli
Ornato riccamente.
Aveva un vestito di seta orientale
Disegnato lungo il bordo:
E se non sapeva l’etichetta,
Se ne vergognava non poco.
“Dio ti protegga, Re Artù,
Che stai seduto al desco!
E la bella regina Ginevra
Non la posso scordare! 
Ho con me un mantello
Nessuna dama può resistergli
Non starà mai bene alla moglie
Che una volta abbia tradito
Perchè se è stata infedele
A brandelli cadrà
E se è onesta
Illuminerà tutta la sala.”
Si fece avanti per prima la regina Ginevra
Perchè doveva dare l’esempio
Era però perplessa
Anche se non lo diceva
E quando mise il mantello
Sembrava una domestica:
Di colpo  dalla testa ai piedi
cadde a brandelli.
E un po’ si colorò di rosso sgargiante
E poi si colorò di verde,
E poi si colorò del nero più nero
Che la faceva sembrare malata. 
E allora parlò Re Artù
E divenne arrabbiato
“Per tutti i cavalieri d’Inghilterra
penso proprio che tu sia infedele.”
Lei buttò via il mantello
Davanti a tutta la Corte, 
Arrossì come una rosa rossa 
E scappò in camera sua.
Sir Kay  chiamò la sua signora
E le ordinò di avvicinarsi:
Disse, “Se sei colpevole,
Ti prego, resta dove sei.”
Si fece avanti sua moglie
Che apparve audace,
Ma nello stesso tempo lui era imbarazzato
E gridò perchè tutti potessero sentire.
E così tutti i cavalieri cortesi
Che credevano che le loro mogli fossero fedeli
Comandarono loro di metterselo
E si pentirono amaramente
II
E poi venne un cavaliere pallido
Sir Carrado si chiamava
e tutti i cavalieri della corte di Artù
si facevano gioco di lui
“Allora questo mantello, signora
Sarà tuo, 
Ma se tu mi hai mai tradito 
La vergogna sarà mia.”
La sua signora prese il mantello
E se lo mise addosso
“Buttati giù, buon mantello,
E non mi svergognare affatto.
Perchè una volta ho mancato
E te lo dico per certo,
Che una volta mi distesi nel letto di Carrado
Prima che mi sposasse.”
Quando si fu confessata
E i suoi peccati ebbe detto
Il mantello le stette addosso
Tutta brillante lei stava, 
Simile di colore e lucente come l’oro;
Allora tutti i cavalieri della corte di Artù
Ammirarono la sua bellezza.
Così Carrado ottenne la gloria
La sua signora cresciuta nell’onestà
E tutti i cavalieri di Artù
Hanno di certo ricevuto il dovuto

NOTE
* in gran parte grazie alla traduzione di Riccardo Venturi
1) in questo contesto si tratta di conoscenza magica
2) una tunica con un bordo alto ricamato
3) maid= maiden
4) sir Kay= (Cai, Caius) figlio di sir Hector
5) Carrado (Caradoc, Craddock) nel Castello di Dover, in cui si possono vedere il cranio di Galvano e il mantello di Craddock. Caradoc Fortebraccio. Nato da un rapporto extraconiugale sarà ossessionato dalla paura che la moglie possa tradirlo, proprio lui riceve però la conferma della specchiata onestà della sua Signora.
6) nel senso di “quello che si meritavano”

Link
https://terreceltiche.altervista.org/ballad/a-z-list-child-ballads/
https://d.lib.rochester.edu/teams/text/furrow-ten-bourdes-boy-and-the-mantle-introduction
https://www.journals.uchicago.edu/doi/pdfplus/10.1086/386889
http://bluegrassmessengers.com/29-the-boy-and-the-mantle.aspx
https://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/theboyandthemantle.html

Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog

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