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Terre Celtiche Blog

Tho’ the last glimpse of Erin

Of the ancient “slow air” entitled “The Coolin” there were in the eighteenth century several transcriptions in English, as well as arrangements of the melody in the classical style .
The oldest text (in Irish Gaelic) is attributed to the bard of Tyrone Maurice O’Dugan and is a love song addressed to a sweet blond creature with fairy beauty, but adaptations to the melody both in Gaelic and in English (or translations into verses) are common throughout the eighteenth and nineteenth centuries.
[Dell’antica “slow air” dal titolo “The Coolin”  ci furono nel Settecento parecchie trascrizioni in inglese, nonchè arrangiamenti in stile classico della melodia.
Il testo più antico (in gaelico irlandese) è attribuito al bardo di Tyrone Maurice O’Dugan ed è un canto d’amore indirizzato a una soave creatura bionda dalla bellezza di fata, ma adattamenti alla melodia sia in gaelico che in inglese (o traduzioni in versi) sono comuni per tutto il settecento e ottocento. (vedi prima parte)

1934.44_CAMTHO’ THE LAST GLIMPSE OF ERIN

Also the Irish poet Thomas Moore wrote a poem about the ancient melody, transfiguring the image of the fairy creature in the personification of Ireland.
The image that emerges from the verses is that of a wild and proud girl vilified by the Saxon conquerors who forced the Gaelic populations to retreat to the West in the less fertile lands.
[Anche il poeta irlandese Thomas Moore scrisse una poesia sull’antica melodia, trasfigurando l’immagine della creatura fatata nella personificazione dell’Irlanda.
L’immagine che emerge dai versi è quella di una selvaggia e fiera fanciulla vilipesa dai conquistatori Sassoni che hanno costretto le popolazioni gaeliche a ritirarsi verso Ovest nelle terre meno fertili.]
Derek Laing in Songs Of Our Celtic Exiles 1999

Ethel Onnis & The book of Kells


I
Tho’ the last glimpse of Erin
with sorrow I see,
Yet, wherever thou art shall seem Erin to me.
In exile thy bosom shall still be my home,
And thine eyes make my climate,
wherever we roam.
II
To the gloom of some desert
or cold rocky shore,
Where the eye of the stranger
can haunt us no more,
I will fly with my Coulin and think the rough wind
Less rude than the foes
we leave frowning behind.
III
And I’ll gaze on thy gold hair
as graceful it wreathes,
And hang o’er thy soft harp
as wildly it breathes;
Nor dread that the cold-hearted Saxon will tear
One chord from that harp,
or one lock from that hair.
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Anche se l’ultimo scorcio d’Irlanda
vedo con rimpianto
ovunque tu sia, sarai Irlanda per me.
In esilio il tuo seno sarà ancora la mia casa
e i tuoi occhi saranno il mio cielo ovunque andremo.
II
Verso un  tristo deserto
o una fredda spiaggia rocciosa
dove gli occhi dello straniero
non ci potranno più perseguitare
volerò con la mia ragazza e considererò il vento furioso meno rude dei nemici minacciosi
che ci lasciamo indietro.
III
E veglierò i tuoi capelli dorati
che di grazia ti coronano
e appenderò la tua dolce arpa
che indomita suona;
per tema che il Sassone cuore di ghiaccio strappi
una corda da quell’arpa
o una ciocca da quei capelli.

The melody in this classical arrangement also runs in the compilation of music for meditation and the like
[Il brano spopola inoltre nelle compilation di musiche per meditazione e simili..]

LINK
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=20475
http://www.libraryireland.com/Irish-Melodies/Though-the-last-glimpse-of-erin-1.php
http://www.contemplator.com/ireland/thoerin.html

Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog

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