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Piemonte Celtico (Celtic Piedmont)

Che il Piemonte sia stata una Terra Celtica è fuori questione, culla della Cultura di Canegrate, ha assorbito le migrazioni delle tribù celtiche che valicavano le Alpi a partire dal 1000 a.C. (continua)
L’ultima celtizzazione fu quella culturale, la predicazione dei monaci irlandesi del 700 con San Colombano in testa, una cristianizzazione che non ha cancellato tuttavia i rituali e le credenze del mondo contadino particolarmente resilienti nelle vallate alpine e nelle regioni collinari più rurali (così nel Verbano-Cusio-Ossola come anche nelle Valli piemontesi Occitane o nel Biellese).

That Piedmont was a Celtic Land is out of the question, cradle of the Culture of Canegrate, has absorbed the migrations of the Celtic tribes that crossed the Alps from 1000 BC.
The last celtization was cultural, the preaching of the Irish monks of the eighteenth century with San Colombano for first, a Christianization that did not however cancel the rituals and beliefs of the particularly resilient peasant world in the alpine valleys and in the more rural hilly regions (so in Verbano-Cusio-Ossola as well as in the Occitan Piedmont Valleys or in the Biella area).

LA FIEREZZA DEI PIEMONTESI (Piedmontese Pride)

A Superga sulle colline di Torino si erge la statua di un rix gallico, omaggio del popolo di Torino al suo re Umberto I ucciso da Gaetano Bresci: l’unico tratto realistico del ritratto regio sono i baffi all’umbertina.
Il curioso abbigliamento è una velata polemica contro lo spostamento della capitale d’Italia da Torino a Roma (passando per Firenze) così il prode condottiero gallo è ancora una volta asservito a Roma! Niente a che vedere con i venti dell’autonomia delle nazioni celtiche , essendo di fatto la casa Savoia ad aver allargato il proprio dominio su tutta la penisola italiana (vedasi l’articolo di Alessandro Frigerio C’era l’Italia)!!

At Superga on the hills of Turin stands the statue of a Gallic rix, tribute of the people of Turin to his king Umberto I killed by Gaetano Bresci: the only realistic feature of the royal portrait is the mustache “all’umbertina”.
The curious clothing is a veiled controversy against the displacement of the capital of Italy from Turin to Rome (passing through Florence) so the brave leader is once again enslaved of Rome! Nothing to do with the winds of autonomy of the Celtic nations, being in fact the House of Savoy to have expanded its dominance over the Italian peninsula (see the article by Alessandro Frigerio C’era l’Italia)

MUSICA TRADIZIONALE PIEMONTESE
(Piedmontese traditional music)

Fu Costantino Nigra (1828 -1907) poco dopo l’unità d’Italia ad aver salvato e catalogato una buona parte del patrimonio folklorico piemontese. La vita del Nigra fu tutta un pellegrinaggio compiuto con la passione di un uomo del Risorgimento e con la fede di un romantico, una vita dedicata alla patria ed alle lettere e, fra le lettere, alla poesia, in particolar modo, alla filologia e al folklore: folklore di cui è ricca la terra che gli diede i natali, quel Canavese che conserva fedelmente leggende e tradizioni e dove si continuano a tramandare i miti, le fiabe e le canzoni che formano i Canti Popolari del Piemonte. (tratto da qui)

It was Costantino Nigra (1828 -1907) shortly after the unification of Italy to have saved and cataloged a good part of the Piedmontese folk heritage.” The life of the Nigra was all a pilgrimage made with the passion of a man from the Risorgimento and with the faith of a romantic, a life dedicated to the country and the letters and, among the letters, to poetry, in particular, to philology and folklore: folklore rich in the land that gave birth to it, that Canavese that faithfully preserves legends and traditions and where they continue to pass on the myths, fairy tales and songs that form the Popular Songs of Piedmont”. (translate from from here)

Pubblicato nel 1888 “I canti popolari del Piemonte” (per una più  agevole consultazione vedi anche qui) è il punto di partenza degli studi etnografici condotti in Terra Piemontese: nel 1888 fu pubblicato il volume Canti popolari del Piemonte, raccolta di 150 canzoni. Per ognuna [il Nigra] annotò tutte le varianti delle varie province e nei diversi dialetti, le loro affinità e le imitazioni rintracciate nella poesia popolare straniera. Aggiunse la traduzione in italiano dei testi e li corredò di note per valorizzare vocaboli e pronunce diverse. Una sola lacuna: l’esiguità di partiture musicali contenute nel suo volume, giustificato dal fatto che il Nigra era un letterato e non un musicista; ci penserà Leone Sinigaglia all’inizio del ‘900 a perfezionare quest’opera recuperando, sulla sola collina di Cavoretto, più di 500 canzoni complete di parole e musica. (tratto da qui)
Così Leone Senigaglia pubblicò nel 1914 “Vecchie Canzoni popolari del Piemonte”  (qui e qui)

Published in 1888 “Le canzoni popolari del Piemonte” “The popular songs of Piedmont) is the starting point of ethnographic studies conducted in the Piedmont area: “in 1888 the volume Canti popolare del Piemonte, a collection of 150 songs, was published. For each one [the Nigra] he noted all the variations of the various provinces and in the different dialects, their affinities and the imitations found in the foreign popular poetry. He added the translation into Italian of the texts and accompanied them with notes to enhance different words and pronunciations. A single gap: the scarcity of musical scores contained in its volume, justified by the fact that the Nigra was a writer and not a musician; Leone Sinigaglia will think about it at the beginning of the 20th century to perfect this work by recovering, on the Cavoretto hill alone, more than 500 songs complete with words and music. (translated from here)
Leone Senigaglia published “Vecchie Canzoni popolare del Piemonte” in 1914

Con il folk revival fine anni Sessanta e inizi del Settanta numerose associazioni e gruppi musicali condussero a loro volta molte “ricerche sul campo” sulla musica tradizionale ancora ricordata dai vecchi: tra i più prestigiosi oggi il Centro Etnologico Canavesano a Bajo Dora di  Amerigo Vigliermo e il CREL di Torino fondato da Franco Lucà,

With the folk revival of the late sixties and early seventies, numerous associations and musical groups conducted many “fieldwork” on traditional music still remembered by the old: among the most prestigious today the Canavesano Ethnological Center in Bajo Dora by Amerigo Vigliermo, and the CREL of Turin founded by Franco Lucà,

Si riconoscono degli specifici areali (vallate alpine del Torinese e Cuneese, Canavese, valli pedemontane del Biellese, Valli Ossolane colline del Monferrato, Langhe, Appennino delle Quattro Province)  in cui si conservano tradizioni musicali, danze e rituali peculiari; oltre al repertorio più recente di danze di coppia (valzer, polca, mazurca) le danze della cultura tradizionale sono courente, monferrine, alessandrine e gighe. I canti sono le ballate e i canti di lavoro nelle campagne del Nigra, i canti da osteria della Torino o della Vercelli del 900, ma anche quelli dei piccoli paesi nelle valli, i canti delle mondine e i canti d’emigrazione, i canti rituali delle feste tradizionali.
Lo strumento popolare per eccellenza è la fisarmonica o nella sua forma più antica l’organetto diatonico (semitoun), seguono ghironda, violino e violone (cioè il contrabbasso), dulcimer, flauti e la bombarda (cioè il moderno oboe detto anche piffero ) il piffero del Carnevale tipico del Canavese, (fifre ) in legno di bosso  suonato in bande accompagnate da tamburo e grancassa, corno e ocarina, piva o musa, e il tabass (tamburello), tra gli strumenti più recenti anche gli ottoni delle formazioni bandistiche.

There are specific areas (alpine valleys of the Torinese and Cuneese, Canavese, piedmont valleys of the Biella area, the Ossolane valleys of the Monferrato hills, the Langhe, the Apennines of the Four Provinces) where particular musical traditions, dances and rituals are preserved; in addition to the most recent repertoire of couple dances (waltz, polka, mazurka) the dances of traditional culture are courente, monferrine, alexandrine and gighe. The songs are ballads and work songs in the countryside of the Nigra, the songs from taverns of Turin or Vercelli of the 900, but also those of small villages in the valleys, the songs of the rice and songs of emigration, the ritual songs of feast.
The popular instrument par excellence is the accordion or in its most ancient form the diatonic accordion (semitoun), followed by hurdy-gurdy, violin and violone (ie the double bass), dulcimer, flutes and the bombarda (ie the modern oboe also called piffero) fife of the typical Canavese Carnival, (fifre) in boxwood played in bands accompanied by drum and bass drum, horn and ocarina, piva or muse, and the tabass (tambourine), among the most recent instruments also the brass of the band formations.

Così scrive Rinaldo Doro nel suo articolo “Il contrabbasso nella musica popolare piemontese”:  “Il territorio piemontese si presenta estremamente variegato e differenziato da una zona all’altra: questa non conformità si ripropone anche nella musica popolare o tradizionale legata a questo territorio. Se nelle Valli Canavesane prevale una forma musicale più legata agli strumenti a fiato di origine bandistica, nelle Valli Occitane del Cuneese l’accoppiata clarinetto-fisarmonica cromatica la fà da padrone, così come nel Monferrato e nelle Langhe gli strumenti mutuati dalla Banda (clarinetti, trombe, genis…) e le fisarmoniche suonano insieme in piccoli “ensemble”, per non parlare della grande diffusione su tutto il territorio in passato di strumenti a corda, soprattutto violino e mandolino. (tratto da qui)

Contradansa – Rigoudon a Luis; gruppo folk piemontese del Canavese attivo negli anni 70 fondato da Angelo Saroglia (ghironda) e Rinaldo Doro (ghironda, cornamusa e semitoun)

Contradansa – Rigoudon to Luis; Piedmontese folk group of Canavese active in the 70’s founded by Angelo Saroglia (hurdy-gurdy) and Rinaldo Doro (hurdy-gurdy, bagpipe and semitoun)


Tre Martelli (Monferrato)
Archënsiel
Ariondassa
Banda Brisca
Cantovivo
Celti
Ciapa Rusa
Rinaldo Doro
Lionetta
Ombra Gaja
Quinta Rua
Tendachènt
Tre Martelli

LINK
http://ontanomagico.altervista.org/danze-piemontesi.html
http://cronologia.leonardo.it/storia/biografie/savoia1.htm
http://www.shan-newspaper.com/web/tradizioni-celtiche/931-la-citta-di-rama-nelle-leggende-del-piemonte.html
http://www.langbardland.info/rix.html
http://www.comune.biella.it/web/eventi/museo-territorio-biellese-mostra-galati-vincenti-celti-piemonte-vi-sec-ac
http://www.costantinonigra.eu/
http://www.costantinonigra.eu/opere/i-canti-popolari-del-piemonte.html
http://www.piemunteis.it/liber-liber/canti-popolari-del-piemonte
http://www.zedde.com/index.php?route=product/product&product_id=129
http://www.appennino4p.it/musica.php

Tra terra e cielo, la cultura nei paesi dei Celti