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Terre Celtiche Blog

Legend of the Mistletoe Bough: the missing bride

In the English tradition the Legend of the mistletoe  bough is a story of ghosts perhaps of medieval origin, which has been associated with many ancient English mansions. (see vintage movie).

The one spread at Marwell Hall in Hampshire or that seems to have actually happened at Minster Lovell Hall in Oxfordshire (whose ruins have been infested for a long time by a White Lady), tells of a young bride, who during her wedding dinner she wanted to play hide and seek., and hid herself so well that no one could found her. The woman seemed to have disappeared and after many days of research they give up, at last her ghost began to twirl around the palace. Only years later, in the attic, theyfoun her skeleton in the wedding dress: the trunk in which she was hidden, had the faulty lock and imprisoning her inside. Once the trunk was opened, the unhappy ghost was released from his torment and was never seen again. The story is particularly frightening because it recalls the atavistic fear of being buried alive, in a small, dark and airless space.

La leggenda del vischio nella tradizione inglese è una storia di fantasmi forse di origine medievale, che è stata associata con molte antiche dimore inglesi.  (vedasi filmato d’epoca qui).

Quella diffusa a Marwell Hall nell’Hampshire o che sembra sia accaduta realmente a Minster Lovell Hall nell’Oxfordshire (le cui rovine sono state infestate per molto tempo da una White Lady), racconta di una giovane sposa, che durante il suo pranzo di nozze volle giocare a nascondino, e si nascose così bene che nessuno la trovò. La donna sembrava scomparsa e dopo molti giorni di ricerche venne data per morta, anche il suo fantasma iniziò a volteggiare per il palazzo. Solo anni più tardi, in soffitta, venne trovato il suo scheletro vestito da sposa: il baule in cui si era nascosta aveva la serratura difettosa e si doveva essere bloccata, imprigionandola all’interno. Una volta aperto il baule l’infelice fantasma fu liberato dal suo tormento e non fu più visto. Il racconto è particolarmente spaventoso perchè richiama la paura atavica di essere sepolti vivi, in uno spazio piccolo, buio e senz’aria.

The Mistletoe Bough

In 1823 it was Samuel Rogers who wrote this story in the poem “Ginevra”, in his book ‘Italia’. In 1830 the Legend of the mistletoe  bough became a song, ‘The Mistletoe Bough’, written by TH Bayley (with musical arrangement by Sir Henry Bishop).
Having become extremely popular throughout the south of England, Scotland and the United States the song was printed on many nineteenth-century street sheets and sung at Christmas time; it is still popular in Yorkshire and Derbyshire near Sheffield.

In the song the invocation “Oh, the mistletoe bough” refers to the Christmas period during which the marriage was celebrated, yet the mistletoe underlies many meanings between the moralistic and the macabre!

Legend of the mistletoe  bough
Legend of the mistletoe  bough

Nel 1823 fu Samuel Rogers a scrivere la storia nella poesia Ginevra, nel suo libro ‘Italia’. Nel 1830 la leggenda divenne una canzone dal titolo ‘The Mistletoe Bough’ scritta da TH Bayley e su arrangiamento musicale di Sir Henry Bishop .
Diventata estremamente popolare in tutto il sud dell’Inghilterra, Scozia e negli Stati Uniti la canzone venne stampata in molti fogli di strada ottocenteschi e cantata nel periodo natalizio; man mano la sua popolarità venne meno, ma non nello Yorkshire e nel Derbyshire nei dintorni di Sheffield.

Nella canzone  l’invocazione ripetuta due volte “Oh, the mistletoe bough” allude al periodo natalizio durante il quale il matrimonio è stato celebrato, eppure il vischio sottende a molto altri significati tra il moralistico e il macabro!

sposa fantasma
sposa fantasma

The sacred mistletoe

Sacred plant par excellence the mistletoe in the Celtic tradition was considered an effective remedy or a “plant that heals everything”. As the mead it was also used in marriage rituals as it was believed that the mistletoe could make the couple fertile. For the Celts the mistletoe was the symbol of the resurrection, of the survival of life to death, they believed it was the emanation of the divinity on Earth, fascinated by his completely aerial life.

Kissing undert the Mistletoe bough

Regarding the tradition of exchanging kisses under the mistletoe in the Christmas period there are many assumptions on the WEB, some make it go back to the ancient Romans during the Saturnalia, others to the Celts and to the ancient Scandinavians.

The custom, as an auspicious gesture, is historically found in the Elizabethan age in the twelve days of Christmas. 
For the occasion, they created an evergreen structure –christmas bough– composed of various green branches intertwined and curved to obtain a large globe.

In the nineteenth century when it was a curse for women to remain unmarried, there were many superstitious gesture to be observed in particular on New Year’s Eve: exchanging a kiss under the mistletoe with anyone who came within, it was auspicious for an imminent engagement and if you did it with your boyfriend you were already certain of the wedding!
Once you could give as many kisses as the berries of the mistletoe bush, but now you can kiss at will without removing the berries to count the kisses.

Il magico vischio

Pianta sacra per eccellenza il vischio nella tradizione celtica era considerato un efficace rimedio ovvero una “pianta che guarisce tutto“. Come l’idromele era inoltre utilizzato nei rituali matrimoniali in quanto si riteneva che il vischio potesse rendere fertile la coppia. Per i Celti il vischio era il simbolo della resurrezione, della sopravvivenza della vita alla morte, affascinati dalla sua vita completamente aerea, credevano fosse l’emanazione della divinità sulla Terra. continua

Baci sotto al vischio

Per quanto riguarda la tradizione di scambiarsi il bacio sotto al vischio nel periodo natalizio esistono nel WEB tante supposizioni: chi la fa risalire agli antichi romani durante i Saturnalia, chi ai Celti e chi agli antichi norreni. 
L’usanza, come gesto benaugurale, è storicamente riscontrata in epoca Tudor nei dodici giorni del Natale. Per l’occasione veniva realizzata una struttura sempreverde (il globo natalizio o christmas bough) composta da vari rami verdi intrecciati tra loro e curvati in modo da ottenere un grosso globo.

Nell’Ottocento quando per le donne era una maledizione rimanere zitelle, c’erano molti gesti scaramantici da osservare un po’ tutto l’anno, ma in particolare a capodanno: quello di scambiare un bacio sotto il vischio con chiunque capitasse a tiro, era di buon augurio per un imminente fidanzamento e se lo si faceva con il proprio fidanzato già si era certe delle nozze!
Una volta si potevano dare tanti baci quanto erano le bacche del cespuglio di vischio, adesso ci si bacia a volontà senza più togliere le bacche per contare i baci.

 

In rete ho trovato questa bella citazione (in Alberologia di De Bona Antonio)

Scrive il poeta Steve McGoy:
«Vieni con me sotto un ramo di vischio
e lasciati baciare. Il domani è per noi
come una promessa e non importa se i giorni
saranno chiari o grevi, oggi tutto ha un riflesso di luna».

Fairy abduction

With the Legend of the mistletoe  bough they want to give a moral warning about the excesses of lust, being the mistletoe branch associated with kisses and youthful passion. In some versions there is a story background: the nurse who prepares the girl (sixteen age) for the wedding reproaches her by warning her that the days of childhood and games are over, from today she must behave like a wife, otherwise the fairies will come and take her; and meanwhile she puts the crown with the holly and the twigs of mistletoe in her hair. It seems like any sentence thrown out like you do with children, to frighten them when they do not behave well, but when the girl disappears after stubbornly trying to play hide-and-seek at the wedding banquet, the nurse blames herself for having attracted the fairy attention! Only after many years they find the trunk with the corpse inside. The mistletoe of the crown was still green and with white berries like the wedding day: the very life of the bride had nourished him.

Kate Rusby
Owen Ralph

Il rapimento fatato

Con la leggenda del vischio si vuole dare un avvertimento morale sugli eccessi della lussuria, essendo il ramo del vischio associato con i baci e la passione giovanile. In alcune versioni c’è un antefatto: la nutrice che prepara la ragazza (sedicenne) per le nozze la rimprovera avvisandola che sono finiti i tempi della fanciullezza e dei giochi, da oggi deve comportarsi come una moglie, altrimenti le fate verranno a prenderla; e intanto le punta nei capelli la corona con l’agrifoglio e i rametti di vischio. Sembra una frase qualunque buttata lì come si fa con i bambini, per spaventarli quando non si comportano bene, ma quando la fanciulla scompare dopo che al banchetto delle nozze si è ostinata nel voler giocare a nascondino, la nutrice si incolpa per aver attirato su di lei l’attenzione delle fate! Solo dopo molti anni viene ritrovato il baule con il cadavere all’interno. Il vischio della corona era ancora verde e con le bacche bianche come il giorno delle nozze: la vita stessa della sposa lo aveva nutrito.

Will Noble
in the folkloristic version of community Christmas carol, a much-awaited event in South Yorkshire
[nella versione folkloristica di canto natalizio comunitario, un appuntamento ancora molto atteso nel South Yorkshire]

I
The mistletoe hung
in the old castle hall,
The holly branch shone
on the old oak wall;
And the baron’s retainers
were blithe and gay,
And keeping their
Christmas holiday (1).
The baron beheld
with a father’s pride
His beautiful child,
young Lovell’s bride;
and she with her bright eyes
seemed to be
The star of the goodly company.
Oh, the mistletoe bough.
Oh, the mistletoe bough.
II
“I’m weary of dancing now,” she cried;
“Here, tarry a moment —
I’ll hide, I’ll hide!
And, Lovell, be sure
thou’rt first to trace
The clew to my secret lurking-place.”
Away she ran —
and her friends began
Each tower to search,
and each nook to scan;
And young Lovell cried,
“O, where dost thou hide?
I’m lonesome without thee,
my own dear bride.”
Oh, the mistletoe bough.
Oh, the mistletoe bough.
III
They sought her that night,
and they sought her next day,
And they sought her in vain
while a week passed away;
In the highest, the lowest,
the loneliest spot,
Young Lovell sought wildly —
but found her not.
And years flew by,
and their grief at last
Was told as a sorrowful tale long past;
And when Lovell appeared
the children cried,
“See! the old man weeps
for his fairy bride.”
Oh, the mistletoe bough.
Oh, the mistletoe bough.
IV
At length an oak chest,
that had long lain hid,
Was found in the attick
— they raised the lid,
And a skeleton form lay
mouldering there
In the bridal wreath
of that lady so fair!
O, sad was her fate!
— in sportive jest
She hid from her lord
in the old oak chest.
It closed with a spring! —
and, dreadful doom,
The bride lay clasped
in her living tomb!
Oh, the mistletoe bough.
Oh, the mistletoe bough.

NOTE
1) decorations with evergreens recall Christmas time

I
Il vischio appeso
nella sala del vecchio castello
il ramo di agrifoglio in mostra
sul vecchio pannello di quercia;
e gli ospiti del barone
erano felici e gai,
e festeggiavano le loro
vacanze natalizie.
Il barone osservava,
con l’orgoglio di un padre,
la sua bella bambina,
moglie del giovane Lovell;
e lei con il suoi occhi splendenti
sembrava essere
la stella della buona compagnia.
Oh il ramo di vischio
Oh il ramo di vischio.
II
“Sono stanca di danzare adesso
-gridò- qui, fermatevi un momento,
mi nasconderò, mi nasconderò!
Lovell stanne certo
tu troverai per primo la traccia,
il bandolo per il nascondiglio segreto”
Via lei corse –
e i suoi amici iniziarono
in ogni torre a cercare
in ogni angolo a perlustrare;
e il giovane Lovell gridava
“Oh dove ti sei nascosta?
Sono solo senza di te,
mia diletta sposa”
Oh il ramo di vischio
Oh il ramo di vischio

III
La cercarono quella sera
e la cercarono il giorno dopo,
e la cercarono invano,
mentre una settimana passava;
nel più alto, nel più basso
e nel più solitario anfratto,
il giovane Lovell cercò senza posa –
ma non la trovò.
E gli anni passarono
e con loro alla fine anche il dolore,
si raccontava come una leggenda penosa del passato;
e quando Lovell appariva
i bambini dicevano
“Guardate! Il vecchio piange
per la sua bella moglie”
Oh il ramo di vischio
Oh il ramo di vischio.
IV
Alla fine un baule di quercia,
che a lungo era rimasto in disparte,
fu trovato nel solaio,
– essi alzarono il coperchio
e uno scheletro giaceva
là decomposto
col vestito da sposa
di quella signora così bella!
O, triste fu il suo destino,
– per un passatempo scherzoso,
si nascose dal suo signore
nel vecchio baule di quercia
che si rinchiuse con un colpo! –
E destino terribile,
la sposa giacque.
sepolta viva!
Oh il ramo di vischio
Oh il ramo di vischio.

NOTE Traduzione italiana Cattia Salto
1) le decorazioni con i sempreverdi alludono al Natale, periodo in cui il matrimonio è stato celebrato

Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog. Ha iniziato a divulgare i suoi studi e ricerche sulla musica, le danze e le tradizioni d'Europa nel web, dapprima in maniera sporadica e poi sempre più sistematicamente sul finire del anni 90 tramite il sito dell'associazione L'ontano [ontanomagico.altervista.org]

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