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THE BANKS OF THE ROSES

La ballata popolare “The Banks of the (Red) Roses” di fine Ottocento, è nota in due versioni, diametralmente opposte, quella irlandese come love song ricca di irish humour e quella scozzese come murder ballad. (qui) Come sempre quando ci sono versioni simili tra le due sponde si apre la querelle di quale sia venuto prima.. ma come sia accaduto che i testi vadano a raccontare una storia diversa è un mistero!
Distinguere le due versioni è semplice, quella scozzese ha una melodia triste e malinconica quella irlandese è invece allegra.

LA VERSIONE IRLANDESE

La canzone è risolta in modo ironico con un allegro motivetto: si narra di un tipico triangolo irlandese, un uomo, una donna e “the drink“, quando la donna chiede al suo amante di scegliere tra lei e il bere lui non ha dubbi nella scelta e lei se vuole può ritornarsene dai genitori; il finale è però un “happy end”, i due sposati se la spassano allegramente.

La versione è riportata nella raccolta “Irish Street Ballad” 1939 e la melodia è ritenuta originaria di Limerick. I versi sono tuttavia un po’ sconclusionati!

ASCOLTA The Dubliners
ASCOLTA Barra MacNeils 

CHORUS
On the Banks of the roses
me love and I sat down
And I took out me fiddle(1)
for to play me love a tune
And in the middle of the tune
o she smiled and she said
“Oro Johnny, lovely Johnny
don’t ya leave me (2)”
I
“When I was a young one (3)
I heard me father say
That he’d rather see me dead
and buried in the clay
Sooner than be married
to any runaway(4)
By the lovely sweet banks of the roses”
II
“And then I am no runaway
and soon I’ll let them know
That I can take a bottle
or can leave it alone
And if her daddy doesn’t like it
he can keep his daughter at home
And young Johnny will go rovin’ with some other
III
And when I get married
t’will be in the month of May
When the leaves they are green
and the meadows they are gay
And me and me true love
we’ll sit and sport and play
By the lovely sweet banks of the roses”
traduzione italiano Cattia Salto
CORO
Sulle rive delle rose
il mio amore ed io ci sedevamo
e io presi il violino (1)
per suonare una melodia al mio amore, e a metà del brano lei sorrise e disse
“Johnny amato Johnny
non mollarmi (2)”.
I (LEI)
“Quando ero giovane (3)
ho sentito mio padre dire
che preferiva vedermi morta
e sepolta in terra
piuttosto  che essere sposata
a un vagabondo (4)
per le care e dolci rive delle rose”.
II (LUI)
Io non sono un vagabondo
e presto lo farò sapere ai tuoi
che posso prendere una bottiglia
o lasciar perdere
e se suo padre non è contento
può tenersi la figlia in casa
e il giovane Johnny se ne andrà a spasso con qualcun altra.
III (LUI)
E quando mi sposerò
sarà nel mese di Maggio
quando le foglie sono verdi
e i prati sono ridenti
e io e il mio  vero amore
staremo a divertirci e cantare
per le belle e amate rive delle rose”

NOTE
1) lo strumento musicale varia tra la gamma degli strumenti popolari del tempo: è un organetto o un flauto o un violino, ma chiaramente si tratta di un “piffero” ben più in carne; è sottinteso il doppio senso “to play me love a tune” equivale alla perdita della verginità della fanciulla
2) anche qui il doppio senso è d’obbligo
3) in alcune versioni testuali è scritto boy o man ma così si stravolge il senso della storia è chiaramente il padre di lei che non vuole darla in sposa a un nullatenente e fannullone (nella migliore delle ipotesi un “rover” nella peggiore un avanzo da galera)
4) runaway= disertore, uno che scappa, ma anche uno spostato, e in senso lato, credo, un vagabondo

FONTI
https://mainlynorfolk.info/june.tabor/songs/thebanksofredroses.html
http://mysongbook.de/msb/songs/b/bkofredr.html
http://www.contemplator.com/ireland/roses.html

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