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ORA NAM BUADH THE INVOCATION OF THE GRACES

“L’invocazione delle grazie” è una preghiera in gaelico scozzese tradotta da Alexander Carmichael nel suo “Carmina Gadelica: hymns and incantations” (1900), ricomposta unendo una serie di versioni e frammenti. “I heard versions of this poem in other islands and in districts of the mainland, and in November 1888 John Gregorson Campbell, minister of Tiree, sent me a fragment taken down from Margaret Macdonald, Tiree. The poem must therefore have been widely known. in Tiree the poem was addressed to boys and girls, in Uist to young men and maidens. Probably it was composed to a maiden on her marriage”(traduzione italiano tratta da qui): “Io ho udito versioni di questo poema in altre isole e distretti del Continente e nel novembre 1888 John Gregorson Campbell, ministro di Tiree, me ne ha inviato un frammento preso da Margaret Macdonald, di Tiree. Il poema deve essere perciò largamente noto. In Tiree era indirizzato a ragazzi e ragazze, nel Uist a giovani uomini e donne. Probabilmente venne composto per una fanciulla il giorno del suo matrimonio“.

LE GRAZIE DELLA SPOSA

Si suppone quindi che l’invocazione sia rivolta alla dea Bride affinchè imprima le nove “grazie” sulla novella sposa. Le grazie invocate nella preghiera sono delle virtù, ossia delle qualità positive fisiche o spirituali, la traduzione “graces” è di Carmichael perchè buadh significa più propriamente ” faculty, talent, virtue“.

Nel primo verso dell’incantesimo o preghiera si descrive un rito di purificazione in cui l’adepta si bagna le mani in una bevanda preparata con vino, acqua, succo di frutti di bosco, latte e miele, ma simbolicamente si tratta di una lustrazione con l'”acqua di fuoco” che contiene i sette elementi della creazione e della conoscenza iniziatica o segreta.


I bathe thy palms
In showers of wine(1),
In the lustral fire,(2)
In the seven elements,(3)
In the juice of the rasps(4),
In the milk of honey(5),
And I place the nine pure choice graces
In thy fair fond face…
TRADUZIONE Cattia Salto
Bagno i tuoi palmi
con gocce di vino
nel fuoco lustrale
nei sette elementi
nel succo delle bacche
nel latte-miele
e imprimo il puro segno delle nove grazie
sul tuo viso amabile e bello

NOTE
1) tradotto dal gaelico Frasa fiona = A fras si traduce in inglese come “rain shower or scattering of water”.
2) la traduzione di Carmichael è impropria infatti il termine gaelico “liu nan lasa” si traduce come“water of the fire.” Il pozzo della Conoscenza ai piedi dell’albero della vita contiene questa “fiery water“, un’acqua benedetta o sacra, un’acqua termale che viene dal grembo della Madre. In genere l’acqua magica o lustrale è quella di rugiada raccolta all’alba (tra il novilunio e il primo quarto di luna) nella quale sia stato gettato un tizzone ardente che va a spegnersi nell’acqua.
Nel Cristianesimo l’unione dell’acqua con il vino è il simbolo dell’unione del divino e dell’umano, l’acqua e il sangue del Cristo crocefisso. Nella chiesa bizantina l’acqua aggiunta al vino è calda per simboleggiare la discesa dello Spirito Santo.
3) Il numero sette rappresenta un po’ in tutte le culture del passato un ciclo  compiuto e perfetto, formato dalla triade sacra e i quattro elementi costitutivi del mondo sensibile che quindi racchiude il divino e l’umano, spirito di ogni cosa. In questo contesto sono gli elementi costitutivi della donna in quanto essere umano: la terra = la carne, l’acqua= il sangue, il sole= il volto ossia gli occhi, le nuvole= la mente, il vento= il respiro, le pietre= ossa. Tuttavia per “seachd siona“, il dizionario “Am Faclair Beag” elenca fuoco, aria, terra, acqua, ghiaccio, vento e folgore
4) Subh-Craobh è più propriamente un cespuglio di lamponi, ovvero un più generico “frutti del bosco” quindi anche more o mirtilli
5) la parola in gaelico è  bainne meala = honey milk viene da pensare all’idromele, la bevanda che induce alle visioni ovvero l’ambrosia degli Dei.
L’idromele era una bevanda sacra inizialmente riservata solo ai sacerdoti e alle quattro cerimonie dei fuochi (Imbolc, Beltane, Lugnasad,Samonios), perchè si riteneva che il miele fosse un cibo divino dono degli Dei che cadeva dal cielo sotto forma di pulviscolo; Virgilio lo diceva “dono della rugiada” che si depositava sui fiori e veniva raccolto dalle api. Per i popoli nordici l’idromele è la bevanda dell’Altro Mondo, simbolo dell’immortalità con essa si segnavano i riti di passaggio della vita: nascita, matrimonio e morte. (continua)

L’INVOCAZIONE ALLE DEE

Si passa poi all’invocazione vera e propria in cui sono chiamati gli otto poteri che fanno capo a otto rispettive dee o donne famose, e che è il passo di più difficile comprensione, soprattutto perchè vengono citati dei personaggi o divinità non immediatamente riconducibili a quanto già conosciuto sulla mitologia celtica. Se la traduzione che Carmichael fa delle parole in gaelico sono frutto di una concezione vittoriana di quelle che dovrebbero essere le virtù femminili, dalle parole in gaelico emerge invece una donna più audace e fiera, specialmente in questa parte per analogia con i personaggi chiamati in causa.


Thine is the skill(9) of the Fairy Woman,
Thine is the virtue of Bride the calm(10),
Thine is the faith of Mary the mild,
Thine is the tact(11) of the woman of Greece,
Thine is the beauty(12) of Emir the lovely,
Thine is the tenderness(13) of Darthula delightful,
Thine is the courage(14) of Maebh the strong,
Thine is the charm of Binne-bheul (15).
TRADUZIONE Cattia Salto
Tuo è potere (9) della
Donna Fatata
tua la virtù di
Bride la calma (10)
tua è la fede di Bride la mite
tue le gesta (11) della
donna greca
tua l’eleganza (12) di
Emir la bella
tuo è il carattere (13) dell’incantevole Darthula,
tua l’audacia (14) di Maebh la forte
tuo il fascino di Binne-bella (15)

NOTE
9) la parola gleus  nel dizionario Am Faclair Beag è definita come “a condition, a state of being, a mood or humor, the workings of a machine, or a musical key”.  Il termine corrisponde più al concetto di potere che di abilità: incanto, malia della fata creatura che dona l’ispirazione poetica e la vita eterna ma anche che seduce i mortali conducendoli alla morte. La “Queen of Faerie” delle ballate scozzesi è “La Belle Dame sans Merci” di Keats
10) bithe= “peaceful”, “tranquil.” (dizionario Am Faclair Beag,) un termine che equivale alla condizione femminile. Bride è la Sposa per antonomasia, la dea pan-celtica sulla quale si è scritto di tutto e di più (continua)
11) gniomh=  deed or task, quindi la traduzione di Carmichael come “tatto” è impropria. William Sharp suggerisce che la donna greca in questione sia Elena di Troia
12) sgeimh= elegance. Emir era la moglie dell’eroe irlandese Cuchulain
13) mèinneach = mercy, pity, discreetness or fondness. Darthula, figlia del cielo Dearshul. Sharp ritiene si tratti di Deirdre la tragica eroina di “The Sons of Uisneach.” Il termine mèin non è tuttavia chiaro più probabilmente sta a indicare un temperamento o un carattere
14) mean (meanmna)= courage, boldness, spirit, pride or joy.  La regina Maebh del Connacht irlandese: una donna dal carattere forte e implacabile, figura chiave del ciclo dell’Ulster il cui nome è sinonimo di idromele.
15) per quanto in molti si siano sforzati di identificare questa Binne-bheul nessuno ha mai proposto una soluzione convincente

LE BENEDIZIONI

L’invocazione prosegue poi con una serie di 8 benedizioni che esprimono un’unica virtù: quella di saper alleviare le altrui sofferenze (ovvero quelle del marito) fornendo conforto, rifugio, orientamento, appoggio, ristoro e guarigione.
Una parte centrale detiene infine questa strofa che richiama gli antichi componimenti dei bardi (parole che ogni donna vorrebbe sentirsi sussurrare dal suo innamorato..)


You are the joy of all joyous things,
the light of the beam of the sun
Thou art the door of the chief of hospitality(16),
Thou art the surpassing star of guidance(17),
You are the step of the deer of the hill,
the step of the steed of the plain (18)
the grace(19) of swan of swimming
You are the loveliness(20) of all lovely desires(21),
the loveliest likeness that was
upon earth
TRADUZIONE Cattia Salto
Sei tu la gioia d’ogni gioia,
la luce del raggio di sole
tu sei la porta aperta
per l’ospite (16)
sei la stella polare
che guida (17)
Tu sei il passo del daino sul monte,
il passo del cavallo nel prato (18)
sei la grazia (19) del cigno che nuota,
la delizia(20) dei desideri(21)
più dolci
la più amabile bellezza che ci sia
sulla terra

NOTE
16) la traduzione letterale= tu sei la porta del capo dell’ospitalità, si tratta della consuetudine celtica di accogliere sempre con ospitalità chiunque arrivi fino alla propria porta di casa. L’usanza deriva dalla magnanimità del capo villaggio che per mostrare la propria potenza lasciava aperte le porte della casa ovvero dava cibo e bevande con liberalità a chiunque entrasse per rifocillarsi.
17) reul-iuil Bride =“guiding star of Brighid” il cuore luminoso dell’effige bambolina della dea che le donne preparavano per Imbolc, tradotto variamente in termini di stella (del  mattino, stella polare o stella cometa)
18) la parola gaelica è blar= field, plain ma è anche un termine che indica un campo di battaglia
19) seimh = calmness, gentleness, mildness, kindness.
20) ailleagan= a little jewel or treasure
21) rùn= a mystery or a secret, When used in phrases such asmo rùn (“my love”) it means “love.”la frase diventa quindi “thou art the little jewel of the mystery of love.” (sei la perla del misterioso amore)

THE INVOCATIONS OF THE GRACES

E infine ecco la versione messa in musica dal gruppo Alice Castle, una versione “ridotta” con l’inserimento di un coro “dedicato alla sposa”

ASCOLTA Alice Castle live

VERSIONE ALICE CASTE
I
I bathe thy palms
In showers of wine
In the lustral fire
In the seven elements
In the juice of the rasps
In the milk of honey
And I place the pure choice graces
II
In thy fair fond face
The grace of form
The grace of voice
The grace of fortune
The grace of goodness
The grace of wisdom
The grace of whole-souled loveliness
CHORUS
You are the joy of all joyous things,
the light of the beam of the sun
You are the step of the deer of the hill,
the step of the steed of the plain
You are the surpassing star of guidance,
the grace of swan of swimming
You are the loveliness of all lovely desires,
the loveliest likeness that was
upon earth
III
A shade are you in the heat
A shelter are you in the cold
Eyes are you to the blind
A staff are you to the pilgrim
An island are you at the sea
A well are you in the desert
Health are you to the ailing
IV
The best hour of the day be thine,
the best day of week be thine,
The best week of the year be thine,
the best time of the life be thine
The life be thine.
TRADUZIONE Cattia Salto
I
Bagno i tuoi palmi
con gocce di vino (1)
nel fuoco lustrale (2)
nei sette elementi (3)
nel succo dei lamponi (4)
nel latte-miele (5)
e imprimo il puro segno delle grazie
II
Sul tuo viso amabile e bello
la grazia della forma,
la grazia della voce,
la grazia della fortuna, (6)
La grazia della bontà,
la grazia della saggezza,
la grazia d’amare con l’anima tutta,
CORO
Sei tu la gioia d’ogni gioia,
la luce del raggio di sole
Tu sei il passo del daino sul monte,
il passo del cavallo nel prato (18),
sei la stella polare (17)
che guida

sei la grazia del cigno che nuota,
la delizia dei desideri
più dolci

la più amabile bellezza che ci sia
sulla terra
III
Tu sei l’ombra per la calura
un riparo sei dal freddo
gli occhi tu sei per il cieco
il bastone per il viandante
un’isola tu sei nel mare (7)
un pozzo nel deserto
la salute per il malato
IV
Che la migliore ora del giorno sia tua
il migliore giorno della settimana sia tuo
la migliore settimana dell’anno sia tua
il momento migliore della vita sia tuo
che la vita sia tua (22).

NOTE
6) non è l’augurio di buona sorte, bensì è il dono di comprendere la transitorietà delle cose perchè la fortuna è una ruota e quindi non si ferma mai
7) l’isola nel mare è l’approdo sicuro nel mare della vita
17) reul-iuil Bride=“guiding star of Brighid” si tratta più propriamente della stella polare, una conchiglia o un cristallo che diventa il cuore della bambolina effigie della dea nel rituale di Imbolc. Dopo il cristianesimo il concetto viene associato alla stella cometa che secondo la tradizione comparve in cielo per annunciare la nascita di Gesù
22) l’ultimo verso è stato aggiunto per dare un senso di circolarità del tempo

FONTI
http://www.sacred-texts.com/neu/celt/cg1/cg1006.htm
http://www.faclair.info/
http://incantisegreti.blogspot.it/2013/07/ora-nam-buadh-l-invocazione-delle-grazie.html
http://www.patheos.com/blogs/agora/2013/06/loop-of-brighid-invocation-of-the-graces-a-brigidine-sacred-text-part-1/
http://www.patheos.com/blogs/agora/2013/07/invocation-of-the-graces-a-brigidine-sacred-text-part-2/
http://www.patheos.com/blogs/agora/2013/08/loop-of-brighid-invocation-of-the-graces-a-brigidine-sacred-text-part-5/

BELLE DAME SANS MERCI

9Nel 1819 il poeta inglese John Keats rielaborando la figura della “Queen of Faerie” delle ballate scozzesi (a partire da Tam Lin e True Thomas) scrive a sua volta la ballata “La Belle Dame sans Merci”, dando origine a un tema diventato molto popolare tra i pittori Pre-Raffaelliti, quello della vamp.
Lennan-shee – Shide Leannan (lett fata bambino) leman shee  è la fata che cerca l’amore tra gli umani. La fata, che è un essere sia di genere maschile che femminile, dopo aver sedotto un mortale lo abbandona per ritornare nel suo mondo. L’amante si tormenta per l’amore perduto fino alla morte.
Gli amanti delle fate hanno una vita breve, ma intensa. La fata che prende come amante un umano è anche la musa ispiratrice dell’artista che offre il talento in cambio di un amore devoto, portando l’amante alla follia o a una morte prematura.
Il titolo è stato parafrasato da un poemetto del XV secolo scritto da Alain Chartier (in forma di dialogo tra un amante respinto e la dama sdegnosa) ed è diventato la cifra di una donna seduttrice, una dark lady incapace di sentimenti verso l’uomo il quale cade preda del suo incantesimo. Siamo all’inverso del tema ben più antico di “Lady Isabel and the Elf Knight” (vedi)

LE STAGIONI DEL CUORE

Nella ballata ci sono due stagioni la primavera e l’inverno: in primavera tra i prati in fiore, il cavaliere incontra una dama bellissima, creatura del bosco, figlia di una fata, che lo incanta con una dolce nenia; il cavaliere, già perdutamente innamorato, la mette in sella al proprio destriero e si lascia condurre docilmente nella Grotta degli elfi; qui viene cullato dalla fanciulla, che sospira tristemente, e sogna di principi e re diafani i quali gridano la loro schiavitù verso la bella dama.
Al risveglio siamo nel tardo autunno o nell’inverno e il cavaliere si ritrova prostrato presso la riva di un lago, pallido e malato, certamente morente o senza altro pensiero che il canto della fata.

BELLE DAME SANS MERCI: CHIAVI DI LETTURA

Le chiavi di lettura della ballata sono moltissime e ogni prospettiva accresce il fascino inquietante dei versi. Ad esempio il cavaliere nell’abbandonarsi all’amore, che è passione totalizzante, è come se sfuggisse ai sacri doveri imposti dal suo rango o ruolo; quando si riscuote dall’appagamento dei sensi e del cuore per riprendersi la libertà e ritornale alla battaglia (e comportarsi come ci si aspetta che si comporti un guerriero), ecco che viene punito con la morte perchè ha spezzato il cuore di lei.
Oppure su un piano simbolico: la dama rappresenta l’immaginazione, il flusso profondo della nostra natura istintuale. Il cavaliere è rapito dall’esperienza visionaria, ma sa che non potrà vivere nel regno sotterraneo, eppure si rifiuta di ritornare alla realtà e così distrugge la sua vita sul piano reale.

Due sono le immagini pittoriche che evocano le due stagioni del cuore e della ballata, la prima – forse il dipinto più famoso- è di Sir Frank Dicksee, (datato 1902): la primavera prende i colori della campagna inglese con le immancabili rose in primo piano; la dama è stata appena issata sul focoso destriero del cavaliere e con la mano destra tiene saldamente le redini, con l’altra mano si appoggia alla sella per potersi chinare verso il bel viso del cavaliere e sussurrare un incantesimo; il cavaliere, in precario equilibrio, è totalmente concentrato sul volto della dama e come rapito.

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Il secondo è di Henry Meynell Rheam (dipinto nel 1901) tutto nei toni dell’autunno, il quale ricrea un paesaggio desolato avvolto nella bruma, come se fosse una barriera che tiene prigioniero il cavaliere prostrato a terra; mentre egli sogna di pallidi e evanescenti guerrieri (l’azzurro è un colore tipico per evocare le immagini dei sogni) che lo mettono in guardia, la dama lascia la grotta forse in cerca di altri amanti.

Curiosamente le armature dei due cavalieri sono molto simili, ma entrambe non propriamente medievali e più adatte ad essere sfoggiate nei tornei che non indossate nei campi di battaglia. Modelli elaborati e finemente decorati risalgono alla fine del XV secolo.

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BELLE DAME SANS MERCI: IL FILMATO

La ballata non poteva non ispirare anche gli artisti di oggi, ecco un racconto cinematografico un “live action short” diretto dal giapponese Hidetoshi Oneda. Lo short inizia con il dare corpo all’interlocutore immaginario che domanda al cavaliere ” O what can ail thee, knight-at-arms..” cosi ci troviamo nel 1819 su un isola dopo il naufragio di una nave e assistiamo all’incontro tra il naufrago e un vecchio decrepito tenuto in vita dal rimpianto..

LA STORIA (tratto da qui) 1819. The Navigator and the Doctor survive a shipwreck only to find themselves lost in a strange forest. The Navigator is challenged by the gravely ill Doctor into pursuing his true passion – art. While he protests, the ailing Doctor dies. Later, the Navigator is beside a lake, where he finds an Old Knight who tells him his story: once, he encountered a mysterious Lady, and fell in love with her. But horrified by her true form – an immortal spirit and the ghosts of her mortal lovers – the Young Knight begged for release. Awoken and alone, he realized his failure. Thus he has waited, kept alive for centuries by his regret. The Navigator considers his own crossroads. What will he be when he returns to the world?

VIDEO La Belle Dame Sans Merci di Hidetoshi Oneda – 2005

BELLE DAME SANS MERCI IN MUSICA

Il primo a musicare la ballata fu Charlse Villiers Stanford nell’Ottocento con un arrangiamento per piano molto drammatico ma un po’ datato oggi, anche se popolare ai suoi tempi.
La ballata è stata messa in musica da diversi artisti nel XXI secolo.

ASCOLTA Susan Craig Winsberg in La Belle Dame 2008

ASCOLTA Jesse Ferguson

ASCOLTA Giordano Dall’Armellina in “Old Time Ballads From The British Isles” 2007
ASCOLTA Penda’s Fen

LA LETTURA POETICA
ASCOLTA dalla voce di Ben Whishaw

versi in italiano


I
O what can ail thee, knight-at-arms,
Alone and palely loitering?
The sedge is wither’d from the lake(1),
And no birds sing.
II
O what can ail thee, knight-at-arms,
So haggard and so woe-begone?
The squirrel’s granary is full,
And the harvest ‘s done.
III
I see a lily(2) on thy brow thy
With anguish moist and fever dew;
And on thy cheeks a fading rose
Fast withereth too.’
IV
I met a lady in the meads,
Full beautiful — a faery’s child,
Her hair was long, her foot was light,
And her eyes were wild(3).
V
I made a garland for her head,
And bracelets too, and fragrant zone;
She look’d at me as she did love,
And made sweet moan.
VI
I set her on my pacing steed
And nothing else saw all day long,
For sideways would she lean, and sing
A faery’s song(4).
VII
She found me roots of relish sweet
And honey wild and manna(5) dew,
And sure in language strange she said,
“I love thee true (6)
VIII
She took me to her elfin grot(7),
And there she wept and sigh’d fill sore(8);
And there I shut her wild, wild eyes
With kisses four.
IX
And there she lullèd me asleep,
And there I dream’d — Ah! woe betide!
The latest dream I ever dream’d
On the cold hill’s side.
X
I saw pale kings and princes too,
Pale warriors, death-pale were they all;
They cried – “La Belle Dame Sans Merci”
Hath thee in thrall!”
XI
I saw their starved lips in the gloam
With horrid warning gapèd wide,
And I awoke and found me here,
On the cold hill’s side.
XII
And this is why I sojourn here
Alone and palely loitering,
Though the sedge is wither’d from the lake,
And no birds sing.’
TRADUZIONE ITALIANO DI M ROFFI
I
Che mai ti cruccia, o cavaliere armato,
solo e pallido errante?
Giace prostrato il giunco in riva al lago(1),
né uccello canta.
II
Che mai ti cruccia, o cavaliere armato,
così smunto e abbattuto?
Lo scoiattolo ha colmo il suo granaio,
e fu colto ogni frutto.
III
Un giglio(2) hai sulla fronte
rugiadosa di febbre e di tormento,
e sulla guancia una rosa appassita
rapidamente muore.
IV
Una dama incontrai
bella nei prati, figlia delle fate;
lunghi i capelli e il passo suo leggero,
e gli occhi folli.(3)
V
Composi una ghirlanda pel suo capo,
e braccialetti e un cinto
fragrante, mi guardava innamorata,
con un dolce lamento.
VI
Sul mio corsiero al passo la posai,
né altro vidi quel giorno,
ché reclina da un lato ella cantava
canzoni d’incantesimo.(4)
VII
Cercò per me dolci radici e miele
e rugiada di manna(5);
nel suo ignoto linguaggio ella mi disse:
«Amo te solo»(6)
VIII
Nella magica grotta(7) mi condusse,
là pianse disperata e sospirò(8)
là io le chiusi i folli folli occhi
con quattro baci.
IX
Mi cullò fino al sonno,
là misero sognai l’ultimo sogno
da me sognato mai lungo il pendio
della fredda collina.
X
Vidi pallidi re, guerrieri e principi
dal mortale pallore che gridavano:
«La belle Dame sans merci
ti ha preso nella rete».
XI
Nel crepuscolo vidi le arse labbra
in orrida minaccia spalancate,
e quivi mi svegliai lungo il pendio
della fredda collina.
XII
Per questo io qui soggiorno
solo e pallido errante,
benché il giunco è prostrato in riva al lago,
né uccello canta.

NOTE
1) non a caso il paesaggio è lacustre, le acque del lago sono belle ma infide, si tratta però di un paesaggio desolato e più simile alla palude
2) il giglio è un simbolo di morte. La fronte del cavaliere di un pallore mortale è bagnata dal sudore della febbre e il colorito del viso è smorto come una rosa appassita. I sintomi sono quelli della tisi: la febbre sempre lieve, ma che non accenna a diminuire, accende due “rose” sulle guance dei malati. Si dice anche che Keats fosse un tossico dedito all’uso della Belladonna che nell’analisi di Giampaolo Sasso (Il segreto di Keats: Il fantasma della “Belle Dame sans Merci”) è rappresentata nella Dama Senza pietà
Robert_Anning_Bell_-_La_belle_dame_sans_merci3) tutta la descrizione della pericolosità della dama è concentrata negli occhi, definiti selvaggi ma anche folli. Il cavaliere ignora i ripetuti segnali di pericolo : non solo gli occhi ma anche la lingua strana (Language strange), il cibo (honey wild)
4) il canto elfico conduce il cavaliere alla schiavitù 5) la manna è una sostanza bianca e dolce. E’ risaputo che coloro che mangiano il cibo delle fate sono condannati a restare nell’Altro Mondo
6) la fata si esprime in un linguaggio incomprensibile al cavaliere e quindi in realtà avrebbe potuto dirgli tutt’altro che “ti amo”; eppure il linguaggio del corpo è inequivocabile, almeno per quanto riguarda il desiderio sessuale
7) la grotta dell’elfo è l’altromondo celtico (vedi)
8) perchè la fata è dispiaciuta? Non vorrebbe annientare il cavaliere ma non può fare altrimenti? Sa che l’amore di un uomo non è eterno e che prima o poi il suo cavaliere la lascerà spezzandole il cuore? E’ l’amore inevitabilmente distruttivo?

Un’altra bella traduzione in italiano ( tratta da qui)
Qual è la tua pena, o Cavaliere in armi,
Che qui – pallido – indugi in solitudine?
Sfiorita è la carice del lago,
Tacciono gli uccelli.

Qual è la tua pena, o Cavaliere in armi,
Che appari affranto e desolato?
Ricolmo è il granaio dello scoiattolo,
Mietuto ormai il raccolto.

Un giglio sulla tua fronte
Ròrida d’angoscia e febbre,
Rose morenti sulle guance
Anch’esse troppo presto sfiorite.

Una Dama incontrai sui prati,
Bella oltre ogni dire – Figlia di Fate,
Lunghi i capelli, leggero il piede,
Selvaggi gli occhi.

Una ghirlanda per la sua fronte intrecciai,
E braccialetti, e una fragrante cintura.
Mi guardò come Amore guarda,
Dolce emise un gemito.

La issai sul mio destriero al passo,
E altro se non lei per tutto il giorno vidi.
Verso me protesa,
Cantava una melodia delle Fate.

Per me cercò radici dolci al gusto,
E miele selvatico e stille di manna.
E – certo – in una lingua ignota, ripeteva,
“Il mio amore è sincero”.

Alla sua grotta fatata mi condusse,
E là sospirò e pianse con grande tristezza,
E là quei suoi occhi selvaggi chiusi,
Baciandoli quattro volte.

E là mi addormentò cantando,
E là – oh, sventurato!- sognai l’ultimo sogno
Che avrei mai sognato
Sul gelido pendìo del colle.

Pallidi Re e pallidi prìncipi vidi;
E pallidi guerrieri – oh, di quale pallore mortale!
La Belle Dame sans Merci – gridavano –
Ti ha ormai in suo potere.

Vidi le loro labbra livide nell’oscurità
Orribilmente spalancate nel grido.
Mi svegliai, e mi ritrovai qui,
Sul gelido pendìo del colle.

Ed ecco perché ivi mi trattengo,
Pallido – indugiando in solitudine,
Benchè avvizzita sia la carice del lago,
E tacciano gli uccelli.

VERSIONE IN ITALIANO: LA BELLA DAMA SENZA PIETA’

Al fascino inquietante della ballata non poteva sfuggire il nostrano Bardo che si avvale delle sonorità lamentose del sitar per esaltarne il fascino soprannaturale. La parte finale della melodia di ogni strofa riprende il brano tradizionale inglese Once I had a sweetheart.

ASCOLTA Angelo Branduardi in La Pulce d’acqua 1977


Guarda com’è pallido
il volto che hai,
sembra tu sia fuggito dall’aldilà…
Vedo nei tuoi occhi
profondo terrore,
che bianche e gelide dita tu hai…
Guarda come stan ferme
le acque del lago
nemmeno un uccello che osi cantare…
“è stato in mezzo ai prati
che io la incontrai
e come se mi amasse lei mi guardò”.
Guarda come l’angoscia
ti arde le labbra,
sembra tu sia fuggito dall’aldilà…
“E`stato in mezzo ai prati
che io la incontrai…”
che bianche e gelide dita tu hai…

“Quando al mio fianco
lei poi si appoggiò
io l’anima le diedi ed il tempo scordai.
Quando al mio fianco
lei poi si appoggiò…”.
Che bianche e gelide dita tu hai…”
Al limite del monte
mi addormentai
fu l’ultimo mio sogno
che io allora sognai;
erano in mille e mille di più…”
Che bianche e gelide dita tu hai…”
Erano in mille
e mille di più,
con pallide labbra dicevano a me:
– Quella che anche a te
la vita rubò, è lei,
la bella dama senza pietà”.

BELLE DAME SANS MERCI: VERSIONE IN TEDESCO

Interessante anche questa versione di un gruppo tedesco medieval-folk che ho avuto modo di ascoltare dal vivo nel 2005 alla Festa celtica di Beltane organizzata dall’Associazione Antica Quercia a Masserano (Biella – Piemonte): intrigante mix di strumenti tradizionali ed elettronici.

ASCOLTA Faun in “Buch Der Balladen” 2009.


“Was ist dein Schmerz, du armer Mann,
so bleich zu sein und so gering,
wo im verdorrten Schilf am See
kein Vogel singt?”
“Ich traf ein’ edle Frau am Rhein,
die war so so schön – ein feenhaft Bild,
ihr Haar war lang, ihr Gang war leicht,
und ihr Blick wild.Ich hob sie auf mein weißes Ross
und was ich sah, das war nur sie,
die mir zur Seit’ sich lehnt und sang
ein Feenlied.Sie führt mich in ihr Grottenhaus,
dort weinte sie und klagte sehr;
drum schloss ich ihr wild-wildes Auf’
mit Küssen vier.
Da hat sie mich in Schlaf gewiegt,
da träumte ich – die Nacht voll Leid!-,
und Schatten folgen mir seitdem
zu jeder Zeit.Sah König bleich und Königskind
todbleiche Ritter, Mann an Mann;
die schrien: “La Belle Dame Sans Merci
hält dich in Bann!”Drum muss ich hier sein und allein
und wandeln bleich und so gering,
wo im verdorrten Schilf am See
kein Vogel singt.”
TRADUZIONE INGLESE (tratto da qui)
“What ails you, my poor man,
that makes you pale and humbled so,
among the withered seashore reeds
where the song of no bird is heard (1)?”
“I met a noble lady on the Rhine,
so very fair was she – a fairy vision,
her hair was long, her gait was light,
and wild her stare.I lifted her on my white steed
and nothing but her could I see,
as she leant by my side and sang
a song of the fairies.She led me to her cave house
where she cried and wailed much;
so I closed her wild deer eyes (2)
with four kisses of mine.
She lulled me to sleep then,
and I dreamt a nightlong song!
and shadows follow me since
be it day or night (3).I saw a pale king and his son
knights pale as death, face to face;
who cried out: “The fair lady without mercy
has you in her spell!”Thus shall I remain here alone
to wander, pale and humbled so,
among the withered seashore reeds
where the song of no bird is heard”


NOTE
1) lit “(where) no bird sings”
2) I assume it’s “Aug(en)” instead of “Auf'”
3) the original says “all the time” but I opted for (hopefully) more colorful English

FONTI
http://academic.brooklyn.cuny.edu/english/melani/cs6/belle.html http://ebooks.adelaide.edu.au/k/keats/john/la-belle-dame-sans-merci/
http://noirinrosa.wordpress.com/tag/la-belle-dame-sans-merci/ http://zerkalomitomania.blogspot.it/search/label/Belle%20Dame%20sans%20Merci
http://www.celophaine.com/lbdsm/lbdsm_top.html
http://www.craigrecords.com/recordings/la-belle-dame/