THE KERRY RECRUIT

Un giovane e sempliciotto ragazzo del Kerry (Irlanda sud-occidentale) che non aveva visto altro che il suo campo, decide di partire per l’avventura e si arruola nell’esercito britannico: siamo nella metà dell’Ottocento e il giovanotto è subito spedito, come carne da cannone, nella guerra di Crimea, all’epoca chiamata Guerra d’Oriente, la guerra russo-turca del 1853-1856.

La canzone si inserisce nel filone dei canti di protesta (anti-war songs) della tradizione popolare irlandese, che più spesso sono cantati dalle madri e dalle mogli, le quali si vedono ritornare a casa i loro uomini, straziati nel fisico e nello spirito dagli orrori della guerra. In questa canzone invece è il ragazzo che si descrive, tra il serio e il faceto, in prima persona, rilasciandoci l’immagine di “idiota patentato“, un soldato “da barzelletta”, un Paddy tronfio di irlandesità: eppure nel suo fervore di servitore “armato” (anche se non ha nemmeno ben chiaro come si faccia a sparare) denuncia l’inadeguatezza del “sistema britannico” di arruolamento e addestramento dei suoi soldati!

Ovviamente il ragazzo (poco più che ventenne) ritorna a casa cieco da un occhio e senza una gamba, eppure è contento di avere una “fine elegant leg made of wood“, la medaglia e un piccolo sussidio d’invalidità che gli permette di sistemarsi con Sheila, evidentemente più soldi di quanto riuscisse a ricavare dal suo lavoro nei campi!

assedio-sebastopoli

La versione attuale deriva da una serie di stampe in Inghilterra alla fine del 1700, inizi 1800 dal titolo The Frolicsome (or Frolicksome) Irishman, The Irish Recruit e The Kerry Recruit, per diffondersi anche in Irlanda in epoca più tarda e in riferimento alla guerra in Crimea (Roly Brown in “Glimpses into the 19th Century Broadside Ballad Trade No. 5: The Kerry Recruit” qui)
“So that we have two distinct outline forms of text at hand – The Frolic(k)some Irishman and The Irish Recruit – and the distribution of printings looks to be particularly circumscribed. ..  From this collection of dates it would appear that texts of The Irish Recruit came later than The Frolic(k)some Irishman.  It is worth noting that, despite such close connections amongst printers, so many small changes in layout and expression occurred – they surely parallel the changes made as oral versions were disseminated and indicate that print, therefore, did not necessarily confer an unchallengeable format. Nor, so far, has the title The Kerry Recruit surfaced and it is only when we encounter Irish broadside printings that it does emerge … It is hardly possible to be absolute in terms of printing dates but the internal evidence as discussed below suggests that Irish printings emerged after The Froli(ck)some Irishman and The Irish Recruit. ”

ASCOLTA The Dubliners
I
One morning in March I was digging the land(1),
with me brogues(2) on me feet and me spade in me hand
And says I to myself, such a pity to see,
such a fine strappin’ lad footin’ turf round Tralee
CHORUS (nonsense)
Wid me too ra na nya and me too ra na nya,
wid me too ra na noo ra na noo ra na nya
II
So I buttered(3) me brogues, shook hands with me spade,
then went off to the fair like a dashing young blade(4)
When up comes a sergeant he asks me to list,
‘Arra, sergeant a gra(5), stick a bob(6) in me fist
III
Well the first thing they gave me it was a red coat(7),
with a wide strap of leather to tie round me throat(8)
They gave me a quare thing, I asked what was that,
and they told me it was a cockade for me hat
IV
The next thing they gave me they called it a gun,
with powder and shot and a place for me thumb
Well first she spat fire and then she spat smoke,
she gave a great leap and me shoulder near broke
V
Well the first place they sent me was down by the quay,
on board of a warship bound for the Crimea
Three sticks in the middle all rowled round with sheets,
faith, she walked on the water without any feet
VI
When at Balaclava(9) we landed quite soon,
both cold, wet and hungry we lay on the ground.
Next morning for action the bugle did call,
and we had a hot breakfast of powder and ball
VII
Well we fought at the Alma, likewise Inkermann,
and the Russians they whaled us at the Redan(10)
In scalin’ the walls there meself lost an eye,
and a big Russian bullet ran away with me thigh
VIII(11)
‘Twas there we lay bleeding stretched on the cold ground,
both heads, legs and arms were all scattered around
I thought of me mam and me cleaveens were nigh,
sure they’d bury me decent and raise a loud cry
IX
Well a doctor was called and he soon staunched me blood,
and he gave me a fine elegant leg made of wood
They gave me a medal and ten pence a day,
contented with Sheelagh(12), I’ll live on half pay.

NOTE
1) Richard Dyer-Bennett dice: “At the age of nineteen, I was ploughin’ the land”
2) brogues: un tipo di scarpe robuste e grossolane un tempo usate in Irlanda ed nelle Highlands scozzesi.
3) letteralmente “imburrai”
4) letteralmente “lama” ma blade= man
5) in gaelico irlandese Gra’ mo chroi’ = love (of) my heart
6) il famigerato “schellino del Re
12th_Foot_uniform7) le giubbe rosse sono i soldati dell’esercito britannico dal XVII al XX secolo per via della giacca rossa delle divise
8) letteralmente: to tie= legare: sono una o due fasce di cuoio bianche da incrociare sul petto che fungono da cinturoni, in effetti la divisa all’epoca era diventata anacronistica con quel rosso sgargiante perfetto per il tiro a segno
9) la battaglia a Balaklava si svolse nel 1854
10) guerra di trincea quella dell’assedio a Sebastopoli, punto nevralgico per il controllo marittimo del Mar Nero, dove i Russi si erano asserragliati in grande numero e intenti non solo a cannonare gli avversari, ma anche a costruire e ricostruire una serie poderosa di fortificazioni, terrapieni difensivi, bastioni e torri. Lo scontro decisivo venne mosso alla Torre Malakov nel pressi del fiume Redan nei primi di settembre del 1855. Le perdite nello scontro furono pesanti per entrambi gli schieramenti, ma alla fine i Russi furono costretti ad abbandonare Sebastopoli. La parola “whale” è riferita alle balene e come verbo rende bene l’idea di una mattanza.
 11) la strofa cantata invece da Joe Heaney dice:
And it’s often I thought of me mother at home,
And while I was with her I was maith go leor;
When the bullets did fly, lads, I did let them pass
I lay down in the ditch, awful feared to be shot.
12) Altre versioni riportano Chela o Shela. Sembrerebbero nomi di donna (Sheelagh = Sheila)
Richard Dyer-Bennett ha aggiunto una strofa finale nella sua registrazione del 1957:
Now that was the story my grandfather told,
As he sat by the fire all withered and old.
“Remember,” said he,”that the Irish fight well,
But the Russian artillery’s hotter than Hell.”

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO (riveduta da qui)
I
Una mattina di marzo ero a scavare la terra
con le mie scarpacce(2) ai piedi e la mia vanga in mano
e mi dissi: “che peccato vedere
un bel ragazzo robusto, calpestare le zolle nei dintorni di Tralee
II
Così ingrassai (3) le scarpe, salutai la mia vanga
e mentre me ne andavo alla fiera sentendomi un giovanotto(4) affascinante
ti salta fuori un sergente che mi chiede di arruolarmi,
“Urra’, sergente bello mio(5), sbatti uno scellino(6) nel mio pugno”
III
Bene, la prima cosa che mi dettero fu una giubba rossa(7)
con un largo cinturone di cuoio da incrociare intorno alla gola(8);
mi dettero una cosa strana che chiesi cos’era
e mi dissero che era una coccarda per il mio cappello
IV
La cosa successiva che mi dettero la chiamarono un fucile
con polvere e pallottole e un posto per il mio pollice
Bene, prima sputò fuoco, poi sputò fumo,
dette un gran rinculo e la mia spalla quasi si ruppe
V
Bene, il primo posto dove mi mandarono fu per il molo,
a bordo di una nave da guerra diretta in Crimea
Tre pali nel mezzo tutti coperti di lenzuola
incredibile! Camminava sull’acqua senza (bisogno) dei piedi!
VI
Quando arrivammo a Balaklava(9) sbarcammo piuttosto alla svelta
freddi, zuppi e affamati ci buttammo per terra.
Il mattino dopo la tromba ci chiamò in azione
ed avemmo una calda colazione con polvere e proiettili
VII
Beh, combattemmo all’Alma, e così a Inkerman
e i russi ce ne diedero di brutto sul Redan(10).
Là mentre scalavo le mura persi un occhio,
e una grossa palla russa si portò via la mia coscia
VIII(11)
Eravamo là sanguinanti nelle barelle sulla fredda terra
teste, gambe e braccia erano sparpagliate tutte intorno;
pensai che se la mia mamma e i miei parenti erano vicini
sicuramente mi avrebbero dato una sepoltura decente e avrebbero pianto forte.
IX
Beh fu chiamato un dottore che presto arrestò il sangue,
e mi dette una gamba bella ed elegante fatta di legno;
mi dettero una medaglia e 10 pence al giorno
sistemato con Sheelagh(12), vivrò con la mezza paga.

FONTI
http://www.joeheaney.org/default.asp?contentID=918 http://www.folkways.si.edu/richard-dyer-bennet/the-kerry-recruit/american-folk-celtic/music/track/smithsonian
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=673&lang=it http://www.irishmusicdaily.com/kerry-recruit http://www.chivalry.com/cantaria/lyrics/kerry-recruit.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=44753
http://www.mustrad.org.uk/articles/bbals_05.htm http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=86979

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