THE FAMOUS FLOWER OF SERVING MEN

“The famous flower of serving men” -in italiano “Il fiore famoso tra i servitori”- è una ballata collezionata dal professor Child nel suo “English and Scottish Popular Ballads” Volume II (1886) la cui provenienza parte dall’oscuro Medioevo, nella terra di frontiera tra Inghilterra e Scozia, teatro di sanguinose battaglie tra i Clan rivali: il Border.
Il testo più antico ritrovato è di Laurence Price (1656), ma Child ritiene che il substrato della leggenda sia ancora più remoto. La tradizione popolare ha comunque tramandato la ballata apportando molte varianti. In effetti l’andamento è tipico di una fiaba in cui l’eroina di nobili natali, viene messa alla prova da una serie di avversità e si ritrova senza marito e figli a dove badare alla propria vita.

PRIMA VERSIONE: CHILD # 106

Una notte un gruppetto di Border Reivers arrivano alla casa-fortezza del clan rivale per depredare, il marito viene ucciso e i servitori dispersi, così lei, sola, lo piange e seppellisce. Tutta questa parte è comune a un’altrettanto nota ballata intitolata però “The Lament of the Border Widow” .
donna-traveste-paggioElise, Elinor o Ellen, per sopravvivere e lasciare quelle terre sanguinose, si taglia i capelli, si traveste da uomo e con il nome di William va a lavorare alla corte del Re; il Re si sente inspiegabilmente attratto da quel bel servitore e lo nomina ciambellano.
Nel Medioevo tale mansione indicava il servizio delle stanze private del re, svolta dal cameriere personale del re, e solo in epoca più tarda si trasformò in un’alta carica di stato, la mansione di Tesoriere.

Un giorno, mentre il re è a caccia con tutta la sua corte, il dolce William suona il liuto e rivela la sua identità, ma un vecchio servitore, non visto, lo sente e riferisce tutto al re. La storia ha un lieto fine: il re finalmente comprende che l’affetto che provava per la bella Elinor era del tutto lecito e la sposa.

 

ASCOLTA Ewan MacColl


I
Come on ye ladies, great and small,
and hear unto me one and all,
and now I will let ye understand
What I have suffered in this land.
II
My father was as brave a lord
As ever Europe did afford;
My mother was a lady gay,
Bedeckt in gorgious of rich array
III
And I my self a lady fair,
My father’s chief and onely heir,
and when my good old father dy’d,
Then I was made a bonny bride.
IV
My love he built to me a bower(1),
Bedeckt with too many fragrant flower;
A braver bower did you never see
Then my true-love did build for me.
V
But there came thieves late in the night,
They brooked my bower, and slew my knight,
And after that my knight was slain,
no longer could I there remain.
VI
My servants all from me did flye,
In the midst of my extremity,
And left me by my self alone,
With a heart colder then any stone.
VII
But all my heart was full of care,
Heaven would not suffer me to despair;
so than in hast I chang’d my name
From Fair Ellen to Sweet William.
VIII
Than one a day it chanced it so
That I untill the king’s court did go.
And so much favour I did crave
That I a servant place might have.
IX
‘Stand up, brave youth, the king replyd,
‘Thy service shall not be denyd;
But first tell me what thou canst do;
Thou shalt be fitted thereunto.
X
Wilt thou be taster of my wine,
To wait on me upon when I dine?
‘Or wilt thou be my chamberlain,
To make my bed both soft and fine?
XI
Sweet William, with a smiling face,
Said to the king, If’t please your grace
To show such favour unto me,
Your chamberlain I fain would be.
XII
The king did all his nobles call,
To ask the counsel of them all,
Who gave consent Sweet William he
The king’s own chamberlain should be.
XIII
Than one a day it happened so
that the king did a hunting go,
he carried with him his noble train,
Sweet William did at home remain.
XIV
And when he saw the coast was clear,
He took a lute that he had there.
And loud he flit a melodies
Which made an old man heart rejoyce
XV
“I had my company fair and free,
Continually to visit me.
But now, alas! my husband’s dead,
since I become a serving-man.”
XVI
At last the king from hunting came,
He called upon the good old man,
‘What news, what news, -the king did say-
‘What news hast thou for me today?’
XVII
‘Brave news,’ the old man he did say;
‘Sweet William is a lady gay.’
But when the king the truth had found,
His joys did more and more abound;
XVIII
And then, for fear of further strife,
He took Sweet William for his wife;
The like before was never seen,
A serving-man to be a queen.
Tradotto da Cattia Salto (*)
I
Venite voi dame, grandi e piccini
e ascoltatemi tutti,
e ora vi spiegherò
ciò che ho patito su questa terra
II
Mio padre era un lord coraggioso
che mai Europa dispose,
mia madre era una bella dama
ornata in abiti sfarzosi
III
E io stessa una dama graziosa,
di mio padre il  capo e solo erede,
e quando il mio vecchio buon padre morì, allora divenni una bella sposa.
IV
Una bella camera(1) mi fece il mio amore,
la rivestì tutta quanta di fiori fragranti;
più bella dimora non avreste mai visto
di quella che mi fece il mio amore.
V
Ma vennero dei ladri a notte
fonda
distrussero la mia torre, e uccisero il mio cavaliere
e dopo che il mio cavaliere fu ucciso
più a lungo non potevo  restare là.
VI
I servi fuggiron per salvarsi la vita
e in preda agli stenti.
mi lasciarono da sola
con un cuore più freddo del sasso
VII
Ma il cuore mi diceva per certo
che il cielo non mi avrebbe lasciato nella disperazione, così in fretta cambiai il mio nome
da Elena la Bella in William il bello (2)
VIII
Allora da un giorno all’altro le cose cambiarono così fino alla corte del re andai e con sì tanta grazia implorai
che ebbi un posto da servitore
IX
Alzati, giovane coraggioso – il re replicò-
non posso rifiutare il tuo servizio;
ma prima dimmi cosa potresti fare
che ti sia adeguato?
X
Vorresti degustare il mio vino,
o servirmi mentre ceno?
O vorresti essere il mio cameriere
che mi prepara un bel letto soffice?
XI
Il bel William, con il volto sorridente
disse al re “Se piace a vostra grazia
mostrarmi tanto favore
il vostro cameriere mi diletterebbe essere
XII
Il re chiamò i suoi nobili per chiedere il parere di tutti che approvassero il bel William a diventare il cameriere personale del re
XIII
Un bel giorno accadde
che il re andò a caccia
portandosi dietro il suo seguito,
e il bel William rimase a casa
XVI
Quando vide che la costa era libera,
prese un liuto che aveva lì e forte innalzò una melodia (3) che fece rinascere il cuore di un vecchio
XV
Avevo il mio clan orgoglioso e libero
di continuo in visita.
Ma ora ahimè, mio marito è morto
da che sono diventata un servitore
XVI
Alla fine il re dalla caccia ritornò
e chiamò il buon vecchio
Quali novità, quali novità
il re disse-
quali novità hai per me oggi?
XVII
Una buona notizia – il vecchio disse-
il bel William è una bella Dama
ma quando il re conobbe la verità
la sua gioia man mano lo abbandonava
XVIII
e così per paura di ulteriori angosce
prese il bel William in moglie
una cosa così non è mai stata vista prima, un servitore diventare regina

NOTE
* tratta dalla traduzione di Riccardo Venturi (qui)
1) non era insolito confondere per l’assonanza la parola tower con bower, in questo caso è evidentemente una torre, la tipica casa-torre detta anche peel tower o bastle house, costruita lungo il Border per difendersi meglio dalle razzie dei clan rivali. Era una specie di torre vedetta e di segnalazione riservata anche ad uso abitativo dei piccoli proprietari terrieri
2) Il tema della fanciulla che si taglia i capelli e si traveste da uomo per affrontare le avversità della vita è antico e comune alle ballate scandinave come pure il lieto fine che si conclude con il matrimonio (vedi).
3) nella sua semplificazione delle strofe Ewan MacColl ha aggiunto questo verso senza mantenere le rima (peccato!)
Upon the lute Sweet William plaid,
And to the same he sung and said,
With a pleasant and most noble voice,
Which made the old man to rejoyce

SECONDA VERSIONE: LA FIABA DELLA CERVA BIANCA E DELLA REGINA CATTIVA

Martin Carthy ha rielaborato il testo di Child integrandolo con alcuni frammenti di The Lament of the Border Widow, così scrive nelle note dell’album Shearwater “There is a whole group of songs and stories in which the heroine, seeking to hide some shame, takes on a disguise. In Fairy stories, this has come out in, among others, the German tale Catskin, and the English Cap o’ Rushes, (more properly Cap of Ashes?). In song, one of the forms it has taken is the one known on broadsides as The Lady turned Serving Man, and in drastically curtailed form to Bishop Percy, Sir Walter Scott and Johnson, as The Famous Flower of Serving Men, or The Lament of the Border Widow.“Having first read The Famous Flower and been fired with enthusiasm, I was sobered by reading the rather pedestrian text of the Broadside, which immediately followed, and gave the story an ending, because it simply did not match – either in intensity or in elegance – the considerably older, shortened version, and decided to try and tell it in my own way. The tune came from Hedy West, who sings it to an American song called The Maid of Colchester.”

biche-blancheIn questa versione però gli orrori delle razzie dei Border Rivers sono trasfigurati nella fiaba e la parte del cattivo spetta alla madre o matrigna della protagonista: come la regina cattiva di Biancaneve, manda i suoi sgherri a uccidere la famiglia della figliastra, non è ben chiaro come la fanciulla riesca a salvarsi (forse lasciata volutamente in vita come una raffinata forma di crudeltà), ma marito e figlioletto vengono massacrati e lei, sola, li piange e seppellisce.

Ed ecco che arriva la parte magica: mentre il re si trova a caccia, una cerva bianca (vedi) lo guida nel folto della foresta presso le tombe e un uccello (una colomba bianca) gli racconta tutta la storia. Il re così rimette le cose a posto, sposa la fanciulla e manda al rogo la matrigna.

ASCOLTA Martin Carthy in Shearwater 1972

Melodia “Maid of Colchester” versione di Hedy West


I
My mother did me deadly spite,
for she sent thieves in the dark of the night
Put my servants all to flight,
they robbed my bower, they slew my knight
II
They couldn’t do to me no harm
so they slew my baby in my arm
Left me nought to wrap him in
but the bloody sheet that he lay in
III
They left me nought to dig his grave
but the bloody sword that slew my babe
All alone the grave I made,
and all alone the tears I shed
IV
And all alone the bell I rang,
and all alone the psalm I sang
I leaned my head all against the block and there I cut my lovely locks
V
I cut my locks and I changed my name
from Fair Eleanor to Sweet William
Went to court to serve my king
as the famous flower of serving men
VI
So well I served my lord the king
that he made me his chamberlain
He loved me as his son
the famous flower of serving men
VII
Oft time he’d look at me and smile,
so swift his heart I did beguile
And he blessed the day that I became the famous flower of serving men
VIII
But all alone in my bed at e’en,
there I dream a dreadful dream
I saw my bed swim with blood
and I saw the thieves all around my head
IX
Our king has to the hunting gone,
he’s ta’en no lords nor gentlemen
He’s left me there to guard his home,
the famous flower of serving men
X
Our king he rode the wood all around,
he stayed all day but nothing found
And as he rode himself alone,
it’s there he saw the milk-white hind
XI
The hind she broke, the hind she flew, /the hind she trampled the brambles through/ First she’d melt, then she’d sound,/ sometimes before, sometimes behind
XII
Oh what is this, how can it be,
such a hind as this I ne’er did see
Such a hind as this was never born
I fear she’ll do me deadly harm
XIII
And long, long did the great horse turn/ for to save his lord from branch and thorn
But long ere the day was o’er
they tangled all in his yellow hair
XIV
All in a glade the hind drew nigh,
the sun shone bright all in her eye
He sprang down, sword drew,
she vanished there all from his view
XV
And all around the grass was green
and all around where a grave was seen
And he sat himself all on the stone,
great weariness it seized him on
XVI
Great silence hung from tree to sky,
the woods grew still, the sun hung fire/ As through the wood the dove he came,/ as through the wood he made his moan
XVII
Oh the dove he sat down on a stone,
so sweet he looked, so soft he sang
Alas the day my love became
the famous flower of serving men
XVIII
The bloody tears they fell as rain
as still he sat and still he sang
Alas the day my love became
the famous flower of serving men
XIX
Our king cried out and he wept full sore,
so loud unto the dove he did call
Oh pretty bird, come sing it plain
XX
Oh it was her mother’s deadly spite,
for she sent thieves in the dark of the night /They come to rob, they come to slay,/ they made their sport, they went their way
XXI
And don’t you think that her heart was sore as she laid the mould on his yellow hair/ And don’t you think her heart was woe as she turned her back away to go
XXII
And how she wept as she changed her name
from Fair Eleanor to Sweet William
Went to court to serve her king
as the famous flower of serving men
XXIII
The bloody tears they lay all around,
he’s mounted up and away he’s gone
And one thought filled his mind,
the thought of her that was a man
XXIV
And as he’s rode himself alone
a dreadful oath he there has sworn
That he would hunt her mother down/ as he would hunt the wildwood swine.
XXV
For there’s four and twenty ladies all, and they’re all playing at the ball
But fairer than all of them is
the famous flower of serving men
XXVI
Oh he’s rode in, into his hall,
and he’s rode in among them all
He’s lifted her to his saddle brim
and there he’s kissed her cheek and chin
XXVII
The nobles stood and they stretched their eyes, the ladies took to their fans and smiled
For such a strange homecoming
no gentleman had ever seen
XXVIII
And he has sent his nobles all,
and to her mother they have gone
Ta’en her that did such wrong,
they’ve lain her down in prison strong
XXIX
And he’s brought men up from the corn, and he’s sent men down to the thorn
All for to build a bonfire high,
all for to set her mother by
XXX
Bonny sang the morning thrush
all where he sat in yonder bush
But louder did her mother cry in the bonfire where she burned close by
XXXI
For there she stood all among the thorn and there she sang her deadly song Alas the day that she became
the famous flower of serving men
XXXII
For the fire took first all on her cheek,
and there it took all on her chin
It spat and rang in her yellow hair
and soon there was no life left in
Tradotto da Cattia Salto
I
Mia madre mi fece un terribile torto
perchè mi mandò dei ladri nel cuore della notte
che hanno fatto fuggire tutti i miei servitori, hanno distrutto la mia casa, ucciso il mio cavaliere.
II
Ma non potevano farmi del male, così mi uccisero il bambino in braccio e non mi lasciarono niente con cui avvolgerlo se non il lenzuolo insanguinato in cui giaceva
III
Non mi lasciarono nulla con cui scavare la sua tomba, solo la spada insanguinata che uccise il mio bambino.
Da sola scavai la fossa
e da sola versai le lacrime.
IV
E da sola suonai la campana
e da sola  recitai i salmi
chinai la mia testa sul ceppo
e tagliai i miei bei riccioli
V
Mi tagliai i capelli e cambiai
il nome
da Eleonora la bella in William il bello
e andai a corte a servire il mio re
come il fior fiore dei servitori
VI
Così bene servii il re mio signore
che mi fece suo ciambellano
e mi amò come un figlio
il fior fiore dei servitori.
VII
Spesso mi guardava e sorrideva
così presto il suo cuore incantai
ed egli benedì il giorno in cui
divenni
il fior fiore dei servitori
VIII
Ma tutta sola nel letto di sera
sognai un sogno terribile
vidi il letto bagnato di sangue
e vidi i ladri tutti intorno al
mio capezzale.
IX
Il nostro Re è andato a caccia
non ha preso Lord o cavalieri
mi ha lasciata qui a custodire la sua
casa
il fior fiore dei servitori
X
Il nostro re cavalcò nei dintorni del bosco
e vi rimase tutto il giorno senza trovare nulla
e mentre cavalcava tutto solo
vide una cerva bianca come il latte
XI
La cerva scappava, la cerva volava
via, la cerva calpestava i rovi
prima scompariva, poi lanciava un richiamo
a volte davanti, a volte dietro
XII
“Che cos’è, com’è possibile?
Non ho mai visto una cerva come questa
una tale cerva non è mai nata (1),
temo che mi porterà un male mortifero
XIII
Tante volte il grande cavallo svoltò
per salvare il suo padrone dai rami e dalle spine
ma molto prima che la giornata finisse
si aggrovigliarono ai suoi capelli biondi
XIV
In una radura la cerva si avvicinò,
il sole splendeva luminoso nei suoi occhi,
egli balzò giù e sguainò la spada
e lei scomparve di colpo alla sua vista.
XV
E l’erba era verde tutt’intorno
tutt’intorno dove c’era stata
una tomba
e lui si sedette sulla pietra
preso da una grande stanchezza.
XVI
Un grande silenzio scese sugli alberi dal cielo
il bosco immobile e il sole di fuoco,
mentre dal  bosco venne una colomba (2)
e dal bosco lanciò il suo richiamo.
XVII
La colomba si fermò su una pietra
così bella sembrava, così soave cantava “Ahimè il giorno in cui il mio amore è diventato il fior fiore dei servitori
XVIII
Lacrime di sangue cadevano come pioggia
mentre immobile cantava
Ahimè il giorno in cui il mio amore è diventato il fior fiore dei servitori
XIX
Il nostro re gridò e pianse pieno
di dolore
così forte verso la colomba che la chiamò
O bell’uccello, vieni a raccontare tutto”
XX
Oh fu la la cattiveria mortale della madre
che mandò dei ladri nel cuore della notte
vennero a depredare,
vennero a uccidere (3)

fecero i loro comodi e ripresero la loro strada.
XXI
Non credi che il suo cuore fosse dolorante
mentre si cospargeva i biondi capelli di cenere
e non credi che il suo cuore soffrisse
mentre voltava le spalle per andarsene?
XXII
E come piangeva mentre si cambiò
il nome

da Eleonora la bella a William il bello,
andò a corte a servire il suo re
come il fior fiore dei servitori
XXIII
Lacrime di sangue si sparsero tutt’intorno
(la colomba) volo in alto e andò via
e un pensiero gli riempì la mente
il pensiero di lei che era un uomo.
XXIV
Così mentre correva da solo
un patto terribile giurò
che avrebbe ucciso la madre
così come dava la caccia
ai porci nel bosco
XXV
C’erano in tutto 24 fanciulle
che giocavano alla palla (4)
ma la più bella tra loro era
il fior fiore dei servitori
XXVI
Lui cavalcò verso il castello
e corse in mezzo a loro
e la sollevò sul bordo della sella
e la baciò
sulla bocca. (5)
XXVII
I nobili si alzarono e strizzarono gli occhi
e le dame presero i loro ventagli (6) e sorrisero
per un tale inusuale ritorno a casa
che nessun cavaliere aveva mai visto.
XXVIII
E lui mandò tutti i suoi nobili,
dalla madre di lei andarono
la presero in malo modo
e la portarono in una prigione
sicura.
XXIX
E lui mandò gli uomini nei campi
e li mandò tra i rovi
perchè costruissero un falò alto
perchè fosse tutto pronto per la madre di lei.
XXX
Dolcemente cantò il tordo del mattino
dove stava posato su un cespuglio
ma più forte gridò la madre di lei nel falò
dove bruciava.
XXXI
Perchè lei stava tra le spine
e cantava la sua canzone terribile
Ahimè il giorno che lei divenne
il fior fiore dei servitori
XXXII
Così il fuoco prese prima tutta la sua guancia
e poi prese tutto il suo mento
divampò tra i suoi capelli biondi
e presto non rimase vita in lei

NOTE
le strofe da I a V sono riportate dalla Signora Barnard di Derry come comunicate dal figlio a Percy nel 1776 “Mrs. Barnard makes this note: I remember to have seen a printed ballad, at least seventy years since, in which this was containd, as sung by a youth, overheard by a king he servd, and exalted to become his queen. I fancy these scenes were in Germany, by the names. Percy regards the verses as a “fragment of an older copy than that printed of ‘The Lady turnd Serving-Man.'” The English and Scottish Popular Ballads: Vol. 3 1964
1) la cerva non è una creatura mortale, ma un essere magico e infatti è bianca come tutti i servitori delle fate. IN latre versioni si tratta di un cigno
2) la colomba è l’anima del marito e svolge il ruolo di narratore della storia
3) si riferisce agli autori del misfatto evidentemente dei banditi prezzolati o dei taglia gole che vivevano e si nascondevano nei boschi
4)
 il gioco della palla è un tipico passatempo dei ragazzi e delle giovinette nelle ballate medievali e veniva praticato nelle vie cittadine o nei parchi dei castelli
5) è buffo come nella ballate non si parli mai di appassionati baci sulla bocca, ma spesso si usi un eufemismo: tra la guancia e il mento c’è per l’appunto la bocca
6) il ventaglio era un accessorio alla moda fin dal medioevo anche se fu il 600 a consacrarlo come inseparabile oggetto di seduzione femminile

FONTI

http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_106
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/205.html
http://www.gutenberg.org/files/38845/38845-h/38845-h.html
#the-lament-of-the-border-widow

http://sniff.numachi.com/~rickheit/dtrad/pages/tiFLRSERV2;ttFLRSERV2;
ttFLWSERV2.html

http://mainlynorfolk.info/martin.carthy/songs/famousflowerofservingmen.html

THE BONNY HIND: WHEN MAN WAS A HUNTER

La ballata nota come “The Bonny Hind” (in Child ballad #50) tratta il tema edipico dell’incesto, per altro sviluppato anche in altre ballate anglo-scozzesi. Già il genere affronta temi tragici e dolorosi, solo apparentemente addolciti da aspetti favolistici, in particolare per quanto riguarda il filone cavalleresco/cortese. La ballata cavalleresca riflette la vita contemporanea della piccola e grande nobiltà e tratta per lo più di storie d’amore anche se spesso infelice: sono affrontati temi “scottanti” come il rapimento, lo stupro, l’incesto, l’adulterio e l’omicidio per gelosia o per vendicare un tradimento, riflessi di un’antica civiltà in cui i deboli (di forza, di carattere o di cuore, di livello sociale basso) avevano ben poche aspettative di vita.

LA TRAMA
Un nobiluomo di giovane età ritorna al castello del padre e giace nei boschi con una bella fanciulla; solo dopo, scopre che la fanciulla è sua sorella. La ragazza si uccide per il disonore e lui la seppellisce sotto un albero di agrifoglio. Possiamo presumere che l’atto sessuale sia stato consensuale, è più probabile però che la fanciulla sia stata stuprata dal nobiluomo, e già questo sarebbe bastato per la morale
del tempo, a far sentire la giovane responsabile e indegna, ma l’aggravante dell’incesto compiuto, seppure inconsapevolmente, atto abominevole e tabù supremo, non può che portarla alla morte.
Ma ecco che il tema soprannaturale si inserisce nel finale e dà il nome alla ballata: Lord Randall la compiange come bonny hind, (in italiano bella cerva).

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Ma come avviene, nel mito, il passaggio da vittima sacrificale a cerva bianca?
Prima di tutto occorre osservare che il corpo viene seppellito, non a caso, sotto la pianta dell’agrifoglio: albero dalla simbologia maschile, legato all’amore fraterno e alla paternità, considerato un potente simbolo di vita, o più precisamente dell’immortalità, la sopravvivenza oltre la morte apparente. Inoltre possiamo notare che la cerva bianca è l’animale sacro di Diana cacciatrice ovvero l’Artemide greca, protettrice delle fanciulle (vergini) equivalente nelle Gallie a Arduinna e Sirona o più in generale alla dea celtica Adnoba: tutte dee associate ai boschi, alle acque e alla luna. (continua)
Poi che la credenza nella reincarnazione ha un suo substrato anche in Occidente nella filosofia greca da Pitagora a Platone, (e per alcuni storici anche nel druidismo) o in ambito cristiano nello gnosticismo e nel catarismo. Perciò lo stupro perpetrato nei confronti di una vergine e per di più in un bosco è un offesa alla dea, e la necessità dell’anima di purificarsi dall’incesto (anche se involontario) si associa con la metempsicosi nel corpo di una cerva bianca.

Ci sono poche registrazioni della ballata, forse a causa del tema trattato e la melodia usata è quella di “Duke of Marlborough”

ASCOLTA (su SpotifyJune Tabor in Abyssinias 1983

ASCOLTA (su SpotifyMartyn Bates & Mick Harris in Murder Ballads 1998

ASCOLTA (su Spotify)  Wendy Weatherby in A Shirt of Silk or Snow 2010

Versione A; Child 50 Herd’s Manuscripts II, fol. 65. “Copied from the mouth of a milkmaid, by   W.L., in 1771.”


VERSIONE di June Tabor imparata da Peta Webb nei primi anni 70
I
It’s May(1) she comes
and May she goes
down by the garden green
It’s there she spied a good young squire(2) as good as e’er be seen
II
It’s May she comes and May she goes
down by the Holland(3) green
And it’s there she spied a brisk young squire as brisk as e’er be seen
III
“Come give to me your green mantle(4),
give to me your maidenhead
If you won’t give me your green mantle,
give me your maidenhead”
IV
He’s ta’en her by the milk-white hand(5)
and gently laid her down
And it’s when he raised her up again
giving her a silver comb(6)
V
“Perhaps there may be bends
or perhaps there may be none
But if you be a courtier
pray tell to me your name”
VI
“Oh I am no courtier” he said
“but new come from the sea
Oh I am no courtier” he said
“but when I courted thee
VII
They call me Jack when I’m abroad,
sometimes they call me John
But when I’m in my father’s bower, oh,
Jock Randal is my name”
VIII
“You lie, you lie, you bonny lad,
so loud I hear you lie
For I am Lord Randal’s only daughter,
he has no more than me”
IX
“You lie, you lie, you bonny lass,
so loud I hear you lie
For I am Lord Randal’s very own son
that new come from the sea”
X
She’s puttin’ down by her side
and out she’s taken a knife
And she’s put in in her own heart’s blood and taken away her life
XI
And he’s taken his only sister
with a big tear in his eye
And he’s buried his only sister
beneath the Holland tree(3)
XII
It’s soon he’s hied him o’er the dales
his father due to see
“It’s oh and woe for my bonny hind(7)
beneath the Holland tree”
XIII
“What care you for a bonny hind,
for it you need not care
There’s eight score hinds in yon green park
and five score is to spare”
XIV
“Oh score at them a silver shot
and these you may get three
But oh and woe for my bonny hind
beneath the Holland tree”
XV
“What care you for your bonny hind,
for it you need not care
Take you the best and leave me
the worst since plenty is to spare”
XVI
“I care not for your hinds, kind sir,
I care not for your fee
But it’s oh and woe for my bonny hind
beneath the Holland tree”
XVII
“Oh were you up your sister’s bower,
your sister fair to see
Oh you’ll think no more on your bonny hind
beneath the Holland tree”

TRADUZIONE ITALIANO RICCARDO VENTURI
I
Maggio viene,
maggio va via
Nel verde dei giardini,
Là ella vide un bel cavaliere
Se mai cavaliere ci fosse;
II
E maggio viene, maggio va via
Per i cespi d’agrifoglio,
Là ella vide un giovane cavaliere
Forte come nessuno, e bello.
III
“Dammi il tuo verde
mantello,
Dammelo, bella fanciulla;
Dammi il tuo verde
mantello
E la tua verginità.”
IV
L’ha presa per la bianca
mano
E piano l’ha distesa giù;
Quando l’ha fatta rialzare
Le ha dato una spilla d’argento.
V
“Signore, potrei essere incinta,
Come potrei non esserlo affatto;
Se siete un uomo di Corte
Ditemi come vi chiamate.”
VI
“Non sono un cortigiano,
Ho appena traversato il mare;
Non sono un uomo di Corte,
Tranne quando corteggio te.
VII
“Mi chiaman Jack in terre straniere,
Talvolta mi chiamano John;
Ma al castello di mio padre
Jock Randal è il mio nome:”
VIII
“Tu menti, tu menti, bel ragazzo,
Tu menti e lo fai ad alta voce!
Sono l’unica figlia di Lord Randal,
Non ha altri figli che me.”
IX
“Tu menti, tu menti, bella ragazza,
Tu menti e lo fai ad alta voce!
Sono l’unico figlio di Lord Randal
Appena arrivato dal mare!”
X
Ha portato la mano alla gonna
E ha tirato fuori un coltello,
Se l’è immerso nel cuore
Privandosi della vita.
XI
Lui ha preso la bella sorella
Gli occhi pieni di lacrime;
La bella sorella ha sepolto
Tra gli agrifogli verdi.
XII
Poi se n’è andato su nella valle
Per vedere il suo caro padre:
“Piango per la bella cerbiatta
Che dorme fra gli agrifogli.”
XIII
“Perché piangi per una cerva?
Non te ne devi crucciar tanto!
Quasi duecento ne abbiamo nel parco
E cento te ne puoi prendere.
XIV
“Ottanta di loro son ferrati d’argento,
Te ne puoi prender sessanta;”
“Io piango per la bella cerbiatta
Che dorme fra gli agrifogli!”
XV
“Perché piangi per una cerva?
Non te ne devi crucciare tanto!
Prendi la meglio, io mi tengo la peggio,
Ché ne abbiamo in abbondanza!”
XVI
“Tenetevi i vostri cervi, signore,
Tenetevi i vostri averi;
Io piango per la bella cerbiatta
Che dorme fra gli agrifogli!”
XVII
“Se tu vedessi tua sorella,
La tua bellissima sorella,
Non penseresti più alla tua bella cerbiatta
Che dorme fra gli agrifogli.”

NOTE
1) maggio è notoriamente il mese delle ballate in cui il risveglio della natura accende i sensi e fa illanguidire le belle fanciulle vergini
2) in epoca medievale uno scudiero era un giovane nobile che portava lo scudo e l’armatura al cavaliere. Si trattava per lo più di un adolescente durante il suo praticantato per diventare cavaliere. La voce scudiero passò successivamente per ragioni araldiche ad indicare la carica di un gentiluomo di corte il quale aveva anche cura delle scuderie reali. Tradotto impropriamente con “cavaliere”. Il ragazzo all’età di 7 anni veniva mandato a servire come paggio presso un altro clan, imparentato con la famiglia e a 14 anni passava al seguito di un cavaliere in qualità di scudiero. I due protagonisti potrebbero essere adolescenti.
3) holland è una corruzione di hollin ossia l’agrifoglio. L’Agrifoglio è un albero dalla simbologia maschile, legato all’amore fraterno e alla paternità. Era considerato un potente simbolo di vita, per le sue foglie annuali e i suoi frutti invernali. continua
4) il mantello rappresenta la protezione paterna
5) prendere per la bianca mano: tipica frase in codice utilizzata nelle ballate per far capire agli ascoltatori che l’uomo e la donna stanno per fare sesso
6) nella tradizione scozzese è consuetudine da parte  dell’uomo regalare alla sposa una spilla d’argento che in Scozia prende il  nome di “luckenbooth“:  è in argento e con incisi due cuori intrecciati, variamente lavorata anche  con pietre incastonate; è un regalo di fidanzamento che viene indossato  durante il matrimonio e che passerà al primogenito, la spilla stessa è un amuleto che protegge la nuova coppia  dall’invidia delle fate o più in generale dal male, favorendo la nascita di un  bambino.
7) non si tratta solo di un vezzeggiativo, il fratello crede che l’anima della sorella è trasmigrata in quella di una cerva, ovvero il corpo della fanciulla si è mutato in cerva bianca. Nelle leggende e nelle fiabe la cerva bianca è una fanciulla stregata che si trasforma in animale durante la notte, e attende il bacio del cacciatore invece della freccia che la ucciderà; ed è anche la fata-cerva del Greenwood, il bosco sacro, che si pettina i capelli d’oro accanto ad una fonte in attesa del cacciatore che la sposerà (e per certi aspetti, è simile alle sirene). continua

COMPLAINTE DE LA BLANCHE BICHE seconda parte

FONTI
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=9008&lang=it
http://ontanomagico.altervista.org/blanchebiche.htm
https://terreceltiche.altervista.org/lo-spirito-del-cervo/

http://www.bluegrassmessengers.com/the-bonny-heyn–herd-1771-child-a.aspx
http://mainlynorfolk.info/june.tabor/songs/thebonnyhind.html
http://www.airesis.net/giardinomagi_cervo.html