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WASSAILING FOR THE MUMPING DAY

WAES HAEL

Wassail_BowlPer Natale e Capodanno nei paesi nordici è ancora viva l’usanza del Wassailing, il brindisi per festeggiare l’anno nuovo!
Ai nostri giorni il wassail si prepara come un punch molto speziato a base di sidro (per la ricetta qui), o anche un vin brulè (per la ricetta qui) , ma nel Medioevo il liquido principale doveva essere della birra calda con sidro di mele o polpa di mele.
In Inglese antico la frase “Waes Hael” significa “Buona Salute”ed è il nome dato sia al brindisi che alla coppa che contiene la bevanda del brindisi. In origine si ritiene che i brindisi si svolgessero nei frutteti dove si brindava per la salute e la prosperità degli alberi (vedi), poi si passò alle visite benaugurali di porta in porta nei villaggi, che ripetevano le antiche strofe ed altre ne aggiungevano, alla salute dei padroni di casa e alla loro prosperità.
Dal wassailing porta a porta, la wassailing bowl (= grolla della salute) entra nelle case sulla tavola di Natale come bevanda per i commensali!

LA QUESTUA

Wassail BowlNel Medioevo gruppi di giovani questuanti cantavano e suonavano per le strade dietro il compenso di libagioni o di denaro oppure portavano la grolla della salute (wassail bowl) di casa in casa, cantando per reclamizzarne la bontà e per augurare una buona festa di Natale e un felice Anno Nuovo, in attesa di una piccola ricompensa.
Inizialmente quindi erano i questuanti a portare la grolla di casa in casa (una simbolica condivisione comunitaria della bevanda e delle provviste così come si faceva nei tempi delle società tribali), ma più comunemente, specialmente in epoca vittoriana, erano i mendicanti o i bambini più poveri e le donne a girare con la tazza del wassail vuota perché fosse riempita con bevande calde per accompagnarci pane e formaggio elargiti dai padroni di casa!
Dal “wassailing” (canti rituali di natura non religiosa) si passa infine al “caroling” ossia ai canti di Natale di natura religiosa, una questua premiata con cioccolata calda e biscotti e praticata soprattutto dai bambini. (continua)

The Wassail Bowl
1860 – The Wassail Bowl – John Gilbert

THE WASSAIL SONGS

La struttura di questi canti di questua è tipica: si inizia con delle strofe che decantano la bontà della bevanda portata, la richiesta di aprire la porta per far entrare i questuanti o quantomeno far venire la cameriera (o il maggiordomo) per portare del cibo o un’offerta in denaro; in cambio si brinda alla salute della famiglia, alla prosperità del bestiame e dei raccolti. (c’erano ovviamente anche le strofe delle maledizioni nel caso l’offerta non fosse abbastanza generosa!)

Nelle Midland occidentali dell’Inghilterra è ancora diffuso il canto di questua o carol natalizio “Jolly wassel-bowl” con un testo risalente probabilmente al 1600. La ricetta tipica che si preparava all’epoca per la wassail bowl era detta Lambswool per il colore chiaro e spumoso della sua superficie, ma secondo Richard Cook il nome potrebbe essere una corruzione di lamasool cioè “La mas ubal” ( “Il giorno delle mele”) la festa celtica dell’Apple Howling: To fully understand the traditions of the wassail in summary we can look at Samuel Johnson’s Dictionary, published in 1756, which says the ‘Wassail’ was: “a liquor made of apples, sugar, and ale; a drunken bout; a merry song”. Yet the word wassail derives from the much older, ‘Old English’ (Anglo-Saxon) words wæs (þu) hæl which means ‘be healthy’ or ‘be whole’ – both of which meanings survive in the modern English phrase to be, ‘hale and hearty’ – while the first written reference to wassailing dates back to a medieval 1486-93 AD record, for wassail payments made at the New Year, at St Mary De Pre Priory (in St Albans). (tratto da qui)

LAMBS WOOL

Robert Herrick (1648)
Next crown a bowl full
With gentle lamb’s wool :
Add sugar, nutmeg, and ginger,
With store of ale too ;
And thus ye must do
To make the wassail a swinger.
TESTO
Poi riempi la boccia fino all’orlo
con una dolce “lana d’agnello”;
aggiungi zucchero, noce moscata e zenzero e anche birra;
così si deve fare
per fare una grolla allegra

ASCOLTA Mundi in Apple Howing (2006) per una bella colonna sonora qui o su Spotify
Ricette d’epoca qui e qui

 A jolly wassel-bowl

ASCOLTA Leafy Greens & Mutton

Si riportano solo le strofe cantate invece delle 12 del testo integrale (qui); il testo è antico e si trova in diverse raccolte tra cui “Christmas Carols Ancient and Modern” (1833) con la nota di William Sandys: Printed in Ritson’s Ancient Songs, pp. 304-6. From a collection intitled “New Christmas Carols: Being fit also to be sung at Easter, Whitsontide, and other Festival Days of the year.” No date, 12 mo. black letter; “in the curious study of that ever-to-be-respected antiquary Mr. Anthony á Wood [1632-1695], in the Ashmoleian Museum.”

Jolly wassel-bowl
I
A jolly wassel-bowl,
A wassel of good ale,
Well fare the butler’s soul,
That setteth this to sale (1);
Our jolly wassel (2).
II
Good dame, here at your door
Our wassel we begin,
We are all maidens poor,
We pray now let us in,
With our wassel.
III
Our wassel we do fill
With apples and with spice (3),
Then grant us your good will
To taste here once or twice
Of our good wassel.
IV
Much joy into this hall
With us is entered in;
Our master, first of all,
We hope will now begin
Of our wassel.
V
Some bounty from your hands,
Our wassel to maintain:
We’l buy no house nor lands
With that which we do gain
With our wassel.
VI
Much joy betide them all,
Our prayers shall be still,
hope and ever shall,
For this your great good will
To our wassel.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
La grolla della salute,
una coppa di buona birra
conforterà l’anima del maggiordomo, quella che prepariamo per vendere (1)
il nostro allegro wassail (2)
II
Buona madama, qui alla vostra porta inizia la nostra questua
siamo tutte povere fanciulle
e vi preghiamo di farci entrare
con la nostra coppa
III
La nostra coppa riempiamo
con mele e spezie (3)
perciò assicurateci la vostra buona volontà di assaggiare uno o due sorsi del nostro buon wassail
IV
Tanta gioia in questa casa
con noi è entrata;
il nostro padrone, per primo
speriamo inizierà ora
con il nostro wassail
V
Dei doni dalle vostre mani
per provvedere al nostro wassail,
non compreremo case o terre
con quello che guadagneremo
con il nostro wassail
VI
Tanta gioia per tutti voi
le nostre preghiere saranno di pace,
speranza e ogni bene
per la vostra grande generosità
al nostro wassail

NOTE
1) nelle versioni più antiche sono i questuanti, per lo più le donne accompagnate dai figli piccoli, a preparare la grolla della salute e a portarla di casa in casa per il brindisi benaugurale
2) wassel è poi modernizzato in wassail
3) nel Medioevo il liquido principale della grolla era birra calda aromatizzata con mele e spezie. Le ricette d’epoca prevedono la cottura in forno delle mele ridotte successivamente in purea e l’aggiunta di noce moscata, zenzero e zucchero.
Le spezie che già si utilizzavano nell’Alto Medioevo (ovviamente alle tavole dei ricchi per l’alto costo) erano: zenzero, zafferano, chiodi di garofano e pepe, mescolate poi a molte erbe aromatiche. Nel Duecento si aggiunsero: cubebe (un tipo di pepe), macis, zucchero, cannella, liquirizia, grano saraceno, cumino, anice, coriandolo e gromillo (sotto il nome di spezia si classificavano anche molte erbe curative e cereali) e nel Trecento noce moscata, galanga e cardamomo.

continua The Mumping Day

WASSAIL SONGS

Facciamo perciò un giro per la campagna britannica e in particolare nel Glouchestershire, nello Yorkshire e nel Somerset, nel Galles e in Cornovaglia

 THE GLOUCHESTERSHIRE WASSAIL
 
THE GOWER WASSAIL 
 THE CORNISH WASSAIL SONGS
THE YORKSHIRE WASSAIL SONGS
 THE SOMERSET WASSAIL

FONTI
http://oakden.co.uk/lambswool/
http://www.cbladey.com/wassail.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=97570
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/a_jolly_wassel_bowl.htm
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/carroll_for_a_wassell_bowl.htm
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/Notes_On_Carols/wassailing.htm

SMOKING BISHOP

Le festività natalizie che si svolgono nel cuore dell’inverno sono ricche di stratificazioni di credenze e rituali, antichi come l’alba dell’uomo. Il passaggio del sole nel cielo solstiziale che segna il giorno più corto dell’anno era accolto un tempo con grande timore nella paura che il gelo e l’oscurità potessero sconfiggere la luce. Così in tempi più recenti il solstizio d’inverno fissato dal calendario il 21 dicembre segnava il primo giorno delle feste invernali. Secondo l’usanza attualmente accreditata il conto dei giorni parte invece dal 26 dicembre ovvero il “Giorno Santo” e si conclude il 6 gennaio, con l’Epifania “che tutte le feste spazza via

Le feste improntate da abbondanti libagioni e freddo polare sono l’occasione per preparare il vino speziato, un toccasana che in epoca medievale era considerato quasi un elisir di lunga vita. E per chi voglia cimentarsi nella preparazione di bevande medievali  ecco la ricetta dell’ippocrasso (vedi)
smoking-bishop

Il nostro italico vin brulè è poca cosa rispetto alla tradizione vittoriana di bevande speziate per riscaldarsi nelle fredde giornate invernali!!
Più genericamente si possono definire come punch con vino speziato e servito fumante con l’aggiunta di chiodi di garofano infilzati nei limoni o nelle arance. Ma a seconda del vino utilizzato abbiamo “un Papa” se il rosso è un Borgogna, “un cardinale” con vino del Reno o champagne, “un vescovo” con il porto..
In particolare lo “smoking bishop” è citato nel racconto di Dickens “A Christmas Carol” la cui ricetta viene aggiunta nelle note per l’edizione del 1907 curata da Gordon Browne: si versa il vino rosso, caldo o freddo, sulle arance amare mature. Si riscalda con zucchero e spezie (chiodi di garofano, anice stellato e cannella) aggiunte a piacere.

Ora esistono due scuole di pensiero in merito al trattamento a caldo del vino: la prima dice che il vino non deve mai bollire e mai superare la temperatura di 80 gradi. Ad 83 gradi, infatti, l’alcool contenuto nel vino evapora, gli aromi delle spezie si alterano e lo zucchero si “decompone”. La seconda ritiene invece che il vino debba bollire per bruciare l’alcool (e quindi viene servito spesso anche fiammato).

Dall’Ottocento ci arrivano svariate ricette più dettagliate per la preparazione dello “Smoking Bishop” dal sapore aspro e fruttato da addolcire a piacere dividendosi sostanzialmente tra quelle che usano i limoni e quelle che usano le arance amare
RICETTA
(tratta da vedi)
6 grandi arance, 2 grandi limoni
8 chiodi di garofano
1 bottiglia (750ml) vino rosso
1 bottiglia (750ml) porto rosso
3 bastoncini di cannella
120 g di zucchero di canna
1/4 cucchiaino di zenzero in polvere
1/4 cucchiaino di cannella in polvere
1/4 cucchiaino di allspice ovvero pepe giamaicano (detto anche pimento)
1/4 cucchiaino di noce moscata

PREPARAZIONE
Il giorno prima : cuocere arance e limoni in forno su una teglia poco profonda (a 120 ° C e fino a quando sono marrone chiaro ovvero dopo circa un’ora e mezza) Eventuali succhi rilasciati durante la cottura vanno aggiunti al vino.
Steccare le arance ei limoni con i chiodi di garofano dritte e metterle in una grande ciotola, con tutte le spezie in polvere e lo zucchero. Versare il vino rosso e mescolare bene per qualche minuto. Coprire e lasciare in un luogo caldo durante la notte o per 24 ore.

Il giorno dopo : tagliare le arance e limoni a metà e spremere tutto il succo nella ciotola del vino. Passare al setaccio nel versare il tutto in una grande casseruola, e spremere bene tutta la polpa contro il setaccio adoperando un cucchiaio. Quindi aggiungere i bastoncini di cannella. Riscaldare il vino a fiamma alta e sobbollire per 5 minuti, poi abbassate il fuoco e aggiungere il porto e cuocere a fiamma bassa per altri 20 minuti. Negli ultimi due minuti alzare la fiamma per far “fumare” il vescovo.

SERVIZIO
Servire fumante in bicchieri resistenti al calore o tazze con spicchi di limone e arancia tagliati al momento.
Opzionale: ulteriore zucchero e grattatina di noce moscata

NOTE (da Taccuini Storici)
Il Pimento, anche chiamato Pepe di Giamaica o Pepe garofanato, è una spezia ricavata dai frutti essiccati della Pimenta dioica, albero sempreverde della famiglia del Mirto. Il pimento è originario dell’America Centrale e dell’area caraibica, in particolare della Giamaica: qui, le estese coltivazioni profumano l’aria tutto intorno nel periodo della fioritura. Dall’aspetto molto simile a quello del pepe, il nome ‘pimento’ deriva dallo spagnolo pimiento (pepe), che venne assegnato alla bacca quando sbarcò in Europa dalle Americhe. In seguito la denominazione venne arricchita ‘di Giamaica’ per distinguere il nuovo prodotto dal vecchio.
Le tonde palline, molto usate nella cucina caraibica, vengono apprezzate per il gusto particolare (intenso e aromatico, poco piccante), che sembra una miscela di spezie diverse. Il sapore ricorda quelli della cannella, del pepe nero, del chiodo di garofano e della noce moscata messi assieme. L’aroma composito giustifica perciò l’appellativo di ‘tutte le spezie’ che questa bacca riceve in inglese (allspice) e in francese (toute-épice).

TUTTI BELLI RILASSATI? Bene e allora riascoltiamoci
una carola recensita l’anno scorso e integrata con nuove riflessioni! vedi

FONTI
http://wdtprs.com/blog/2011/12/smoking-bishop-and-a-cat-named-jeoffry/ http://recipewise.co.uk/smoking-bishop http://thehistorykitchen.com/2012/12/20/drinking-with-charles-dickens-the-smoking-bishop/ http://www.taccuinistorici.it/ita/news/moderna/aromi—spezie/pimento-il-giamaicano.html

ILLUSTRAZIONE: Da Il calendario dell’Avvento di Paul Bommer