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THE ISLAND SPINNING SONG

The Spinning Wheel, c.1855 (oil on panel)Sir Hugh Roberton (1874–1952) direttore del Glasgow Orpheus Choir era un collezionista di melodie tradizionali scozzesi di cui spesso rinverdiva il testo inventando le parole in inglese. Ha pubblicato nel 1950 la collana di canti “Songs of the Isles” con canzoni che sono diventate popolari come “Westering Home” e “Mingulay Boat Song” ma anche canzoncine come “The Island Spinning Song”.

La canzone della filatrice dell’isola” (una delle isole della Scozia) è una sorta di “incantesimo” per chiamare a sé un innamorato o per vedere l’immagine del futuro sposo mediante l’arte tutta femminile della filatura.

IL FILATOIO A RUOTA

Filare è un lavoro lento e monotono, che si faceva una volta, quando la donna non aveva altro da fare che badare al marito e ai figli (e alla casa e ai lavori per mandare avanti la famiglia quando quello del marito non bastava). Già a quattro anni le bambine iniziavano a “giocare” con conocchia e fuso e a dieci o al primo mestruo filavano la biancheria per il proprio corredo. Nei tempi antichi tutte le donne filavano, compreso le regine e le principesse, e all’alba dell’era moderna filavano le donne del popolo come lavoro retribuito. (continua)
Nel lavoro di filatura si mescolano saliva e sudore, meditazione e trance, si apre la mente al divino, così come Cloto la protagonista fila la trama della vita per chiamare a sé un innamorato.
La melodia è anche detta “Alastair of the Dun” e in origine probabilmente c’era una versione in gaelico. La canzona è oggi diffusa tra le corali e in genere sono cantate solo le prime tre strofe e in rete ho trovato pochissime registrazioni per l’ascolto

In questa versione alle tre strofe di “The Island spinning song” segue il testo di “Faery Love Song” più comunemente noto come Tha Mi Sgith 

TESTO HUGH ROBERTON
Chorus(nonsense Gaelic syllables) x 2:
Hullamacka doo, hoorova hee
Hoorova hinda, hoorova hinda
hullamacka doo, hoorova hee
O dicko, decko, dandy.
I
When will someone come to me?
Will he come by land or sea?
Will he my own lover be?
Oh tell me truly wheel-o.
II
Wheel of fate what ist you say?
This year next or ne’er a day.
When will lover come my way?
Oh tell me truly wheel-o.
III
Be he dark or be he fair
Shy or bold or debonair?
Ribbons brau will deck my hair
To meet and greet my true love.
IV
Summer days and heather bells
Are ringing through the silent hills
There’s yellow corn in yonder fields
and autumn brings the shearing.
V
If the weather it be dry,
They’ll say there’s love ‘tween you and I
They’ll say there’s love ‘tween you and I
When we go to the shearing.
VI
When the harvest it be done
We’ll have some ranting, roaring fun.
We’ll have some ranting, roaring fun.
When we go to the shearing.
TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
Coro nonsense
I
Quando lui verrà?
Arriverà da terra o dal mare?
Sarà il mio innamorato?
Oh ruota, dimmi il vero!
II
Ruota del destino cosa mi dici?
Quest’anno prossimo o mai un giorno
quando l’innamorato verrà da me?
Oh ruota, dimmi il vero
III
Sarà moro o biondo
timido, rude o gentile?
Nastri scuri mi orneranno i capelli
per incontrare e salutare il mio vero amore.
IV
I giorni d’estate e le campanelle d’erica
che suonano per le colline silenziose
c’è il grano nei campi lassù
e l’autunno porterà la mietitura.
V
Se il tempo sarà secco
diranno che ci sarà amore tra te e me
diranno che ci sarà amore tra te e me
quando andremo alla mietitura.
VI
Quando il raccolto sarà finito
ci divertiremo in modo selvaggio
ci divertiremo in modo selvaggio
quando andremo alla mietitura

FONTI
http://wovember.com/2014/11/03/wovember-words-island-spinning-song/

A FAERIE’S LOVE SONG: BUAIN NA RAINICH

TITOLI: Buain Na Rainich, Tha Mi Sgith, Faery Love Song

La canzone è stata raccolta da Marjory Kennedy-Fraser (1857-1930) durante il suo soggiorno nelle Ebridi (isola di Eriskay) e registrata con i metodi del tempo (su cilindro). La versione però pubblicata nel 1909 in “Songs of the Hebrides” è stata modificata nel testo e anche arrangiata nella melodia.

LA VERSIONE IN GAELICO: BUAIN NA RAINICH

Liga Kļaviņa

Più comunemente conosciuta come Tha Mi Sgith (in inglese “I am tired”) la canzone narra di una storia d’amore tra una fanciulla e un Sidhe, un essere soprannaturale, una creatura fatata. La famiglia di lei venuta a conoscenza degli incontri nei boschi pensò bene di tenere segregata la figlia in casa e così il sidhe attende invano il ritorno della fanciulla e canta il dolore della perdita.
La struttura è tipica delle waulking songs e in Nuova Scozia è ancora cantata nella lavorazione del Tweed.

ASCOLTA Fiona J Mackenzie, 2006 (strofe da I a III)
ASCOLTA Jean Luc Lenoir in “Old Celtic & Nordic Ballads” 2012 (strofa IV).

ASCOLTA Alan Stivell che la propone in concerto dagli anni 70 trasformandola in un an dro

GAELICO SCOZZESE
Sèist (chorus)
Tha mi sgìth ‘s mi leam fhìn,
Buain na rainich, buain na rainich
Tha mi sgìth ‘s mi leam fhìn,
Buain na rainich daonnan
I
‘S tric a bha mi fhìn ‘s mo leannan
Anns a’ ghleannan cheothar
‘G èisteachd còisir bhinn an doire
Seinn sa choille chòmhail;
II
‘S bochd nach robh mi leat a-rithist
Sinn a bhitheadh ceòlmhor,
Rachainn leat gu cùl na cruinne,
Air bhàrr tuinne a’ seòladh.
III
Ciod am feum dhomh bhi ri tuireadh?
Dè ni tuireadh dhomhsa
‘S mi cho fada o gach duine
B’ urrainn tighinn gam chòmhnadh?
IV
Cùl an tomain, bràigh an tomain,
Cùl an tomain bhòidheach,
Cùl an tomain, bràigh an tomain,
H-uile là nam ònar

TRADUZIONE INGLESE
Chorus
I am weary all alone,
The whole day,
Cutting the bracken(1)
I
Often I was with my sweetheart
in the misty glens
Listening to the sweet choir of the grove/ Singing in the dense wood
II
It’s a pity that I am not with you again,/We would be tuneful
I would go with you to the ends of the earth
Sailing on the crest of the waves
III
What is the point of me being mournful/ What will a lament do for me/ And am I so far from any man
Who could come to my aid.
IV
Behind the knoll(2), the top of the knoll,/Behind the lovely knoll,
Behind the knoll, the top of the knoll,
Every day, all alone
tradotto da Cattia Salto
CORO
Sono stanco e solo
tutto il giorno
a tagliare felci
I
Spesso stavo con  il mio amore
nelle valli nebbiose
ad ascoltare il dolce mormorio dei rami che cantano nel folto del bosco
II
Peccato che non sono di nuovo con te, saremmo stati in armonia
vorrei andare con te ai confini del mondo
per navigare sulla cresta delle onde
III
Cosa è in me che mi addolora,
cosa mi farà lamentare,
sono così lontano dagli uomini
chi potrebbe venire in mio aiuto?
IV
Dietro il tumulo, in cima al tumulo
dietro l’amato tumulo
Dietro il  tumulo, in cima al tumulo
ogni giorno, da solo

NOTE
1) Braken è di origine norrena e si traduce come felce; andare a tagliare le felci era un lavoro riservato alle donne, con le felci si facevano lettiere per animali e giacigli per la notte; trovavano impiego nelle coltivazioni come antiparassitari e fertilizzanti. La felce era anche considerata una pianta commestibile (nonostante la sua moderata tossicità) da mangiare anche fresca; tuttavia l’uso principale (sia le fronde che i rizomi) è nella produzione della birra; i rizomi essiccati inoltre vengono ridotti in farina e utilizzati per la panificazione. Dal punto di vista medicinale la felce è “un’erba da fuoco” utilizzata per il trattamento delle bruciature e ustioni. E’ un erba di San Giovanni con proprietà magiche
2) i tumuli sotto i quali si ritiene siano nascoste le dimore delle creature fatate.

VERSIONE INGLESE: A FAERIE’S LOVE SONG

faeRiportato nel volume I delle “Songs of the Hebrides” (pag 90) il testo in inglese è composto da ritornello e tre strofe, non è una traduzione del gaelico ma è un arrangiamento sulla melodia tradizionale con il ribaltamento dei ruoli: è la figlia delle fate ad aspettare invano l’arrivo del suo amante mortale. Le ulteriori due strofe sono state aggiunte nel 2010 da Ruth Barrett e Cyntia Smith

 ASCOLTA su Spotify Eddi Reader

ASCOLTA Susan Young (strofe I, IV, III e V)

ASCOLTA Siobhan Owen (strofe III e IV)

ASCOLTA Savina Yannatou in Terra Nostra (strofe I e III)

CHORUS
Why should I sit and sigh,
Puin’ bracken, Puin’ bracken (1)
Why should I sit and sigh,
On the hillside dreary? (2)
I
When I see the plover rising,
Or the curlew wheeling,
Then I know(3) my mortal lover
Back to me is stealing.
II
When the day wears away,
sad I look a-down the valley
Ilka(4) sound wi’ a stound (5)
sets my heart a-thrilling
III
Oh, but there is something wanting
but I am weary
Come my blithe and bonny lad(6)
Come ower the the knowe(7) to cheer me
IV (strofa aggiuntiva)
When the moon begins her waning
I sit by the water
Where a man born of the sunlight(8)
Loved the Fairies daughter
V (strofa aggiuntiva)
Who is that I see before me?
Through the willow peering,
A smile as sweet as hawthorn blooming
My love is come to cheer me.
tradotto da Cattia Salto
Ritornello
Perchè dovrei sedermi e piangere
o raccogliere le felci
Perchè dovrei sedermi e piangere
sulla collina tenebrosa?
I
Quando vedo il piviere che si alza
o il chiurlo che gira in tondo
allora so che il mio amante mortale
è di ritorno da me furtivo
II
Quando il giorno svanisce
triste guardo giù nella valle
e ogni suono come una fitta
fa sobbalzare il mio cuore
III
Ma c’è qualcosa che voglio
e mi rattristo,
che venga il mio luminoso e bel ragazzo
che venga dalla collina a consolarmi
IV
Quando la luna inizia a calare
mi siedo accanto all’acqua
dove un uomo nato nella luce del sole amava la figlia delle Fate
V
Chi è che vedo davanti a me?
Attraverso il salice piangente
un sorriso dolce come il fiore del biancospino
il mio amore è venuto a consolarmi

NOTE
1) pulling bracken: diventa anche Broo in’ bracken, broo in’ bracken
2) cantato anche come: All alone and weary oppure All alone and worry
3) cantato anche come trow= trust, believe
4) each, every
5) stound= sharp pain
6) anche come traidee
7) knolls
8) nella versione di Susan Young dice “Where the one in silver starlight”

Alexander Keighley: A fantasy, 1915.

LA MELODIA: THA MI SGITH

Per finire la versione strumentale intitolata più spesso come  Tha Mi Sgith (“I am tired) o Cutting Bracken
Silly Wizard in “Wild and Beautiful” 1981 nel set Tha Mi Sgith/Eck Stewart’s March (A. Stewart/P. Cunningham) & MacKenzie’s Fancy suonato come uno strathspey nella seconda parte diventa un vivace e scatenato reel! La fisarmonica di Phil Cunningham, il banjo di Andy Stewart accompagnati da Martin Hadden (chitarra, tastiere e basso) e Gordon Jones (chitarra e bodhran)

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=12931 http://www.bbc.co.uk/alba/foghlam/beag_air_bheag/songs/song_02/index.shtml http://thesession.org/tunes/647 http://cornemusique.free.fr/ukcuttingferns.php http://plheineman.net/cuttingbracken.htm http://javanese.imslp.info/files/imglnks/usimg/1/1b/IMSLP55851-SIBLEY1802.9594.bba1-39087012504124pp55-112.pdf