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MNÁ NA HÉIREANN

Gustave Courbet: Portrait of Jo, the Beautiful Irish Girl-1865
Gustave Courbet: Portrait of Jo, the Beautiful Irish Girl-1865

Versi del poeta nord irlandese Peadar Ó Doirnín (1704–1796), messi in musica 200 anni dopo circa da Seán Ó Riada, colui che contribuì alla rinascita della musica irlandese tradizionale proprio negli anni 60 con il gruppo Ceoltóirí Chualann (da cui si staccarono i Chieftains) -morì a soli 40 anni nel 1971.

La versione più famosa in assoluto di questo brano è proprio quella dei Chieftains del 1973, finita nella colonna sonora del film Barry Lyndon ( le cui musiche sono una più bella dell’altra) con la regia di Stanley Kubrick (1995)
Una Aislin song che è insieme canto d’amore e rebel song in cui la donna amata è la personificazione dell’Irlanda.

VERSIONE Sinead O’Connor & Chieftains
ASCOLTA Alan Stivell
ASCOLTA Kate Bush


I
Tá bean in Éirinn a phronnfadh séad domh is mo sháith le n-ól
Is tá bean in Éirinn is ba bhinne léithe mo ráfla ceoil
Ná seinm théad; atá bean in éirinn is níorbh fhearr léi beo
Mise ag léimnigh nó leagtha i gcré is mo thárr faoi fhód
II
Tá bean in Éirinn a bheadh ag éad liom mur’ bhfaighfinn ach póg
Ó bhean ar aonach, nach ait an scéala, is mo dháimh féin leo;
Tá bean ab fhearr liom nó cath is céad dhíobh nach bhfagham go deo
Is tá cailín spéiriúil ag fear gan Bhéarla, dubhghránna cróin.
III
Tá bean a déarfadh dá siulfainn léi go bhfaighinn an t-ór,
Is tá bean ‘na léine is is fearr a méin ná na táinte bó
Le bean a bhuairfeadh Baile an Mhaoir is clár Thír Eoghain,
Is ní fheicim leigheas ar mo ghalar féin ach scaird a dh’ól


VERSIONE DI KATE BUSH
I
There’s a woman in Ireland who’d give me a gem and my fill to drink,
There’s a woman in Ireland to whom my singing is sweeter than the music of strings
There’s a woman in Ireland who would much prefer me leaping
Than laid in the clay and my belly under the sod.
II
There’s a woman in Ireland who’d envy me if I got naught but a kiss
From a woman at a fair, isn’t it strange, and the love I have for them
There’s a woman I’d prefer to a battalion, and a hundred of them whom I will never get
And an ugly, swarthy man with no English has a beautiful girl
III
There’s a woman who would say that if I walked with her I’d get the gold
And there’s the woman of the shirt whose mien is better than herds of cows
With a woman who would deafen Baile an Mhaoir and the plain of Tyrone
And I see no cure for my disease but to give up the drink.

tradotto da Cattia Salto
I
C’è una donna in Irlanda che mi avrebbe dato una pietra preziosa e da bere a volontà, c’è una donna in Irlanda per la quale i miei canti sono più dolci delle corde dell’arpa
c’è una donna in Irlanda che preferirebbe vedermi vivo e vegeto
che sepolto nella terra ricoperto dalle zolle.
II
C’è una donna in Irlanda che sarebbe gelosa se ricevessi un bacio da un’altra alla festa, sono strane, ma le amo tutte
ce né una su mille (1) e un centinaio di loro che non avrò mai
ma un uomo malvagio che non parla nemmeno inglese (2) si è preso questa bella figliola
III
C’è una donna che mi disse che se fossi andato con lei avrei trovato un tesoro
C’è una donna in camiciola il cui aspetto vale più di una mandria di mucche (3)
di una donna che avrebbe assalito (4) Bllymoyer e la piana di Tyrone
e non vedo cura per le mie pene che smettere di bere. (5)

NOTE
1) Letteralmente “una che preferirei a un battaglione”
2) re d’Inghilterra Giorgio I o II che erano sassoni di Hannover
3) nel 700 doveva essere un bel complimento, ma non è semplicemente un paragone: il poeta dice è meglio essere povero nella propria terra (con la propria donna) che ricco con la regina Maeve del Connacht .
4)il riferimento è alla regina Maeve e alla razzia del bestiame di Cooley: Maeve assalì Tyrone nell’Ulster per rendersi un toro.
Bllmoyer è pure una cittadina dell’Ulster (Irlanda del Nord) Ballymoyer nella contea di Armag (Irlanda del Nord)
5) è la donna a chiedere ragioni agli uomini irlandesi del perchè non l’abbiano difesa dagli usurpatori, preferendo ubriacarsi al pub. Gli anni sono quelli dei “Troubles” quando i cattolici nordirlandesi iniziano una campagna per ottenere i diritti civili loro negati dalla maggioranza protestante (1969-1998)

LA VERSIONE STRUMENTALE

THE CHIEFTAINS soundtrack del film Barry Lindon


ASCOLTA
arrangiamento di Jeff Beck (chitarra elettrica) in duetto con il violino di Lizzie Ball

Celtic Woman (ovvero Máiréad Nesbitt)

FONTI
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=46077&lang=it

CAROL OF THE BELLS

ShchedrykLa melodia deriva  dall’ucraino Shchedryk cantato tradizionalmente  la notte di Capodanno e alla festa dell’Epifania.

Il testo tuttavia parla di una rondine che augura al padrone di casa  un prospero anno nuovo e si riferisce al capodanno calcolato secondo il calendario  dell’antica Roma, che si celebrava all’arrivo della primavera: probabilmente rientrava nei canti rituali di questua, cantati da gruppi di  giovani che a fine anno, portavano auguri benaugurali di casa in casa.

Nel 1916 il compositore russo Mykola Leontovych ne fece una arrangiamento musicale per coro,  ma solo nel 1921 il Coro Nazionale Ucraino lo fece conoscere in America e in  Europa. Il motivo si basa sul ripetersi di sole 4 note (il termine tecnico è  detto ostinato) secondo un metodo compositivo cosiddetto primitivo.

Poco dopo negli anni ’30 il compositore americano Peter Wilhousky scrisse il testo in inglese Carol of the Bells ispirandosi al  rintocco delle campane e più tardi nel 1947, anche Minna  Louise Holman scrisse un testo alternativo in  inglese dal titolo Ring, Christmas Bell.

Oltre ai titoli già menzionati il brano è anche conosciuto  come “Ukrainian Carol” o “The Ukrainian Bell Carol” ma anche “Shtchedrik (A Christmas Carol).”

Un canto di Natale diventato in breve famoso nel mondo  anglosassone e americano, interpretato con vari stili musicali da moltissimi artisti eseguito da tutte le  corali, inserito in colonne sonore e parodie, così alla fine ho deciso di consigliarvi  l’ascolto di un bel po’ di versioni!
Iniziamo con la versione “celtica” di Moya Brennan dal  suo Cd “An Irish Christmas”  2005

ASCOLTA – Moya Brennan

l’apertura sussurrata dall’arpa nel  vento dell’inverno ripetuta dall’eco elettronico della tastiera, subito si sviluppa  in crescendo con il canto ossessivo che ripete la stessa strofa con pochi ribaditi  versi e il violino che sembra invitare alla danza con un’aria di giga;  bellissimo lo strumentale tra cornamusa e chitarra che fraseggiano tra loro…

TESTO (semplificato tratto da versione di Peter Wilhousky) strofe I, II, I

CHORUS: Merry, merry, merry, merry Christmas
I
Hark how the bells, how the bells
All seem to say, seem to say
“Christmas is here, Christmas is here, is here
Songs of good cheer”
II
Hark how the bells, how the bells
All seem to say, seem to say
Christmas is here, Christmas is here, is here
While people sing
TRADUZIONE ITALIANO
I
Ascolta! Come le  campane,
sembrano tutte dire:
” E’ arrivato il Natale,
Natale è qui
canti di buon augurio”
II
Ascolta! Come le  campane,
sembrano tutte dire:
” E’ arrivato il Natale,
Natale è qui
e la gente canta”

Tutt’altro arrangiamento quello delle Celtic Woman e il violino di Mairead Nesbitt accompagnate da un orchestra di una ventina  di elementi: la formazione tutta al femminile, dal 2004 ha visto  l’alternarsi di varie voci (che si sono dedicate poi alla carriera solista)  ma tutte mezzo-soprano, soavi e melodiose!

VERSIONE DI CELTIC WOMAN (testo di Peter Wilhousky) strofe I, II, III, I, II, IV, V

I
Hark! how the bells
Sweet silver bells
All seem to say,
“Throw cares away.”
Christmas is here
Bringing good cheer
To young and old
Meek and the bold
II
Ding, dong, ding, dong
That is their song
With joyful ring
All caroling
One seems to hear
Words of good cheer
From ev’rywhere
Filling the air
III
Oh how they pound
raising the sound
O’er hill and dale’
telling their tale
gaily they ring
while people sing
songs of good cheer
Christmas is here
CHORUS
Merry, merry, merry, merry
Christmas
Merry, merry, merry, merry
Christmas
IV
On, on they send
On without end
Their joyful tone
To ev’ry home
Ding, dong, ding, dong.
V
Christmas is here
Bringing good cheer
To young and old
Meek and the bold
Ding, dong, ding, dong
That is their song
With joyful ring
Ding, dong, ding, dong.
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Ascolta! Come le  campane,
le dolci campane dal suono argentino,
sembrano tutte dire:
“Getta via gli affanni.
Natale è arrivato,
per portare allegria
a piccoli e grandi,
ai mansueti e ai temerari ”
II
Ding dong ding dong
questa è la loro canzone
con un suono gioioso
tutte inneggiano canti,
crediamo di sentire
parole di buon augurio
da tutte le parti
che riempiono l’aria.
III
Oh, come rintoccano
elevando il suono
per colli e valli,
raccontando la loro storia
risuonano allegramente
mentre la gente canta
canzoni di buon augurio
il Natale è arrivato
CORO
Buon, buon, buon, buon Natale   Buon, buon, buon, buon Natale. Buon, buon, buon, buon  Natale   Buon, buon, buon, buon Natale
IV
Inviano ancora
e senza fine
il loro suono gioioso
ad ogni casa
Ding dong ding ding… dong!
V
E’ arrivato il Natale,
e porta allegria
a piccoli e grandi,
ai mansueti e ai temerari
Ding dong ding ding… dong!
questa è la loro canzone
con un suono gioioso
Ding dong ding ding… dong!

ASCOLTA Pentatonix

inst_guitar_faerieE  per finire due versioni strumentali che non possono essere più diverse:

la versione strumentale di Al di Meola –  Cd Winter Nights,  1999con il suo inconfondibile stile  virtuosistico, morbido ed elegante (la cosiddetta fusion  tra jazz e musica latina)

e la versione strumentale  di August Burns  Red –  Cd Sleddin ‘Hill, 2012Metal  rock o progressive metal! Stupefacenti!