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Terre Celtiche Blog

The Grey Selkie, la melodia delle Orcadi

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 The Grey Silkie (The Grey Silkie of Sule Skerry) -anche in Child ballad  # 113- è la più nota delle ballate tradizionali delle isole Orcadi, in cui si narra di un selkie-maschio che vive sulla scogliera rocciosa di Sule.
Il mutaforma è foca nel mare e uomo sulla terraferma: la leggenda dice che per riprodursi il selkie-maschio deve essere in forma umana così trasmetterà alla sua discendenza il suo potere: solo dopo che il bambino sarà svezzato sulla terra ferma, il selkie tornerà dal mare per portarlo con sé.
Lady Odivere: una lunghissima ballata tratta da “An Anthology of Orkney Verse” (Ernest W. Marwick ) racconta tutta la storia (vedi)

LA VERSIONE TRADIZIONALE

John Sinclair di Flotta, Orcadi registrato sul campo da Sean Davies giugno 1955, in Sailormen & Servingmaids 1961, Topic 12T194.
The Grey Silkie (la melodia è stata raccolta precedentemente nel 1938 da Otto Anderson  e trascritta in notazione con il testo di Annie G. Gilchrist.)
In Orkney, Land, Sea & Community, Scottish Tradition vol 21, registrazioni dagli archivi della Scuola di studi scozzese dell’Università di Edimburgo (frammento registrato nel 1973) leggiamo: “.. il vecchio John Sinclair di Flotta nelle Isole Orcadi è stato visitato dai folcloristi svedesi [ad es. Otto Andersson] e registrato per la BBC. Bronson osserva che la sua melodia è una variante dell’aria spesso associata a Hind Horn, un’altra ballata di incontri tra spiriti e mortali. Sinclair (che ha imparato la canzone da sua madre), ha lavorato per tutta la vita come marinaio e contadino-pescatore fino al suo pensionamento.”

Jean Redpath in Jean Redpath 1975

June Tabor in Ashore 2011


I
In Norway’s Land there lived a maid
“Hush ba-loo-lilly”. this maid began,
“I know not where my babe’s father is
Whether by land or sea
does he travel in”
II
It happened on a certain day
When this fair lady fell fast asleep
That in came a good grey silkie
And set him down at her bed feet
III
Saying, “Awak’, awak’, my pretty fair maid,
For oh, how sound as thou dost sleep,
And I’ll tell thee where thy babe’s father is,
He’s sitting close at thy bed feet.”
IV
“I pray thee tell to me thy name,
Oh, tell me where does thy dwelling be?”
“My name is good Hill Marliner,
And I earn my living oot o’er the sea.
V
I am a man upon the land,
I am a silkie in the sea,
And when I’m far from every strand
My dwelling it’s in Sule Skerry”
VI
“Alas, alas, that’s woeful fate,
That’s weary fate that’s been laid on me,
That a man should come from the West o’ Hoy
To the Norway Lands to have a bairn wi’ me.”
VII (1)
“My dear, I’ll wed thee with a ring,
With a ring, my dear, will I wed with thee.”
“Thee may go to thee weddings
with whom thou wilt,
For I’m sure thou never will wed wi’ me.”
VIII
She has nursed his little wee son
For seven long years upon her knee
And at the end of seven long years
He came back with gowd and white monie (2)
IX
For she has got the gunner good
And a gay good gunner it was he,
He gaed oot on a May morning
And he shot the son and the grey silkie.
X
“Alas, alas, that’s woeful fate,
That’s weary fate that’s been laid on me.”
And eenst or twice she sobbed and sighed
And her tender hairt did break in three.(3)
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Nella Terra di Norvegia viveva una fanciulla, “Fai la Ninna, fai la nanna” iniziò a dire
“Ben poco so del padre di mio figlio,
e ancor meno della terra o del mare
da cui proviene”.
II
Accadde un giorno,
mentre questa bella fanciulla dormiva, 
che venne un silkie grigio
a sedersi ai piedi del letto
III
E disse “svegliati, svegliati, mia bella fanciulla
perchè non mi puoi sentire nel sonno
e ti dirò dov’è il padre del bambino:
è seduto ai piedi del tuo letto”
IV
“Ti prego dimmi il tuo nome
e dimmi dove vivi?”
“Mi chiamo Hill Marliner
e mi guadagno da vivere all’aperto, sul mare”
V
“Io sono un uomo sulla terra
e sono un silkie in mare
e quando sono lontano da ogni costa,
la mia dimora è lo scoglio di Sule”.
VI
“Ahimè che destino doloroso
che tristo destino è stato predisposto per me!
Che un uomo proveniente ad Ovest di Hoy
dalle terre norvegesi abbia un figlio da me!
VII
Mio caro ti sposerò con un anello,
con un anello, mio caro, ti vorrei sposare”.
“Ti auguro di sposarti con chiunque tu voglia
perchè sono certo
che non ti sposerai mai con me”
VIII
Lei allevò il suo piccino
per sette lunghi anni tenendolo sulle ginocchia, e alla fine di sette lunghi anni
egli ritornò con oro e monete luccicanti .
IX
E lei sposò un buon cacciatore,
un cacciatore dalla buona mira,
che uscì una mattina di maggio
e uccise il figlio e la foca grigia
X
“Ahime! che destino doloroso
che tristo destino è stato predisposto per me!”
Una o due volte si lamentò e pianse
e il suo tenero cuore in tre si spezzò 

NOTE
VERSIONE TRADIZIONALE SCOZZESE raccolta dalla memoria di John Sinclair
1) la donna chiede al silkie di sposarla, ma lui rifiuta dicendole che lei sposerà un altro.
2) il silkie paga il tributo norreno per il bambino
3) in un’altra versione però la donna decide di seguire selkie e figlio gettandosi in mare per impedire che si avveri la profezia

La melodia diventata standard non è questa proveneinte dalla tradizione scozzese, ma quella composta nel 1954 dell’americano James Waters (vedi seconda parte)

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/sule-skerry.htm
https://terreceltiche.altervista.org/the-great-selkie-of-sule-skerry/
https://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/greatsilkieofsuleskerry.html
https://www.scotslanguage.com/articles/view/id/4882

seconda parte: la melodia standard

Pubblicato da Cattia Salto

folklorista delle Terre Celtiche

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