Terre Celtiche Blog

The Gentleman Soldier

Roud 178 ; G/D 7:1471 ; Ballad Index VWL040 ; Bodleian Roud 178 ; trad.]

The Gentleman Soldier (anche intitolata The Soldiers Cloak e The Sentry Box ) è una ballata piuttosto sbarazzina e assai poco “politically correct”, che risale probabilmente al XVIII secolo. Molto comune tra gli uomini in divisa e citata anche da Kipling in “Soldiers Three”, si basa su una melodia dal carattere anch’esso militaresco, chiamata Drumdelgie (bothy ballad) in Scozia e Dydd Llun y Boreu in Galles.

La storia di The Gentleman Soldier è quella di un soldato di guardia che seduce una giovane ragazza chiamata Polly. L’epilogo è fin troppo prevedibile. Dopo essersi preso diletto della fanciulla (ma il testo è più crudamente esplicito al riguardo), al sorgere del sole il soldato si alza, si veste e annuncia che deve partire. La povera Polly (che, tanto per cambiare, è già incinta), tenta di perorare la sua causa (‘Oh, vieni signor soldato, non vuoi sposarmi?’), ma riceve una classica risposta (‘Oh no, mia cara Polly, una cosa del genere non può mai essere, perché ho già moglie e figli ne ho tre! Due mogli sono ammesse nell’esercito, ma una è troppo per me!’)

Soldato “gentiluomo”?

Essere amati e lasciati da un soldato è una delle classiche disgrazie di cui soffrono le donne nelle canzoni. E non solo nel caso dei marinai con le loro proverbiali promesse. Ma qui oltre al danno c’è la beffa; il nostro milite non solo approfitta dell’incauta fanciulla, nel finale la schernisce pure, senza ritegno e rimorso.

Non sono poche le canzoni popolari che raccontano di “prodezze” maschili simili a quella della nostra ballata ed è assai probabile che esse attingessero a storie vere, a comportamenti usuali nei soldati di stanza nei paesi occupati dell’Impero Britannico. E non solo in quello. Diciamo che il crudele scherzo del soldato ricorda l’insensibilità di troppi maschi in divisa di ogni tempo, ogni nazione e latitudine, abili nell’arte del “mordi e fuggi”, mentre alle Polly di ogni tempo, nazione e latitudine era sovente lasciato il compito di sopportare un “figlio della milizia”. Svergognate per sempre, sembrava implicito che non avessero altra opzione che la prostituzione. Non per niente, la ballata contiene anche una classica strofa di “avvertimenti” (warning song) che Polly lascia alle ragazze “Se qualcuno viene a corteggiarti, puoi dire che sei una ragazza di campagna. Ma non devi dire loro che ti sei divertita avvolta in un mantello da soldato!’

In ogni caso, quale che sia la sorte di Polly, il nostro soldato tutt’altro che gentiluomo e piuttosto impenitente, marcia allegramente verso, si presume, nuove conquiste, accompagnato dal baldanzoso coro “I tamburi suonano con un ratatatat e i pifferi sono assai rumorosi”

Ballate maschiliste?

La disinvolta spavalderia del “gentleman soldier” è tipica di molte di queste canzoni che spesso rispecchiano il punto di vista del soldato piuttosto che quello della donna. Come avviene ad esempio nella ballata intitolata “The Rambling Soldier” (ma nota anche con il titolo “Rambling Sailor”) in cui un antieroe guarda indietro allegramente ad una carriera militare durante la quale più che di affrontare nemici si è occupato di conquistare donne. Apparentemente impiegato la maggior parte del tempo in qualità di sergente reclutatore, dice di aver condotto “una vita gaia e splendida” la cui gloria principale è stata quella di avere “in ogni città una moglie diversa”. E giustifica con una certa protervia la sua condotta perché “il re voleva giovani soldati”, riferendosi al fatto che molti dei figli illegittimi lasciati sparsi per il paese avrebbero scoperto che la loro unica opzione era quella di arruolarsi a loro volta. E senza spendere un briciolo di pietà per le sue vittime. ‘Senza dubbio alcune ragazze mi daranno la colpa, ma mai una volta possono farmi vergognare”
Certo, viste con gli occhi dei contemporanei, queste ballate appaiono di dubbio gusto; si racconta (ma potrebbe benissimo essere una rilettura “a posteriori”) che già Pete Seeger ad un certo punto si era rifiutato di cantarne, giova peraltro ricordare che il “politically correct” non è mai stata una preoccupazione delle canzoni popolari, e che esse fedelmente rispecchiavano lo spirito del loro tempo.

la ballata

Oh, it’s of a gentleman soldier, as a sentry he did stand,
He saluted a fair maid with a waving of his hand.
So boldly then he kissed her, and passed it off as a joke,
Then he drilled her into the sentry box
wrapped up in a soldier’s cloak.

Chorus (after each verse):
And the drums did go rat-a-tat-tat
and the fifes so loudly play,
Saying, “Fare thee well, Polly me dear,
I must be going away.”

All night they tossed and tumbled,
till daylight did appear.
The soldier rose, put on his clothes,
said “Fare thee well me dear,
For the drums they are a-beating,
the fifes still loudly play;
If it weren’t for that, Polly me dear,
with you I’d long to stay.”

“Oh come, me gentleman soldier,
now won’t you marry me?”
“Oh no, me dearest Polly,
such things they never can be,
For married I am already and children I have three;
Two wives (1) are allowed in the army,
but one’s too many for me.”

“Oh, if anyone come a-courting you,
you treat him to a glass.
If anyone come a-courting you,
you say you’re a country lass.
You needn’t even tell them that ever you’ve laid a joke.
That ever you went into a sentry box,
wrapped up in a soldier’s cloak.”

“Oh come, me gentleman soldier,
why didn’t you tell me so?
Me parents they’ll be angry
when this they come to know.”
When nine long months were up and past,
the young girl she brought shame
She had a little militia boy
and she couldn’t tell his name (2).

Un gentiluomo soldato stava di sentinella
Salutò una bella ragazza con un cenno della mano.
Così audacemente poi la baciò, come per scherzare
Poi la “trapanò” nella garitta
avvolta in un mantello da soldato.

Coro (dopo ogni verso):
E i tamburi suonavano rat-a-tat-tat
e i pifferi suonavano così forte,
Disse: “Addio, Polly mia cara,
io devo partire”.

Per tutta la notte sbatterono e ruzzolarono
finché non apparve la luce del giorno.
Il soldato si alzò, si rivestì,
disse: “Devo dirti addio, mia cara,
Perché i tamburi stanno battendo,
i pifferi suonano ancora a gran voce;
Se non fosse per questo, Polly mia cara,
mi piacerebbe restare a lungo con te.»

“Oh andiamo, gentiluomo soldato,
ora non mi sposerai?”
“Oh no, mia cara Polly,
questo non potrà mai essere,
Perché sposato sono già e figli ne ho tre;
Nell’esercito sono ammesse due mogli,
ma una è già troppo per me».

“Oh, se qualcuno viene a corteggiarti,
offrigli un bicchiere.
Se qualcuno viene a corteggiarti,
digli che sei una ragazza di campagna.
Ma non devi mai dire loro che hai fatto uno scherzo
e sei entrata in una garitta,
avvolta in un mantello da soldato».

“Oh andiamo, gentiluomo soldato,
perché non me l’hai detto?
I miei genitori si arrabbieranno
quando lo verranno a sapere”.
Quando nove lunghi mesi furono passati,
la giovane ragazza era disonorata,
Aveva un bambino della milizia
e non poteva dire il suo nome.

NOTE
(1) a scanso di equivoci, la seconda moglie ammessa nell’esercito è il soprannome (“housewife”) dato al kit del cucito in dotazione del soldato per piccole riparazioni dell’uniforme
(2) cioè era un figlio illegittimo

la ballata nel folk revival

Martin Carthy in Byker Hill (1967)
una versione particolarmente allegra dai Dubliners
The Merry Wives of Windsor, una “all female band” da Pasadena (california)
Orthodox Celts, da Belgrado (Serbia)
The Corrie Folk Trio, from Ireland
Luke Kelly, già con i Dubliners, in una versione solista
Steeleye Span live in Tonight’s the night (1991)
The Pogues, con il consueto stile ruspante
Pyrates, una folk band dalle “Lowlands of Holland”
California Celts, naturalmente dalla west coast
Jack The Lad, storica folk rock band dei ’70
Una delle prime registrazioni della ballata, a cura di A.L.Lloyd

LINK
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thegentlemansoldier.html
http://www.afolksongaday.com/?p=2717
http://mysongbook.de/msb/songs/g/gentsold.html
https://thesession.org/tunes/5534
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=310


Pubblicato da Sergio Paracchini

Sergio Paracchini, ascoltatore seriale di buona musica, dagli anni ’70 innamorato del folk revival (celtico e non solo). Gestisce il gruppo Facebook “Folk rock e dintorni”.

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