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Terre Celtiche Blog

Edward ballad: Child #13

Edward è un’oscura ballata riconducibile al testamento dell’avvelenato (vedi). Qui però il protagonista, dopo essersi macchiato di un assassinio, ha intenzione di uccidersi o di scomparire per sempre e quindi lascia la sua confessione e il suo testamento alla madre. L’origine della ballata è sicuramente scandinava e il professor Child la riporta al numero 13 con il semplice titolo di Edward -in due sole versioni (e un frammento)- ma la popolarità della ballata fu tale che nella tradizione orale si contano più di duecento testi, la maggior parte provenienti dall’America (quasi 150).

edward

IL TEMA

La ballata si dipana in forma di dialogo tra la madre e il figlio seguendo l’espediente della ripetizione progressiva (vedi) che accresce la tensione drammatica, tenendo in sospeso il pubblico fino alle battute finali: la madre vede il sangue sulla spada (o sui vestiti del figlio) e gliene chiede la ragione; il figlio tergiversa dicendo che si tratta del sangue di qualche animale, ma messo alle strette confessa di aver ucciso il fratello (o in altre versioni il padre o un altro parente, ma anche la sorella). La maggior parte degli accademici partono però dal presupposto che la versione originaria si riferisca al litigio tra due fratelli.
Sul perchè abbiano litigato sono fiorite le più ampie ipotesi! Le ballate raramente ci dicono i perchè, c’è spesso una sorta di indeterminatezza nella storia che contribuisce ad accrescerne il fascino (e nello stesso tempo ci esorta a scavare nei meandri della psiche). C’è da dire inoltre che anche se all’origine di una ballata c’è per lo più un fatto di cronaca “scandalistica” esso diventa stereotipo (o meglio archetipo come  Caino e Abele): così fratelli e sorelle si uccidono fra di loro per gelosia o per rivalità a causa di una ragazza o di un bel giovanotto e il tema dell’incesto fa spesso capolino mascherato da un eufemismo. La ballata viene quindi considerata da alcuni come una parte della storia narrata in “The Bonny Hind“, “The Twa brothers” e “Lucy Wan“.

LA VERSIONE INGLESE: EDWARD

Child ballad#13B

Il testo più famoso di Edward è quello pubblicato nelle Reliques of Ancient English Poetry di Thomas Percy (1765, I, 53) per mezzo di Sir David Dalrymple, e fu forse lo stesso Percy ad introdurre le grafie anticheggianti per aggiungervi una patina di antichità “a tavolino”. La lingua della ballata è l’inglese di Scozia (Lallans). Qui è la madre che istiga il figlio a uccidere il marito e tuttavia la versione si presenta più come un’anomalia rispetto alla storia originaria e più antica che parla della discordia tra due fratelli.

Il nostro testo, la versione di Edward pubblicata nelle Reliques of Ancient English Poetry del vescovo Percy (1765, I, 53) è indubbiamente la ballata tradizionale preferita dai lettori più raffinati. Una copia della ballata venne consegnata al grande antiquario da un magistrato scozzese, Sir David Darlymple, e fu probabilmente lo stesso Percy ad introdurre le grafie anticheggianti quhy (per why), ze (per ye), ecc., che abbiamo qui mantenuto per rispetto della tradizione. Questa magistrale ballata interamente in forma di dialogo si serve d’ogni artificio per amplificare la tensione drammatica, dalla ripetizione progressiva alle domande retoriche che fanno gradualmente presagire la catastrofe tenendola però continuamente in sospeso; la klimax giunge al culmine quando viene rivelata la colpa della madre, nelle ultime righe della ballata; tale espediente, decisamente contrario agli schemi ballatistici (di solito, i colpevoli vengono rivelati all’inizio), è di grande efficacia letteraria, ed alcuni studiosi sospettano non senza motivo che la copia di Edward giunta in possesso del Percy fosse stata modificata da qualche “addetto ai lavori”, se non addirittura dal Percy stesso. Ai lettori più attenti non sfuggirà, tra le altre cose, il quasi perfetto parallelismo tra la storia di Edward ed il mito greco dell’uccisione di Agamennone (il padre) da parte di Oreste (il figlio), su consiglio della madre (Clitennestra). La storia di Edward si è rivelata decisamente troppo “forte” per i puritani lettori americani: non il padre, ma un fratello od un cognato dell’ Heautontimoroumenos sono le vittime nelle versioni d’oltreoceano, e la madre non prende assolutamente parte al crimine. (Riccardo Venturi da “Tragedie Romantiche” in Ballate Angloscozzesi

Old Blind Dogs in The World’s Room (1999) Jim Malcolm (voce e chitarra) Jonny Hardie (violino) Rory Campbell (whistle), Buzzby McMillian (basso), Paul Jennings (percussioni, djembe, congas)
Susan Malcolm noted: “A traditional ballad, plucked from Child’s Ballads without a tune. Jim [Malcolm] and Jonny [Hardie] worked on Andy Thoburn’s There’s Deils to produce the melody. This dark, dark ballad, first published in 1765, has the son killing his father, and there is a suggestion the mother put her son up to the deed. The song contains a reference to the ‘warldis room’ or world’s room, the title of this album. The phrase means ‘freedom to roam’, which was considered by nomadic families, in Scotland called the travelling people, to be their reward for living a life without material wealth.”

Giordano Dall’Armellina: nel 2000 ha scritto un libro didattico per le scuole in inglese per la casa editrice “Loescher” dal titolo “Medieval British Ballads in a European Context” al quale è allegato un CD con 17 ballate britanniche

Child ballad#13B
Why does your brand sae drap wi’ bluid
Young Edward, oh young Edward?
Why does your brand sae drap wi’ bluid
And why sae sad gang ye O?
I hae killed my hawk sae guid
My dear mither, my dear mither
I hae killed my hawk sae guid
And I had nae mair but he
O
Your hawkis bluid was nevir sae reid
Young Edward, oh young Edward
Your hawkis bluid was nevir sae reid
Sum other dule ye drie
OI hae killed my reid-roan steed
My dear mither, my dear mither
I hae killed my reid-roan steed
That was erst sae fair and free
O
Your steed was auld, and ye hae gat mair
Young Edward, oh young Edward
Your steed was auld, and ye hae gat mair
Sum other dule ye drie
OI hae killed my faither dear
My dear mither, my dear mither
I hae killed my faither dear
Alas and wae is me
O
So whatten penance wul ye drie for that
Young Edward, oh young Edward?
So whatten penance wul ye drie for that?
My dear son, now tell to me O
I will sail in yonder boat (1)
My dear mither, my dear mither
I will sail in yonder boat
And awa and over the sea O
And what wul ye dee wi’ your towers and ha’,
Young Edward, oh young Edward?
And what wul ye dee wi’ your towers and ha’
That were sae fair to see O?
Let them stand until they fa’ doon
My dear mither, my dear mither
Let them stand until they fa’ doon
For tham nevir mair wul I see O
And what wul ye leave your wife and bairns
Young Edward, oh young Edward?
And what wul ye leave your wife and bairns
When ye gang over the sea O?
The warldis room, let them beg
My dear mither, my dear mither
The warldis room, let them beg
For tham nevir mair wul I see O
And what wul ye leave your mither dear
Young Edward, oh young Edward?
And what wul ye leave your mither dear
When ye gang over the sea O?
The curse of hell shall ye bear
My dear mither, my dear mither
The curse of hell shall ye bear
For the counsel ye gave to me O (2)
Traduzione italiana di Riccardo Venturi
“Perché la tua spada gocciola così di sangue,
Edward, oh giovane Edward?
Perché la tua spada gocciola così di sangue
e perché te ne vai tanto triste?”
“Oh, ho ucciso il mio falco valente,
Madre, cara madre:
Oh, ho ucciso il mio falco valente,
Ed io non avevo che quello.”
“Il sangue d’un falco non fu mai tanto rosso, Edward, Edward:
Il sangue d’un falco non fu mai tanto rosso, questo ti dico, figlio mio”
“Oh, ho ucciso il mio cavallo roano,
Madre, madre,
Oh, ho ucciso il mio cavallo roano
Prima così bello e vivace.”
“Il tuo cavallo era vecchio, ne hai altri,
Edward, Edward;
Il tuo cavallo era vecchio, ne hai altri,
Qualche altra pena t’affligge?”
“Oh, ho ucciso il mio amato padre,
Madre, madre;
Oh, ho ucciso il mio amato padre,
Ahimè, ed il male mi colga!”
“E quale pena ne vuoi portare,
Edward, Edward?
Quale pena ne vuoi portare,
Dimmelo adesso, caro figliolo”
“Salirò su quella barca,
Madre, madre;
Salirò su quella barca
E me ne andrò per il mare.”
“E che ne farai delle tue torri e castelli,
Edward, Edward?
E che ne farai delle tue torri e castelli,
Un tempo, alla vista, così tanto belli?”
“Li lascerò stare in piedi finché giù non cadranno, Madre, madre;
Li lascerò stare in piedi finché giù non cadranno,
Ché, tanto, mai più vi potrò ritornare.”
“E che lascerai ai tuoi figli e a tua moglie,
Edward, Edward?
Che lascerai ai tuoi figli e a tua moglie
Quando tu te ne andrai per il mare?”
“Il vasto mondo per mendicarsi la vita,
Madre, madre;
Il vasto mondo per mendicarsi la vita,
Ché, tanto, non li rivedrò mai più.”
“E che lascerai alla tua cara madre,
Edward, Edward?
Che lascerai alla tua cara madre
quanto te ne andrai per mare?”
“Per me porterai la maledizione infernale,
Madre, madre;
Per me porterai la maledizione infernale,
Tu, che m’hai dato siffatti consigli.
morte-norreni

NOTE
Ho riportato il testo come cantato dagli Old Blind Dogs che seguono peraltro quasi integralmente il Percy ma non ne mantengono la grafia
1) Giordano Dall’Armellina così scrive “Lo aspetta la morte che avverrà, secondo l’usanza scandinava che si applicava agli omicidi, con l’abbandono del colpevole su una barca al largo, senza timone né remi. Si possono ipotizzare due interpretazioni riguardo alla dipartita di Edoardo in barca. La prima ci suggerisce l’idea che Edoardo ha deciso di morire. La sua scelta di andare per mare potrebbe simbolicamente rappresentare il suo ultimo viaggio verso l’altro mondo. Era credenza comune, non solo in Europa, che l’anima dovesse attraversare un fiume o un mare per arrivare al mondo dei morti. Già gli Egizi, nel libro dei morti, rappresentavano l’ultimo viaggio su una grande nave. .. L’ipotesi che Edoardo si stia preparando al viaggio verso l’oltretomba è rinforzata dalla presenza del testamento alla fine della ballata. La seconda ipotesi, che non esclude la prima, riguarda l’usanza dei Vichinghi di condannare gli assassini abbandonando il colpevole su una barca al largo senza remi e timone. E’ in pratica una condanna a morte secondo la quale la barca dovrebbe dirigersi verso l’inferno.
Ma in questa versione i propositi di morte sono più mitigati, il protagonista preferisce l’esilio, la barca infatti è una normale nave
2) C’è da chiedersi perchè la madre interroghi il figlio quando è già a conoscenza dell’assassinio avendolo ordito lei stessa. La frase è considerata dai più come una specie di “coupe de theatre” alla Shakespeare!

FONTI
http://it.wikipedia.org/wiki/Edward_(ballata)
http://mbmonday.blogspot.it/2012/04/edward-what-put-blood-blood-on-his.html http://mbmonday.blogspot.it/2012/04/its-all-about-little-holly-bush.html http://mbmonday.blogspot.it/2012/04/why-dois-your-brand-sae-drap-wi-bluid.html http://www.contemplator.com/child/sharp13.html
http://www.christymoore.com/lyrics/what-put-the-blood/ http://betterknowachildballad.wordpress.com/2013/02/02/child-13-edward/ http://mainlynorfolk.info/nic.jones/songs/edward.html http://www.nspeak.com/allende/comenius/bamepec/multimedia/saggio3.htm http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_13
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=48691
http://wesleystace.com/album/trad-arr-jones/

Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog

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