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BORDER AFFAIRES!

Il BORDER è il territorio di frontiera tra Scozia e Inghilterra e BORDER REIVER  erano detti i guerrieri dei Clan scozzesi e le famiglie inglesi  che si davano alle reciproche razzie, (furti di bestiame e saccheggi) ai danni dei loro nemici (ovvero i loro vicini di confine – gli Inglesi/scozzesi) ma anche dei clan rivali della stessa nazionalità; facevano anche incursioni a scopo bellico, in una eterna guerriglia di confine con contorno di  saccheggi e ruberie sulla strada del ritorno.

Il periodo storico che li vide protagonisti oscilla tra la fine del 1200 e il 1500: dalla parte scozzese le famiglie sono gli Humes, i Kerrs, gli Scotts, Armstrongs, Grahams Maxwells, Elliots, Johnstones .. mentre dalla parte inglese i Forsters, i Fenwicks, gli Hetheringtones..
Molti Borderer erano imparentati con la parte confinante, nonostante le leggi che proibivano il matrimonio con stranieri, all’occasione si dicevano
inglesi se costretti, scozzesi per volontà
e Reiver per diritto di sangue!

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IL FAR WEST DEL MEDIOEVO SCOZZESE

La tensione nel Border era costante, anche nei periodi di pace tra le due nazioni: trovandosi in un territorio di prima linea, entrambi i governi erano indulgenti verso i clan del Border, tranne le poche punizioni esemplari quando l’illegalità diventava intollerabile. Così molti reivers finivano a combattere negli eserciti come alternativa alla condanna a morte. Gente comunque difficile da controllare, anche se inquadrata in un esercito,  o perchè si mettevano a saccheggiare per il proprio interesse, o perchè cambiava schieramento a seconda dell’andamento della battaglia alleandosi con il più forte.

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GILNOCKIE TOWER: una tipica casa-torre. costruita lungo il Border per difendersi meglio dalle razzie dei clan rivali. Era una specie di torre vedetta e di segnalazione riservata anche ad uso abitativo dei piccoli proprietari terrieri

Per quanto terra di frontiera il Border aveva le sue leggi in merito alle razzie e i suoi uomini delegati ad appianare le dispute. I “March Warden” dei rispettivi regni si incontravano lungo il confine nei “Giorni di tregua” veri e propri giorni di fiera, con giochi, divertimenti e momenti conviviali. Raramente però i “March Warden” e i “Keeper” (ovvero i sorveglianti nelle torri fortificate) erano imparziali e spesso quelli scozzesi erano complici delle razzie, mostrando favoritismi verso i propri consanguinei: di fatto la lealtà tribale era più importante di ogni legame feudale di vassallaggio e non erano inconsuete le faide mortali, che si protraevano per anni.

La maggior parte della storia e leggende sul Border scozzese ci viene da un suo figlio, Sir Walter Scott che riportò (ricamandoci anche un po’ sopra) nel suo Minstrelsy of the Scottish Border (1833) tutto quello che alla sua epoca ancora si conosceva del passato, rifacendosi ad una lunga tradizione orale: si narra di un medioevo oscuro ma anche più libero, in cui c’era appunto la libertà di muoversi per i territori (anche se non proprio con “oneste” intenzioni o per lo meno non da tutti i punti di vista) e soprattutto di esprimersi più liberamente (senza dover rendere conto ai Puritani e agli Inglesi)

Un po’ tutti gli Scozzesi del Border e delle Highlands avevano un concetto più elastico in merito alla proprietà del bestiame, ad esempio se una mandria stava incustodita o mal custodita, era come se fosse a disposizione del primo che se la prendeva: l’importante era essere furtivi e non farsi sorprendere. Ovviamente il legittimo proprietario poteva nutrire dei sospetti sui ladri e rifarsi alla prima occasione comportandosi nello stesso modo. Questo sistema alla lunga però tornava a tutto vantaggio dei clan più potenti e non erano infrequenti i personaggi che tendevano a spadroneggiare..

Nel secolo successivo non si parla più di reivers bensì di highwaymen ossia di briganti diventati tali per le annose faide tra clan: sono considerati dal popolo come dei Robin Hood e tra le loro attività illegali rientra anche il bracconaggio.

I reivers cavalcavano con il favore dell’oscurità, preferibilmente nei mesi invernali, armati con lancia, spada e un piccolo scudo..

ARCHIVIO CANTI

Sono molte le ballate che arrivano da quel periodo tumultuoso,  ballate che si dipanavano oltre alla quarantina di strofe e servivano a intrattenere il pubblico per un buon quarto d’ora e più, ma che ai nostri tempi si sono condensate in una decina di strofe se non anche meno. Non solo storie di battaglia o fattacci ma anche storielle di seduzione amorosa (più o meno consensuali ovviamente) e di romantici eroi scozzesi
BATTLE OF OTTERBURN
BONNY MAY
FAMOUS FLOWER OF SERVING MEN
ENGLISH LADYE AND THE KNIGHT
GEORDIE
 (Robert Burns)
HIGHLAND BALOU
JOHNNIE ARMSTRONG
LAMENT OF THE BORDER WIDOW
LITTLE MUSGRAVE
LONG LANKIN
MACPHERSON’S FAREWELL
PARTING GLASS

dal 1600
GEORDIE (versione settecentesca)
GILDEROY

 

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