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Blake’s Cradle Song

 “Sono gli uomini stessi che hanno mercificato la propria esistenza, pervertito le relazioni interpersonali in cambio di cose”. W. Blake

Poeta e artista visionario pittore e incisore, precursore del Romanticismo William Blake inventò l’immagine monotipo con colori a base di acqua per le sue stampe, pubblicandosi da solo i suoi libri.
“Blake non è un uomo facile, è orgoglioso, polemico e contrario alle mode correnti, tanto nelle arti, quanto nelle idee filosofiche.Trascorre tutta la sua vita in povertà, i suoi rapporti sociali sono molto complicati e conflittuali; odia la moda del suo tempo, odia la guerra, ritenendo che le arti possano nascere solo in Stati Pacifici, odia quindi chi la combatte (si ricordi le parole urlate ad un soldato: “Dannazione al Re, e dannazione a tutti i soldati, essi sono tutti schiavi”). Blake si è sempre dimostrato contro l’accademia, contro l’educazione che opprime l’immaginazione rifiutando l’educazione “elegante” che produce artificiosità.” (tratto da qui)

In opposizione ai sacri codici che identificano il male con il corpo e il bene con l’anima Blake afferma che il Male è energia fisica, desiderio al di là di ogni morale, così supera la dicotomia anima-corpo: L’Uomo non possiede un Corpo distinto dall’Anima. L’Energia è la sola vita e procede dal Corpo; e la Ragione è il confine o Circonferenza esterna dell’Energia. L’Energia è Delizia Eterna.

William Blake, Pietà,1895

A CRADLE SONG

“A Cradle song” è una delle diciannove poesie della sua raccolta Songs of Innocence (1789).
I “Canti dell’Innocenza” parlano dell’infanzia quale simbolo dell’innocenza, uno stato d’essere umano connesso con la felicità, l’immaginazione e la libertà. Scritte in un linguaggio semplice e musicale anche se non sono accompagnate dalla melodia, le poesie sicuramente sono state concepite come canti.

Molti artisti contemporanei hanno messo in musica i versi poetici, qui riportati in ordine sparso (e omettendo la versione classica di Benjamin Britten).

ASCOLTA The Alan Tyler Show 2015 voce di Emma Tricca, Musica composta e arrangiata dal chitarrista Alan Tyler, mi piace molto il modo strascicato di cantare i versi, una melodia molto coinvolgente

ASCOLTA Allen Ginsberg, in Holy Soul Jelly Roll, 1994 musica di Allen Ginsberg · Arthur Russell · Peter Hornbeck · Jon Meyer

ASCOLTA Sting bonus track in versione limitata in If on a Winter’s Night, 2009 (strofe da I a II; e da V A IX) musica di Vaughan Williams,

Ascolta Blake in “Heathen & Heaven” (2015) il gruppo francese nasce nel 2008 con l’intento di mettere in musica le poesie di William Blake; sono Gaël (voce, ghitarra), Clément (contrabbasso), Virginie (voce), Gaétan (violino)
ASCOLTA Pierre-Gilles Bovy in The Echoing Green ancora un francese in attività con il suo gruppo électro-rock dal 2011

La Barbe Bleue − Cradle Song (al momento non ho trovato il testo e nemmeno informazioni sugli esecutori)


I
Sweet dreams, form a shade
O’er my lovely infant’s head
Sweet dreams of pleasant streams
By happy, silent, moony beams
II
Sweet Sleep, with soft down
Weave thy brows an infant crown
Sweet Sleep, Angel mild
Hover o’er my happy child
III
Sweet smiles in the night,
Hover over my delight.
Sweet smiles Mothers smiles,
All the livelong night beguiles.
IV
Sweet moans, dovelike sighs,
Chase not slumber from thy eyes,
Sweet moans, sweeter smiles,
All the dovelike moans beguiles.
V
Sleep, sleep, happy child
All creation slept and smil’d
Sleep, sleep, happy sleep
While o’er thee thy mother weep
VI
Sweet babe, in thy face
Holy image I can trace
Sweet babe once like thee
Maker lay and wept for me
VIII
Wept for me, for thee, for all
When He was an infant small
Thou His image ever see
Heavenly face that smiles on thee
IX
Smiles on thee, on me, on all
Who became an infant small
Infant smiles are His own smiles;
Heaven and earth to peace beguiles (1)
Traduzione italiano *
I
Dall’oscurità, sogni beati
sul mio bimbo addormentato.
Dolci sogni, sgorgano lieti
da raggi di luna silenti.
II
Dolce sonno, di soffice piuma
incorona il bimbo nella culla.
Dolce sonno, Angelo mite,
proteggi il mio bimbo felice.
III
Nella notte, dolci sorrisi,
schiudetegli il paradiso.
Sorrisi dolci, materni sorrisi,
tutta la notte sempre sorrisi.
IV
Gemiti dolci, sospiri leggeri
non cacciate il sonno dai suoi pensieri.
Gemiti dolci, sorrisi beati
come dolci colombe alate.
V
Dormi, dormi bimbo felice
tutto il creato dorme e sorride
Dormi, dormi, dormi felice
mentre su di te tua madre piange
VI
Dolce bimbo, sul tuo volto
un santo viso ho colto.
Un bimbo dolce come te
il tuo Creatore, pianse per me
VIII
Per me, per te, per tutti pianse,
quand’era bimbo ancora in fasce.
Sempre vedrai il suo volto,
celeste sorriso a te rivolto
IX
A te, a me, a tutti sorride.
Colui che bimbo un dì si fece.
Di ogni bimbo il sorriso é la sua luce,
cieli e terra alla pace riconduce.

NOTE
* traduzione rielaborata da qui
1) “Le religioni oscure finiscono, e la dolce scienza regna”.

FONTI
http://elenanigro.blogspot.it/2008/05/william-blake.html
https://wsimag.com/it/arte/18924-immagini-mono-a-tipiche

THE TWO TREES

William Butler Yeats scrisse la poesia “The Two Trees” nel 1892 e la dedicò a Maud Gonne, la bella attrice, femminista e rivoluzionaria che aveva donato il suo cuore all’Irlanda. La donna non ne volle mai sapere di sposarsi con Yeats, ma lui la prese come sua musa ispiratrice e l’amò per tutta la vita. (continua)

La poesia è stata messa in musica nel secolo successivo dalla canadese Loreena MacKennitt (cantante, arpista, compositrice), una poesia esoterica che parla d’amore, un amore cosmico sospeso tra terra e cielo.
Alla ricerca di un quadro che affrontasse tematiche simili mi è venuto subito in mente il parallelo con “L’albero della vita” di Gustav Klimt che il pittore sviluppò  per la residenza di Bruxelles dell’industriale Adolphe Stoclet. Un dipinto-mosaico di marmi, pietre dure, maioliche e corallo.

Gustav Klimt: L’albero della vita, 1905

Nella poesia di Yeats due alberi si contrappongono uno il duale dell’altro: l’albero della vita e l’albero della morte e il poeta esorta la donna amata ad abbandonarsi all’amore (per lui) simboleggiato da un albero santo.

L’ALBERO DELLA VITA

All’epoca Yeats faceva parte del Golden Dawn (l’Ordine Ermetico dell’Alba Dorata), una società segreta inglese magico-iniziatica di ispirazione rosacrociana, sicchè viene da pensare al primo albero come l’albero sefirotico con le sue dieci sfere, che nasce nel cuore, centro della spiritualità umana :  è l’albero cosmico della creazione che contiene i quattro elementi formativi, il fuoco simboleggiato dalle stelle, la terra richiamata dalle radici, l’aria simboleggiata dalla chioma frondosa e l’acqua ovvero le onde; il secondo è l’albero della morte, l’immagine distorta del primo, sterile e desolato dove di posano i corvi in attesa del macabro banchetto (e guarda caso anche nella raffigurazione di Klimt sui rami dell’albero troviamo un grosso uccello nero).
Il riferimento più che al cristianesimo è al misticismo rabbinico (mito della cabala) con Sephiroth (il bene, le sfere dimensionali dell’albero della vita, la cui manifestazione viene percepita dall’uomo come Astri nel Cielo – e gli Angeli) contrapposto a Qliphoth (il riflesso del male).
Ma il ragionamento filosofico da seguire è lungo e complesso diciamo da “iniziati”, quello che invece è più immediato nella poesia è il concetto di dualità della natura umana: l’uomo può scegliere di guardare dentro di sé (alla fetta di paradiso che ha nel cuore) invece che di abbandonarsi ai tormenti della mente.
Dal punto di vista stilistico si può affermare che l’amata Maud viene descritta similmente con i termini con cui Dante Alighieri descrive la sua Beatrice nel Paradiso, specchio dell’immagine di donna angelicata raffigurata in quegli anni nei quadri dei preraffaelliti.

Nel cuore della donna nasce un albero sacro e mentre scuote la sua chioma una musica armoniosa si spande fino al cuore del poeta e lo ispira a scrivere la sua canzone. Il secondo albero è invece il riflesso distorto dell’amore non corrisposto.

LA CANZONE: THE TWO TREES

Loreena McKennitt ci mise la musica nel 1994 per l’uscita dell’album “The Mask and the Mirror“, il brano della lunghezza di 9 minuti circa è introdotto da una melodia dal titolo, Ce He Mise Le Ulaingt? composta e suonata da Patrick Hutchinson con la cornamusa irlandese (uillean pipe). Il titolo Cé hé mise le fulaingt  (‘ulaingt’ = ‘fulaingt’) è una sorta di citazione biblica Who am I to suffer  (tradotto anche come who am I to bear it) vedi

 

I
BELOVED(1), gaze in thine own heart,
The holy tree is growing there;
From joy the holy branches start,
And all the trembling flowers they bear.
The changing colours of its fruit
Have dowered the stars with metry light;
The surety of its hidden root
Has planted quiet in the night;
The shaking of its leafy head
Has given the waves their melody,
And made my lips and music wed,
Murmuring a wizard song for thee.
There the Joves a circle go,
The flaming circle of our days,
Gyring(2), spiring to and fro
In those great ignorant leafy ways;
Remembering all that shaken hair
And how the winged sandals dart,
Thine eyes grow full of tender care:
Beloved, gaze in thine own heart.
II
Gaze no more in the bitter glass
The demons, with their subtle guile.
Lift up before us when they pass,
Or only gaze a little while;
For there a fatal image grows
That the stormy night receives,
Roots half hidden under snows,
Broken boughs and blackened leaves.
For ill things turn to barrenness
In the dim glass the demons hold,
The glass of outer weariness(3),
Made when God slept(4) in times of old.
There, through the broken branches, go
The ravens of unresting thought;
Flying, crying, to and fro,
Cruel claw and hungry throat,
Or else they stand and sniff the wind,
And shake their ragged wings; alas!
Thy tender eyes grow all unkind:
Gaze no more in the bitter glass.
III (4)
Beloved, gaze in thine own heart,
The holy tree is growing there;
From joy the holy branches start,
And all the trembling flowers they bear.
Remembering all that shaken hair
And how the winged sandals dart,
Thine eyes grow full of tender care;
Beloved, gaze in thine own heart.

VERSIONE ITALIANA di Marianna Piani (da qui)
I
Amore(1), guarda dentro il tuo cuore,
l’albero santo è lì che sta fiorendo;
dalla gioia i santi rami si partono,
e tutti i frementi fiori che essi sostengono.
I color cangianti dei suoi frutti
hanno adornato le stelle con luce serena;
la saldezza delle sue radici profonde
ha radicato la quiete nella notte;
il cullare della sua chioma frondosa
ha donato alle onde la loro melodia,
e le mie labbra ne sposarono l’armonia
nel mormorare per te un magico canto.
Là vanno gli amori danzando,
nel giro fiammante dei nostri giorni,
vorticando(2), turbinando qui e là
nei vasti incoscienti viali coperti di foglie;
rammentando quella gran chioma agitata dal vento
e come sfrecciano i sandali alati
i tuoi occhi si colmano di tenerezza:
guarda, guarda dentro il tuo cuore, amore mio.
II
Non guardare più nello specchio amaro
che i demoni, con la loro sottile scaltrezza
ci pongono di fronte, passando,
o almeno lanciaci appena uno sguardo;
poiché vi si forma un’immagine fatale
che raccoglie la notte di tempesta,
radici seminascoste nella neve,
rami spezzati, foglie annerite.
Poiché ogni cosa sterile diviene
in quello specchio opaco che i demoni reggono,
specchio dell’espressa stanchezza(3),
creato mentre Dio riposava(4) nel suo tempo senile.
Là, tra i rami spezzati, passano i corvi
del pensiero senza requie;
volando, gridando, qui e là,
con i loro artigli crudeli e la gola vorace,
oppure rimangono immobili a fiutare il vento,
e scuotono le loro ali cenciose, ahimè!
I tuoi teneri occhi perdono la loro dolcezza:
no, non guardare più in quello specchio amaro.
III
Amore, guarda dentro il tuo cuore,
l’albero santo è lì che sta fiorendo;
dalla gioia i santi rami si partono,
e tutti i frementi fiori che essi sostengono,
rammentando quella gran chioma agitata dal vento
e come sfrecciano i sandali alati
i tuoi occhi si colmano di tenerezza:
guarda, guarda dentro il tuo cuore, amore mio.

NOTE
1) è il poeta che si rivolge alla donna amata ma è anche Loreena che canta per il suo amore che morirà tragicamente in un incidente qualche anno dopo : la canzone diventa quasi profetica
2) l’immagine sviluppata da Yeats dei “gyres” è quella di due coni interdipendenti ma contrapposti che ruotano l’apice dell’uno in contatto con il punto centrale della base dell’altro. La visone venne elaborata in un libro dal titolo “A Vision”, in cui Yeats spiega i mutamenti della personalità umana, l’avvicendarsi della storia e la trasformazione dell’anima dopo la morte.
Mi piace quest’immagine di pulsazione degli opposti in cui due vortici accoppiati, ovvero dei coni rotanti interpenetranti, girano in direzioni opposte e si annullano uno nell’altro. “per me tutte le cose sono costituite dal conflitto fra due stati di coscienza, fra due esseri o persone che reciprocamente muoiono l’uno la vita dell’altro, e vivono l’uno la morte dell’altro. Ciò vale anche per la vita e per la morte. Due coni o vortici, l’apice dell’uno nella base dell’altro” (Yeats in “A vision”).
3) weariness nel senso sia di stanchezza che di consapevolezza
4) quando Dio si addormentò il Diavolo forgiò lo specchio ovvero l’albero della conoscenza: così la perdita dell’innocenza fu il libero arbitrio dell’uomo (il peccato). Secondo William Blake Albione è simbolo archetipo della creatività, esistenza immaginativa, libertà spirituale: l’albero della vita è il simbolo della forza immaginativa e sessuale, mentre l’albero della conoscenza rappresenta il sapere razionalistico proprio di Urizen (il Dio bibblico). Qui ci troviamo filosoficamente parlando all’inverso dell’illuminismo: se il sonno della ragione genera mostri, per Yeats/Blake è invece il pensiero che occulta la verità-fede. Che è poi il pensiero gnostico “ Se voi conoscerete la Verità, la Verità vi farà Liberi. L’Ignoranza è uno schiavo, la Conoscenza è libertà. Se noi riconosceremo la Verità, ritroveremo i Futti della Verità in noi stessi. Se ci uniremo con essa, essa produrrà il nostro perfezionamento (Vangelo di Filippo, Vers. 123). Ma contrariamente al binomio sesso-peccato stigmatizzato dal cristianesimo (l’albero della conoscenza è il peccato carnale, il diavolo tenta l’uomo con i piaceri della carne e della materia) per Blake la sessualità è positiva perchè libera la energie creative dell’uomo.
4) Loreena aggiunge un’interpolazione finale

William Blake La danza di Albione, 1795
William Blake La danza di Albione, 1795

FONTI
http://www.gustav-klimt.com/The-Tree-Of-Life.jsp
http://www.didatticarte.it/Blog/?p=1708
http://www.yeatsvision.com/
https://rosariomariocapalbo.wordpress.com/2011/06/18/william-butler-yeats/
http://dublinoapiedi.com/2516/la-storia-damore-tra-maud-gonne-e-w-b-yeats/
http://www.independent.co.uk/arts-entertainment/art/great-works/great-works-the-dance-of-albion-circa-1795-william-blake-1965101.html
http://www.unigalatina.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2468